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lunedì 31 maggio 2021

MARTIN EDEN di Jack London


 Di Jack London conoscevo opere famose come IL RICHIAMO DELLA FORESTA e ZANNA BIANCA, dove attraverso l'utilizzo di personaggi animali, l'autore ci veicolava messaggi profondi ed estremamente umani. Un paio di anni fa, grazie a una versione cinematografica dove il personaggio del protagonista era stato affidato a un attore che amo molto, Luca Marinelli, ho scoperto questo libro, pubblicato da London nel 1909 e che rappresenta uno dei "romanzi arrabbiati" della letteratura americana di quegli anni.


 

A ben vedere ci troviamo nuovamente davanti a un romanzo di formazione, che segue le vicende di Martin Eden, un giovane e fascinoso marinaio che si trova a San Francisco e che un giorno salva per caso un ragazzo da una violenta aggressione. Si tratta di Arthur Morse, un giovane della ricca borghesia della città, che lo inviterà a cena a casa sua per ringraziarlo. 


 

Qui Martin conosce Ruth, la sorella di Arthur e ne rimane folgorato. L'innamoramento per la giovane, che appartiene a una classe sociale molto diversa dalla sua, lo indurranno a cercare di fare di tutto pur di elevarsi dalla sua condizione, pur di migliorare e di diventare qualcuno.


 

La strada scelta sarà quella della scrittura, ma andrà incontro a delusioni, difficoltà, rinunce, fino a quando Ruth, convinta dalla sua famiglia, lo lascerà, in seguito a un falso articolo pubblicato sul giovane. Ma quando arriverà il successo tanto desiderato, con un  saggio filosofico intitolato La vergogna del Sole, che diventerà il caso letterario dell'anno, facendo esplodere la sua fama a livello nazionale e internazionale, Martin scoprirà che il successo non è come aveva immaginato e la delusione lo porterà verso l'abisso.


 

Partendo dal racconto di un innamoramento e delle aspirazioni di miglioramento di un giovane, London riesce a fotografare una nazione intera e un'epoca caratterizzata da differenze di classe, l'inquietudine, il senso di autodistruzione e l'impossibilità di una vera affermazione. 


venerdì 28 maggio 2021

IL MONACO di Matthew Gregory Lewis

 


Negli studi che avevo portato avanti in passato sull'opera di Ann Radcliffe, a cui ho dedicato la mia tesi, mi sono approcciata al romanzo gotico e a quelli che sono considerati veri e propri classici del genere. Tra tutti quelli che ho letto, ce n'è uno che la lasciato un'impronta notevole su di me e sulla mia sensibilità, ossia IL MONACO di Matthew Gregory Lewis, pubblicato nel 1796, sulla scia del romanzo gotico tedesco, e che fu travolto da un grande successo, ma anche da una valanga di critiche, per i contenuti decisamente scabrosi presenti al suo interno.


 

La trama, oscura e piena di elementi tipici del genere, come castelli, abbazie, fantasmi e demoni, presenta una struttura avvincente che spinge il lettore a proseguire, con il fiato in sospeso, seguendo le vicende drammatiche della caduta all'inferno del monaco Ambrosio, in odore di santità, e considerato da tutta Madrid come l'esempio del religioso pieno di virtù.


 

La vita di Ambrosio infatti è sempre stata dedicata alla Vergine, alla preghiera, fin da quando è stato ritrovato appena nato davanti alle porte del monastero dove è stato abbandonato. Bello, ma santo, l'uomo si è tenuto lontano dalle tentazione, ma un giorno incontra in convento Rosario, un monaco più giovane ed estremamente sensibile, che cela sempre il suo volto nei parametri sacri, ma con cui Ambrosio si sente in profonda sintonia, fino al giorno in cui scoprirà che Rosario non è altri che Matilda, una giovane donna che, sedotta dalla sua fama, ha deciso di fingersi un uomo e di prendere i voti pur di entrare nel monastero e di stargli vicino.


 

Ambrosio non trova il coraggio di scacciare Matilda o di denunciarla, come dovrebbe fare, per il legame che si è sviluppato tra di loro e finisce per assecondarla, cadendo però pian piano nella lussuria accecante che lo travolge, trascinandolo verso la deriva. Matilda è in qualche modo il diavolo tentatore, quello che apre la strada alla perdizione  di Ambrosio che, da quel momento, si allontana dalla santità a cui aspirava, lasciandosi travolgere da tutti gli istinti più bassi, assecondando anche dalla giovane amante.


 

Tra le sue tentazioni vi è Antonia, la figlia di Elvira, una giovane ragazza di buona reputazione, innamorata, ricambiata, di Lorenzo, che finirà per diventare una vera e propria ossessione per Ambrosio, che farà di tutto pur di averla, cedendo ai crimini più feroci ed efferati, precipitando irrimediabilmente verso l'inferno più oscuro.


 

Romanzo dal ritmo incalzante, pieno di colpi di scena, dove l'autore mescola sapientemente tematiche diverse come l'amore, l'eros, il fanatismo religioso, ambientando le vicende in una Spagna cupa e violenta, che fa da scenario a una storia nera, drammatica e decisamente oscura, presentandosi come uno dei classici della letteratura nera. 

mercoledì 26 maggio 2021

I MISTERI DI UDOLPHO di Ann Radcliffe

 


C'è un'autrice a cui è legato il mio percorso di studi e che ricorderò sempre con particolare affetto. Il romanzo che in qualche modo me l'ha svelata è stato proprio I MISTERI DI UDOLPHO, che poi, nella sua produzione, rappresenta il quarto e più celebre romanzo, pubblicato nel lontano 1794. È a questo romanzo, oltre a IL CASTELLO DI OTRANTO di  Horace Walpole, che si lega il genere del romanzo gotico, che poi, declinato nelle sue mille trasformazioni, ha dato vita ai romanzi neri, ma anche a molte componenti del romanzo sentimentale.


 

La storia, per quelli che non conoscono questo piccolo gioiello, ci porta nel sud della Francia (perché era preferibile ambientare oscuri delitti e vicende turbolente lontano dalla madre patria per accrescere la suggestione), nel XVI secolo, e ci presenta le disavventure di Emily St. Aubert, una ragazza saggia e affettuosa, molto legata al padre. 


 

Durante un viaggio verso la osta mediterranea di Rousillon, Emily, che viaggia insieme al padre, conosce un viaggiatore, Valancourt di cui la giovane si innamora, ricambiata. La morte del padre, ammalato, daranno un duro colpo alla vita della ragazza, costretta a vivere con una zia, Madame Cheron, che non ricambia il suo affetto, ma soprattutto sposerà un Italiano, Montoni, un uomo senza scrupoli, interessanto alle ricchezze della donna, che farà di tutto per separare Emily da Valancourt, trascinando moglie e nipote nel terribile castello di Udolpho, dove mille crimini si nascondono dietro l'angolo.


 

Questo romanzo ebbe un grande impatto sull'immaginario letterario e in qualche modo viene visto come il prototipo del romanzo gotico con elementi chiave come la damigella in difficoltà, un uomo oscuro e potente, un castello pieno di misteri. Elementi di cui Jane Austen ironizzerà proprio nell'Abbazia di Northanger, divertendosi a prendere in giro la passione che si era sviluppata per questo tipo di romanzi.


 

La prosa della Radcliffe appare piuttosto ridondante e ricca per il gusto stilistico di oggi, ma è perfetta per suggerire  i palpiti e i tremori di un personaggio come Emily. Il romanzo è pieno di atmosfere, che sanno giocare con il romanticismo e con l'orrore, affondando nelle paure più profonde dell'animo umano. Un classico intramontabile da riscoprire!

lunedì 24 maggio 2021

PICCOLI UOMINI di Louisa May Alcott

 


Tutti noi conosciamo Jo, Meg, Beth ed Emily, quelle Piccole Donne che in qualche modo, con le loro vicende, hanno accompagnato la nostra crescita, anche letteraria. Credo che questo romanzo sia stato il primo in assoluto ad attirare la mia attenzione, quando ero bambina. Eppure le loro vicende non terminano con l'emozionante PICCOLE DONNE CRESCONO, ma la Alcott aveva dato un seguito ai personaggi e alle vicende, affrontando anche tempi della loro vita più adulta, o meglio soprattutto Jo e suo marito.


 

Nel 1871 la Alcott riprende infatti i personaggi e le vicende che tanta fama le hanno portato per raccontarci della scuola di Jo, realizzata a Plumfield insieme con il marito, Fritz Baher. Qui vengono accolti studenti di tutti i tipi, maschi e femmine, ragazzi con problemi o piccoli geni, a cui loro si dedicano con passione e determinazione, portando avanti un criterio di non violenza e di principi che cercano di trasmettere a questi ragazzi che devono affrontare la crescita.


 

Tra di loro ci sono anche Rob e Teddy, figli di Jo e Fritz,  ma anche i gemelli Demi e Daisy, i figli di Meg e John che avevamo già incontrato, anche se neonati, insieme con la sorella Josie,  e poi Beth, la figlia di Laurie e Amy. Oltre a questi personaggi, arriverà anche l'ingenuo violinista Nat, un ragazzo rimasto orfano che, perso il suo strumento musicale, che gli serviva per il suo lavoro ambulante, viene mandato da Laurie alla cognata, perché se ne prenda cura. Ad integrare il gruppo ci sono anche lo scapestrato Dan, l'esperto di mare Emil, il più maturo Franz, i vivaci Nan e Tom, Dolly e Stuffy.


 

Il romanzo della Alcott ci presenta le vicende di questi ragazzi sempre con un forte intento educativo, dove si sottolineano i valori della famiglia, dell'onore e del rispetto. A differenza dei romanzi precedenti scritti dalla Alcott, qui non ci troviamo di fronte a una vera e propria trama, ma a episodi e avventure dei vari ragazzi, collegati da un filo sottile, in quanto l'intento didattico è più forte di quello d'intrattenimento. La grandezza di PICCOLE DONNE era stata quella di riuscire a dosare contenuti e trama, cosa che in qualche modo manca in questo continuo, che pur si legge nella speranza di rivedere personaggi che abbiamo amato sinceramente: Jo, Meg e Beth, divenuti finalmente delle donne mature.


 

Pur non raggiungendo, a mio parere, la grandezza dei romanzi precedenti, resta una lettura interessante, da fare, per immergersi ancora una volta in quel mondo creato dalla Alcott che ci permette di respirare valori e principi che ci sono familiari e che ci danno sicurezza. Una lettura da consigliare a tutti quelli che sono ragazzi o che lo sono stati!

giovedì 20 maggio 2021

LA VALLE DELL'EDEN di John Steinbeck


 Ho scoperto questo romanzo quando ero una ragazzina, grazia alla passione che avevo per un attore iconico come James Dean. Dei suoi tre unici film, questo era quello che mi aveva colpito nel profondo e che scoprì essere tratto dall'omonimo romanzo del premio Nobel per la letteratura John Steinbeck, pubblicato nel 1952.


 

La storia racconta con sensibilità e profondità di due famiglie, gli Hamilton e i Trask, in una sorta di epopea che va dalla Guerra Civile americana alla prima Guerra Mondiale. Tra i vari personaggi spiccano il vecchio Samuel Hamilton, immigrato dall'Irlanda, con sua moglie Liza, e i loro tentativi di crescere i loro nove figli, dall'altro Cyrus Trask e i suoi due figli, Adam e Charles, le le tormentate storie che li riguardano, tra cui quello del rapporto con la turbolenta Cathy. E infine i loro nipoti Aron e Caleb, nati gemelli, figli della misteriosa Cathy, donna ambigua, potente, che incarna in qualche modo la figura di Eva e di Satana, emblema del male nel mondo.


 

Sarà proprio Cathy, divenuta la tenutaria di una casa d'appuntamenti, a distruggere Caleb e Aron, i due fratelli, che incarnano in qualche modo Caino e Abele. Caleb il ribelle, quello irrequieto, che vorrebbe trovare un modo per conquistare l'ammirazione del padre, ma che sembra aver ereditato il sangue marcio della madre, e Aron, il figlio devoto, quello dalle grandi prospettive, innamorato di Abra, che finirà per preferirgli Caleb, e che sarà distrutto poi proprio dalla scoperta della vera identità della madre.


 

Il titolo del romanzo è significativo, LA VALLE DELL'EDEN, che vuole simboleggiare il giardino a est dell'Eden (titolo originale dell'opera è proprio EAST OF EDEN), dove i figli di Caino si trasferirono a vivere. Qui nel romanzo la valle è rappresentata da quella percorsa dal fiume Salinas nella California settentrionale,  e fa da sfondo a queste drammatiche vicende.


 

Considerato il capolavoro della maturità di John Steinbeck, il libro affronta tematiche di peso come la depravazione, la carità cristiana, l'amore,  ma anche la battaglia per essere accettati, il mistero dell'identità e le conseguenze della mancanza d'amore, mescolandoli con continui riferimenti biblici.  Nel 1955 Elia Kazan ha tratto l'omonimo film con James Dean.

martedì 18 maggio 2021

Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain

 


Tra i romanzi che vengono considerati per "ragazzi", ma che io ho letto quando ero piuttosto grande, c'è LE AVVENTURE DI TOM SAWYER dello scrittore americano Mark Twain, pubblicato nel 1876 e legato ad altri volumi che poi l'autore avrebbe pubblicato tra cui Le avventure di Huckleberry Finn che è un altro dei suoi testi più famosi. 


 

A ben vedere il romanzo viene considerato per "ragazzi" per il carattere avventuroso delle storie narrate, ma è un libro che rimanda a molti aspetti dell'infanzia dello stesso autore, conservando anche quella forte carica morale che caratterizzano Twain e che lui cercherà di trasmettere attraverso le sue opere, insieme con gli ideali di uguaglianza e antiimperialismo.


 

La storia racconta di Tom Sawyer che vive con la zia Polly e il fratellastro Sid a San Petersburg, una cittadina immaginaria sulle sponde del fiume Mississippi. Tom ha un carattere vivace che lo spinge a mettersi spesso nei guai e a essere rimproverato dalla zia. Tra i suoi amici di avventura ci sono Huck e Joe Harper, mentre il ragazzino dà il suo cuore a Becky, una bambina sua coetanea, figlia del giudice  Jeff Tatcher.


 

Tra avventure di ragazzini, fughe su isole misteriose e un vero omicidio, quello che coinvolge il dottor Robinson, il cui colpevole in un primo momento è identificato nel povero Muff Potter, scagionato poi proprio grazie a Tom, la vita dei ragazzi scorre impetuosa e piena di momenti emozionanti, in una società che precede la Guerra Civile Americana. Tra isole dei pirati, indiani e un misterioso tesoro, Tom supererà la fase dell'infanzia scapigliata e picaresca, riuscendo a prendere decisioni mature e responsabili.


 

Twain, attraverso questo piccolo microcosmo dell'immaginaria cittadina di San Petersburg, finisce per riflettere la società americana, con tutte le sue istituzioni, senza risparmiare loro stoccate d'ironia, tratto d'istintivo di Twain. Con la sua vena ben riconoscibile, traccia il ritratto della società rurale americana, semplice e ignorante, ma decisamente genuina. Un romanzo per ragazzi e adulti di tutte le età!

venerdì 14 maggio 2021

IL BUIO OLTRE LA SIEPE di Harper Lee

 


Oggi, per chiudere la settimana, vi voglio parlare di un romanzo commovente che parla dei pregiudizi, dell'intolleranza e dello sguardo scevro di tutto questo che a volte i bambini, veri portatori di cambiamento, possono dare a una realtà bloccata dalla paura della diversità. Si tratta del romanzo di Harper Lee, pubblicato in America nel 1960 e vincitore del premio Pulitzer per la letteratura. A spingere l'autrice a scrivere questa storia fu Truman Capote, suo amico da sempre. 


 

Il libro segue il punto di vista di due ragazzini, Scout e suo fratello Jem, entrambi orfani di madre, che vengono cresciuti dal padre, Atticus, un avvocato con saldi principi morali, e dalla loro governante nera, Calpurnia. Nella piccola cittadina di Maycomb i ragazzi spesso assistono a soprusi e violenze nei confronti dei neri, mentre si divertono a fantasticare sul loro vicino di casa, colui che vive "oltre la siepe", ovvero Boo, affetto da problemi caratteriali, che vive praticamente rinchiuso in casa.


 

Nel frattempo la vita tranquilla di questa cittadina di provincia viene sconvolta da un crimine e dal relativo processo. Tom Robinson, un giovane di colore, viene accusato di aver stuprato una donna bianca. Atticus, il padre dei ragazzi, assume la sua difesa, convinto della sua innocenza, ma, nonostante la presentazione di prove che sostengono questa posizione, Tom sarà condannato e ucciso in un tentativo poi di fuga. Sarà sparato e abbattuto come un uccellino indifeso, quello del titolo originale (TO KILL A MOCKINGBIRD, o meglio il tordo beffeggiatore che imita il cinguettare degli altri uccelli). 


 

Scoutt e Jem subiranno a loro volta discriminazioni e attacchi, per essere i figli dell'uomo che si è battuto per difendere Tom. Il vero colpevole dello stupro, odiando l'uomo e i suoi figli, cercherà di aggredirli e a salvarli interverrà il famoso Boo, che li aveva spiati in silenzio per tutto il tempo, affezionandosi a loro.


 

Il romanzo IL BUIO OLTRE LA SIEPE è un libro che parla di razzismo, di pregiudizi e del coraggio di fare la cosa giusta. È una storia di formazione, in cui Scout Finch racconta, dalla prospettiva di una donna adulta, gli eventi che da bambina l'hanno formata e fatta crescere. Inno all'infanzia, pulita e limpida, lontana dai pregiudizi, con una figura, come quella di Atticus Finch, che educa i propri figli alla tolleranza e a guardare a un uomo per quello che è, indipendentemente dal colore della pelle. Romanzo intenso che merita di essere riletto o di essere scoperto da tutti quelli che non lo hanno ancora fatto. Il suo peso, nonostante gli anni, non ha perso nulla e continua a occupare un posto fondamentale nel ritratto della società e dell'umanità in generale. 


 

Nel 1962 uscì il film con Gregory Peck nel ruolo carismatico di Atticus Finch. 

mercoledì 12 maggio 2021

LA CAPANNA DELLO ZIO TOM di Harriet Beecher Stowe


Ci sono dei romanzi che hanno un peso nella storia profondo e significativo. Non sono solo racconti d'intrattenimento, ma una sorta di fotografia nitida dei tempi, che allo stesso tempo aiutano a riflettere e a capire tematiche non affrontate con consapevolezza. Sembra che Abraham Lincoln quando incontrò Harriet Beecher Stowe esclamò: "È dunque questa la piccola donna che ha scatenato questa grande guerra!".


 

Il romanzo della Beecher Stowe, convinta abolizionista, pubblicato nel 1852, ebbe un impatto innegabile e un successo che ancora oggi non ha smesso. La storia racconta della vendita da parte di Arthur Shelby, proprietario di schiavi, ma profondamente umano, due sue schiavi, zio Tom, suo braccio destro, e un bambino di soli cinque anni. A comprarli è uno schiavista crudele, Haley, ma Eliza, la madre del piccolo Harry, riesce a fuggire con il bambino e trova rifugio in una comunità di Quaccheri. Lei riuscirà poi a raggiungere il Canada, insieme al marito, e qui inizieranno una vita libera.


 

Tom, invece, resta per amore nei confronti di Arthur Shelby, che lo aveva ceduto per necessità. George Shelby, il figlio tredicenne di Arthur, promette a Tom che un giorno andrà a cercarlo e lo libererà. Durante il viaggio in mare, Tom colpisce per il suo buon carattere e salverà la vita di Eva  St. Clare, una bambina figlia di un possidente terriero. Salvata da Tom, il padre lo compra e il suo desiderio sarebbe quello di liberarlo, ma l'uomo viene ucciso poco prima di firmare i documenti. Il calvario di Tom non si conclude.


 

Comprato da un nuovo padrone, crudele e spietato, che vorrebbe fare di lui un aguzzino, finirà per mantenersi integro e legato ai suoi principi a costo della sua stessa vita. Quando George Shelby riuscirà a trovarlo, come promesso, sarà troppo tardi per Tom, ma la consapevolezza della crudeltà della sua condizione lo poterà a una scelta rivoluzionaria.


 

Il romanzo presenta uno stile semplice, lineare, a tratti peccando di sentimentalismo. La Beecher Stowe fu accusata anche di non conoscere per mano diretta quella che era la realtà del Sud degli Stati Uniti, ma le tematiche affrontate e l'importanza dell'effetto sui lettori del tempo valgono tutto il peso del racconto.


 

Fu la prima presa di coscienza degli orrori che si annidavano nella stessa società americana, un primo passo che avrebbe portato, come giustamente sottolineò lo stesso Lincoln, alla Guerra Civile e all'abolizione della schiavitù. Libro assolutamente da recuperare.


lunedì 10 maggio 2021

TENERA È LA NOTTE di Francis Scott Fitzgerald


 Ci sono dei romanzi che pur letti diversi anni fa restano impressi nella memoria, lasciando una traccia profonda, come un incontro che non si è avuta la fortuna di ripetere, ma che in qualche modo ci ha fatto riflettere, emozionare e che difficilmente dimenticheremo. Questo è stato il mio incontro con TENERA È LA NOTTE, che scelsi per il titolo piuttosto suggestivo e che mi colpì profondamente.


 

Si tratta di un romanzo pubblicato nel 1934 nel quale Fitzgerald con una prosa elaborata che si abbandona ad analisi psicologiche e descrizioni che ci permettono di immergerci in questo mondo particolare, ci descrive l'elegante società americana degli anni 30 trasferitasi in Europa dopo il primo conflitto mondiale. Si tratta di persone superficiali, snob, a volte spietate, tutto fatto emergere attraverso le vicende di Dick Diver, uno psicologo, sposato con Nicole Warren, una ricca americana, che è stata sua paziente.


 

L'uomo se ne innamora e la sposa, ma finisce presto per piegarsi ai capricci della moglie che, non completamente guarita dagli episodi di schizofrenia, vuole viaggiare per il mondo. Dick l'asseconda e alla fine i due coniugi finiscono per stabilirsi in Costa Azzurra, dove danno vita a Villa Diana, un complesso di lusso dove arrivano vari personaggi americani tra cui Abe North, un compositore alcolizzato, e un mercenario francese, Tommy Barban, che si innamorerà della moglie di Dick.


 

L'incontro che segnerà profondamente l'animo dell'uomo è quello con Rosemary Hoyt, una giovane attrice di cui Dick s'innamora profondamente, pur decidendo di non cedere a questa passione, mantenendo in piedi il suo matrimonio. Ben presto, però, sentendosi soffocare dal denaro di Nicole, finirà per cercare di ritornare alla sua professione medica, ma il mondo è cambiato. La clinica è diretta da un uomo senza scrupoli interessato solo al denaro e anche il suo tentativo di aprire una propria clinica fallirà. Nel frattempo Nicole comincia pian piano a guarire e l'attaccamento al marito si scioglie sempre di più, mentre lui sprofonda nell'abisso.


 

Un romanzo potente, dove si intra nella psicologia dei personaggi, dove la forza della scrittura di un autore sapiente e capace trascina il lettore in una realtà che si distende davanti ai nostri occhi in modo potente. Il romanzo fu accolto con grande entusiasmo da lettori e critica, considerato tra i più importanti di Fitzgerald e nel 1962 Henry King ne trasse un film divenuto famosissimo con Jennifer Jones, Jason Robards, Joan Fontaine.


giovedì 6 maggio 2021

PIAZZA WASHINGTON di Henry James

 


Ho scoperto questo libro quando ero una ragazzina che non immaginava l'importanza che la letteratura anglo-americana avrebbe avuto nella sua vita e lo scoprì, paradossalmente, grazie a una versione teatrale messicana che arrivò per miracolo in Italia sul finire degli anni novanta, che si chiamava LA HEREDERA con Edith Gonzales e Humberto Zurita (di cui ero segretamente innamorata fin da bambina). Loro erano spettacolari e la storia mi rimase particolarmente impressa, tanto che cercai di scoprire da cosa era tratta e mi ritrovai tra le mani il testo di Henry James, pubblicato per la prima volta nel 1880 e circolato per molti altri anni soprattutto tra un pubblico di lingua inglese. Solo successivamente sarebbe stato tradotto.


 

La storia è quella, raccontata da un narratore onnisciente, di Catherine Sloper, la figlia di un ricco medico, che vive con il padre a Washington Square, New York. Catherine, pur avendo un carattere dolce, appare con un'indole opaca e poco brillante, tanto da essere considerata dal padre con molta condiscendenza. Durante una festa la ragazza conosce e rimane affascinata da Morris Townsend. L'uomo sembra ricambiarla e comincia a corteggiare la ragazza, sostenuta anche dalla zia di lei, Lavinia, convinta dell'innamorante dei giovani.


 

Il padre della ragazza si oppone, minacciando di diseredarla, convinto che Morris la lascerà, in quanto interessato solo ai suoi soldi. Porterà Catherine anche per un Grand Tour in Europa, deciso a spezzare il legame tra i due, ma la ragazza torna decisa a sposarlo. Il disprezzo del padre di Catherine nei confronti della ragazza è tale da umiliarla e mortificarla, accentuando il suo disagio, dicendole che un uomo come Morris può essere interessato solo ai suoi soldi. Quando torneranno dal loro viaggio, la situazione precipiterà drammaticamente.




 

 A ben vedere tutti i personaggi sono mossi da interesse, senza nessuna considerazione dei sentimenti dell'altro. Morris vuole i soldi del dottor Slopes, il padre di Catherine, insensibile alle emozioni della figlia, vuole dimostrare le sue ragioni e la zia Lavinia sogna di vivere una storia d'amore, anche se attraverso la nipote. Catherine, pur sottovalutata dagli altri personaggi, mostrerà invece una forza di carattere e una consapevolezza che la porteranno ad affrontare da sola l'enorme solitudine e il dolore della presa di coscienza.


 

Romanzo che presenta un tono crepuscolare, di rimpianto e di bilanci, dove spicca forte e intensa la figura di Catherine Slopes. Da questo romanzo sono stati tratti vari adattamenti cinematografici tra cui il film di Wyler del 1949, ma anche quello di  Agnieszka Holland del 1997, anche se nel mio cuore resterà sempre la versione teatrale con Edith Gonzalez e Humberto Zurita!