Questo è tra gli episodi più lunghi della serie, mediamente della durata di un'ora e mezza, ma qui ci concedono un quarto d'ora in più per celebrare la felicità che un personaggio come Fatmagul finalmente ottiene, in compagnia dell'uomo che ama. Ci sono davvero tutti a questa festa che, più che un vero matrimonio, è un rito privato in cui le persone che contano sono accanto a loro per festeggiare l'unione voluta tra due persone che il destino ha fatto incontrare e che, con fatica, si sono conquistate il loro diritto alla felicità. Eppure, come al solito, succede davvero di tutto e di più intorno al giardino della casa di Kadir e nelle vicinanze, come è tipico di questa storia.
Kerim e Fatmagul ignorano tutto quello che sta passando, presi dalla loro felicità, dall'emozione della vicinanza delle persone che li vogliono bene. C'è Fahrettin con la moglie e la figlia, la dolce Deniz, corteggiata sia da Mehmet sia da Emre, che se la contendono per ballare e per dividere le loro attenzioni. A unire i due giovani, in un rito personale, è Kadir, con Meryem e Fahrettin come testimoni.
La folla selvaggia di giornalisti fuori cercano di rubare un'immagine, un momento dei due sposi, ormai famosi, ma la famiglia ha costruito un cerchio che li protegge, tra guardie del corpo e improvvisamente persino la polizia compare. Quello che nessuno dei due sposi capisce è che la polizia è stata mandata su segnalazione dell'avvocato.
Hacer, infatti, ha segnalato i suoi sospetti sulla strana richiesta del marito e la polizia l'ha subito convocata. Anche se vicina al parto, la donna cerca di raggiungere il commissariato, preoccupata per quello che l'uomo potrebbe fare alla coppia, ma mentre Sami la porta lì con il suo taxi, si sente male ed è costretta ad andare in ospedale per partorire.
A raggiungere la casa degli sposi e ad affiancare la polizia è Sami, stranamente, per la prima volta, dalla parte dei buoni, ma si capisce che l'amore per Hacer sta operando solo buone cose dentro di lui. Mentre gli sposi percepiscono solo una strana tensione in Kadir e Fahrettin, senza però prendere atto di quello che davvero sta succedendo, notando solo la strana assenza di Omer, quest'ultimo è andato al carcere per segnalare quello che sta succedendo.
Mustafa viene portato davanti al giudice per costringerlo a parlare. Lui, come al solito, nega tutto, ma il suo uomo si è davvero introdotto nella casa di Kadir per cercare di sabotare le nozze. Con un blitz degno dei più noti polizieschi, l'uomo viene riconosciuto proprio da Sami e bloccato dalla polizia. Per Mustafa il cerchio si stringe, mentre i due sposi non si rendono conto di nulla.
Durante la serata, però, mentre devono riportare in carcere Mustafa, l'uomo fugge dalle mani dei poliziotti e Omer lo vede scappare via andando incontro a una morte cercata. Eppure la mente dello spettatore è troppo presa da quello che sta succedendo nella piccola casa nel bosco, quella nuova che hanno costruito Kerim e Fatmagul e che dovrebbe accogliere la loro vera prima notte di nozze. Ed è qui che assistiamo a una scena clou, il momento della verità e della consapevolezza di Kerim, con tutto il senso di colpa che ancora non lo ha liberato.
Toccherà a Fatmagul parlargli e cercare di fargli capire che tutto quello che è successo non può imprigionarli nel passato, che hanno deciso di guardare avanti e che lo dovranno fare tenendosi per mano. È Fatmagul che lo prega di perdonare se stesso, che lei lo aiuterà, ma poi la telecamera sfuma e il mattino dopo tra di loro c'è una strana tensione. Che cosa è successo? Sono riusciti davvero a chiudere con il passato e a voltare pagina?
Amore e altri demoni
lunedì 9 marzo 2026
Fatmagül'ün Suçu Ne? - La festa (74)
domenica 8 marzo 2026
Fatmagül'ün Suçu Ne? - Il matrimonio (73)
Quando incontriamo Fatmagul, all'inizio di questa storia, è una ragazza fidanzata, un po' all'antica, in un paesino dove il massimo dell'aspirazione, per una giovane come lei, è contrarre matrimonio e essere una moglie devota, una madre. L'aggressione da parte di 3 figli di papà cambia per sempre il suo destino e l'allontana da quello che era il suo sogno, custodito gelosamente nella famosa cassa per il corredo: quello che voleva lei era un matrimonio con tutti i riti tipici, l'emozione del fidanzamento, l'attesa del giorno più importante della sua vita. La tragedia spazza via ogni cosa e quello che si ritrova è un matrimonio frettoloso, celebrato con un uomo che lei vede come uno dei suoi quattro nemici, che odia dal profondo e che non osa neanche guardare in faccia.
Kerim lo sa bene ed è per questo che, a un certo punto della storia, quando ormai si è reso conto che la ama e che non vuole più lasciarla, ma starle accanto e guadagnarsi il suo perdono, le regala il famoso abito da sposa, per il suo compleanno, proponendole di sposarla, questa volta davvero e senza imposizione, come sua libera scelta. In quel momento Fatmagul comincia a guardarlo con occhi diversi. Certo la progressione è stata lenta, costante ed evidente, ma in quel momento, quando le offre la libera scelta, lei in qualche modo lo sceglie davvero.
Poi è successo di tutto: rapimento, carcere, processo, mille difficoltà ma una vita complicata che ha permesso ai due di avvicinarsi sempre di più ed eccoci a questo episodio cruciale, in cui, finalmente, tutto si concretizza nei riti del matrimonio, dagli acquisti degli accessori per il vestito, come le scarpe che Fatmagul va a comprare insieme a Meryem, Deniz e la madre, arrivate per le nozze, alla cerimonia dell'henné, dove, all'interno della casa, anche se divisi, le donne festeggiano da una parte, con il rito dell'henné messo sulle mani, e gli uomini ballano, ridono e chiacchierano in un'altra parte della casa.
A guardare con una certa invidia, ovviamente, è la nostra immancabile Mukkades, che pensa a tutto quello che lei non ha avuto, al fatto di voler primeggiare, di farsi notare, ma Fatmagul è troppo felice, finalmente, dopo mesi e mesi di dolore, per concentrarsi su di lei. E intanto anche gli altri respirano amore e gioia, come la piccola e solare Deniz, arrivata dalla lontana Australia che subito conquista Mehmet, il ragazzo che vive e lavora nel ristorante Gul Mutfagi, a cui lei ha portato un regalo, anche se poi la ragazza sembra colpita più dal Emre, tornato a casa dall'esercito dopo un ferimento che al momento lo ha lasciato zoppicante.
Invaghita dell'amore, colpita dalla storia romantica, lei subito entra in sintonia con Emre, suscitando la gelosia di Mehmet, ma la loro è solo una parentesi nella storia principale che è quella di Fatmagul e di Kerim che, ignari del pericolo che Mustafa ancora rappresenta, anche se dal carcere, navigano felici verso il loro matrimonio, organizzato in grande stile nel giardino della casa di Kadir.
Sarà proprio quest'ultimo a ricevere la telefonata di Hacer, ormai prossima al parto, che, leggendo sul giornale del matrimonio dei due, collega a una strana richiesta da parte dell'ex marito, che le ha chiesto di portare dei soldi a un uomo con cui lui avrebbe avuto un debito, ma di farlo prima del cinque maggio, giorno del matrimonio di Fatmagul e Kerim.
A quel punto la donna capisce che l'uomo sta tramando qualcosa contro di loro e avvisa l'avvocato, che in quel momento è in compagnia di Fahrettin. I due saranno gli unici a sapere che c'è una minaccia alla gioia e alla felicità dei ragazzi, e mentre Hacer prova ad andare dalla polizia per denunciare l'accaduto, Fatmagul e Kerim, finalmente, prendendosi per mano, sono pronti a coronare il loro sogno d'amore.
L'ONORE DI UNA ROSA di Rossella D'Arcy
Ci sono prequel che nascono per chiarire il passato e altri che esistono per renderlo più doloroso. L’onore di una rosa, di Rossella D’Arcy, appartiene senza esitazioni alla seconda categoria. Non serve a spiegare: serve a far comprendere il peso di ciò che verrà, a dare un volto umano a una scelta che, in Scacco al duca, appare già compiuta e irreversibile.
Fin dall’apertura, il romanzo stabilisce un patto chiaro con il lettore: ciò che stiamo per leggere è la cronaca di una perdita consapevole. La protagonista, Lady Evelina Montague, non è un’eroina ingenua travolta dagli eventi, ma una giovane donna che, pur cresciuta nel privilegio e nel controllo sociale più rigido, riconosce il momento esatto in cui decide di oltrepassare il limite.
Evelina è al centro della stagione mondana londinese del
1790, figlia di un marchese, osservata da una famiglia che ha già scelto per lei un futuro rispettabile e vantaggioso. È bella, intelligente, perfettamente addestrata al ruolo che le è stato assegnato. Proprio per questo, il suo disagio risulta ancora più evidente. Non sogna scandali né ribellioni plateali: cerca qualcosa di autentico in un mondo fatto di calcoli, alleanze e sorrisi strategici. La sua irrequietezza è sottile, ma costante, e prepara il terreno all’incontro che cambierà tutto.
Edward Ainsworth entra nella vita di Evelina come una dissonanza. Ufficiale dell’esercito, figlio cadetto, reduce dalle Indie, porta con sé un’esperienza del mondo che non ha nulla a che fare con i salotti londinesi. Non promette sicurezza né stabilità, ed è proprio questa mancanza a renderlo irresistibile. La loro attrazione nasce immediata, ma non è mai superficiale. Edward vede Evelina per ciò che è davvero: una donna compressa da un ruolo che non ha scelto. Evelina, a sua volta, riconosce in lui una verità che nessuno dei suoi pretendenti può offrirle. Il loro dialogo è diretto, a tratti pericolosamente onesto, e fin dall’inizio entrambi comprendono che non esiste un esito indolore.
Il cuore del romanzo è la brevità. La relazione tra Evelina ed Edward si sviluppa in pochi giorni rubati, in incontri clandestini, in passeggiate sorvegliate e baci concessi contro ogni regola. Ogni scena è attraversata dalla consapevolezza della partenza imminente di lui e dell’impossibilità, per lei, di sfidare apertamente la famiglia. Il momento al Serpentine segna una svolta: non è solo il primo vero abbandono emotivo, ma la presa di coscienza che, una volta scelto Edward, Evelina non potrà più tornare alla vita di prima. Da lì in avanti, l’amore diventa un atto di resistenza, non una promessa di felicità.
Il titolo del romanzo trova il suo significato più profondo nel conflitto tra sentimento e reputazione. L’onore non protegge Evelina: la espone. La costringe al silenzio, all’attesa, alla rinuncia. Anche Edward, che pure si muove secondo un codice morale personale, si rende conto troppo tardi che l’onore non basta a salvare chi si ama.Non è una storia di salvezza, ma di trasformazione. Evelina non viene spezzata: viene cambiata per sempre. E questo rende la sua figura tragicamente coerente, umana, credibile.
L’onore di una rosa è un romance storico intenso e misurato, che rifiuta scorciatoie melodrammatiche e affronta con lucidità il tema del desiderio femminile in un contesto che non ammette deviazioni. È una storia d’amore che nasce già come perdita, e proprio per questo lascia un segno duraturo. Un prequel che non consola, ma arricchisce. E che dimostra come, a volte, conoscere l’inizio renda la fine ancora più inevitabile.
sabato 7 marzo 2026
Fatmagül'ün Suçu Ne? - Preparativi (72)
Il ritmo in questa storia tende a essere incalzante, ma questa volta, dopo le mille disavventure, siamo arrivati a una fase di tranquillità, o almeno di pace, prima, credo del rush finale. Fatmagul e Kerim si sono riconciliati, sono tornati a Istanbul insieme e, decisi a ignorare l'argomento Mustafa, continuano con i loro preparativi per il matrimonio. Se in un primo momento tutto era stato fatto di fretta, adesso, invece, si segue la strada giusta, quella che, in fondo, avrebbe voluto Fatmagul se la sua vita fosse andata diversamente.
Così eccoli a continuare i lavori nella casa nel bosco, circondati da vicini che poco tollerano la sua presenza, ritendendola fonte di scandalo. Diversamente, capiamo, la pensa la figlia, una ragazza che, di nascosto, si ferma a parlare con lei, le porta il caffè e che si capisce rappresenta il nuovo e la modernità. Intanto il padre di Kerim ha deciso di regalare al figlio un'officina dove permettergli di mettersi in proprio. La casa dei sogni che voleva regalargli alla fine si è trasformata in un posto piccolo, a dimensione d'uomo, che loro stanno costruendo piano piano. Questa volta Fahrettin Bey è deciso a non lasciarsi mettere da parte e di dare al figlio qualcosa per permettergli una vita serena.
E intanto Kerim e Fatmagul si recano a fare le foto per il nuovo libro matrimoniale e questa volta i loro sorrisi raccontano una storia ben diversa da un altro momento in cui entrambi sono stati costretti a sposarsi e a legare le loro vite. E poi la scelta del letto, che un certo imbarazzo ha suscitato, soprattutto per i commenti poi successivi di Mukkades.
Quest'ultima, si è scoperto, ha scritto a Mustafa parlandogli delle nozze di Fatmagul con Kerim. Tutti hanno reagito con furia per la sua ennesima invasione, ma la donna non è stata punita, come avrei desiderato io. È come se ormai si fossero rassegnati alla sua invadenza, ai suoi colpi bassi, o semplicemente Kerim e Fatmagul sognano il momento in cui, finalmente, potranno andare a vivere lontano.
E intanto però gli altri personaggi sono caduti in disgrazia. Resat Yasaran ha perso tutto e preso da un attacco di furia ha aggredito la moglie, che si è salvata grazie alla madre di Erdogan e agli uomini della sicurezza. Lui però è risentito con il mondo intero e la caccia in malo modo, desiderando chiudere tutti i ponti con una storia che lo ha trascinato verso il baratro.
Erdogan è finito in prigione, ma lo zio Munir, che tante volte era intervenuto per aiutarlo, sembra minacciarlo e non volerlo sostenere. Erdogan è solo, come solo è Selim, affiancato da Ayse solo per un breve periodo. La ragazza, su sollecitazione della famiglia, le viene imposto di allontanarsi dal ragazzo con cui è fuggita. Lei esita, ma alla fine si capisce che è una che sopravvive e così di notte cerca di fuggire di nascosto, anche se Selim se ne rende conto. I due si salutano, ma mi chiedo che destino può attendere un personaggio come Selim, incapace di badare a se stesso. Non credo che la sua latitanza possa ancora durare a lungo.
E intanto Mustafa in carcere continua a scrivere, sperare che Fatmagul gli risponda. Hacer, nel frattempo, aspetta il suo bambino, con accanto Sami che le propone matrimonio. Lei è confusa. Lo ha sempre considerato un fratello, anche se a mio parere c'erano dei momenti in cui Sami la guardava non certo guidato da un sentimento simile. Lei non gli risponde, perché le sembra un'assurdità, ma dentro di me spero che invece lo riconsideri, dato è davvero l'unico che le è sempre stato accanto. L'ex marito, inutile, è ossessionato solo dall'ex fidanzata che lui stesso ha lasciato. In carcere, finisce per ottenere un cellulare con cui chiamare la ragazza, che, stupita, un giorno riceve la sua telefonata. Non vuole proprio rassegnarsi e questo continuo mostrarcelo mi fa temere che la storia con lui non sia conclusa.
venerdì 6 marzo 2026
Fatmagül'ün Suçu Ne? - Desiderio e paura (71)
Ed eccoci arrivati a una svolta significativa in questo episodio, dove tutto procede con un ordine naturale, credibile, che ci fa pensare a come il desiderio, in una donna con una storia come quella di Fatmagul, possa nascere e crescere, mescolandosi al timore. La svolta arriva, in qualche modo, con la decisione di Meryem , personaggio fondamentale nella trama, che ha permesso alla nostra eroina di fare passi da gigante e di affrontare il trauma subito, cosa che, isolata con la terribile cognata, non sarebbe riuscita a fare. Meryem, davanti all'esitazione di Kerim nel tornare a casa, decide di spingere la ragazza a fare il primo passo e a raggiungere il marito a Bodrum.
La sorpresa di Kerim, nel vederla arrivare, apre il ragazzo alla consapevolezza che Fatmagul lo ama davvero e questo lo allontana dalla tristezza e dalla depressione in cui era caduto. I due sono quanto mai vicini e trascorrono momenti importanti tra di loro, lontano dall'ambiente familiare. La vicinanza alimenta il desiderio e quando una sera, dopo cena, decidono di andare a passeggiare sulla spiaggia, il desiderio, argomento complicato tra di loro, emerge, trascinandoli in un bacio appassionato che se per le coppie di innamorati è normale, per loro è decisamente una conquista.
Qui però a fermarsi è Kerim, freddato dal ricordo di un'altra spiaggia e di un altro momento. Questo lo induce a tirarsi fuori dalla situazione, anche se il desiderio di non lasciarsi è ben manifesto dal modo in cui temporeggiano, sperando di trovare un posto dove trascorrere del tempo insieme, senza lasciarsi. Tenera è Fatmagul che si confida con Meryem parlandole del desiderio e di un pizzico di vergogna per emozioni nuove e in realtà estremamente normali.
Certo non c'è solo questa parte romantica. L'episodio è denso di problematiche da affrontare e risolvere. La nostra eroina chiede a Fahrettin di parlare con il medico famoso, quello dell'ospedale di Ilgır, che ha ritrattato il rapporto medico dicendo che non è stata violentata. Lei lo raggiunge mentre era andato a vedere la figlia piccola alla prova di danza e gli parla appellandosi al suo senso di paternità. Sarà riuscita a toccarlo, a smuovere qualcosa dentro di lui? Lo sapremo solo al processo.
Intanto ci sono altri problemi da affrontare come l'aggressione a Kadir da parte dei nuovi vicini di Fatmagul, il palese fastidio nei confronti della coppia che dovrebbe trasferirsi da loro. La ragazza è addolorata, ma poi, con il coraggio che le è ormai caratteristico, decide di andare avanti, di rimanere lì, circondata dall'affetto di tutti quelli che la amano, che decidono di festeggiare il compleanno di Kerim nella nuova casa. E Mukkades? La terribile cognata, lungi dall'essersi placata, decide di scrivere a Mustafa in carcere, per fargli presente che la ragazza sposerà a breve, questa volta per davvero, Kerim, mettendo una pietra definitiva sulla loro relazione. E a me viene da chiedere, perché Mukkades? Perché non ti fai i fatti tuoi, una volta e per tutte? Che cosa hai ottenuto avvisando un pazzo furioso come Mustafa che la donna da cui ormai è ossessionato ha deciso di voltare pagina? Spero che sul finale qualcuno la punisca.
Se i nostri eroi continuano le loro battaglie, non si può dire che i cattivi della vicenda vivano giorni sereni. Selim, costretto a separarsi dal suo compare di disavventure, si è ritrovato su uno yacht di figli di papà, quello che un tempo era anche lui, a fare da schiavo maltrattato. Preso anche dal timore di essere scoperto, soprattutto quando si rende conto che ci sono dei suoi connazionali a bordo, per fortuna viene cacciato dal capitano e trascinato via da Ayse, ragazza intraprendente e capace che lo sta aiutando molto più di quanto si meriterebbe.
E anche il resto della famiglia Yasaran, ormai, è alle prese con il disastro economico, soprattutto quando scoprono che la bionda vicina, lungi dall'essere sedotta da Resat, è invece guidata dal desiderio di vendicare il marito, distrutto proprio dall'uomo. Sembra che la congiuntura favorevole per questa famiglia sia finita e che a breve dovranno scontare tutti i loro errori, decisamente tanti.
giovedì 5 marzo 2026
Fatmagül'ün Suçu Ne? - La lontananza (70)
Ecco, sono arrabbiata! Sono risentita con Mukkades. Donna invidiosa, con mille problemi, che non ha un briciolo di autocritica che dovrebbe aiutarla a comprendere tutti gli errori commessi per capire perché si ritrova con la vita che ha e con le persone che la evitano. Ma niente, non c'è verso che si riscatti, che abbia un momento di lucidità che sposti il barometro del suo ego verso qualche altra cosa. Adesso che Kerim è andato via, non confessa, di fronte alla tristezza di Fatmagul.
Mentre tutti si chiedono che cosa stia succedendo e perché Kerim abbia deciso, di punto in bianco, mentre stata sistemando la casa dove andrà a vivere con Fatmagul, di partire per raggiungere il padre a Bodrum, lei osserva come un uccello predatore il dolore delle persone intorno a lei, godendo della sofferenza di Fatmagul, una ragazza che è praticamente cresciuta con lei, che avrebbe dovuto essere una sorta di sorella maggiore e che invece continua a godere del suo dolore, come quelle persone avvizzite dalla vita che godono dell'infelicità degli altri, per non sentirsi soli.
Non confessa Mukkades, continua a tacere sul fatto che lei sa perfettamente perché Kerim se n'è andato e evita le telefonate di Fatmagul, è distaccato e addolorato. La ragazza cerca anche di parlare con Emre, sicura che, la notte in cui il marito è andato da lui, gli ha raccontato le origini del suo turbamento. Quello che mi colpisce sono le donne che mormorano alle sue spalle, come quelle che entrano frettolosamente in casa quando la ragazza va a trovare il fratello che è rimasto da solo a lavorare alla casa.
Non sono buone premesse di un futuro allegro vicinato. Sembra che la ragazza debba subire la condanna anche delle altre donne. È vero, ce ne sono tante che continuano a scriverle, che la ringraziano per aver parlato, ma la mentalità è quella che è e molte ritengono che in realtà è una donna leggera che adesso pensa di speculare e di ricattare per ottenere del denaro.
Fatmagul non se ne rende conto, troppo presa dalla preoccupazione per la scomparsa di Kerim e per il suo silenzio. Nel frattempo tutti sono sulle tracce degli uomini che le hanno fatto del male, anche Fahrretin che, non avendo certo dimenticato i rischi che corrono e le ingiustizie subite, anche se Mustafa è finalmente in carcere, cerca di rintracciare i fuggiaschi e di far cadere la famiglia Yasaran che ha rovinato la vita del figlio.
Intanto la nostra eroina soffre per la lontananza di Kerim, cuce il suo vestito da sposa e si chiede se lui tornerà, mentre Mukkades, come un gufo, insinua il sospetto che possa aver cambiato idea. A Malta la situazione si complica. Selim si è invaghito di Ayse, corrisposto, mentre Erdogan, sempre più cinico e pratico, si sente in qualche modo isolato.
Una sera, in un locale, dei ragazzi con cui lavorava in un ristorante e che lo hanno preso in antipatia, si lascia coinvolgere in una rissa, mentre Selim è lontano con Ayse, che è pronta a partire. La polizia arriva e lo arresta e Selim, sconvolto, si rende conto di quello che questo significa. Ayce lo trascina via, impedendogli di raggiungere il cugino e amico di disavventure, ma il destino di Erodogan sembra profilarsi sempre più oscuro.
Mentre alcuni vicini imbrattano la nuova casa di Fatmagul con scritte che li incitano ad andare via, e Mustafa litiga con mezza cella per scaricare la rabbia che la richiesta di divorzio di Hacer gli provoca, ancora una volta arriva Meryem a risolvere la situazione e i conflitti e spinge Fatmagul, preoccupata dal silenzio di Kerim, a fargli una sorpresa, che lascia il ragazzo sorpreso e compiaciuto. Che abbia finalmente capito che Fatmagul ha davvero dimenticato Mustafa e si è davvero innamorata di lui? Speriamo di sì!
mercoledì 4 marzo 2026
Fatmagül'ün Suçu Ne? - Lettere d'amore (69)
Sono davvero lettere d'amore quelle che Mustafa manda sistematicamente a Fatmagul, tutti i giorni, senza risposta, illudendosi che lei ancora lo ami, che lo aspetterà e che quando lui uscirà dalla prigione ci sarà ad aspettarlo, nonostante tutto quello che le ha fatto? Crede davvero che l'amore sia immortale e che non sia logorato dall'uso o dall'abuso, come in questo caso? Lui crede di sì, si illude che questa sia la verità, ma in fondo lui, a mio parere, non ha mai davvero amato Fatmagul, ma l'idea che aveva di lei, la purezza, poi sottratta, e poi il senso di colpa per aver perso tutto per gli errori commessi. Lo si capisce anche con queste lettere, scritte per trovare una via di fuga, anche mentale, al destino che lo aspetta, senza preoccuparsi del caos nel quale potrebbe gettare la vita di una donna che ha già sofferto di tutto.
Chi crede che siano lettere d'amore è Mukkades, la cognata insopportabile, egoista, pratica, a tratti cinica, un personaggio cardine che, ammettiamolo anche se è difficile farlo, è fondamentale nell'evoluzione della storia, perché senza Mukkades non ci sarebbe stata trama. È lei quella che mette in movimento tutte le cose, che affronta per prima gli Yasaran avendo capito chi sono gli aggressori di Fatmagul, è quella che organizza il matrimonio "riparatore" con Kerim, quella che fa di tutto per costringerlo a farsi carico della famiglia. Eppure adesso ci viene da chiedere perché complicare nuovamente tutta la situazione!
Lo fa rimanendo coerente con il suo personaggio, sempre mossa da quel senso di frustrazione che è tipico del suo personaggio, costretta a vivere una vita ben diversa da quella sognata. È lei che si è sposata con chi le ha offerto la sicurezza economica e quella di un nome, quella che ha cercato di manipolare tutti, invadente, pettegola. Adesso che Fatmagul e Kerim sembrano innamorati, che progettano il loro futuro felice, che stanno costruendo la loro casa, comincia a soffrire di invidia e quando scopre per caso le lettere che Mustafa manda dal carcere alla ragazza, invece per prenderle per quello che sono, un tentativo di invadenza nei confronti della ragazza, una continua minaccia alla sua serenità, le interpreta come lettere d'amore che la ragazza riceve dall'ex fidanzato.
Invece di farsi da parte, o di denunciare apertamente questa situazione, fa la cosa peggiore, come sempre, raccogliendole e sottraendole anche a Fatmagul che pensa che Mustafa si sia fermato alla prima lettera senza risposta che lei ha buttato in un cassonetto. Spinta dai peggiori propositi, nel corso del tempo, Mukkades comincia a metterle da parte, custodendole gelosamente, quasi fosse lei la destinataria di quelle parole, che chiedono perdono, che pretendono che lei lo creda, che le chiedono di aspettare.
Lei aspetta, ma soprattutto il momento propizio per mandare tutto alla malora, come è tipico di un personaggio così urticante come il suo. Mentre Kerim e Fatmagul sistemano la casa, sono alle prese con la loro vita, aspettando il momento che Selim e Erdogan, fuggiti all'estero, facciano un passo falso e vengano ritrovati, Mukkades è pronta a intercettare il postino in ogni occasione, come lo faceva quando si è intromessa tra Kerim e il padre che viveva in Australia.
Le lettere finiscono tutte nelle sue mani e quando decide di utilizzarle lo fa, come al solito, nel peggiore dei modi, senza rendersi conto che le ragioni per cui "gli altri non la amano" è proprio il modo assurdo con cui fa le cose. Quindi eccola approfittare dell'assenza di Fatmagul, impegnata al ristorante, per nascondere le lettere sotto al materasso della ragazza e spingere il povero Kerim a trovarle con una scusa.
Per Kerim sono lettere d'amore, non quelle di un pazzo ossessivo che non vuole lasciare andare una donna a cui ha già fatto di tutto, ma quelle di un uomo che non dimentica. Ma quello che lo ferisce di più è il pensiero che Fatmagul abbia conservato quelle lettere, gelosamente come se non lo volesse lasciare andare. Da lui ci saremmo aspettati un'esplosione di furia, di dolore invece la scoperta lo annienta e quel sorriso compiaciuto con cui Mukkades guarda il loro dolore è urticante come solo lei sa essere.
Kerim cerca l'appoggio di Emre, tornato per fortuna nella sua vita. Fatmagul capisce che c'è qualcosa che non va, ma Kerim si sottrae al punto di preparare la valigia e di partire per Bodrum, per andare a fare visita al padre. Ah Mukkades, cosa darei per scuoterti, per farti capire che chi semina vento raccoglie tempesta.
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