C'è una figura chiave in questa storia che, episodio dopo episodio, prende sempre più forma e occupa un ruolo centrale: quella del bambino. Che si tratti del piccolo Memo, nato contro il desiderio dei suoi genitori biologici ma fortemente voluto da Hülya; della piccola Bahar, che sembra racchiudere un mistero che nessuno riesce ancora a decifrare; del nuovo bambino che la nostra eroina aspetta con gioia e desiderio; oppure del figlio avuto da Cem, frutto di una violenza, dato per morto ma che, a quanto pare, tanto morto non è.

La storia riprende con Hülya nello studio della dottoressa, dove scopre, con sua enorme sorpresa, di aspettare un bambino, dopo aver creduto per più di un anno di non poter più avere figli. Era proprio questo che Nilay, l'amica di sua sorella, aveva lasciato intendere a Melek dopo il drammatico parto. Adesso, invece, Hülya scopre che non è affatto così: è incinta, ma continua a chiudersi a riccio quando il discorso cade sul passato, persino davanti alla dottoressa che le spiega come la sua prima gravidanza fosse stata particolarmente complicata. Lei nega, non vuole raccontare a nessuno ciò che le è accaduto, neppure a un medico che, in realtà, potrebbe avere bisogno di conoscere quella parte della sua storia.
Zeynep, che è con lei, coglie immediatamente il peso di quella bugia e, oscillando ancora una volta tra il ruolo di antagonista e quello di personaggio positivo, capisce che deve trattarsi del bambino avuto da Cem, quello che Hülya ha sempre sostenuto non fosse mai sopravvissuto.
Per il resto dell'episodio Hülya sembra camminare tre metri sopra il cielo. Va da Kerim per invitarlo in un luogo speciale dove potergli dare la bella notizia, incrocia una bellissima aspirante assistente che, senza un motivo preciso, le suscita immediatamente antipatia e poi parte con il marito per la celebre casa sulla scogliera, quella acquistata da Huseyin quando coltivava ancora l'illusione di un futuro con Melek.
Mentre loro due vivono tutta l'emozione del loro amore, ripercorrono insieme il passato e Hülya gli rivela finalmente di aspettare un bambino, suscitando l'entusiasmo e la sincera commozione di Kerim che, questa volta, desidera davvero diventare padre. Intorno a loro, però, continuano a intrecciarsi le mille vicende della famiglia Cevher, tra momenti più drammatici e altri decisamente più leggeri.
La sorella di Bayram, infatti, sembra aver perso la testa per l'autista dell'uomo e, con le scuse più disparate, cerca continuamente di attirarlo alla propria tavola, suscitando la curiosità delle donne di casa, il divertimento dei più giovani e la furia dello stesso Bayram.
Nel frattempo ci si affeziona sempre di più a Mahir, la "volpe", come suggerisce anche il suo caratteristico orecchino. Dopo aver respinto definitivamente Burcin, la donna di cui era innamorato e che lo aveva soltanto usato per conto della sorella di Filiz, e dopo essere stato abbandonato anche dalla madre, tornata al paese, ancora una volta diventa il punto di riferimento di Nilay.
Non solo viene coinvolto nelle vicende di Melek e dell'uomo che continua a perseguitarla sostenendo che Bahar sia sua figlia, ma riesce anche a impedire a Kaya di commettere un omicidio e di rovinarsi la vita finendo in prigione.
Melek, però, continua a mentire anche quando Mahir le
chiede apertamente chi sia davvero Bahar e di chi sia figlia. Posso comprendere il silenzio mantenuto in passato, quando Hülya era una ragazza irrequieta e profondamente fragile, ma adesso, continuando a mentire soltanto per paura di perdere la bambina, Melek comincia a macchiare anche il proprio personaggio, allontanandosi da quell'immagine candida e immacolata dell'eroina dolce e senza ombre.
Mahir sospetta, tace, continua a fare i conti con le proprie disgrazie, ma quando Nilay viene aggredita e gli chiede aiuto, corre immediatamente a salvarla. È proprio in quel momento che si rende conto che la ragazza gli ha mentito, che Bahar non è sua figlia e che lei e Melek stanno nascondendo una verità enorme.
A quel punto arriva anche Hülya, avvisata da Mahir, e durante il confronto la nostra eroina comincia finalmente a sospettare l'impensabile: che il figlio avuto tanti anni prima non sia mai morto.
La vita di Hülya è un puzzle difficile da decifrare. Ragazza problematica, nata nella miseria, con una madre troppo fragile per esserle davvero presente e un padre depresso e violento, ha sviluppato fin da bambina tutta una serie di fragilità, guidata dal desiderio di emergere e di conquistare quel posto al sole che riteneva un suo diritto, come dovrebbe esserlo per ogni essere umano. Se a questo aggiungiamo uno smisurato orgoglio, che l'ha portata spesso a compiere scelte sbagliate, capiamo come la situazione sia arrivata a questo punto, dove lo spettatore, diviso nei suoi sentimenti, pur non condividendo tutte le azioni di Hülya, prova tenerezza per questa donna sconclusionata, che commette più errori che mosse giuste, ma che ama sinceramente e senza condizioni.

Il piccolo Memo è entrato nella vita della famiglia Cevher per la ferrea volontà della donna. Se fosse stato per Kerim, non sarebbe mai nato e la madre biologica, Filiz, troppo incasinata con la propria vita, anche se avesse deciso di portare avanti la gravidanza avrebbe probabilmente trascorso gran parte del tempo attaccata alla bottiglia, incapace di trovare la forza di lottare per quel figlio che aveva scelto di mettere al mondo. Ancora oggi, a dire il vero, a combattere sembra essere soprattutto sua sorella, più di lei, nonostante il denaro e l'amore che Filiz sostiene di provare per Memo.

Quando il bambino viene portato a casa sua, contro la ferma volontà di Hülya che non voleva separarsene, Filiz dimostra subito, agli occhi di Kerim, di non essere pronta per il ruolo di madre. Basta il primo pianto del piccolo, spaesato da un ambiente nuovo e lontano da quello in cui è cresciuto, perché la donna perda il controllo della situazione. Kerim decide così di riportarlo a casa. Nel frattempo, però, abbiamo assistito a un nuovo gesto estremo di Hülya, che meditava addirittura di entrare armata nell'abitazione della rivale. A fermarla è stato il solito, insostituibile Mahir, truffatore dal cuore tenero che, pur avendo scoperto di essere stato ingannato dalla donna che ama, pagata dalla sorella di Filiz, continua a preoccuparsi di tutte le donne della sua vita: dalla madre, alla sua "Şef", fino alla stessa Filiz.

Hülya riabbraccia Memo, che torna finalmente a casa, ma subito dopo comincia a sentirsi male e a svenire misteriosamente. Di fronte a una donna giovane, sposata e apparentemente in salute, il primo pensiero va inevitabilmente a una gravidanza. Noi, però, eravamo già stati preparati dai flashback che ci avevano mostrato la conversazione tra Melek e Nilay, durante la quale si diceva che, dopo la nascita del bambino frutto della violenza subita da Cem, Hülya non avrebbe più potuto avere figli. Conversazione che, particolare non secondario, era stata ascoltata proprio da Hülya.

A questo frammento del suo passato si aggiungono nuove tessere che completano il puzzle e ci aiutano a comprendere meglio il personaggio. Ci eravamo infatti chiesti come fosse possibile che una donna come Hülya, capace di amare così profondamente un bambino non suo, addirittura nato dalla relazione del marito con un'altra donna, avesse potuto rinunciare alla piccola Bahar. Adesso scopriamo che, subito dopo il parto, si era pentita e aveva chiesto della sua bambina. Fu però la sorella, decisa a prendere in mano la situazione, a dirle che la piccola era nata morta, che le sue preghiere erano state esaudite e che Allah l'aveva voluta con sé. Da una Melek così dolce e generosa, sinceramente, una simile crudeltà non ce la saremmo mai aspettata.

Adesso che Hülya continua a stare male, comincia a temere che possa trattarsi di qualcosa di grave e, in una situazione piuttosto insolita, accanto a lei troviamo proprio la rivale della prima parte della storia: Zeynep che, pur avendo finalmente divorziato da Huseyin, continua a vivere nella casa dei Cevher per permettere alla figlia di crescere accanto al padre e alla sua famiglia.
È proprio Zeynep ad accompagnare Hülya in ospedale dopo l'ennesimo svenimento e qui arriva una rivelazione destinata a cambiare tutto. La donna scopre infatti di essere incinta e capisce, con enorme stupore, che le parole di Nilay non corrispondevano alla verità. Potrà arrivare anche a comprendere che il figlio che credeva perduto è in realtà la piccola Bahar?

Nel frattempo Mahir scopre che Cem ha avvicinato Filiz con l'intenzione di sedurla e di spillarle del denaro, facendo leva sulle sue fragilità. Devo ammettere che, pur comprendendo il pudore tipico delle serie turche, mi chiedo ancora come quest'uomo possa esercitare un qualsiasi fascino dopo quello che gli ha fatto Huseyin. Ma la serie lascia tutto volutamente sfumato e, alla fine, è molto più la seduzione della bottiglia a trascinare Filiz verso il baratro che non lo sguardo chiaro di Cem. La donna finisce così per svergognarsi davanti al paese e alla famiglia Cevher, alimentando ancora di più il dubbio che possa davvero essere una buona madre per il piccolo Memo.
La storia continua a mantenere un buon ritmo narrativo. E non è affatto scontato, considerando che siamo ormai vicini ai trenta episodi. Sono davvero tanti, eppure la serie riesce ancora a incuriosire e a tenere viva l'attenzione dello spettatore.
Hülya è un personaggio controverso, inutile negarlo. È capace di qualsiasi cosa, ma allo stesso tempo lo spettatore finisce per prenderla in simpatia e, per tutto quello che ha sofferto, prova una profonda tenerezza nei suoi confronti. Adesso, vedendola sul punto di oltrepassare ogni limite, lanciandosi con l'auto contro Filiz, colpevole di volerle portare via quel bambino che il suo cuore ha ormai adottato e che considera a tutti gli effetti suo figlio, temiamo davvero che, accecata dalla rabbia, possa averla uccisa. E mentre, disperata, fugge dalla scena e tutti si mettono a cercarla — Kerim mosso da un terribile presentimento, Mahir dal timore che abbia commesso una follia — ci chiediamo a chi sceglierà di raccontare la verità.

Ovviamente è Mahir, l'amico e il complice, l'unico che non la giudica e che è disposto ad accogliere qualsiasi confessione. È anche la persona a cui Hülya ha raccontato quello che ha subito da Cem e del bambino che aspettava, mentre l'amore, rappresentato da Kerim, non le ha mai dato le stesse certezze. Kerim è colui che la giudica, che non riesce a comprendere i lati più oscuri della sua anima. È l'uomo che lei ama, ma che continua a vedere, in qualche modo, superiore a sé.

Quando scopre ciò che è accaduto, Mahir interviene immediatamente. La accompagna a casa di sua madre e, nel frattempo, cerca di far sparire l'auto con cui Hülya ha investito Filiz, che, fortunatamente, se l'è cavata con un enorme spavento perché Hülya ha sterzato all'ultimo istante. Kerim telefona e, questa volta, è Mahir a rispondere, raccontandogli ogni cosa. Anche se quella strana complicità tra quest'uomo e sua moglie continua a infastidirlo, Kerim non può negare quanto Mahir sia stato fondamentale anche in questa occasione.

Hülya torna a casa, ma, come sempre, intorno a lei accadono mille altre cose. Scopriamo che il grande amore di Mahir, la misteriosa Burcin, è in realtà complice della sorella di Filiz, che l'ha messa sulle sue tracce per capire quale ruolo stia giocando nella vicenda. Eppure, arrivata a questo punto, la donna restituisce il denaro ricevuto perché non si sente più capace di continuare a prendere in giro Mahir, soprattutto dopo che lui le ha addirittura chiesto di sposarlo. Che si sia davvero innamorata?

Intanto, però, la verità viene a galla nel modo più drammatico. Filiz, andata a trovare la madre di Mahir, scopre proprio da lei che è stata Hülya a tentare di investirla. Furiosa e risentita anche nei confronti di Mahir, ormai convinta che stia aiutando la sua nemica, decide di vendicarsi nel modo peggiore. Si presenta a casa di Kerim e rivela tutta la verità a una famiglia che fino a quel momento ignorava ogni cosa. La prima a restare sconvolta è Süheyla, la moglie di Bayram, che scopre che Hülya ha mentito a tutti fingendo una gravidanza e che Memo è, in realtà, il figlio di Filiz e Kerim.
Ferita da tutte quelle menzogne, Süheyla caccia Hülya di casa, impedendole perfino di portare con sé il bambino. La donna trova rifugio dalla sorella, ma continua a chiudersi nel silenzio, incapace di raccontarle quello che sta vivendo, quasi temesse ancora quella verità che dimostra che Mehmet, biologicamente, non è suo figlio.
Saranno Bayram e Kerim a cambiare le cose. Kerim spiega finalmente alla madre che è stata proprio Hülya a salvare quel bambino da un destino terribile e che è solo grazie a lei se Mehmet è entrato nella loro famiglia. A quel punto Süheyla comprende il sacrificio della nuora, va a cercarla e le chiede perdono, riportandola a casa.
È un momento fondamentale perché segna una svolta nel cuore della nostra eroina, che trova finalmente il coraggio di confessare anche a Melek tutto quello che prova per Memo. La maternità, che Hülya aveva sempre vissuto come il frutto di una violenza e che aveva cercato di rifiutare, riaffiora proprio grazie a quel bambino. Per la prima volta ammette a se stessa di averlo desiderato per colmare un vuoto immenso. Melek scoppia in lacrime perché capisce, ancora una volta, quanto il suo silenzio stia nascondendo una verità enorme alla sorella che ha sempre cercato di proteggere.
Ma la pace, nella casa dei Cevher, non sembra destinata a durare. Filiz, decisa a vendicarsi di tutti, si presenta con la polizia e il suo avvocato per portare via il piccolo Memo, senza preoccuparsi minimamente della felicità del bambino. E la sensazione è che, da questo momento in poi, la storia sia destinata a complicarsi ancora di più.
Se nell'episodio precedente soffiavano venti d'amore, qui il registro cambia decisamente, man mano che la storia si complica e Filiz, forte del potere economico che adesso possiede e dell'appoggio della sorella, molto più lucida di lei, decide di portare avanti la sua battaglia legale per vedersi riconoscere i diritti di madre. Il test del DNA, che dimostrerà oltre ogni ragionevole dubbio che è lei la madre biologica, devasta Hülya perché è chiaro a tutti coloro che conoscono la verità che quella prova rischia di privarla della convinzione che ha coltivato fino a questo momento: che il piccolo Memo sia davvero suo figlio.

Tutte le incomprensioni precedenti tra lei e Kerim sembrano spazzate via dalla drammaticità degli eventi. Lui cerca di starle vicino, di mostrarle la sua solidarietà, prova a tranquillizzarla e a muovere mari e monti, aiutato anche dal padre e dal fratello. Hülya, però, è troppo devastata per pensare all'amore o a recuperare il rapporto con il marito. Non riesce a liberarsi dall'idea che stia perdendo il piccolo Memo.
L'amore passa quindi in secondo piano e l'attenzione si concentra soprattutto sullo scontro. Il test del DNA viene eseguito e, nel frattempo, Huseyin cerca di avvicinare la sorella di Filiz per capire quali siano le loro mosse. La donna sembra interessata a lui e questa situazione rende ancora più fragile il rapporto che, con mille difficoltà, sta nascendo tra lui e Melek, divisa tra la felicità per questo amore e lo stupore nel vedere Huseyin sempre assorbito da questioni che non può spiegarle e che, inevitabilmente, riguardano sua sorella.

Huseyin è un uomo desiderato, forse persino più di Kerim. Se lo contendono la moglie, la donna che potrebbe diventare la sua nuova compagna e anche la sorella di Filiz. Quando Zeynep scopre che lui ha incontrato Melek al parco insieme alla loro bambina e, poco dopo, le fotografie che lo ritraggono con la sorella di Filiz finiscono su tutti i giornali, lo spettatore, pur non trovandola particolarmente simpatica, finisce quasi per solidarizzare con lei.

La guerra, però, non è soltanto questa. È soprattutto quella tra Hülya e Filiz. Quando la nostra eroina scopre che il test del DNA è stato effettuato, che conferma la maternità biologica di Filiz e che sarà possibile registrare il bambino indicando lei come madre, il mondo che Hülya aveva costruito fino a quel momento crolla in mille pezzi. Sconvolta, fugge perfino dal marito, che le aveva chiesto di fidarsi di lui e di lasciargli gestire la situazione. Adesso, però, dentro di lei sembra esserci spazio solo per la vendetta e, dallo sguardo carico di rabbia con cui fissa la sua rivale alla fine dell'episodio, si ha davvero l'impressione che possa arrivare a qualsiasi cosa.

L'unico che sembra volare sereno verso l'amore è Mahir, ma c'è qualcosa di strano nello sguardo della donna di cui si è innamorato, la misteriosa attrice che ha accolto il suo corteggiamento ma che, quando lui non la osserva, appare sempre preda di una strana disperazione. Qual è la sua storia? Che cosa nasconde? Anche su questo fronte la pace sembra ancora lontana ma, trovandoci ormai all'incirca a metà della storia, sappiamo bene che possono ancora succedere molte cose.
Eh no, i venti d'amore che soffiano non sono quelli tra la nostra Hülya e Kerim. Tornati a vivere sotto lo stesso tetto, la convivenza avrebbe potuto riavvicinarli, risvegliando quel legame che, nonostante tutto, continua a esistere. E in parte è proprio quello che sta accadendo. Piano piano Kerim si mostra più morbido nei confronti della moglie, soprattutto davanti ai problemi che stanno affrontando con Filiz, ormai decisa a rivolgersi al tribunale per rivendicare i suoi diritti di madre.
Quando arriva la convocazione del giudice, nella famiglia Cevher, come al solito, esplodono confusione, drammi e pathos. Nessuno sembra aver capito davvero che cosa stia succedendo, tanto che Zeynep si convince — e convince anche gli altri — che Kerim abbia avuto un altro figlio con Filiz, senza rendersi conto che il bambino al centro della contesa è proprio il piccolo Memo.
Hülya è disperata e, nel suo dolore autentico, quello di una madre profondamente legata a un bambino che ha voluto con tutta se stessa, che ha fatto nascere e cresciuto come fosse suo, Kerim comincia finalmente a mostrare qualche cedimento. È lei, però, chiusa nella propria sofferenza, a non lasciargli molto spazio. La sua preoccupazione, inoltre, non riguarda soltanto la causa e il timore che un test del DNA possa far emergere tutta la verità sulla nascita di Memo, ma anche il ricatto di Cem.
Ed è proprio Cem il personaggio che continua a lasciarmi qualche dubbio. Dopo che Hüseyin gli ha sparato, invece di raccogliere i cocci della propria vita e sparire definitivamente dalla scena, continua a tormentare la nostra protagonista, pretendendo denaro in cambio del video contenente le confessioni di Mahir.
Hülya, come sempre, si rivolge al suo fedele complice che, con la consueta abilità, riesce a tirarla fuori anche da questa situazione. Introduce infatti un virus nel computer di Cem e rende inutilizzabile il filmato. Quello che, però, mi convince un po' meno è vedere Hülya ancora terrorizzata da quest'uomo, quando ormai Hüseyin conosce tutta la verità ed è una persona a cui potrebbe tranquillamente chiedere aiuto. Ma Hülya è Hülya: ha sempre affrontato i problemi a modo suo e, arrivati al ventiquattresimo episodio, questa è ormai una delle caratteristiche più riconoscibili del personaggio.
I venti d'amore, dicevamo, non soffiano ancora davvero tra Kerim e la moglie. Hülya, terrorizzata dall'idea che il giudice abbia autorizzato il test del DNA, quello che dimostrerà che non è la madre biologica di Memo, arriva addirittura a prendere il bambino e a lanciarsi a folle velocità per le strade notturne di Istanbul.
L'amore soffia invece tra Hüseyin e Melek che, dopo mesi e mesi di attesa, finiscono finalmente per cedere ai sentimenti (ovviamente con tutta la delicatezza e la discrezione tipiche di questo genere di produzioni). Avevamo già intuito che Melek fosse sul punto di prendere in mano la propria vita e scoprire che anche il giovane Hüseyin, anni prima, fosse rimasto colpito dalla sorella di Hülya, conferma quanto questa storia fosse destinata a sbocciare. È proprio la dolce Melek, una sera, restando nel ristorante, a preparare una cena speciale per lui e a confessargli di aver deciso, almeno una volta nella vita, di mettere davanti la propria felicità.

Da questo punto di vista nessuno può davvero darle torto. I problemi, però, non mancano e all'orizzonte compare un nuovo pericolo: l'uomo a cui avrebbe dovuto affidare in adozione la piccola Bahar e a cui, alla fine, ha deciso di non consegnarla. Adesso quell'uomo ha scoperto dove vive e dove lavora e potrebbe diventare un ostacolo davvero serio.
E venti d'amore sembrano soffiare anche per Mahir che, letteralmente folgorato da una giovane attrice incontrata per caso, resta immediatamente affascinato dalla ragazza. Tanto da presentarla persino a Melek e al resto della famiglia. Eppure continuo ad avere il sospetto che dietro questa comparsa ci sia qualcosa di più e che qualcuno stia cercando di neutralizzare il più fidato collaboratore di Hülya. Vedremo se sarà davvero amore o soltanto l'ennesimo gioco di specchi di questa storia.
Hülya ha inseguito Kerim sperando di potergli parlare, di raccontargli finalmente tutta la verità, ma anche nella speranza che lui possa perdonarla e ricucire quello strappo che non ha separato soltanto loro due, ma che ha avuto conseguenze devastanti anche sul resto della famiglia. Bayram e Süheyla, infatti, sono ormai vicini alla rottura e lei si è trasferita nella casa di campagna, decisa a separarsi dal marito.
Hülya è riuscita a raggiungere Kerim e ha provato a spiegargli tutto, ma lui, accecato dal risentimento e incapace di mettere da parte il dolore, l'ha cacciata in malo modo. Poco dopo, però, il rimorso prende il sopravvento. Si accorge che la donna è sparita nei boschi senza nemmeno portare con sé la borsa e l'ansia lo spinge a cercarla. La ritrova priva di sensi, con la testa insanguinata, dopo una caduta contro una roccia.
Per un attimo tutta la rabbia scompare. Kerim la porta immediatamente in ospedale e resta al suo fianco finché non scopre che, fortunatamente, le sue condizioni non sono gravi. Passato lo spavento, però, torna a costruire il muro che aveva alzato tra loro e le comunica che il giorno seguente l'accompagnerà all'aeroporto perché possa tornare in città. Hülya tace. Si sente colpevole, soffre per quella separazione e, soprattutto, per l'impossibilità di farsi ascoltare.

La notte trascorsa lontani, però, non aumenta davvero la distanza tra loro. Al mattino, quando Hülya gli chiede di poter vedere Memo, Kerim finisce per cedere. Ed è proprio il bambino, con il suo bisogno spontaneo della madre, a favorire un nuovo contatto tra i due. Appare ormai evidente che Kerim ami ancora Hülya, nonostante il rancore per quello che continua a credere sia stato il suo silenzio complice per proteggere Bayram. Bisogna però riconoscere una cosa a Hülya: non smette mai di cercare di dirgli la verità. Continua a ripetergli che l'unica responsabile è lei e che il padre ha mentito soltanto per evitare che il loro matrimonio andasse definitivamente in frantumi.

Kerim, però, è convinto fin dall'inizio che Bayram fosse contrario alla sua carriera universitaria e desiderasse soltanto riportarlo in Turchia. Per questo gli è stato facile credere che dietro la sua espulsione ci fosse proprio il padre. Così, nonostante i continui tentativi di Hülya di spiegarsi, lui resta chiuso nelle proprie convinzioni, arrabbiato con il mondo intero.

La giornata trascorsa insieme, prima del ritorno in città, non basta a sciogliere i loro contrasti, che esplodono in maniera quasi simbolica nella piscina di fango del resort. Hülya continua a ripetergli che l'unica colpevole è lei, ma Kerim sembra cieco e sordo davanti alle sue parole. È allora che la nostra eroina, ormai allo stremo, lascia cadere ogni difesa e gli dice finalmente tutto quello che sente. Gli ricorda di essere stata lei, fin dall'inizio, a lottare per costruire quella famiglia, arrivando perfino a mentire e a manipolare pur di non perderlo, mentre lui non le ha mai concesso una vera possibilità. L'ha giudicata fin dal primo istante, l'ha respinta, l'ha allontanata e, alla fine, le ha portato via perfino il loro bambino.

Di fronte a una Hülya così fragile, che mette finalmente a nudo la propria anima, Kerim non può fare a meno di intenerirsi. Sembra l'inizio di un riavvicinamento, ma una volta tornati in città ribadisce alla madre di non aver perdonato né Bayram né Hülya e che, per lui, nulla potrà più essere come prima.
Nel frattempo, però, nuovi pericoli si profilano all'orizzonte. Filiz, rimasta sorprendentemente in disparte nelle ultime due settimane, decide, dopo essersi consultata con il suo avvocato, di presentare domanda per ottenere la custodia del piccolo Memo. Riuscirà nel suo intento? E questa nuova battaglia finirà per riunire ancora una volta Kerim e Hülya?