venerdì 6 marzo 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Desiderio e paura (71)

 


Ed eccoci arrivati a una svolta significativa in questo episodio, dove tutto procede con un ordine naturale, credibile, che ci fa pensare a come il desiderio, in una donna con una storia come quella di Fatmagul, possa nascere e crescere, mescolandosi al timore. La svolta arriva, in qualche modo, con la decisione di Meryem , personaggio fondamentale nella trama, che ha permesso alla nostra eroina di fare passi da gigante e di affrontare il trauma subito, cosa che, isolata con la terribile cognata, non sarebbe riuscita a fare. Meryem, davanti all'esitazione di Kerim nel tornare a casa, decide di spingere la ragazza a fare il primo passo e a raggiungere il marito a Bodrum.


La sorpresa di Kerim, nel vederla arrivare, apre il ragazzo alla consapevolezza che Fatmagul lo ama davvero e questo lo allontana dalla tristezza e dalla depressione in cui era caduto. I due sono quanto mai vicini e trascorrono momenti importanti tra di loro, lontano dall'ambiente familiare. La vicinanza alimenta il desiderio e quando una sera, dopo cena, decidono di andare a passeggiare sulla spiaggia, il desiderio, argomento complicato tra di loro, emerge, trascinandoli in un bacio appassionato che se per le coppie di innamorati è normale, per loro è decisamente una conquista.


Qui però a fermarsi è Kerim, freddato dal ricordo di un'altra spiaggia e di un altro momento. Questo lo induce a tirarsi fuori dalla situazione, anche se il desiderio di non lasciarsi è ben manifesto dal modo in cui temporeggiano, sperando di trovare un posto dove trascorrere del tempo insieme,  senza lasciarsi. Tenera è Fatmagul che si confida con Meryem parlandole del desiderio e di un pizzico di vergogna per emozioni nuove e in realtà estremamente normali.


Certo non c'è solo questa parte romantica. L'episodio è denso di problematiche da affrontare e risolvere. La nostra eroina chiede a Fahrettin di parlare  con il medico famoso, quello dell'ospedale di Ilgır, che ha ritrattato il rapporto medico dicendo che non è stata violentata. Lei lo raggiunge mentre era andato a vedere la figlia piccola alla prova di danza e gli parla appellandosi al suo senso di paternità. Sarà riuscita a toccarlo, a smuovere qualcosa dentro di lui? Lo sapremo solo al processo. 


Intanto ci sono altri problemi da affrontare come l'aggressione a Kadir da parte dei nuovi vicini di Fatmagul, il palese fastidio nei confronti della coppia che dovrebbe trasferirsi da loro. La ragazza è addolorata, ma poi, con il coraggio che le è ormai caratteristico, decide di andare avanti, di rimanere lì, circondata dall'affetto di tutti quelli che la amano, che decidono di festeggiare il compleanno di Kerim nella nuova casa. E Mukkades? La terribile cognata, lungi dall'essersi placata, decide di scrivere a Mustafa in carcere, per fargli presente che la ragazza sposerà a breve, questa volta per davvero, Kerim, mettendo una pietra definitiva sulla loro relazione. E a me viene da chiedere, perché Mukkades? Perché non ti fai i fatti tuoi, una volta e per tutte? Che cosa hai ottenuto avvisando un pazzo furioso come Mustafa che la donna da cui ormai è ossessionato ha deciso di voltare pagina? Spero che sul finale qualcuno la punisca. 


Se i nostri eroi continuano le loro battaglie, non si può dire che i cattivi della vicenda vivano giorni sereni. Selim, costretto a separarsi dal suo compare di disavventure, si è ritrovato su uno yacht di figli di papà, quello che un tempo era anche lui, a fare da schiavo maltrattato. Preso anche dal timore di essere scoperto, soprattutto quando si rende conto che ci sono dei suoi connazionali a bordo, per fortuna viene cacciato dal capitano e trascinato via da Ayse, ragazza intraprendente e capace che lo sta aiutando molto più di quanto si meriterebbe.


E anche il resto della famiglia Yasaran, ormai, è alle prese con il disastro economico, soprattutto quando scoprono che la bionda vicina, lungi dall'essere sedotta da Resat, è invece guidata dal desiderio di vendicare il marito, distrutto proprio dall'uomo. Sembra che la congiuntura favorevole per questa famiglia sia finita e che a breve dovranno scontare tutti i loro errori, decisamente tanti.

giovedì 5 marzo 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - La lontananza (70)


 Ecco, sono arrabbiata! Sono risentita con Mukkades. Donna invidiosa, con mille problemi, che non ha un briciolo di autocritica che dovrebbe aiutarla a comprendere tutti gli errori commessi per capire perché si ritrova con la vita che ha e con le persone che la evitano. Ma niente, non c'è verso che si riscatti, che abbia un momento di lucidità che sposti il barometro del suo ego verso qualche altra cosa. Adesso che Kerim è andato via, non confessa, di fronte alla tristezza di Fatmagul.


Mentre tutti si chiedono che cosa stia succedendo e perché Kerim abbia deciso, di punto in bianco, mentre stata sistemando la casa dove andrà a vivere con Fatmagul, di partire per raggiungere il padre a Bodrum, lei osserva come un uccello predatore il dolore delle persone intorno a lei, godendo della sofferenza di Fatmagul, una ragazza che è praticamente cresciuta con lei, che avrebbe dovuto essere una sorta di sorella maggiore e che invece continua a godere del suo dolore, come quelle persone avvizzite dalla vita che godono dell'infelicità degli altri, per non sentirsi soli.


Non confessa Mukkades, continua a tacere sul fatto che lei sa perfettamente perché Kerim se n'è andato e evita le telefonate di Fatmagul, è distaccato e addolorato. La ragazza cerca anche di parlare con Emre, sicura che, la notte in cui il marito è andato da lui, gli ha raccontato le origini del suo turbamento. Quello che mi colpisce sono le donne che mormorano alle sue spalle, come quelle che entrano frettolosamente in casa quando la ragazza va a trovare il fratello che è rimasto da solo a lavorare alla casa.


Non sono buone premesse di un futuro allegro vicinato. Sembra che la ragazza debba subire la condanna anche delle altre donne. È vero, ce ne sono tante che continuano a scriverle, che la ringraziano per aver parlato, ma la mentalità è quella che è e molte ritengono che in realtà è una donna leggera che adesso pensa di speculare e di ricattare per ottenere del denaro.


Fatmagul non se ne rende conto, troppo presa dalla preoccupazione per la scomparsa di Kerim e per il suo silenzio. Nel frattempo tutti sono sulle tracce degli uomini che le hanno fatto del male, anche Fahrretin che, non avendo certo dimenticato i rischi che corrono e le ingiustizie subite, anche se Mustafa è finalmente in carcere, cerca di rintracciare i fuggiaschi e di far cadere la famiglia Yasaran che ha rovinato la vita del figlio.


Intanto la nostra eroina soffre per la lontananza di Kerim, cuce il suo vestito da sposa e si chiede se lui tornerà, mentre Mukkades, come un gufo, insinua il sospetto che possa aver cambiato idea. A Malta la situazione si complica. Selim si è invaghito di Ayse, corrisposto, mentre Erdogan, sempre più cinico e pratico, si sente in qualche modo isolato.


Una sera, in un locale, dei ragazzi con cui lavorava in un ristorante e che lo hanno preso in antipatia, si lascia coinvolgere in una rissa, mentre Selim è lontano con Ayse, che è pronta a partire. La polizia arriva e lo arresta e Selim, sconvolto, si rende conto di quello che questo significa. Ayce lo trascina via, impedendogli di raggiungere il cugino e amico di disavventure, ma il destino di Erodogan sembra profilarsi sempre più oscuro.


Mentre alcuni vicini imbrattano la nuova casa di Fatmagul con scritte che li incitano ad andare via, e Mustafa litiga con mezza cella per scaricare la rabbia che la richiesta di divorzio di Hacer gli provoca, ancora una volta arriva Meryem a risolvere la situazione e i conflitti e spinge Fatmagul, preoccupata dal silenzio di Kerim, a fargli una sorpresa, che lascia il ragazzo sorpreso e compiaciuto. Che abbia finalmente capito che Fatmagul ha davvero dimenticato Mustafa e si è davvero innamorata di lui? Speriamo di sì!

mercoledì 4 marzo 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Lettere d'amore (69)


 Sono davvero lettere d'amore quelle che Mustafa manda sistematicamente a Fatmagul, tutti i giorni, senza risposta, illudendosi che lei ancora lo ami, che lo aspetterà e che quando lui uscirà dalla prigione ci sarà ad aspettarlo, nonostante tutto quello che le ha fatto? Crede davvero che l'amore sia immortale e che non sia logorato dall'uso o dall'abuso, come in questo caso? Lui crede di sì, si illude che questa sia la verità, ma in fondo lui, a mio parere, non ha mai davvero amato Fatmagul, ma l'idea che aveva di lei, la purezza, poi sottratta, e poi il senso di colpa per aver perso tutto per gli errori commessi. Lo si capisce anche con queste lettere, scritte per trovare una via di fuga, anche mentale, al destino che lo aspetta, senza preoccuparsi del caos nel quale potrebbe gettare la vita di una donna che ha già sofferto di tutto.


Chi crede che siano lettere d'amore è Mukkades, la cognata insopportabile, egoista, pratica, a tratti cinica, un personaggio cardine che, ammettiamolo anche se è difficile farlo, è fondamentale nell'evoluzione della storia, perché senza Mukkades non ci sarebbe stata trama. È lei quella che mette in movimento tutte le cose, che affronta per prima gli Yasaran avendo capito chi sono gli aggressori di Fatmagul, è quella che organizza il matrimonio "riparatore" con Kerim, quella che fa di tutto per costringerlo a farsi carico della famiglia. Eppure adesso ci viene da chiedere perché complicare nuovamente tutta la situazione!


Lo fa rimanendo coerente con il suo personaggio, sempre mossa da quel senso di frustrazione che è tipico del suo personaggio, costretta a vivere una vita ben diversa da quella sognata. È lei che si è sposata con chi le ha offerto la sicurezza economica e quella di un nome, quella che ha cercato di manipolare tutti, invadente, pettegola. Adesso che Fatmagul e Kerim sembrano innamorati, che progettano il loro futuro felice, che stanno costruendo la loro casa, comincia a soffrire di invidia e quando scopre per caso le lettere che Mustafa manda dal carcere alla ragazza, invece per prenderle per quello che sono, un tentativo di invadenza nei confronti della ragazza, una continua minaccia alla sua serenità, le interpreta come lettere d'amore che la ragazza riceve dall'ex fidanzato.


Invece di farsi da parte, o di denunciare apertamente questa situazione, fa la cosa peggiore, come sempre, raccogliendole e sottraendole anche a Fatmagul che pensa che Mustafa si sia fermato alla prima lettera senza risposta che lei ha buttato in un cassonetto. Spinta dai peggiori propositi, nel corso del tempo, Mukkades comincia a metterle da parte, custodendole gelosamente, quasi fosse lei la destinataria di quelle parole, che chiedono perdono, che pretendono che lei lo creda, che le chiedono di aspettare.


Lei aspetta, ma soprattutto il momento propizio per mandare tutto alla malora, come è tipico di un personaggio così urticante come il suo. Mentre Kerim e Fatmagul sistemano la casa, sono alle prese con la loro vita, aspettando il momento che Selim e Erdogan, fuggiti all'estero, facciano un passo falso e vengano ritrovati, Mukkades è pronta a intercettare il postino in ogni occasione, come lo faceva quando si è intromessa tra Kerim e il padre che viveva in Australia. 


Le lettere finiscono tutte nelle sue mani e quando decide di utilizzarle lo fa, come al solito, nel peggiore dei modi, senza rendersi conto che le ragioni per cui "gli altri non la amano" è proprio il modo assurdo con cui fa le cose. Quindi eccola approfittare dell'assenza di Fatmagul, impegnata al ristorante, per nascondere le lettere sotto al materasso della ragazza e spingere il povero Kerim a trovarle con una scusa. 


Per Kerim sono lettere d'amore, non quelle di un pazzo ossessivo che non vuole lasciare andare una donna a cui ha già fatto di tutto, ma quelle di un uomo  che non dimentica. Ma quello che lo ferisce di più è il pensiero che Fatmagul abbia conservato quelle lettere, gelosamente come se non lo volesse lasciare andare. Da lui ci saremmo aspettati un'esplosione di furia, di dolore invece la scoperta lo annienta e quel sorriso compiaciuto con cui Mukkades guarda il loro dolore è urticante come solo lei sa essere. 


Kerim cerca l'appoggio di Emre, tornato per fortuna nella sua vita. Fatmagul capisce che c'è  qualcosa che non va, ma Kerim si sottrae al punto di preparare la valigia e di partire per Bodrum, per andare a fare visita al padre. Ah Mukkades, cosa darei per scuoterti, per farti capire che chi semina vento raccoglie tempesta. 

martedì 3 marzo 2026

Fatmagül'ün Suçu ne? - Un nuovo inizio (68)


Mustafa è stato condannato, finalmente la giustizia, con la sua scure, si è abbattuta su di lui, eppure, in qualche modo, anche dal carcere dove dovrà scontare 22 anni e 6 mesi, riesce a trovare il modo per fare del male, per travolgere con il peso della sua disperazione le persone che restano fuori, prima fra tutti la povera Asu/Hacer che ha avuto il triste destino di innamorarsi di un uomo del genere. 


Fatmagul, nella sua sfortuna, è stata graziata e l'uomo che adesso ha accanto sembra offrire tutte le premesse per essere un buon compagno. Mentre Hacer cede alla richiesta di Mustafa di andare a trovarlo in carcere, ritrovandosi nella triste condizione di dover ascoltare la sua cruda confessione di non averla mai amata, di averla usata per punirsi perché l'unica donna amata è stata Fatmagul, nel frattempo quest'ultima sembra piano piano riprendersi, incamminandosi sul percorso che dovrebbe portarla un giorno a una vita serena.


Il padre di Kerim ha deciso di vendere la casa nel bosco, quella dove il figlio è stato sparato da Mustafa, e ha deciso di usare quel denaro per regalare ai futuri sposi una nuova casa, lontano dagli altri, in modo da dare loro la possibilità di iniziare una nuova vita da soli, come coppia, per conoscersi meglio e creare una famiglia. Kerim e Fatmagul si mostrano imbarazzati, in un primo momento, ma Fahrretin è irremovibile. Non accetterà un no come risposta. Vuole regalare loro una casa e ha tutti i mezzi per farlo.


I due accettano e vengono accompagnati, nella loro ricerca, dall'immancabile Mukkades che sceglierebbe ovviamente dimore lussuose e piene di comfort, molto distanti da quello che i due invece vorrebbero. Alla fine è il piccolo Lodos, di cui si prendono cura al ristorante, dove Fatmagul ha ripreso a lavorare, che li indirizzerà verso la casa perfetta.


Un giorno, fuggendo dietro a un gatto, si perde e mentre Fatmagul e il resto della famiglia lo cerca, sarà ritrovato nei pressi di una proprietà circondata da un giardino. Si tratta in realtà di un rudere, ma il posto è bellissimo e i due sposi vedono il loro futuro proprio in quel posto, così decidono di comprarlo e di rimetterla in sesto. Grazie alla manualità di Kerim, non dubitiamo dei risultati. Tutto sembra guidarli verso un futuro radioso, anche se nel frattempo molte cose restano in sospeso.


I due fuggitivi hanno attraversato il mare con un viaggio da disperati che li ha indotti a sognare di tempi diversi, dove non dovevano dividere un pezzo di pane in tre, ma potevano banchettare e essere trattati da principi. Adesso contano solo sulle capacità di una sconosciuta intraprendente, sul silenzio complice di alcuni marinari e sulla capacità di mercanteggiare di Erdogan, che si vede costretto a cedere parte del denaro che ha portato con sé per mettere a tacere uno dei marinai.


Alla fine del viaggio, i tre riusciranno ad approdare e a passare i controlli, con passaporti falsi. Una nuova vita li aspetta, ma mi chiedo come faranno, non avendo né arte né parte, con del denaro che sono bravi solo a spendere e a non farlo fruttare. Mi chiedo se è davvero, per loro, un nuovo inizio e l'ultima tappa prima di finire, finalmente, davanti alla giustizia.


Mancano ancora diversi episodi, quindi qualcosa ancora succederà, e ho la sensazione che i problemi per la nostra coppia non siano ancora completamente risolti. Teniamo duro ancora un po' sperando in una risoluzione felice! Ma dopo tanto dolore, la felicità è un dovere.


lunedì 2 marzo 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - La caduta di un mancato eroe (67)

 


Mustafa, vorrei parlare con te! La verità è che dovrei, dopo la visione di questo episodio, sentirmi trionfante, perché, dopo una caccia serrata, dove sembrava che potessi ancora una volta riuscire a fuggire, le mani della giustizia, grazie anche all'intrepido Fahrettin Bey, si sono allungate su di te e ti hanno stretto in quella morsa che inevitabilmente ti meriti. Eppure, bravura degli autori, sento un pizzico di malinconia perché, con scelte diverse, avresti davvero potuto essere l'eroe con l'armatura lucente che arriva a salvare e proteggere Fatmagul, quello che lei invocava nei suoi sogni dopo la brutale violenza.


Invece, scelta dopo scelta, guidato da un cieco e traviato senso dell'onore, hai commesso un errore dietro l'altro e non hai mai fatto un passo indietro, prendendone atto seriamente, facendo qualcosa per riparare, quello che invece l'uomo che odi tanto, Kerim, è riuscito a fare nonostante l'enormità dell'errore commesso.


Eccoci quindi qui a commentare la tua caduta e quello che avrebbe potuto essere un destino diverso, perché in realtà l'omicidio di Vural è sì stato frutto di un incidente, guidato dalla cieca rabbia che non riesci a controllare, ma l'abbandono di Fatmagul è stato un errore commesso guidato solo da un orgoglio assurdo e dalla paura di quello che avrebbero potuto dire e pensare gli altri, il tentato omicidio di Kerim è forse stato anche alimentato dal delirio della febbre, ma era guidato dal desiderio di sopprimere un uomo che, a differenza tua, ha fatto tutte le scelte giuste, ma il rapimento di Fatmagul, ahimè, è la dimostrazione che non hai capito niente di tutto quello che ti è successo e che effettivamente non c'è salvezza, nonostante quel "Affet beni" (Perdonami!) che con insistenza hai pronunciato a Fatmagul durante il processo.


La tensione in questo episodio è sempre alta e ci spiega, tornando indietro, come sia stato possibile trovare il morente Mustafa, nascosto ai bordi della strada, nei cespugli. A dare la svolta è sempre Fahrettin che, senza dire nulla a nessuno, è uscito di notte per andare a cercarlo. È lui poi che informa il figlio Kerim di quello che è successo e in un primo momento il ragazzo vorrebbe andare in ospedale per essere sicuro, ma il padre lo persuade a rimanere a casa.


Sembra più importante stare infatti accanto a Fatmagul, sempre più turbata dagli eventi, ma decisa a guardare avanti e a concentrarsi solo sul bello. I due, a un certo punto, decidono di uscire per passeggiare e lei si aggrappa a lui e alla sua mano cercando una serenità che spera possa arrivare. Il bacio che si scambiano è tenero e ci fa illudere che forse Fatmagul potrà davvero un giorno lasciarsi tutto alle spalle.


Chi soffre è ancora Hacer, la moglie disprezzata, usata da Mustafa. La donna è testimone chiave, ma ha timore dei un uomo del suo passato, aspetta un figlio che avrà un padre assassino e una madre con un passato complicato (come dirà lei stessa a Fatmagul, mentre se ne stanno sedute fuori in attesa si essere chiamate a testimoniare). Il suo è un personaggio chiave, che mi ha sempre suscitato tenerezza. Avrei voluto per lei un destino diverso, ma non credo che gli autori glielo daranno, se non la gioia di un figlio che sicuramente amerà al di sopra di ogni cosa.


E intanto, mentre Mustafa, dopo un periodo di convalescenza in ospedale, finalmente si presenta in tribunale per essere giudicato per i suoi crimini, gli altri criminali sono in balia del destino. Selim e Erdogan arrivano persino alle mani, perché il primo accusa l'altro di avergli rovinato la vita. Sarà la famosa ragazza che li sta aiutando a fuggire a risolvere il conflitto abbattendo con una pietra (letteralmente!) Erdogan. E quando finalmente la polizia riesce a rintracciarli, loro, grazie proprio alla ragazza che decide di anticipare la partenza della loro nave, riesce a farli fuggire, sottraendoli ancora una volta alla giustizia.


Uno cade, il mancato eroe, mentre i due infami, che hanno abbandonato anche il padre/zio in carcere, riescono a spiccare il volo. A questo punto quanto ancora riusciranno a sopravvivere senza l'aiuto di nessuno e quando i soldi saranno finiti? Guardare per credere.

sabato 28 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - La cattura (66)

 


Episodio denso di tensione dove tutti cercano tutti e sembra quasi che non si riesca mai a catturare i malvagi. Lo so che dovrei considerare Erdogan e Selim i due malvagi per eccellenza. Sono loro gli animali che hanno aggredito una notte d'estate una povera ragazza che non aveva fatto loro alcun male e che hanno cambiato il suo destino per sempre. Ne sono consapevole e sicuramente meritano il carcere, eppure mentre li osserviamo fuggire per le strade della Turchia, viene quasi da chiedere come potranno, due figli di papà che finora si sono sempre affidati agli adulti per risolvere i loro problemi, sopravvivere nel vasto malvagio mondo.


Certo Erdogan è sicuramente più sveglio di Selim, lo capiamo quando, dopo aver parlato con la madre, consapevole che la donna è intercettata come tutti i membri della sua famiglia, nasconde il cellulare in un camion, mandando la polizia sulle tracce sbagliate, mentre lui trova rifugio in un faro, dove ha preso accordi con un tizio che dovrebbe procurare loro una barca per portarli fuori dal paese. 


Eppure quando vediamo Selim piangere come un bambino, mentre ripensa al mondo che ha perso e attribuisce tutta la colpa al cugino, per un nano secondo mi ha quasi fatto tenerezza, anche se Erdogan lo inchioda davanti alle sue responsabilità. È stato sicuramente lui quello che ha avuto l'idea, ma gli altri si sono accodati e ognuno, alla fine, è responsabile delle proprie scelte e delle proprie azioni. 


I due però sono complici e per il momento possono contare solo su se stessi, con l'avvocato che li odia, lo zio e padre in prigione e una mamma/zia che è arrivata al limite. Così si rifugiano nel faro in attesa dell'arrivo della barca per poter lasciare il paese, ma una giovane bussa alla loro porta, dicendo di avere la soluzione per loro. Sarà davvero così?


Se loro sono fuggiti e la polizia li cerca, senza grandi risultati, la vera caccia è quella che insegue Mustafa, decisamente pericoloso per tutti i capi d'accusa che lo perseguitano: omicidio, tentato omicidio, rapimento. Non credo che riuscirà a salvarsi dal carcere a vita, una volta catturato. Ma anche qui, siamo difronte a un uomo che ha fatto scelte completamente sbagliate, una dietro l'altra, senza riuscire a trovare il percorso giusto, di redenzione, come quello intrapreso da Kerim, che lo ha portato al cuore di Fatmagul e a quell'abbraccio, intenso quanto un bacio, che sorprende Mukkades in cucina e che le fa esclamare: "Che scenda Dio dal cielo per vederlo!" perché è una grande conquista rispetto a dove sono partiti.


Fatmagul ama Kerim, ma i traumi che porta dentro sono davvero troppi, tanto che mentre dovrebbe scegliere il modello del suo vestito da sposa, divisa tra la paura, i ricordi degli orrori vissuti, scoppia in un pianto irrefrenabile a cui assiste Mukkades che chiama tutto il mondo per frenare la crisi. La dottoressa che la segue arriva tempestosa, ma Fatmagul si sottrae, non vuole parlare con nessuno di quello che le è successo con Mustafa, vuole solo pensare a cose allegre, non tristi e questo atteggiamento da Nare (La figlia dell'Ambasciatore) non può portare a nulla di buono, come sanno tutti.


E Mustafa? Prima salvato da alcuni senzatetto, poi ceduto a una donna esperta di cure, che lo nasconde fino a quando Kerim non si rende conto che lui deve nascondersi nella baracca dove vive, e quindi sopraggiunge la polizia, il suo destino è legato a un filo. Non ha più alleati, gli amici, davanti alla pericolosità delle sue azioni, lo hanno abbandonato, e per il denaro fino a un certo punto dei poveracci lo possono aiutare e quindi finisce per essere abbandonato moribondo in mezzo al bosco.


E durante tutto questo periodo viene ossessionato dal ricordo di Fatmagul, la sogna, dolce e ancora innamorata, che lo tiene per mano, come non accadrà più nella realtà, perché è stato proprio lui a lasciarla andare. E così, alla fine, la polizia lo trova e mentre lo stanno portando in ospedale per soccorrerlo, accanto a lui, nell'ambulanza, la presenza, nei suoi sogni, è quella di una Fatmagul vestita da sposa, come quando lei lo aveva visto e invocato dopo la violenza, quella stessa che ha stravolto tutte le loro vite. 

giovedì 26 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - In fuga (65)


 Questo episodio è ricco di eventi, di cose in movimento, di dolore e di una possibile gioia che esplode all'orizzonte, proprio sul finale. Ancora mancano alcune puntate e le cose che possono succedere sono tante, ma almeno ci godiamo quella scena finale, dove Fatmagul e Kerim, tenendosi stretti sullo sfondo della notte, mentre le auto della polizia vanno via portandosi il loro carico pesante, si mormorano che sono davvero alla soglia di un nuovo inizio, di qualcosa che finalmente si muove e che potrebbe portare al riscatto e alla felicità. Ma partiamo dall'inizio, quando le tinte erano piuttosto fosche.


A sparare a Mustafa non è stata la povera Fatmagul, ma Fahrettin, il padre di Kerim, che lo salva da morte sicura, ma che riceve poco dopo una pallottola al braccio. Nella colluttazione, Kerim riesca a salvarsi, anche se viene ferito e Mustafa, che io speravo di vedere finalmente dietro le sbarre, sparisce letteralmente in un tombino, sfuggendo alla polizia che lo cerca, al mondo intero, ferito, sanguinante, ma non ancora vinto e che sia lui il vero antagonista lo abbiamo ormai capito da tanto tempo. 


Mentre lui viene ripescato da alcuni senza tetto in un cimitero, che lo portano con loro e chiamano un anziano che ne capisce più di loro su cure e malattie, il resto del mondo lo cerca da tutte le parti. Hacer si nasconde in una casa, grazie ai contatti di Sami, e mentre Fahrettin cerca di incontrarla si scopre che degli uomini l'hanno prelevata e trasferita da un'altra parte. La polizia indaga, convinta che dietro a tutto ci siano gli Yasaran, proprietari anche della fabbrica dove Fatmagul è stata ritrovata.


E che dire di questa povera ragazza violentata, perseguitata, che quando cerca di trovare un modo per andare avanti, viene fermata dal più pazzo di tutti che vorrebbe da lei amore, dimenticanza, che lo riportasse indietro nel tempo a quando ancora aveva una speranza? Ma Fatmagul è andata avanti, anche se con fatica, e adesso deve accollarsi anche questo nuovo trauma a cui cerca di mettere un cerotto la povera dottoressa che la segue, che corre persino a casa sua per ascoltarla. 


Ad aiutarla arriva anche una guardia del corpo, che dovrebbe proteggerla da Mustafa, in fuga e pericoloso. Lei è avvilita, sconvolta da quello che ha vissuto, ma Kerim non sembra stare meglio, divorato dal senso di colpa, dall'impotenza. Lui cerca un modo per ridarle la serenità e ci prova con forza, spinto anche dal padre che lo affianca anche in questo percorso. E mentre tutti cercano di sostenere Fatmagul e i giornalisti hanno ritrovato la strada della sua casa, che cosa fanno Erdogan e Selim?


Ecco altri due in fuga, anche se loro mi fanno pensare alla banalità del male, che non ha davvero niente a che fare con l'intelligenza. Loro sono due figli di papà, senza né arte né parte, che hanno affidato al mondo degli adulti (corrotti, cinici e abituati al compromesso) il compito di difenderli solo perché sono nati nella culla giusta. Mentre Resat e Munir si sporcano le mani, le madri complici tacciono e ne succedono di cotte e di crude intorno a loro, i nostri "malvagi" si rendono conto, a ragione, che la situazione sta precipitando. Che cosa fare a questo punto? 


Selim, il meno brillante dei due, afferra un borsone e decide di darsi alla macchia, per sfuggire alla polizia, che adesso li ascolta di nascosto, intercettando le loro telefonate, scoprendo anche il coinvolgimento con Mustafa, e corre dall'amico di scorribande per dirgli che è giunto il momento di levare le tende e fuggire. Così, senza pensare a nessuno, come sono abituati a fare, scappano dandosi alla latitanza e li vediamo in auto, quasi due bambini in gita, mentre mangiano cibo d'asporto e bevono succhi di frutta per bambini.


E intanto Perihan, stufa di tutto quello che sta succedendo, finalmente decide di fare un passo avanti e denuncia il marito, che era stato intercettato anche dalla polizia. Kerim è là, pronto a godersi il momento e l'arrivo di Fatmagul, insieme a Kadir e Meryem, sembra sancire un momento epocale nella loro storia, perché l'immunità è caduta e persino quelli che sembravano intoccabile adesso sono nel fango, pronti a ricevere il loro castigo.