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lunedì 16 settembre 2019

AVENIDA BRASIL - Lo scioglimento dei nodi (156)


Tutto sembra finalmente risolto, con la liberazione di Tifón e di Nina, la cattura di Santiago e di Carminha. L'unico nodo ancora da scogliere è quello della morte di Max, dove non si è trovato un vero colpevole.


La polizia decide di riunire in un'unica stanza tutte le persone presenti quella notte, per un confronto generalizzato, per confrontare i fatti e cercare di capire chi sia il vero colpevole. Tutti in realtà, in qualche modo, si sono scontrati quella notte con Max, cercando di eliminarlo, ma solo uno ci è alla fine riuscito.


Carminha, convocata a sua volta, dichiara di essere stata lei ad uccidere il suo compagno di sempre, dopo aver colpito Nina alla testa. È stato un tentativo di salvare la propria vita e quella degli altri. Nina rimane colpita dal fatto che per la seconda volta la donna sia intervenuta in suo favore.


Carminha si congeda da loro e soprattutto da suo figlio, augurandogli di essere felice con Nina. I due, sconvolti da tutta la verità che è venuta a galla, si stringono pensando al futuro. Poco dopo Mamá Lucinda viene rimessa in libertà e ad attenderla ci sono i suoi figli preferiti. 


Dopo aver creduto di essere un'assassina per tutta la vita e essersi accusata dell'uccisione di Max per difendere Carminha, nei confronti della quale si sentiva colpevole per averle tolto sua madre, Lucinda si prepara ad affrontare la vita in modo nuovo.


Il tempo passa. Nina e Jorgito annunciano alla famiglia che lei aspetta un bambino, mentre dopo tre anni Carminha viene rimessa in libertà e ad aspettarla c'è proprio Lucinda, decisa ad offrirle aiuto ed un tetto.


La donna sembra cambiata e ormai pentita e decide di rimanere nella discarica accanto a Lucinda. Passa altro tempo. Le varie coppie del Divino vivono felici la loro vita, quando un giorno Lucinda annuncia a Carminha di avere una sorpresa per lei.


Jorgito e Nina sono venuti a trovarla per farle conoscere il loro bambino, Jorge Tifón. Il momento è pieno di tensione e di emozione, ma dal confronto dei tre sembra che davvero siano riusciti a superare il male del passato e di aprirsi una piccola possibilità per il futuro.


Una grande partita allo stadio chiude le vicende turbolente e appassionanti di AVENIDA BRASIL, uno dei successi più grande degli ultimi anni, storia intricata, piena di personaggi forti, di intrigo e di ritmo, che capovolge alcuni cliché e ci dona un racconto corale, di lotte e giustizia, di confronto e superamento.

domenica 15 settembre 2019

AVENIDA BRASIL - Il rapimento di Tifón (154-155)


Santiago ha deciso che il colpo che cambierà la sua vita e quella di sua figlia è il rapimento del grande calciatore. Dopo aver preteso che la figlia si trasferisse in una stanza nel quartiere Divino, per stare vicino alla figlia Agata, solo per poter riprendere a frequentare la casa del calciatore, spinto dalle minacce di essere scoperto dalla polizia, Santiago accelera i tempi e decide di elaborare il grande colpo.


Carminha infatti a sentito Ivana parlare dell'apertura della galleria nel nuovo centro del Divino F.C., dove Tifón ha investito vario denaro. Questo risveglia l'avidità di Santiago che chiama i suoi uomini a raccolta per organizzare un vero e proprio rapimento del calciatore.


Carminha vuole tirarsi fuori dall'affare e chiama Lucio sperando che l'amante possa in qualche modo salvarla, portandola lontano, ma i due vengono sorpresi nella casa di Jainira proprio dagli uomini di Santiago, che picchiano selvaggiamente Lucio e portano via Carminha.


La donna, contro la sua volontà, si trova coinvolta nell'ennesimo colpo. Santiago vuole trasferirsi in Italia con la donna, ma prima vuole spillare a Tifón due milioni di grandes. Jorgito non vuole accettare le nuove ipotesi di Nina. Vorrebbe solo dimenticare ogni cosa e vivere una vita normale, ma i conti non sono saldati e quando Tifón si reca alla festa di inaugurazione, con al braccio Monalisa, che ormai è tornata con lui, durante un momento di distrazione in bagno, l'uomo viene circondato dagli scagnozzi di Santiago e portato via.


Jorgito cerca disperatamente il padre, preso da un brutto presentimento e scopre che l'uomo è stato effettivamente rapito. I sospetti si concentrano su Carminha, ma sarà Lucio a rivelare che la donna era preoccupata dai piani del padre.


La polizia viene sollecitata ad intervenire, mentre Jorgito e Leleco si procurano il denaro richiesto per il riscatto. In realtà Santiago non pensa di liberare Tifón, ma vorrebbe ucciderlo prima di scappare in Uruguay e da lì in Europa.


Ancora una volta a capire tutto è Nina. Mentre la polizia indaga per cercare di capire dove si trovino i sequestratori, la ragazza va in carcere a parlare con Lucinda, che in un primo momento non vuole credere alle sue ipotesi su Santiago, ma alla fine le rivela in nome di una tenuta di campagna, che l'uomo stava valutando.


Nina corre da Tifón, nella speranza di salvarlo, come ha fatto per tutta la serie, ma una volta arrivata al calciatore, viene sorpresa proprio da Santiago che trascina i due in aeroporto, da dove dovrebbe fuggire con Carminha.


Qui, poco prima di sparare ai suoi due ostaggi, Carminha viene presa da un atto di ribellione nei confronti del padre che ha rovinato la sua vita e si getta su di lui togliendogli l'arma. Sarà lei a sparare a Santiago e salvare Tifón e Nina, con un atto che cambierà il suo destino per sempre.

AVENIDA BRASIL - Il nome del Diavolo (153)


La quiete sembra essere caduta sul Divino e sulla famiglia Tifón. Carminha è scombarsa e Max è morto, con Lucinda che si è accusata dell'uccisione del suo stesso figlio. Eppure Nina sente che i tasselli non combaciano, che c'è qualcosa che non quadra. La storia terribile raccontata da Santiago presenza delle pecche, inoltre sanno che ha mentito dicendo di non essere più andato alla discarica e di non aver rivisto Nilo.


Jorgito non vuole credere che anche l'unica figura pulita della sua famiglia d'origine sia in qualche modo coinvolta in affari loschi, ma decide di  seguire Nina e il suo intuito e i due ragazzi si recavo davanti alla casa di Santiago, cercando di capire se l'uomo ha accolto Carminha nella sua famiglia.


Ed è così che vedono anche Nilo arrivare e poi una banda di soggetti decisamente poco raccomandabili. A quanto pare l'onesto riparatore di giocattoli non è chi dice di essere. Intanto Nilo, recatosi dall'uomo, gli rinfaccia tutto il loro passato, dicendogli che Lucinda non ha mai voluto capire chi fosse la persona che l'amava davvero, che ha voluto credere che lui fosse la persona buona e giusta che lui cercava di far credere al prossimo, ma che Nilo sapeva tutto, che era stato Santiago ad uccidere sua moglie, approfittando del fatto che Lucinda aveva sparato in preda alla rabbia e al panico e l'aveva mancata.


Anche Carminha ricorda perfettamente quei terribili momenti, quando il padre, aveva raccolto la pistola di Lucinda, attento a non lasciare le sue impronte e aveva sparato a sangue freddo contro la moglie. Ed era sempre stato lui a sbarazzarsi della figlia, che aveva assistito a tutto quello che aveva visto, lasciandola nella discarica e disinteressandosi alla sua sorte.


"Lucinda non scoprirà mai che il vero nome del diavolo è proprio Santiago", gli dice Nilo, minacciandolo poi di rivelare la verità. Nilo segna così la sua condanna a morte, perché Santiago, che a differenza della figlia non si fa scrupoli ad uccidere, si reca poco dopo nella discarica dando a Nilo del liquore pieno di droga fatale.


Betania trova l'uomo in fin di vita e non sapendo cosa fare chiama Nina, che sopraggiunge solo per raccogliere le sue ultime parole, che svelano tutta la vera natura del nonno di Jorgito, prima di chiudere gli occhi per sempre, mormorando il nome di Lucinda, che non ha mai smesso di amare.

AVENIDA BRASIL - Il passato di Lucinda (150-152)


Uno dei personaggi chiave, più misteriosi della storia, resta Mamá Lucinda, la mamma della discarica, la donna che si è presa cura di Jorgito, di Nina, di Betania, Valdo e di tutti gli altri, per generazioni, fino ad arrivare a Picolé e Miluce. Eppure Mamá Lucinda è anche la donna che non ha potuto essere la madre di Max; qualcosa di oscuro nel suo passato le ha impedito di esserci nella fase cruciale della vita del giovane, cresciuto solo con Nilo e destinato a distruggersi.


Al funerale di Max c'è solo Mamá Lucinda, a piangere per lui. Arriveranno anche Mauricy ed Ivana, la prima astiosa nei confronti dell'uomo che li ha ingannati, la seconda leggermente addolorata per un amore che era a senso unico. Ma la questione principale continua ad essere: chi ha ucciso davvero Max?


Nina pensa di essere responsabile, nonostante Jorgito cerchi di farla ragionare sui frammenti di ricordi che conserva, ma Mauricy ha trovato Ivana con l'arma in mano e le due l'hanno nascosta. A poter essere considerati colpevoli ci sono anche Lucio e la madre che, prima ancora di dare la loro testimonianza, decidono di lasciare la città. E tutti ignorano la presenza di Santiago sulla scena del crimine.


Quando Mamá Lucinda sente dalle labbra di Mauricy il fatto che Nina si considera colpevole della morte di Max, decide di compiere un gesto estremo e durante l'interrogatorio della ragazza si presenta per dichiararsi colpevole.


Nessuno le crede, ma l'esistenza di un precedente, ovvero il fatto  di aver già ucciso nel passato, induce la polizia ad accettare la sua versione e la donna finisce in prigione, gettando nella disperazione non solo tutti i suoi numerosi bambini, rimasti soli e senza un tetto, ma anche il terribile Nilo, che continua a considerarla la donna della sua vita.


È proprio l'uomo che, in un momento in cui è preda dell'alcol, rivela a Piccole che Mamá Lucinda finirà in carcere per la seconda volta per un delitto che non ha commesso. Jorgito e Nina, come sempre, decidono di fare chiarezza e sperano di poter trovare tasselli sul passato misterioso di Mamá Lucinda.


Sarà Santiago a raccontare loro la sua versione della verità, quando si recherà alla villa dei Tifón per presentare la sua versione. L'uomo, accolto con gentilezza da tutti, dichiara di sentirsi colpevole per come Carminha sia diventata e che in fondo la donna non è altro che una vittima di una storia di sangue iniziata molti anni prima.


Nilo era sposato con Lucinda e vivevano in una casa vicino a quella di Santiago e Virginia. Un giorno era nata una storia tra Santiago e Lucinda, ma Nilo aveva sorpreso i due amanti e, devastato dalla scoperta, si era recato da Virginia, per rivelarle il tradimento del marito, dando il via ad un atto di violenza che aveva finito per trascinare tutti.


Virginia, sconvolto, brandendo un arma, era corsa a casa di Lucinda, dove la donna stava in compagnia di Clarita, la bambina che aveva avuto da Nilo, insieme a Max. La donna aveva sparato con lo scopo di uccidere Lucinda, ma aveva invece ucciso la bambina.


Secondo Santiago, Lucinda, sconvolta per la perdita della figlia, era corsa a cercare la donna e l'aveva uccisa sotto gli occhi dell'uomo, assumendo poi la colpa e finendo in prigione. Rimasto solo, senza una madre, Santiago si era visto sottratto anche Carminha, da Nilo, che l'aveva portata alla discarica insieme a Max, dove i due erano cresciuto e si erano persi insieme.


La storia commuove tutti, lasciando molti dubbi invece in Nina e Jorgito, che sentono, a pelle, che c'è qualcosa di strano in  tutto quel racconto, ma Santiago è sicuro che riuscirà a far avvicinare nuovamente Carminha alla casa di Tifon.

sabato 14 settembre 2019

AVENIDA BRASIL - La seconda vita di Max (148-149)


Mamá Lucinda aveva detto a Max che la vita gli stava dando una seconda possibilità per ricominciare e vivere un'esistenza pulita, lontana da tutti gli errori commessi. Era una speranza della donna più che di Max, che, liberatosi della famiglia Tifón, adesso desidera solo vendicarsi di tutti quelli che gli hanno fatto del male.


Così, dopo aver ritrovato per strada Carminha, averla sequestrata e trascinata nella discarica, imprigiona anche Nilo e Carminha, i suoi due genitori, che in qualche modo vede responsabili della miseria della sua vita. 


Max sembra completamente impazzito dal dolore e dal disgusto persino nei suoi stessi confronti. Farnetica di una vita normale che avrebbe potuto avere, se le cose fossero andate diversamente, e scarica sulle persone che lo circondano tutta la sua frustrazione: i due genitori e Carminha.


Picolé scopre l'uomo che, armato, minaccia di uccidere tutta la famiglia e disperato corre a casa di Jorgito, nella speranza di chiedere aiuto per Mamá Lucinda. Nella casa però trova solo Nina che, dopo aver chiamato inutilmente il ragazzo, decide, come sempre, di fare di testa sua e di correre alla discarica.


Arrivata lì, Max la intercetta subito e gli sembra quasi di avverare il suo sogno, ovvero poter avere sotto mano anche l'altra donna che si è presa gioco di lui. Tutti quelli che odia sono davanti ai suoi occhi: le persone che reputa responsabili di quello che gli è successo e della miseria della sua esistenza.


Ha intenzione di ucciderli uno per uno, ma come prima cosa vuole costringere Nina a cedergli, cosa che è sicuro non abbia mai fatto. Per fortuna Picolé, che aveva aspettato Jorgito nel suo appartamento, gli ha raccontato tutta la storia ed il ragazzo è volato da Nina per salvarla, non prima di aver avvisato suo padre e la sua famiglia di quello che sta succedendo.


Jorgito riesce a salvare Nina dalle grinfie di Max, ma finisce a sua volta ostaggio della follia del proprio padre, ormai completamente fuori controllo. Quando la famiglia Tifón arriva, la casa di Mamá Lucinda sta bruciando con dentro tutti, tranne Nina e Max.


La famiglia riesce a salvare gli altri membri, ma di Nina si sono perse le tracce. La ragazza è stata trascinata lontano dall'uomo, mentre sono sopraggiunti anche Lucio e la madre. Uno sparo misterioso risuona nella discarica e quando Nina viene ritrovata da Jorgito, la ragazza è completamente coperta di sangue e Max giace in una pozza, ormai morto.


La polizia sopraggiunge e dopo un rapido accertamento Nina può seguire la famiglia Tifón nella loro casa. Tutti sono turbati e si chiedono chi abbia posto fine alla vita di Max. Nina non ricorda chiaramente cosa sia successo. Ha la sensazione di essere stata colpita alla testa, ma il ricordo di aver preso un ascia per difendersi da Max è chiara. Jorgito è al suo fianco, cercando di consolarla, anche se il ragazzo è convinto che l'assassina non sia lei.


Intanto Carminha, allontanatasi dalla discarica dopo il tragico evento, è stata ripescata da Santiago, che l'ha accolta nella sua casa. Una volta dentro l'uomo dolce, comprensivo, che regalava giocattoli ai bambini di Mamá Lucinda si trasforma in un padre dispotico e tiranno che sembra aver dominato la figlia durante tutta la vita. Le carte sul tavolo vengono rimescolate e tutto si trasforma di nuovo, come è tipico di questa storia, dove la realtà è sempre diversa da quella che appare.

venerdì 13 settembre 2019

AVENIDA BRASIL - Come un uragano (146-147)


La verità si abbatte su tutti come un uragano travolgendo i Tifón, ma finalmente facendo chiarezza. Le prove del tradimento portano alla conferma di tutto quello che Nina e Jorgito avevano sostenuto da tempo: che i due erano complici da una vita, che erano i veri genitori di Jorgito e che erano alle spalle del finto rapimento e di tanti altri raggiri.


Tifón è preso dalla furia e dopo aver riversato tutto il suo astio su Carminha la butta fuori di casa, davanti agli occhi sorpresi della popolazione del Divino, che aveva considerato la donna quasi una santa.


 La notizia della sua cacciata si diffonde per tutto il quartiere, mentre Carminha trova rifugio dal prete che in questi dodici anni ha condiviso molti dei suoi inganni. Nella casa dei Tifón, dopo l'amarezza e l'abbattimento, i suoi membri cercano di ritrovare un ordine e di riorganizzarsi.


L'ex calciatore è il primo a rendersi conto che deve chiedere scusa a suo figlio e a Nina, accogliendo, soprattutto quest'ultima, come la nuova amata. Si reca nell'appartamento dei due ragazzi, che stanno pensando a come riorganizzare la loro vita e il loro futuro, e si ferma a parlare con loro, chiedendo perdono per non aver creduto subito alla verità per la quale loro hanno lottato.


Il resto della famiglia accetta a sua volta Nina nella loro casa, rendendosi conto che, nonostante i sotterfugi impiegati dalla ragazza, alla fine il suo scopo era quello di aiutare tutti loro. Nina accetta l'invito a cena dei Tifón, ma tornare in quella casa, adesso che l'impero di Carminha è finito, le provoca una certa emozione. L'affetto della famiglia spazza via le ultime reticenze.


Per Carminha, invece, dopo essere stata aggredita da Monalisa nella casa del prete, dove è ospite, dopo che la donna ha scoperto tutti i suoi raggiri per strapparle Tifón, quando era il suo fidanzato, viene cacciata anche da quel posto per via di Mauricy, che, indignata nei confronti della donna, per tutte le bugie che le ha raccontato, affronta il prete dicendogli che non può dare rifiugio ad una peccatrice di tale livello.


Rimasta in strada, senza un riferimento dove andare, Max la sorprende sola e disperata e come estremo gesto di sfregio la costringe a seguirlo alla discarica. Nel frattempo, quando tutto all'orizzonte sembra rasserenarsi, veniamo a scoprire un nuovo particolare inquietante sul personaggio di Santiago, il padre devoto che ha tenuto a distanza sua figlia per qualche oscura ragione.


Il riparatore di giocattoli, infatti, è ben lungi dall'essere l'anima candida che tutti noi pensavamo. All'interno delle sue bambole, infatti, si nascondono refurtiva di gioielli di grande valore. Il quadro minaccia di oscurarsi nuovamente in quest'ultima parte di racconto.