Che cosa dire dopo la visione dell'ultima puntata della prima stagione?
Sicuramente Hulya è un personaggio fuori da ogni schema della classica eroina. Non si fa scrupoli a ingannare, mentire e manipolare, ma lo scopo per cui lo fa è decisamente nobile. Alla fine della fiera, se non avesse mentito, tutto quello che abbiamo visto non sarebbe mai accaduto. Kerim non avrebbe avuto il piccolo Mehmet, un vero angelo piombato nella loro vita e che, almeno inizialmente, né il padre né la madre biologica volevano. E che dire della famiglia che Kerim, alla fine, si è conquistato? Non l'avrebbe mai avuta, perché non avrebbe mai dato a Hulya la possibilità di avvicinarsi.

Fatte tutte queste premesse, bisogna riconoscere che il metodo è sicuramente sbagliato, ma il fine della nostra eroina è sempre stato il bene. Certo, anche il suo, ma non ha mai desiderato il male per nessuno di loro. Tutto questo per dirvi che questo episodio, senza che io sapessi fosse il finale di stagione, porta la storia a un passo da una risoluzione catastrofica. Tutti i malvagi, o presunti tali, finiscono infatti per allearsi e fanno emergere verità destinate ad abbattersi su Hulya come pietre.

Il sospetto che avevamo, cioè che Kerim potesse aver scoperto la verità, si dissolve nel corso dell'episodio. I rapporti tra i due coniugi si rasserenano e persino Hulya smette di vivere nel timore. Probabilmente Kerim era davvero infastidito dalla presenza della cognata, che tanto male aveva fatto alla sua famiglia. È ormai talmente in sintonia con la moglie che, quando il fratello gli chiede di intervenire nella vicenda di Melek, lo fa senza esitazione, proprio per il profondo legame che la unisce a Hulya.

Huseyin, infatti, continua ad amare Melek ma, dopo che Zeynep ha avuto un'emorragia cerebrale, non se la sente di abbandonarla e si rende conto che tutto si sta complicando di nuovo. Anche sua figlia soffre per la lontananza della madre e così decide di fare un passo indietro, dopo che inizialmente era sembrato lui quello disposto a lottare fino in fondo per il proprio amore. Melek incassa il colpo, ma Huseyin decide comunque di aiutarla. Dopo aver scoperto le difficoltà economiche del locale in cui lavora, sceglie di acquistarlo, sfruttando però la complicità di Kerim. Faranno credere che sia un regalo destinato a Hulya, così Melek non andrà via, come invece Huseyin teme farebbe se sapesse che il vero acquirente è lui.

Melek si congeda dall'amico che l'ha aiutata a costruirsi una nuova vita a Istanbul, ignara del fatto che la nuova proprietaria del locale sia proprio sua sorella. Ma se questo filone sembra in qualche modo chiudersi, o forse complicarsi nuovamente con l'allontanamento di Huseyin, nel frattempo succede davvero di tutto.
La madre di Mahir viene sequestrata dagli uomini di Cem. L'obiettivo dell'uomo è vendicarsi della donna che ha spinto Huseyin a sparargli. Mahir informa Hulya che, in questa occasione, si comporta finalmente come un'eroina nel senso più classico del termine: comprende che lui non può sacrificare la donna che gli ha dato la vita e gli fa capire che accetta la sua scelta.

Mahir viene così costretto a confessare tutti i loro crimini e i loro accordi davanti a una telecamera che registra ogni dettaglio. Nel frattempo, però, l'intrepida Hulya riesce a procurarsi i documenti che incastrano definitivamente il padre di Zeynep, convinta che sia proprio lei la mente del sequestro della madre di Mahir. In effetti Zeynep è complice di Cem, ma quando Hulya minaccia di distruggere suo padre, cede e le racconta tutta la verità. La conduce così nel luogo dove è tenuta prigioniera la madre di Mahir, permettendole di salvarla. Mahir, però, pur credendo di aver recuperato la memoria della telecamera, ignora che ce n'era un'altra nascosta che ha registrato ogni cosa.

E Kerim e Bayram? Mentre accade tutto questo, il primo riceve in casa Aylin, la ragazza dell'università, decisa a confessare il proprio peccato e a raccontargli tutta la verità. Bayram, invece, viene contattato dalla sorella di Filiz, la più lucida tra le due, e ascolta dalla bocca della ragazza tutto quello che è realmente successo, scoprendo finalmente l'inganno orchestrato da Hulya.
Quest'ultima, avvertita dalla zia di Kerim, capisce che ormai la famiglia Cevher ha scoperto ogni cosa. Quando poi riceve la telefonata di Cem, che le rivela di essere in possesso di tutti i filmati che la inchiodano, la disperazione prende il sopravvento. Solo Zeynep, nell'insolito ruolo di alleata, la accompagna verso casa. Ma Hulya, da combattente qual è, trova ancora una volta la forza di affrontare tutti. Solo che, una volta arrivata, scopre che Kerim, coerente fino in fondo con il suo personaggio, ha preso Mehmet ed è andato via.
A quel punto il salto verso la seconda stagione diventa inevitabile.
Il personaggio di Huseyin cresce episodio dopo episodio, ribaltando completamente i cliché a cui siamo abituati. Di serie ne abbiamo viste tante e, con una storia drammatica come quella di Hulya, ci aspetteremmo che sia Kerim a vendicare il dolore della moglie, a far pagare a chi le ha fatto del male ogni lacrima versata. Invece no. A parte il ruolo di principe innamorato che sta interpretando in questa fase della storia, è Huseyin ad assumere quello del vendicatore, dell'uomo che va fino in fondo per scoprire la verità.

Melek, infatti, davanti alle continue insinuazioni sul passato della sorella, decide di raccontargli quasi tutto. Dico quasi perché la piccola Bahar continua a essere il suo grande segreto, condiviso soltanto con Nilay, che continua a proteggerla. Huseyin scopre così che Hulya, dopo aver lasciato il paese, aveva davvero trovato lavoro nell'azienda della famiglia di Cem. L'uomo l'aveva corteggiata e, una sera, approfittando del fatto di essere rimasto solo con lei in ufficio, aveva abusato della ragazza.

Quella violenza segna profondamente l'animo già tormentato di Hulya che, nel disperato tentativo di dare un senso a quanto le era accaduto, decide di costringere Cem a sposarla, anche per conquistare quella sicurezza economica che per tutta la vita le era stata negata. È il tentativo disperato di aggrapparsi a qualcosa per non impazzire. Quando scopre di essere anche rimasta incinta, cerca di parlare con lui, che nel frattempo si è reso irreperibile. Una sera riesce finalmente a raggiungerlo mentre è insieme ai suoi amici e prova a spiegargli la situazione, chiedendogli di assumersi le proprie responsabilità. Ma proprio quegli amici, su ordine dello stesso Cem, la aggrediscono brutalmente, mandandola in ospedale.

Questo racconto, così duro e doloroso, scatena una rabbia che non avevamo mai visto nel nostro Huseyin, da sempre uomo pacato, riflessivo e disposto a mettere il bene degli altri prima del proprio. Anche stavolta, in fondo, agisce pensando soprattutto a Kerim, perché è convinto che, se il fratello venisse a sapere ciò che è accaduto davvero a Hulya, reagirebbe con una violenza incontrollabile.

E allora è lui a intervenire. Si reca negli uffici dove quella violenza è stata consumata e aspetta l'ex amico. Quando rimangono finalmente soli, Cem prova debolmente a negare tutto, ma Huseyin non ha il minimo dubbio sulla verità del racconto di Melek. Così, senza esitazione, gli spara ai genitali, colpendolo proprio nel punto più simbolico per un uomo come lui. Non vuole ucciderlo. Vuole punirlo, menomarlo, costringerlo a convivere per sempre con le conseguenze delle proprie azioni. Dopo averlo minacciato, lo affida ai suoi uomini perché lo accompagnino in ospedale, dove dovrà inventare una versione credibile di quanto gli è accaduto.

Zeynep esplode di rabbia quando scopre che Cem è stato ferito e non ha alcun dubbio su chi sia il responsabile. Ancora una volta, Huseyin ha scelto di proteggere Hulya invece di credere a lei. Durante l'ennesimo litigio, al termine di una giornata devastante, Zeynep viene improvvisamente colpita da un ictus proprio davanti agli occhi del marito. Disperato, Huseyin chiama immediatamente i soccorsi e tutta la famiglia si precipita in ospedale, sospesa nell'attesa che le sue condizioni possano migliorare.
Arrivano anche Hulya e Kerim, che interrompono il loro rifugio romantico per restare accanto alla famiglia. Nel frattempo, però, Hulya ha saputo da Melek quello che Huseyin ha fatto per lei. Lo raggiunge e trova rifugio tra le sue braccia. È uno dei momenti più belli dell'episodio. Mentre tutti gli altri ignorano la verità, Huseyin la stringe a sé e le promette che tutto quello che riguarda il suo passato resterà per sempre soltanto tra loro. Nessuno dovrà mai sapere ciò che ha vissuto.
Ma, come sempre, la tempesta è già dietro l'angolo. Mahir, in macchina insieme alle due sorelle di Filiz, si accorge che la ragazza dell'università di Berlino — quella che Hulya aveva pagato per far licenziare Kerim — ha contattato la sorella maggiore di Filiz. E conoscendo questa serie, è difficile pensare che sia una semplice coincidenza. Ho la sensazione che sia soltanto l'inizio dell'ennesima catastrofe.
Uno dei personaggi cardine di questa storia è senza dubbio Huseyin Cevher, interpretato dal fascinoso Tayanç Ayaydın. Se il nostro protagonista Kerim rappresenta in qualche modo il giovane spensierato, che si concede il lusso di inseguire i propri sogni invece di lottare ogni giorno per la famiglia, il fratello maggiore è colui che da sempre si è caricato sulle spalle il peso di tutti. È l'uomo che ha accettato un matrimonio nato da un ricatto, sacrificando l'amore al dovere; quello che, mentre il fratello rincorreva i suoi ideali, restava accanto al padre a combattere le battaglie della famiglia. È il saggio, il riflessivo, quello che c'è sempre per gli altri. Non a caso, quando Hulya litiga con Kerim e decide di lasciarlo, è proprio a lui che si rivolge per chiedere aiuto e, tra le lacrime, gli confessa che, per colpa di Kerim, sta per perdere il migliore dei fratelli.

Il suo è un personaggio profondamente positivo, tormentato dall'amore impossibile per Melek che, proprio come lui, continua a mettere il dovere davanti al cuore, impedendo a questa storia di sbocciare davvero. Siamo però arrivati a un punto in cui il rapporto tra Hulya e Huseyin si è irrimediabilmente incrinato, soprattutto dopo la scena al campo da basket, quando Filiz, comparsa insieme alla sorella, rivendica un posto nella vita di Mehmet. Se inizialmente, grazie a Mahir, era stato possibile allontanare i sospetti, adesso Huseyin ha capito che la situazione è molto più complicata e diversa da quella che il fratello e la cognata gli avevano fatto credere.

Kerim, che fino a questo momento aveva taciuto, messo alle strette non riesce più a mentire al fratello maggiore e gli rivela tutta la verità: Filiz è la madre biologica di Mehmet, ma ha letteralmente ceduto il bambino a Hulya, che da quel momento lo ha cresciuto come fosse suo. Huseyin, però, non riesce ad accettare tutte le menzogne raccontate dalla cognata nel corso del tempo: il finto pancione, la gravidanza inventata, le visite in ospedale, tutto il gigantesco inganno costruito davanti agli occhi della famiglia. Per un uomo onesto e diretto come lui, è qualcosa di inaccettabile.

Da quel momento il rapporto con Hulya si irrigidisce, anche se il cambiamento è soprattutto da parte sua. Lei continua a guardarlo con un senso di colpa evidente, terrorizzata dall'idea che possa raccontare tutto a Bayram e, di conseguenza, distruggere l'equilibrio della famiglia. La tensione cresce sempre di più. Se da una parte il suo matrimonio con Kerim è finalmente diventato quello che aveva sempre sognato, dall'altra il passato continua a presentarle il conto. È un passato pesante, pieno di segreti, alcuni dei quali devono ancora essere svelati.

Anche Zeynep, ormai sempre più accecata dall'odio nei confronti di Hulya, non ha mai smesso di credere che tra lei e Cem ci sia stato qualcosa. Così decide di seguire quella pista. Un giorno invita Cem nella sua stanza d'albergo e lo riprende di nascosto mentre lo interroga sul passato. Le domande sono studiate per farlo parlare e lui racconta una versione dei fatti devastante: sostiene di aver avuto una relazione con Hulya, che lei fosse rimasta incinta e che avesse cercato di costringerlo al matrimonio usando il bambino. Quando lui si era rifiutato, secondo il suo racconto, Hulya avrebbe deciso di abortire.

Convinta di avere finalmente trovato un'arma definitiva contro la cognata, Zeynep convoca Huseyin, con cui ormai è ai ferri corti, e gli mostra il filmato, cercando di convincerlo che Hulya sia soltanto una manipolatrice interessata al denaro. Huseyin resta sconvolto da quello che considera l'ennesimo scandalo legato alla cognata, proprio mentre lei è partita con Kerim per la casa delle vacanze, dove il marito spera di aiutarla a ritrovare un po' di serenità dopo gli ultimi giorni così difficili.
L'incontro con Melek, però, cambia completamente la prospettiva. È proprio lei, stanca di vedere la sorella continuamente giudicata senza che nessuno conosca davvero la sua storia, a decidere finalmente di raccontare a Huseyin il doloroso passato di Hulya.
E adesso? Che cosa farà Huseyin con tutte queste verità tra le mani? Riuscirà a guardare Hulya con occhi diversi, comprendendo la donna piena di difetti e di ferite che è diventata, oppure continuerà a giudicarla soltanto per gli errori che ha commesso? Io, sinceramente, sono curiosissima di scoprirlo.
A questo punto della storia siamo decisamente a una svolta. Quello che era iniziato come un matrimonio imposto, deciso più dai genitori e dalla volontà ferrea di Hulya di diventare la moglie di Kerim che da un sentimento autentico e condiviso, è finalmente arrivato a una sua evoluzione naturale. Kerim ha capito di essere profondamente legato a Hulya e lei sembra vivere, finalmente, quel matrimonio che aveva sempre sognato, circondata dall'affetto di una famiglia che, in fondo, non aveva mai avuto. Eppure, in questi primi tentativi di costruire una vera famiglia, c'è una nota stonata che si avverte fin dalle scene iniziali, riprese proprio dal finale dell'episodio precedente.

Mahir, il complice, il fratello di sventure, è accanto a Filiz, che adesso brilla per denaro e potere e potrebbe diventare davvero una rivale pericolosa, soprattutto nella contesa del piccolo Mehmet. La serata felice di Hulya, la prima che si concede accanto a Kerim, viene inevitabilmente rovinata da questa consapevolezza, anche se l'amore ormai evidente del marito nei suoi confronti sembra turbare profondamente Filiz, che non vuole recuperare soltanto il bambino, ma anche Kerim.
Il dubbio, però, continua a divorare l'animo della nostra eroina, convinta di essere stata tradita da Mahir, che forse si è venduto al miglior offerente. I tentativi di contattarlo falliscono e, quando lui richiama dopo aver visto le telefonate perse, è Kerim a rispondere. Risentito per lo strano legame che unisce la moglie a quest'uomo e consapevole che i due condividono molti più segreti di quanti lui possa immaginare, gli intima di non cercare mai più Hulya e di lasciarla in pace.
La relazione tra i due protagonisti, comunque, appare ancora profondamente sbilanciata. Hulya ama Kerim molto più di quanto lui sembri essere legato a lei e, soprattutto, tra loro continua a mancare la fiducia. Se poi aggiungiamo tutti i segreti che Hulya custodisce ancora gelosamente sul proprio passato, diventa evidente che siamo solo agli inizi di quello che dovrebbe essere un vero matrimonio.
A dimostrare quanto il loro equilibrio sia ancora fragile arriva la cena a casa di Melek. La sorella, scomparsa dopo il rapimento orchestrato dal suocero di Huseyin, ha finalmente ritrovato Bahar e si è trasferita a Istanbul, dove ha trovato lavoro presso un vecchio amico proprietario di un ristorante. Ha preso anche una casa in cui vive insieme a Nilay, che nel frattempo ha ottenuto il trasferimento in un ospedale della città.
Hulya accoglie con entusiasmo l'invito della sorella, mentre Kerim preferisce tirarsi indietro perché ha già un altro impegno. È un dettaglio che continua a mostrarcelo per quello che è: un uomo le cui priorità sono spesso altrove e che lascia ancora Hulya sola ad affrontare molti momenti importanti della sua vita.
Alla cena, alla quale Kerim arriverà soltanto alla fine, succede, come sempre, di tutto. Nilay, ormai palesemente invaghita di Mahir, invita anche lui e, sebbene Hulya e Mahir non riescano davvero a chiarirsi, agli occhi di tutti emerge ancora una volta il loro legame speciale. A complicare ulteriormente la serata arriva il fratello decisamente fuori controllo di Nilay, che accusa la sorella di aver infangato il nome della famiglia con la nascita della piccola Bahar. A evitare che la situazione degeneri è ancora Mahir che, pur nei momenti più tesi, conserva quell'innegabile vena comica che rende il suo personaggio così particolare.

La tensione tra Kerim, arrivato proprio mentre Mahir se ne sta andando, e Hulya sembra riflettersi anche nell'atteggiamento freddo e distante del giorno seguente, proprio il compleanno della nostra protagonista. Hulya è convinta che il marito preferisca il lavoro a una giornata trascorsa insieme alla famiglia nella casa di villeggiatura dove Bayram Bey ha riunito tutti. In realtà è solo un diversivo: Kerim sta preparando una festa a sorpresa che riuscirà finalmente a strappare a Hulya un sorriso sincero e qualche momento di autentica felicità.
Ma le nuvole all'orizzonte si fanno sempre più scure. Filiz è pronta a tutto pur di riprendersi suo figlio, Zeynep continua a cercare un modo per colpire la famiglia dopo l'abbandono di Huseyin e Cem è ancora in circolazione, una mina vagante che promette di creare nuovi problemi. Vediamo quale sarà la prossima mossa di tutti loro.
Ci sono libri che si leggono e libri che, una volta chiusi, fanno venire voglia di tornare indietro nel tempo e ricominciare una saga dall’inizio. Per me L’origine di noi appartiene decisamente alla seconda categoria. Conoscendo già la serie LATINOS e avendo amato le storie degli Alvarez, dei Gutierrez e di tutti i personaggi che nel corso dei romanzi sono diventati quasi una famiglia, affrontare questo prequel è stato un po’ come aprire una porta che non sapevo di voler aprire così tanto: quella delle origini.
E che origini! Ritrovare Aaron, Giulia e Clark prima che tutto ciò che abbiamo conosciuto prendesse forma ha avuto un sapore particolare. Sappiamo già quanto peso avranno le loro vite, le loro scelte e i loro legami, e proprio per questo ogni dettaglio assume un significato diverso. È come conoscere già il destino di alcuni personaggi e assistere, finalmente, ai primi passi che li porteranno esattamente lì.
Giulia mi è piaciuta moltissimo. C’è in lei una forza che non ha bisogno di essere ostentata, quella determinazione tranquilla di una donna che vuole costruirsi il proprio futuro senza rinunciare a ciò che ama. Vederla all’inizio del suo percorso, ancora con tanti sogni davanti e con la possibilità di scegliere quale strada prendere, me l’ha fatta sentire ancora più vicina.
E poi c’è Enzo. Per chi conosce la saga, il rapporto con Giulia non può essere letto semplicemente come una storia d’amore qualsiasi. Qui vediamo nascere aspettative, progetti e possibilità che sembrano avere tutto il tempo del mondo per realizzarsi. Ma noi lettori sappiamo che la vita, in questa saga, non è mai così semplice. E proprio questa consapevolezza rende alcune scene ancora più malinconiche.
Clark, invece, è stato forse il personaggio che più mi ha fatto pensare. Conoscerne le origini, vederlo prima degli eventi che abbiamo già incontrato negli altri romanzi, significa comprendere meglio l’uomo che diventerà. È uno di quei personaggi che, quando li conosci a fondo, ti fanno venire voglia di tornare alle storie precedenti per rileggere con occhi diversi certe sue scelte, certe ferite e perfino certi silenzi.
E naturalmente non potevano mancare quei piccoli fili che collegano questo libro a tutto l'universo LATINOS. Demetrio, Luis, Rafael… anche quando compaiono soltanto per un momento, hanno quella capacità di far sentire immediatamente il lettore a casa. Per me è proprio questa una delle cose più belle della saga: le storie cambiano, le coppie cambiano, ma il mondo rimane vivo e i personaggi continuano a incrociarsi, a crescere e a lasciare tracce gli uni nelle vite degli altri.
Ho adorato anche questo modo di raccontare Ischia, che per me ormai è quasi un altro personaggio della serie. È impossibile leggere queste pagine senza sentire il mare, respirare quell’atmosfera e riconoscere quel luogo che torna come una presenza costante nei romanzi. E forse è proprio questo uno degli elementi che rende così riconoscibile la scrittura di Marianna Vidal: la capacità di creare un universo nel quale le storie d’amore non sono mai isolate, ma fanno parte di qualcosa di molto più grande.
La cosa che più mi ha emozionata, però, è stata arrivare alla fine sapendo che questa non è davvero una conclusione. È un inizio. Noi che conosciamo già L’eredità del cuore sappiamo cosa significa quella storia, sappiamo dove porteranno le vite di Aaron, Giulia e Clark. E ritrovarli qui, all’origine di tutto, dà un significato nuovo a ciò che abbiamo già letto.
Ho sorriso ritrovando personaggi che ormai considero vecchie conoscenze, mi sono emozionata, in alcuni momenti ho avuto quella particolare sensazione che solo le saghe amate riescono a dare: quella di non stare semplicemente leggendo una storia, ma di tornare in un luogo che conosci.
E forse è proprio questo che mi ha lasciato L’origine di noi: la voglia di tornare a rileggere tutta la saga LATINOS dall’inizio, questa volta sapendo da dove tutto è partito. Perché quando una storia riesce a farti affezionare così tanto ai suoi personaggi, scoprire le loro origini non è soltanto un regalo dell’autrice alle lettrici. È un regalo anche a noi, che quelle storie le abbiamo amate e continuiamo a portarle con noi. Se invece non l'avete ancora letta sarà inevitabile tuffarsi tra le pagine successive dei romanzi e invidio la possibilità che avete di tuffarsi in una saga che non vi lascerà indifferenti. Leggere per credere! Non perdete l'occasione per scaricarlo GRATIS da Amazon: e su KOBO