sabato 4 aprile 2026

Ölene Kadar - In cerca della verità (2)


 Questa serie ha le tinte fosche di un noir, di quei racconti malinconici e misteriosi, dove le tessere di un puzzle si devono combinare, anche se, a differenza dei gialli che si leggono e dove devi scoprire l'assassino, qui sappiamo che il colpevole è Ender che, come nelle più classiche delle cospirazioni, da IL CONTE DI MONTECRISTO in poi, ma anche prima, fa cadere il nostro puro eroe nella trappola per ambizione, desiderio e tutti i sentimenti ben noti.


Anche qui, scopriamo, che, dopo 11 anni, Ender ha sposato  Beril, la fidanzata di Daghan. La donna era andata in carcere per vedere il fidanzato, ma non aveva trovato la forza di credere in lui e si era fidata delle prove che avevano presentato. Lo aveva salutato strappandogli il cuore in mille pezzi, confessandogli anche di non aspettare più il bambino che avrebbe dovuto portarli al matrimonio. Dopo tutti quegli anni, la scoperta dell'innocenza dell'uomo amato, è un durissimo colpo per la donna che cerca per tutto l'episodio il coraggio di affrontarlo e di parlargli. Cercherà più volte di avvicinarlo, senza trovare il coraggio tranne sul finale.


Ma intanto l'inserimento di Daghan nella vita è difficile. Su di lui gli undici anni di carcere hanno steso un velo spesso e questo me lo avvicina molto alla mia sensibilità, ricordandomi un personaggio di un libro, che ha particolarmente nel cuore, quel German Torres di SANGUE IMPURO che dopo dieci anni di carcere (ingiusto anche lì) non è più in grado neanche di sorridere. Be', Engin interpreta il personaggio di Daghan proprio cogliendo l'essenza di un uomo innocente che ha perso la sua vita e che non si fida più di nessuno. Quindi per me questo è un plus!|


Certo lui ha ancora la famiglia, una madre che lo ha aspettato e che vive nell'ansia di perderlo di nuovo, una sorella che lo adora, ma che deve lavorare duramente e che mente sull'università per non far soffrire i suoi genitori, un padre che non lavora, ma che non osa dire la verità, tutti imprigionati nelle sofferenze che il complotto ha portato su di loro. Daghan prova a reinserirsi nella vita. Cerca davvero di trovare un percorso, un lavoro, ma lo fa senza grandi speranze. I colloqui finiscono con l'imbarazzante domanda di dove ha trascorso gli ultimi 11 anni e le speranze di trovare un lavoro serio spariscono.


Riprende i contatti con un ex convitto che aveva conosciuto in carcere e a questi chiederà quello che davvero lo muove, il bisogno di scoprire il nome del testimone che ha rovinato la sua vita. Lui cerca la verità, ma noi spettatori l'abbiamo già scoperta con l'inizio di questo episodio dove capiamo perché Selvi, l'avvocatessa, abbia deciso di dedicarsi al caso di Daghan.


Era proprio lei la bambina usata contro Daghan, a cui il fratello Yilmaz, con il quale conduceva una vita nomade, tra case abbandonate e loschi traffici, aveva proposto un gioco, l'ultimo, che avrebbe permesso a lei di avere un cuore nuovo e finalmente di poter avere una vita come tutti gli altri. Ma l'ultimo gioco è quello che compromette un uomo innocente, quello che lei incrocia nel corridoio, dopo averlo indicato ai poliziotti. La sua disperazione è rimasta con lei e quando è cresciuta ha fatto di tutto per scagionarlo.


Adesso lui vuoi scoprire chi sia il testimone che ha rovinato la sua vita, mentendo. Selvi cerca di dissuaderlo, ma non riesce e interviene solo per portarlo fuori nuovamente dal carcere dove è finito quando lo hanno sorpreso a rovistare nell'archivio della polizia. Lei lo segue anche quella casetta che ha trovato grazie ai contatti del carcere e dove dovrebbe lavorare come guardiano del porto. Qui l'ha seguita anche suo fratello Yilmaz, preoccupato dalla loro vicinanza. Selvi gli ha portato i moduli dell'università, che gli permetteranno di riprendere in mano la sua vita, ma lui è troppo pieno di rabbia per dimenticare. 


Vuole scoprire la verità e quando gli arriva un messaggio anonimo, che lo invita ad andare al cimitero, davanti a una tomba, per scoprire l'identità del testimone, prima rifiuta, memore della trappola che ha rovinato la sua vita, ma quando Beril lo raggiunge per chiedergli perdono e gli svela, per caso, che il testimone era una bambina, decide di andare e trova davanti la tomba proprio Selvi. Scoprirà così la verità? Mi sembra troppo presto, anche se è una serie breve. Una carta del genere non la svelerei subito. Corro a vedere il nuovo episodio per capire se ho ragione!

venerdì 3 aprile 2026

Ölene Kadar - Il complotto (1)


 Non avevo ancora visto questa serie di Engin Akyurek. Mi ero ripromessa di vederle tutte e, piano piano, le sto recuperando. Ölene Kadar non rientra tra quelle che hanno avuto maggior successo, almeno in patria, ma ogni suo lavoro merita davvero di essere visto e, confesso, il personaggio di Dağhan Soysür mi attirava visivamente e sapevo che avrei ceduto alla visione. A questo aggiungo che mi piace molto anche Fahriye Evcen, che ho visto in Çalıkuşu, accanto al ben noto marito, e in LA RAGAZZA E L'UFFICIALE e contrariamente a tutti quelli che la odiano per essere "la moglie di", l'ho sempre apprezzata molto.


Così, dopo aver visto gli altri lavori di Engin, ho deciso di immergermi in questa serie, piuttosto breve, solo 13 episodi, e subito sono stata risucchiata in un mondo, con un attore che, ogni volta, si cala nella parte con una bravura che davvero mi lascia spiazzata. Non dovrei esserlo, soprattutto dopo tutto quello che ho visto di lui, ma Akyurek ha la capacità di togliersi una pelle e di indossarne un'altra con una bravura davvero rara. Certo, riascolto la sua voce, riconosco i suoi gesti, il modo in cui si tocca il viso con le sue mani ampie, il suo passo mi è familiare (anche se diverso da Sancar e Tahir), ma gli occhi cambiano, sembra che in lui sia entrato qualcun altro e la storia di Daghan non è certo facile.


L'incontro iniziale tra lui e Selvi Nardan, interpretata proprio da Fahriye Evcen avviene quando lui ha già scontato ben 11 anni e gli occhi sono quelli di un uomo che in qualche modo si è spento. Lei si è appassionata al suo caso, vuole essere il suo avvocato, ma lui la respinge. Non crede più a nessuno e tanto meno che riuscirà a uscire. Ölene Kadar (Fino alla Morte) è quello che è stato scritto sulla sua condanna e non crede davvero che ne uscirà prima.


Un salto temporale di 11 anni ci mostra quello che è successo, facendoci incontrare un giovane Daghan, che studia medicina, che ama Beril, la sua fidanzata, che ha davanti un futuro luminoso. Quando lei arriva in ospedale per dargli la notizia che avranno un bambino, lui è pronto a organizzare subito le nozze e a sposarla, ma lei è la figlia di un uomo potente, che non accetta la decisione della ragazza ed è pronto a tutto pur di fermarla, rinchiudendola persino nella sua stanza e impedendole di chiamare il fidanzato.


Daghan, sicuro del suo amore, si reca a casa, liberandola e avendo uno scontro con l'uomo, ma portando via la figlia. Ad aiutarli arriva Ender, cugino della ragazza, che sembra animato da buoni propositi, ma che in realtà svela al pubblico subito la sua natura e l'odio che nutre per il padre di Beril con cui è in affari. Lontano da tutte queste questioni, la coppia di innamorati, con l'appoggio della famiglia di Daghan, organizza le nozze.


Ma il complotto è ordito e il giorno del matrimonio Ender, servendosi di alcuni uomini che ha pagato, spinge Daghan, che vede come una pedina da poter utilizzare, in una rete che lo avvolge senza possibilità di fuga. Attirato in un capannone, per un presunto appuntamento con il padre della ragazza, qui viene stordito da un uomo che lo aggredisce e lo droga, nel frattempo anche il padre di Beril viene attirato in una trappola, ricevendo un messaggio di Daghan, dal cellulare dell'uomo, che gli dice che potrebbe non sposare la figlia. 


Una volta arrivato l'uomo è avvicinato da una ragazzina, sempre parte del complotto, e mentre la bambina gli vende dei fazzoletti, degli spari lo annientano davanti agli occhi della bambina. Daghan si sveglia confuso e comincia a vagare per la città. Quando arriva al palazzo dove dovrebbe sposarsi è ormai sera e non c'è più traccia di nessuno. Confuso, non capendo quello che è successo, quando torna a casa trova la polizia che lo arresta. 


Quello che segue è tutto un piano orchestrato anche nei più piccoli particolari, con la testimone oculare che lo riconosce, le prove raccolte contro di lui, e la sentenza non può che essere quella terribile, inesorabile: condanna a vita. Anni dopo l'avvocata Selvi continua a recarsi in carcere per farsi ricevere, anche se lui l'ha cacciata e quando Daghan si reca nuovamente da lei, dicendole che lui è colpevole e che la smetta di insistere, Selvi gli presenta le prove che ha raccolto e che lo scagionano inesorabilmente perché Selvi ha trovato dei video di una manifestazione che si è svolta proprio quel giorno dove compare lui, vagando confuso, in un punto della città troppo lontano dal luogo del delitto.


L'avvocatessa capovolge la sentenza, spiazzando tutti. Daghan si ritrova libero, ma sono passati 11 anni, tutto è cambiato, lui stesso non è più il ragazzo che sognava il futuro. Adesso è un uomo indurito dal carcere che vuole scoprire la verità e Selvi, che lo ha aiutato, sembra in realtà sapere molto più di quello che lui immagina.


Come primo episodio è stato decisamente emozionante, leggermente cupo e piuttosto drammatico, ma Engin come al solito ha brillato, la trama si segue facilmente, Ferihye è convincente e mi sembra più matura e sono decisamente convinta di proseguire con la visione.

giovedì 2 aprile 2026

Kış Güneşi - L'importanza di una vita (18- Finale)

 


Ogni vita è preziosa, anche quella che apparentemente sembra inutile, quella che è servita solo per il mare, che ha lasciato una traccia terribile nell'esistenza del prossimo, perché fino alla fine c'è sempre la possibilità di fare del bene, quel bene che, sulla bilancia dell'esistenza di un essere umano, può incidere in maniera significativa, capovolgendo  il resto. Il male non si dimentica, ma il bene riscatta. Questo sembra il messaggio finale di questa serie breve, ma intensa che presenta qualche difetto (una castità eccessiva che, pur non determinante, mi resta come un elemento eccessivo in una storia dove la componente romantica ha un ruolo così importante, e un rallentamento, anche se breve, ma che si poteva evitare nella parte finale), ma che decisamente è un prodotto riuscito.


Kadim sacrifica la sua vita per Efe, riscattando l'omicidio del padre di lui, commesso sì per salvare la figlia, ma pur sempre un omicidio terribile. Dà la sua vita salvandolo e in qualche modo si riconcilia con se stesso sul finale, lasciando la povera Efruz nuovamente da sola, ma forte e determinata, decisa a riconquistarsi un posto nel mondo, a imparare a vivere con il suo dolore. Al suo fianco, incredibilmente, troviamo un personaggio assolutamente distante da lei, quel Bora fascinoso e interessante che tutte le donne desideravano e di cui lei non aveva assolutamente sentito parlare fino a quando la sua vita non si intreccia con quella di Nisan. Ma una dottoressa, dopo tutto quello che ha vissuto Bora, sembra davvero naturale e giusto.


Ma nel frattempo tutto l'ultimo episodio, dopo il riscatto di Nisan ed Efruz dalle mani dei delinquenti che le avevano rapite, è concentrato sulla sua malattia, sui tentativi disperati di Efe di trovare Seda, per chiederle di sottoporsi al test della compatibilità genetica perché lei è l'unica speranza di salvezza per la sorella. 


Seda ha vissuto una vita piena di conflitti, con se stessa, con il mondo. Mete è stato l'unico amore della sua vita, l'unico che in qualche modo le ha dato l'illusione e la speranza di poter finalmente essere felice. Quando lui è cambiato (o meglio è morto ed è stato sostituito dal fratello) il conflitto dentro di lei è dilagato, cercando un nemico con cui prendersela e Nisan era quella più vicina, anche perché il nuovo Mete sembrava davvero innamorato di lei.


Dopo la scoperta che l'uomo l'ha sempre amata, ma è stato ucciso, il dolore l'ha travolta e intorno a sé ha fatto terra bruciata. Disperata e sola per tutto quello che le sta succedendo, ha deciso di andare via e di abbandonare ogni cosa. Rifugiatasi nella casa che un tempo era di Mete e dove hanno vissuto momenti di felicità, pensa di farla finita, non considerando la sua vita importante. Efe la trova proprio quando è sul punto di farla finita, pregandola di aiutare la sorella. Seda rifiuta ma il giorno dopo si presenterà in ospedale, conscia che la sua vita, che voleva terminare, potrebbe davvero essere importante.


Siamo alle ultime battute, tutto sempre andare verso l'armonia. Efe organizza, con la complicità di tutti, un matrimonio in ospedale, prima dell'intervento, convinto che saranno felici, sicuro che ce la faranno. Nella vita reale potrebbe anche non essere così, ma qui speriamo e ci crediamo perché tanta disperazione deve pur trovare un suo equilibrio giusto sulla bilancia della vita. 


Ed eccoci proiettati avanti nel tempo, dopo l'intervento, dopo la sofferenza, con tutti i personaggi che hanno finalmente realizzato qualcosa. Efruz e Bora si frequentano assiduamente e dalla loro complicità capiamo che è nato un amore. La dottoressa ha anche ripreso a esercitare e la sua vita, anche se senza la famiglia d'origine, ha costruito un suo senso. Burak e Nadide hanno aperto un loro ristorante, dove Fatma aiuta assiduamente, Seda è una donna in carriera, potente e stimata, ma il nostro interesse è tutto per la coppia sulla spiaggia, sul loro futuro roseo, felice, dove l'amore ha finalmente trovato il suo cammino.


Serie interessante, la cui trama, sono sicura, ha ispirato la serie brasiliana creata da Lícia Manzo, UM LUGAR AO SOL. Non a caso il titolo richiama quel SOLE (Güneşi) che troviamo anche qui, con un fratello che "usurpa" l'identità dell'altro anche se qui per scoprire la verità e non per una rivendicazione di felicità che nel caso dell'altra storia non era toccata al fratello più fragile. Storia comunque ben sviluppata, un po' lenta dopo la scoperta dell'assassino, ma per il resto decisamente piacevole. VOTO: 7


mercoledì 1 aprile 2026

Kış Güneşi - Il rapimento (17)


Nisan è stata rapita. Non riesco a immaginare una situazione peggiore. Non solo la donna sta malissimo, senza le sue medicine, a un passo dalla morte, ma anche nelle mani di gente senza scrupoli che poco si interessa alla sua disperata richiesta d'aiuto. Lei prova anche a fuggire, ma il fisico non le permette di allontanarsi troppo prima di essere riacciuffata dai loschi ceffi che per tutta la vita hanno trafficato con suo padre e che adesso sono stati coinvolti da sua sorella.


Il nostro mancato eroe, nel frattempo, vive il suo furore frutto della gelosia, il tempo di ritornare a casa, condividere con il mondo la sua frustrazione e poi andare in ufficio dove, contrariamente al solito, tratta male tutti, aspettando di vedere il suo rivale. Il problema è che Bora, che stava aspettando Nisan in ospedale per il suo ricovero, si rende conto che la donna è sparita e chiede aiuto a Efruz, che incrocia in azienda, dove era andata a trovare Efe. I due, preoccupatissimi, si rendono conto che la ragazza potrebbe aver ripensato alla cura e sono particolarmente agitati. Efe, furioso con Bora, quando questi prova a chiedergli che cosa ha detto a Nisan, reagisce con rabbia e a questo punto, a risolvere la situazione, è la stessa Efruz che gli racconta della malattia di Nisan e della verità sul perché lo abbia respinto.


Efe è annientato dalla scoperta, ma non ha il tempo di meditare che i rapitori lo chiamano sul suo cellulare, mandandogli prima una foto di lei, nelle loro mani. Vogliono due milioni di dollari per rilasciarla. Inizia la disperata ricerca del denaro con una spaccatura evidente tra Bora ed Efe. Il primo vorrebbe coinvolgere la polizia, il secondo vuole fare tutto quello che i rapitori richiedono, per non mettere in pericolo Nisan, che sta sempre peggio.


Sono proprio le condizioni della donna che spingono i rapitori ad accelerare i tempi, temendo che lei possa davvero morire e loro perdere la loro merce di scambio. Efe sembra impazzito, rifiuta l'aiuto di Kadim, che ha una certa dimestichezza con quel mondo, e fa pressioni al direttore della banca per procurarsi il denaro. Tutti accolgono con angoscia la rivelazione del rapimento di Nisan, anche Leyla che aveva rifiutato, fino a quel momento, qualsiasi vicinanza con la ragazza, ma adesso, sapendo anche della sua malattia, si unisce a Fatma e alla sua famiglia, nell'attesa che la ragazza venga liberata.


Efe non riesce a procurarsi tutto il denaro in tempo, ma solo una parte e all'incontro con i rapitori si reca insieme ad Efruz, pronta ad aiutare Nisan che, senza medicine, potrebbe essere peggiorata. I rapitori sono sul punto di riconsegnare Nisan (anche se la scelta di restituirla anche con solo metà del riscatto appare piuttosto forzata! Meglio far finta che lui abbia consegnato tutto il denaro), ma nel frattempo Bora, non fidandosi della strategia di Efe, ha chiamato la polizia e i rapitori, venuti a saperlo, portano via non solo Nisan, ma anche Efruz.


Le due donne cercano di affrontare il rapimento con coraggio e la presenza di Efruz sblocca la situazione, perché riesce a procurarsi un cellulare da uno dei rapitori e ad avvisare suo padre. A questo punto, pur chiamando la polizia, Kadim ed Efe si recano nella casa in mezzo al bosco per liberare le due donne. C'è un conflitto a fuoco, ma Kadim è addestrato alla guerra e riesce a liberarsi quasi di tutti. Efe libera le due donne, ma quando stanno per fuggire, il capo della banda, con le sue ultime forze, spara un ultimo tiro verso Efe. A salvarlo è Kadim, che chiude il cerchio espiando i suoi peccati e morendo tra le braccia di sua figlia. 


Resta solo un episodio. Mi chiedo se l'esito sarà felice per questi sventurati protagonisti. Ma ormai siamo davvero agli sgoccioli.

martedì 31 marzo 2026

Kış Güneşi - La gelosia (16)

 


Com'è possibile credere che una donna come Nisan, che è vissuta anni legata a un uomo che la tradiva e che mai si è permessa di guardare altrove, una donna sincera, che è sempre stata dedita e che ha lottato per questo nuovo amore (o forse vecchio se si pensa al suo legame da bambina con Efe) possa, al primo ostacolo, decidere così bruscamente di cambiare pagina e di dimenticare chi diceva di amare profondamente e sinceramente? Tutti se lo chiedono e tutti sono convinti che non possa essere vera la storia della sua relazione con Bora, il fascinoso stilista arrivato da poco nell'azienda. Tutti, tranne Efe.


E qui è facile capire che la gelosia, "quel mostro dagli occhi verdi" (come la definiva qualcuno di ben noto!), acceca completamente Efe che, dopo aver visto Nisan arrivare davanti casa, sostenuta da Bora, invece di rendersi conto di come stia davvero la donna, coglie solo la possibilità che lei abbia deciso di mettersi con il collega, con il quale ha tanto in comune. Eppure tutti gli altri si stanno rendendo conto che c'è qualcosa di strano nell'aspetto di Nisan.


La donna ha cominciato a lavorare part time, assentandosi sempre di più, non riuscendo a consegnare in tempo il lavoro per il quale si era impegnata. Bora cerca di coprirla, ma vederlo intervenire fa solo peggiorare la gelosia di Efe, che diventa sprezzante nei confronti della nostra povera Nisan. Lei subisce, ma si rende conto che non può continuare a curarsi e a lavorare, così annuncia ai due proprietari, Seda ed Efe, che ha deciso di vendere le sue azioni e di andare via.


Mentre Efe è preoccupato dal pensiero di questo cambiamento improvviso, Seda invece, festosa, crede che potrà comprare le sue azioni e diventare l'azionista maggioritaria della compagnia. Come fare però per trovare il denaro? Sua madre potrebbe vendere la casa di Smirne, ma lei ne ha bisogno subito, per evitare che qualcun altro possa comprarle e qui cede alla proposta che il diavolo aveva già fatto a suo padre, rovinandogli la vita. 


Seda, infatti, aveva ascoltato in ospedale una proposta fatta dagli uomini pericolosi che per anni avevano usato la loro compagnia per trafficare armi, anche se Yakup aveva rifiutato. Decisa a incassare il loro denaro, ingenuamente, senza rendersi conto che le persone a cui si rivolge non sono certo brave persone abituate a trattare, cade nella loro trappola, impegnandosi a spedire le loro armi con la prossima partenza.


Se Efe è cieco per quanto riguarda Nisan, ci vede perfettamente per il resto e si rende conto che Seda è caduta nella stessa tentazione che ha sedotto Yakup e decide, dopo averla affrontata, di denunciare alla polizia che blocca il carico, compromettendo la sicurezza di Seda e, senza che lui immagini, anche quella di Nisan, visto come finisce l'episodio.


E intanto un'altra persona che capisce le vere condizioni di Nisan è Efruz che, dopo aver visto delle medicine per la leucemia sulla sua scrivania, e averla sorpresa nel reparto di oncologia, si rende conto di quello che sta succedendo, e la prega di ripensare a quello che ha deciso di raccontare. Tutta l'azienda, infatti, sa che partirà per una vacanza. In realtà deve ricoverarsi per intensificare le cure perché la situazione sta peggiorando. Lei prega Efruz di mantenere il segreto, ma prima di andare in ospedale chiede a Efe di incontrarla per allontanarlo definitivamente da lei, raccontandogli di avergli mentito e che effettivamente ha una storia con Bora. 


Efe si allontana disgustato, senza rendersi conto che si tratta, in questo caso, di una bugia ma la povera Nisan non ha il tempo di ricoverarsi che gli uomini della malavita, decisi a vendicarsi per il mancato carico spedito, la rapiscono praticamente sotto il naso del nostro eroe che, accecato dalla gelosia, davvero non si rende conto di nulla.

lunedì 30 marzo 2026

Kış Güneşi -Lasciarsi andare (15)

 


Che cosa separa Nisan dallo sfacello? È quello che mi chiedevo alla fine di quest'episodio dove davvero la tragedia si è abbattuta su di lei in modo pesante, senza che gli altri, troppo presi dalla loro vita e dai loro problemi, se ne siano resi conto. Certo, bisogna avere una certa dimestichezza con la malattia per coglierne i segni, ma che lei non sia più la stessa appare evidente, ma l'unico che cerca di sostenerla, di lottare per lei, di incoraggiarla è quel Bora che a prima vista mi era risultato il più antipatico e arrogante di tutti, invece, memore di quello che ha subito la sorella, che invece non ce l'ha fatta, decide di lottare con Nisan, contro lei stessa che invece vorrebbe a un certo punto lasciarsi andare.


E qui Bora recupera tutti i punti che in un primo momento gli avevo tolto a priori. Infatti mentre il nostro eroe lotta ancora per trovare un modo per perdonarla, lui le è accanto, nel momento della diagnosi, nel sostenerla al lavoro, inventando scuse che giustifichino i suoi ritardi, nel proporre di lavorare insieme in modo da aiutarla. Infatti Nisan, come le protagoniste più classiche, rifiuta di raccontare al mondo le sue condizioni e preferisce tacere, passare per una persona che sembra devastata dalla separazione e dalla scoperta di avere un padre assassino. 


Efe la spia da lontano, cerca di capire perché gli abbia restituito l'anello. Mentre sua madre Leyla festeggia la separazione, non avendo mai accettato la sua scelta di sposarla, e Fatma invece spera che i due si riconcilino, il suo cuore non sembra voler seguire la sua ragione che lo spinge a tenerla lontano. Non è un buon periodo neanche per lui, dopo aver scoperto che l'assassino materiale di Harun è Kadim, che lo ha aiutato in tanti momenti, lo ha sostenuto e gli è stato accanto. Dovrebbe denunciarlo e l'uomo è pronto a pagare, ma quando scopre che l'omicidio è accaduto per aiutare la figlia, un tempo profondamente malata, qualcosa in lui vacilla e decide di portarlo davanti alla tomba del padre per fargli confessare i suoi peccati. Lo risparmia, anche se poi l'uomo è consumato dai sensi di colpa.


Certo siamo toccati da questa vicenda, dal dolore di Efruz che in qualche modo vive quello di Nisan, sentendosi vicina a lei per la scoperta di avere un padre assassino, ma intanto il nostro interesse segue la protagonista, il modo in cui Efe la spia da lontano, come sia tentato di perdonarla ma non faccia mai il passo necessario. A smuovere le acque arriva Nadide, che finalmente si è decisa a un fidanzamento formale con Burak, che ha chiesto la sua mano. I due decidono di organizzare una festa in famiglia, ma la ragazza invita anche Nisan, sentendola molto vicina al suo cuore. La donna accetta e per Efe, rivederla muoversi in casa, risveglia ancora una volta tutti i ricordi del suo amore per lei. A rendere la situazione complicata è l'arrivo di sua madre Leyla, che la tratta con disprezzo e la donna decide di andare via.


Efe è sempre più convinto che il perdono si la soluzione, ma quando la distanza ormai si è creata a volte si dubita anche su che passi compiere per poterla colmare. Inoltre c'è quel Bora, presente in ogni momento, che l'avvolge con la sua presenza, non la molla mai. Come alla festa aziendale, dove Efe chiede a Nisan se parteciperà e lei si nega. Quando però si recano alla festa, lui la vede arrivare, bellissima e sorridente, insieme a Bora e la gelosia lo travolge, spingendolo a bussare alla porta di lei accusandola di avergli restituito l'anello perché interessata al collega. Nisan, che è sempre in bilico, senza sapere se lottare, come gli chiede continuamente Bora, o lasciarsi andare, lo caccia rinfacciandogli il fatto che è stato il suo mancato perdono ad aver posto fine alla loro relazione e non lei.


Toccato, Efe medita sulle sue parole e alla fine decide di riprovare con lei, recandosi il giorno dopo nuovamente a casa della donna, ma si tratta di una giornata particolare. Nisan si è recata a fare la prima chemio e ne è uscita devastata. Bora è corso da lei per aiutarla e quando scendono dalla macchina, con lui che la sostiene, perché lei non si regge in piedi, Efe equivoca la situazione e ne legge un momento romantico tra di loro e tutte le sue speranze si frantumano miseramente. Manca ormai davvero poco e qualcosa deve sbloccarsi, anche dal punto di vista dell'azione. Vedremo cosa succederà!


domenica 29 marzo 2026

Kış Güneşi - Padri assassini (14)

 

 Che finale di puntata! Sono senza parole! Tutto concentrato in pochi istanti, come uno tsunami che si abbatte sui personaggi. Che qualcosa stava succedendo alla povera Nisan è diventato evidente quando la strega di sua sorella ha bussato alla sua porta per gioire del suo dolore e il naso della povera ragazza ha cominciato a sanguinare. Non era per niente un buon segno, ma il modo spensierato in cui ha affrontato tutte le richieste dei dottori, turbati da qualcosa che avevano visto nelle analisi, rende terribile il momento in cui Bora la costringe ad andare a parlare con i dottori che le rivelano la verità sulle sue condizioni.


Certo, tutto l'episodio è in realtà basato proprio sulla figura dei padri assassini. Nisan ha avuto la sventura di scoprire che l'uomo che lei amava e rispettava come padre era in realtà un terribile assassino, interessato solo al profitto. Da cuore gentile qual è, non è riuscita a denunciarlo, pur non aiutandolo fino in fondo come lui aveva richiesto, ma Efe, che è stato mandato al parco da Seda, la figlia vendicatrice, riesce a farlo arrestare, dopo aver trascinato Nisan davanti all'evidenza del suo tradimento.


Lei non riesce a parlare e quando lui le svela di sapere tutto e che suo padre è stato arrestato, lei, pur disperata, spera in qualche modo di farsi ascoltare. Efe si chiude completamente, anche se non ha il coraggio di troncare con lei, come desidera la perfida Seda. Lui vuole capire cosa fare, perché il suo cuore la ama ancora, ma non riesce più a fidarsi di lei. Nisan cerca di parlargli. Tutto l'episodio è un continuo cercare Efe per fargli capire il suo punto di vista di figlia che non può tradire il padre e che, pur non avendo parlato, non lo ha davvero aiutato.


Efe però non riesce a trovare un punto di contatto con lei, anche se, tornando a lavorare nell'azienda, su richiesta di Leyla che non sopporta il modo in cui Seda sta gestendo la società, la vicinanza a Nisan e la gelosia per Bora appaiono evidenti segni di un sentimento per niente morto. Non riesce a perdonare la ragazza, ma allo stesso tempo non riesce a chiudere. Sarà la povera Nisan, stremata dalla tensione, ma anche da una malattia che non immagina di avere, a decidere di affrontarlo per restituirgli l'anello, consapevole che lui non può sposare una donna di cui non si fida.


Nel frattempo però ha fatto delle analisi in ospedale per donare il sangue per il padre che deve essere sottoposto a un intervento. Stupita scopre che non potrà donare e quando le chiedono di andare a parlare in ospedale, Bora, che scopriamo aver perso qualcuno di importante proprio per una malattia, la costringe a forza per ascoltare, insieme a lei, la terribile sentenza. 


Ma intanto un altro padre assassino e un'altra figlia alle prese con questo sentimento sono Kadim ed Efruz, che si rende conto della verità dalle parole di Efe, che racconta del famoso anello che indossava l'uomo che ha ucciso suo padre. Efruz è devastata, perché si rende conto che è stato proprio suo padre, che finalmente svelerà la ragione per cui ha commesso l'omicidio, ad aver ucciso il padre di Efe.


I momenti che i due vivono insieme sono un lungo addio, la raccolta di ricordi che dovranno durare per il resto della vita, perché l'intenzione di Kadim è quella di confessare la sua colpa e di scontarla in prigione. Ed eccoci dunque al terribile finale: mentre Nisan riceve un colpo durissimo, Efe, recatosi a casa di Efruz, ascolta dalle parole di Kadim il nome dell'assassino di suo padre. E adesso? Finirà davvero in prigione? E Nisan? Che cosa le succederà?