domenica 17 maggio 2026

MERYEM - Da persecutore a protettore (6)


Devo ammetterlo: arrivata al sesto episodio di Meryem ero in uno stato d’animo abbastanza preciso. Coinvolta, sì. Ma anche un po’ irritata. Perché questa serie riesce benissimo a creare tensione, però a volte sembra voler tirare la corda della pazienza dello spettatore fino all’ultimo centimetro. Eppure questo episodio qualcosa lo muove davvero.


All’inizio si torna subito nella trama principale con Savaş, che continua a inseguire la verità come un uomo che non riesce più a fermarsi. C’è la scena dell’interrogatorio, con la polizia che cerca di ricostruire cosa sia successo davvero. Guardando quella scena si capisce quanto lui sia ormai guidato più dall’ossessione che dalla calma. Ogni dettaglio che emerge sembra solo aumentare i suoi sospetti su Oktay. E onestamente, da spettatore, è difficile non pensare che abbia ragione. Un altro particolare importante è che, durante l’interrogatorio, il nostro protagonista  scopre un dettaglio molto importante: Derin e Oktay erano arrivati insieme alla casa nel bosco. Questa informazione gli fa capire che tra loro esiste una collaborazione nascosta.


Ma mentre questa tensione cresce, l’episodio introduce anche un’altra linea narrativa che mi ha colpito molto: il ritorno di Selma. Selma torna nella vita di Meryem cercando di rimettere insieme i pezzi della propria esistenza. Dopo tutto quello che è successo tra loro, vedere Meryem accoglierla e fidarsi di lei è uno di quei momenti che ricordano perché questo personaggio è così difficile da odiare. Meryem ha una capacità quasi disarmante di continuare a credere nelle persone. Il problema è che il passato di Selma non ha nessuna intenzione di lasciarla in pace.


C’è una scena davvero tesa in cui l’ex marito di Selma si presenta con alcuni uomini, arrogante e minaccioso. Il modo in cui parla, il modo in cui occupa lo spazio… è uno di quei personaggi che ti irritano subito. Non serve che faccia molto: basta la sua presenza per capire che porterà guai. E infatti i guai arrivano.


La parte più intensa dell’episodio arriva di notte. L’ex marito di Selma e i suoi uomini irrompono nella casa dove si trovano Selma e Meryem. È una scena che cambia completamente il ritmo dell’episodio: da tensione psicologica si passa a una situazione davvero pericolosa. Le due donne cercano di resistere, ma la situazione sta chiaramente degenerando. E proprio quando sembra che le cose stiano per finire molto male… arriva Savaş.


È uno di quei momenti che funzionano perfettamente nella logica del melodramma: l’ingresso improvviso, lo scontro con gli aggressori, la tensione che si scioglie tutta insieme. Savaş interviene e riesce a fermarli, salvando Meryem e Selma. 


Ed è qui che succede una cosa interessante. Per tutta la serie fino a questo momento Meryem ha visto Savaş come l’uomo che la perseguita, che la accusa, che non le dà pace. Ma dopo quella notte non può più guardarlo allo stesso modo. Per la prima volta lui non è solo il suo accusatore: è anche l’uomo che è arrivato a salvarla. Da questo momento Meryem non lo guarderà più come prima.


Intanto sullo sfondo continua a muoversi Oktay, che rimane uno dei personaggi più frustranti della serie. Ogni volta che appare sembra sempre avere il controllo della situazione, sempre pronto a manipolare la realtà per proteggersi. Guardandolo si prova quella sensazione tipica: lo spettatore vede chiaramente il problema, ma i personaggi intorno a lui sembrano arrivarci sempre con qualche episodio di ritardo.


Nel frattempo Savaş continua anche la sua indagine. Scopre che Oktay ha ricevuto una tangente da Yurdal per un dossier preso dalla casa di Turan e prepara un piano per dimostrarlo. L’obiettivo è mostrare la verità direttamente a Meryem, perché solo così potrà convincerla che l’uomo di cui si fida è in realtà corrotto. Speriamo che questa volta non si lasci convincere nuovamente dalle bugie di Oktay.


Alla fine del sesto episodio la sensazione è chiara: la verità non è ancora esplosa, ma qualcosa ha iniziato a incrinarsi. I rapporti tra i personaggi stanno cambiando e alcune certezze stanno lentamente cedendo. E io mi sono ritrovato a pensare una cosa che all’inizio della serie non avrei mai immaginato: sto iniziando davvero a tifare per Savaş.

sabato 16 maggio 2026

MERYEM - Castello di Carta (5)

 


Questo nuovo episodio di MERYEM è stato una montagna russa di nervi tesi e porte prese a calci. Se pensavate che il nostro "caro" Procuratore Oktay fosse un genio del crimine, oggi abbiamo scoperto che il suo castello di carte non solo scricchiola, ma sta venendo giù con un rumore assordante!


Tutto riparte da quel corridoio d'hotel che ci ha fatto sudare freddo. Savaş, col suo solito fare da ariete infuriato, è convinto di aver finalmente scovato il viscido Oktay in flagrante con Meryem. Ma ragazzi, la fortuna dei mediocri assiste ancora il Procuratore: grazie al tempismo di Derin (che gioca a scacchi con la vita degli altri), Oktay riesce a mettere in scena un depistaggio da manuale. Quando Savaş sbatte la porta della stanza, pronto a gridare al tradimento, chi si ritrova davanti? Beliz! Sì, avete letto bene. Oktay ha usato Beliz come scudo umano e amante di facciata per giustificare la sua presenza lì. Savaş resta con un palmo di naso, passando per il paranoico di turno, mentre la povera Meryem è nascosta a pochi metri di distanza, col cuore che batte più forte dei monitor dell'ospedale.


Ma quanto può reggere una bugia così grossa? Oktay, ascoltami bene: puoi anche spostare Meryem da una stanza all'altra, ma non puoi spostare la verità. Il suo castello di bugie inizia a mostrare crepe che nemmeno il miglior stucco del mondo potrebbe riparare.


Savaş, che sarà anche impulsivo ma non è affatto stupido, inizia a scavare. Vuole capire come sia possibile che Meryem sia uscita di prigione con tanta facilità. E qui la trama si fa succosa: scopre che dietro il rilascio non c’è il "grande cuore" di Oktay, ma un accordo sporco che coinvolge un personaggio che Meryem chiama zio e il suo stesso padre.


Arriviamo così alla scena madre dell'episodio, quella che ci ha fatto saltare sul divano. Savaş cerca di far aprire gli occhi alla nostra eroina, che continua, in qualche modo, ancora a credere a Oktay, nonostante sente scricchiolare il suo castello di bugie sempre di più. Lascia l'hotel dove lui l'ha ospitata, cerca rifugio nella vecchia casa bruciata e mentre Savas la cerca per parlarle, convinto che lei stia nascondendo la verità per proteggere qualcuno, dal carcere esce Selma, la donna che in un primo momento le aveva reso impossibile la vita, ma che poi si era votata alla sua causa.


La donna le offre rifugio, ma prima Meryem deve partecipare a una cena a casa di Turan, lo zio che lei pensa sia buono e disinteressato. Nel frattempo però Savas ha cercato di portarla verso la verità, spiegandole che Turan è coinvolto insieme a Oktay in un accordo economico che  coinvolge anche  Yurdal Sargun (proprio l'uomo che vuole distruggerla!) per finanziare la sua libertà. Non è stato un atto d'amore, ma una transazione commerciale sulla sua pelle.


Vedere la faccia di Meryem quando capisce che l'uomo per cui ha sacrificato tutto la sta vendendo un pezzo alla volta è stato straziante. Oktay, sei ufficialmente un prestigiatore a cui sono caduti tutti i trucchi dal cilindro. Savaş, d'altro canto, ha finalmente smesso di urlare per iniziare a mostrare a Meryem la prigione di bugie in cui vive.


venerdì 15 maggio 2026

MERYEM - Dubbi (4)

 


Allora, mettiamoci comodi perché l’episodio 4 è stato un concentrato di ansia, bugie e gente che farebbe meglio a farsi un corso di onestà. Se pensavate che il triangolo Meryem-Savaş-Oktay fosse complicato, oggi abbiamo aggiunto il carico da undici con l'ingresso in campo di Derin, la regina del "faccio tutto per amore (ma in realtà sono psicopatica)". Ma andiamo con ordine.


L'episodio riparte dal bosco. Derin ha visto Meryem e Oktay insieme e, invece di fare la persona normale e dire a Savaş: "Ehi, guarda che il procuratore e la carcerata si conoscono bene", decide di giocare a fare la cattiva della Disney. Lei vuole Savaş e, siccome vede che lui si sta ossessionando con Meryem (anche se per ora è un'ossessione  del tipo "ti voglio distruggere"), decide di ricattare Oktay.  In pratica dice al Procuratore: O fai sparire Meryem dalla vita di Savaş, o dico a tutti che sei un corrotto che va a letto con le sue imputate". E Oktay, che è un uomo a cui interessa solo la sua ascesa sociale, inizia a sudare freddo.


Meryem, nel frattempo, inizia ad avere due neuroni che finalmente si incontrano. Non me ne vogliate! Lo so che è tenere, dolce, innocente e che il mondo è cattivo con lei, ma a volte davvero faccio fatica a entrare in empatia con lei, se penso che il fidanzato che ha accanto è un subdolo e lei non se n'è mai resa conto. In questo caso, sembra essersi data una svegliata e chiede a Oktay: "Senti bello, ma perché mi hai detto di avermi salvata dall'incendio se invece è stato Savaş?". Ovviamente lo fa, non in questi termini! Quella sarei stata io, molto più volgare!


Ovviamente Oktay la mette sempre sullo stesso piano. Volevo proteggerti, lui è un pazzo furioso, non volevo che tu ti fidassi di lui o diventassi più morbida nei confronti di un uomo che potrebbe fare di tutto! Dall'altro lato capisce che la situazione gli sta scivolando dalle mani. Ha Savaş alle calcagna, Derin che lo ricatta e Meryem che inizia a farsi domande. Cosa fa un uomo disperato? La porta in un hotel. Ma non per un weekend romantico, eh no anche se a un tratto sembra quasi pensare di poter unire l'utile al dilettevole e approfittare della situazione. Per fortuna in questo caso Meryem mette un paletto, provando un sottile dubbio. Poco conta, lo scopo per Oktay è un altro. La vuole nascondere, isolare, tipo "Raperonzolo" ma con più telecamere di sicurezza.


Mentre quei due sono in hotel a cercare di capire come non finire in galera, Savaş è in modalità Sherlock Holmes arrabbiato. Con l'aiuto di Güçlü (l'unico con un briciolo di buon senso in tutta la serie), segue le tracce. Non gli torna niente: perché il Procuratore si interessa così tanto a questa ragazza? Perché Meryem non parla? Nel frattempo abbiamo Derin che continua, inutilmente, a invitarlo a cena, a pranzo, a colazione, nella speranza che lui possa cominciare a vederla come qualcosa di diverso dalla sorellina o dall'amica del cuore. Ovviamente ogni volta succede qualcosa e lei vede il suo pollo sfuggire dal piatto e correre via, di solito dietro a Meryem.


Savaş arriva all'hotel. È una furia. Cammina per i corridoi con quell'aria da "adesso sfondo tutto" che ormai è il suo marchio di fabbrica. Ed eccoci alla scena madre, quelle che chiudono gli episodi turchi delle dizi e che, nei tagli delle versioni internazionali si spalmano sulla continuità. Meryem e Oktay sono lì, convinti di essere al sicuro, ma la porta si spalanca con vigore ed entra lui: Savaş che guarda il procuratore con l'aria di averlo fatto cadere nella sua trappola. Speriamo che il nuovo episodio non ci allontani, come fanno di solito, dalla verità, allungando il brodo.


Alla fine della visione di questo nuovo episodio, possiamo trarre le seguenti conclusioni: Oktay è disposto a tutto, anche a far del male al padre di Meryem (perché sì, nel frattempo ha pure fatto una capatina in ospedale a minacciare un povero vecchio in coma). Meryem ha la sindrome della crocerossina, ma la sua pazienza sta finendo e Savaş è a tanto così (un millimetro!) dallo scoprire che è stato Oktay a guidare quella notte.

giovedì 14 maggio 2026

MERYEM - Rapita (3)


 A  che punto può il dolore trascinare un uomo? Può commettere cose che prima non avrebbe mai immaginato? Il ritmo anche di questo episodio è incalzante e induce lo spettatore a seguirlo con intensità. Ci avevano lasciato, infatti, in un momento cruciale, con Savas che aveva dato fuoco alla casa/panetteria di Meryem, per farle vivere su carne propria il dolore della perdita. E qui succede un fatto che spiazza il nostro eroe, accecato dal dolore. Meryem, nel disperato tentativo di salvare il suo uccellino Limon, si lancia tra le fiamme rimanendo intrappolata.


Nonostante l'odio, Savaş non può restare a guardare e si butta nell'incendio per salvarla. La porta fuori sana e salva, ma riporta una vistosa ustione sulla spalla. Meryem, in stato di semi-incoscienza, vede Oktay accorrere sul posto e si convince erroneamente che sia stato lui, il suo fidanzato "eroe", a salvarla dalle fiamme.


Oktay approfitta dell'equivoco per rafforzare la sua immagine di protettore agli occhi di Meryem, nascondendo il fatto che non ha mosso un dito durante l'incendio. Nel frattempo, Oktay è terrorizzato: teme che Arif (il padre di Meryem) possa ricordare qualcosa dell'incidente o che Savaş possa scoprire la verità. Per allontanare Savaş, Oktay manipola Meryem affinché firmi un ordine di restrizione contro di lui.


Savaş non si arrende. Sentendo Meryem parlare con suo padre e percependo il suo enorme senso di colpa e il fatto che stia nascondendo qualcosa di enorme, decide di passare a maniere forti. Savaş rapisce Meryem e la porta nella casa in montagna che aveva preparato per il suo futuro con Sevinç.


In questo luogo isolato, avviene un confronto durissimo. Savaş la interroga senza sosta, convinto che lei non fosse sola quella notte. Meryem però resta fedele alla sua promessa di proteggere Oktay, sopportando la rabbia di Savaş.


Durante il confronto alla casa in montagna, Meryem nota l'ustione sulla spalla di Savaş. In quel momento, il castello di bugie di Oktay inizia a vacillare: Meryem capisce che è stato Savaş, l'uomo che lei credeva il suo aguzzino, a rischiare la vita per salvarla dal fuoco, e non Oktay.


Nel frattempo, Oktay è fuori di sé. Scopre dove si trovano e corre alla baita. L'episodio si chiude con una tensione altissima: Derin (innamorata di Savaş) arriva sul posto e vede Oktay e Meryem insieme, scoprendo finalmente il loro legame segreto. Ora ha in mano un'arma letale per ricattare il procuratore.


Meryem in questo episodio vive un conflitto interiore atroce. La sua lealtà verso Oktay viene messa alla prova quando scopre che lui le ha mentito sul salvataggio. Comincia a vedere in Savaş non solo un nemico, ma un uomo distrutto dal dolore. Nel frattempo ci rendiamo conto che Savaş è mosso da una "rabbia giusta". Il suo atto di salvarla dall'incendio dimostra che non è un assassino, ma una persona ferita in cerca di giustizia. Il rapimento è il suo ultimo tentativo di rompere il muro di silenzio di Meryem.   Oktay, invece, fa emergere tutta la sua natura manipolatoria e vigliacca. Non esita a picchiare brutalmente Güçlü (l'amico di Savaş) durante un interrogatorio per sfogare la sua frustrazione e mantenere il controllo, facendo emergere la sua vera natura agli occhi di Burcu, la poliziotta. 


Questo episodio segna il passaggio fondamentale della serie: il dubbio. Per la prima volta, Meryem inizia a sospettare della moralità del "suo" Oktay. La regia sottolinea il contrasto tra il calore distruttivo dell'incendio iniziale e il freddo isolamento della casa in montagna, metafore della transizione emotiva dei protagonisti. Il momento in cui Meryem vede la ferita di Savaş è iconico: è l'inizio della fine per il segreto di Oktay e l'inizio del complesso legame (che diventerà amore) tra la vittima sacrificale e l'uomo in cerca di vendetta.

mercoledì 13 maggio 2026

MERYEM - Un uccellino in gabbia (2)


 Ho un rapporto strano con Meryem, la protagonista di questa serie. Lei rientra nei cliché tipici del genere: l'eroina vessata da tutti, troppo buona e ingenua per il mondo cattivo intorno a lei. Decisamente un genere che poco mi prende, eppure Meryem Akça riesce nel difficile compito di attirare la mia attenzione e di far rimanere lo spettatore agganciato al monitor chiedendo che qualcuno salvi questo passerotto atterrito e imprigionato del suo stesso fidanzato, che pensa solo a salvare la sua pelle.


Nel carcere il mondo si rivela aggressivo e violento da subito: le rubano le scarpe, le versano tè bollente su una mano, la picchiano. Lei cerca di resistere, mentre il mondo fuori è preda delle sue tragedie. Fuori, Oktay continua la sua scalata al potere. Viene ufficialmente nominato procuratore, ma il prezzo è il tradimento totale. Promette a Meryem che la farà uscire presto, ma in realtà manipola i verbali per far apparire l'incidente come un atto di omissione di soccorso aggravato, garantendo così che lei resti dentro e che lui resti pulito.


Savaş Sargun è distrutto. La perdita di Sevinç lo trasforma in un uomo accecato dall'odio. Non accetta la versione dei fatti e sospetta fin da subito che ci sia qualcosa di poco chiaro. Si reca in commissariato e affronta Meryem: il loro primo incontro vis-à-vis è carico di tensione. Lui vede in lei un'assassina senza cuore; lei vede un uomo distrutto a cui vorrebbe chiedere perdono, pur non potendo rivelare che non era lei alla guida. 


Il padre di Meryem, Arif, è l'unico a conoscere la natura pura della figlia e sospetta immediatamente del coinvolgimento di Oktay. Il dolore di vedere la figlia prendersi la colpa di un omicidio lo porta a un crollo emotivo devastante. Arif affronta Oktay, ma il futuro procuratore lo minaccia e lo manipola, facendogli credere che la confessione di Meryem sia l'unico modo per salvarla da una vendetta peggiore da parte della potente famiglia Sargun. In più, durante uno scontro verbale con l'uomo, ricoverato in ospedale, Oktay interrompe l'emissione di ossigeno, provocandogli una nuova crisi.


Meryem, in carcere, dopo un primo momento duro, riesce a conquistarsi la fiducia anche della carcerata che era stata pagata dalla famiglia di Savas per renderle la vita impossibile. Salvata proprio da Meryem, durante un'aggressione, la donna si converte in una sua protettrice, anche se l'amicizia vera è quella con la donna che l'ha difesa fin dal principio, e che ha con sé un uccellino giallo che alleva in una gabbietta. 


Tra i personaggi interessanti emerge, piano piano, anche quello di Derin Berker, un personaggio complesso, guidato da un'ossessione amorosa che rasenta l'oscurità. Mentre Meryem soffre in carcere e Savaş è consumato dal lutto, Derin vede nella morte di Sevinç un'opportunità terribile ma concreta. In questo episodio, alimenta attivamente l'odio di Savaş. Invece di calmarlo, lo sprona a cercare giustizia sommaria contro Meryem. È presente quando la tensione esplode e, in un certo senso, gode nel vedere Savaş accanirsi contro la "colpevole", perché questo lo tiene legato a un'emozione forte che lei può manipolare.


Irritante è intanto la speranza che lei pone nel fidanzato Oktay, che cerca di passare per quello che fa di tutto per farla scarcerare, anche dopo una nuova aggressione in carcere dove la donna che l'aveva aiutata, viene uccisa al posto suo. Oktay manovra le carte affinché il giudice le conceda la libertà provvisoria in attesa del processo. Convince Meryem che questo è un "premio" per la sua collaborazione e la sua buona condotta, mentre in realtà è un modo per tenerla sotto il suo controllo diretto fuori dalle mura del carcere.


L'uscita di Meryem è forse il momento più crudele del secondo episodio. Oktay la spinge fuori per "salvarla", ma in realtà la sta esponendo al fuoco (letterale e metaforico) di Savaş. Meryem esce stringendo l'uccellino che le è stato regalato, pensando di aver ritrovato la libertà. Non capisce che la sua "gabbia" si è solo allargata: ora il mondo intero è la sua prigione. La sua uscita serve solo a dimostrare che, per una persona pura come lei, non c'è posto dove nascondersi quando i potenti (Oktay da una parte e Savaş dall'altra) decidono di usarla come pedina.


Quando Savaş scopre del rilascio, la sua furia è implacabile. Accecato dal dolore, va alla panetteria/casa di Meryem e appicca il fuoco per vendicare Sevinç. Mentre le fiamme divorano tutto, Meryem arriva e vede la sua vita andare in cenere. Ma non pensa ai mobili o ai soldi. Il suo pensiero vola all'uccellino che aveva portato con sé dal ccarcere e sotto lo sguardo incredulo di Savaç si getta tra le fiamme per salvarlo. E adesso, Savaş, dimmi come farai a credere ancora che questa donna è quella che ha abbandonato Sevinç dopo averla investita. Sono proprio curiosa di scoprirlo.

martedì 12 maggio 2026

MERYEM - Prime impressioni (1)


 Dovevo scegliere una nuova storia da seguire e il mio cuore non si voleva separare da Kuzgun e Dila, ma sapevo che, seguendo qualcosa di simile, incentrato sul mondo criminale, avrei cercato inutilmente un personaggio che è solo lui e che merita che resti tale almeno per un po', così ho deciso di virare verso qualcosa di più romantico, una storia che sembrava più classica, di amore/odio tra due protagonisti che si incontrano, si scontrano, si odiano per poi scoprire l'amore. Ma, essendo una dizi, poteva iniziare nel modo più classico? Ovviamente c'è un delitto che subito rende tesa l'aria e innesca quel meccanismo di aggancio fin dal primo episodio di cui i turchi sono maestri nella costruzione delle storie, anche perché la scure terribile dell'audience pretende il legame fin da subito.


In qualche modo, per un breve istante, il mio cuore è corso a Kara Para Ask, e non certo per il commissario, il traffico di diamanti e una fidanzata traditrice, ma per Bestemsu Özdemir, l'insopportabile (a mio parere!) Nilufer, che qui compare, un paio di anni dopo, in un ruolo fastidioso fin da subito, e per l'intreccio del fidanzato innamorato che pensa al matrimonio e che invece va incontro a una vera e propria tragedia. La protagonista, Meryem, lungi dall'essere la figlia di papà e la principessa di Kara Para Ask (Elif parte in questo modo ma la vita la trasformerà profondamente!) è una ragazza assennata che ha solo il padre e che lavora nella panetteria di famiglia. È fidanzata fin da ragazzina con Oktay, un uomo ambizioso che sogna di diventare procuratore. Quando li incontriamo per la prima volta, Oktay ha appena ottenuto il posto e sembra quasi che i sogni di una vita siano sul punto di essere coronati.


Meryem è convinta che l'invito a cena dell'uomo sia l'occasione in cui le chiederà finalmente di sposarla, ignorando invece che la sua esistenza cambierà davvero profondamente in questa occasione ma per ragioni diverse da quelle che crede lei. Oktay, infatti, ha una relazione clandestina da anni con Beliz, una rampante avvocatessa che insiste perché lui tronchi la relazione con la sua fidanzata storica. La serata fuori dovrebbe essere il momento in cui Oktay lascerà la ragazza, invece il nuovo procuratore non riesce nel suo intento, bevendo leggermente più del solito.


È una notte di pioggia, di quelle che cambiano il destino dei personaggi, nei romanzi e nelle dizi. Come Sancar e Mavi che si incontrano proprio sotto un temporale, qui Meryem non incontra il vero uomo della sua vita sotto la pioggia, ma il suo destino cambierà per sempre, in un primo momento senza che ne sia consapevole. Infatti, parallelamente alla sua storia incontriamo Savas Surgun (interpretato dall'attore Furkan Andıç, nome noto ma che io vedo qui per la prima volta), un giovane di una ricca famiglia che vive in contrasto con il padre e che sogna di sposare la fidanzata, una ragazza semplice ma molto innamorata. I due si sono scambiati l'anello e progettano il matrimonio, ma la famiglia di lui è contraria e preferirebbe che lui sposasse Derin, un'amica di famiglia.


La notte di pioggia la ragazza e Savas hanno un appuntamento nella casa dove vivranno, ma al locale dove lei lavora arriva Derin, per parlare con lei. Mentre viaggiano  in macchina, sotto la pioggia, la ragazza svela anche di aspettare un bambino da Savas e che quella sera darà la notizia all'uomo. Derin, rosa dalla gelosia, ferma l'auto e costringe Sevinç a scendere sotto la pioggia, nel cuore della notte.  Ed è qui che succede la tragedia, quella che fa da motore a tutta la storia. 


Oktay e Meryem sono in strada quando un camion taglia loro la strada. Oktay per evitarlo sterza e finisce per colpire dei bidoni al bordo della strada. Quando scendono per vedere quello che è successo, è Oktay che vede il corpo di Sevinç a terra e prima che Meryem se ne possa rendere conto l'allontana dalla scena. Sarà lei a guidare l'auto, in quanto lui è troppo agitato e a riportarlo a casa.  Quello che segue è il tentativo di occultare tutto da parte di Oktay, che il giorno dopo inizia il suo lavoro come procuratore e Meryem che non ha la minima idea di quello che sta succedendo.


Savas scopre subito dell'incidente, corre in ospedale e scopre che Sevinç è in fin di vita, che era incinta e che il bambino è già perso. Il resto è puro dolore e rabbia nel cuore del nostro eroe quando la ragazza muore e lui scopre che gli indizi sembrano portare a Meryem. Lei, ignorando la gravità di quello che è successo, e desiderosa di aiutare il fidanzato che le assicura che la pena per lei sarà lieve (mentre lui rischierebbe il posto appena conquistato con il sacrificio di entrambi), finisce per ammettere alla polizia di essere stata lei a guidare, senza sapere che è morta una donna. Sarà Savas, che ha seguito la polizia, furioso con lei, a scaricarle contro tutto il suo odio e una verità terribile e drammatica: sono morte due persone, non solo Sevinç, ma anche il bambino che aspettava.


Il processo arriva rapido e lei che ha confessato, ingenuamente, diciamolo pure, dovrà ascoltare la condanna, severissima, che lo stesso Oktay pronuncerà, spinto un po' da tutti a prendere la strada più difficile e che porterà alla condanna di Meryem a ben otto anni di carcere e non certo a pochi mesi. Il primo episodio subito attira l'attenzione, con la dolcezza ingenua di lei, il dolore terribile di Savas, il fidanzato traditore ed infame e una folla di personaggi che ancora devo mettere a fuoco. Sicuramente il mondo è diverso da quello di Kuzgun e il protagonista è molto meno ambiguo, ma mi lascerò trascinare dagli eventi e speriamo che Furkan Andic mi convinca, almeno quando Baris Arduc. La prima impressione è buona.