mercoledì 13 maggio 2026

MERYEM - Un uccellino in gabbia (2)


 Ho un rapporto strano con Meryem, la protagonista di questa serie. Lei rientra nei cliché tipici del genere: l'eroina vessata da tutti, troppo buona e ingenua per il mondo cattivo intorno a lei. Decisamente un genere che poco mi prende, eppure Meryem Akça riesce nel difficile compito di attirare la mia attenzione e di far rimanere lo spettatore agganciato al monitor chiedendo che qualcuno salvi questo passerotto atterrito e imprigionato del suo stesso fidanzato, che pensa solo a salvare la sua pelle.


Nel carcere il mondo si rivela aggressivo e violento da subito: le rubano le scarpe, le versano tè bollente su una mano, la picchiano. Lei cerca di resistere, mentre il mondo fuori è preda delle sue tragedie. Fuori, Oktay continua la sua scalata al potere. Viene ufficialmente nominato procuratore, ma il prezzo è il tradimento totale. Promette a Meryem che la farà uscire presto, ma in realtà manipola i verbali per far apparire l'incidente come un atto di omissione di soccorso aggravato, garantendo così che lei resti dentro e che lui resti pulito.


Savaş Sargun è distrutto. La perdita di Sevinç lo trasforma in un uomo accecato dall'odio. Non accetta la versione dei fatti e sospetta fin da subito che ci sia qualcosa di poco chiaro. Si reca in commissariato e affronta Meryem: il loro primo incontro vis-à-vis è carico di tensione. Lui vede in lei un'assassina senza cuore; lei vede un uomo distrutto a cui vorrebbe chiedere perdono, pur non potendo rivelare che non era lei alla guida. 


Il padre di Meryem, Arif, è l'unico a conoscere la natura pura della figlia e sospetta immediatamente del coinvolgimento di Oktay. Il dolore di vedere la figlia prendersi la colpa di un omicidio lo porta a un crollo emotivo devastante. Arif affronta Oktay, ma il futuro procuratore lo minaccia e lo manipola, facendogli credere che la confessione di Meryem sia l'unico modo per salvarla da una vendetta peggiore da parte della potente famiglia Sargun. In più, durante uno scontro verbale con l'uomo, ricoverato in ospedale, Oktay interrompe l'emissione di ossigeno, provocandogli una nuova crisi.


Meryem, in carcere, dopo un primo momento duro, riesce a conquistarsi la fiducia anche della carcerata che era stata pagata dalla famiglia di Savas per renderle la vita impossibile. Salvata proprio da Meryem, durante un'aggressione, la donna si converte in una sua protettrice, anche se l'amicizia vera è quella con la donna che l'ha difesa fin dal principio, e che ha con sé un uccellino giallo che alleva in una gabbietta. 


Tra i personaggi interessanti emerge, piano piano, anche quello di Derin Berker, un personaggio complesso, guidato da un'ossessione amorosa che rasenta l'oscurità. Mentre Meryem soffre in carcere e Savaş è consumato dal lutto, Derin vede nella morte di Sevinç un'opportunità terribile ma concreta. In questo episodio, alimenta attivamente l'odio di Savaş. Invece di calmarlo, lo sprona a cercare giustizia sommaria contro Meryem. È presente quando la tensione esplode e, in un certo senso, gode nel vedere Savaş accanirsi contro la "colpevole", perché questo lo tiene legato a un'emozione forte che lei può manipolare.


Irritante è intanto la speranza che lei pone nel fidanzato Oktay, che cerca di passare per quello che fa di tutto per farla scarcerare, anche dopo una nuova aggressione in carcere dove la donna che l'aveva aiutata, viene uccisa al posto suo. Oktay manovra le carte affinché il giudice le conceda la libertà provvisoria in attesa del processo. Convince Meryem che questo è un "premio" per la sua collaborazione e la sua buona condotta, mentre in realtà è un modo per tenerla sotto il suo controllo diretto fuori dalle mura del carcere.


L'uscita di Meryem è forse il momento più crudele del secondo episodio. Oktay la spinge fuori per "salvarla", ma in realtà la sta esponendo al fuoco (letterale e metaforico) di Savaş. Meryem esce stringendo l'uccellino che le è stato regalato, pensando di aver ritrovato la libertà. Non capisce che la sua "gabbia" si è solo allargata: ora il mondo intero è la sua prigione. La sua uscita serve solo a dimostrare che, per una persona pura come lei, non c'è posto dove nascondersi quando i potenti (Oktay da una parte e Savaş dall'altra) decidono di usarla come pedina.


Quando Savaş scopre del rilascio, la sua furia è implacabile. Accecato dal dolore, va alla panetteria/casa di Meryem e appicca il fuoco per vendicare Sevinç. Mentre le fiamme divorano tutto, Meryem arriva e vede la sua vita andare in cenere. Ma non pensa ai mobili o ai soldi. Il suo pensiero vola all'uccellino che aveva portato con sé dal ccarcere e sotto lo sguardo incredulo di Savaç si getta tra le fiamme per salvarlo. E adesso, Savaş, dimmi come farai a credere ancora che questa donna è quella che ha abbandonato Sevinç dopo averla investita. Sono proprio curiosa di scoprirlo.

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