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venerdì 3 luglio 2020

JOIA RARA - La scelta dell'amore (161-165)


E alla fine il messaggio profondo della telenovela, vincitrice di un Emmy nel 2014, è quello racchiuso nel discorso che una Pérola, ultraottantenne, terrà durante la conferenza sulla pace. L'amore è una scelta individuale che ogni persona deve fare, una perla preziosa, l'uno vero Gioello Raro che ogni essere umano custodisce dentro di sé.


Le ultime battute per quanto riguarda la storia negli anni quaranta ci mostrano la risoluzione felice di molte storie. Le due soubrette sempre rivali (Aurora e Lola) alla fine partoriscono lo stesso giorno e di fronte al miracolo della vita finiscono per confessare ai rispettivi compagni la loro paternità, negata fino a quel momento.


Iolanda e Mundo, che scoprono di non poter avere bambini, adottano un piccolo dell'asilo di Iolanda, rimasto senza madre, mentre la donna decide di entrare in politica per sostenere tutte le altre donne, sostenuta dal marito.


Infiniti parti portano ad arricchire il mondo di numerosi bambini e Silvia e Viktor trionfano nei loro rispettivi lavori. Manfred è la spina nel fianco della polizia, fino a quando non decide di rapire la piccola Pérola, convinto che sia sua figlia e l'unica persona che lo abbia mai amato.


Il rapimento getta nella disperazione i suoi genitori e ovviamente Ernest Hauser che, per problemi di salute, era stato rimesso in libertà e si era ricongiunto con Dalia, che aspetta un bambino da lui. L'inutilità delle forze dell'ordine si dimostra anche in questo caso, con i mesi che passano e loro che non riescono a trovare i due, nascosti tra i boschi nei dintorni della capitale.


Pérola si ammala e Manfred chiede alla madre di portare lì un medico. Sarà proprio seguendo le tracce del dottore che raggiungeranno il suo rifugio con la grande scena finale. Manfred riesce con un sotterfugio a sottrarre la piccola Pérola, abbandonandola in un capanno, ma quando la polizia lo raggiunge, durante la colluttazione, parte un colpo che ferisce Ernest, buttatosi in avanti per salvare l'uomo, e Manfred. 


Questi morirà felice tra le braccia del mancato padre, mentre Ernest avrà il tempo di salutare la sua famiglia e di ottenere la confessione di Gertrude, in cui gli rivela di essere stata lei ad aver ucciso Catalina, sua moglie.


Il tempo passa e la vita prosegue, portando gioie, trionfi e soprattutto amore. La storia nel complesso non è male, porta anche un messaggio profondo e significativo, gli attori sono bravi e la storia d'amore tra i due protagonisti è solida e determinata.

Tra le pecche inserirei un eccessivo prolungamento, certe ingenuità della trama, adattata alle esigenze di durata, e un cattivo, che, come al solito, ad un certo punto perde la lucidità e finisce per impazzire, costante che spesso giustifica certe soluzioni piuttosto estreme. Per il resto è una storia delicata e profonda.

giovedì 2 luglio 2020

JOIA RARA - La miniera (158-160)


Avevo dei dubbi sull'esito del processo sullo sfruttamento dei bambini nella miniera di carbone. Ernest sembrava davvero pentito e nella sua confessione aveva trascinato anche la direttrice dell'orfanotrofio e Passos, suo complice e socio per tanti anni. Pur avendogli dato la possibilità di redimersi e di trovare l'amore accanto a Dalia, alla fine la giustizia fa il suo corso.


Durante il processo, Peteleco racconta le umiliazioni, le sofferenze inflitte ai bambini e il rapporto precario con i figli sembra precipitare drammaticamente. Certo l'intenzione di Ernest è quella di pagare per i suoi crimini, e quindi lascia a Franz la presidenza della fondazione.


Il giovane, invece di approfittare e di trasferirsi con Amélia e la sua famiglia nella grande casa, adesso vuota, decide di cederla a Iolanda e al suo progetto di un asilo pubblico per tutte le mamme lavoratrici, mentre pensa di trasformare la fabbrica in una cooperativa.


Ad ostacolare il suo scopo interviene Gertrude che ha richiesto legalmente la tutela dei beni di Manfred, include le azioni della società. Lo scontro ai vertici è inevitabile e alla fine gli altri soci si tirano fuori dicendo loro di vedersela in qualche modo da soli.


La premessa è che Manfred è stato arrestato grazie all'intervento di Amélia, che ha finto di voler fuggire con lui solo per assecondarlo e farlo catturare dalla polizia. L'incredibile però è la continua fuga che l'uomo mette in atto per fuggire da tutti i posti dove lo rinchiudono, in maniera quasi caricaturale.


Fugge dal carcere per correre al processo, dove rivela di essere stato anche lui un bambino sfruttato della miniera. Viene riacciuffato e imprigionato, trasferito in un centro psichiatrico, ma anche da lì fugge, rendendo ridicola la polizia brasiliana. Questa è innegabilmente una forzatura della trama, piegata alle esigenze di un certo numero di puntate.


Adesso con Manfred deciso a vendicarsi di Franz, penso che le ultime battute saranno dedicate a Pérola e a un probabile rapimento, con cui si concludono tutte queste storie quando coinvolgono la presenza di un bambino, figuriamoci di una così speciale come la reincarnazione di Rimpoché.


Nel complesso la storia non è male, ma ci sono molti elementi che si sarebbero potuti evitare.

mercoledì 1 luglio 2020

JOIA RARA - Guardie e ladri (155-157)


Pian piano ci avviamo verso la fine della storia. Lo si capisce dalla quantità di coppie che convolano a nozze o finalmente trovano la loro felicità. Dopo i vari matrimoni, adesso tocca ad Ernest Hauser ritornare nella propria famiglia, dopo aver capito i suoi errori, perdonare Manfred e riconciliarsi con il mondo.


Una volta ritrovata la serenità, per Ernest sembra aprirsi un cammino per trovare anche l'amore. Dalia infatti sembra davvero la donna pronta ad amarlo per quello che è. Resta però l'incognita dei delitti commessi per i quali Ernest vorrebbe pagare.


Se da un lato vediamo storie che si risolvono, dall'altro lato tutta questa manciata di episodi è una vera e propria caccia, un gioco a guardie e ladri, dove la polizia cerca di catturare Manfred, dopo aver raccolto tutte le prove.


L'uomo, ancora ossessionato da Amélia, chiama Décio Pasos al quale chiede di procurargli i documenti per lui ed Amélia, deciso a lasciare il paese. Convinto da Laura, il ragazzo decide di denunciare il vecchio complice e la polizia tende un agguato a Manfred.


Durante la colluttazione, Décio rimane ferito e viene portato in ospedale, dove Manfred s'intrufola deciso a fargliela pagare. A salvarlo interviene il padre, ricomparso dopo essersi dato a sua volta alla fuga, ricercato dalla polizia.


Manfred si salva, mentre Passos viene arrestato. Intanto Amélia decide di collaborare con la polizia per farlo arrestare, nonostante la preoccupazione del marito che teme che possa succederle qualcosa.


Altra storia che si avvia alla conclusione è quella di Gaia, dove però la forte componente drammatica in qualche modo stona con la soluzione felice che gli altri stanno conquistando. Sottoposta ad alcuni controlli, Gaia scopre di stare male e che le restano pochi mesi di vita.


Decisa a lasciare il figlio e Toni felici, cerca di avvicinarsi a Laura, con cui adesso vive nella pensione, e di convincere Hilda a perdonare l'uomo e a riconciliarsi con lui. Sarà proprio Hilda la prima a scoprire del suo male.

E se Gaia ci fa soffrire, il sorriso ce lo strappano Aurora e Lola, le due soubrette che si contendono palcoscenico ed uomini. Le due, entrambe in attesa di un bambino, continuano a mentire sull'identità del padre, per ferire l'altra, e aspettiamo la svolta che possa in qualche modo risolvere la situazione.

sabato 27 giugno 2020

JOIA RARA - Più forte del sangue (151-154)


Il problema di Ernest è che è stato educato in un modo rigido, conservatore, ma il suo schema si è infranto di fronte a tre figli completamente diversi da lui che non si sono chinati e hanno eseguito, come invece ha fatto lui con suo padre. Franz, Viktor e Hilda hanno seguito le ragioni del loro cuore, lottando, soffrendo, trionfando.


Ernest è sempre stato convinto dell'importanza della purezza del sangue. Non ha amato Manfred proprio perché nato da una relazione fuori dal matrimonio e il suo disprezzo ha compromesso completamente la stabilità mentale dell'uomo, che per tutta la vita ha cercato di conquistarlo. 


Anche il suo tentativo di strappargli l'unico amore assoluto e sincero, quello per la piccola Pérola, è l'ennesimo sfregio che vuole infliggergli proprio perché non è stato un uomo capace di amarlo. Il dolore è tale che Ernest non riesce a capire come amare, senza avere la certezza che la piccola sia o meno sangue del suo sangue.


Nel frattempo Franz e Amélia si riconciliano durante il carnevale, quando Manfred prova nuovamente a rapire la donna. Franz interviene riempiendolo di botte, ma perdonando il silenzio della moglie. Nel tripudio del carnevale, la piccola Pérola cerca di mettere insieme i pezzi della sua famiglia.


Sarà però un sogno fatto da Ernest, in cui s'incontra con Rinpoche, che senza saperlo è l'anima della sua nipotina, che lo guiderà verso la consapevolezza che l'amore che nutre per la piccola Pérola è più forte del sangue, che è nato dalla convivenza con lei e non da una rivendicazione di appartenenza.


Ernest corre a casa di Amélia per chiedere perdono e si riconcilia con la bambina, mentre i genitori lo guardano con diffidenza. Poco tempo dopo, mentre la polizia trova le prove per incriminare Manfred, in quando il suo socio, prima di morire, ha lasciato una serie di documenti che lo condannano, Ernest scopre che il figlio mancato si è intrufolato nella villa per derubarlo.


Lo vede fuggire e decide di inseguirlo, mentre ordina ai domestici di chiamare la polizia. Nell'inseguimento che ne segue, perde il controllo della macchina e finisce contro un palo. Le sue condizioni sono gravissime. 


Portato in ospedale, i medici diffidano di poterlo salvare e al suo capezzale corrono i tre figli con i quali aveva avuto un rapporto alquanto complicato. Tutti pregano disperatamente, anche Dalia, che, arrivata al capezzale dell'uomo, rivela ai figli tutto quello che negli ultimi tempi il padre aveva fatto per loro.


A dare una svolta alla situazione sarà Pérola che, corsa insieme ai tre monaci che curano la sua educazione, riuscirà attraverso la forza della preghiera e della meditazione a riportare Ernest tra loro, anche se quando l'uomo aprirà gli occhi la prima persona che vedrà sarà Manfred, corso disperato al suo capezzale.

JOIA RARA - L'importanza del sangue (148-150)


Ed eccoci arrivati all'inevitabile scontro. Tutte le volte che Amélia cercava il momento per raccontare a Franz del suo passato con Manfred arrivava sistematicamente qualcuno ad interromperla, per creare il momento in cui il marito avrebbe scoperto la verità.


A portare la coppia allo scontro è proprio Ernest, in maniera involontaria. L'uomo, infatti, spinto a dubitare della sincerità di Amélia, sembra essere corroso dai dubbi e soprattutto dalla paura che il suo amore per Pérola possa in qualche modo essere stato sprecato.


Per Ernest l'importanza del sangue è sempre stata fondamentale, sangue puro, neanche misto o non ufficiale. Basti pensare a come ha sempre considerato Manfred un figlio di serie B rispetto agli altri te avuti dalla moglie legittima.


L'idea che Pérola, che ama sinceramente, possa non meritare il suo amore in quanto figlia proprio dell'uomo che più disprezza al mondo cominciano a farlo agire in modo irrazionale e così, spinto dai racconti di vari soggetti pagati di Manfred, Ernest corre a casa di Amélia per parlarle e durante un loro litigio, Franz arriva, sorprendendoli.


La scoperta che Amélia possa aver avuto una relazione con Manfred, ma soprattutto che abbia taciuto tutti questi anni una cosa del genere, finiscono per inasprire i rapporti tra i due coniugi che fino a quel momento avevano affrontato mille difficoltà.


È il compleanno della piccola Pérola e Franz decide di rimanere per la festa, ma le tensioni sono palpabili e una figlia come Pérola le nota subito. Ad aggravare la situazione è l'assenza dell'adorato nonno, che le manda il suo regalo, ma non ha la forza di andare.


Pérola entra in crisi e quella stessa notte Franz lascia la casa. Amélia si reca a casa Hauser per affrontare Ernest, ma durante la discussione la piccola Pérola arriva, scoprendo così le motivazioni del mancato amore del vecchio nonno.


Il dolore la sconvolge e la bambina si ammala di una febbre nervosa. Franz corre da lei e sconvolto affronta il padre, dicendogli che non lo perdonerà mai per i suoi dubbi. Lui, infatti, è convinto che Pérola sia sua figlia ed è risentito con Amélia solo per il silenzio. Viktor cerca di far ragionare Franz sul fatto che le persone non siano perfette e che l'amore va oltre tutto questo.


Le premesse per una rapida riconciliazione vengono gettate, anche perché arriva il carnevale e la piccola Pérola, insieme ad un vicina di casa, decidono di organizzare un piano per farli riavvicinare.

mercoledì 24 giugno 2020

JOIA RARA - Il passato di Amelia (144-147)


Dopo un'accelerazione della storia, con Silvia che ha recuperato la memoria sul suo tentato omicidio, sembrava quasi che fossimo arrivati alla svolta che ci avrebbe poi guidato verso una rivoluzione delle vicende, invece si è trattato di una pura illusione.


Manfred è rimasto nella clinica lo spazio di mezzo episodio, poi, sorvolando sulla felicità delle varie coppie riunitesi, la serie ci ha portato avanti di un tempo imprecisato dicendoci che l'uomo stava meglio e i medici lo potevano dimettere.


Ovviamente con il ritorno di Manfred, l'inquietudine serpeggia nuovamente, nonostante Ernest abbia cercato davvero di far ammenda dei suoi peccati, testimoniando nel processo sulle miniere dove veniva usato illegalmente il lavoro dei bambini dell'orfanotrofio, tra cui Peteleco.


Viktor, Franz e Hilda ascoltano la storia sconvolti da quest'ennesima scoperta sul padre, che però, sinceramente deciso a dare una svolta alla sua vita, operando senza che i figli lo sappiano, inviata al cabaret un famoso presentatore radiofonico per fargli ascoltare il debutto della figlia, mentre per Viktor manda il proprietario di una prestigiosa galleria che, dopo aver visto i suoi lavori, gli offre di esibirli. Per Silvia, invece, grazie alle sue influenze le fa arrivare la proposta di lavoro in una famosa gioielleria, per la realizzazione dei suoi disegni.


Tutto sembra andare per il meglio. Hilda si esibisce brillando come una vera e propria stella luminosa. Toni, che ancora è innamorato di lei, assiste alla sua esibizione commosso, ma quando la vede andare via con il presentatore radiofonico non riesce a nascondere la sua gelosia.


Se le altre storie in qualche modo si muovono, restiamo invece impantanati con Amelia e Franz. La prima, infatti, tira fuori solo a questo punto della storia un racconto sul suo passato, prima di incontrare Franz, che avrebbe in qualche modo alimentato le fantasie di Manfred su di lei.


Infatti sembra che si fossero frequentati, senza grandi esiti, prima del suo ritorno a Rio. Amelia non era stata in grado di arginare l'invadenza dell'uomo, fino a quando non si era poi innamorata di Franz. Manfred cerca di alimentare i dubbi anche in Ernest, insinuando che la bambina di Amelia sia sua.


Nel frattempo la protagonista, decisa a confessare al marito questo "quasi peccato" del passato, non riesce a trovare il momento adatto, spianando la strada a un nuovo colpo di teatro di Manfred.


Il problema è che in questo momento, questo episodio di cui non avevamo avuto nessuna traccia, sembra quasi una forzatura del copione per poter prolungare di qualche altra settimana la storia. Non fluisce in modo naturale, come è accaduto per molte altre storie. Resto dubbiosa, anche se nel complesso la storia ha un suo fascino. Siamo ormai agli sgoccioli e sicuramente andrò avanti fino alla fine. Peccato per questa piccola forzatura, di cui non avevamo bisogno.