Questa è una storia piena di cattivi, di tutti i tipi: il ragazzo sadico e frustrato che cerca qualcuno di inferiore a cui fare del male (Erdoğan), il debole che si lascia trascinare in qualcosa di più grande di lui, fino a distruggersi (Vural), l'inutile donnaiolo, il bamboccio viziato che crede che tutto gli sia dovuto e che non capisce neanche l'enormità del male fatto (Selim) e il povero malcapitato che si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato e che per ingenuità finisce per essere travolto, pur facendo poi di tutto per farsi perdonare e redimersi (Kerim). E poi c'è quello più pericoloso di tutti, quello che la vita cambia, o svela, quello per il quale Fatmagul piange una sera, sorpresa da Kerim.

"Perché piangi?" "Pensavo a quanto una persona possa cambiare. Siamo tutti cambiati quella notte, ma lui ha tirato fuori un lato oscuro". Parlano di Mustafa, il fidanzato che non ha accettato la violenza subita da Fatmagul, che non le ha voluto credere, che ha distrutto tutto quello che aveva intorno, compreso la sua famiglia, restando da solo, con una moglie che non merita e un figlio che in un primo momento neanche voleva. È stata la vita a cambiarlo o è sempre stato così? Io sospetto che la verità sia quest'ultima.

Kerim è geloso, le dice che non può farci niente, che sentirla parlare di lui gli fa male, che vorrebbe sapere se nel suo cuore c'è solo lui o conserva ancora dei sentimenti per il suo primo fidanzato. Si comprende il povero Kerim; lui è lo sposo imposto, l'altro quello desiderato, ma la vita è passata e le cose sono cambiate, loro non sono più gli stessi e Fatmagul interrogando il suo cuore capisce che c'è ormai solo Kerim. Così, di notte, mentre tutti dormono, si introduce nella sua camera per condividere il lettino con lui, senza fare niente di che, tranne dividere la stessa aria, lo stesso spazio.

La mattina dopo ognuno esce dalla propria stanza per non far sospettare niente a nessuno, ma l'occhio attento e malizioso di Mukkades tutto vede e tra loro c'è complicità, affinità e alla fine anche la "yenge" risentita con la vita si lascia conquistare da questo amore innocente, profondo, che è nato dalla dedizione, dalla costanza, dalla vicinanza. E così quando Fatmagul comincia a lavorare al suo vestito da sposa, Mukkades l'aiuta con i riti propiziatori che dovrebbero portare amore e fertilità.

Ma se loro sono felici, innamorati, c'è qualcuno che non si rassegna ad aver perso la sua opportunità di essere felice. Mustafa è il colpevole. Ha ucciso il povero Vural, ha sparato a Kerim e adesso Hacer ha confessato tutto a Fatmagul La donna ancora lo ama e non lo ha denunciato alla polizia come avrebbe dovuto fare. Lo ha detto alla donna che il marito continua ad amare perché in questo modo il solco scavato tra loro due diventa incolmabile. Poi cerca di fuggire, di tornare a casa dai suoi che ignorano la vita che ha condotto a Istanbul. Sono Fatmagul e Kerim che corrono dalla polizia, supportati da Omer, per denunciare quanto scoperto. Quando però Hacer viene fermata, e interrogata, il pronto intervento di Munir porta a tacere la ragazza, già riluttante.

Cosa induce gli Yasaran a intervenire ogni volta e a cercare di salvare un uomo pericoloso come Mustafa Nalçalı? Mi viene da dire che il silenzio è quello che li domina, che cerca di salvare l'insalvabile perché Mustafa è un tipo che se vede una pistola pensa a come colpire, un uomo che davanti a un innocente come Kerim, pensa di abbatterlo ritenendolo colpevole della sua infelicità, senza capire che è tutta colpa sua, che è stato lui che ha perso Fatmagul per le scelte sbagliate, per la sua gelosia, per un senso dell'onore fuorviante e traviato che ha messo davanti a tutto l'opinione del paese al dolore della donna amata. Ma l'ama davvero?

Lui è ossessionato, chiuso in uno stanzino della casa degli Yasaran che cercano, ancora una volta di difenderlo dalla polizia solo perché lui potrebbe aprire il vaso di Pandora che trascinerebbe tutti verso il baratro. Quando Perihan, che non sospetta niente, scopre che tutti gli uomini della casa hanno nascosto un criminale sotto il suo tetto, verrebbe voglia di strapparla da questa vita che si è imposta e di dirle, "Fuggi, Perihan! Sei ancora in tempo per salvarti!".
E così arriviamo alla scena finale, quella terribile, quella che meriterebbe davvero che Mustafa venisse arrestato e sottoposto alla sofferenza che ha imposto agli altri. Perché come puoi dire di amarla, di essere stato costretto ad agire come agisci, a colpire una donna che ha già subito di tutto nella sua vita? Quello che tu chiami amore ha un altro nome e in una società come la nostra sappiamo bene cos'è. L'amore, davvero, non sai proprio dove sia di casa.
C'è una cosa che mi colpisce, nelle serie turche, ed è il modo come l'occidente, con le sue tradizioni, sia in qualche modo percepito da una cultura molto diversa dalla nostra. Alludo alle festività che ormai sono penetrate anche oltre il senso puro della religione, come l'albero di Natale o San Valentino, conosciuto in Turchia come "Sevgililer Günü", il giorno degli innamorati. Alla fine della fiera è vero che è soprattutto una festa commerciale, ma quel Santo davanti mi aveva fuorviato verso un senso religioso. Già Hercai ci aveva raccontato, con la sorpresa di Miran a Reyyan, quanto fosse sentita, ma celebro la giornata perfetta che in Fatmagul finalmente, dopo tanto dolore, regala a tutti i personaggi un episodio di felicità e amore.

La scelta di festeggiare il matrimonio di Mereym e di Kadir proprio il giorno degli innamorati ha sicuramente inciso sull'umore generale, ma in generale tutti sembrano trasportati in uno spirito festoso, tranne la povera Hacer che, dopo tanti episodi, tante vessazioni che ha sopportato, si ritrova a scoprire persino, il giorno prima di san Valentino, che il nome che il marito aveva scelto per il loro bambino, Murat, era quello che avevano scelto lui e Fatmagul. Lo sfregio massimo, fatto a una donna che decisamente non se lo meritava, vista la dedizione con cui ha amato Mustafa, non vedendo neanche i suoi difetti infiniti.

Ma questo porterà alla svolta finale, fondamentale, credo, per gli sviluppi successivi. Per il resto, l'episodio, finalmente, come dicevo, ci regala uno stato di felicità di cui tutti godono. La preparazione del matrimonio, lo scambio dei doni il giorno prima, durante la cena che si mescola anche alla cerimonia dell'henne. Ero curiosa di vedere come avrebbero trattato l'amore maturo in una dizi e devo dire che sono soddisfatta, perché l'amore tra i due si presenta emozionante, intenso, come se fossero davvero due ragazzini.

Intorno a Kadir e Meryem gli altri traggono beneficio da quest'atmosfera d'amore. Fatmagul regala a Kerim la fede che, durante la crisi in ospedale, si era spezzata ed era rimasta tra le sue mani. Adesso non solo la dona a lui, volutamente, ma ha fatto incidere il suo nome nel proprio anello, a riconferma di tutti i suoi sentimenti. Persino Mukkades, un po' turbata dal regalo del marito che sembra più un dono per il figlio che per la moglie, si scioglie nel sentimento e ci rendiamo conto che, se la vita fosse stata più facile per lei, avrebbe smussato molti angoli di questo carattere spigoloso.

Il matrimonio si celebra il giorno di San Valentino e gli sposi partono subito per la luna di miele, lasciando Kerim e Fatmagul a vivere il loro primo vero San Valentino. Kerim porta Fatmagul in giro per la città, in posti caratteristici, facendole vivere lo spirito della giornata, intrattenendosi con lei a un bar, fantasticando sulle coppie e le persone sedute. L'atmosfera è quella che conta, che fa la differenza, che li avvicina sempre di più, fino al ballo/abbraccio nel locale dove risuona una canzone romantica.

Siamo anni luce da come è nata la loro relazione, alle interazioni iniziali, ma adesso entrambi sembrano vedersi davvero e il sentimento che fluisce tra di loro è pontente e arriva diretto al cuore dello spettatore, sorpreso dalla felicità che i due emanano. Ci inquieta solo quel Mustafa che, meschino, nascosto nella notte spia le finestre della casa felice, pensando che quella è la vita che si merita, che ha perso, senza capire che la verità è che non se l'è guadagnata che ha fatto tutti i passi sbagliati e che continua a sbagliare anche adesso, logorando il rapporto con Hacer.

E intanto la sorpresa di Kerim a Fatmagul si conclude nel locale Gül Mutfaği, che il giovane Mehmet ha decorato per loro. In questa atmosfera romantica Kerim regala a Fatmagul il piccolo Lodos, il cucciolo di labrador che ricorda il vivace ospite della casa nel bosco che aveva allietato le loro giornate e a cui avevano dovuto rinunciare. Kerim, già ti amavamo per la costanza, la dedizione, la resistenza; adesso aggiungiamo anche la sensibilità e l'amore per gli animali e il quadro è chiuso e perfetto. Il bacio che arriva a fine serata corona una giornata perfetta e ci offre la sensazione che per Fatmagul una vita normale e felice sia davvero possibile.

Il giorno dopo lei cammina tre metri sopra il cielo, tanto che l'astuta Mukkades subito si rende conto di quello che c'è stato, ma ormai la conosciamo così bene che sorridiamo. Ma la felicità è di breve durata. Hacer, che non è riuscita a contattarla durante tutto il giorno precedente, decide di andare a trovarla al ristorante per confessarle una verità che ha tenuto per sé troppo a lungo. "Mustafa ti ama ancora ed è ossessionato da te. È lui che ha sparato a Kerim ed è lui che ha ucciso Vural". Una verità pesante come una montagna di pietre che cade sulle spalle della nostra povera eroina. Che cosa potrà fare adesso Fatmagul per difendere se stessa e Kerim?
Di chi è la vita rubata? Verrebbe ovviamente da dire quella di Fatmagul, soprattutto arrivati a questo punto della storia, dove una povera ragazza, che viveva sognando di avere una sua casa, un marito e una vita semplice, si è ritrovata un giorno sul suo cammino una delle sventure peggiori, travolta e sradicata dal suo mondo, violata nel corpo e nello spirito. Tutti quelli che erano i suoi sogni le sono stati rubati, ma lei con coraggio, forza, inizia un percorso che piano piano la porta a scoprire se stessa, le sue potenzialità, a capire meglio le sue esigenze, a rendersi conto che una vita diversa è possibile.

Eppure, in una scena cruciale di questo episodio, in cui Mustafa si introduce di nascosto in ospedale, dove è ricoverato Kerim, con l'intenzione di affrontarlo, o forse di ucciderlo, scopriamo che quello che si sente derubato è lo stesso Mustafa. L'ossessione dell'onore perduto era una cosa che ben sapevamo, fin dai primi episodi, dove sacrifica l'amore di Fatmagul per le voci del paese, preferisce credere a una bugia improbabile piuttosto che prendere atto che la donna che lui voleva, vergine e immacolata, in realtà era stata trasformata in carne da macello.
La sua incapacità di amare, accogliere, di proteggere è la vera ragione della sua fine, ma lui si sente derubato. Tornato da Hacer, scopre che la madre è morta, la polizia sospetta di lui, crede ormai di essere finito e si reca in ospedale per affrontare il povero Kerim che lo guarda con i suoi occhi da cerbiatto destinato al macello che ti fanno venire voglia di saltare nello schermo per prendere a schiaffoni Mustafa.

"Mi hai rubato la vita, hai distrutto tutti i miei sogni", gli rinfaccia in un attacco feroce, approfittando che l'infermiera si è allontanata, che suo padre è in un'altra stanza e Fatmagul, che vive accampata nella stanza di Kerim, è andata a mangiare. Reputa che la moglie che ha dovrebbe essere sua, che la vita che il ragazzo possiede dovrebbe essere sua, ma non si rende conto che tutti i passi che ha fatto erano assolutamente sbagliati, la ragione per cui si ritrova dove si ritrova, senza vedere che ha una moglie che lo ama, un amico che, con reticenza, svela il suo alibi, un figlio in arrivo.
Lui pensa a Fatmagul, persa ovviamente per colpa sua. L'arrivo provvidenziale di Fahrettin Bey ci salva dal dolore e il ceffone che assesta a Mustafa è quello che gli è mancato durante tutto il suo percorso di crescita, cresciuto come un bambino egoista incapace di rendersi conto di quello che davvero contava nella vita.
Il padre di Kerim è convinto che lui sia colpevole e cerca di indagare, ma Hacer, ancora una volta, lo aiuta fornendogli un alibi, trovando una prostituta che racconta che la notte dell'omicidio lui era con lei e che l'uomo poi si sarebbe allontanato per non svelare nulla alla moglie. Grazie a questa testimonianza il destino di Mustafa cambia di nuovo.
Da derelitto e praticamente con un piede in galera, ecco che torna vincente, ancora una volta, nell'azienda degli Yasaran, solo per amareggiare i suoi soliti nemici che, vedendolo interagire con Meltem e la madre, ora padrone a loro volta dell'azienda, temono che lui possa allearsi con loro. Ecco nuovamente il momento di negoziare. Finalmente, sentendosi vincente, esulta con Hacer annunciando al loro bambino un futuro roseo e pieno di soddisfazioni, ma il dubbio della moglie rimane. Chi ha sparato a Kerim?

Hacer sospetta fortemente di lui, ma ancora tace, come ha fatto quando ha scoperto la storia di Vural. E se la nostra frustrazione cresce per Mustafa, ci aggrappiamo fortemente a Kerim e a Fatmagul che interagiscono sempre di più. Kerim chiede alla ragazza di fermarsi nel suo letto solo per cinque minuti, per tenerla vicino, respirare il suo profumo. Lei, agitatissima, non si sottrae e dallo sguardo che poi gli lancia, durante la notte, mentre dorme sul divanetto capiamo che la cosa non l'è dispiaciuta.
Certo siamo ancora lontano da un rapporto pieno e appagante, ma i passi, seppur lenti, ci portano lontano e quando sul finale vediamo la stoffa che Fatmagul ha ordinato per cucire il suo vestito da sposa, ci rendiamo conto che siamo sempre più vicini a un passo fondamentale nel loro rapporto.
Quali sono i giorni migliori di Fatmagul e Kerim? Pochi momenti rubati in un fiume di dolore e sofferenza, ad essere onesti, anche se, piano piano, i due si sono avvicinati sempre di più, cercando di trovare un sorriso, un motivo di gioia. Adesso che Kerim ha rischiato seriamente di morire, Fatmagul ripensa a tutta la sua vita con lui, al lungo percorso intrapreso, al suo desiderio di stare meglio, di essere una persona normale, come tutti quanti gli altri, di recuperare parte dei suoi sogni.
Kerim sembra essersi ripreso, tranne per una fastidiosa tosse che gli è rimasta, e come un bambino desidera che Fatmagul resti al suo fianco tutto il tempo, senza lasciarlo mai. Lei accetta di buon grado, studiando nei ritagli di tempo, quando lui si addormenta. I dottori dicono che l'intervento è riuscito, che sta migliorando, tranne la tosse fastidiosa che lo assedia e che i dottori dicono che sia un fatto normale.

Lei stringe continuamente la mano di Kerim, lo accarezza, con uno slancio fisico che prima le era estraneo, promettendogli che tutto andrà bene, soprattutto quando lui le racconta della paura vissuta, nel buio della notte, con il dolore che cresceva sempre di più, sotto la pioggia, convinto che sarebbe morto senza rivederla. Lei stringe la sua mano e gli promette che "i loro giorni migliori" devono ancora arrivare e che saranno felici, sì perché se sono riusciti a trovare l'amore, nel contesto in cui si sono incontrati, avranno anche la forza di essere felici, nonostante tutto.
Fatmagul si aggrappa a quella speranza, mentre tutto il mondo impazzito intorno a loro gira vorticosamente. Mukkades è rimasta sola con Rahmi e il povero ragazzo assunto al ristorante e da sola, con il suo pessimo carattere, deve cercare di mandare avanti l'attività.
Mustafa viene arrestato e portato in prigione perché chiarisca la sua situazione rispetto all'aggressione subita da Kerim. Nel frattempo sua madre, ricoverata in ospedale, sta sempre più male, assistita solo dalla povera Hacer che, pur tacendo, sospetta fortemente che Mustafa possa davvero aver sparato a Kerim, mosso dalla gelosia per Fatmagul, che non ha mai dimenticato.
E mentre Resat entra in profonda depressione, dopo aver perso l'azienda di famiglia, ed essere costretto ad avere a che fare con nuovi soci entrati nel direttivo, Perihan decide di prendere in mano le redini della famiglia, mentre i ragazzi, Erdogan e Selim, sembrano non rendersi conto di quello che succede intorno a loro, troppo presi da se stessi.
E intanto dall'Australia torna Fahrettin Bey, il padre di Kerim che, resosi conto che qualcosa non andava, torna precipitosamente, per scoprire quello che è successo al figlio. Il legame tra di loro, che sembrava al principio così improbabile, adesso invece si rafforza e sembrano esserci tutte le premesse perché davvero i tempi migliori possano arrivare.
Eppure c'è quella tosse, fastidiosa, insistente, anche se Kerim, quando Fatmagul chiede se si sente bene, risponde sempre "Iyiyim" (sto bene), quasi si fosse imposto che i loro giorni migliori debbano iniziare adesso, ma non è così, c'è ancora da soffrire, non solo per lui, ma anche per Fatmagul. Così a un certo punto la tosse rivela la sua vera natura, un'embolia che gli toglie il respiro e che lo fa finire in terapia intensiva, a rischio di vita nuovamente, con Fatmagul che piange dietro un vetro, invocando disperatamente che i loro giorno felici arrivino presto. Emozionante!
Il mio cuore resta con Kerim, questo personaggio che, lungi dall'abbracciare l'immagine dura e virile che spesso questi prodotti vogliono presentarci, si offre come un essere umano pieno di sfaccettature, una persona per bene, che si è ritrovata in una storia più grande di lui, che però ha avuto il coraggio di affrontare i proprie errori, di combattere per riscattarsi, conquistando, nel percorso, anche l'amore per una donna che, soprattutto nella fase iniziale, sembrava davvero irraggiungibile.
Saremo felici, dice Kerim a Fatmagul, quando finalmente riesce a riaprire gli occhi in ospedale, dopo che sono stati sul punto di perderlo davvero. Saremo felici, malgrado tutto. E quel tutto è davvero enorme, in questa fase, perché anche se ormai Fatmagul e Kerim si guardano per lo più con gli occhi a cuore, si cercano e le loro mani si toccano sempre più spesso, i problemi sono ancora enormi.
Gli Yasaran sono ancora in giro, pronti a fare danni, pur di coprire un nome che è sempre di più trascinato nel fango. Quando si scopre dello sparo nel buio che ha abbattuto Kerim Ilgaz, subito si pensa a loro, ovviamente. Il processo è ancora in corso, Meltem e la madre sono in lotta aperta con i loro ex alleati.
Reşat è caduto in profonda depressione dopo che la madre di Meltem lo ha quasi estromesso dalla sua società. Perihan non crede al suo abbattimento ma lui sembra vinto dal pensiero di aver perso il potere che aveva. E Selim, invece, con la sua inutilità solita pensa solo a profumarsi e a riavvicinarsi a Meltem che invece continua a non voler avere niente a che fare con lui.
Ma il problema principale è Mustafa, l'elemento pericoloso e scombinato che sembra una pallottola impazzita pronta a colpire chiunque per smorzare la sua infelicità. Invece di pensare a quello che ha (denaro, la madre che lo ama, la moglie innamorata e un bambino in arrivo) è ossessionato da quello che ha perso: soprattutto Fatmagul o forse la serenità di un tempo.
Certo capisco che ha commesso cose che non si risolvono facilmente, come l'omicidio di Vural ma la mancanza di lucidità lo ha spinto oltre il limite, sparando al povero Kerim, che non è certo il più colpevole. Da questo momento comincia a vagare, cerca di fuggire dalla polizia che invece lo cerca per l'aggressione di Erdoğan.
Tornato a Ildır, nel paese natale, chiede l'aiuto dell'amico pescatore, Sedar, con cui era rimasto in contatto ma il ragazzo capisce che Mustafa è in guai seri. Cerca di convincerlo ad andare alla polizia per chiarire e alla fine Mustafa lo asseconda, anche se crede che si tratti solo della richiesta di comparizione per l'inseguimento di Erdogan.
Quando però Mustafa mente alla polizia e poi dà dei soldi a Serdar, perché assecondi la sua bugia (ovvero che è rimasto a Ildir tre giorni e non solo uno) fornendosi un alibi per lo sparo nel buio che ha mandato in ospedale Kerim, Serdar comincia a capire che qualcosa di terribile deve aver commesso il suo amico. Parlerà?
Per il momento ci godiamo un momento di gioia nella stanza di Kerim, quando Kadir e Meryem si fidanzano ufficialmente, con tanto di scambio degli anelli, davanti a Fatmagul e Kerim che accolgono l'evento con infinita gioia. In tanto dolore, i sorrisi sono rari.
Mi sento un po' come Mukkades, non tanto per la parte lussuriosa, che pur viene fuori quando fanno delle inquadrature al giovane Engin Akyurek, ma per la sottile irritazione e il sotterraneo timore che Fatmagul si sia infilata in una situazione pericolosa per eccesso di generosità.
La storia di Ozge sembrava in qualche modo slegata da quella dei nostri eroi tranne per la funzione di convincere Fatmagul a non ritirare la denuncia contro gli Yaşaran quando però la ragazza la va a trovare e le due interagiscono capiamo che ha deciso di abbracciare la sua causa.
Quando finalmente Özge rivela il nome del suo torturatore, scopriamo che si tratta del cognato che in un primo momento nega tutte le accuse. La sorella non vuole credere ma poi la vicinanza di Fatmagul l'aiuta anche ad andare dalla polizia per denunciare.
L'uomo reagisce in maniera violenta e si reca al ristorante deciso a vendicarsi della ragazza che ha incoraggiato l'altra fino al punto di indurla a parlare. Colpisce i vetro delle finestre con delle pietre e distruggere i tavoli fuori fino a quando Meryem non reagisce chiamando la polizia e due vicini intervengono per aiutarla.
E a dirla tutta questo era anche un momento di gioia per la famiglia soprattutto dopo che Kadir aveva parlato con Kerim dichiarando la sua intenzione di chiedere la mano della madre. Tutti lo incoraggiano, anche la terribile Mukkades che ha una certa propensione per le storie romantiche.
Tutto sembrava filare liscio come l'olio, anche se Mustafa è fuggito dalla polizia e dagli Yaşaran che vogliono solo usarlo per le loro vendette e quest'ultimi sono sempre più in crisi, costretti a confrontarsi anche con Meltem e sua madre per quanto riguarda l'azienda.
La serenità di Fatmagul è stato un traguardo difficile e lontano e adesso sembra lei che cerca di aiutare gli altri accogliendo Özge e la sua famiglia nella loro casa, proteggendola dal suo carnefice, mettendo a rischio la sicurezza di tutti, facendo infuriare Mukkades che le dice che nella casa ci sono due bambini piccoli e che non c'è spazio per altri guai.
Da qui la decisione, ahimé, di Kerim di andare a controllare la casa dove sono stati lui e Fatmagul, quella comprata nel bosco da suo padre Fahrettin, dove si nasconde Mustafa, inseguito dai suoi demoni e convinto che l'errore principale nella sua vita sia stato quello di lasciar andare Fatmagul, senza appoggiarla.
Lungi dal redimersi, il complicato personaggio di Mustafa finisce per commettere un'altra follia. Accecato dalla febbre, dalla paura della polizia che lo insegue, durante un temporale, vede Kerim arrivare e cercare di riparare il guasto alla centralina elettrica, che anche lui aveva trovato. Sentirlo poi parlare con Fatmagul è la fatidica goccia che fa traboccare il vale ed ecco che il nostro eroe gentile, solo, nel buio della notte, cade come un eroe sul fronte, lasciandoci con il bisogno assoluto di correre da lui, di fare qualcosa per aiutarlo. I guai, anche se non te li vai cercando, ti trovano sempre!