sabato 23 luglio 2016

AMABILE CANAGLIA di Miriam Formenti


Qualche mese fa avevo già incontrato quest'autrice, con il suo ISABELLA PER SEMPRE che ricordo di aver letto voracemente, soprattutto sul finale, desiderosa di vedere come le sorti dell'eroina potessero ribaltarsi. Mi era rimasto quindi un ricordo piacevole della Formenti e quando ho visto questo volume dalla splendida copertina, tra i romanzi di un'amica, me lo sono fatta prestare.

Mi aspettavo una storia italiana, invece mi sono imbattuta in un romanzo di ambientazione inglese, con una strizzata d'occhio a casa nostra, ovvero il bel conte Giovanni Calozzi. La storia però potrebbe tranquillamente essere stata scritta da una Marianne Rose, Mary Claire Foster o qualsiasi altro nome anglosassone, in quanto lo spirito che emerge e le atmosfere che lo impregnano sono quelle britanniche, anche se la rossa protagonista ha tutto lo spirito indomito dei suoi avi irlandesi e questo per me sicuramente è un punto in più per ragioni puramente personali.

Amabel Lynch è a Londra insieme alle due sorelle gemelle, la pacifica Roseanne e la pratica Pearl. Le ragazza sono state mandate nella capitale dalla madre, dopo che il padre è morto ed i loro beni sono stati confiscati. Il loro futuro è incerto e solo una presentazione in società da parte del ricco zio inglese potrebbe in qualche modo salvarle grazie ad un buon matrimonio. Pearl è l'incaricata a bussare alla porta del ricco parente, ma per un terribile scherzo del destino, la giovane viene scambiata per una ladra ed arrestata.

Amabel, disperata, decide di andare a bussare alla porta della casa dello zio Weston per chiedere il suo intervento, ma ad accoglierla sarà Givanni Calozzi, il nuovo inquilino della casa. Il ricco conte italiano viene subito colpito dalla bellezza della ragazza, ma anche dal suo spirito intrepido e la sua natura da gentiluomo lo induce a mettersi a disposizione delle due ragazze per cercare di far uscire Pearl dalla prigione.

Ancora una volta il destino si accanisce sulle giovani Lynch e il destino di Pearl sembra segnato per sempre, spedita in America con le altre prigioniere. Giovanni si adopera per poter rintracciarla e offre ad Amabel e Roseanne tutto il suo appoggio, mentre sboccia la passione, assoluta e selvaggia tra i due, proprio quel tipo di amore che Amabel aveva sognato e per cui aveva rifiutato la proposta di nozze di un amico d'infanzia. Ma il passato di Giovanni è pieno di ombre e la felicità non è così scontata e facile da raggiungere come si potrebbe supporre. L'uomo infatti è sposato con Inez, che vive la sua vita lussuosa in Francia.

I due amanti clandestini si scontrano anche per via del loro carattere e quando Giovanni parte per la Francia, deciso a risolvere la sua situazione (anche se non ne ha fatto parola con Amabel), la ragazza decide che riuscirà a dare una svolta al destino e ad avere quel debutto in società che si meritano, cercando di far in modo che Roseanne possa trovare la sua altra metà. Quando Giovanni tornerà a Londra, scoprirà che la donna che ama è diventata tra le ragazze più corteggiate, in modo particolare dal pericoloso Loyd, un nobile dalla fama alquanto dubbia.

Le vicende seguono appassionanti fino alla fine, anche se il mio cuore in qualche modo resta diviso e incuriosito, perso oltre oceano, dietro ad una sorella di cui non abbiamo notizie e che è stata lanciata verso la più terribile o avventurosa delle vicende. Che ci sia un libro con la storia di Pearl è a mio parere scontato, non so se già pubblicato o nascosto nel cuore della Formenti, pronto a saltare fuori appena gli si concederà la penna, ma resta sicuramente uno dei miei rimpianti in questa storia interessante e piena di colpi di scena.

Oltre a Pearl, ho anche il rimpianto dell'Irlanda e di Daniel, il pretendente respinto che stranamente si è conquistato un posto nel mio cuore con qualche singola battuta a lui dedicata. Ma anche qui ho motivazioni personali che mi riportano alle verdi colline d'Irlanda, ad uno sguardo acquamarina teso verso l'orizzonte e ad un'altra storia, questa mai raccontata. Nel complesso buon libro.

VOTO: 6 1/2

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