lunedì 9 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Una casa in mezzo al bosco (53)


In questo genere di storie, a un certo punto, c'è sempre una casa in mezzo al bosco dove i nostri protagonisti trovano rifugio e che concede loro intimità, un momento di confronto, di calma, di scontro. A volte è solo temporaneo, a volte è un simbolo. In SEFERIN KIZI la casetta cambia con il cambio della protagonista, diventa luminosa e serena, con l'addio della tormentata Nare. In CALIKUSU è il luogo dove la protagonista gioca a essere una moglie, grande, confrontandosi con l'amore adulto. C'è sempre una casupola, un luogo che offre quell'intimità che le famiglie turche, numerose, chiassose, presenti, calorose, non permettono ai nostri protagonisti.


Kerim e Fatmagul sono assediati dalla stampa. Le notizie ruotano, sono aggressive, ormai la verità si confonde con le bugie. C'è qualche giornalista che ancora li sostiene, ma ormai gli Yasaran sono entrati nel gioco e con il loro potere cercano di orientare la stampa che tormenta la povera Fatmagul, ritraendo i suoi sorrisi, sottoponendola al giudizio. Come fare per salvarsi? 


Viene proposto di mandarli via per un periodo, per permettere alle acque di calmarsi e che posto migliore se non la casa isolata dove Fahrettin aveva dato rifugio a Hacer? La casa in mezzo al bosco, lontano dai rumori e dagli affanni. 


Kerim e Fatmagul arrivano pieni di entusiasmo. Bisogna dire che siamo al punto della storia in cui entrambi sono innamorati, ma hanno difficoltà ad avvicinarsi anche fisicamente. La solitudine del bosco permette loro di ascoltarsi, di interagire, di aprire ancora di più il loro cuore. Lunghe passeggiate, la quotidianità fatta di poesie, di giochi di tavola, di complicità.


Arriverà anche un grosso cane bianco, Lodos, a cui entrambi si affezioneranno e a cui cercheranno di ritrovare i padroni, anche se nel fondo del loro cuore sperano di non trovarli per poterselo tenere. Non sarà così, ma questa condivisione permetterà ancora un passo avanti, più vicino, fino alla sera in cui, seduti fuori, davanti al fuoco, con Fatmagul che ha preso in prestito il libro di poesie di Orhan Veli Kanik che Kerim stava leggendo qualche sera prima, non arriveremo al fatidico bacio.


Anche il movimento impercettibile di Karim sulla panchina, per avvicinarsi ancora di più a lei, mostra come il momento sia giunto e negli occhi di Fatmagul non c'è più paura nei suoi occhi, non c'è più timore nei suoi confronti, solo un barlume di desiderio che porta al bacio, appena accennato, tra i due, ma che apre un mondo nuovo di infinite possibilità.


Intanto nel mondo altro, quello dove sono rimasti gli altri, succede di tutto. I giornali riportano la notizia del lavoro di Hacer, spifferato da Mukkades per neutralizzare l'intervista di Mustafa che rischiava di far apparire Fatmagul ancora una volta come colpevole. E Mustafa, stanco di dover accettare tutti i ricatti degli Yasaran, decide di rintracciare Yasemin, la donna che hanno usato per poter far cadere Turan, il padre di Meltem, nella loro trappola.


Ricatto su ricatto. Se loro utilizzeranno la sua confessione dell'omicidio di Vural, lui li trascinerà con sé. E intanto Meltem scopre che c'è un nuovo testimone, la domestica di Perihan, spaventata però da Resat che arriva a minacciare anche sua nipote. La guerra continua, eppure, lì, in mezzo al bosco, in quella casa solitaria, tutto sembra più tranquillo e pacifico e la felicità decisamente possibile.

sabato 7 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Sotto pressione (52)

 


La stampa è un nemico o un amico? Può orientare il giudizio della corte o solo quello dell'opinione pubblica? Ci eravamo illusi, con il sostegno della folla e dell'opinione pubblica che finalmente per Fatmagul ci potesse essere un po' di giustizia  ma l'illusione è stata di breve durata. È bastato poco perché il vento cambiasse e i nostri eroi si trovassero nel centro del ciclone.


Leman Hanım è ormai persa. La scoperta della morte del marito scatena tutti i suoi demoni, cominciando a vedere Vural da tutte le parti. Difficile che conciata in questo modo la corte possa darle un minimo di credibilità.


Persa lei, perdiamo anche Hacer che  ancora una volta, si lascia convincere da qualche parola sussurrata dalla profonda voce di Mustafa che lui è cambiato e che davvero vuole lei e il loro bambino, che dimentica che lui è un assassino e torna a casa con lui, rinunciando alla protezione di Fahrettin Bey. 


E che dire di quest'ultimo? Quando ormai contavano su di lui e sulla sua protezione contro i malvagi  ecco che deve partire e tornarsene in Australia con la simpatica Deniz. L'addio all'aeroporto è straziante e commovente.Kerim si reca lì per salutarlo ma il dolore che prova è tutto nei suoi occhi, sulla sua faccia anche se alla fine è andato per salutarlo.


Hiç beni affetmeyecek (Non mi perdonerà mai), dice alla figlia mentre si avviano verso l'aereo ma se ripensiamo a Kerim nella scena del cinema, poco dopo, dove il bravissimo Engin mostra tutta la complessa gamma di emozioni mentre guarda un film in cui in qualche modo si rivede, ci rendiamo conto che ci vuole ancora tempo ma questo non significa che non accadrà mai.


Intanto i nostri ragazzi sono sotto pressione. Reşat Yaşaran rilascia un'intervista dove fa comparire Fatmagul e Kerim come due approfittatori che hanno provato a estorcegli del denaro, con Mukkades che, incalzata da mille domande finisce per ammettere di aver preso del denaro, compromettendo la posizione di Fatmagul.


Kerim perde il lavoro nuovamente, questa volta per l'assedio dei giornalisti e anche Fatmagul non può uscire di casa. Che fare a questo punto? Fuggire sembra l'unica soluzione e la casa di Fahrettin, quella in cui aveva trovato rifugio Hacer, sembra l'ideale. Kerim e Fatmagul si allontanano dal mondo. Sarà possibile per loro trovare un pò di pace? E il loro rapporto ne beneficerà? 

venerdì 6 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - La seconda udienza (51)

 Siamo arrivati piano piano alla seconda udienza. Per la lentezza della legge sembra quasi di essere in Italia dove un processo può durare anni, con testimoni che muoiono, cose che cambiano. 



Ci viene concesso un flashback che ci riporta  indietro nei giorni precedenti, la ricerca di prove, di testimoni, il tentativo di sabotaggio da parte di Mustafa che cerca di dissuadere Meltem dal testimoniare contro gli Yasaran. Lei non cede, si mantiene solida. È arrivata da Ankara solo per dare il suo contributo e per fortuna lo sguardo blu mare di Mustafa con lei non riesce. Anche Hacer si è allontanata da lui. A salvarla è il nuovo bambino che aspetta e che lei vuole, follemente, far nascere, malgrado il padre.


Ad aiutarla a rifugiarsi lontano è il padre di Kerim, sempre presente accanto al figlio, a Fatmagul, cercando di aiutarli e di dare il proprio contributo. In questi giorni che precedono l'udienza, vediamo il rapporto di Kerim e Fatmagul diventare più stretto, sempre più caloroso, con il nostro ragazzo che le dà anche lezioni di guida, che la protegge dai giornalisti che ormai la seguono ovunque.


Il testimone chiave diventa la povera Leman, la madre di Vural che, contro tutti e tutto, decide di rispettare il desiderio del figlio e di confessare la verità. È lei il grande testimone che aspettano durante l'udienza. Ancora una volta tutto diventa difficile da gestire, il ripercorrere quei momenti, sentire l'accusa di Munir che cerca di distruggere tutte le prove.


Fatmagul resiste, nostra eroina, a tutto quello che viene detto: lei è un'interessata che finge di aver subito una violenza solo per ottenere qualcosa, Mukkades, che finalmente si presenta alla barra dei testimoni, viene descritta come un'arrivista che ha cercato di spillare loro soldi a ogni occasione, Meltem come una donnaccia che ha tradito il marito ripetute volte, mossa da risentimento e che è andata a letto anche con Mustafa pur di farlo soffrire.


Ogni imputato viene denigrato, la sua testimonianza capovolta e screditata. Cavaliere con armatura lucente è Kadir Bey che cerca di riaffermare il concetto fondamentale di verità e a tale proposito chiede che venga data autorizzazione per rintracciare i telefoni degli imputati e dimostrare che, la notte del crimine, erano tutti presenti.


Ma la grande imputata non arriva. Perihan, Semsi e Leman erano tutti in un'auto che doveva portarli in tribunale a Smirne. Qualcosa è successo. L'auto è finita fuoristrada, Şemsi è morto, le due donne sono rimaste ferite. Fatalità? Qualcuno ha organizzato tutto? A guardare Reşat Yaşaran si direbbe valida la seconda ipotesi. 


Intanto l'udienza viene sospesa nuovamente per l'assenza della testimone chiave e rimandata. Il padre di Kerim si congeda e il figlio, finalmente, lo chiama papà per la prima volta. 

giovedì 5 febbraio 2026

Fatmagül'ün suçu ne? - Il potere della parola (50)

 


Ed eccomi arrivata a commentare il cinquantesimo episodio, potente, commovente, quello che aspettavamo da tempo, dove finalmente le tessere cominciano a incastrarsi e i giusti finiscono per vedere un barlume alla fine della strada.


È il potere della parola che trionfa con tutta la sua consistenza, con il peso della sostanza e della verità dopo le menzogne, i tranelli. Certo ancora non siamo al finale, ma quel momento magico in cui Fatmagul scende dalla macchina e trova un mondo intero che la sostiene fa palpitare il cuore. Ma come siamo arrivati a questo momento? Partiamo dal principio.


Erdoğan è bloccato nella casa di Kadir, con tutto il mondo che, impazzito lo cerca, avendo visto la sua macchina parcheggiata. La furia di Kerim, il dolore di Fatmagul, la preoccupazione di tutti gli altri rendono spasmodica la ricerca mentre Nil, la dottoressa, che gli aveva dato una possibilità, lo aspetta inutilmente in un ristorante. Lui ha voluto peccare, recandosi di persona a molestare Fatmagul.


Riesce a fuggire, ma nella concitazione il silenzio che dovrebbe ancora coprire le vicende della ragazza, soprattutto agli occhi della giovane sorella di Kerim, Deniz, viene infranto dalla solita Mukkades, che quando si tratta di un pettegolezzo non rimane mai un passo indietro. Deniz resta sconvolta dalla ferocia di quello che la ragazza ha subito, ma Fatmagul comincia a parlare: di quello che ha sofferto, di quello che ha superato e di come si sia formato il suo legame con Kerim. Pura poesia, che poi emerge anche nelle scene successive, quando andrà dalla psicologa proprio con il marito.


Intanto Erdogan, per recuperare l'auto, si reca dalla polizia ipotizzando un furto assurdo che non giustifica perché i ladri dovrebbero averla lasciata proprio davanti a casa di Fatmagul, con cui c'è un contenzioso in atto. L'arrivo di Kerim e dell'avvocato Kedir fanno precipitare la situazione, ma nel frattempo la stampa, presente per l'arresto di un personaggio importante, è alle porte e una giornalista intrepida riconosce in Erdogan Yasaran l'accusato in un caso di stupro. Fiuta la notizia e comincia a filmare.


Ne segue una lite proprio fuori al commissariato, ma le riprese, l'arrivo di Fatmagul per recuperare Kerim, stravolgono la situazione. La giornalista non è uno sciacallo, ma una ragazza seria, che decide di darle voce, il potere assoluto della parola, che finalmente si esprime con tutto il suo peso.


Gli Yasaran non riescono a zittirla e questa volta l'abuso subito trova un canale per espandersi, per far sapere al mondo intero quello che ha ingiustamente subito. Sono grata a Mustafa per avermi abbandonato, dirà Fatmagul alla psicologa, durante una seduta liberatoria. Lui mi ha abbandonato ed io ho imparato che cosa sono davvero. Se non lo avesse fatto, avrei vissuto con l'idea della colpa, in qualche modo, invece da sola mi sono resa conto che non sono colpevole di niente e che sono più forte di loro.




Ed eccola brillare, nel suo processo di rinascita, di emancipazione, con Kerim che la guarda con occhi innamorati e orgogliosi. E così quando arriva il processo, finalmente, e  Fatmagul scende dall'auto insieme alla sua famiglia, la folla che l'accerchia, che la sostiene, gridando il suo nome, strappano palpiti puri di emozione. La folla la sostiene, scandisce il suo nome. Ci sono il padre di Kerim, sua sorella, ma anche Meltem, che le stringe la mano, pronta a sostenerla. Questa volta non è sola e anche se, entrando, si ritrova davanti i suoi aguzzini, le voci forti, da fuori, la sostengono come in un abbraccio. Momento apice!

mercoledì 4 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Nuovi equilibri (49)


Quelle parole sussurrate nel buio della stanza, mentre Kerim finge di dormire, sembrano tracciare un confine nella relazione tra il ragazzo e Fatmagul, c'è un prima e un dopo e il mattino successivo entrambi sembrano completamente diversi, avvolti da una nuvola d'amore che appare evidente agli occhi di tutti e soprattutto della terribile Mukkades a cui nulla sfugge.


Fatmagul sta vivendo una vera e propria infatuazione, quella fase tipica dell'amore dove tutto cambia colore e si vive proiettati attraverso lo sguardo dell'altro. Separarsi è difficile, anche per le loro attività quotidiane, e i due si cercano, anche telefonicamente, solo per sentirsi, per mormorare quel "Seni seviyorum" che può illuminare tutto.


Kerim è ancora malato, dovrebbe rimanere a casa e dormire. Con lui c'è Kadir con Ömer, l'altro avvocato che segue il caso di Fatmagul. Stanno spostando dei mobili in casa per dare maggiore disponibilità a questa famiglia che ha invaso la vita di Kadir. Ed è in questo caos che arriva la telefonata di Fahrettin Bey, il padre di Kerim.


Il nome di Fahrettin risveglia sempre un dolore profondo nel ragazzo che si affaccia per capire cosa stia succedendo. L'uomo ha ricevuto una lettera anonima dove lo si mette in guardia contro Mustafa, che starebbe facendo il doppio gioco con loro e gli Yaşaran.


I tre partono per raggiungere l'hotel dell'uomo, mentre Mustafa è da Fatmagul per indagare su come stanno procedendo le indagini. Kadir è un buon avvocato. Ha scoperto che i genitori di Vural hanno mentito fornendo l'alibi agli Yaşaran e pensa di usare le cellule dei cellulari per rintracciare i ragazzi la notte del crimine. Così Mustafa scopre tutto, anche se  in mano agli Yaşaran, sembra una scheggia impazzita.


Asu ha lasciato la lettera per il padre di Kerim e ha poi lasciato l'hotel. Si è sentita male e subito è andata dal medico. Questo bambino lo vuole tenere anche se suo padre è un assassino e ormai lo sa che esiste anche lui. 


Tutti scoprono che è lei che li ha avvisati su Mustafa e cercano di rintracciarla. Intanto Erdoğan è in piena crisi perché si rende conto che non può avere una vita normale, innamorarsi,  farsi una famiglia soprattutto dopo la chiusura di Nil, la dottoressa. Così, ubriaco, si reca con la macchina da Fatmagul, rimanendo in attesa.


Imprigionato poi nello scantinato della stessa casa, finisce per rimanere bloccato. Riuscirà a fuggire senza che nessuno se ne renda conto? Guardare per scoprire.


martedì 3 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Innamoramento (48)

 


Lo so che questa fase, di solito, arriva molto prima e qualcuno potrebbe ritenere troppo lenta questa dizi, ma la verità è che l'innamoramento di Fatmagul per Kerim non poteva che seguire questi tempi, forse lunghi, ma necessari perché il suo cuore guarisse, perché cominciasse a guardare Kerim con occhi diversi. Tutto è molto naturale, attento, necessario e quando li vediamo al riparo dalla pioggia nella camera che il proprietario del ristorante ha fornito loro, che giocano al gioco delle domande, palpitiamo con loro e sappiamo che a quell'ultima domanda fatta da Kerim: "Fatmagul, beni sevir misin?/Fatmagul, mi ami?", la risposta è chiara.


Kerim non l'ascolta in questo caso, perché si rende conto di aver fatto un passo eccessivamente lungo e quindi corre fuori, sotto al diluvio, per cercare un posto sicuro dove dormire e raffreddarsi come scopriremo a fine episodio. Lei però già ne è consapevole e lo mormora solo a se stessa, mentre il mondo sembra impazzito.


Il suo innamoramento ci colpisce e ci rende felici, mentre quello di Erdogan per la bella dottoressa ci spiazza improvvisamente, intensamente, turbandoci. Lui, il duro, quello che usa le persone, quello sempre in conflitto, ecco che cade falciato anche lui, sotto la spire decisa dell'amore. Ma ormai siamo troppo oltre. Lo aveva capito anche Vural, quando incontra in un bar, una sera, la ragazza che aveva amato e dalla quale si congeda, tristemente, consapevole che ormai è andato troppo oltre e non ha il diritto di essere amato.


Erdogan ancora non lo capisce. Crede che, in fondo, tutto è andato bene. Fatmagul è un problema, il suo ex fidanzato ancora di più, ma lui ha potere, ricchezza ed è convinto che si salverà, ma il suo nome è macchiato e basta che Nil digiti il suo nome su internet che tutta l'infatuazione del momento, l'illusione che si stava formando, si sgretoli bruscamente, inducendola a respingerlo con forza.


Erdogan cerca di giustificarsi, ovviamente dice che sono tutte calunnie, ma onestamente chi di noi, in una storia appena iniziata, proseguirebbe dopo aver scoperto una cosa così terribile? Nil si chiude e Erdogan, disperato, si rende conto che il carcere vero è fuori, che lo avvolge, che lo priva della possibilità di una vita serena.


Intanto Fatmagul scopre che i suoi traumi sono ancora presenti, possenti, che la inseguono impedendole di avere un minimo di serenità. Quando uno strano tipo nel bosco cerca di parlarle e la insegue, lei fugge disperata e Kerim si abbatte sul tipo come un fulmine. Si tratta di un uomo che ha problemi mentali e che da lei voleva solo una sigaretta, ma questo episodio fa esplodere il dolore e la consapevolezza in Fatmagul e Kerim che il percorso è ancora lungo e travagliato.


Ma quando arrivano a casa, lui le chiede di poter andare con lei dal medico, di fare la terapia insieme, consapevole che lui è parte del problema, come che anche lui ne ha tanti altri da risolvere. E in questo momento di comunione, arriva il piccolo uragano di Deniz, innamorata anche lei, pazzamente, al punto da fare un viaggio lontano, dall'Australia, pur di conoscere questo fratello sconosciuto.


E a poco servono i tentativi del padre di impedirle di incontrarlo. Lei va dritta al punto, ferma Kerim, mentre sta uscendo di casa, lo travolge di domande, lo avvolge con il suo calore e lui proprio non ce la fa a mandarla via, perché Deniz è un uragano pronta a risvegliarlo all'affetto per una famiglia che lui credeva non esistesse.


E così arriviamo alla dichiarazione di Fatmagul, quando il povero Kerim ammalato, è costretto a rimanere a casa, con una febbre altissima. Il medico gli prescrive una flebo, lui dorme nella camera di Meryem e alla fine, nel cuore della notte, la nostra Fatmagul lo raggiunge, giusto per sussurrargli la verità profonda del suo cuore. Quel "Seni seviyorum" che stavamo aspettando ormai da 48 puntate! Ma ne è valsa decisamente la pena.

lunedì 2 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? -La colpa di Mustafa (47)


 Tante cose succedono in questo episodio: Ergodan scopre l'amore, Fatmagul e Kerim in qualche modo si avvicinano e cercano di ritrovare quell'intesa che si era stabilita quando lui era in carcere e un temporale propizio sembra aiutarli, ma intanto quello che ci colpisce ancora è la colpa di Mustafa.


Più volte mi sono soffermata su questo personaggio ambiguo che in qualche modo risalta come un vero malvagio, manipolatore, accecato da un concetto sbagliato di onore che lo porta a ferire anche chi dice di amare. Il suo comportamento nei confronti di Hacer, che adesso ha sposato ma non si capisce se per metterla a tacere piuttosto che davvero innamorato, induce la ragazza a non rivelargli che aspetta ancora una volta un bambino.


Io al suo posto prenderei la famosa valigia viola e scapperei così rapidamente da non permettergli di rintracciarmi mai più, soprattutto dopo quello che è successo la volta precedente che gli ha detto di aspettare un bambino. Lei invece è reticente. Prende la valigia, poi la riposa, accoglie nella sua casa Lehman, la madre di Vural, che cerca un contatto con il figlio, combatte con se stessa. Rifiuta di seguire Mustafa in un viaggio all'estero che significa soprattutto far perdere le sue tracce alla polizia, ma poi consegna le foto per il passaporto quando lui comincia a gridare come un pazzo.


Povera Hacer! Che la donna non amasse se stessa lo si capiva anche dalla professione a cui si dedicata, ma l'incontro e l'innamoramento per un uomo come Mustafa è la prova evidente che deve ancora lavorare sulla sua autostima. Il giorno in cui l'uomo esce di casa per andare al consolato e farsi fare i due passaporti, qualcosa succede.


Degli uomini lo avvicinano, sembrano della polizia, lo arrestano e lo portano in un posto dove cominciano a interrogarlo per farlo confessare il delitto. In un primo momento siamo indotti a credere che siano davvero poliziotti che sono arrivati a lui grazie a qualche segnalazione anonima come quella fatta a Kerim mentre stava lavorando. 


Lì però scopriamo che si tratta di un uomo degli Yasaran, che lo chiama rivelandogli che Mustafa ha ucciso Vural. Kerim cerca di mettere in guardia Fatmagul che però non vuole crederci. Ci chiediamo perché faccia fatica a convincersi. È vero che lei lo conosce fin da quando erano bambini, ma è anche lo stesso uomo che l'ha rifiutata, che ha dato prova di violenza in più occasioni e che potrebbe davvero essere un serio pericolo per Kerim.


Lei non ci crede, mentre lui, portato in un posto strano, viene indotto a confessare il suo delitto, ripreso da una telecamera e costretto a firmare la sua dichiarazione. Capiamo in qualche modo che l'ammissione della sua colpa non è alla polizia e quando compaiono il famoso duo del gatto e della volpe, alias Resat e Munir, capiamo che con questo strumento in mano la corda intorno al collo di Mustafa si stringe sempre di più.


Per il resto siamo presi da Fatmagul e Kerim che per la prima volta viaggiano da soli, fuori città  e che vengono sorpresi da un temporale che blocca la strada costringendoli a rimanere. Speriamo che questo porti a qualcosa, al momento solo a una riconciliazione tra Kerim e Meryem, perché Fatmagul lo induce a pensare ai sacrifici fatti dalla donna per accoglierlo nella sua vita. E adesso? Che la tempesta sia propizia.