venerdì 15 maggio 2026

MERYEM - Dubbi (4)

 


Allora, mettiamoci comodi perché l’episodio 4 è stato un concentrato di ansia, bugie e gente che farebbe meglio a farsi un corso di onestà. Se pensavate che il triangolo Meryem-Savaş-Oktay fosse complicato, oggi abbiamo aggiunto il carico da undici con l'ingresso in campo di Derin, la regina del "faccio tutto per amore (ma in realtà sono psicopatica)". Ma andiamo con ordine.


L'episodio riparte dal bosco. Derin ha visto Meryem e Oktay insieme e, invece di fare la persona normale e dire a Savaş: "Ehi, guarda che il procuratore e la carcerata si conoscono bene", decide di giocare a fare la cattiva della Disney. Lei vuole Savaş e, siccome vede che lui si sta ossessionando con Meryem (anche se per ora è un'ossessione  del tipo "ti voglio distruggere"), decide di ricattare Oktay.  In pratica dice al Procuratore: O fai sparire Meryem dalla vita di Savaş, o dico a tutti che sei un corrotto che va a letto con le sue imputate". E Oktay, che è un uomo a cui interessa solo la sua ascesa sociale, inizia a sudare freddo.


Meryem, nel frattempo, inizia ad avere due neuroni che finalmente si incontrano. Non me ne vogliate! Lo so che è tenere, dolce, innocente e che il mondo è cattivo con lei, ma a volte davvero faccio fatica a entrare in empatia con lei, se penso che il fidanzato che ha accanto è un subdolo e lei non se n'è mai resa conto. In questo caso, sembra essersi data una svegliata e chiede a Oktay: "Senti bello, ma perché mi hai detto di avermi salvata dall'incendio se invece è stato Savaş?". Ovviamente lo fa, non in questi termini! Quella sarei stata io, molto più volgare!


Ovviamente Oktay la mette sempre sullo stesso piano. Volevo proteggerti, lui è un pazzo furioso, non volevo che tu ti fidassi di lui o diventassi più morbida nei confronti di un uomo che potrebbe fare di tutto! Dall'altro lato capisce che la situazione gli sta scivolando dalle mani. Ha Savaş alle calcagna, Derin che lo ricatta e Meryem che inizia a farsi domande. Cosa fa un uomo disperato? La porta in un hotel. Ma non per un weekend romantico, eh no anche se a un tratto sembra quasi pensare di poter unire l'utile al dilettevole e approfittare della situazione. Per fortuna in questo caso Meryem mette un paletto, provando un sottile dubbio. Poco conta, lo scopo per Oktay è un altro. La vuole nascondere, isolare, tipo "Raperonzolo" ma con più telecamere di sicurezza.


Mentre quei due sono in hotel a cercare di capire come non finire in galera, Savaş è in modalità Sherlock Holmes arrabbiato. Con l'aiuto di Güçlü (l'unico con un briciolo di buon senso in tutta la serie), segue le tracce. Non gli torna niente: perché il Procuratore si interessa così tanto a questa ragazza? Perché Meryem non parla? Nel frattempo abbiamo Derin che continua, inutilmente, a invitarlo a cena, a pranzo, a colazione, nella speranza che lui possa cominciare a vederla come qualcosa di diverso dalla sorellina o dall'amica del cuore. Ovviamente ogni volta succede qualcosa e lei vede il suo pollo sfuggire dal piatto e correre via, di solito dietro a Meryem.


Savaş arriva all'hotel. È una furia. Cammina per i corridoi con quell'aria da "adesso sfondo tutto" che ormai è il suo marchio di fabbrica. Ed eccoci alla scena madre, quelle che chiudono gli episodi turchi delle dizi e che, nei tagli delle versioni internazionali si spalmano sulla continuità. Meryem e Oktay sono lì, convinti di essere al sicuro, ma la porta si spalanca con vigore ed entra lui: Savaş che guarda il procuratore con l'aria di averlo fatto cadere nella sua trappola. Speriamo che il nuovo episodio non ci allontani, come fanno di solito, dalla verità, allungando il brodo.


Alla fine della visione di questo nuovo episodio, possiamo trarre le seguenti conclusioni: Oktay è disposto a tutto, anche a far del male al padre di Meryem (perché sì, nel frattempo ha pure fatto una capatina in ospedale a minacciare un povero vecchio in coma). Meryem ha la sindrome della crocerossina, ma la sua pazienza sta finendo e Savaş è a tanto così (un millimetro!) dallo scoprire che è stato Oktay a guidare quella notte.

giovedì 14 maggio 2026

MERYEM - Rapita (3)


 A  che punto può il dolore trascinare un uomo? Può commettere cose che prima non avrebbe mai immaginato? Il ritmo anche di questo episodio è incalzante e induce lo spettatore a seguirlo con intensità. Ci avevano lasciato, infatti, in un momento cruciale, con Savas che aveva dato fuoco alla casa/panetteria di Meryem, per farle vivere su carne propria il dolore della perdita. E qui succede un fatto che spiazza il nostro eroe, accecato dal dolore. Meryem, nel disperato tentativo di salvare il suo uccellino Limon, si lancia tra le fiamme rimanendo intrappolata.


Nonostante l'odio, Savaş non può restare a guardare e si butta nell'incendio per salvarla. La porta fuori sana e salva, ma riporta una vistosa ustione sulla spalla. Meryem, in stato di semi-incoscienza, vede Oktay accorrere sul posto e si convince erroneamente che sia stato lui, il suo fidanzato "eroe", a salvarla dalle fiamme.


Oktay approfitta dell'equivoco per rafforzare la sua immagine di protettore agli occhi di Meryem, nascondendo il fatto che non ha mosso un dito durante l'incendio. Nel frattempo, Oktay è terrorizzato: teme che Arif (il padre di Meryem) possa ricordare qualcosa dell'incidente o che Savaş possa scoprire la verità. Per allontanare Savaş, Oktay manipola Meryem affinché firmi un ordine di restrizione contro di lui.


Savaş non si arrende. Sentendo Meryem parlare con suo padre e percependo il suo enorme senso di colpa e il fatto che stia nascondendo qualcosa di enorme, decide di passare a maniere forti. Savaş rapisce Meryem e la porta nella casa in montagna che aveva preparato per il suo futuro con Sevinç.


In questo luogo isolato, avviene un confronto durissimo. Savaş la interroga senza sosta, convinto che lei non fosse sola quella notte. Meryem però resta fedele alla sua promessa di proteggere Oktay, sopportando la rabbia di Savaş.


Durante il confronto alla casa in montagna, Meryem nota l'ustione sulla spalla di Savaş. In quel momento, il castello di bugie di Oktay inizia a vacillare: Meryem capisce che è stato Savaş, l'uomo che lei credeva il suo aguzzino, a rischiare la vita per salvarla dal fuoco, e non Oktay.


Nel frattempo, Oktay è fuori di sé. Scopre dove si trovano e corre alla baita. L'episodio si chiude con una tensione altissima: Derin (innamorata di Savaş) arriva sul posto e vede Oktay e Meryem insieme, scoprendo finalmente il loro legame segreto. Ora ha in mano un'arma letale per ricattare il procuratore.


Meryem in questo episodio vive un conflitto interiore atroce. La sua lealtà verso Oktay viene messa alla prova quando scopre che lui le ha mentito sul salvataggio. Comincia a vedere in Savaş non solo un nemico, ma un uomo distrutto dal dolore. Nel frattempo ci rendiamo conto che Savaş è mosso da una "rabbia giusta". Il suo atto di salvarla dall'incendio dimostra che non è un assassino, ma una persona ferita in cerca di giustizia. Il rapimento è il suo ultimo tentativo di rompere il muro di silenzio di Meryem.   Oktay, invece, fa emergere tutta la sua natura manipolatoria e vigliacca. Non esita a picchiare brutalmente Güçlü (l'amico di Savaş) durante un interrogatorio per sfogare la sua frustrazione e mantenere il controllo, facendo emergere la sua vera natura agli occhi di Burcu, la poliziotta. 


Questo episodio segna il passaggio fondamentale della serie: il dubbio. Per la prima volta, Meryem inizia a sospettare della moralità del "suo" Oktay. La regia sottolinea il contrasto tra il calore distruttivo dell'incendio iniziale e il freddo isolamento della casa in montagna, metafore della transizione emotiva dei protagonisti. Il momento in cui Meryem vede la ferita di Savaş è iconico: è l'inizio della fine per il segreto di Oktay e l'inizio del complesso legame (che diventerà amore) tra la vittima sacrificale e l'uomo in cerca di vendetta.

mercoledì 13 maggio 2026

MERYEM - Un uccellino in gabbia (2)


 Ho un rapporto strano con Meryem, la protagonista di questa serie. Lei rientra nei cliché tipici del genere: l'eroina vessata da tutti, troppo buona e ingenua per il mondo cattivo intorno a lei. Decisamente un genere che poco mi prende, eppure Meryem Akça riesce nel difficile compito di attirare la mia attenzione e di far rimanere lo spettatore agganciato al monitor chiedendo che qualcuno salvi questo passerotto atterrito e imprigionato del suo stesso fidanzato, che pensa solo a salvare la sua pelle.


Nel carcere il mondo si rivela aggressivo e violento da subito: le rubano le scarpe, le versano tè bollente su una mano, la picchiano. Lei cerca di resistere, mentre il mondo fuori è preda delle sue tragedie. Fuori, Oktay continua la sua scalata al potere. Viene ufficialmente nominato procuratore, ma il prezzo è il tradimento totale. Promette a Meryem che la farà uscire presto, ma in realtà manipola i verbali per far apparire l'incidente come un atto di omissione di soccorso aggravato, garantendo così che lei resti dentro e che lui resti pulito.


Savaş Sargun è distrutto. La perdita di Sevinç lo trasforma in un uomo accecato dall'odio. Non accetta la versione dei fatti e sospetta fin da subito che ci sia qualcosa di poco chiaro. Si reca in commissariato e affronta Meryem: il loro primo incontro vis-à-vis è carico di tensione. Lui vede in lei un'assassina senza cuore; lei vede un uomo distrutto a cui vorrebbe chiedere perdono, pur non potendo rivelare che non era lei alla guida. 


Il padre di Meryem, Arif, è l'unico a conoscere la natura pura della figlia e sospetta immediatamente del coinvolgimento di Oktay. Il dolore di vedere la figlia prendersi la colpa di un omicidio lo porta a un crollo emotivo devastante. Arif affronta Oktay, ma il futuro procuratore lo minaccia e lo manipola, facendogli credere che la confessione di Meryem sia l'unico modo per salvarla da una vendetta peggiore da parte della potente famiglia Sargun. In più, durante uno scontro verbale con l'uomo, ricoverato in ospedale, Oktay interrompe l'emissione di ossigeno, provocandogli una nuova crisi.


Meryem, in carcere, dopo un primo momento duro, riesce a conquistarsi la fiducia anche della carcerata che era stata pagata dalla famiglia di Savas per renderle la vita impossibile. Salvata proprio da Meryem, durante un'aggressione, la donna si converte in una sua protettrice, anche se l'amicizia vera è quella con la donna che l'ha difesa fin dal principio, e che ha con sé un uccellino giallo che alleva in una gabbietta. 


Tra i personaggi interessanti emerge, piano piano, anche quello di Derin Berker, un personaggio complesso, guidato da un'ossessione amorosa che rasenta l'oscurità. Mentre Meryem soffre in carcere e Savaş è consumato dal lutto, Derin vede nella morte di Sevinç un'opportunità terribile ma concreta. In questo episodio, alimenta attivamente l'odio di Savaş. Invece di calmarlo, lo sprona a cercare giustizia sommaria contro Meryem. È presente quando la tensione esplode e, in un certo senso, gode nel vedere Savaş accanirsi contro la "colpevole", perché questo lo tiene legato a un'emozione forte che lei può manipolare.


Irritante è intanto la speranza che lei pone nel fidanzato Oktay, che cerca di passare per quello che fa di tutto per farla scarcerare, anche dopo una nuova aggressione in carcere dove la donna che l'aveva aiutata, viene uccisa al posto suo. Oktay manovra le carte affinché il giudice le conceda la libertà provvisoria in attesa del processo. Convince Meryem che questo è un "premio" per la sua collaborazione e la sua buona condotta, mentre in realtà è un modo per tenerla sotto il suo controllo diretto fuori dalle mura del carcere.


L'uscita di Meryem è forse il momento più crudele del secondo episodio. Oktay la spinge fuori per "salvarla", ma in realtà la sta esponendo al fuoco (letterale e metaforico) di Savaş. Meryem esce stringendo l'uccellino che le è stato regalato, pensando di aver ritrovato la libertà. Non capisce che la sua "gabbia" si è solo allargata: ora il mondo intero è la sua prigione. La sua uscita serve solo a dimostrare che, per una persona pura come lei, non c'è posto dove nascondersi quando i potenti (Oktay da una parte e Savaş dall'altra) decidono di usarla come pedina.


Quando Savaş scopre del rilascio, la sua furia è implacabile. Accecato dal dolore, va alla panetteria/casa di Meryem e appicca il fuoco per vendicare Sevinç. Mentre le fiamme divorano tutto, Meryem arriva e vede la sua vita andare in cenere. Ma non pensa ai mobili o ai soldi. Il suo pensiero vola all'uccellino che aveva portato con sé dal ccarcere e sotto lo sguardo incredulo di Savaç si getta tra le fiamme per salvarlo. E adesso, Savaş, dimmi come farai a credere ancora che questa donna è quella che ha abbandonato Sevinç dopo averla investita. Sono proprio curiosa di scoprirlo.

martedì 12 maggio 2026

MERYEM - Prime impressioni (1)


 Dovevo scegliere una nuova storia da seguire e il mio cuore non si voleva separare da Kuzgun e Dila, ma sapevo che, seguendo qualcosa di simile, incentrato sul mondo criminale, avrei cercato inutilmente un personaggio che è solo lui e che merita che resti tale almeno per un po', così ho deciso di virare verso qualcosa di più romantico, una storia che sembrava più classica, di amore/odio tra due protagonisti che si incontrano, si scontrano, si odiano per poi scoprire l'amore. Ma, essendo una dizi, poteva iniziare nel modo più classico? Ovviamente c'è un delitto che subito rende tesa l'aria e innesca quel meccanismo di aggancio fin dal primo episodio di cui i turchi sono maestri nella costruzione delle storie, anche perché la scure terribile dell'audience pretende il legame fin da subito.


In qualche modo, per un breve istante, il mio cuore è corso a Kara Para Ask, e non certo per il commissario, il traffico di diamanti e una fidanzata traditrice, ma per Bestemsu Özdemir, l'insopportabile (a mio parere!) Nilufer, che qui compare, un paio di anni dopo, in un ruolo fastidioso fin da subito, e per l'intreccio del fidanzato innamorato che pensa al matrimonio e che invece va incontro a una vera e propria tragedia. La protagonista, Meryem, lungi dall'essere la figlia di papà e la principessa di Kara Para Ask (Elif parte in questo modo ma la vita la trasformerà profondamente!) è una ragazza assennata che ha solo il padre e che lavora nella panetteria di famiglia. È fidanzata fin da ragazzina con Oktay, un uomo ambizioso che sogna di diventare procuratore. Quando li incontriamo per la prima volta, Oktay ha appena ottenuto il posto e sembra quasi che i sogni di una vita siano sul punto di essere coronati.


Meryem è convinta che l'invito a cena dell'uomo sia l'occasione in cui le chiederà finalmente di sposarla, ignorando invece che la sua esistenza cambierà davvero profondamente in questa occasione ma per ragioni diverse da quelle che crede lei. Oktay, infatti, ha una relazione clandestina da anni con Beliz, una rampante avvocatessa che insiste perché lui tronchi la relazione con la sua fidanzata storica. La serata fuori dovrebbe essere il momento in cui Oktay lascerà la ragazza, invece il nuovo procuratore non riesce nel suo intento, bevendo leggermente più del solito.


È una notte di pioggia, di quelle che cambiano il destino dei personaggi, nei romanzi e nelle dizi. Come Sancar e Mavi che si incontrano proprio sotto un temporale, qui Meryem non incontra il vero uomo della sua vita sotto la pioggia, ma il suo destino cambierà per sempre, in un primo momento senza che ne sia consapevole. Infatti, parallelamente alla sua storia incontriamo Savas Surgun (interpretato dall'attore Furkan Andıç, nome noto ma che io vedo qui per la prima volta), un giovane di una ricca famiglia che vive in contrasto con il padre e che sogna di sposare la fidanzata, una ragazza semplice ma molto innamorata. I due si sono scambiati l'anello e progettano il matrimonio, ma la famiglia di lui è contraria e preferirebbe che lui sposasse Derin, un'amica di famiglia.


La notte di pioggia la ragazza e Savas hanno un appuntamento nella casa dove vivranno, ma al locale dove lei lavora arriva Derin, per parlare con lei. Mentre viaggiano  in macchina, sotto la pioggia, la ragazza svela anche di aspettare un bambino da Savas e che quella sera darà la notizia all'uomo. Derin, rosa dalla gelosia, ferma l'auto e costringe Sevinç a scendere sotto la pioggia, nel cuore della notte.  Ed è qui che succede la tragedia, quella che fa da motore a tutta la storia. 


Oktay e Meryem sono in strada quando un camion taglia loro la strada. Oktay per evitarlo sterza e finisce per colpire dei bidoni al bordo della strada. Quando scendono per vedere quello che è successo, è Oktay che vede il corpo di Sevinç a terra e prima che Meryem se ne possa rendere conto l'allontana dalla scena. Sarà lei a guidare l'auto, in quanto lui è troppo agitato e a riportarlo a casa.  Quello che segue è il tentativo di occultare tutto da parte di Oktay, che il giorno dopo inizia il suo lavoro come procuratore e Meryem che non ha la minima idea di quello che sta succedendo.


Savas scopre subito dell'incidente, corre in ospedale e scopre che Sevinç è in fin di vita, che era incinta e che il bambino è già perso. Il resto è puro dolore e rabbia nel cuore del nostro eroe quando la ragazza muore e lui scopre che gli indizi sembrano portare a Meryem. Lei, ignorando la gravità di quello che è successo, e desiderosa di aiutare il fidanzato che le assicura che la pena per lei sarà lieve (mentre lui rischierebbe il posto appena conquistato con il sacrificio di entrambi), finisce per ammettere alla polizia di essere stata lei a guidare, senza sapere che è morta una donna. Sarà Savas, che ha seguito la polizia, furioso con lei, a scaricarle contro tutto il suo odio e una verità terribile e drammatica: sono morte due persone, non solo Sevinç, ma anche il bambino che aspettava.


Il processo arriva rapido e lei che ha confessato, ingenuamente, diciamolo pure, dovrà ascoltare la condanna, severissima, che lo stesso Oktay pronuncerà, spinto un po' da tutti a prendere la strada più difficile e che porterà alla condanna di Meryem a ben otto anni di carcere e non certo a pochi mesi. Il primo episodio subito attira l'attenzione, con la dolcezza ingenua di lei, il dolore terribile di Savas, il fidanzato traditore ed infame e una folla di personaggi che ancora devo mettere a fuoco. Sicuramente il mondo è diverso da quello di Kuzgun e il protagonista è molto meno ambiguo, ma mi lascerò trascinare dagli eventi e speriamo che Furkan Andic mi convinca, almeno quando Baris Arduc. La prima impressione è buona.

lunedì 11 maggio 2026

KUZGUN - Il bandolo della matassa (21 - FINALE)


 Che dire? Decisamente mi dispiace che la storia sia finita, anche se, per fortuna, il finale ci riporta al bandolo della matassa, sciogliendo tutti i nodi e regalandoci quel futuro che Kuzgun, figlio sventurato, davvero si meritava. "Il destino è in debito con te!" aveva detto Dila e per fortuna, dopo mille giri, mille sventure, otteniamo quello per cui abbiamo sudato così tanto. Ma bisogna procedere per gradi e confesso che tra i titoli per questo ultimo episodio ero tentata di chiamarlo "Le mille morti di Yusuf Cebeci", personaggio chiave, di peso, che segna la vita di tutti i suoi figli, del padre, della moglie, dell'amico traditore e della sua famiglia. 


Che padre era?, chiederà Ferman sulla tomba dell'uomo, dopo quella conversazione finale tra lui e Kuzgun, quando tutte le carte saranno scoperte e finalmente potranno parlarsi a viso aperto. "Il migliore che potesse esserci" è la sua risposta sincera. Fino a questo momento emotivo ed emozionante, è successo di tutto.


Dila e Kuzgun si sono cercati e persi durante tutta la seconda stagione. Sapevamo che Dila era legata a Ferman dalla riconoscenza ma qui scopriamo anche che la consapevolezza che l'uomo ha prove  che potrebbero compromettere per sempre Kuzgun la induce a portare avanti i preparativi delle nozze. Ferman in realtà ha continuato a provocare Kuzgun, a trascinarlo in situazioni che gli hanno impedito di tirarsi fuori da certi giri. Adesso lo ha addirittura contrapposto con i soci di Behram  che fino a questo momento non lo hanno toccato. E adesso?


Dila, preoccupatissima, corre da lui per dissuaderlo,  per spingerlo a prendere la sua famiglia e andare via, ma lui ha chiari i suoi sentimenti e anche la soluzione che ha escogitato e  che vedremo il giorno dopo, quando si recherà alla tavola rotonda dove ci sono tutti i suoi nemici, tranne Ferman. E qui la soluzione sarà davvero esplosiva e drammatica a ricordarci un personaggio che ci ha regalato notevoli emozioni. 


Dila, nel frattempo, continua ancora, disperatamente a cercare la pistola e il pennino con l'omicidio di Behram. Ce la farà il mattino delle nozze, decisa a liberare Kuzgun e se stessa, grazie anche all'aiuto di Seda che ha avuto il coraggio di liberarsi di Ali e di un matrimonio che l'ha resa infelice durante tutti questi anni. Adesso è ospite di Ferman e sarà lei a distrarlo per permettere a un uomo pagato da Dila di aprire la cassaforte.


Dila lascerà Ferman, il matrimonio e la casa dove ha vissuto un anno per mettere la pistola e le altre prove in un nascondiglio dell'albero che ha segnato varie tappe della sua storia con Kuzgun. Gli manderà un messaggio per poi congedarsi dal fratello Ali, decisa a lasciare il paese. Kuzgun non glielo permetterà e questa volta Ali non lo ostacolerà, anzi, gli fornirà le informazioni necessarie per permettergli di rintracciare la donna e di  chiarirsi.


Se Dila e Kuzgun tornano insieme, anche gli altri fili lasciati sospesi ritornano a riavvolgersi. Il misterioso Fırat, prima di sparire, invia due messaggi a Kuzgun e a Ferman, nella speranza di contrapporsi e farli uccidere l'uno con l'altro. A Kuzgun gli dice che troverà l'assassino di suo padre, che ha avuto mille vite ma altrettante morti, l'ultima per opera di un ragazzino spaventato che non ha capito quello che stava succedendo intorno a lui. E Ferman viene messo sulla giusta strada dicendogli che se si recherà all'appuntamento troverà suo fratello.


Dila prega Kuzgun di non andare, temendo una trappola. Lui andrà comunque anche se senza armi per guardare in faccia l'assassino di suo padre. La scena è emotiva, ma entrambi hanno scoperto la verità come ci rivela un abile flashback di cui la serie fa sapientemente uso. Ferman lascia andare Kuzgun con la consapevolezza che lui è il fratello perduto, quello che non ha potuto conoscere ed amare, e Kuzgun va da lui, pur sapendo che ha ucciso suo padre, senza armi, deciso a spezzare la spirale di violenza e di odio che è scaturita dalla prima morte di Yusuf. La pace scende sugli animi turbati, alla luce di un perdono che diventa un modo per poter andare avanti. Le varie storie si concludono e la serie, pur tagliata nel mezzo del suo cammino, riesce a regalarci una conclusione felice. 


Serie bella, con una storia interessante, bellissima fotografia, molto drammatica, ma intensa. Più interessante la prima parte, rispetto alla seconda, ma è anche vero che non è stata data la possibilità di esprimere a pieno quello che poteva essere il percorso deciso. Al di là di tutto risente della separazione dei due eroi, anche se necessaria data la svolta tragica con cui si ferma la prima stagione. Per il resto la consiglio a quelli che cercano trame forti, eroe "macchiati" e tormentati, eroine che non restano certamente indietro. Piacevole scoperta!

domenica 10 maggio 2026

KUZGUN - Riconoscenza o amore (20)

 


Ormai ci siamo, manca solo un episodio e la storia di Kuzgun e Dila ci regalerà il suo finale, che spero sia emozionante. Vederli separati è davvero complicato per una persona come me che ha amato molto la prima stagione. Questa distanza tra di loro mi è indigesta, anche se capisco che, dopo il gesto drammatico di Dila, non poteva perdonarlo e tornare con lui. Sono successe troppe cose, ma devo credere che adesso Dila ami davvero Ferman?


L'episodio segue due strade: vediamo Dila che, pur spiando da lontano Kuzgun, in qualche modo continua a orbitare intorno a lui. Güneş, la cugina/sorella di Ferman, ha palesato i suoi sentimenti anche a Kuzgun, sotto lo sguardo allarmato di Dila, che non riesce a cancellare il ricordo del bacio della ragazza. Lei continua a sostenere che Kuzgun non la ama, che la sta usando per vendicarsi del fratello ma Güneş è cieca e sorda a qualsiasi tentativo della famiglia di farla desistere.


La madre Neşe è preoccupata e smarrita perché, scopriamo, Güneş è una persona instabile che già ha attentato alla sua vita e ha paura che un contrasto e l'opposizione alla sua relazione con Kuzgun potrebbe avere un esito tragico. La ragazza, comunque, si rifugia al quartiere di Kuzgun, chiedendogli rifugio. Lui l'accetta, intenerito dal fatto che la ragazza ha fatto bene ai ragazzini della zona, ma Güneş trova il modo per infastidire Dila anche da lontano.


Cosa prova Dila?  Ce lo chiediamo spesso in questo episodio, mentre la vediamo ricordare le varie tappe che l'hanno portata tra le braccia di Ferman. In un primo momento sembrava che fosse la riconoscenza, per il modo in cui si è preso cura di lei, l'ha difesa, anche dai collaboratori di Behram risentiti  con lei per la morte del mafioso.


Ferman si è preso cura di lei come nessuno prima e per un breve istante le crediamo davvero quando spiega a Kuzgun di voler sposare Ferman per tutto quello che ha fatto per lei, per la pace dopo la guerra in cui lui l'ha trascinata. Dila era distrutta e ci sembra davvero di capirla se ha trovato rifugio in questo uomo potente, pronto a tutto pur di prendersi cura di lei. Eppure sembra esserci qualcosa in più in questo legame tra di loro, anche alla luce di quel video che Ferman possiede di Kuzgun che uccide Behram.


Intanto, come al solito, succede di tutto. Ferman sembra spingere per far cadere Kuzgun in una trappola. È chiaro che lo fa, temendo che lui possa scoprire che è stato lui a uccidere suo padre. Lo segnala alla polizia, che fa una retata nel quartiere per sorprendere  il gioco d'azzardo clandestino. Non riescono a trascinarlo in prigione perché Kumru, insieme al fascinoso collega, hanno avuto una soffiata e corrono da lui per informarlo. 


Cihan, anche se meno vistoso, è entrato nel nostro cuore e quindi guardiamo con sospetto questo Fırat che oggettivamente nasconde qualcosa. Scopriamo di cosa si tratta poco dopo, quando lui si ritira a casa e vediamo una lavagna con tutte le foto dei vari criminali e sul mobile la foto del commissario Kudret, morta in un misterioso incidente dopo l'omicidio di Behram. Fırat è il figlio che vuole giustizia per la madre e al momento anche uno dei pochi  a sapere la verità sul legame tra Kuzgun e Ferman.


E alla fine di questo episodio scopriamo un'altra delle motivazioni che hanno spinto Dila tra le braccia di Ferman: l'amore profondo, assoluto, quello che  ha sempre provato per Kuzgun. L'accordo era chiaro, avrebbe dovuto impedire ai soci di Behram di ucciderlo, garantendogli la sua protezione, ma adesso, senza che Dila se ne sia resa conto, Ferman ha spinto Kuzgun a contrapporsi a Kadir, uno dei soci più pericolosi, e questo sposterà il pericolo sull'uomo che rappresenta davvero una minaccia.


Quello che adesso mi chiedo è com'è possibile che, con tanta carne a cuocere, riescano in un solo ultimo episodio a riannodare tutti i fili. Speriamo bene. Sarebbe un peccato rovinare una serie come questa con una chiusura affrettata.