sabato 25 maggio 2019

Ladra di cuori - J. R. Ward - Frasi


LADRA DI CUORI


A giudicare dalle emozioni che avevano sempre mostrato, avrebbero potuto benissimo essere dei cyborg. Occhi così morti… i loro sguardi avevano tutta la luminosità della vernice opaca. Ma quei due probabilmente avevano solo visto molto. Fatto molto. E ciò si traduceva, secondo quanto aveva appreso sulla guerra, in persone che si dissociavano dal mondo intorno a loro e che non si fidavano di nessuno.                  Neanche di loro stessi (Jane pensando ad Ehric ed Evale)



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Jane trasalì e lo fissò. «Scusami?»                  «Tu mi hai lasciato, anche se non sei andata da nessuna parte.


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 Il suo corpo era come una casa da cui era rimasto chiuso fuori e, per quanto intensamente lo volesse, non riusciva più a varcarne la soglia (Assail)

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Lei gli aveva preso qualcosa e se l’era portato via quando gli aveva annunciato che sarebbe uscita dalla sua vita (Vishous pensando a Jane )

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«Sai com’è quando esci la notte, guardi in alto e ti aspetti di vedere il cielo? E quando lo fai, c’è questo miscuglio di cose che ti tocca, perché può essere nuvoloso o limpido, con la pioggia o la neve… eppure rimane così completamente impersonale? Il cielo è al contempo determinante ed estraneo… e anche lei era così (Vishous parlando di sua madre)



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Jane si alzò da sola, lasciandogli la mano tesa lì alla brezza… un’altra delle cose che V amava in lei: non avrebbe avuto mai bisogno di niente da lui o da qualsiasi maschio. Né da qualsiasi femmina. Né da nessuno. Jane badava a se stessa… e le avanzava ancora così tanta competenza da potersi prendere cura anche di chiunque altro.


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A volte la vita ti corre incontro veloce.  Anche la morte. (Vishous)

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«Ho pensato che non c’era nessun altro al mondo, incluso me stesso, che avrei voluto di più a prendersi cura di lui. A tal punto mi fido di te. E a tal punto credo in te.»Jane si ritrovò a sbattere le palpebre per ricacciare indietro le lacrime.«Tu scegli i modi migliori per dire ti amo».



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Vishous si fermò davanti alla porta della Tana. «Sai per me che cosa è più importante persino dell’amore?»«Che cosa?»V la spostò perché potesse vederlo in faccia. «La fiducia è più importante, per me. E ho capito… che tu mi copri le spalle».Jane allungò la mano ad accarezzargli la guancia, poi fece scorrere le dita sui simboli che aveva tatuati sulla tempia.«Fiducia» disse, «è solo un’altra parola per dire amore


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Perciò chiudi gli occhi e guarda ciò che sta per succedere come solo tu puoi fare. Devi determinare la fine, capisci? Tu determinerai la fine…

domenica 19 maggio 2019

LADRA DI CUORI di J.R. Ward - La confraternita del pugnale nero Vol XVI

Ormai siamo arrivati, tra un tira e molla, al sedicesimo volume della saga LA CONFRATERNITA DEL PUGNALE NERO e anche se i tempi gloriosi dei primi libri sono in qualche modo decisamente lontani, non nego che V e Jane sono riusciti a catturare la mia attenzione, malgrado temessi che il bisogno di presentare il dopo "E vissero felici e contenti" portasse la Ward a distruggere una delle coppie che resta tra le mie preferite.


Certo il racconto dovrebbe avere come coppia centrale Sola e Assail, la cui storia racconta la sua parte, a mio avviso più emozionante, nei volumi precedenti. Innegabilmente l'innamoramento, in questo tipo di racconti, è quello che conquista l'attenzione del lettore e i due ci avevano già dato il meglio in precedenza, quando lei lo aveva avvicinato per spiarlo, inviata dal suo datore di lavoro, per poi ritrarsi ed essere a sua volta inseguita da Assail, in qualche modo affascinato da questa umana fuori dagli schemi.


Il rapimento di Sola, la sua liberazione, il suo salvataggio, grazie all'intervento di Jane e del suo gruppo di medici, con il successivo innamoramento del suo salvatore sono i punti salienti di questa storia e, sfortunatamente, sono relegati in un altro volume, il che rende la trama di questa vicenda piuttosto debole.


Sola ha promesso di allontanarsi dalla vita che ha condotto fino a quel momento, fatta di criminalità e rischio, se fosse riuscita a salvarsi. Ha fatto una sorta di voto, che ha deciso di rispettare, e Assail l'ha lasciata andare perché lui rappresenta solo un pericolo, ma quando l'uomo, ormai in fin di vita, dopo una violenta crisi d'astinenza, nella clinica della dottoressa Jane, sembra spacciato, i cugini del vampiro decidono di chiedere il suo intervento, proprio quando Jane sembra voler suggerire che devono interrompere la sua vita.


Sola combatte contro il timore di ricadere nel passato e sembra piuttosto debole nella sua scelta di raggiungerlo a Caldwell. Sarà l'intrepida nonna, che ha in realtà scelto Assail per la nipote già molto tempo prima, a riportarla in città. A Sola spetta il compito di salvarlo, di cercare di capire che cosa lo renda stranamente diverso da tutti gli altri uomini che ha conosciuto, fino alla fatidica rivelazione.


La storia è carina, ma dopo i trascorsi è piuttosto debole. Più interessante Jane e Vishous, che avevano rischiato di perdere e che in qualche modo si riprendono grazie ad un periodo di separazione e ad una quasi morte che risveglia in V il timore di perdere Jane una volta e per sempre. I due si ritrovano e sembrano scendere a patti con il proprio lavoro e la vita personale.


Intanto il nuovo nemico si manifesta e indagini approfondite, con l'aiuto del solito Lassiter in incognita, che adesso svela il suo nuovo ruolo a V., permette di cambiare i nuovi giocatori sul palcoscenico, gettando le premesse per il futuro.


Se la guerra di Throe presenta degli elementi interessanti, che potrebbero ravvivare il conflitto che fino a poco tempo prima languiva, con l'uscita di scena dell'Omega, ho odiato tutta la parte di Victoria, la sorella di Benloise, praticamente inutile e inserita nella trama solo per allungare il brodo.


Mentre la vicenda si risolve sul finale, si introducono due nuovi personaggi che potrebbero portare a qualcosa d'interessante nel futuro: la nuova mezzosangue, ossessionata dai vampiri, che ha invaso la rete con immagini di tutti gli eventi strani che è riuscita a rintracciare, che si appresta a vivere una transizione che potrebbe costarle la vita, e Murhder che, spirito pazzo, ritorna saltuariamente ad affacciarsi in attesa di avere finalmente uno spazio tutto suo.


Anche se non si avvicina lontanamente ai primi volumi, confesso di averlo trovato più interessante di quello precedente, anche se restano molti punti irrisolti. Pur non brillando, la Ward resta comunque un'autrice con la quale andare sicuri.

domenica 12 maggio 2019

LA HIJA DEL MARIACHI - Citazioni - Parte 20

LA HIJA DEL MARIACHI
DI
MONICA AGUDELO







La Mamma di Mañanitas (a Francisco): "Non è normale che lei compaia e mio figlio subito si metta a comprare preservativi!"
Francisco: "Uuuuy... senta, un commento come questo, davanti alle altre persone, è sprofondo!"



***


(Durante la retata, Rosario dice di avere dolori alla pancia per la gravidanza)

Polizia: "Quale dei signori è il padre?"Tutti: "Io, io!"Sigi: "Un momento, un momento! È bene che quello che è di uno è di tutti, ma non arriviamo a questi estremi. il papà sono io...."



***


Fer -Dov'è il mio bicchiere, amico? Emi - Che succede? Fer- Nulla, beh Leticia ha buttato un bicchiere sulla camicia di un cliente ed io sono andato li per vedere che stava succedendo, perché avevo l'impressione che il tipo l'avesse offesa. Volevo difenderla e mi ha insultato. Sigi- Chi il tipo? Fe- LeticiaSigi- E l'insulto è stato così violento o cosa? Perché sei molto arrabbiato. (Emi guarda Fer con aria divertita)Fer- Io non sono arrabbiato, amico!!! No e il peggio non è questo, ma che il tipo non era furioso, ma stra felice perché la nana stava seduta su di lui pulendogli la camicia. Emi- Davvero? Fer- Si, davvero, davvero e gli stava mostrando anche le tonsille a tipo che era molto felice.Emi- Davvero?Fer- E tu di che ridi, maestro? Emi- Dico che davvero eri geloso. Fer - Come posso essere geloso di un uomo che è un effeminato che viene ad un bar come questo a prendersi un succo di frutta. Che ti succede, maestro? Rispetto!  
Fer se ne va e rimangono Sigi y Emiliano
Emi- È fantastico. Tanto mi ha scocciato e tormentato dicendomi che ero geloso e adesso quello geloso è lui. Vado a raccontarlo a Rosario. Questo non ha presto.
Emiliano se  ne va e rimane Sigi con un'espressione confusa
-Sigi  Che sta succedendo qui? Lara che chiede perdono. El Coloso felice che canda in duetto con lara. Fernando geloso. Questo non è un bar ma un baricomio. 



***


Quando Sig va alla pension de La laguna a cercare la verità su Lara e per capire se è davvero un criminale, Lara gli chiede se crede che sia possibile. Sigi risponde: Sig: Tu non sei uno che ricicla dollari, perché non è in grado di ripulire neanche i propri vestiti e non è neanche un assassino perché sarebbe incapace di uccidere neanche a quei due scarafaggi che camminano sul tuo materasso. 


***


Rosario - Amore, non ti arrabbiare con loro. Cerca di comprenderli. Inoltre considera che credono che tu sia un delinquente.  Emi - E questa è la cosa più triste, amore mio. Credono quello che non è vero su di me. Io non sono un delinquente e quello che non hanno potuto accettare è la mia verità più grande, che sei tu.  

domenica 5 maggio 2019

LA PRESCELTA di J.R. Ward - frasi


THE CHOSEN




La tenerezza e l’amore, talvolta, possono essere difficili da guardare come la violenza(Thor pensando alla perdita di Selena)


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Blay era la sua ragione di vita, la casa che non aveva mai avuto, il sole che riscaldava la sua terra(Qhuinn)



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Non aveva mai pensato che la sua condotta potesse avere ripercussioni tanto devastanti.            D’altra parte, poco prima di uno scontro frontale è impossibile valutare con assoluta precisione la portata delle ferite che ne deriveranno.


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Non era arrabbiato.   Arrabbiarsi per colpa della verità è stupido.            Meglio impiegare il proprio tempo per adattarvisi.            Molto più logico, anche se ti faceva salire le lacrime agli occhi (Blay)



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iAm riattaccò sorridendo. Gli italiani vecchio stile alla fine assomigliavano molto alle Ombre: chiusi nei confronti dei forestieri, fieri delle loro tradizioni, diffidenti verso chi non conoscevano. Ma una volta che ti avevano preso in simpatia? Una volta che avevi dimostrato cosa valevi e che ti avevano accettato? Erano così leali e generosi che quasi quasi non sembravano neanche umani


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Xcor si puntellò sui gomiti. «Per me è stato lo stesso» sussurrò. «La vita mi ha insegnato che i sogni non si avverano. Solo gli incubi si realizzano, nella vita reale. Non nutrivo alcuna speranza che potesse accaderci questo.


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 L’amore è come la vita stessa, rifletté.            Per quanto tu abbia avuto la fortuna di vivere – o di amare – quando arriva la fine, non ti sembra mai abbastanza (Layla)


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 Nel suo attuale stato d’animo, lei era un vuoto in cerca di una distrazione, un vuoto a pezzi che dal di fuori sembrava, erroneamente, tutto intero (Therese)


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Apparteneva alla generazione che aveva conosciuto sia la schiavitù che la liberazione, e quest’ultima non era certo priva di difficoltà e tragedie. Ma adesso almeno aveva la sensazione di sapere chi era lei come individuo, aveva desideri tutti suoi e non regolamentati da altri. Aveva anche due figli che sarebbero stati liberi di scegliere chi volevano essere e cosa volevano fare nella vita (Layla)


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«E, no, non voglio essere come te. Noi due non siamo uguali e non lo siamo mai stati.»            «Proprio per questo stiamo bene insieme.» Tutt’a un tratto la voce di Qhuinn divenne acuta. «Tu sei la mia famiglia, Blay. Lo sei sempre stato. Anche con Lyric e Rhamp nella mia vita, senza di te sono perduto… sì, potrò pure incazzarmi nel bel mezzo di una discussione come questa, ma sono ancora abbastanza uomo da ammettere che io non sono niente se non stiamo insieme



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Si fissarono per una frazione di secondo. Per Qhuinn, tuttavia, non c’erano dubbi.            Nello scontro tra amore e vendetta, lui sceglieva l’amore



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LA PRESCELTA - Vol XV di J.R.Ward



Mi ero ripromessa di leggere questo romanzo da un bel po', essendo un'amante della saga, ma la coppia Layla e Xcor non è mai stata tra le mie preferite e forse questo ha agito da deterrente, inducendomi a preferire altri racconti. Alla fine però era un appuntamento a cui non potevo mancare, in quanto ormai i personaggi della CONFRATERNITA DEL PUGNALE NERO sono diventati degli amici che riconosci con tutti i loro pregi e i loro difetti.


La lettura di un volume della saga è sempre un tuffo in quel mondo variopinto e sempre più affollato che è il mondo della Confraternita. Ormai il piccolo gruppo iniziale di guerrieri, quello degli albori, è diventato molto più numeroso. Quasi tutti hanno trovato una serenità di coppia e vivono tutti insieme nella grande casa del Re. La Ward finisce per dedicare spazio solo ad alcuni e in questo caso ad essere messi in rilievo sono, a parte la coppia principale, anche V. alle prese con una profonda crisi sentimentale, Qhuinn e Blay, come era inevitabile, visto che il primo è il padre dei gemelli di Layla, la anche Trez, che era uno di quelli a cui la storia dedicata ci aveva lasciato decisamente con l'amaro in bocca.


Layla e Xcor sono comunque i protagonisti del volume, la coppia di disperati amanti che lottano per la loro felicità, anche se decisamente in un contesto atipico, rispetto agli altri. La prima, infatti, ha avuto due figli da Qhuinn, con cui divide le responsabilità genitoriali, affiancati da Blay, che con i suoi consigli saggi e ponderati sembra in qualche modo operare sul suo compagno, riuscendo a farlo ragionare.


Layla, che in un primo momento viene sospettata di essere preda di una depressione post-partum, in realtà è angosciata per il suo amore peccaminoso per Xcor, il traditore, colui che aveva ordito l'attentato a Wrath e che adesso è prigioniero della confraternita. Non sono mai riuscita a provare una grande sintonia per questa coppia, essendo legata a tutti gli altri fratelli e al Re, ma nel corso di questo romanzo, cambiando prospettiva, pur non sviluppando una preferenza per loro, ho cominciato a vederli con meno astio.


Quando Qhuinn scopre che Layla lo ha ingannato, durante la gravidanza, con Xcor, il guerriero esplode come una vera e propria bomba a mano, aggredendo l'Eletta e accusandola di tradimento. A nulla servirà il tentativo di Blay di calmarlo, tanto che il rapporto tra i due finirà per subire un momento di crisi proprio per l'evolvere della situazione.


Layla, venuta allo scoperto, sarà allontanata e solo l'intervento delle altre donne della Confraternita le permetteranno di ottenere il permesso di vedere i suoi figli, mentre si decide il destino di Xcor, deciso a pagare i suoi debiti con la Confraternita.


Mentre la storia di Xcor, delle sue origini e del suo legame con Thor, emerge nel racconto, la mia attenzione era divisa tra Trez e V. Il primo è legato ad un nuovo filone che mi auguro possa finalmente guidarlo a quel lieto fine mancato in LE OMBRE. Che qualcosa stesse bollendo in pentola lo capiamo con la comparsa di Lassiter ( a cui verrà affidato un compito insospettato in questo volume), che invita Trez, ancora distrutto per la morte di Selena, a cena nel locale del fratello.


Trez ci va contro la sua volontà, ma al suo arrivo iAm sta svolgendo una serie di colloqui e tra le persone selezionate c'è anche Therese, la copia esatta di Selena. Lo sconvolgimento per Trez è immediato, ma anche il risveglio del dolore. Vorrebbe fuggire lontano perché sa che lei non è la sua Selena, ma la somiglianza è tale che lui ne è inesorabilmente attratto.


Therese è una donna in fuga, anche se non vengono dati molti particolari sulla sua storia. Sappiamo solo che è fuggita dalla sua città natale, che i suoi genitori sono morti, e che vive in un quartiere pericoloso, da dove sogna di poter fuggire. Il lavoro al locale di iAm potrebbe essere l'occasione giusta, ma l'attrazione immediata provata per Trez, il fratello del proprietario, è decisamente una complicazione.


Siamo solo agli albori di questa storia, ma vengono gettati i semi per un nuovo filone, che spero possa portarci a qualcosa di interessante. Se Trez in qualche modo ha conquistato le miei simpatie e le mie speranze, Vishous, che è sempre stato uno dei miei protagonisti preferiti, insieme a Rhage e Qhuinn, sembra invece guidarmi verso la disperazione. Dopo una storia d'amore come la sua, con Jane, questo suo abbattimento, questa sua delusione nei confronti di una donna che da l'anima per la Confraternita, mi ha decisamente preoccupato e delusa. So già che la Ward ci vuole guidare verso un certo percorso, ma non ho gradito questi tentennamenti. Prima ci presentano i vampiri come quelli che cercano la compagnia della vita, e quando poi la trovano, questo desiderio di tradimento mi risulta difficile da capire. Mi auguro che nel prosieguo la Ward troverà degli espedienti narrativi più interessanti.


E intanto, mentre Lassiter muove i fili perché tutto si risolva, con il cambio di piani per quanto riguardava la Banda dei Bastardi, che permetterà alla coppia di poter finalmente far trionfare l'amore, (con una soluzione abbastanza prevedibile), comincia a profilarsi un nuovo nemico di cui i nostri eroi non sono ancora consapevoli.


Il mio giudizio su questo volume è incerto. Ho amato ritrovare tutti questi personaggi familiari, lo stile di un'autrice che apprezzo, ma nei risvolti della storia ci sono diverse pecche, che non lo rendono uno dei miei libri preferiti della saga. I migliori, a mio avviso, sono quelli della prima parte. Questi ultimi non sembrano conquistarmi più per le vicende amorose, ma più per la curiosità sugli eventi e su come si andrà avanti. Vorrei tanto una storia d'amore come quelle dei primi tempi. In generale, comunque, romanzo interessante.

sabato 4 maggio 2019

LA HIJA DEL MARIACHI - Citazioni - PARTE 19



LA HIJA DEL MARIACHI
DI

MONICA AGUDELO


Lara:"È che davvero esistono, vero? Rosario: Cosa?"Lara:"Gli angeli"Rosario:"Ahahahaha se io fossi un angelo, come minimo ti avrei aiutato ad ottenere i tuoi documenti. A stento sono una cantante di rancheras"Lara:"No, no. Tu sei un angelo, il mio angelo vestito da mariachi."



***


La descrizione  di Emiliano fatta da Corona alla mafia:
"Ambizioso, donnaiolo, dipendente dal successo, capace di lavorare venti ore per ottenerlo. È affascinato dai denaro. È un uomo colto, serio, intelligente, celebrare, molto razionale. Non si lascia trasportare dalle passioni. Arrogante ma con un buon carattere. Amabile, calmo, tranquillo, conciliante e dai modi facili".



***
Francisco: Amore mio, sono già le sei. Vado a farti il caffè. 
Rosario: No, aspetta. 
Francisco: Che?
Rosario: Uno nella vita può arrivare a morire d'amore? 
Francisco: Beh se è possibile, vita mia, credo di essere nel cielo grazie a te, ragazza. 


***


La mattina successiva a quella in cui ha fatto l'amore con Rosario.  
Francisco: Perché io non sono entrato nella camera di nessuno per fare l'amore. 
Rosario: È che io non sono entrata per fare l'amore con te.  
Francisco:Ahhh....Allora cosa? 
Rosario:mmmmm......Per che cosa sono venuta? 
Francisco: Ahahaha 
Rosario: Be' non sono entrata per fare l'amore con te, ma perché ero ubriaca... sono entrata per fare l'amore con te, perché ti idolatro. 
Francisco: E io ti prometto che se ritorni a fare un commento simile, non ti farò più uscire da questa stanza. 



***


La sera in cui Francisco va a prendere Rosario per portarla al bar, lo stesso giorno in cui hanno fatto l'amore.  
Francisco: Prendi, ti ho portato questo (fiori)
Rosario: Sei diventato un ladro di fiori per colpa mia. 
Francisco: "IO POSSO DIVENTARE QUELLO CHE VUOI PER COLPA TUA"

LA LUNGA NOTTE - Stagione 8 - Episodio 3



Il terzo episodio di questa stagione più breve delle altre in qualche modo si presenta come uno spartiacque, che divide la serie in prima e dopo. La Grande Guerra, quella a cui ci stavamo preparano è finalmente giunta e non poteva certo essere presentata nell'ultimo episodio, in quanto il vero obiettivo è quello di scoprire chi, alla fine, siederà sul trono di spade.


Così gli autori della serie, dedicano una puntata di ben un'ora e venti minuti per offrirci il racconto di una battaglia epica in cui tutti i personaggi, precedentemente incontrati e seguiti nei vari filoni, finalmente lottano, uniti (ad eccezione ovvia di Cersei) per vincere l'unica guerra che conta, ovvero quella dei Vivi contro i morti.


L'esercito radunato da Jon e Daenerys è schierato fuori dalle mura di Grande Inverno di fronte all'orda non-morta. Sono in attesa dell'attacco, ma all'improvviso compare Melisandre, la strega rossa, a dare un po' di luce ad una scena buia, difficile a volte da seguire. Il fuoco  che infiamma gli arakh dei Dothraki permette anche di seguire il primo scontro, che dimostra la schiacciante superiorità numerica dei non-morti. Le fiaccole si spengono rapidamente come la vita dei prodi soldati. Intanto  i Daenerys e Jon, in groppa ai draghi Drogon e Rhaegal e nascosti in attesa del Re della Notte, sono costretti ad intervenire per sfoltire l'immensa orda nemica, ma si smarriscono dentro una fitta tormenta.


Impossibilitati a resistere fuori dalla città, i soldati del Nord, della Valle e del Popolo Libero si ritirano entro le mura, protetti dagli Immacolati, mentre Melisandre usa la sua magia per incendiare le trincee poste intorno al castello. Ed è grazie a queste fiamme continue che ci rimandano anche al titolo della saga letteraria (CRONACHE DEL GIACCIO E DEL FUOCO) che riusciamo a seguire alcuni scontri, resi difficili dalle tenebre che sono scese sulla terra.


Ad un certo punto le sorti dei nostri eroi sembrano davvero essere disperate. La vita può battere la morte, sembra essere il quesito principale, mentre i non-morti riescono ad oltrepassarle e a scalare le mura; la piccola Lyanna Mormont si sacrifica per uccidere un gigante non-morto. Arya cerca di nascondersi nel castello, ma i non-morti la scoprono e la inseguono nei corridoi. 


Saranno Sandor e Beric ad arrivare in suo aiuto con Beric che si sacrifica per aiutarla a scappare. Il Mastino e la ragazza si chiudono in una sala dove trovano Melisandre, la quale ricorda ad Arya la profezia che le aveva fatto anni prima, ovvero che avrebbe chiuso molti occhi, anche di colore blu; infine la incita all'azione rievocando le parole di Syrio Forel: "Cosa diciamo al Dio della morte? Non oggi".


Mentre la battaglia infuria, Rhaegal e Viserion combattono in cielo ed entrambi precipitano nel vuoto, facendo cadere sia Jon che il Re della Notte. Quest'ultimo viene attaccato prima da Daenerys e Drogon e poi da Jon, ma rimane illeso e resuscita tutti i caduti, compresi quelli dentro le mura.


A questo punto sembra ormai che l'esito della guerra sia segnato per sempre. Mentre il Re della Notte e gli altri Estranei raggiungono il Bosco degli Dei, nelle cripte prendono vita tutti i cadaveri, che attaccano donne e bambini; Sansa, Tyrion, Varys, Missandei, Gilly e il piccolo Sam sopravvivono nascondendosi.


Jon viene salvato da Daenerys e la lascia per cercare di raggiungere Bran. Drogon viene attaccato dai non-morti ed è costretto a fuggire, lasciando sola Daenerys che cade a terra, ma Jorah accorre a proteggerla. La fortezza è ormai invasa dai non-morti: Jon viene attaccato da Viserion, mentre Jaime, Brienne, Podrick, Tormund, Verme Grigio, Davos e Sam combattono per la vita. Jorah, invece, la perde difendendo la sua regina.


Il Re della Notte e gli Estranei raggiungono Bran Stark, rimasto solo con Theon Greyjoy. Quest'ultimo viene ucciso, ma prima che Bran cada vittima del Re della Notte, Arya lo pugnala con la daga in acciaio di Valyria, appartenuta a Ditocorto e regalatale da Bran: tutti gli Estranei vengono polverizzati all'istante e i non-morti, incluso Viserion, cadono a terra in pezzi.


La grande guerra contro gli Estranei è finalmente giunta al termine. Prima che si levi l'alba, Melisandre esce da Grande Inverno, getta la sua collana con il rubino, si incammina nella neve, rivela la sua veneranda età per l'ultima volta, si accascia e muore.


Dopo un episodio intenso, vagamente angosciante, dove tutte le paure emergono e gli eroi si sacrificano, il telespettatore resta vagamente turbato, chiedendosi che cosa potrà succedere alla fine di questa stagione. Ma la grande nemica, quella di sempre, resta lei, Cersei, in attesa di poter salire definitivamente sul trono di spade, eliminando tutti i suoi nemici.