domenica 28 dicembre 2014

LA PUNIZIONE di Jodi Ellen Malpas (Vol. II)


La serie della Malpas mi aveva già lasciato con profondi dubbi, in quanto mi sapeva di già visto, una serie infinita di cliché e senza grandi avvenimenti. La lettura del secondo volume, LA PUNIZIONE, dove i due dovrebbero affrontare il grandi "mistero" di Jesse Ward, ovvero la sua "dipendenza" dall'alcol e il possesso di una casa di piacere come il Maniero, si è rivelata di una noia mortale.

COPERTINA

Immagino che la serie, che è comparsa in America nella Top Ten dei libri più venduti, sicuramente avrà schiere di ammiratori, o meglio ammiratrici, ma io non posso assolutamente considerarmi una di loro. A parte il fatto che Jesse mi sembra uno schizzato senza rimedio e possibilità di redenzione,  mi ha dato molto più fastidio addirittura del protagonista di SCHIAVA PER VENDETTA.

POSSIBILI PROTAGONISTI


Siamo apparentemente lontani dai giochi erotici sadomaso, almeno così pensa la protagonista, ma lui praticamente la vorrebbe murare viva, non farla lavorare, non farle incontrare le amicizie. Le sceglie i vestiti, come deve andare in giro, quanto deve mangiare e quanto no. Le fa sparire la pillola quando decide lui (ovviamente l'opinione della protagonista non conta niente) che deve rimanere incinta. Però la ama, almeno così sostiene. Ovviamente ama l'involucro Ava, perché di tutto il resto (se esiste un resto) davvero non si cura.

POSSIBILE JESSE


Eppure era partito bene, molto meglio del primo volume, con loro due separati ed Ava che si chiedeva chi fosse realmente Jesse Ward, non riconoscendolo in quest'uomo fragile ed insicuro che si è rinchiuso per giorni a bere per dimenticare. Mi sono detta che forse sarebbe emersa una profondità maggiore che mi potesse intrigare e appassionare, ma l'autrice subito mi ha smentito presentandomi una storia noiosa, senza grandi traumi, tranne quelli di una mente annoiata e pigra. Qualcuno mi sa spiegare qual'è il grande dramma di questo ragazzone belloccio, pieno di soldi, che a vent'anni ha ereditato una casa di piacere? Povero bambino, non ha saputo gestire tutto questo e si è lasciato coinvolgere! Ad un certo punto però, signor Ward si cresce e non è certo  murando viva lo pseudo amore che si fa!



Noioso, ripetitivo nelle scene di sesso, per niente coinvolgente e addirittura fastidioso, come quando la protagonista e l'amica Kate, sempre pronta a difendere Jesse piuttosto che prendere le parti di quella che dovrebbe essere la sua migliore amica, ridono saccenti della reazione di Victoria alla scoperta che Drew lavora al Maniero. Troppo provinciale, a loro dire, per una relazione di quel tipo. Ho faticato molto a proseguire, in quanto ero tentata di abbandonare la lettura per altro. Mi sono detta che forse sarebbe migliorato sul finale. Non è stato così.

VOTO: 4


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