domenica 10 giugno 2018

OLTRE I SEGRETI di Jay Crownover



Ero nel pieno della lettura dei romanzi di ANGELICA, ormai da mesi, persa nel mondo affascinante, selvaggio e nuovo dell'ultima fase dei romanzi di Anne e Serge Golon, e in qualche modo aveva bisogno di una pausa contemporanea, di qualcosa di diverso. In un edicola del mio paese, mi sono imbattuta in una raccolta di tre volumi, una di quelle che le case editrici fanno per rilanciare vecchi romanzi. L'autrice era Jay Crownover, nome che mi era particolarmente familiare. Ho letto solo rapidamente il riassunto del primo volume, OLTRE I SEGRETI, e mi sono decisa a comprarlo.


Della Crownover aveva in realtà già letto BAD LOVE e BIG LOVE, che in qualche modo rappresentavano l'esaltazione del famoso Bad Boy, di cui non sempre sono fautrice, e che in questo caso mi avevano convinto solo a metà. L'idea era buona, ma come al solito nella sua elaborazione molte autrici finiscono per perdere il ritmo e non portare a conclusione le aspettative del lettore.


Di solito, comunque, quando mi convincono a metà, concedo sempre altre possibilità e infondo OLTRE I SEGRETI si è rivelata una lettura piacevole, carente dal punto di vista della scrittura, ma onestamente qui devo dire che penso che molta colpa sia della traduzione che il più delle volte si perdeva in tempi verbali, soprattutto quelli che interessavano il ricordo del passato, piuttosto imbarazzanti.


 Dal punto vista della vera scrittura di Crownover, invece, l'essermi imbattuta in un volume che non era il primo della serie TATTOO, non mi ha per niente aiutato ad apprezzarla, in quando ci si imbatte in una folla di personaggio che sono solo abbozzati e sfuocati in secondo piano, privati di un'analisi profonda e trasformati in semplici nomi distinguibili per un colore diverso di tatuaggio o per un taglio di capelli particolare.

Odio i libri dove gli autori credono che i lettori non siano in grado di apprezzare le descrizioni e assecondano un gusto superficiale mortificando il proprio lavoro. Il merito di una penna è quello di creare un mondo, che non sia fumoso e inconsistente, nel quale si muovono sotto i riflettori soli i protagonisti, ma quello di darmi un racconto ben strutturato, con particolari ben chiari.


A parte questi limiti, la Crownover riesce a presentarci Saint e Nash in modo interessante. Sono tra i pochi personaggi davvero messi a fuoco, fin dalle prime pagine, che ci raccontano la nascita di tutte le insicurezze della nostra eroina che al college era timida ed introversa, con qualche chilo di troppo, infatuata del più desiderato della scuola Nash, che era riuscito ad infrangerle il cuore in mille pezzi, senza neanche rendersene conto.

Quando i due si rivedono, da adulti, la loro vita è completamente cambiata. Nash lavora per i Marked, un grande salone di tatuaggi, messo in piedi da Phil, l'uomo dotato di talento, che si è preso cura di lui, dopo che Nash è stato letteralmente rifiutato da sua madre e dal suo nuovo compagno. Quando Phil si sente male e viene ricoverato in ospedale, dove lavora anche Saint come infermiera, il tentativo di tenere lontano quel ragazzo che è stato capace di distruggere qualsiasi autostima dentro di lei, risulta vano, anche perché Nash non è l'uomo insensibile che lei ha immaginato durante tutti quegli anni, ma una persona completamente diversa. Conquistare la fiducia di Saint, ma soprattutto riconquistare il suo cuore, dopo anni di insicurezze e delusione, non sarà per niente facile per Nash, ma la ricompensa, alla fine del percorso, varrà sicuramente la pena.


Racconto piacevole, che induce a interessarsi anche agli altri personaggi, appena abbozzati, come la sexy poliziotta Royal, vicina di casa di Nash, il fascinoso barista Ash, e la misteriosa Salem Cruz, fatta arrivare, quasi come ultima volontà di Phil, nel nuovo salone aperto da Nash e dagli altri ragazzi e chiamato, in onore anche della donna che ama, Saint Artists in Devon.

mercoledì 6 giugno 2018

Cover reveal Tra odio e amore, noi

Giornata speciale oggi, per noi di Amore e altri demoni, perché partecipiamo alla rivelazione della cover dell'ultimo romanzo di Marianna Vidal, Tra odio e amore, noi, di prossima uscita.
Una storia piena di sentimenti ambientata tra Italia, Inghilterra e Messico, con un protagonista interamente britannico, dal fascino inglese e una protagonista italiana che per amore rinuncerà a tutto prima di scoprire che...
Purtroppo non posso rivelare nulla. Bocche cucite! Seguiteci sui vari blog e social per scoprire qualche informazione in più, ma se vi stuzzica, particolarmente, questa è la pagina facebook dell'autrice: Marianna Vidal. Basta un click e saprete in tempo reale tutto quanto vi serve per decidere se passare all'acquisto. Io non me lo perdo davvero! Le storie di Marianna sono appassionanti, piene di sentimenti, con una trama ben articolata e dei personaggi che fanno sognare.
Ma ora bando alle ciance e passiamo al motivo per cui siamo qui e, dunque, ecco a voi la cover di Tra odio e amore, noi!


Che ve ne sembra? Aspettiamo i vostri commenti e in attesa di poter acquistare il romanzo anche solo in preorden, con uno sconto notevole, rispetto al costo finale, parola dell'autrice, vi lasciamo dei flash per stuzzicare la vostra curiosità.

"È lui l'uomo della mia vita. La persona che ho sempre aspettato e per lui sono disposta a tutto, anche a voltare le spalle ai miei familiari". (Elena Roberti)
 
"È lei. Non ci sono dubbi. È la donna che ha spinto mio fratello alla morte". (Race Gordon)
"Race, non è stata lei a premere il grilletto e questo gioco è molto più pericoloso di quello che pensi". (Micheal Turner)


"Dio, la amo! Non è possibile. Dovrei odiarla, ma lei si è presa ogni parte razionale di me, restituendomi l'Inferno". (Race Gordon)
 "Elena, quell'uomo è innamorato di te e, anche se non immaginavo le sue ragioni, non mi pento di averlo aiutato". (Monica Alvarez)

domenica 20 maggio 2018

Angelica e il complotto delle ombre di Anne e Serge Golon - Vol XVI - Citazioni






Lui, suo marito, un vecchio condannato a morte e lei, una proscritta, sulla cui testa era stato posto un prezzo, erano appena penetrati nel regno dal quale erano stati espulsi in un'altra epoca.


***


— Che così sia! Andremo in Quebec, mio adorato signore, ma promettetemi...promettetemi...— Cosa? —  Non so...Che non morirete mai, che rimarrete per sempre con me, che mai ci separeremo, succeda quello che succeda!  — Te lo prometto... — E rideva.(Angelica e Joffrey)


***


«Sono uno stregone bruciato anni fa nella piazza de Grève».(Joffrey de Peyrac)


***


 Il  conde  de  Peyrac  de  Morens  de  Irristu,  signore di Tolosa, fu bruciato colo come effige, ma a partire da quel momento è sparito per sempre. Oggi è tornato.


***


Il  Gouldsboro era il rifugio dove la morte non poteva raggiungerli. Desiderava seppellirsi con lui nella nave e solo lì sarebbe stata sicura di averlo salvato.



***


Erano sopravvissuti, anche se avrebbero dovuto morire mille volte.


***


La vita e il tempo passano e tra tutte le responsabilità e i tesori che mi corrispondevano c'eri tu, sorgi sempre davanti a me e il tuo viso passa e ritorna a passare nel mezzo della mia vita avventurosa, come un sogno impregnato di delizie e di dolori travolgenti, amore mio.


***


— Questa notte siamo i principi di questo mondo —esclamava ridendo e i suoi denti brillavano nel suo viso scuro.— Siamo i padroni di Tadoussac, del Canada e del regno di Francia. Ci riconosciamo sudditi solo del grappolo divino, della vite sontuosa, in una parola, sudditi del vino, padre degli uomini.



***


Quell'uomo aveva commerciato con il Diavolo e per questo era stato condannato ed espulso dal regno, vagabondando da allora per il mondo. La misura della sua insolenza e del suo attaccamento al male si mostrava di fatto nel suo insistere, svergognatamente, nel utilizzare il suo titolo, senza preoccuparsi di sentirsi collegato ad una simile condanna per stregoneria.


***


—Vedete, l'ho comprata quando aveva diciassette anni in cambio di una miniera d'argento. L'acquila di suo padre non voleva cedermi la miniera se non avessi accettato anche la figlia nel pacchetto. Non conoscevo ancora la bambina che mi vendevano...  — Ed era lei?  —Era lei.


***


Si trovava in un altro posto, a Parigi, insieme a  Desgrez  nel momento in cui avrebbe rotto i sigilli.  Peyrac la contemplava con tenerezza. Era lontana, ma vicina a lui. Riviveva le sue antiche battaglie, ma questa volta lui era lì per prenderla tra le braccia e per cullarla contro di sé nel caso in cui la paura la dominasse.


****


 « Grazie, poliziotto del demonio. » Poi dubitò, prima di firmare:   « Marchesa degli Angeli. » Così ritornava a vederla, fuggire leggera, ancora una bambina, per le strade di Parigi, nel mezzo della notte putrida, nauseabonda, con il cane che la perseguitava.


***


Dicono che ci sarà la guerra. E se ci sarà la guerra, voglio essere soldato —disse la bambina.—Però nel caso in cui ci sarà una festa, dovrai essere una principessa.(Angelica e Honorine)

ANGELICA E IL COMPLOTTO DELLE OMBRE di Anne e Serge Golon - Vol XVI


Il sedicesimo volume di Angelica, ANGELICA E IL COMPLOTTO DELLE OMBRE, è una sorta di libro di preparazione a quelli che seguiranno, o almeno così l'ho interpretato, con questo viaggio verso Quebec che non arriva a destinazione, ma che ci permette di vedere Angelica interagire nuovamente con Joffrey, da cui era stata separata per buona parte del volume precedente, ANGELICA E LA DIAVOLESSA, e allo stesso tempo recupera un personaggio singolare come la piccola Honorine, che era stata abbandonata nel forte, mentre i genitori vagavano per l'America alla conquista di nuovi spazi.


In questa nuova tappa della storia, tra pirati, personaggi aristocratici e ricordi del passato, Angelica si libera della paura e dell'orrore che l'incontro con Ambrosine aveva riversato su di lei, trasformandola nell'ombra della donna potente che era stata.


Accanto al marito che ama, si prepara allo sbarco nel territorio del Re di Francia, da sempre loro nemico, e qui si scopre che dietro ai vili attentati subiti, all'incontro che la pericolosa Ambrosine deve esserci un insieme di nemici che vengono dal passato e che i nostri due intrepidi eroi saranno disposti ad affrontare nel migliore dei modi.


Tutto il volume non è che una preparazione all'azione e il rapimento di Ambrosine, da parte di un pirata risentito nei confronti di Joffrey, che poi si scoprirà essere uno dei tanti innamorati del passato di Angelica, ritornato alla ribalta, è solo un espediente narrativo, di breve durata, per creare azione e movimento in una trama che il più delle volte si piega all'indietro.


Se il ritorno del amante mancato di Angelica, quello che la corteggiava pochi anni prima, quando lei lavorata nella casa degli ugonotti alla Rochelle, prima che el Rescator arrivasse a stravolgere la sua vita, mi ha lasciato alquanto fredda, sicuramente maggior emozione viene con il ricordo di Desgrez, l'avvocato e poi poliziotto amico e amante, che molteplici volte era arrivato nella vita di Angelica per aiutarla a uscire fuori dalle molteplici difficoltà.


A lui Angelica scrive, svelando i segreti scoperti sulle avvelenatrici, tra cui la stessa Ambrosine, sperando che questo amico perso e ritrovato, infinite volte, possa essere d'aiuto nella scoperta e nella conquista del paese dove si stanno dirigendo.


La curiosità per quello che accadrà è il sentimento finale che emerge dalla lettura di questo sedicesimo volume, più breve degli altri, ma in qualche modo più intimista e interessante, che porta anche Joffrey a cercare di indagare in quel passato oscuro della moglie, che l'ha trasformata dalla ragazza fascinosa che aveva sposato, in quel tempo dorato del Gaio Sapere, nella donna forte, pericolosa e coraggiosa di cui si è perdutamente innamorato.


Il racconto di Angelica degli orrori vissuti in qualche modo li avvicina ancora di più, mentre si attende il ritorno sulla scena di quello che è stato il loro nemico implacabile, Luigi XIV.

FRASI TRATTE DAL ROMANZO

sabato 5 maggio 2018

Angelica e la Diavolessa di Anne e Serge Golon - Vol XV - Citazioni


ANGELICA E LA DIAVOLESSA

«Il suo passo sregolato, la sua voce, il suo sguardo su di me...Credevo nell'incanto della vita e poi, di colpo, il grande freddo, la solitudine. Mai, nel fondo, l'ho accettato. Da allora ho avuto paura e ho sentito un po' di rancore verso di lui. Loro lo prenderanno, loro lo vinceranno e lui si allontanerà da me, senza preoccuparsi del mio dolore. Ci riamo ritrovati, ma la fiducia non è totale, la mia fiducia in lui, nella vita, nella felicità».



***


—Sì—disse lei— avevo diciotto anni. Eravate il mio cielo, la mia vita e vi ho perso per sempre. Come sopravvivere a questo?



***


Amava troppo l'amore! Lì c'era il male, la sua debolezza e il suo incanto.


***


Gilles  de  Retz?—Il Maledetto.—L'uomo del Diavolo.— Quello che uccideva bambini per ottenere la pietra filosofare di Satana!-  Quello che fu impiccato per i suoi crimini a Nantes. — Proprio lui: Gilles de Retz(Angelica e la duchessa Ambrosine ricordando la loro terra d'infanzia e i suoi miti)



***


Avete sempre saputo parlare d'amore—disse— L'avventuriero dei mari, il conquistatore del Nuovo mondo non hanno ucciso il trovatore della Linguadoca.— Sono molto lontano da quello. Non sono più il conte di Tolosa.— Che m'importa del conte di Tolosa? Io amo il pirata che ha avuto pietà di me a  La  Rochelle  e che mi diede da bere una tazza di caffè turco quando morivo di freddo.


***


—Volevate sapere chi ero?— chiede Angelica guardandolo in faccia. —L'ho scoperto.— Avreste potuto avere delle brutte rivelazioni. —Le ho avute e ne ho avute di meravigliose che hanno rafforzato il mio cuore.— Sempre voi e le vostre scommesse insensate!(Joffrey e Angelica parlando della notte passata sull'isola da Angelica e Colin)

***


Quebec!—mormorò — Andremo in Quebec? Questa trappola del re di Francia? In quel covo dei nostri peggiori nemici di sempre, dei devoti, degli uomini della chiesa, dei gesuiti...  — Perché no? È lì che tutti si trama.


***


Voi avete un corpo felice. Questo è il segreto. Godete di tutto nel vostro cuore, ma anche nella vostra carne, della felicità e della disgrazia, del sole, dei passeri che volano, del colore del mare, di quello che succederà domani, della fortuna... e dell'amore che gli altri sentono per voi e quello che voi sentite per loro . (Ambrosine ad Angelica)



***


Che dire? Lei si ricordava. Anche per lei, spostata per interesse, tutto sarebbe potuto risultare nello stesso modo spaventoso e vile, ma era esistito un  Joffrey  de  Peyrac  che l'aspettata a Tolosa e nacque l'avventura insolita di un amore appassionato tra quella giovane vergine venduta e il signore che l'aveva comprata.


***


La riflessione di Ambrosine era giusta. Erano fisicamente molto simili, alti, di bella fattura, vigorosi: il gesuita e il gentiluomo di avventure si somigliavano, soprattutto per la forza interiore che emanavano, un ardore controllato, una comprensione del mondo intero, una volontà che non si allontanava facilmente dal cammino.


***


—Beh andate allora in Quebec. Sì, questo è quello che vi ordino come penitenza. Andata in Quebec, accompagnate vostro marito l' se si presenta l'occasione. Abbiate il coraggio di affrontare la città, senza vergogna, senza paura. Dopo tutto, forse ne uscirà qualcosa di buono per l'America.


***


—Non avere paura di niente —ripeté—  Se "loro" vogliono divorarmi, si romperanno i denti. Sono molto coriacea.


***


Quanto era strana e varia l'esistenza. Un giorno, un momento di felicità inaspettata aveva concepito un bambino e adesso questo bambino divenuto uomo era difronte a lei come un estraneo e sembrava che ricordava solo i dolori che doveva a sua madre e non le sue gioie.(Angelica guardando Cantor)


***


Come ho potuto vivere tanto tempo senza di te? Tu sei l'unico che mi conosce e mi riconosce, quello che sa che sono identica a te, anche se sono una donna e tu sei un uomo. Esiste un passato nella mia vita in cui tu non c'eri? No, visto che era la visione che avevo conservato di te quella che mi ha permesso di conservarmi, malgrado le mie debolezze di donna, e di non unirmi alla massa, di confondermi in essa, e di perdermi.(Angelica pensando al marito)


***


«Sono una bambina», pensò, «una bambina che non vuole soffrire, maturare...Qualcosa si è rotto in me, quel giorno in cui hanno catturato Joffrey e da allora la paura mi che mi perseguita è quella di rivivere quei momenti una seconda volta...Che cosa diceva lui? Non bisogna avere paura... di nulla. Affrontiamo apertamente il problema e otterremo la ricompensa. ...Avere il coraggio di mettere i piedi sulle impronte dell'altro e i mostri si allontaneranno. Non posso dissociarmi da lui senza morire...Non posso...E allora? Che fare?....Andare avanti...Sapere...»


***


Era como un sogno, una visione...Lui spariva, ritornava a comparire, lui, tutta la vita. Tutta la vita era stata così. Lui, passando e ritornando tra le ombre dei ricordi, in sogno, l'immagine del amore, il paradiso per lei...Lo vedeva, lo riconosceva....Era lui.




***


— Nella vita e nella morte e per tutta l'eternità. Non è così, mia cara bambina, amore mio, sposa mia?(Joffrey ad Angelica)

ANGELICA E LA DIAVOLESSA di Anne e Serge Golon - Vol XV



Tra tutti i volumi letti di Angelica fino ad ora, onestamente,  devo dire che questo è quello che mi è costato maggiore fatica a leggerlo, per tutta una serie di ragioni, tra cui l'assenza, ormai ingiustificata, per buona parte del volume, di Joffrey de Peyrac, che pur viene evocato dalla nostra eroina continuamente.

Nelle parti in cui lui compare sulla scena, interagisce con lei o con la pericolosa duchessa Ambrosine de Maudribourg, il ritmo diventa più incalzante e il fascino della storia incrementa, ma perde mordente quando ci perdiamo nel racconto dei lati oscuri dell'animo di Ambrosine, con tutta la sua storia, apparentemente travagliata, che sembra avere alle spalle.


In realtà, già dal volume precedente, quando era sbarcata sul finale sulle sponde americane, in qualche modo ci eravamo resi conto che era lei la Diavolessa di cui parlavano le profezie: questa donna bellissima, ma frutto del male, pronta a distruggere qualsiasi sentimento positivo.


Anche se arrivata come la "benefattrice" con l'intento di condurre delle giovani aspiranti ad un matrimonio, a Quebec, subito si intuisce la sua ossessione per Angelica e Joffrey, capace, come un camaleonte, di cambiare pelle per avvicinare tutti quelli che desidera e sedurli, per poi spezzarli.


Mentre i nostri eroi finalmente si riconciliano, dopo la rottura provocata dalla storia di Colin nel precedente romanzo, Ambrosine appare come la donna d'intelletto, non solo bellissima, in grado di attirare l'interesse di un uomo come Joffrey. Per Angelica inizia un periodo di tormento e paura, ora che sente di amare il marito come non ha mai amato nessuno, consapevole di non poter vivere più una vita senza di lui.


Vicende varie, però, lo allontaneranno da lei, lasciata sola a fronteggiare la pericolosa Ambrosine, che semina morte intorno a lei, anche se, prima di capire che è proprio lei il nemico da combattere, Angelica faticherà non proprio.


Lo capirò prima di lei il giovane Cantor, personaggio alquanto fascinoso che con il passare degli anni, diventa sempre più simile al padre, almeno nel carattere. Il ragazzino si rende conto dei tentativi della duchessa di sedurre anche lui, contrapponendolo alla sua famiglia, e la respinge prontamente, per schierarsi dal lato della madre e farle aprire gli occhi davanti al pericolo che stava correndo.
I vari personaggi che ruotano nella sfera di Angelica l'aiuteranno a salvarsi dai vari tentativi di Ambrosine di farle del male, mentre Joffrey, da lei disperatamente cercato, sembra sempre sfuggirle per poco, inviato verso un altro porto, o a caccia di un altro nemico, fino a quando il suo ritorno, quando la disperazione dell'eroina ha raggiunto il suo apice, non strappa un sospiro di sollievo anche al lettore disperato per la sua assenza.


Alla fine Joffrey sembra non essersi lasciato sedurre per niente dalla donna, che ha solo giocato con le paure di tutti loro, fino a quando non sarà vinta ed eliminata dal gioco, in cui in realtà i nemici più grandi di Angelica e Joffrey si nascondono non tanto su di una nave, ma nella Nuova Francia, in quella posto chiamato Quebec dove Joffrey, sul finale, decide di andare, portando con sé tutta la sua corte, deciso ad affrontare il suo vero nemico di sempre, Luigi XIV.


Come dicevo, ho risentito di un ritmo più lento degli altri romanzi e ho fatto una certa fatica a lasciarmi conquistare dal fascino diabolico di Ambrosine. Mi mancava Joffrey, che per fortuna sul finale è ritornato prepotente sulla scena.




La strada è ancora lunga, ma mi auguro di ritornare all'entusiasmo e all'interesse dei precedenti volumi.

              FRASI TRATTE DAL ROMANZO

domenica 15 aprile 2018

La Tentazione di Angelica di Anne e Serge Golon Vol. XIV - Citazioni



Se siete venuti qui a chiedermi che me ne vada con i miei ugonotti e i miei pirati, vi risponderò: No! E se siete venuti a chiedermi che vi aiuti a sterminare gli inglesi e a combattere contro gli irochesi per puro principio, vi risponderò "No. Non sono dei vostri, né di nessun altro. Non ho tempo da perdere e non penso utile trasferire nel nuovo mondo i contrasti mistici di quello vecchio.

(Joffrey de Peyrac)



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Angelica! Purché non le fosse successo niente! Dovevo portarla con me. Saint-Castine  mi ha preso di sprovvista. Non avrei dovuto mai separarmi da lei, né di giorno né di notte, né un solo istante, la mia preziosa, la mia amata pazza" Ha condotto per troppo tempo una vita libera, Appena la si lascia sola, riaffiora la sua indipendenza.



***



Comprensiva nel suo silenzio, compassionevole e anche preveggente. La sua sposa redimeva con la sua presenza tutti i crimini e tutti gli orrori evocati.



***



—Non conosco il suo nome, ma se un giorno incontrerete un gran capitano con una macchi,a una macchia scura qui   — e si toccò la tempia—, beh, non vi fidate, i vostri nemici non sono lontani da lui. Servizio per servizio: dopo tutto, strega o no, aveva salvato il mio compagno.



***



La sua reputazione si era estesa e a  Houssnok,  una  nube  di indigeni si presentè per farsi curare dalla Dama bianca del lago d' Argento.




***



Tutti gli avventurieri del mondo, tutti i marinari del mondo, non sono nati per incontrarsi in tutti i punti del globo dove il mare spinge le loro barche?




***



 L'amore è una questione di pelle, di onde che si attraggono.


***



Ma non sono neanche un criminale, solo un uomo di mare che, a forza di combattimenti e di rapine, si è trasformato nel suo unico signore...conquistando la libertà, alla fine. Solo noi possiamo capire che questo vale più della vita.




***

L'uomo che la osservava vide passare, come se quel volto trasparente di donna fosse trasparente, il riflesso dei dolori e delle angosce mai rivelato e mai confessate, di quei dolori che le donne tengono per sé, perché gli uomini non potrebbero capire.


***



Li c'era il mistero, la spiegazione di quel terribile tradimento? Un amante di un'altra epoca, un uomo del passato, di quel passato che senza dubbio ancora desiderava, quando era libera, quando conduceva una vita meno dura, quando i capricci del suo corpo incantevole potevano essere soddisfatti a suo piacimento senza temere la collera esplosiva di un marito geloso.




***

E in quel silenzio che cadeva goccia a goccia, nel quale ogni secondo portava un altro peso di piombo,  Joffrey de Peyrac credette di morire di dolore.


***


Uscite, uscite da qui!  —disse con voce glaciale—  La vostra vista mi  ripugna. Vi ho detto di uscire! Non voglio più rivedervi...Non voglio sentire la tentazione di uccidervi! 

(Joffrey ad Angelica)


***


I suoi uomini prima, il suo rancore poi. Lo riconosco bene in questo.


***


Desiderava spingere quella porta, entrare, ritrovarsi di nuovo da solo con lei, inclinarsi sulla sua testa, impadronirsi di lei, stringerla contro il suo cuore, e dimenticare, dimenticare nella felicità dei gesti, delle carezze, del bisbiglio di voci, dei respiri che si intrecciano e si uniscono, baci parole ardenti,mormorate con serenità: «Amore  mio!  Amor mio! Non è successo niente, ti amo..»  E dimenticare, dimenticare tutto...Si ritrovò da solo.


***


Quel piccolo portoghese era ancora giovane...carne miserabile da forca dei moli di Lisbona, alimentato all'età di dodici anni di polvere, sole un un pugno di fichi. E poi il mare...Questo era tutto.


***


Oggi era lui che Angelica amava, quell'avventuriero magro e vigoroso come un moro, o come uno spagnolo, colui che la possedeva, quell'uomo brutto dai tratti inquietanti e marcati dalle sfide, e bello per tutto lo splendore dello spirito che germogliava dai suoi occhi di fuoco. Era quel gran signore carico di eredità e grandezza.
(Colin vedendo Angelica e Joffrey)


***


Che cos'è un bacio, dopo tutto? Delle labbra che si uniscono e si confondono e sono i cuori quelli che si incontrano. Due creature perse si intrecciano nel seno di una sicurezza divina, si riscaldano con i propri aliti, si riconoscono nelle tenebre di una notte nella quale hanno camminato da soli per troppo tempo. L'uomo, la donna...Non c'è altro. È tutto qui. 


****


Ma è sempre per difendersi che si uccide. Per difendere la propria famiglia, la propria vita, i propri scopi, i propri sogni. Rare sono le persone che uccidono solo per il male!



***


«Oh,  amore  mio!  Eravamo degli amanti tanto allegri e allo stesso tempo tanto seri. Tutte quelle pazze notti...tante risate, tanta allegria senza ombre, e potevamo guardarci senza fine, pazzamente, senza sentire vergogna!».