La paternità è qualcosa di negato a Daghan, qualcosa di desiderato che gli è stato strappato via insieme alla vita stessa, ben 11 anni di vuoto ingiusto, che lo hanno trasformato nel profondo. Adesso, colpito dalla stessa persona che avrebbe voluto eliminarlo definitivamente, facendolo marcire in carcere, ecco che l'immagine del figlio arriva nel delirio a richiamarlo in vita. Ovviamente la persona colpita si rivela Daghan, davanti agli occhi turbati di Tekin, che stava cercando di pesare il suo nemico.
Ender è un personaggio fuori di testa, che comunque non ha accettato la rivelazione della madre sulla paternità reale di Tekin, e l'odio per il mafioso che adesso arriva a dettare legge nella sua vita ce lo fa quasi apparire fragile, ma l'odio antico non si dimentica e alla fine tra i due decide di sacrificare Daghan. Tekin lo salva, almeno per il momento, trascinandolo nel suo covo e rinchiudendolo nella solita gabbia, vigilata da cani feroci.
Daghan resiste, cerca di lottare, nel delirio vede il figlio, Ozgur che lo prega di resistere. Lo fa, e mentre Mehmet (e non certo la polizia che appare ambigua almeno quanto i cattivi in questa serie) organizza un vero e proprio assalto alla fortezza, lui riesce in qualche modo a liberarsi dalla gabbia.
Segue una vera e propria guerra, dove arriva anche Selvi, che ha pregato il fratello di salvare l'uomo che ama. Il problema di Yilmaz, che la sorella di Daghan, Ayse, a volte guarda con occhi languidi, è che ha commesso un delitto atroce e ingiustificato, la morte del padre dei due e del giovane Osman, freddato senza esitazione. Lui però va, avendolo promesso alla sorella ed effettivamente salverà la vita del dottore, come lo chiamano tutti.
Daghan viene portato al ranch, dove un medico amico loro lo salva, vigilato con amore da Selvi che non lo lascia neanche un momento, e anche qui la donna si rende conto che l'uomo continua a invocare il figlio e promette a se stessa di aiutarlo a ritrovarlo. Intanto però scopriamo finalmente che fine a fatto il bambino, che Ender aveva portato via, su richiesta di Beril, che adesso spera che lui lo ritrovi. In realtà il pazzo di Ender ha allevato il piccolo Ozgur come figlio suo, dandogli persino il suo nome. Sarà la madre a incontrarlo, stupita dall'esistenza di questo nipote tenuto nascosto.
Ender sembra affezionato al bambino, rivendica di essere lui il padre, come getta in faccia alla madre il fatto che il suo vero padre sia Muzaffer e non certo Tekin, ma il problema di Ender lo capiamo sul finale, quando la madre senza scrupoli lo spingerà a commettere qualcosa di atroce. Intanto però Sahika, guidata da Selvi, che ha riconosciuto in una foto Asuman accanto a Tekin, nel passato, si rende conto che il fratello non è il vero figlio di Muzaffer, il padre, e che l'eredità spetterebbe tutta a lei. Quindi decide di procurandosi le prove, di far fare un test del DNA per scoprire se l'uomo è davvero suo padre, peccato che poi i risultati finiscano nelle mani proprio dell'uomo, malato di cuore, che affronta la moglie furioso, chiedendole la verità.
E qui capiamo che la pazzia di Ender non è solo frutto di Tekin, ma anche di quella madre cinica che ha pensato solo ai suoi interessi e che ha fatto di suo figlio la creatura spregevole che ormai conosciamo. E intanto Daghan, deciso a trovare suo figlio, pronto a collaborare anche con i nemici, pericolosi, di Tekin, è pronto a tutto pur di ritrovare suo figlio e temo, ahimé, che questo possa portare a un esito tragico.

E che dire della scena finale? Ormai erano tutti pronti con le armi spianate, la guerra al punto di scoppiare e Tekin propone a Daghan uno scambio, il peggiore che si possa immaginare, il figlio (che Daghan vede per la prima volta) in cambio della donna amata (Selvi) da cui Tekin è oggettivamente ossessionato. Che cosa deciderà il nostro eroe? E come potrà mai scegliere?