domenica 13 gennaio 2019

OUTLANDER - IF NOT FOR HOPE 4x11


Siamo ormai alle ultime battute e tutti i personaggi, che abbiamo conosciuto nel corso di questa stagione, insieme a quelli storici, ricompaiono sulla scena, limitando lo spazio per tutti, per portare sullo schermo un racconto corale.


Jamie e Claire, insieme al giovane Ian, seguono le tracce dei Mahawk, nella speranza di ritrovare Roger. Scoprono, grazie ad altri indiani, che dovrebbero averlo portato in un villaggio a nord di New York, e i tre continuano la ricerca, anche se l'aria che si respira è piuttosto tesa. Jamie sembra avvilito e infelice, per il modo in cui si è comportato, e per la rottura che si è creata tra lui e la figlia. Claire sembra avercela con lui e con Ian, anche se parte della colpa di quello che è successo è anche sua, in quando ha nascosto a Jamie l'identità dello stupratore di Bree, informazione che avrebbe evitato il degenerale della situazione. Soltanto sul finale di puntata, i due coniugi riusciranno, come sempre, a superare le loro divergenze e a ritrovare il terreno comune.


Intanto a River Run, Jocasta MacKenzie non smentisce la sua natura. Preoccupata per le condizioni della nipote, che avrà un figlio senza essere sposata, decide di introdurla in società, nella speranza di trovarle un marito ricco. Bree, in un primo momento, non si rende conto dei meccanismo della zia, rinchiusa nel suo mondo, tesa per Roger, insicura sul suo domani.


La donna però insiste per farle fare vita sociale, perché interagisca con il mondo esterno. Essendo bella, e appartenente ad una famiglia potente, grazie anche al vincolo di parentela con la donna, la sua mano fa gola a molti.


Quando una sera, cedendo alle pressioni della donna, che indubbiamente ci ricorda le astuzie dei suoi fratelli, viene presentata ad una serie di ospiti, tutti senza moglie, venuti con sorelle e  madre, Bree realizza il vero scopo della zia. Per fortuna a quella cena arriva anche Lord John  Grey, mandato direttamente da Jamie, perché si preoccupi di badare a sua figlia.


La giovane ha un mancamento durante la cena e Lord John, capendo da alcuni riferimenti della cameriera si rende conto di quello che sta attraversando Bree e le offre il suo aiuto. Quella stessa notte, la ragazza, alzatasi per prendere un bicchiere d'acqua, sorprende, senza essere vista, John in compagnia di uno dei suoi pretendenti, che a tavolo aveva fatto emergere la sua natura misteriosa.


Resasi conto di quello che sta succedendo, e dopo aver discusso con sua zia, che le spiega che suo figlio avrà bisogno di un padre per poter vivere nella società in cui si trovano, Bree capisce che l'unica certezza per tenere a freno la zia è quella di trovare un marito adeguato.


Inoltre sembra che la ragazza tema di non rivedere più Roger o che lui possa non volere il suo bambino, conoscendo la verità di quello che le è successo. Invitando Lord John ad una passeggiata lungo il fiume, la ragazza finisce per ricattarlo, chiedendogli la sua mano e minacciandolo di denunciare la sua vera natura, qualora rifiutasse.


È un tentativo estremo, ma Lord John, che sembra molto legato alla sua famiglia e di riflesso a lei, finirà per piegarsi e salvarla dall'ennesimo tentativo della zia di trovarla un marito, presentandosi a Jocasta come il futuro sposo di Bree.


Altro fronte del racconto è Wilmington dove Murtagh è andato per cercare Bonnet. Nella sua ricerca di vendetta coinvolge anche Fergus, che sta avendo difficoltà in città. Con una mano sola, le possibilità di lavoro per lui sono davvero poche e Marsali, resasi conto del senso di inadeguatezza del marito, prega il padrino di coinvolgerlo nelle sue attività, nella speranza che questo possa in qualche modo fortificare la sua autostima.


La ragazza non desidera davvero che lui abbandoni lei e Germaine, il loro bambino, ma vuole che lui si senta utile e voluto. Il momento tra i tre è tenero e significativo, peccato che la cattura di Bonnet, ad opera di alcuni uomini armati, dopo che Murtagh e Fergus lo hanno tramortito e stanno cercando di portarlo via, faccia degenerare di nuovo la situazione, perché Murtagh, ricercato dalle autorità come capo dei regolatori, finisce per essere arrestato insieme al suo ostaggio.


Mancano ormai solo poche puntate per chiudere questa stagione, decisamente di cambiamento e di avventura.

LA COMPAGNIA DEL CIGNO - Prime due puntate (RAI 1)


Lunedì e martedì scorso, sulla RAI, o meglio sulla rete ammiraglia, sono state trasmesse le due prime puntate di una serie che ha come ambientazione il mondo appassionante e pieno di sacrifici rappresentato dal  Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.  Le vicende ruotano precisamente intorno a sette ragazzi, che sognano di poter vivere di musica, di età compresa tra i 15 e i 18 anni.


Ognuno di loro emerge pian piano nella storia con la propria vita personale, con i traumi e gli scontri con i genitori, sempre più instabili e a volte più infantili di loro, indipendentemente dalle condizioni economiche. Il trio principale è rappresentato da Matteo, un giovane musicista che si trasferisce a Milano, per vivere con lo zio, dopo che la tragedia si è abbattuta su di lui spazzando via completamente la sua vita. Infatti il ragazzo viene da Amatrice, dove sembra che abbia perso non solo casa, parenti ed amici, ma anche la madre, che pur continua a comparire accanto a lui, come rievocata, e alla quale continua a mandare messaggi vocali, narrandogli la sua vita.


La verità è che Matteo è un ragazzo profondamente turbato, fragile, pur dotato di un grandissimo talento che attira subito l'attenzione  del maestro e direttore d'orchestra Luca Marioni (interpretato dal bravissimo Alessio Boni), e soprannominato "il bastardo" per la sua eccessiva severità.


È il "bastardo" che decide di inserire Matteo nel gruppo dell'orchestra a cui sta insegnando, anche se gli altri professori gli consigliano cautela, perché negli anni precedenti, un ragazzo estremamente fragile, Giacomo (interpretato dal cantante Michele Bravi), non ha resistito alle pressioni e alle tensioni, arrivando al punto di fare del male a se stesso.


Matteo è la motivazione della nascita del gruppo AIUTIAMO MATTEO, dove altri sei elementi dell'orchestra saranno costretti a convivere con lui la quotidianità delle prove e della vita, finendo per stabilire un'amicizia sincera, malgrado i caratteri diversi. Il gruppo deciderà di cambiare nome usando quello del titolo LA COMPAGNIA DEL CIGNO.


Gli altri due ragazzi che spiccano nella storia sono Barbara, interpretata dalla bellissima Fotinì Peluso, già vista in ROMANZO FAMILIARE, figlia di una famiglia ricca, ma sottoposta a pressioni continue, divisa tra il liceo classico e il conservatorio, e le aspettative della madre che vuole che lei sia sempre una vincente. 


Barbara è l'oggetto del desiderio di Matteo, ma la ragazza in realtà è invaghita di Domenico, figlio di immigrati siciliani, il vero talento del conservatorio, ma impossibilitato ad esercitarsi a casa, non avendo una situazione economica solida.


Accanto ai tre ragazzi principali della trama, ruotano tutti gli altri: Sara, ipovedente, dotata di un carattere determinato; Sofia, insicura sul suo aspetto, Robbo, alle prese con la crisi coniugale dei suoi genitori, Rosario, figlio di una tossicodipendente.


Accanto ai ragazzi, girano anche le storie degli adulti, non solo il "bastardo", ovvero Luca Marioni, che sta attraversando una profonda crisi con la moglie Irene, interpretata da Anna Valle, in seguito alla morte tragica della loro bambina, ma anche Daniele, lo zio omosessuale di Matteo, preoccupato per il nipote, ma allo stesso tempo sempre in crisi sentimentale con tutti i suoi fidanzati, e poi i genitori di Robbo, interpretati da Francesca Cavallin  e Giorgio Pasotti, e tanti altri.


Storia corale con un cast di tutto rispetto e giovani premesse. I primi due episodi sono stati accolti in modo favorevole dal pubblico, offrendosi come un misto, con momenti anche musicali che permettono ai giovani attori, tutti con studi musicali veri, di mostrare molteplici talenti. Prodotto interessante e fresco.

sabato 12 gennaio 2019

OUTLANDER - The Deep heart's core - Citazioni






Jamie: Potrei spezzarti il collo. Potrei porre fine alla tua vita qui ed ora. Potresti fermarmi? Rispondimi! Rispondimi! 
Bree: No!- No.
Jamie: No, no e non potresti aver fermato neanche lui. Bree... Ti considereresti una codarda se non avessi potuto combattere un lupo a mani nude? C'è bisogno di coraggio per non combattere. Se lo avessi fatto, ti avrebbe ucciso.
Bree: Hai combattuto contro Jack Randall? Mamma mi ha raccontato di lui... di quello che è successo a Wentworth. Hai combattuto contro di lui?
Jamie: Gli avevo dato la mia parola di non combattere... Per la vita di tua madre! Lo rifarei.  
Bree: Alla fine lo hai ucciso?
Jamie: Perché me lo chiedi, ragazza?
Jamie: Mi stavo chiedendo se aiuterebbe se uccidessi l'uomo che mi ha fatto questo. 


***


Brianna: Adesso, dove diavolo è Roger?
Il giovane Ian: Con i Mohawk. L'ho venduto ai Mohawk.



***


Jamie: Farò la cosa giusta. Ti do la mia parola di padre. 
Brianna: Mio padre non mi avrebbe mai detto quelle parole. Mio padre era un brav'uomo. Tu non sei altro che un selvaggio. 

***


Brianna: Continuo a pensare che se fosse morto potrei dimenticare.  
Jamie: Non dimenticherai, ma il tempo ti aiuterà a guarire. 

***


Brianna: Mi odi, Pa'?
Jamie: Odiarti?
Brianna: Una figlia non sposata, incinta, non può essere quello che speravi. 
Jamie: Come potrei odiarti per qualcosa che non hai fatto, ma ti è stato fatto? 

domenica 6 gennaio 2019

OUTLANDER - THE DEEP HEART'S CORE 4X10


La storia volge ormai alle sue battute finale e so che molti avranno da ridire sulle variazioni che la serie ha apportato alla storia, rispetto ai libri, e in linea di massima non sono una tra quelle. Ho adorato i particolari nuovi, la rapidità con cui certi eventi si sono verificati non mi è dispiaciuta, e ho ben accettato che le due vicende, pur presentando molti tratti in comune, sono espressione di due strumenti diversi. Questa puntata, invece, ha suscitato in me qualche perplessità, pur avendo apprezzato decisamente alcuni momenti.


Temevo che i produttori della serie avessero deciso di tagliare una scena fondamentale, ovvero quella in cui Jamie e Bree si confrontavano su un episodio terribile come quello della violenza che entrambi hanno subito, soprattutto alla luce di una frase che Bree aveva mormorato alla madre nell'episodio precedente. Per fortuna la puntata apre proprio con la conversazione tra il padre e la figlia, mentre vanno a caccia, in un loro rituale, ormai tutto loro.


Jamie aiuta Bree a rendersi conto che i suoi sensi di colpa sono sbagliati ed ingiusti e che, anche se avesse reagito e lottato fino alla fine, la forza fisica del suo stupratore sarebbe stata sempre troppo grande per permetterle di sopravvivere. I due sembrano affrontare il peso di quell'esperienza, che mai dimenticheranno, ma con cui impareranno a sopravvivere.


La vita prosegue a Fraser's Ridge, anche se Claire mette Bree davanti ad una possibilità, quella di decidere di non avere il bambino che potrebbe essere del suo stupratore. La ragazza è incerta, anche perché esiste comunque la possibilità che il bambino che aspetta possa essere di Roger, di cui ancora aspetta il ritorno.


Il momento apice della puntata arriverà a breve, quando una mattina, Bree, tormentata dai soliti incubi, viene svegliata da Lizzie che, per cercare di rassicurarla, le dice che non dovrà mai più preoccuparsi dell'uomo che le ha fatto del male.


Bree si rende conto che Lizzie sa qualcosa e insistendo costringe la ragazza a confessare che l'uomo che l'aveva infastidita alla locanda a Wilmington è comparso nei pressi di Fraser's Ridge, ma suo padre e suo cugino si sono occupati di lui.


Assoluta è la disperazione della ragazza, quando si rende conto che l'uomo di cui stanno parlando non è certo Stephen Bonnet, ma proprio Roger. Sconvolta si precipita in casa, per chiedere spiegazioni al padre e al cugino, in una scena emozionante in cui l'uomo del settecento, pur molto più moderno dei suoi contemporanei, si scontra con una figlia del ventesimo secolo, che gli rivela di essere andata a letto con un uomo solo perché voleva, e che lui ha picchiato la persona sbagliata.


Ed ecco che emerge il lato più discordante del libro. Jamie è sconvolto dalla scoperta di aver fatto del male ad una persona innocente e soprattutto di aver fatto soffrire Bree, la figlia adorata, che pur gli ha rinfacciato di essere un barbaro, molto diverso dal padre che l'ha cresciuta. Ma questo è un particolare che c'era anche nei romanzi, e lo accettiamo come uno sfogo di Bree, che ignora molte cose dell'uomo che ha difronte.


Il problema a mio parere è Claire, che in questo contesto non agisce né da paciere nei confronti dei due che si sono scontrati, ma sembra in qualche modo vivere passivamente gli eventi. A differenza dei libri, dove l'ipotesi di mandare Jamie da solo a cercare Roger tra i Mahawk non la sfiora neppure, qui lei vorrebbe seguire Bree a casa di zia Jocasta, dove dovrà aspettare la sua famiglia riunita, insieme a Lizzie. È Bree che costringerla ad andare con il padre ed il fratello, non fidandosi di loro.


Jamie le promette di riportarle Roger e Ian s'impegna a riparare il male fattole, ma il suo personaggio è sempre piuttosto comico e non riusciamo a prendere seriamente la sua proposta di matrimonio. Non condanno pienamente questo piccolo cambio, ma in fondo avrei preferito che Claire fosse più comprensiva nei confronti del marito, che ha reagito senza sapere l'identità dell'uomo che ha abusato di  Bree, e che invece adesso gli viene rivelata come una forma di ripicca.


Il cammino dei vari personaggi si separa nuovamente, per proiettarli verso le ultime tre puntate, mentre a Murtagh viene affidata la missione di catturare Stephen Bonnet. E qui potremmo davvero aspettarci di tutto. Non vi resta che prepararci e pregare per Roger.

OUTLANDER - IL MIELE E LE API - Citazioni 4x9



THE BIRDS AND THE BEES 


Lizzy: Vi ha fatto del male?

Brianna: Lizzy, per favore.

Lizzy: Avete la mia mano qui e il mio orecchio, se ne avete bisogno.

 Brianna: Lizzy, per favore vai a dormire. 



***



La gamba o la ragazza,  Mr. MacKenzie?
Bonnet ***


Jamie: Avete un messaggio per me, ragazza?Brianna: Il mio nome è Brianna. Sono tua figlia. 
 ***


Una data sbavata. Un errore imperdonabile per un tipografo. 
Jamie 


***


Sorride nel sonno, come faccio io. Ricordo che Jenny si chinava sui figli appena nati e li guardava per ore. Potrei guardare Biranna in quel modo e non stancarmi mai. È un dono da parte mia a te, e da parte tua a me. Mi ha chiamato "Pa'".
Jamie



***


Claire: Di quanto sei?Brianna: Due mesi.Claire: Non aveva pensato tu e Roger di usare qualche precauzione?Brianna: Non ho pensato che avrei avuto bisogno di un pacco di preservativi. 

I GIORNI DEL TÈ E DELLE ROSE di Jennifer Donnelly


Ero alla ricerca di una storia d'amore che non fosse solo il racconto dell'incontro e della passione tra due persone; volevo un racconto che includesse anche una vicenda di questo tipo, ma che mi sapesse raccontare di un'epoca, che sapesse descrivermi un'atmosfera e un'avventura.


Avevo visto I GIORNI DEL TÈ E DELLE ROSE diverse volte in libreria e aveva sbirciato il titolo sui blog, eppure era leggermente frenata dalla mole, visto che è un periodo in cui riesco a dedicare poco tempo alla lettura. Alla fine però mi sono lasciata tentare dalla trama, piuttosto interessante, che sembrava raccontare, in una Londra di fine ottocento, l'ascesa di una donna coraggiosa.


La storia è divisa in tre parti, pur seguendo un filo conduttore unico che è la presenza inquietante, e in qualche modo simbolo della violenza dei tempi, di un personaggio storico come Jack lo Squartatore. Nella Londra meno sicura e ricca, che corrisponde al quartiere di Whitechapel, vive Fiona Finnegan, la figlia di un Paddy, un lavoratore indefesso, ma anche un sindacalista convinto, che cresce con grande sacrificio la sua famiglia, che adora.


Fiona, pur non essendo ricca, coltiva decisa il suo sogno di diventare un giorno la proprietaria di un negozio, insieme al suo fidanzato Joe Bristow, di cui è innamorata, corrisposta. La vita è dura, ma quel piccolo sogno, coltivato in due, con il barattolo dove raccolgono tutti i loro risparmi, sembra in qualche modo dare sapore alla loro esistenza, malgrado la povertà, le difficoltà e la vita a rischio in un quartiere come Whitechapel dove di notte si aggira un maniaco che uccide in modo atroce le donne del quartiere.


Il personaggio di Fiona è quello di un'eroina romantica, piena di grinta e di buoni propositi, che affronta le difficoltà della vita e dell'amore, decisa a non lasciarsi schiacciare. La sua esistenza subisce una drammatica svolta quando suo padre Paddy muore in un misterioso incidente al porto, cadendo da un ponteggio.


La compagnia per la quale lavorava, la Burton Tea, gestita dal terribile William Burton, si rifiuta di consegnare alla ragazza il denaro dell'assicurazione e le sorti della sua famiglia, già povera, precipitano nel baratro.


Ad aggravare la cosa arriva anche una sconvolgente notizia da parte di Joe, che nel frattempo era riuscito in parte ad emanciparsi dalla miseria di Whitechapel, trovando un lavoro presso Covern Garden. La figlia del suo datore di lavoro, Millie, da sempre innamorata di lui, riusce una sera a circuirlo, grazia all'alcol abbondante e alle lusinghe di una vita più facile, e la ragazza rimane incinta.


Joe, pur amando Fiona, si vede costretto a rompere con lei, spezzando il suo cuore in mille pezzi. La terribile notizia del suo matrimonio con un'altra donna è solo l'inizio del baratro in cui Fiona precipita, con un trasferimento della famiglia in un quartiere ancora più povero, seguito dalla terribile morte della madre e dei due fratellini piccoli, fino alla scomparsa di Charlie, il suo fratello maggiore, rimasto come suo unico sostegno, il cui corpo viene ritrovato nel fiume molti giorni dopo, irriconoscibile.


Sembra che per Fiona non ci sia soluzione, fino a quando un giorno la ragazza non scopre la vera natura della morte del padre, ucciso dallo stesso Burton, per aver alimentato le proteste dei lavoratori, che rivendicavano una paga più equa.


Decisa a fuggire dalle grinfie degli assassini del padre, rimasta sola con il fratellino più piccolo, Seamie, Fiona decide di raggiungere il fratello del padre, Michael, in America, per cercare di rifarsi una vita. Nel suo viaggio incontrerà un giovane gallerista, Nicholas Soames, che cambierà completamente la sua vita.


La storia è uno di quei romanzi fiume, pieno di mille avventure, che ci accompagnano lungo il percorso di una vita, in ben dieci anni di esistenza di Fiona Finnegan, che riuscirà a risalire la china, a realizzare i suoi sogni, grazie alla perseveranza e alla fortuna, che, in alcuni casi, porrà sul suo cammino le persone giuste, fino a quando, deciso a vendicarsi della morta del padre, i suoi passi non la ricondurranno alla Londra della sua infanzia, sulle strade conosciute un tempo, dove ritroverà anche l'amore di sempre, che non l'ha dimenticata.


Il romanzo è carino, pur senza grandi pretese, con uno stile narrativo abbastanza classico, senza grandi momenti di scrittura. La Donnelly descrive un ritratto di un'epoca piuttosto viso, con personaggi reale ed inventati che riescono a dominare la pagina. Innegabile la presenza di una visione piuttosto moderna, anche delle donne, a tratti difficile a da immaginare in un'America di fine ottocento, ma sicuramente molto più interessante di tanti romance storici, dove il contesto ambientale e sociale emerge solo da un corsetto e da una carrozza. 


Libro consigliato a tutti quelli che amano i racconti con una trama interessante, piena di svolte, con un pizzico di avventura. Ho scoperto che esiste un continuo, sul famoso fratello Charlie, la cui storia completa emergerà sul finale, in un momento apice e drammatico della storia. Non potendo lasciarlo andare, sono decise ad affrontare la lettura anche di quest'altro volume intitolato COME UNA ROSA D'INVERNO.