Tra tutte le cose che potevo immaginare per sbloccare la situazione e allontanarci dall'obiettivo che sembrava prossimo, la condanna di Erdogan e Selim, non avrei mai immaginato che arrivassero a usare il più innocuo e pacifico della storia, quel Rahmi che fa tenerezza praticamente in ogni frammento della storia, che adora la sorella sopra ogni cosa e che vive terrorizzato dalla moglie despota che il destino gli ha trovato per aiutarlo nella vita complicata che gli è toccato di vivere.
Eppure gli autori, con un colpo maestro, mentre vediamo la povera Fatmagul rivivere nel suo sguardo terrorizzato, mentre si trova bloccata in un tunnel di un sottopassaggio, il suo incubo peggiore, trovandosi faccia a faccia, da sola, con Erdogan, il peggiore di tutti, la mano gentile, amica di Rahmi la salva, con un colpo degno di Kerim, preso dalla peggiore rabbia.
La pala che colpisce Erdogan libera il braccio di Fatmagul che l'uomo aveva afferrato nel tentativo di convincerla a ritirare la denuncia, ma la violenza della reazione della ragazza fa scattare in Rahmi il timore che lui voglia farle nuovamente male e il suo intervento scatena tutta una serie di conseguenze. Fatmagul chiama Kerim per dirgli quello che è successo, mentre arriva l'ambulanza, la polizia e tutto il mondo.
Rahmi fa tenerezza con il suo ripetere: "Ben vurdum...o vurdum... Ben..." (Io l'ho colpito) a chiunque lo fermi. Ovviamente lo dice ripetendo mille volte di aver salvato la sorella, ma la polizia non ha altra possibilità di arrestarlo e portarlo in carcere. Ed eccoci dunque, in tutto l'episodio, a soffrire di un fastidio sottile, persistente, che ci fa leggermente rabbrividire.
I buoni sono in carcere, i puri, gli innocenti, mentre gli aguzzini li vediamo nelle vesti della vittima. Nil, la dottoressa, che Erdogan desidera nella sua vita, è al suo capezzale, confusa da tutto quello che sta succedendo e l'umore ballerino della stampa riprende a oscillare a favore degli Yasaran.
Chi è diviso tra la preoccupazione (perché avrebbe voluto che la dinamica si svolgesse in modo diverso e che fosse Mustafa a risolvere il problema) e che allo stesso tempo cerca di vedere come trarre il meglio dalla situazione è il viscido Resat Yasaran.
Lui odia Erdogan che ormai vede come il nemico e allo stesso tempo punta a salvare l'inutile figlio dal processo e da tutta la situazione. Quando giunge la notizia che Leman è morta, gettandosi dalla finestra della clinica dove era ricoverata, l'unico che la piange sincero sembra essere il viscido Munir, che con lei aveva condiviso qualche momento di piacere, ma la sua morte sembra troppo provvidenziale.
Tra un colpo di scena e un altro, tutto sembra andare contro i nostri poveri eroi. Rahmi viene portato in prigione, Fatmagul lo incontra solo per pochi momenti ma quando nei corridoi del commissariato si incrocia con Munir, quest'ultimo le fa il ricatto che potrebbe cambiare nuovamente il corso del suo destino. Ritireranno la denuncia contro suo fratello se lei farà altrettanto con quella sullo stupro. Che cosa farà adesso? So che Fatmagul ama Rahmi al di sopra di ogni cosa, ma il mio cuore si ribella al pensiero del ritiro della denuncia. Speriamo che gli autori ci sorprendano.
La vita è fatta di tante cose, di momenti di dolore, di momenti di gioia, come una serata davanti alle stelle, e al fuoco, con un libro di poesie tra le mani, di baci accennati, di speranze riaccese, di desiderio di andare avanti. Ci sono ricordi tristi, difficoltà, ci sono separazioni e addii, ma anche nuovi arrivi, come la piccola Elif, arrivata nella famiglia Ketenci, dopo varie avversità.
Mentre Fatmagul e Kerim decidono di lasciare il loro rifugio in mezzo al bosco, dopo una notte in cui la gioia di un primo bacio sembrava essere pronta ad aprire un nuovo capitolo nella vita della nostra protagonista, ma che si è subito dopo trasformata in un incubo che durante la notte riaccende tutte le paure che lei si porta dietro.
Nel sogno Kerim compare accanto a Erdogan e Selim, ritornati a tormentarla, mentre lei indossa l'abito da sposa che il marito le ha regalato. Pur amando Kerim, non riesce a fidarsi completamente di lui e la paura del passato è ancora troppo forte per andare avanti.
I due decidono di lasciare il loro isolamento per poterle permettere di vedere la dottoressa. Lasciare il rifugio dove sono stati alcuni giorni, i ricordi che Fatmagul si porta dietro sono felici, si rende conto la ragazza e lasciare il posto diventa più difficile di quello che crede, ma il ritorno è necessario.
Mukkades ha dato alla luce la piccola Elif, nome scelto dal fratellino Murat. Pur essendo prima del tempo, la situazione di stress ha indotto un anticipo del parto. Meryem la aiuta a partorire mentre arriva l'ambulanza e quando i medici arrivano, la bambina è appena nata.
Trasferiti tutti in ospedale, quando Kerim e Fatmagul arrivano la nuova venuta è già tra loro, portando serenità, pace. La ragazza spera di poter, un giorno, costruire la sua vita e la sua famiglia, è quello che confessa alla dottoressa, desiderando formare una famiglia proprio con Kerim, ma il problema, oltre alle sue paure e alle sue insicurezze, sono quelli che farebbero ormai di tutto per cancellare il passato e le sue conseguenze.
Erdogan è sempre più irrequieto, essendosi reso conto che le conseguenze delle sue azioni sono un peso notevole che non riesce a lasciarsi dietro. Aver visto Nil che comincia a frequentare un altro uomo, riaccende il suo fastidio e la sua decisione di costringere Fatmagul a ritirare la denuncia.
Selim è preoccupato che possa avere una delle sue idee pericolose che li hanno trascinati nel disastro, ma nel frattempo si acutisce soprattutto lo scontro con suo zio Resat Yasaran che vorrebbe davvero chiudere con lui e per questo è pronto ad allearsi persino con il pericoloso Mustafa.
E così arriviamo alla scena finale, terribile, di Erdogan che segue Fatmagul dopo il suo colloquio con la dottoressa. Lei è ignara di essere seguita proprio dall'uomo che le ha rovinato la vita e quando chiude la conversazione telefonica con Kerim, che l'ha chiamata curioso del suo incontro con la dottoressa, la voce di Erdogan che la chiama, nel sottopassaggio dove lei si ritrova, sembra tirare giù il velo del tempo e farla precipitare indietro. Sembra non esserci pace per la povera Fatmagul.
In questo genere di storie, a un certo punto, c'è sempre una casa in mezzo al bosco dove i nostri protagonisti trovano rifugio e che concede loro intimità, un momento di confronto, di calma, di scontro. A volte è solo temporaneo, a volte è un simbolo. In SEFERIN KIZI la casetta cambia con il cambio della protagonista, diventa luminosa e serena, con l'addio della tormentata Nare. In CALIKUSU è il luogo dove la protagonista gioca a essere una moglie, grande, confrontandosi con l'amore adulto. C'è sempre una casupola, un luogo che offre quell'intimità che le famiglie turche, numerose, chiassose, presenti, calorose, non permettono ai nostri protagonisti.

Kerim e Fatmagul sono assediati dalla stampa. Le notizie ruotano, sono aggressive, ormai la verità si confonde con le bugie. C'è qualche giornalista che ancora li sostiene, ma ormai gli Yasaran sono entrati nel gioco e con il loro potere cercano di orientare la stampa che tormenta la povera Fatmagul, ritraendo i suoi sorrisi, sottoponendola al giudizio. Come fare per salvarsi?
Viene proposto di mandarli via per un periodo, per permettere alle acque di calmarsi e che posto migliore se non la casa isolata dove Fahrettin aveva dato rifugio a Hacer? La casa in mezzo al bosco, lontano dai rumori e dagli affanni.
Kerim e Fatmagul arrivano pieni di entusiasmo. Bisogna dire che siamo al punto della storia in cui entrambi sono innamorati, ma hanno difficoltà ad avvicinarsi anche fisicamente. La solitudine del bosco permette loro di ascoltarsi, di interagire, di aprire ancora di più il loro cuore. Lunghe passeggiate, la quotidianità fatta di poesie, di giochi di tavola, di complicità.
Arriverà anche un grosso cane bianco, Lodos, a cui entrambi si affezioneranno e a cui cercheranno di ritrovare i padroni, anche se nel fondo del loro cuore sperano di non trovarli per poterselo tenere. Non sarà così, ma questa condivisione permetterà ancora un passo avanti, più vicino, fino alla sera in cui, seduti fuori, davanti al fuoco, con Fatmagul che ha preso in prestito il libro di poesie di Orhan Veli Kanik che Kerim stava leggendo qualche sera prima, non arriveremo al fatidico bacio.
Anche il movimento impercettibile di Karim sulla panchina, per avvicinarsi ancora di più a lei, mostra come il momento sia giunto e negli occhi di Fatmagul non c'è più paura nei suoi occhi, non c'è più timore nei suoi confronti, solo un barlume di desiderio che porta al bacio, appena accennato, tra i due, ma che apre un mondo nuovo di infinite possibilità.
Intanto nel mondo altro, quello dove sono rimasti gli altri, succede di tutto. I giornali riportano la notizia del lavoro di Hacer, spifferato da Mukkades per neutralizzare l'intervista di Mustafa che rischiava di far apparire Fatmagul ancora una volta come colpevole. E Mustafa, stanco di dover accettare tutti i ricatti degli Yasaran, decide di rintracciare Yasemin, la donna che hanno usato per poter far cadere Turan, il padre di Meltem, nella loro trappola.
Ricatto su ricatto. Se loro utilizzeranno la sua confessione dell'omicidio di Vural, lui li trascinerà con sé. E intanto Meltem scopre che c'è un nuovo testimone, la domestica di Perihan, spaventata però da Resat che arriva a minacciare anche sua nipote. La guerra continua, eppure, lì, in mezzo al bosco, in quella casa solitaria, tutto sembra più tranquillo e pacifico e la felicità decisamente possibile.
La stampa è un nemico o un amico? Può orientare il giudizio della corte o solo quello dell'opinione pubblica? Ci eravamo illusi, con il sostegno della folla e dell'opinione pubblica che finalmente per Fatmagul ci potesse essere un po' di giustizia ma l'illusione è stata di breve durata. È bastato poco perché il vento cambiasse e i nostri eroi si trovassero nel centro del ciclone.
Leman Hanım è ormai persa. La scoperta della morte del marito scatena tutti i suoi demoni, cominciando a vedere Vural da tutte le parti. Difficile che conciata in questo modo la corte possa darle un minimo di credibilità.
Persa lei, perdiamo anche Hacer che ancora una volta, si lascia convincere da qualche parola sussurrata dalla profonda voce di Mustafa che lui è cambiato e che davvero vuole lei e il loro bambino, che dimentica che lui è un assassino e torna a casa con lui, rinunciando alla protezione di Fahrettin Bey.
E che dire di quest'ultimo? Quando ormai contavano su di lui e sulla sua protezione contro i malvagi ecco che deve partire e tornarsene in Australia con la simpatica Deniz. L'addio all'aeroporto è straziante e commovente.Kerim si reca lì per salutarlo ma il dolore che prova è tutto nei suoi occhi, sulla sua faccia anche se alla fine è andato per salutarlo.
Hiç beni affetmeyecek (Non mi perdonerà mai), dice alla figlia mentre si avviano verso l'aereo ma se ripensiamo a Kerim nella scena del cinema, poco dopo, dove il bravissimo Engin mostra tutta la complessa gamma di emozioni mentre guarda un film in cui in qualche modo si rivede, ci rendiamo conto che ci vuole ancora tempo ma questo non significa che non accadrà mai.
Intanto i nostri ragazzi sono sotto pressione. Reşat Yaşaran rilascia un'intervista dove fa comparire Fatmagul e Kerim come due approfittatori che hanno provato a estorcegli del denaro, con Mukkades che, incalzata da mille domande finisce per ammettere di aver preso del denaro, compromettendo la posizione di Fatmagul.
Kerim perde il lavoro nuovamente, questa volta per l'assedio dei giornalisti e anche Fatmagul non può uscire di casa. Che fare a questo punto? Fuggire sembra l'unica soluzione e la casa di Fahrettin, quella in cui aveva trovato rifugio Hacer, sembra l'ideale. Kerim e Fatmagul si allontanano dal mondo. Sarà possibile per loro trovare un pò di pace? E il loro rapporto ne beneficerà?
Siamo arrivati piano piano alla seconda udienza. Per la lentezza della legge sembra quasi di essere in Italia dove un processo può durare anni, con testimoni che muoiono, cose che cambiano.
Ci viene concesso un flashback che ci riporta indietro nei giorni precedenti, la ricerca di prove, di testimoni, il tentativo di sabotaggio da parte di Mustafa che cerca di dissuadere Meltem dal testimoniare contro gli Yasaran. Lei non cede, si mantiene solida. È arrivata da Ankara solo per dare il suo contributo e per fortuna lo sguardo blu mare di Mustafa con lei non riesce. Anche Hacer si è allontanata da lui. A salvarla è il nuovo bambino che aspetta e che lei vuole, follemente, far nascere, malgrado il padre.
Ad aiutarla a rifugiarsi lontano è il padre di Kerim, sempre presente accanto al figlio, a Fatmagul, cercando di aiutarli e di dare il proprio contributo. In questi giorni che precedono l'udienza, vediamo il rapporto di Kerim e Fatmagul diventare più stretto, sempre più caloroso, con il nostro ragazzo che le dà anche lezioni di guida, che la protegge dai giornalisti che ormai la seguono ovunque.
Il testimone chiave diventa la povera Leman, la madre di Vural che, contro tutti e tutto, decide di rispettare il desiderio del figlio e di confessare la verità. È lei il grande testimone che aspettano durante l'udienza. Ancora una volta tutto diventa difficile da gestire, il ripercorrere quei momenti, sentire l'accusa di Munir che cerca di distruggere tutte le prove.
Fatmagul resiste, nostra eroina, a tutto quello che viene detto: lei è un'interessata che finge di aver subito una violenza solo per ottenere qualcosa, Mukkades, che finalmente si presenta alla barra dei testimoni, viene descritta come un'arrivista che ha cercato di spillare loro soldi a ogni occasione, Meltem come una donnaccia che ha tradito il marito ripetute volte, mossa da risentimento e che è andata a letto anche con Mustafa pur di farlo soffrire.
Ogni imputato viene denigrato, la sua testimonianza capovolta e screditata. Cavaliere con armatura lucente è Kadir Bey che cerca di riaffermare il concetto fondamentale di verità e a tale proposito chiede che venga data autorizzazione per rintracciare i telefoni degli imputati e dimostrare che, la notte del crimine, erano tutti presenti.
Ma la grande imputata non arriva. Perihan, Semsi e Leman erano tutti in un'auto che doveva portarli in tribunale a Smirne. Qualcosa è successo. L'auto è finita fuoristrada, Şemsi è morto, le due donne sono rimaste ferite. Fatalità? Qualcuno ha organizzato tutto? A guardare Reşat Yaşaran si direbbe valida la seconda ipotesi.
Intanto l'udienza viene sospesa nuovamente per l'assenza della testimone chiave e rimandata. Il padre di Kerim si congeda e il figlio, finalmente, lo chiama papà per la prima volta.
Ed eccomi arrivata a commentare il cinquantesimo episodio, potente, commovente, quello che aspettavamo da tempo, dove finalmente le tessere cominciano a incastrarsi e i giusti finiscono per vedere un barlume alla fine della strada.
È il potere della parola che trionfa con tutta la sua consistenza, con il peso della sostanza e della verità dopo le menzogne, i tranelli. Certo ancora non siamo al finale, ma quel momento magico in cui Fatmagul scende dalla macchina e trova un mondo intero che la sostiene fa palpitare il cuore. Ma come siamo arrivati a questo momento? Partiamo dal principio.
Erdoğan è bloccato nella casa di Kadir, con tutto il mondo che, impazzito lo cerca, avendo visto la sua macchina parcheggiata. La furia di Kerim, il dolore di Fatmagul, la preoccupazione di tutti gli altri rendono spasmodica la ricerca mentre Nil, la dottoressa, che gli aveva dato una possibilità, lo aspetta inutilmente in un ristorante. Lui ha voluto peccare, recandosi di persona a molestare Fatmagul.

Riesce a fuggire, ma nella concitazione il silenzio che dovrebbe ancora coprire le vicende della ragazza, soprattutto agli occhi della giovane sorella di Kerim, Deniz, viene infranto dalla solita Mukkades, che quando si tratta di un pettegolezzo non rimane mai un passo indietro. Deniz resta sconvolta dalla ferocia di quello che la ragazza ha subito, ma Fatmagul comincia a parlare: di quello che ha sofferto, di quello che ha superato e di come si sia formato il suo legame con Kerim. Pura poesia, che poi emerge anche nelle scene successive, quando andrà dalla psicologa proprio con il marito.

Intanto Erdogan, per recuperare l'auto, si reca dalla polizia ipotizzando un furto assurdo che non giustifica perché i ladri dovrebbero averla lasciata proprio davanti a casa di Fatmagul, con cui c'è un contenzioso in atto. L'arrivo di Kerim e dell'avvocato Kedir fanno precipitare la situazione, ma nel frattempo la stampa, presente per l'arresto di un personaggio importante, è alle porte e una giornalista intrepida riconosce in Erdogan Yasaran l'accusato in un caso di stupro. Fiuta la notizia e comincia a filmare.
Ne segue una lite proprio fuori al commissariato, ma le riprese, l'arrivo di Fatmagul per recuperare Kerim, stravolgono la situazione. La giornalista non è uno sciacallo, ma una ragazza seria, che decide di darle voce, il potere assoluto della parola, che finalmente si esprime con tutto il suo peso.
Gli Yasaran non riescono a zittirla e questa volta l'abuso subito trova un canale per espandersi, per far sapere al mondo intero quello che ha ingiustamente subito. Sono grata a Mustafa per avermi abbandonato, dirà Fatmagul alla psicologa, durante una seduta liberatoria. Lui mi ha abbandonato ed io ho imparato che cosa sono davvero. Se non lo avesse fatto, avrei vissuto con l'idea della colpa, in qualche modo, invece da sola mi sono resa conto che non sono colpevole di niente e che sono più forte di loro.
Ed eccola brillare, nel suo processo di rinascita, di emancipazione, con Kerim che la guarda con occhi innamorati e orgogliosi. E così quando arriva il processo, finalmente, e Fatmagul scende dall'auto insieme alla sua famiglia, la folla che l'accerchia, che la sostiene, gridando il suo nome, strappano palpiti puri di emozione. La folla la sostiene, scandisce il suo nome. Ci sono il padre di Kerim, sua sorella, ma anche Meltem, che le stringe la mano, pronta a sostenerla. Questa volta non è sola e anche se, entrando, si ritrova davanti i suoi aguzzini, le voci forti, da fuori, la sostengono come in un abbraccio. Momento apice!
Quelle parole sussurrate nel buio della stanza, mentre Kerim finge di dormire, sembrano tracciare un confine nella relazione tra il ragazzo e Fatmagul, c'è un prima e un dopo e il mattino successivo entrambi sembrano completamente diversi, avvolti da una nuvola d'amore che appare evidente agli occhi di tutti e soprattutto della terribile Mukkades a cui nulla sfugge.
Fatmagul sta vivendo una vera e propria infatuazione, quella fase tipica dell'amore dove tutto cambia colore e si vive proiettati attraverso lo sguardo dell'altro. Separarsi è difficile, anche per le loro attività quotidiane, e i due si cercano, anche telefonicamente, solo per sentirsi, per mormorare quel "Seni seviyorum" che può illuminare tutto.
Kerim è ancora malato, dovrebbe rimanere a casa e dormire. Con lui c'è Kadir con Ömer, l'altro avvocato che segue il caso di Fatmagul. Stanno spostando dei mobili in casa per dare maggiore disponibilità a questa famiglia che ha invaso la vita di Kadir. Ed è in questo caos che arriva la telefonata di Fahrettin Bey, il padre di Kerim.
Il nome di Fahrettin risveglia sempre un dolore profondo nel ragazzo che si affaccia per capire cosa stia succedendo. L'uomo ha ricevuto una lettera anonima dove lo si mette in guardia contro Mustafa, che starebbe facendo il doppio gioco con loro e gli Yaşaran.
I tre partono per raggiungere l'hotel dell'uomo, mentre Mustafa è da Fatmagul per indagare su come stanno procedendo le indagini. Kadir è un buon avvocato. Ha scoperto che i genitori di Vural hanno mentito fornendo l'alibi agli Yaşaran e pensa di usare le cellule dei cellulari per rintracciare i ragazzi la notte del crimine. Così Mustafa scopre tutto, anche se in mano agli Yaşaran, sembra una scheggia impazzita.
Asu ha lasciato la lettera per il padre di Kerim e ha poi lasciato l'hotel. Si è sentita male e subito è andata dal medico. Questo bambino lo vuole tenere anche se suo padre è un assassino e ormai lo sa che esiste anche lui.
Tutti scoprono che è lei che li ha avvisati su Mustafa e cercano di rintracciarla. Intanto Erdoğan è in piena crisi perché si rende conto che non può avere una vita normale, innamorarsi, farsi una famiglia soprattutto dopo la chiusura di Nil, la dottoressa. Così, ubriaco, si reca con la macchina da Fatmagul, rimanendo in attesa.
Imprigionato poi nello scantinato della stessa casa, finisce per rimanere bloccato. Riuscirà a fuggire senza che nessuno se ne renda conto? Guardare per scoprire.