lunedì 16 ottobre 2017

TEMPI MIGLIORI di Muriel Jensen


Era da un po' di tempo che non leggevo un "Harmony", ovvero uno di quei romanzi barbaramente tagliati che in qualche modo hanno reso molto popolare il genere romance. Quando ero una ragazzina ne leggevo a decine, scambiandone con le mie amiche. Avevo alcune autrici preferite, come Penny Jordan, Charlotte Lamb, Violet Whinsper, ma mi concedevo anche qualche illustre sconosciuta con una trama interessante. 


Alla fine erano libri tagliati dove tutto si riduceva a lui e lei che si incontravano in continuazione, con scene di passione alquanto ingenue per i tempi di oggi e personaggi secondari che tendevano a dissolversi in una nebbia confusa che li privava di profondità. Eppure mi mancava la loro immediatezza ed il loro facile consumo, quindi quando ho letto la trama di TEMPI MIGLIORI mi sono detta che la nostalgia aveva vinto.


La trama c'è tutta. almeno in linea teorica. Paula Cornell è una quarantenne di successo che nasconde un doloroso passato che non è riuscita a chiudere completamente. Figlia di una nota star televisiva, è diventata l'oggetto di un'ossessione da parte di un vero e proprio maniaco che l'ha minacciata diverse volte.


La famiglia insiste per farla proteggere e si rivolge ad un'agenzia di sicurezza che le affida come guardia del corpo un ex-marine, Dane Chandler, considerato il loro uomo migliore. Dane è molto più giovane di Paula e ha un carattere molto diverso da lei. Accetta l'incarico perché sogna di comprare un negozio di ferramenta nel lontano Oregon, mentre cerca di superare l'abbandono della giovane moglie.


Dane e Paula sono quanto mai lontani, ma la convivenza forzata in un capanno di montagna dove lui la porta per allontanarla dal maniaco che la cerca, diviene l'occasione ideale per abbattere i muri che dividono Paula dal mondo e che non le permettono di superare la perdita più grande, ovvero quello della figlia.


Pur con la convinzione che non ci sia un vero futuro per loro due, Dane e Paula si avvicinano e si innamorano, mentre il pericolo lo cerca e minaccia la loro sicurezza. Sarà solo la prima di tante battaglie che dovranno affrontare e superare insieme.


L'intreccio è interessante, anche se (forse per via dei tagli) le parti di azione vengono liquidate troppo rapidamente, senza dare spessore alle situazioni. Basti pensare allo scontro finale che chiude le vicende con Hailey. L'innamoramento è troppo rapido e la parte finale (anche se necessaria per indurre Paula a capire davvero il suo cuore) è meno interessante di quella centrale e si prosegue per inerzia.


Certo cercare un capolavoro in questi romanzi martoriati dai tagli è forse un'impresa troppo ardita, ma si intuisce una buona struttura persa poi per via delle logiche commerciali. Interessante, anche se facile da dimenticare.

domenica 15 ottobre 2017

Citazioni da LIBERTA' E WHISKEY 3x5




LIBERTA' E WHISKEY

Claire: Beh c'è stato una persona....del mio passato.Joe: Così è scozzese.Claire: Scozzese più che mai. Joe: Sembra serio.Claire: Serio più che mai. 


 ***



Joe: Che diavole è successo? Claire: Noi...ognuno è andato per la sua strada...E ho sperato che avremmo trovato un modo per ritrovarci, ma il destino ha avuto altre idee. Joe: Che si fotta il destino!


***


Non stai ascoltando! Ti aspetti che ritorni a Boston e continui ad essere quella che ero? Ci ho provato e non sta funzionando. 
Bree [a Claire]


***



Avrei potuto vivere il resto della mia vita senza sapere. Vent'anni...per vent'anni ho chiuso la porta sul passato ed è stata la cosa più difficile che abbia mai fatto. 
Claire (a Roger)


***

 Ti ho vista vivere una vita a metà per 15 anni. Se c'è una seconda possibilità in amore, dovresti coglierla. 


 ***


Roger: Conoscere mio padre mi ha aiutato a conoscere me stesso. Tutti hanno bisogno di una storia.  Bree: Ma come fai a sapere se è vera? E se è stata inventata solo per farti stare meglio? Roger: Importa?


 ***


Ho cercato di capire se ero più Randall o più Fraser. E quello che ho capito è che sono più come te che come i miei padrrei. E se risulterò essere anche solo la metà della donna che sei, allora starò bene. Bree [a Claire]


 ***


Hai rinunciato a  Jamie per me. Adesso devo restituirti a lui. 
Bree


***


Sei una pagnotta bianca e megra con troppi capelli, ma un grande culo! 
Joe [quando Claire gli chiede la sua opinione sul suo aspetto]

 ***

Volevo regalarti una torcia, ma Roger ha detto che saresti finita nuovamente processata per stregoneria. 
Bree [a Claire, sul suo regalo di Natale]

giovedì 12 ottobre 2017

NON SFIDARE IL CUORE di Johanna Lindsey


Johanna Lindsey è uno di quei nomi che le appassionate del romanzo rosa in senso ben conoscono. Credo che uno dei suoi libri è stato il mio primo approccio a questo mondo. Raccontava di sceicchi nel bel mezzo del deserto, di spose rapite e di amori appassionati. In qualche modo mi è rimasta come penna e di tanto in tanto mi concedo la lettura di qualche sua storia che, malgrado alcune ingenuità, riesce sempre ad intrattenermi.


NON SFIDARE IL CUORE è il primo della serie Shefford, di ambientazione medievale e leggendolo devo dire che sicuramente inizia presentandoci un contesto storico ricostruito in modo abbastanza credibile. Reina, splendida e minuta signora di un ricco casato, è assediata nel suo castello e cerca di respingere l'armata di un pretendente molesto.


Siamo in un'epoca in cui il matrimonio è visto soprattutto come uno strumento per appropriarsi di titoli e terre e Reina, rimasta da sola dopo la morte del padre perso durante una crociata, è ben decisa a dare la sua mano solo a chi le converrà di più, grazie anche ad uno stratagemma paterno che ha dato il suo consenso senza sapere quale era stata la scelta finale della ragazza.


Tutto sembra perduto, ma a salvarla (apparentemente) arriva un manipolo di cavalieri guidati dal bellissimo e gigantesco Ranulf. Questi è in realtà stato pagato da Lord Rothwell, un vecchio e potente signore, che a sua volte vuole costringere la giovane a piegarsi al suo volere, anche se Ranulf crede che lei sia la sua promessa (quindi già con un contratto firmato) che sta cercando di sottrarsi al suo dovere.


Ranulf è un giovane possente, figlio illegittimo di un nobile che gli ha preferito un altro consanguineo il cui sangue è più puro del suo per questioni di nobiltà. Accompagnato dai suoi uomini, tra cui spicca per spirito e avvenenza Walter, Ranulf rapisce Reina per portarla al signore che gli ha promesso un laudo compenso che gli permetterà di pagare il castello ed il feudo a cui aspira.


Reina, minuta, ma con il cuore di un guerriero, decide abilmente (anche grazie al suggerimento dell'astuto Walter) di proporre la sua mano proprio a Ranulf che presenta tutte le caratteristiche necessarie per gestire le sue proprietà e per difenderle. Tra di loro, inoltre, sembra esserci anche una certa attrazione, malgrado i modi alquanto burberi di lui ed il carattere indomito di lei.


Le nozze si celebrano, ma la vita matrimoniale è tutt'altro che una passeggiata ed i due affrontano la vita insieme pronti a superare i vari ostacoli e le varie incomprensioni che si presentano di volta in volta, imparando anche a conoscersi e a capirsi, ma soprattutto a fare i conti con il proprio passato ed i propri nemici.


Il romanzo è piacevole, senza essere allo stesso tempo avvincente. Reina e Ranulf sono carini e a tratti anche comici, soprattutto nel non capirsi nella prima fase del loro matrimonio, ma per una penna avventurosa come quella della Lindsey la trama si presenta piuttosto piatta e senza grandi avvenimenti, tranne forse la battaglia iniziale.
Lettura scorrevole, senza essere indimenticabile!

martedì 10 ottobre 2017

LA RAGAZZA DEI FIORDALISI di Simona Ahrnstedt


Devo confessare che la mia crisi rosa sembra progredire sempre di più e so, grazie alle infinite letture fatte che non dipende dal genere in quanto ci sono storie che mi hanno sinceramente appassionato, divertito, emozionato, che il senso di frustrazione che vari romanzi mi stanno lasciano in questo periodo sono  dovuti ad una sorta di sfiga che mi ha portato uno dopo l'altro a libri che non si discostano dal "carino, niente di che!", per a volte precipitare in assurdità varie.


Ho pensato che dovevo provare con qualcosa di completamente diverso, in qualche modo respirare aria nuova e mi sono imbattuta in quest'autrice, Simona Arhnstedt a cui si deve un romanzo che ho visto in tutte le librerie e su tantissimi blog letterari, ovvero RITRATTO DI DONNA IN CREMESI. Pur non avendolo letto, la mia attenzione si è focalizzata sulla scrittrice definita "la nuova Jane Austen" e per un'amante della letteratura inglese come me una tale definizione non poteva che tentarmi.


LA RAGAZZA DEI FIORDALISI ha una copertina interessante e la trama era accattivante abbastanza per indurmi in tentazione, così ho deciso di comprarlo sperando che l'aria della Svezia, nuovi paesaggi, potessero in qualche modo arricchire un intreccio ormai venutomi a noia.


Siamo nella Svezia del 1349 quando Illiana, la figlia non amata di un ricco signore medievale, viene rapita per errore da uno dei soldati del pericoloso Markus, condottiero al servizio del Re. La ragazza non è la prostituta consenziente che Markus aveva incontrato poco prima in paese e l'uomo se ne rende conto appena la giovane viene condotta al suo cospetto. 


Pur essendo un uomo abituato più alla guerra che alla pace, Markus decide di ricondurre la ragazza presso la sua casa, scortandola personalmente in modo da evitare che possa essere aggredita durante il viaggio. Prima però di essere ricondotta al sicuro, i fratelli della giovane li intercettano lungo il sentiero e fraintendendo la situazione aggrediscono l'uomo che difendendosi uccide uno di loro.


L'intervento del Re e della regina Blanche, arrivati poco dopo, porteranno alla soluzione del conflitto scatenatosi ordinando ai due di riparare al torno con un matrimonio. Markus non è mai stato interessato a mettere su radici, ad avere una moglie e a preoccuparsi per il benessere di qualcun altro, ma la strana attrazione per la ragazza, e soprattutto il desiderio di compiacere il suo signore, lo inducono ad accettare.


Illiana, invece, avrebbe voluto sposare il suo umile pretendente, un contadino dai modi gentili, ma difronte alle minacce anche fisiche rivoltele dalla sua stessa famiglia, la ragazza alla fine si piega ed accetta il volere della famiglia, acconsentendo a sposare il terribile guerriero che tanto la inquieta. La notte di nozze, malgrado l'attrazione che nutre per lui, si rivela un disastro, e si tratta solo dell'inizio di un lungo viaggio che dovrà condurli prima a corte e poi nel castello di proprietà di Makus e da dove manca ormai da anni.


Ovviamente siamo all'inizio di quello che si trasformerà in un vero e proprio viaggio di scoperta di se stessi e del proprio cuore, mentre una forte attrazione prende piede sempre di più e i nostri eroi combattano tra sospetti, tradimenti, paura di cedere e donare se stessi.


Se da un lato la storia d'amore è preponderante, seguiamo anche la sottostoria di una vendetta, quella di Markus nei confronti dell'uomo che ha ucciso sua madre, sconvolgendo per sempre la sua esistenza. L'azione è marginale rispetto al resto degli ingredienti e onestamente la Ahrnstedt riesce a trasmettere bene l'atmosfera di un'epoca in cui la donna era soprattutto una proprietà che passava dalla famiglia al marito, senza grandi considerazioni romantiche.


L'autrice è anche abile a creare un'atmosfera fortemente erotica, senza essere volgare e questi sono sicuramente dei meriti, ma le vicende restano per lo più scontate, senza grande novità, senza un briciolo dell'ironia di una scrittrice come la Austen, ingabbiati nel solito circolo vizioso di un genere che rischia di essere giudicato (a torto) come estremamente superficiale.


Lo so che molti hanno amato quest'autrice, ma probabilmente avrei dovuto scoprirla con il romanzo precedente, RITRATTO DI DONNA IN CREMESI e le avrei perdonato anche questo volume. Non essendo così, mi ha lasciato un senso di insoddisfazione.

domenica 8 ottobre 2017

OUTLANDER - FREEDOM AND WHISKEY 3X5


Il quinto episodio della terza stagione di OUTLANDER ha il titolo tratto da un poema di Robert Burn, che Claire aveva citato a Jamie anni prima che l'autore nascesse e che significativamente diventa l'elemento fondamentale del puzzle che permetterà ai nostri personaggi di imboccare la strada che ci condurrà al tanto atteso rincontro, tra due settimane, anche se tecnicamente i nostri eroi si rivedranno proprio alla fine di questo quinto appuntamento.


Dopo Helwater ed il suo pesante carico emozionale che aveva travolto Jamie e con lui il pubblico che aveva seguito questa parte della sua vita, gli autori della serie decidono di utilizzare il fattore sorpresa già ben sfruttato dai romanzi e dalla Gabaldon, ovvero il nostro eroe viene lasciato nel passato perché il punto di vista si concentri su Claire ed il presente.


Non so come gli altri valuteranno la puntata, ma a mio avviso è riuscita ad emozionare pur non presentando ancora una volta i due innamorati al centro della scena insieme. Claire è una donna che per vent'anni ha rinunciato all'amore della sua vita, si è rifugiata nel lavoro e nel suo affetto sincero per la figlia. Ha sperato per un breve attimo, grazie a Roger, di poter recuperare Jamie, ma è stato più un sogno che un pensiero reale, tanto che è ripartita per l'America quasi subito, temendo di imbattersi in qualche trafiletto di un giornale d'epoca che riportasse la notizia della sua morte.


A Boston però l'attenzione degli autori si focalizza in un primo momento su Bree e sul cambio assoluto che il viaggio in Scozia ha portato nella sua vita. Tutto quello che credeva certo adesso non lo è più. Ha scoperto di essere una Fraser, che Frank che il suo cuore considera il suo vero padre non lo è biologicamente e che tutto quello che sapeva sul passato è in realtà stato travisato e rivestito di bugie.


Eppure Frank le manca ed in una significativa scena in cui le guarda gli oggetti del padre, le loro foto, emerge tutto il dolore per la sua perdita. È in una fase di crisi e vorrebbe lasciare anche l'università, cosa che Claire non vuole accettare. Proprio mentre le due stanno litigando ecco che arriva un visitatore dalla Scozia.


Non so voi, ma io ho un debole per Roger! L'ho sempre avuto anche nei romanzi, anche se ci sono stati momenti in cui le sue scelte di vita mi hanno in qualche modo annoiato, ma sono consapevole che era difficile dargli una collocazione dato il contesto in cui si ritroverà, lui povero spirito sensibile, circondato da pratici guerrieri. Ovviamente questo è il mondo dei libri e nella serie non so se ci arriveremo mai. Il nocciolo è che ho amato questo personaggio da subito e nella serie Richard Rankin mi trasmette tutta la tenerezza, il fascino discreto, ma accattivante del giovane storico.


La sua aria spaesata, il suo desiderio di rivederle le Randall, ma anche di portare a Claire la notizia fondamentale di aver rintracciato Jamie nel passato, sono portate sul piccolo schermo in maniera perfetta ed il cast come al solito si rivela uno dei punti forti di questa produzione. Anche Bree, che pur è lontana anni dalla sua omonima cartacea, copre il ruolo con abilità e sicurezza.


Roger consegna a Claire un trafiletto di giornale dove è pubblicato un articolo dove compare una citazione di Robert Burn, FREEDOM AND WHISKEY, fatta in un'epoca in cui il poeta era solo un bambino. E a confermare i sospetti di Roger c'è anche il nome dell'editore, un certo Alexander Malcom, i nomi di mezzo di Jamie. 


Claire è confusa e reagisce in un primo momento con rabbia, in quanto sente di non poter affrontare nuovamente l'idea della perdita. Inoltre c'è un problema oggettivo. Claire è una madre, di una figlia che sta attraversando un momento di crisi. Quante lascerebbero la propria bambina per un salto nel vuoto, anche se oltre il vuoto dovrebbe esserci l'amore della propria vita? E poi cosa troverà? Lui l'amerà ancora?


A dare una scossa alla situazione paradossalmente è la donna con cui Frank voleva risposarsi, l'amante di sempre che lo ha aspettato inutilmente. Le due si incontrano durante una cerimonia celebrativa all'Università e l'altra rinfaccia a Claire di essere un'ipocrita che ha sottratto la felicità a Frank per tutti quegli anni e che lei, anche solo per un giorno in più con l'amore della sua vita, sarebbe pronta a tutto.


Quando Brianna chiede a Claire della donna vista a parlare con lei e rivendica la sincerità che si sono ripromesse alle pietre, la madre le racconta tutto, mostrandole anche l'articolo che le ha portato Roger. E qui la natura generosa di Bree (tratto che onestamente ha ereditato dal padre piuttosto che da Claire) la induce a spingerla verso la direzione giusta, ovvero quella di seguire il suo cuore.


Tutto quello che resta della puntata è un lungo straziante addio: a Bree, soprattutto, ma anche a Roger al quale simbolicamente l'affida ed i due che restano accovacciati sul divano a leggere "Racconto di Natale" di Dickens sembrano volerci parlare di una nuova famiglia, anche se molta acqua dovrà passare sotto questo ponte. Il congedo di Claire è però da tutta una vita ed un mondo che si è costruita a Boston, e la separazione da Joe, l'amico di una vita, è altrettanto emozionante, come la lettura di quelle ossa che chi letto il romanzo ha riconosciuto.


La parte finale è quella che ci aspettavamo, con la bellissima citazione del brano de "la pozzanghera" che viene direttamente dal libro. Claire ritorna nella Scozia del passato, alla ricerca del tipografo A. Malcom e quando i due si rivedono l'emozione è travolgente, ma noi dovremo aspettare una pausa di ben due settimane per vederli nuovamente insieme. Ma gli amanti di questa storia sono abituati alle lunghe attese.


Splendido episodio, anche se completamente diverso da quelli precedenti, ben recitato, con ottima sceneggiatura e una fotografia ed una cura degli ambienti come al solito eccellente. È una serie fatta benissimo anche dal punto di vista tecnico.


VOTO: 10