giovedì 16 aprile 2026

Ölene Kadar - Padri e Figli (12)


La paternità è qualcosa di negato a Daghan, qualcosa di desiderato che gli è stato strappato via insieme alla vita stessa, ben 11 anni di vuoto ingiusto, che lo hanno trasformato nel profondo. Adesso, colpito dalla stessa persona che avrebbe voluto eliminarlo definitivamente, facendolo marcire in carcere, ecco che l'immagine del figlio arriva nel delirio a richiamarlo in vita. Ovviamente la persona colpita si rivela Daghan, davanti agli occhi turbati di Tekin, che stava cercando di pesare il suo nemico.


Ender è un personaggio fuori di testa, che comunque non ha accettato la rivelazione della madre sulla paternità reale di Tekin, e l'odio per il mafioso che adesso arriva a dettare legge nella sua vita ce lo fa quasi apparire fragile, ma l'odio antico non si dimentica e alla fine tra i due decide di sacrificare Daghan. Tekin lo salva, almeno per il momento, trascinandolo nel suo covo e rinchiudendolo nella solita gabbia, vigilata da cani feroci.

 


Daghan resiste, cerca di lottare, nel delirio vede il figlio, Ozgur che lo prega di resistere. Lo fa, e mentre Mehmet (e non certo la polizia che appare ambigua almeno quanto i cattivi in questa serie) organizza un vero e proprio assalto alla fortezza, lui riesce in qualche modo a liberarsi dalla gabbia.


Segue una vera e propria guerra, dove arriva anche Selvi, che ha pregato il fratello di salvare l'uomo che ama. Il problema di Yilmaz, che la sorella di Daghan, Ayse, a volte guarda con occhi languidi, è che ha commesso un delitto atroce e ingiustificato, la morte del padre dei due e del giovane Osman, freddato senza esitazione. Lui però va, avendolo promesso alla sorella ed effettivamente salverà la vita del dottore, come lo chiamano tutti.


Daghan viene portato al ranch, dove un medico amico loro lo salva, vigilato con amore da Selvi che non lo lascia neanche un momento, e anche qui la donna si rende conto che l'uomo continua a invocare il figlio e promette a se stessa di aiutarlo a ritrovarlo. Intanto però scopriamo finalmente che fine a fatto il bambino, che Ender aveva portato via, su richiesta di Beril, che adesso spera che lui lo ritrovi. In realtà il pazzo di Ender ha allevato il piccolo Ozgur come figlio suo, dandogli persino il suo nome. Sarà la madre a incontrarlo, stupita dall'esistenza di questo nipote tenuto nascosto.


Ender sembra affezionato al bambino, rivendica di essere lui il padre, come getta in faccia alla madre il fatto che il suo vero padre sia Muzaffer e non certo Tekin, ma il problema di Ender lo capiamo sul finale, quando la madre senza scrupoli lo spingerà a commettere qualcosa di atroce. Intanto però Sahika, guidata da Selvi, che ha riconosciuto in una foto Asuman accanto a Tekin, nel passato, si rende conto che il fratello non è il vero figlio di Muzaffer, il padre, e che l'eredità spetterebbe tutta a lei. Quindi decide di procurandosi le prove, di far fare un test del DNA per scoprire se l'uomo è davvero suo padre, peccato che poi i risultati finiscano nelle mani proprio dell'uomo, malato di cuore, che affronta la moglie furioso, chiedendole la verità.


E qui capiamo che la pazzia di Ender non è solo frutto di Tekin, ma anche di quella madre cinica che ha pensato solo ai suoi interessi e che ha fatto di suo figlio la creatura spregevole che ormai conosciamo. E intanto Daghan, deciso a trovare suo figlio, pronto a collaborare anche con i nemici, pericolosi, di Tekin, è pronto a tutto pur di ritrovare suo figlio e temo, ahimé, che questo possa portare a un esito tragico.

 


E che dire della scena finale? Ormai erano tutti pronti con le armi spianate, la guerra al punto di scoppiare e Tekin propone a Daghan uno scambio, il peggiore che si possa immaginare, il figlio (che Daghan vede per la prima volta) in cambio della donna amata (Selvi) da cui Tekin è oggettivamente ossessionato. Che cosa deciderà il nostro eroe? E come potrà mai scegliere? 

mercoledì 15 aprile 2026

Ölene Kadar - Una nuova vita (11)


Siamo arrivati a un punto della storia in cui mi chiedevo che cosa potesse succedere per portare avanti i fatti, con Tekin, il padre psicopatico di Ender, arrivato con l'intenzione di sterminare tutti i nemici di suoi figlio, e Daghan che, scoperta la verità su Selvi, doveva prendere una decisione e perdonarla o cancellarla dalla sua vita. A rendere nuovamente il gioco interessante arriva la polizia, che lo ha arrestato nel capannone dove stava praticamente costringendo Ender a confessare l'omicidio che ha rovinato la sua vita. In un primo momento, temevo che lo credessero responsabile della morte di Ridvan, il poliziotto corrotto, ma, trovandosi faccia a faccia con il giudice e con l'altro ispettore, scopriamo che loro hanno una visione molto più chiara e limpida di quello che credevamo.


Da qui la proposta imposta, non fatta, al nostro dottore, che se la vita fosse andata come doveva, avrebbe aiutato le persone a vivere, come fa poco dopo davanti al commissariato, salvando il padre di Ender che ha avuto un infarto. Gli impongono la collaborazione, in cambio della salvezza della sua famiglia, ma anche di Selvi, che ormai il suo cuore ha trasformato nella sua compagna. La polizia accetta, ma gli vieta di parlare della loro proposta di collaborazione. Si muoverà nell'ombra per cercare di incastrare il terribile Tekin.


Nel frattempo però Selvi si salva perché l'uomo ha sviluppato un'attrazione molto pericolosa nei suoi confronti e la costringe, dopo aver rapito suo fratello Yilmaz, ad accettare le sue attenzioni e una cena nella sua grande casa. Lei tace, in un primo momento non rivela a Daghan quello che sta succedendo, continuando a seguire quella strada pericolosa che è quella del silenzio, che potrebbe portarla decisamente verso l'infelicità. Alla fine confessa di essere andata a casa del mafioso, di essere stata accompagnata lì da Beril, che in questa fase cerca soprattutto di liberarsi della rivale, sognando di riprendersi la vita che le è sfuggita.


Daghan però sembra sinceramente innamorato di Selvi e non interessato a tornare con la bella Beril, anche se quest'ultima si gioca la carta con Selvi della rivelazione del bambino che hanno avuto insieme. Quando però ne parla con Daghan, lui le dice solo che vuole ritrovarlo, ma non sembra interessato a riprendere nulla del passato, un passato decisamente doloroso che vorrebbe solo dimenticare. Così i due continuano la loro relazione, anche se il problema che vedo all'orizzonte è l'ossessione che il vecchio Tekin ha sviluppato per Selvi, costretta a cenare con lui pur di salvare il fratello, rinchiuso in una gabbia, di fronte a cani feroci e affamati.


Lei gestisce male i suoi segreti, a mio parere, ma anche Daghan tace sulla sua nuova vita che sta conducendo e che lo ha portato anche a una rottura con la madre che un giorno lo ha sorpreso nella sua stanza mentre si armava. Lui tace sul fatto di essere stato assoldato dalla polizia, così come anche del fatto di aver accettato solo per mettere loro al sicuro e se pensiamo ai bigliettini che avevano tutti i loro nomi sappiamo che non è uno scherzo.


Daghan cambia nome, per la malavita, e apre un'attività in una sorta di maneggio, ristorante, dove ha una stanza lussuosa solo per lui e dove contatta uno dei soci di Tekin per permettere alla polizia di scoprire di un carico che deve essere consegnato e il cui affare viene mandato a monte proprio grazie alla collaborazione di Daghan con la polizia.


Tekin è furioso e quando scopre che dietro il sabotaggio c'è il famoso Daghan, accetta di incontrarlo nel bosco per capire cosa l'uomo voglia da lui. In realtà è sempre la polizia a guidarlo, ma quello che entrambi ignorano è che il pazzo di Ender li ha seguiti nel bosco con un fucile di precisione con l'intenzione di eliminare uno dei due. Chi ucciderà? Il rivale di sempre che odia da quando Beril si è innamorata di lui o il padre assassino, arrivato a turbare l'equilibrio familiare che lui si era costruito? Corro a vedere, anche se suppongo che il primo abbia molte più possibilità.

martedì 14 aprile 2026

Ölene Kadar - Oh passerotto è il mio cuore (10)

 


Ok devo dire una cosa, la metto nero su bianco. Ho sempre odiato Mercedes de IL CONTE DI MONTECRISTO. Proprio non sono riuscita a digerirla, né nel romanzo né in tutte le sue reincarnazioni televisive e cinematografiche. Ho provato in tutti i modi a capirla, ma in me è sempre rimasta l'insofferenza per la donna che si è sposata con uno dei confabulatori, mentre Dantes marciva in prigione. Per fortuna l'autore la pensava come me, e nel romanzo alla fine lui viene premiato con un amore nuovo, pulito e sincero. Nelle versioni televisive tutti hanno sognato di farlo mettere con Mercedes, ma io continuavo a provare astio per lei. Mi chiederete che cosa c'entri tutto questo farneticare sul CONTE DI MONTECRISTO con Ölene Kadar? In realtà, a ben vedere ci sono tanti elementi: il complotto, la condanna ingiusta, il carcere per anni dal quale ne esce fuori un uomo nuovo, la donna che lo aiuta, l'altra che lo ha tradito sposando il suo nemico, e questo mi induce ad arrivare al punto della situazione.


Beril, non c'erano le premesse perché tu potessi essermi simpatica, nonostante tutti i problemi che hai avuto, quello che hai sofferto, ma fino a questo episodio ti ho dato ancora qualche possibilità, ma adesso, dopo averti visto farneticare, arrabbiarti perché Daghan non ti ha svelato il suo piano, dopo aver capito che quello che vuoi è solo ricostruire una famiglia che non hai avuto la fede di credere possibile, e soprattutto dopo averti visto complottare con "l'assassino samurai" che è il padre naturale del pazzo di tuo marito, e consegnargli la povera Selvi, non posso che cancellarti dalla mia esistenza. Spero che gli autori ti abbiano punito!


Intanto però quello che ci cattura è Selvi, la ragazza sventurata, malata che ha ceduto, bambina, alle pressioni degli adulti e che ha incolpato un uomo innocente, finito in carcere per 11 anni e che lei poi, mossa dal senso di colpa, ha cercato di salvare in tutti i modi. Ed ecco il nostro Daghan davanti alla verità, nuda e cruda, che gli svela come il suo cuore, come un uccellino spaurito, continui a battere per il cacciatore, o meglio per la donna che ha rovinato la sua vita. Ma come si può odiare una bambina malata assetata solo di vita? Se lo chiede disperato, mentre cerca di mettere distacco tra quello che prova e quello che gli è successo.


Selvi si sente ancora colpevole, si allontana da lui, ritorna a casa, pensando però di fuggire via, di mettere distanza, di raccontare la verità su tutto quello che è successo, peccato che lo psicopatico del samurai ha tirato fuori dalla sua ciotola un nuovo nome, proprio il suo, l'avvocato che ha salvato Daghan dal carcere. Adesso tocca a lei passare a miglior vita e quando l'assassino le invia un sicario che la insegue per le strade di Istanbul, pronto a freddarla crudelmente, faccia a faccia, solo l'arrivo di Daghan, che ha temuto per la sua vita, la salva dal disastro. Lui la porta nella sua casa, dalla sua famiglia, e Selvi viene accolta, nonostante le reticenze. Tra loro ci sono momenti preziosi di confronto, di tentativo di spiegazione, di avvicinamento, ma restano divisi da un muro alto. "Non perdonarmi!", gli chiede Selvi, sussurrando nella notte, mentre tutti dormono. "Ti ho rubato 11 anni della tua vita, non merito il perdono". "Non ti ho perdonato. Non ti perdonerò, ma come posso odiare una bambina che voleva vivere?". Difficile immaginare un futuro sereno per loro, che le tenebre finiscano e che ritorni la luce.


Intanto il pazzo samurai si incuriosisce per l'avvocato che riesce sempre a sfuggirgli e, dopo aver visto le foto di lei alla festa dell'azienda di Ender, chiede a Beril, che ha notato il suo interesse, di fargliela conoscere. Non è tanto il desiderio di un amico di famiglia di conoscere una bella donna che fa scivolare Beril, ma la sua aria soddisfatta, il modo in cui pensa di sbarazzarsi della rivale. Ma davvero puoi credere che avrai la possibilità di riconquistare un uomo che hai abbandonato in carcere, il cui figlio lo ha affidato nelle mani di uno psicopatico? Selvi cade nella sua rete, presentandosi a casa del suo assassino, mentre nel frattempo Daghan ha attirato i suoi nemici, grazie anche all'appoggio di Mehmet, in un hanger dove li costringe a confessare, davanti a una telecamera, tutti i loro delitti. Yilmaz tace, o meglio viene salvato dalla confessione dei propri crimini dall'arrivo della polizia, sulle tracce di Daghan dalla morte del poliziotto corrotto. Lo arrestano e lo portano in carcere. Temiamo che nulla, questa volta, lo salverà, anche perché non sappiamo quello che succederà al suo avvocato. Ma la proposta che arriverà dalla polizia spiazzerà lo spettatore, rimescolando nuovamente tutte le carte. A questo punto che cosa succederà? Daghan accetterà la proposta della polizia? E Selvi si salverà dal pazzo del padre di Ender?

lunedì 13 aprile 2026

Ölene Kadar - Pazienza (9)


Che dire del nuovo personaggio arrivato in scena, come uno sterminatore, che, avendo preso in carico il destino del figlio sciagurato che gli è capitato in sorte, decide di eliminare tutti quelli che sono a conoscenza del delitto che ha commesso? Davvero un pazzo in una situazione già incendiaria che potrà portare solo al disastro. Temo per tutte le perdite annunciate e mi auguro che qualcuno fermi questo stillicidio. 


Intanto l'episodio inizia subito con il tentativo di rapimento di Selvi, rinchiusa nella casetta del porto insieme a Daghan, con il quale non riesce proprio ad essere sincera. I due, accerchiati dagli uomini del Giorgiano, come lo chiamano, si ritrovano davvero al punto di essere crivellati di colpi. Si salvano per miracolo, grazie a una botola che permette loro di fuggire, ma in strada il litigio continua perché Daghan pretende la verità e Selvi continua a sostenere (in questo caso a ragione) di non sapere chi siano questi uomini e cosa vogliano da lei. Daghan interviene poco dopo, salvandola da un uomo che la voleva trascinare in auto e i due trovano rifugio in una casa in campagna, lontano dal mondo.


Tutti li cercano. Gli scomparsi sono tre: Daghan, Selvi e anche Ender, quest'ultimo prelevato e portato nella casa del padre, a cui la madre ha chiesto aiuto. Qui l'uomo racconta tutta la storia a Takin Bey, che prende su di sé l'incarico di aiutare lo psicopatico del figlio, facendolo, ovviamente, a modo suo e dimostrando che la genetica della follia non è uno scherzo. Intanto Daghan e Selvi si ritrovano a condividere gli spazi e l'intimità, soli rispetto al mondo, anche se ormai il nostro dottore ha imparato a condurre il gioco e sta muovendo tutte le pedine secondo un suo ordine.


Mentre cerca di spingere Selvi a confessare la verità su se stessa, chiama anche Beril, essendosi reso conto di chi sia davvero suo figlio. In qualche modo c'era arrivata anche Beril, ricordando quando, tornata a casa, aveva sorpreso Fahri festeggiare per la nascita di suo figlio, Özgür, stesso nome che la donna avrebbe dato al suo bambino. È lui il figlio avuto da Daghan, quello che il nostro dottore aveva incontrato a scuola.


Movimenti vari non ci vengono svelati, ma li scopriamo solo sul finale. Daghan, promettendo a Beril un futuro insieme e quella famiglia che non hanno mai avuto, la spinge ad andare a cercare il bambino, ma i suoi piani sono ben diversi. È chiaro che i suoi sentimenti sono cambiati e non è più Beril l'oggetto del suo amore. Il suo cuore grida Selvi, come le confessa una notte, pensando che lei stia dormendo, ma la sua ragione gli dice di non fidarsi, che lei non è sincera. "Quale Selvi vuoi?", gli chiede l'avvocato davanti allo specchio, quando stanno cercando vestiti da indossare nella grande casa che hanno occupato abusivamente e giocano sulla tipologia di vestito. La risposta di Daghan è sincera: "La vera Selvi", ma lei ancora una volta si sottrae.


Intanto il gioco continua. Tutti contro tutti. Beril porta Ozgur da Daghan, che però le fa una richiesta incredibile, quella di tornare da suo marito, fingere di voler costruire una famiglia con lui e con il bambino. Lo scopo è un altro, quello di mettere tutti i giocatori uno contro l'altro, per farli distruggere. Daghan ha anche capito che Yilmaz è legato a Selvi in maniera assoluta e, giocando la carta della minaccia alla donna, tenuta lontano dal resto del mondo, lo spinge a giocare dalla sua parte, trascinando Fahri, disperato per la scomparsa del figlio, fino alla casa di Ender.


E qui, in una scena chiave, mentre accende il cellulare per mostrare in diretta a Daghan quello che sta succedendo nella grande casa, Takin Bey inizia il suo gioco: Chi morirà per primo? I biglietti con i mille nomi sopra, messi nell'urna, e poi estratti, determinano l'avvio del massacro.


Selvi, vedendo la scena, e credendo che sia Daghan ad aver organizzato il rito macabro, che prima colpisce il poliziotto corrotto, comincia a gridare disperata, credendo che possa uccidere suo fratello e qui, senza che Daghan l'abbia pianificato, svela all'uomo la verità sulla sua identità, lasciandoci in sospeso, sconvolti come il nostro dottore, davanti alla rivelazione "Vildan benim!" (Io sono Vildan) che potrebbe capovolgere tutti gli equilibri.

domenica 12 aprile 2026

Ölene Kadar - Per sempre (8)


Questo titolo in qualche modo si contrappone semanticamente al titolo Ölene Kadar (che significa fino alla morte). Sonsuza Kadar, invece, è fino all'infinito e riprende una frase che Daghan dice a Selvi in un sogno che ha, quando ormai sembrano ormai separati l'uno dall'altra, allontanati dalle bugie di lei, dal desiderio di giustizia e vendetta di lui. Nel sogno, Daghan fa a Selvi tutte le domande che ha provato a farle anche in mille altre occasioni, ma anche qui lei non cede e non gli svela la verità, difficile da dire anche in sogno. Daghan lascia libero sfogo ai suoi sentimenti, dopo che nella parte iniziale aveva in qualche modo mentito, dicendole che nulla era vero di quello che c'era stato, adesso invece le apre il suo cuore, dicendole che vuole fidarsi di lei, che la ama, che vorrebbe morire nelle sue braccia, per sempre. Ma si tratta solo di un sogno, perché per il resto dell'episodio è tutto incentrato sullo scontro tra di loro, la ricerca determinata di Daghan del figlio perduto, l'arrivo di un nuovo minaccioso personaggio, e nuvole oscure che si addensano sempre di più sulla testa del nostro eroe.


La puntata parte con una conversazione intensa tra Selvi e Daghan, nella casetta al porto, dove lei si impone dicendo che non vuole andare via e lui che la caccia. Si tratta ovviamente di un flashforwards, perché subito dopo ritorniamo indietro e scopriamo tutto quello che è successo. La scoperta di aver avuto un bambino, ancora vivo, ha bloccato la mano di Daghan, che era sul punto di uccidere Ender. Lo risparmia, solo perché lui ha dichiarato di avere il suo bambino. La sua decisione spinge Mehmet a reagire con rabbia, perché se lui ha perso un padre, lui ha perso un figlio, Osman, ed ormai lo scontro con Ender è diventato personale.


La trappola viene architettata solo per attirare Selvi nella casetta e farla trovare faccia a faccia con Yilmaz, cercando di spingere i due a confessare il loro legame. Entrambi tacciono, anche se Selvi cerca di smuovere i sentimenti di Daghan per lei, ma lui si mantiene fermo e deciso, nega i suoi sentimenti per lei e afferma di averle mentito come lei ha mentito a lui, per poi cacciarla. È una bugia, come poi ci rivelerà il sogno o il modo in cui la guarda, la cerca, anche da lontano, mentre Selvi sembra essere precipitata in una voragine di sofferenza, al pensiero che lui non l'abbia mai amata.


Ma intanto, come al solito, succede di tutto. Beril torna a casa e aggredisce il marito Ender rivendicando informazioni sul figlio. Dopo che l'uomo è stato picchiato, si ritrova anche con un coltello alla gola. La sorella, sconvolta, chiama la polizia e Beril finisce in prigione. Anche Daghan è sulle sue tracce, dopo che ha forzato la madre a confessare chi è venuto a casa ferito. Confessa e lui corre in carcere non solo per capire che razza di rapporto la donna abbia con il marito, ma soprattutto per rivendicare informazioni di quel figlio che lei aveva dichiarato morto.

 

Beril, finalmente, confessa, con tutto il dolore che ancora prova per aver rinunciato al bambino che aspettava da Daghan. Lui reagisce con rabbia. Se un tempo provava amore per lei, ora c'è solo rabbia e se con Selvi ho colto dolcezza, adesso leggo solo risentimento per una vita strappata, per un amore non sostenuto con fede, per un bambino ceduto come se non avesse valore. "La sua anima mi apparteneva, come puoi averlo buttato via in questo modo?" grida tra le sbarre del carcere, sbarre che li hanno sempre divisi.


Lui va via, ma la donna sarà liberata poco dopo, con un Ender che sembra sempre più fuori di testa e una madre che, invece di prendere atto della follia del figlia, decide di chiamare un nuovo personaggio sulla scena per portare nuovo pericolo e minaccia a un uomo innocente, torturato da nemici ingiustificati. Intanto Ender viene aggredito anche da Mehmet, che si era organizzato con una vera e propria squadra per finirlo, ma che viene interrotto dall'arrivo di altri uomini armati che salvano Ender dal massacro.


Selvi è divisa tra il desiderio di raccontare a Daghan la verità sulla sua identità e il risentimento per essere stata ingannata. Se avesse confessato in questo momento, ammettendo di essere Vildan, una bambina che non può essere considerata responsabile di quello che le hanno chiesto di fare, si sarebbe salvata, ma continuando a tacere non prevedo felicità per questa coppia, né salvezza. Lei lo incontra diverse volte, hanno un confronto sui loro sentimenti, ma restano fermi sulle loro posizioni, fino a quando una sera lei, arrabbiata, si reca da lui per un confronto. Daghan rivendica ancora una volta la verità, lei risponde con la sincerità dei suoi sentimenti, senza però dirgli nulla della sua identità. La passione si percepisce (ovviamente poco si vede), lasciandoci al buio, non solo metaforico, pur facendoci capire che Daghan è innamorato di lei, pur non fidandosi e mentre la passione li vince, nella casetta del porto, il commando del "Samurai", comparso sulla scena per rendere ancora più torbide le acque ci fa solo disperare e sperare, anche se a tratti credo inutilmente, per questa coppia.

sabato 11 aprile 2026

Ölene Kadar - Se tuo padre se ne va (7)


Che puntata dolorosa, piena di eventi, che ci lascia con un finale davvero da brivido! Ma tutto è legato a questa frase chiave, recitata da Engin con intensità drammatica, che scende come una lama in tutti quelli che un padre lo hanno perso davvero. "Se tuo padre se ne va, inevitabilmente cominciamo a maturare", mormora mentre è rinchiuso in carcere, dopo aver aggredito davanti agli occhi della polizia Ender, che reputa responsabile della morte del padre. Tutto si trasforma, la felicità dell'infanzia sparisce, il mondo adulto ti aggredisce e non c'è possibilità di sfuggire a quel dolore per la perdita.


Ogni fotogramma di questo episodio ci offre il dolore profondo di questo personaggio, che ha perso già 11 anni della sua vita e che adesso perde anche quel padre che rappresentava la solidità della famiglia. La perdita, annunciatagli dalla polizia, al ritrovamento del corpo, è una ferita lacerante che lo acceca e che non lo induce alla prudenza, per pianificare con freddezza, la vendetta. È prima un fuoco che divampa e che lo trascina verso la follia. Appostato in una macchina, aspetta l'arrivo di Ender con Beril, per affrontarlo a crudo, con l'arma rubata a un poliziotto. Il carcere è inevitabile.


Al suo fianco troviamo sempre Selvi, pronta a fare di tutto per tirarlo fuori, pronta a trovare una scusa a cui aggrapparsi per ridurre al minimo le accuse, chiedendo anche la collaborazione di Beril, ricattando Ender, per riuscire a farlo uscire, a portarlo al cimitero per permettergli di salutare suo padre. Nel dolore straziante, Daghan non si rende conto che c'è qualcun altro presente al funerale, nascosto tra i cespugli. Lo vede Selvi, che raggiunge il fratello chiedendogli di andare via e timorosa che lo scoprano. Yilmaz se ne va, anche se poi, giorni dopo, sorprenderà Ayse sulla tomba del padre e i due avranno una strana interazione.


Intanto però c'è qualcun altro che ha perso qualcuno, ed è l'amico carcerato di Daghan, quel Osman di soli 22 anni che l'assassino ha ucciso prima di eliminare il padre del nostro eroe. Questo rafforza il proposito di fare giustizia anche nell'uomo e alla fine della puntata ci rendiamo conto che tutto è il contrario di quello che abbiamo visto e che Daghan, anche se toccato dalla presenza di Selvi, apparentemente innamorato anche lui di lei e grato che lei lo abbia aiutato ad affrontare la notte più dura, non ha mai dimenticato l'incontro della donna con Ender nel mercato.


Quando era in carcere, lui la incalza ancora una volta, rivelandole di averla vista e di aver sentito l'uomo minacciarla. Cerca di darle la possibilità di raccontargli la verità, ma Selvi non ci riesce, mente ancora una volta, o meglio, cerca di spostare l'attenzione sui suoi sentimenti per lui, che sì sono sinceri, ma che non sono l'unica verità.


Intanto però anche Beril sta aprendo gli occhi su Ender. In un primo momento, quando la donna si reca a casa di Daghan per esprimere il suo dolore e la sua vicinanza per la perdita che la famiglia ha subito, Daghan la mette in guardia, quando lei chiede se l'aggressione al marito è collegata alla morte di suo padre. Daghan non conferma ma le dice di stare lontano dal marito, che è un uomo oscuro e pericoloso. In questa occasione Beril non gli crede. Conosce Ender da una vita, è un suo amico d'infanzia e sa che lui la ama e non le farebbe mai del male, ma quando torna a casa l'uomo è furioso, perché l'ha seguita e sa che è andata a casa del suo ex fidanzato.


La violenza subita da Beril, quando si rifiuta al marito per la centesima volta, toglie la maschera dai suoi occhi scoprendo la verità e la donna, sconvolta, corre a casa di Daghan dove a riceverla trova la madre di lui, a cui chiede aiuto. Ma intanto che cosa sta succedento?


Daghan rivela a Selvi di aver trovato il rifugio di Yilmaz e di voler tendergli una trappola dove farlo cadere. La donna, preoccupata per il fratello, decide di avvisarlo, senza sapere che Mehmet ha capito tutto e ha condiviso i suoi dubbi con Daghan. Tutto quello che abbiamo visto viene riscritto svelandoci come la trappola è per Selvi, per farle cadere la maschera, mentre Daghan cerca di sbarazzarsi di Ender, sicuro che sia lui l'assassino di suo padre e di Osman. 


Mentre però gli prepara letteralmente la tomba, dove seppellirlo vivo, cosa che voleva fare Ender con lui, Selvi e un altro misterioso personaggio (Yilmaz), Ender si risveglia dai colpi ricevuti e tira fuori l'asso che gli salva la vita, ma che apre la storia a un nuovo mistero, quello che frena la mano di Daghan pronto ad ucciderlo. "Se mi ucciderai, non incontrerai mai tuo figlio!". Il bambino che Beril aspettava è quindi nato ed è nascosto da qualche parte. Il figlio desideroso di vendetta lascia il posto al padre che è diventato trascinando noi spettatori in un nuovo appassionante episodio.

venerdì 10 aprile 2026

Ölene Kadar - In nome di Dio (6)


Il titolo di questo episodio in turco è "Vira Bismillah", espressione di origine araba che significa "Nel nome di Dio" usata per invocare la benedizione di Allah prima di iniziare un'azione e sicuramente l'azione, in questa puntata, è quella a cui punta il nostro eroe, che ha scoperto un giocatore chiave, quell'amico d'infanzia di Beril che in realtà l'ha sempre amata e che ha cercato di usarlo per avvicinarsi a lei.

 


Adesso sa che l'odio che ha distrutto la sua vita arriva da quel punto, ma sa anche che Selvi, l'avvocatessa che è arrivata come una luce, a tirarlo fuori dal carcere, è in qualche modo coinvolta, anche se il suo amico di prigione cerca di farlo ragionare. Le bare da preparare sono tre, quindi oltre a lei e Selvi c'è anche qualcun altro coinvolto.


Daghan cerca di scavare nel passato della donna, di capire che cosa nasconda. Si reca anche all'orfanotrofio per indagare e scopre nuovi tasselli della storia: il suo passato di mendicante, un ricovero in ospedale e un intervento pagato con tantissimi soldi dalla fondazione di Ender, che la donna quindi deve conoscere da una vita. 


Nel frattempo però anche Vildan sta cercando di trovare indizi contro il loro nemico in comune. Anche se gli ha promesso di aiutarlo, pur di salvare suo fratello, il suo scopo è quello di convincere Daghan a dimenticarsi della vendetta, a continuare con la sua vita, senza riaprire un capitolo doloroso come quello del passato. Ma come può un uomo che ha perso undici anni della propria esistenza, dimenticare? Lui sa che qualcuno di proposito gli ha fatto del male. Adesso è convinto che il colpevole sia Ender e a tale scopo si allea anche con Saika, la sorella di Ender, risentita nei confronti dell'uomo che le ha bloccato i fondi.


La donna si allea con il suo nemico, organizzando con lui il colpo di scena che vedremo alla fine dell'episodio. Intanto però Daghan continua a frequentare Selvi e il rapporto tra di loro sembra stringersi sempre di più, tanto che la zia della ragazza è convinta che lei sia assolutamente innamorata. E l'attaccamento di Selvi nei confronti di Daghan appare evidente nel modo in cui lo cerca, nel modo in cui lo aspetta. Siamo arrivati anche al fatidico primo bacio, molto più poetico che concreto, ma ormai sappiamo che fa parte di questa cultura e che spesso ci offrono una versione blanda e poco carnale dell'amore. Lo accetto, al fronte anche della castità assoluto di KIS GUNESI che ho visto prima di questa serie e che è assolutamente piacevole da guardare, nonostante un'eccessiva castità.


In questa serie, tutto è giocato sull'attrazione, l'attesa, una passione che si percepisce, ma non si vede. Daghan è preso da Selvi, ma non si fida di lei e non si capisce se l'avvicinamento a lei è guidato dall'interesse per scoprire che cosa gli stia nascondendo o da un sincero interessamento. Certo quando la salva dal collega che voleva approfittare della situazione e dell'aiuto che lei in un primo momento aveva chiesto e che poi aveva respinto, rendendosi conto delle intenzioni dell'uomo, Daghan sembra davvero preoccupato da quello che le è successo.


Ma poi, l'invito a cena, la sorpresa organizzata per la quale Selvi si prepara come se dovesse andare all'Opera, è tutto parte di un piano, quello ordito con Saika, e che spiazza tutti gli altri personaggi, in quanto il Dottore, come lo chiamano tutti, si presenta alla cena organizzata e viene presentato a sorpresa come il nuovo socio, ma intanto il fratello di Vildan blocca un'auto dove credeva stesse viaggiando Daghan e che chiaramente aveva l'incarico di uccidere ed elimina Osman, che era uno dei pochi che ci strappava qualche sorriso in questa serie dal ritmo incalzante, ma dalle tinte decisamente oscure. E poi come può aver fatto quello che ha fatto? E adesso? Che cosa succederà?