Episodio denso di tensione dove tutti cercano tutti e sembra quasi che non si riesca mai a catturare i malvagi. Lo so che dovrei considerare Erdogan e Selim i due malvagi per eccellenza. Sono loro gli animali che hanno aggredito una notte d'estate una povera ragazza che non aveva fatto loro alcun male e che hanno cambiato il suo destino per sempre. Ne sono consapevole e sicuramente meritano il carcere, eppure mentre li osserviamo fuggire per le strade della Turchia, viene quasi da chiedere come potranno, due figli di papà che finora si sono sempre affidati agli adulti per risolvere i loro problemi, sopravvivere nel vasto malvagio mondo.

Certo Erdogan è sicuramente più sveglio di Selim, lo capiamo quando, dopo aver parlato con la madre, consapevole che la donna è intercettata come tutti i membri della sua famiglia, nasconde il cellulare in un camion, mandando la polizia sulle tracce sbagliate, mentre lui trova rifugio in un faro, dove ha preso accordi con un tizio che dovrebbe procurare loro una barca per portarli fuori dal paese.
Eppure quando vediamo Selim piangere come un bambino, mentre ripensa al mondo che ha perso e attribuisce tutta la colpa al cugino, per un nano secondo mi ha quasi fatto tenerezza, anche se Erdogan lo inchioda davanti alle sue responsabilità. È stato sicuramente lui quello che ha avuto l'idea, ma gli altri si sono accodati e ognuno, alla fine, è responsabile delle proprie scelte e delle proprie azioni.
I due però sono complici e per il momento possono contare solo su se stessi, con l'avvocato che li odia, lo zio e padre in prigione e una mamma/zia che è arrivata al limite. Così si rifugiano nel faro in attesa dell'arrivo della barca per poter lasciare il paese, ma una giovane bussa alla loro porta, dicendo di avere la soluzione per loro. Sarà davvero così?

Se loro sono fuggiti e la polizia li cerca, senza grandi risultati, la vera caccia è quella che insegue Mustafa, decisamente pericoloso per tutti i capi d'accusa che lo perseguitano: omicidio, tentato omicidio, rapimento. Non credo che riuscirà a salvarsi dal carcere a vita, una volta catturato. Ma anche qui, siamo difronte a un uomo che ha fatto scelte completamente sbagliate, una dietro l'altra, senza riuscire a trovare il percorso giusto, di redenzione, come quello intrapreso da Kerim, che lo ha portato al cuore di Fatmagul e a quell'abbraccio, intenso quanto un bacio, che sorprende Mukkades in cucina e che le fa esclamare: "Che scenda Dio dal cielo per vederlo!" perché è una grande conquista rispetto a dove sono partiti.

Fatmagul ama Kerim, ma i traumi che porta dentro sono davvero troppi, tanto che mentre dovrebbe scegliere il modello del suo vestito da sposa, divisa tra la paura, i ricordi degli orrori vissuti, scoppia in un pianto irrefrenabile a cui assiste Mukkades che chiama tutto il mondo per frenare la crisi. La dottoressa che la segue arriva tempestosa, ma Fatmagul si sottrae, non vuole parlare con nessuno di quello che le è successo con Mustafa, vuole solo pensare a cose allegre, non tristi e questo atteggiamento da Nare (La figlia dell'Ambasciatore) non può portare a nulla di buono, come sanno tutti.

E Mustafa? Prima salvato da alcuni senzatetto, poi ceduto a una donna esperta di cure, che lo nasconde fino a quando Kerim non si rende conto che lui deve nascondersi nella baracca dove vive, e quindi sopraggiunge la polizia, il suo destino è legato a un filo. Non ha più alleati, gli amici, davanti alla pericolosità delle sue azioni, lo hanno abbandonato, e per il denaro fino a un certo punto dei poveracci lo possono aiutare e quindi finisce per essere abbandonato moribondo in mezzo al bosco.

E durante tutto questo periodo viene ossessionato dal ricordo di Fatmagul, la sogna, dolce e ancora innamorata, che lo tiene per mano, come non accadrà più nella realtà, perché è stato proprio lui a lasciarla andare. E così, alla fine, la polizia lo trova e mentre lo stanno portando in ospedale per soccorrerlo, accanto a lui, nell'ambulanza, la presenza, nei suoi sogni, è quella di una Fatmagul vestita da sposa, come quando lei lo aveva visto e invocato dopo la violenza, quella stessa che ha stravolto tutte le loro vite.
Questo episodio è ricco di eventi, di cose in movimento, di dolore e di una possibile gioia che esplode all'orizzonte, proprio sul finale. Ancora mancano alcune puntate e le cose che possono succedere sono tante, ma almeno ci godiamo quella scena finale, dove Fatmagul e Kerim, tenendosi stretti sullo sfondo della notte, mentre le auto della polizia vanno via portandosi il loro carico pesante, si mormorano che sono davvero alla soglia di un nuovo inizio, di qualcosa che finalmente si muove e che potrebbe portare al riscatto e alla felicità. Ma partiamo dall'inizio, quando le tinte erano piuttosto fosche.

A sparare a Mustafa non è stata la povera Fatmagul, ma Fahrettin, il padre di Kerim, che lo salva da morte sicura, ma che riceve poco dopo una pallottola al braccio. Nella colluttazione, Kerim riesca a salvarsi, anche se viene ferito e Mustafa, che io speravo di vedere finalmente dietro le sbarre, sparisce letteralmente in un tombino, sfuggendo alla polizia che lo cerca, al mondo intero, ferito, sanguinante, ma non ancora vinto e che sia lui il vero antagonista lo abbiamo ormai capito da tanto tempo.

Mentre lui viene ripescato da alcuni senza tetto in un cimitero, che lo portano con loro e chiamano un anziano che ne capisce più di loro su cure e malattie, il resto del mondo lo cerca da tutte le parti. Hacer si nasconde in una casa, grazie ai contatti di Sami, e mentre Fahrettin cerca di incontrarla si scopre che degli uomini l'hanno prelevata e trasferita da un'altra parte. La polizia indaga, convinta che dietro a tutto ci siano gli Yasaran, proprietari anche della fabbrica dove Fatmagul è stata ritrovata.
E che dire di questa povera ragazza violentata, perseguitata, che quando cerca di trovare un modo per andare avanti, viene fermata dal più pazzo di tutti che vorrebbe da lei amore, dimenticanza, che lo riportasse indietro nel tempo a quando ancora aveva una speranza? Ma Fatmagul è andata avanti, anche se con fatica, e adesso deve accollarsi anche questo nuovo trauma a cui cerca di mettere un cerotto la povera dottoressa che la segue, che corre persino a casa sua per ascoltarla.
Ad aiutarla arriva anche una guardia del corpo, che dovrebbe proteggerla da Mustafa, in fuga e pericoloso. Lei è avvilita, sconvolta da quello che ha vissuto, ma Kerim non sembra stare meglio, divorato dal senso di colpa, dall'impotenza. Lui cerca un modo per ridarle la serenità e ci prova con forza, spinto anche dal padre che lo affianca anche in questo percorso. E mentre tutti cercano di sostenere Fatmagul e i giornalisti hanno ritrovato la strada della sua casa, che cosa fanno Erdogan e Selim?

Ecco altri due in fuga, anche se loro mi fanno pensare alla banalità del male, che non ha davvero niente a che fare con l'intelligenza. Loro sono due figli di papà, senza né arte né parte, che hanno affidato al mondo degli adulti (corrotti, cinici e abituati al compromesso) il compito di difenderli solo perché sono nati nella culla giusta. Mentre Resat e Munir si sporcano le mani, le madri complici tacciono e ne succedono di cotte e di crude intorno a loro, i nostri "malvagi" si rendono conto, a ragione, che la situazione sta precipitando. Che cosa fare a questo punto?

Selim, il meno brillante dei due, afferra un borsone e decide di darsi alla macchia, per sfuggire alla polizia, che adesso li ascolta di nascosto, intercettando le loro telefonate, scoprendo anche il coinvolgimento con Mustafa, e corre dall'amico di scorribande per dirgli che è giunto il momento di levare le tende e fuggire. Così, senza pensare a nessuno, come sono abituati a fare, scappano dandosi alla latitanza e li vediamo in auto, quasi due bambini in gita, mentre mangiano cibo d'asporto e bevono succhi di frutta per bambini.
E intanto Perihan, stufa di tutto quello che sta succedendo, finalmente decide di fare un passo avanti e denuncia il marito, che era stato intercettato anche dalla polizia. Kerim è là, pronto a godersi il momento e l'arrivo di Fatmagul, insieme a Kadir e Meryem, sembra sancire un momento epocale nella loro storia, perché l'immunità è caduta e persino quelli che sembravano intoccabile adesso sono nel fango, pronti a ricevere il loro castigo.
E adesso Mustafa vorrei parlare con te? Vorrei che fossi un personaggio reale, in carne e ossa, per poterti affrontare e farti qualche domanda che continua a frullare nella mia mente. Immagino che forse vorrei parlare con gli autori e illudermi che tu sia solo frutto della fantasia di qualcuno, anche se, purtroppo, vedo riflesso in te una parte di quel mondo maschile che ancora crede che possesso equivalga al concetto d'amore.
Ma la mia domanda è semplice: come puoi credere che una donna che ha subito tutto quello che ha subito Fatmagul possa amare una persona che la sottopone a tutto quello a cui l'hai sottoposta tu? E poi questa tua ossessione sul fatto di essere stata con qualcuno oppure no? Credo che in terapia dovresti andarci anche tu, ominicchio e quaquaraquà!
Ma mettendo da parte il furore, che può prendermi in certi momenti, bisogna analizzare l'episodio con una certa lucidità quella necessaria per poter tracciare il confine tra Kerim e Mustafa e capire il cambio nel cuore di Fatmagul. Invece di prendere atto dei propri errori e di farsi ragionevolmente da parte, Mustafa crede che minacciare la donna amata con una pistola, per costringerla a seguirlo, per poi schiaffeggiarla e drogarla, per allontanarla dal marito, siano alla base della seduzione e del tentativo di riportare indietro le lancette del tempo.

Quello che subisce questa poverina è disarmante e ci si chiede come potrà superarlo. A volte una vita intera d'amore non basta per ricostruire un barlume di fiducia nel cuore di una persona ferita e vessata; come potrà Fatmagul continuare il suo percorso? Ci viene da chiedere che amore è quello di Mustafa che l'ha trascina, drogata, incosciente in una fabbrica abbandonata, sempre di proprietà degli Yaşaran, la costringe con la forza a spogliarsi e che poi le punta un'arma contro cercando di costringerla a dichiarargli il suo amore.
Nel frattempo Hacer non può resistere all'ennesimo colpo di testa del marito e confessa alla polizia tutto quello che sa, compreso l'omicidio di Vural. Non sembra esserci speranza per Mustafa, ma lui è pronto a tutto, anche a morire con Fatmagul pur di sottrarsi a Kerim e questa forma di amore malato è ben nota alle cronache degli ultimi tempi.
Kerim è disperato. Tutti cercano la ragazza rapita, i giornali ne parlano, gli Yaşaran vengono convocati per essere interrogati perché la macchina usata appartiene a uno dei loro dipendenti. L'ansia cresce soprattutto quando si rintraccia il segnale del cellulare di Fatmagul e si scopre che l'auto usata da Mustafa è finita in mare da un precipizio. È davvero finita? Fatmagul è morta insieme al suo rapitori?
Gli Yaşaran sperano di cuore che sia così e che sia finita tutta la vicenda che li vede coinvolti, ma Kerim non vuole rassegnarsi ad averla persa e quando gli arriva una telefonata di Hacer, che si è ricordata di una conversazione con il marito sulla famosa fabbrica, decide di andarci da solo, visto da suo padre preoccupato per le sue condizioni e per Fatmagul.
Kerim rintraccia la ragazza, dopo una telefonata allucinata di Mustafa che gli rinfaccia con orgoglio che la ragazza non è mai stata sua e che invece adesso gli appartiene. Kerim però capisce dove si trova e riesce a rintracciare Fatmagul e a liberarla. In uno scontro violento con Mustafa, Fatmagul per salvarlo, impugna una pistola e poco dopo risuona uno sparo. È stata lei? Mustafa è stato colpito? Corro a scoprirlo.
Questa è una storia piena di cattivi, di tutti i tipi: il ragazzo sadico e frustrato che cerca qualcuno di inferiore a cui fare del male (Erdoğan), il debole che si lascia trascinare in qualcosa di più grande di lui, fino a distruggersi (Vural), l'inutile donnaiolo, il bamboccio viziato che crede che tutto gli sia dovuto e che non capisce neanche l'enormità del male fatto (Selim) e il povero malcapitato che si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato e che per ingenuità finisce per essere travolto, pur facendo poi di tutto per farsi perdonare e redimersi (Kerim). E poi c'è quello più pericoloso di tutti, quello che la vita cambia, o svela, quello per il quale Fatmagul piange una sera, sorpresa da Kerim.

"Perché piangi?" "Pensavo a quanto una persona possa cambiare. Siamo tutti cambiati quella notte, ma lui ha tirato fuori un lato oscuro". Parlano di Mustafa, il fidanzato che non ha accettato la violenza subita da Fatmagul, che non le ha voluto credere, che ha distrutto tutto quello che aveva intorno, compreso la sua famiglia, restando da solo, con una moglie che non merita e un figlio che in un primo momento neanche voleva. È stata la vita a cambiarlo o è sempre stato così? Io sospetto che la verità sia quest'ultima.

Kerim è geloso, le dice che non può farci niente, che sentirla parlare di lui gli fa male, che vorrebbe sapere se nel suo cuore c'è solo lui o conserva ancora dei sentimenti per il suo primo fidanzato. Si comprende il povero Kerim; lui è lo sposo imposto, l'altro quello desiderato, ma la vita è passata e le cose sono cambiate, loro non sono più gli stessi e Fatmagul interrogando il suo cuore capisce che c'è ormai solo Kerim. Così, di notte, mentre tutti dormono, si introduce nella sua camera per condividere il lettino con lui, senza fare niente di che, tranne dividere la stessa aria, lo stesso spazio.

La mattina dopo ognuno esce dalla propria stanza per non far sospettare niente a nessuno, ma l'occhio attento e malizioso di Mukkades tutto vede e tra loro c'è complicità, affinità e alla fine anche la "yenge" risentita con la vita si lascia conquistare da questo amore innocente, profondo, che è nato dalla dedizione, dalla costanza, dalla vicinanza. E così quando Fatmagul comincia a lavorare al suo vestito da sposa, Mukkades l'aiuta con i riti propiziatori che dovrebbero portare amore e fertilità.

Ma se loro sono felici, innamorati, c'è qualcuno che non si rassegna ad aver perso la sua opportunità di essere felice. Mustafa è il colpevole. Ha ucciso il povero Vural, ha sparato a Kerim e adesso Hacer ha confessato tutto a Fatmagul La donna ancora lo ama e non lo ha denunciato alla polizia come avrebbe dovuto fare. Lo ha detto alla donna che il marito continua ad amare perché in questo modo il solco scavato tra loro due diventa incolmabile. Poi cerca di fuggire, di tornare a casa dai suoi che ignorano la vita che ha condotto a Istanbul. Sono Fatmagul e Kerim che corrono dalla polizia, supportati da Omer, per denunciare quanto scoperto. Quando però Hacer viene fermata, e interrogata, il pronto intervento di Munir porta a tacere la ragazza, già riluttante.

Cosa induce gli Yasaran a intervenire ogni volta e a cercare di salvare un uomo pericoloso come Mustafa Nalçalı? Mi viene da dire che il silenzio è quello che li domina, che cerca di salvare l'insalvabile perché Mustafa è un tipo che se vede una pistola pensa a come colpire, un uomo che davanti a un innocente come Kerim, pensa di abbatterlo ritenendolo colpevole della sua infelicità, senza capire che è tutta colpa sua, che è stato lui che ha perso Fatmagul per le scelte sbagliate, per la sua gelosia, per un senso dell'onore fuorviante e traviato che ha messo davanti a tutto l'opinione del paese al dolore della donna amata. Ma l'ama davvero?

Lui è ossessionato, chiuso in uno stanzino della casa degli Yasaran che cercano, ancora una volta di difenderlo dalla polizia solo perché lui potrebbe aprire il vaso di Pandora che trascinerebbe tutti verso il baratro. Quando Perihan, che non sospetta niente, scopre che tutti gli uomini della casa hanno nascosto un criminale sotto il suo tetto, verrebbe voglia di strapparla da questa vita che si è imposta e di dirle, "Fuggi, Perihan! Sei ancora in tempo per salvarti!".
E così arriviamo alla scena finale, quella terribile, quella che meriterebbe davvero che Mustafa venisse arrestato e sottoposto alla sofferenza che ha imposto agli altri. Perché come puoi dire di amarla, di essere stato costretto ad agire come agisci, a colpire una donna che ha già subito di tutto nella sua vita? Quello che tu chiami amore ha un altro nome e in una società come la nostra sappiamo bene cos'è. L'amore, davvero, non sai proprio dove sia di casa.
C'è una cosa che mi colpisce, nelle serie turche, ed è il modo come l'occidente, con le sue tradizioni, sia in qualche modo percepito da una cultura molto diversa dalla nostra. Alludo alle festività che ormai sono penetrate anche oltre il senso puro della religione, come l'albero di Natale o San Valentino, conosciuto in Turchia come "Sevgililer Günü", il giorno degli innamorati. Alla fine della fiera è vero che è soprattutto una festa commerciale, ma quel Santo davanti mi aveva fuorviato verso un senso religioso. Già Hercai ci aveva raccontato, con la sorpresa di Miran a Reyyan, quanto fosse sentita, ma celebro la giornata perfetta che in Fatmagul finalmente, dopo tanto dolore, regala a tutti i personaggi un episodio di felicità e amore.

La scelta di festeggiare il matrimonio di Mereym e di Kadir proprio il giorno degli innamorati ha sicuramente inciso sull'umore generale, ma in generale tutti sembrano trasportati in uno spirito festoso, tranne la povera Hacer che, dopo tanti episodi, tante vessazioni che ha sopportato, si ritrova a scoprire persino, il giorno prima di san Valentino, che il nome che il marito aveva scelto per il loro bambino, Murat, era quello che avevano scelto lui e Fatmagul. Lo sfregio massimo, fatto a una donna che decisamente non se lo meritava, vista la dedizione con cui ha amato Mustafa, non vedendo neanche i suoi difetti infiniti.

Ma questo porterà alla svolta finale, fondamentale, credo, per gli sviluppi successivi. Per il resto, l'episodio, finalmente, come dicevo, ci regala uno stato di felicità di cui tutti godono. La preparazione del matrimonio, lo scambio dei doni il giorno prima, durante la cena che si mescola anche alla cerimonia dell'henne. Ero curiosa di vedere come avrebbero trattato l'amore maturo in una dizi e devo dire che sono soddisfatta, perché l'amore tra i due si presenta emozionante, intenso, come se fossero davvero due ragazzini.

Intorno a Kadir e Meryem gli altri traggono beneficio da quest'atmosfera d'amore. Fatmagul regala a Kerim la fede che, durante la crisi in ospedale, si era spezzata ed era rimasta tra le sue mani. Adesso non solo la dona a lui, volutamente, ma ha fatto incidere il suo nome nel proprio anello, a riconferma di tutti i suoi sentimenti. Persino Mukkades, un po' turbata dal regalo del marito che sembra più un dono per il figlio che per la moglie, si scioglie nel sentimento e ci rendiamo conto che, se la vita fosse stata più facile per lei, avrebbe smussato molti angoli di questo carattere spigoloso.

Il matrimonio si celebra il giorno di San Valentino e gli sposi partono subito per la luna di miele, lasciando Kerim e Fatmagul a vivere il loro primo vero San Valentino. Kerim porta Fatmagul in giro per la città, in posti caratteristici, facendole vivere lo spirito della giornata, intrattenendosi con lei a un bar, fantasticando sulle coppie e le persone sedute. L'atmosfera è quella che conta, che fa la differenza, che li avvicina sempre di più, fino al ballo/abbraccio nel locale dove risuona una canzone romantica.

Siamo anni luce da come è nata la loro relazione, alle interazioni iniziali, ma adesso entrambi sembrano vedersi davvero e il sentimento che fluisce tra di loro è pontente e arriva diretto al cuore dello spettatore, sorpreso dalla felicità che i due emanano. Ci inquieta solo quel Mustafa che, meschino, nascosto nella notte spia le finestre della casa felice, pensando che quella è la vita che si merita, che ha perso, senza capire che la verità è che non se l'è guadagnata che ha fatto tutti i passi sbagliati e che continua a sbagliare anche adesso, logorando il rapporto con Hacer.

E intanto la sorpresa di Kerim a Fatmagul si conclude nel locale Gül Mutfaği, che il giovane Mehmet ha decorato per loro. In questa atmosfera romantica Kerim regala a Fatmagul il piccolo Lodos, il cucciolo di labrador che ricorda il vivace ospite della casa nel bosco che aveva allietato le loro giornate e a cui avevano dovuto rinunciare. Kerim, già ti amavamo per la costanza, la dedizione, la resistenza; adesso aggiungiamo anche la sensibilità e l'amore per gli animali e il quadro è chiuso e perfetto. Il bacio che arriva a fine serata corona una giornata perfetta e ci offre la sensazione che per Fatmagul una vita normale e felice sia davvero possibile.

Il giorno dopo lei cammina tre metri sopra il cielo, tanto che l'astuta Mukkades subito si rende conto di quello che c'è stato, ma ormai la conosciamo così bene che sorridiamo. Ma la felicità è di breve durata. Hacer, che non è riuscita a contattarla durante tutto il giorno precedente, decide di andare a trovarla al ristorante per confessarle una verità che ha tenuto per sé troppo a lungo. "Mustafa ti ama ancora ed è ossessionato da te. È lui che ha sparato a Kerim ed è lui che ha ucciso Vural". Una verità pesante come una montagna di pietre che cade sulle spalle della nostra povera eroina. Che cosa potrà fare adesso Fatmagul per difendere se stessa e Kerim?
Di chi è la vita rubata? Verrebbe ovviamente da dire quella di Fatmagul, soprattutto arrivati a questo punto della storia, dove una povera ragazza, che viveva sognando di avere una sua casa, un marito e una vita semplice, si è ritrovata un giorno sul suo cammino una delle sventure peggiori, travolta e sradicata dal suo mondo, violata nel corpo e nello spirito. Tutti quelli che erano i suoi sogni le sono stati rubati, ma lei con coraggio, forza, inizia un percorso che piano piano la porta a scoprire se stessa, le sue potenzialità, a capire meglio le sue esigenze, a rendersi conto che una vita diversa è possibile.

Eppure, in una scena cruciale di questo episodio, in cui Mustafa si introduce di nascosto in ospedale, dove è ricoverato Kerim, con l'intenzione di affrontarlo, o forse di ucciderlo, scopriamo che quello che si sente derubato è lo stesso Mustafa. L'ossessione dell'onore perduto era una cosa che ben sapevamo, fin dai primi episodi, dove sacrifica l'amore di Fatmagul per le voci del paese, preferisce credere a una bugia improbabile piuttosto che prendere atto che la donna che lui voleva, vergine e immacolata, in realtà era stata trasformata in carne da macello.
La sua incapacità di amare, accogliere, di proteggere è la vera ragione della sua fine, ma lui si sente derubato. Tornato da Hacer, scopre che la madre è morta, la polizia sospetta di lui, crede ormai di essere finito e si reca in ospedale per affrontare il povero Kerim che lo guarda con i suoi occhi da cerbiatto destinato al macello che ti fanno venire voglia di saltare nello schermo per prendere a schiaffoni Mustafa.

"Mi hai rubato la vita, hai distrutto tutti i miei sogni", gli rinfaccia in un attacco feroce, approfittando che l'infermiera si è allontanata, che suo padre è in un'altra stanza e Fatmagul, che vive accampata nella stanza di Kerim, è andata a mangiare. Reputa che la moglie che ha dovrebbe essere sua, che la vita che il ragazzo possiede dovrebbe essere sua, ma non si rende conto che tutti i passi che ha fatto erano assolutamente sbagliati, la ragione per cui si ritrova dove si ritrova, senza vedere che ha una moglie che lo ama, un amico che, con reticenza, svela il suo alibi, un figlio in arrivo.
Lui pensa a Fatmagul, persa ovviamente per colpa sua. L'arrivo provvidenziale di Fahrettin Bey ci salva dal dolore e il ceffone che assesta a Mustafa è quello che gli è mancato durante tutto il suo percorso di crescita, cresciuto come un bambino egoista incapace di rendersi conto di quello che davvero contava nella vita.
Il padre di Kerim è convinto che lui sia colpevole e cerca di indagare, ma Hacer, ancora una volta, lo aiuta fornendogli un alibi, trovando una prostituta che racconta che la notte dell'omicidio lui era con lei e che l'uomo poi si sarebbe allontanato per non svelare nulla alla moglie. Grazie a questa testimonianza il destino di Mustafa cambia di nuovo.
Da derelitto e praticamente con un piede in galera, ecco che torna vincente, ancora una volta, nell'azienda degli Yasaran, solo per amareggiare i suoi soliti nemici che, vedendolo interagire con Meltem e la madre, ora padrone a loro volta dell'azienda, temono che lui possa allearsi con loro. Ecco nuovamente il momento di negoziare. Finalmente, sentendosi vincente, esulta con Hacer annunciando al loro bambino un futuro roseo e pieno di soddisfazioni, ma il dubbio della moglie rimane. Chi ha sparato a Kerim?

Hacer sospetta fortemente di lui, ma ancora tace, come ha fatto quando ha scoperto la storia di Vural. E se la nostra frustrazione cresce per Mustafa, ci aggrappiamo fortemente a Kerim e a Fatmagul che interagiscono sempre di più. Kerim chiede alla ragazza di fermarsi nel suo letto solo per cinque minuti, per tenerla vicino, respirare il suo profumo. Lei, agitatissima, non si sottrae e dallo sguardo che poi gli lancia, durante la notte, mentre dorme sul divanetto capiamo che la cosa non l'è dispiaciuta.
Certo siamo ancora lontano da un rapporto pieno e appagante, ma i passi, seppur lenti, ci portano lontano e quando sul finale vediamo la stoffa che Fatmagul ha ordinato per cucire il suo vestito da sposa, ci rendiamo conto che siamo sempre più vicini a un passo fondamentale nel loro rapporto.
Quali sono i giorni migliori di Fatmagul e Kerim? Pochi momenti rubati in un fiume di dolore e sofferenza, ad essere onesti, anche se, piano piano, i due si sono avvicinati sempre di più, cercando di trovare un sorriso, un motivo di gioia. Adesso che Kerim ha rischiato seriamente di morire, Fatmagul ripensa a tutta la sua vita con lui, al lungo percorso intrapreso, al suo desiderio di stare meglio, di essere una persona normale, come tutti quanti gli altri, di recuperare parte dei suoi sogni.
Kerim sembra essersi ripreso, tranne per una fastidiosa tosse che gli è rimasta, e come un bambino desidera che Fatmagul resti al suo fianco tutto il tempo, senza lasciarlo mai. Lei accetta di buon grado, studiando nei ritagli di tempo, quando lui si addormenta. I dottori dicono che l'intervento è riuscito, che sta migliorando, tranne la tosse fastidiosa che lo assedia e che i dottori dicono che sia un fatto normale.

Lei stringe continuamente la mano di Kerim, lo accarezza, con uno slancio fisico che prima le era estraneo, promettendogli che tutto andrà bene, soprattutto quando lui le racconta della paura vissuta, nel buio della notte, con il dolore che cresceva sempre di più, sotto la pioggia, convinto che sarebbe morto senza rivederla. Lei stringe la sua mano e gli promette che "i loro giorni migliori" devono ancora arrivare e che saranno felici, sì perché se sono riusciti a trovare l'amore, nel contesto in cui si sono incontrati, avranno anche la forza di essere felici, nonostante tutto.
Fatmagul si aggrappa a quella speranza, mentre tutto il mondo impazzito intorno a loro gira vorticosamente. Mukkades è rimasta sola con Rahmi e il povero ragazzo assunto al ristorante e da sola, con il suo pessimo carattere, deve cercare di mandare avanti l'attività.
Mustafa viene arrestato e portato in prigione perché chiarisca la sua situazione rispetto all'aggressione subita da Kerim. Nel frattempo sua madre, ricoverata in ospedale, sta sempre più male, assistita solo dalla povera Hacer che, pur tacendo, sospetta fortemente che Mustafa possa davvero aver sparato a Kerim, mosso dalla gelosia per Fatmagul, che non ha mai dimenticato.
E mentre Resat entra in profonda depressione, dopo aver perso l'azienda di famiglia, ed essere costretto ad avere a che fare con nuovi soci entrati nel direttivo, Perihan decide di prendere in mano le redini della famiglia, mentre i ragazzi, Erdogan e Selim, sembrano non rendersi conto di quello che succede intorno a loro, troppo presi da se stessi.
E intanto dall'Australia torna Fahrettin Bey, il padre di Kerim che, resosi conto che qualcosa non andava, torna precipitosamente, per scoprire quello che è successo al figlio. Il legame tra di loro, che sembrava al principio così improbabile, adesso invece si rafforza e sembrano esserci tutte le premesse perché davvero i tempi migliori possano arrivare.
Eppure c'è quella tosse, fastidiosa, insistente, anche se Kerim, quando Fatmagul chiede se si sente bene, risponde sempre "Iyiyim" (sto bene), quasi si fosse imposto che i loro giorni migliori debbano iniziare adesso, ma non è così, c'è ancora da soffrire, non solo per lui, ma anche per Fatmagul. Così a un certo punto la tosse rivela la sua vera natura, un'embolia che gli toglie il respiro e che lo fa finire in terapia intensiva, a rischio di vita nuovamente, con Fatmagul che piange dietro un vetro, invocando disperatamente che i loro giorno felici arrivino presto. Emozionante!