mercoledì 28 ottobre 2026

Hayat Şarkısı - Come un puzzle (27)


La vita di Hülya è un puzzle difficile da decifrare. Ragazza problematica, nata nella miseria, con una madre troppo fragile per esserle davvero presente e un padre depresso e violento, ha sviluppato fin da bambina tutta una serie di fragilità, guidata dal desiderio di emergere e di conquistare quel posto al sole che riteneva un suo diritto, come dovrebbe esserlo per ogni essere umano. Se a questo aggiungiamo uno smisurato orgoglio, che l'ha portata spesso a compiere scelte sbagliate, capiamo come la situazione sia arrivata a questo punto, dove lo spettatore, diviso nei suoi sentimenti, pur non condividendo tutte le azioni di Hülya, prova tenerezza per questa donna sconclusionata, che commette più errori che mosse giuste, ma che ama sinceramente e senza condizioni.


Il piccolo Memo è entrato nella vita della famiglia Cevher per la ferrea volontà della donna. Se fosse stato per Kerim, non sarebbe mai nato e la madre biologica, Filiz, troppo incasinata con la propria vita, anche se avesse deciso di portare avanti la gravidanza avrebbe probabilmente trascorso gran parte del tempo attaccata alla bottiglia, incapace di trovare la forza di lottare per quel figlio che aveva scelto di mettere al mondo. Ancora oggi, a dire il vero, a combattere sembra essere soprattutto sua sorella, più di lei, nonostante il denaro e l'amore che Filiz sostiene di provare per Memo.


Quando il bambino viene portato a casa sua, contro la ferma volontà di Hülya che non voleva separarsene, Filiz dimostra subito, agli occhi di Kerim, di non essere pronta per il ruolo di madre. Basta il primo pianto del piccolo, spaesato da un ambiente nuovo e lontano da quello in cui è cresciuto, perché la donna perda il controllo della situazione. Kerim decide così di riportarlo a casa. Nel frattempo, però, abbiamo assistito a un nuovo gesto estremo di Hülya, che meditava addirittura di entrare armata nell'abitazione della rivale. A fermarla è stato il solito, insostituibile Mahir, truffatore dal cuore tenero che, pur avendo scoperto di essere stato ingannato dalla donna che ama, pagata dalla sorella di Filiz, continua a preoccuparsi di tutte le donne della sua vita: dalla madre, alla sua "Şef", fino alla stessa Filiz.


Hülya riabbraccia Memo, che torna finalmente a casa, ma subito dopo comincia a sentirsi male e a svenire misteriosamente. Di fronte a una donna giovane, sposata e apparentemente in salute, il primo pensiero va inevitabilmente a una gravidanza. Noi, però, eravamo già stati preparati dai flashback che ci avevano mostrato la conversazione tra Melek e Nilay, durante la quale si diceva che, dopo la nascita del bambino frutto della violenza subita da Cem, Hülya non avrebbe più potuto avere figli. Conversazione che, particolare non secondario, era stata ascoltata proprio da Hülya.


A questo frammento del suo passato si aggiungono nuove tessere che completano il puzzle e ci aiutano a comprendere meglio il personaggio. Ci eravamo infatti chiesti come fosse possibile che una donna come Hülya, capace di amare così profondamente un bambino non suo, addirittura nato dalla relazione del marito con un'altra donna, avesse potuto rinunciare alla piccola Bahar. Adesso scopriamo che, subito dopo il parto, si era pentita e aveva chiesto della sua bambina. Fu però la sorella, decisa a prendere in mano la situazione, a dirle che la piccola era nata morta, che le sue preghiere erano state esaudite e che Allah l'aveva voluta con sé. Da una Melek così dolce e generosa, sinceramente, una simile crudeltà non ce la saremmo mai aspettata.


Adesso che Hülya continua a stare male, comincia a temere che possa trattarsi di qualcosa di grave e, in una situazione piuttosto insolita, accanto a lei troviamo proprio la rivale della prima parte della storia: Zeynep che, pur avendo finalmente divorziato da Huseyin, continua a vivere nella casa dei Cevher per permettere alla figlia di crescere accanto al padre e alla sua famiglia.


È proprio Zeynep ad accompagnare Hülya in ospedale dopo l'ennesimo svenimento e qui arriva una rivelazione destinata a cambiare tutto. La donna scopre infatti di essere incinta e capisce, con enorme stupore, che le parole di Nilay non corrispondevano alla verità. Potrà arrivare anche a comprendere che il figlio che credeva perduto è in realtà la piccola Bahar?


Nel frattempo Mahir scopre che Cem ha avvicinato Filiz con l'intenzione di sedurla e di spillarle del denaro, facendo leva sulle sue fragilità. Devo ammettere che, pur comprendendo il pudore tipico delle serie turche, mi chiedo ancora come quest'uomo possa esercitare un qualsiasi fascino dopo quello che gli ha fatto Huseyin. Ma la serie lascia tutto volutamente sfumato e, alla fine, è molto più la seduzione della bottiglia a trascinare Filiz verso il baratro che non lo sguardo chiaro di Cem. La donna finisce così per svergognarsi davanti al paese e alla famiglia Cevher, alimentando ancora di più il dubbio che possa davvero essere una buona madre per il piccolo Memo.


La storia continua a mantenere un buon ritmo narrativo. E non è affatto scontato, considerando che siamo ormai vicini ai trenta episodi. Sono davvero tanti, eppure la serie riesce ancora a incuriosire e a tenere viva l'attenzione dello spettatore.

martedì 27 ottobre 2026

Hayat Şarkısı - Una situazione estrema (26)


Hülya è un personaggio controverso, inutile negarlo. È capace di qualsiasi cosa, ma allo stesso tempo lo spettatore finisce per prenderla in simpatia e, per tutto quello che ha sofferto, prova una profonda tenerezza nei suoi confronti. Adesso, vedendola sul punto di oltrepassare ogni limite, lanciandosi con l'auto contro Filiz, colpevole di volerle portare via quel bambino che il suo cuore ha ormai adottato e che considera a tutti gli effetti suo figlio, temiamo davvero che, accecata dalla rabbia, possa averla uccisa. E mentre, disperata, fugge dalla scena e tutti si mettono a cercarla — Kerim mosso da un terribile presentimento, Mahir dal timore che abbia commesso una follia — ci chiediamo a chi sceglierà di raccontare la verità.


Ovviamente è Mahir, l'amico e il complice, l'unico che non la giudica e che è disposto ad accogliere qualsiasi confessione. È anche la persona a cui Hülya ha raccontato quello che ha subito da Cem e del bambino che aspettava, mentre l'amore, rappresentato da Kerim, non le ha mai dato le stesse certezze. Kerim è colui che la giudica, che non riesce a comprendere i lati più oscuri della sua anima. È l'uomo che lei ama, ma che continua a vedere, in qualche modo, superiore a sé.


Quando scopre ciò che è accaduto, Mahir interviene immediatamente. La accompagna a casa di sua madre e, nel frattempo, cerca di far sparire l'auto con cui Hülya ha investito Filiz, che, fortunatamente, se l'è cavata con un enorme spavento perché Hülya ha sterzato all'ultimo istante. Kerim telefona e, questa volta, è Mahir a rispondere, raccontandogli ogni cosa. Anche se quella strana complicità tra quest'uomo e sua moglie continua a infastidirlo, Kerim non può negare quanto Mahir sia stato fondamentale anche in questa occasione.


Hülya torna a casa, ma, come sempre, intorno a lei accadono mille altre cose. Scopriamo che il grande amore di Mahir, la misteriosa Burcin, è in realtà complice della sorella di Filiz, che l'ha messa sulle sue tracce per capire quale ruolo stia giocando nella vicenda. Eppure, arrivata a questo punto, la donna restituisce il denaro ricevuto perché non si sente più capace di continuare a prendere in giro Mahir, soprattutto dopo che lui le ha addirittura chiesto di sposarlo. Che si sia davvero innamorata?


Intanto, però, la verità viene a galla nel modo più drammatico. Filiz, andata a trovare la madre di Mahir, scopre proprio da lei che è stata Hülya a tentare di investirla. Furiosa e risentita anche nei confronti di Mahir, ormai convinta che stia aiutando la sua nemica, decide di vendicarsi nel modo peggiore. Si presenta a casa di Kerim e rivela tutta la verità a una famiglia che fino a quel momento ignorava ogni cosa. La prima a restare sconvolta è Süheyla, la moglie di Bayram, che scopre che Hülya ha mentito a tutti fingendo una gravidanza e che Memo è, in realtà, il figlio di Filiz e Kerim.


Ferita da tutte quelle menzogne, Süheyla caccia Hülya di casa, impedendole perfino di portare con sé il bambino. La donna trova rifugio dalla sorella, ma continua a chiudersi nel silenzio, incapace di raccontarle quello che sta vivendo, quasi temesse ancora quella verità che dimostra che Mehmet, biologicamente, non è suo figlio.


Saranno Bayram e Kerim a cambiare le cose. Kerim spiega finalmente alla madre che è stata proprio Hülya a salvare quel bambino da un destino terribile e che è solo grazie a lei se Mehmet è entrato nella loro famiglia. A quel punto Süheyla comprende il sacrificio della nuora, va a cercarla e le chiede perdono, riportandola a casa.


È un momento fondamentale perché segna una svolta nel cuore della nostra eroina, che trova finalmente il coraggio di confessare anche a Melek tutto quello che prova per Memo. La maternità, che Hülya aveva sempre vissuto come il frutto di una violenza e che aveva cercato di rifiutare, riaffiora proprio grazie a quel bambino. Per la prima volta ammette a se stessa di averlo desiderato per colmare un vuoto immenso. Melek scoppia in lacrime perché capisce, ancora una volta, quanto il suo silenzio stia nascondendo una verità enorme alla sorella che ha sempre cercato di proteggere.


Ma la pace, nella casa dei Cevher, non sembra destinata a durare. Filiz, decisa a vendicarsi di tutti, si presenta con la polizia e il suo avvocato per portare via il piccolo Memo, senza preoccuparsi minimamente della felicità del bambino. E la sensazione è che, da questo momento in poi, la storia sia destinata a complicarsi ancora di più.

lunedì 26 ottobre 2026

Hayat Şarkısı - Venti di guerra (25)


Se nell'episodio precedente soffiavano venti d'amore, qui il registro cambia decisamente, man mano che la storia si complica e Filiz, forte del potere economico che adesso possiede e dell'appoggio della sorella, molto più lucida di lei, decide di portare avanti la sua battaglia legale per vedersi riconoscere i diritti di madre. Il test del DNA, che dimostrerà oltre ogni ragionevole dubbio che è lei la madre biologica, devasta Hülya perché è chiaro a tutti coloro che conoscono la verità che quella prova rischia di privarla della convinzione che ha coltivato fino a questo momento: che il piccolo Memo sia davvero suo figlio.


Tutte le incomprensioni precedenti tra lei e Kerim sembrano spazzate via dalla drammaticità degli eventi. Lui cerca di starle vicino, di mostrarle la sua solidarietà, prova a tranquillizzarla e a muovere mari e monti, aiutato anche dal padre e dal fratello. Hülya, però, è troppo devastata per pensare all'amore o a recuperare il rapporto con il marito. Non riesce a liberarsi dall'idea che stia perdendo il piccolo Memo.


L'amore passa quindi in secondo piano e l'attenzione si concentra soprattutto sullo scontro. Il test del DNA viene eseguito e, nel frattempo, Huseyin cerca di avvicinare la sorella di Filiz per capire quali siano le loro mosse. La donna sembra interessata a lui e questa situazione rende ancora più fragile il rapporto che, con mille difficoltà, sta nascendo tra lui e Melek, divisa tra la felicità per questo amore e lo stupore nel vedere Huseyin sempre assorbito da questioni che non può spiegarle e che, inevitabilmente, riguardano sua sorella.


Huseyin è un uomo desiderato, forse persino più di Kerim. Se lo contendono la moglie, la donna che potrebbe diventare la sua nuova compagna e anche la sorella di Filiz. Quando Zeynep scopre che lui ha incontrato Melek al parco insieme alla loro bambina e, poco dopo, le fotografie che lo ritraggono con la sorella di Filiz finiscono su tutti i giornali, lo spettatore, pur non trovandola particolarmente simpatica, finisce quasi per solidarizzare con lei.


La guerra, però, non è soltanto questa. È soprattutto quella tra Hülya e Filiz. Quando la nostra eroina scopre che il test del DNA è stato effettuato, che conferma la maternità biologica di Filiz e che sarà possibile registrare il bambino indicando lei come madre, il mondo che Hülya aveva costruito fino a quel momento crolla in mille pezzi. Sconvolta, fugge perfino dal marito, che le aveva chiesto di fidarsi di lui e di lasciargli gestire la situazione. Adesso, però, dentro di lei sembra esserci spazio solo per la vendetta e, dallo sguardo carico di rabbia con cui fissa la sua rivale alla fine dell'episodio, si ha davvero l'impressione che possa arrivare a qualsiasi cosa.


L'unico che sembra volare sereno verso l'amore è Mahir, ma c'è qualcosa di strano nello sguardo della donna di cui si è innamorato, la misteriosa attrice che ha accolto il suo corteggiamento ma che, quando lui non la osserva, appare sempre preda di una strana disperazione. Qual è la sua storia? Che cosa nasconde? Anche su questo fronte la pace sembra ancora lontana ma, trovandoci ormai all'incirca a metà della storia, sappiamo bene che possono ancora succedere molte cose.

mercoledì 21 ottobre 2026

Hayat Şarkısı - Venti d'amore (24)


Eh no, i venti d'amore che soffiano non sono quelli tra la nostra Hülya e Kerim.
Tornati a vivere sotto lo stesso tetto, la convivenza avrebbe potuto riavvicinarli, risvegliando quel legame che, nonostante tutto, continua a esistere. E in parte è proprio quello che sta accadendo. Piano piano Kerim si mostra più morbido nei confronti della moglie, soprattutto davanti ai problemi che stanno affrontando con Filiz, ormai decisa a rivolgersi al tribunale per rivendicare i suoi diritti di madre.


Quando arriva la convocazione del giudice, nella famiglia Cevher, come al solito, esplodono confusione, drammi e pathos. Nessuno sembra aver capito davvero che cosa stia succedendo, tanto che Zeynep si convince — e convince anche gli altri — che Kerim abbia avuto un altro figlio con Filiz, senza rendersi conto che il bambino al centro della contesa è proprio il piccolo Memo.


Hülya è disperata e, nel suo dolore autentico, quello di una madre profondamente legata a un bambino che ha voluto con tutta se stessa, che ha fatto nascere e cresciuto come fosse suo, Kerim comincia finalmente a mostrare qualche cedimento. È lei, però, chiusa nella propria sofferenza, a non lasciargli molto spazio. La sua preoccupazione, inoltre, non riguarda soltanto la causa e il timore che un test del DNA possa far emergere tutta la verità sulla nascita di Memo, ma anche il ricatto di Cem.


Ed è proprio Cem il personaggio che continua a lasciarmi qualche dubbio. Dopo che Hüseyin gli ha sparato, invece di raccogliere i cocci della propria vita e sparire definitivamente dalla scena, continua a tormentare la nostra protagonista, pretendendo denaro in cambio del video contenente le confessioni di Mahir.


Hülya, come sempre, si rivolge al suo fedele complice che, con la consueta abilità, riesce a tirarla fuori anche da questa situazione. Introduce infatti un virus nel computer di Cem e rende inutilizzabile il filmato. Quello che, però, mi convince un po' meno è vedere Hülya ancora terrorizzata da quest'uomo, quando ormai Hüseyin conosce tutta la verità ed è una persona a cui potrebbe tranquillamente chiedere aiuto. Ma Hülya è Hülya: ha sempre affrontato i problemi a modo suo e, arrivati al ventiquattresimo episodio, questa è ormai una delle caratteristiche più riconoscibili del personaggio.


I venti d'amore, dicevamo, non soffiano ancora davvero tra Kerim e la moglie. Hülya, terrorizzata dall'idea che il giudice abbia autorizzato il test del DNA, quello che dimostrerà che non è la madre biologica di Memo, arriva addirittura a prendere il bambino e a lanciarsi a folle velocità per le strade notturne di Istanbul.


L'amore soffia invece tra Hüseyin e Melek che, dopo mesi e mesi di attesa, finiscono finalmente per cedere ai sentimenti (ovviamente con tutta la delicatezza e la discrezione tipiche di questo genere di produzioni). Avevamo già intuito che Melek fosse sul punto di prendere in mano la propria vita e scoprire che anche il giovane Hüseyin, anni prima, fosse rimasto colpito dalla sorella di Hülya, conferma quanto questa storia fosse destinata a sbocciare. È proprio la dolce Melek, una sera, restando nel ristorante, a preparare una cena speciale per lui e a confessargli di aver deciso, almeno una volta nella vita, di mettere davanti la propria felicità.


Da questo punto di vista nessuno può davvero darle torto. I problemi, però, non mancano e all'orizzonte compare un nuovo pericolo: l'uomo a cui avrebbe dovuto affidare in adozione la piccola Bahar e a cui, alla fine, ha deciso di non consegnarla. Adesso quell'uomo ha scoperto dove vive e dove lavora e potrebbe diventare un ostacolo davvero serio.


E venti d'amore sembrano soffiare anche per Mahir che, letteralmente folgorato da una giovane attrice incontrata per caso, resta immediatamente affascinato dalla ragazza. Tanto da presentarla persino a Melek e al resto della famiglia. Eppure continuo ad avere il sospetto che dietro questa comparsa ci sia qualcosa di più e che qualcuno stia cercando di neutralizzare il più fidato collaboratore di Hülya. Vedremo se sarà davvero amore o soltanto l'ennesimo gioco di specchi di questa storia.

lunedì 19 ottobre 2026

Hayat Şarkısı - Alla ricerca del perdono (23)


Hülya
ha inseguito Kerim sperando di potergli parlare, di raccontargli finalmente tutta la verità, ma anche nella speranza che lui possa perdonarla e ricucire quello strappo che non ha separato soltanto loro due, ma che ha avuto conseguenze devastanti anche sul resto della famiglia. Bayram e Süheyla, infatti, sono ormai vicini alla rottura e lei si è trasferita nella casa di campagna, decisa a separarsi dal marito.


Hülya è riuscita a raggiungere Kerim e ha provato a spiegargli tutto, ma lui, accecato dal risentimento e incapace di mettere da parte il dolore, l'ha cacciata in malo modo. Poco dopo, però, il rimorso prende il sopravvento. Si accorge che la donna è sparita nei boschi senza nemmeno portare con sé la borsa e l'ansia lo spinge a cercarla. La ritrova priva di sensi, con la testa insanguinata, dopo una caduta contro una roccia.


Per un attimo tutta la rabbia scompare. Kerim la porta immediatamente in ospedale e resta al suo fianco finché non scopre che, fortunatamente, le sue condizioni non sono gravi. Passato lo spavento, però, torna a costruire il muro che aveva alzato tra loro e le comunica che il giorno seguente l'accompagnerà all'aeroporto perché possa tornare in città. Hülya tace. Si sente colpevole, soffre per quella separazione e, soprattutto, per l'impossibilità di farsi ascoltare.


La notte trascorsa lontani, però, non aumenta davvero la distanza tra loro. Al mattino, quando Hülya gli chiede di poter vedere Memo, Kerim finisce per cedere. Ed è proprio il bambino, con il suo bisogno spontaneo della madre, a favorire un nuovo contatto tra i due. Appare ormai evidente che Kerim ami ancora Hülya, nonostante il rancore per quello che continua a credere sia stato il suo silenzio complice per proteggere Bayram. Bisogna però riconoscere una cosa a Hülya: non smette mai di cercare di dirgli la verità. Continua a ripetergli che l'unica responsabile è lei e che il padre ha mentito soltanto per evitare che il loro matrimonio andasse definitivamente in frantumi.


Kerim, però, è convinto fin dall'inizio che Bayram fosse contrario alla sua carriera universitaria e desiderasse soltanto riportarlo in Turchia. Per questo gli è stato facile credere che dietro la sua espulsione ci fosse proprio il padre. Così, nonostante i continui tentativi di Hülya di spiegarsi, lui resta chiuso nelle proprie convinzioni, arrabbiato con il mondo intero.


La giornata trascorsa insieme, prima del ritorno in città, non basta a sciogliere i loro contrasti, che esplodono in maniera quasi simbolica nella piscina di fango del resort. Hülya continua a ripetergli che l'unica colpevole è lei, ma Kerim sembra cieco e sordo davanti alle sue parole. È allora che la nostra eroina, ormai allo stremo, lascia cadere ogni difesa e gli dice finalmente tutto quello che sente. Gli ricorda di essere stata lei, fin dall'inizio, a lottare per costruire quella famiglia, arrivando perfino a mentire e a manipolare pur di non perderlo, mentre lui non le ha mai concesso una vera possibilità. L'ha giudicata fin dal primo istante, l'ha respinta, l'ha allontanata e, alla fine, le ha portato via perfino il loro bambino.


Di fronte a una Hülya così fragile, che mette finalmente a nudo la propria anima, Kerim non può fare a meno di intenerirsi. Sembra l'inizio di un riavvicinamento, ma una volta tornati in città ribadisce alla madre di non aver perdonato né Bayram né Hülya e che, per lui, nulla potrà più essere come prima.


Nel frattempo, però, nuovi pericoli si profilano all'orizzonte. Filiz, rimasta sorprendentemente in disparte nelle ultime due settimane, decide, dopo essersi consultata con il suo avvocato, di presentare domanda per ottenere la custodia del piccolo Memo. Riuscirà nel suo intento? E questa nuova battaglia finirà per riunire ancora una volta Kerim e Hülya?

giovedì 15 ottobre 2026

La Rosa di Mezzanotte di Rossella D'Arcy



 Ci sono saghe che raccontano una storia dopo l’altra e poi ce ne sono alcune che, romanzo dopo romanzo, finiscono per creare qualcosa di molto più grande: un mondo nel quale il lettore non entra più soltanto per conoscere una nuova coppia, ma nel quale torna con la sensazione di ritrovare persone che ormai conosce, luoghi che gli sono familiari, legami che ha seguito nel tempo. La Rosa di Mezzanotte, terzo volume de Le figlie di Ashcombe Manor di Rossella D’Arcy, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

E forse è proprio questa la qualità che mi ha conquistata maggiormente di questo romanzo: la capacità di far percepire Ashcombe Manor e tutto il suo universo come una realtà narrativa viva, in continua evoluzione. La storia di Beatrice e Arthur Thorne è il cuore del libro, naturalmente, ma intorno a loro continua a pulsare la vita di una famiglia che abbiamo già imparato ad amare. Althea e Cecily non sono semplici comparse provenienti dai romanzi precedenti: sono donne che hanno trovato la loro strada, i loro mariti, la loro felicità, e ritrovarle così, immerse nella quotidianità delle loro famiglie, con i bambini che crescono e nuovi equilibri che si consolidano, regala alla saga quella preziosa sensazione di continuità che non è affatto scontata nelle serie romance. È come se il tempo fosse davvero passato anche per loro.


Al centro di questo terzo volume c’è però Beatrice, la figlia ribelle, quella che non ha mai accettato l’idea che il proprio destino dovesse essere deciso da un titolo, da una dote o dalle convenienze del ton. Beatrice vuole qualcosa di molto più difficile da ottenere: vuole essere felice. Ed è proprio questo il filo che attraversa la sua storia. Da una parte c’è Lady Evelina, con la sua ossessione per il rango, per le apparenze e per il riscatto sociale della famiglia; dall’altra c’è una figlia che, pur essendo perfettamente consapevole delle regole del mondo in cui vive, non è più disposta a sacrificare il proprio cuore per rispettarle. Beatrice non vuole semplicemente un matrimonio vantaggioso. Vuole poter scegliere. E poi arriva Arthur Thorne.




Arthur è forse uno dei personaggi maschili più riusciti della saga proprio perché all’inizio sembra essere l’esatto contrario di Beatrice. È il segretario irreprensibile, l’uomo del dovere, della disciplina, della logica, quello che ha costruito la propria esistenza sulla capacità di controllare ogni cosa. Cresciuto lontano dai privilegi dell’aristocrazia, ha conquistato il proprio posto grazie all’intelligenza, alla dedizione e a una rigorosa padronanza di sé. Peccato che Beatrice sia esattamente il genere di donna capace di mandare in frantumi ogni sua certezza.


La loro storia funziona perché non nasce da una semplice attrazione immediata, ma dallo scontro tra due persone orgogliose, due temperamenti forti, due concezioni apparentemente inconciliabili dell’esistenza. Arthur deve imparare che non tutto può essere ricondotto alla ragione; Beatrice deve scoprire che dietro quella severità apparentemente impenetrabile si nasconde un uomo capace di amare con una devozione assoluta. E quando finalmente le loro difese cominciano a cedere, il romanzo acquista una forza emotiva particolare. È una storia d’amore che parla anche di dignità, di riscatto e della libertà di scegliere la propria felicità contro ciò che gli altri hanno deciso per noi. Ma la cosa più bella è che, mentre una storia trova la propria conclusione, altre cominciano già a prendere forma.


È questo uno degli aspetti che rendono La Rosa di Mezzanotte così appagante come terzo volume. Rossella D’Arcy non si limita a chiudere il cerchio di Beatrice e Thorne: pianta continuamente nuovi semi. Lavinia, vivace, irriverente e decisamente poco incline a lasciarsi rinchiudere nei rigidi confini imposti alle giovani donne del suo tempo, appare già come una protagonista che reclama il proprio spazio. E tutto lascia pensare che il suo debutto nel ton sarà tutt’altro che tranquillo. Ma soprattutto resta Lady Evelina. E qui la saga apre una porta su un passato che diventa improvvisamente molto più interessante di quanto sembrasse all’inizio. Dietro l’ambizione, la durezza e l’ossessione per i titoli c’è una donna che porta ancora dentro di sé ferite e sentimenti mai completamente risolti. E la presenza del duca di Ravenscourt riporta quel passato in superficie. E dopo quello che accade in questo volume, è difficile non guardare a questa linea narrativa con enorme curiosità. E poi c’è il finale. Senza anticiparlo, posso dire che le storie da raccontare sono ancora tante e le emozioni pronte a continuare.


È questo, in definitiva, che rende La Rosa di Mezzanotte un terzo volume particolarmente riuscito. Non dà l’impressione di essere semplicemente il capitolo successivo di una serie: dà l’impressione che la serie stia diventando un universo.  Un universo nel quale si torna per Beatrice e Thorne, certo, ma anche per rivedere Althea, Cecily, Alistair, Evander, Lavinia, Arthur, Edward e tutti quegli altri personaggi che ormai hanno una vita propria. Un universo nel quale le storie d’amore non cancellano quelle precedenti, ma si sovrappongono, creando una trama familiare sempre più ricca. Un universo nel quale ogni felicità conquistata diventa il punto di partenza per una nuova storia. E se il compito di un buon terzo volume è far desiderare ancora più intensamente il quarto, Rossella D’Arcy ci riesce perfettamente.  Perché adesso voglio sapere cosa accadrà a Lavinia. 


La Rosa di Mezzanotte
è una storia d’amore, ma soprattutto è una nuova tappa di un viaggio che, arrivato al terzo volume, ha ormai costruito qualcosa di raro: una casa narrativa nella quale il lettore non si sente più soltanto ospite. Si sente parte della famiglia. E, una volta entrati ad Ashcombe Manor, è davvero difficile avere voglia di andarsene.

lunedì 12 ottobre 2026

Hayat Şarkısı - Sola e amareggiata (22)


Hulya ha peccato, lo sappiamo tutti. Sapevamo anche che Kerim, nel momento in cui avesse scoperto la verità su Aylin, l'avrebbe punita. Ma portarle via il bambino, quel Memo che lei ha desiderato più dei suoi stessi genitori naturali, è stata una punizione davvero straziante per la nostra eroina. Sentendosi colpevole, Hulya arriva persino a lasciare la casa dei suoceri, rinunciando all'unico posto che, per la prima volta nella sua vita, aveva davvero sentito come una famiglia.


In questo nuovo inizio di stagione scopriamo che Kerim, guidato dal suo spirito libero, ha trovato rifugio in una casa affacciata sul mare, dove vive insieme al piccolo Memo, accudito da una babysitter bionda che, paradossalmente, finisce per irritarlo perché gli ricorda continuamente la moglie che ha allontanato. Hulya, che lui lo voglia ammettere oppure no, è ormai parte integrante della sua esistenza. Manca a lui, anche se non riesce ancora a confessarlo, e manca soprattutto al piccolo Memo, che si accontenta di guardare la sua fotografia sul cellulare ogni volta che Kerim cerca di placarne la malinconia.


Nel frattempo Hulya ha trovato rifugio dalla sorella, che continua a mentirle senza che lei lo sospetti, nascondendole che la piccola Bahar è in realtà sua figlia. Melek prova a ricostruirsi una vita occupandosi del ristorante di proprietà di Hulya, di cui però la ragazza sembra ormai completamente disinteressata. Ad aiutarla in cucina c'è anche Kaya, recuperato dalla vita di strada nella grande Istanbul. Mentre tutti cercano di andare avanti, Hulya sprofonda in una depressione profonda, da cui sembra impossibile farla riemergere.


A scuotere la situazione è Bayram. Il suocero, che aveva scoperto la verità già da tempo, sceglie di schierarsi dalla parte della ragazza, arrivando perfino a mentire a Kerim e ad assumersi ogni responsabilità nella vicenda di Aylin. Quando Hulya scopre quello che ha fatto per lei, decide che è arrivato il momento di affrontare finalmente il marito con sincerità, liberando Bayram da una colpa che non gli appartiene e restituendogli, almeno in parte, il bene che lui le ha sempre dimostrato.


In questo percorso di solitudine ritroviamo anche Mahir, diviso tra Filiz, che continua a osservare per capire quale sia davvero la sua prossima mossa, e la sua şef, come continua ostinatamente a chiamare Hulya. Vederla così spenta non è da lui. Il loro è sempre stato un rapporto di reciproco sostegno e Mahir non è il tipo da restare a guardare mentre la persona a cui è più legato si lascia consumare dal dolore.


Così riesce addirittura a violare la posta elettronica di Kerim e a scoprire dove si trovi. Ancora una volta è lui a fare da spalla a Hulya, accompagnandola fino alla casa sul mare. Lei è determinata a parlargli, ma allo stesso tempo si sente ormai sconfitta. È convinta di aver perso Kerim per sempre.


Quando arriva e lo vede in compagnia di un'altra donna, il primo istinto è quello di voltarsi e andare via. A impedirglielo è proprio Mahir che, con uno dei suoi gesti tanto assurdi quanto efficaci, riparte con l'auto e la lascia lì, costringendola ad affrontare il marito. Ma Kerim, appena la vede, reagisce nel peggiore dei modi. La caccia, ancora divorato dalla rabbia e dal senso di tradimento. Hulya, già ferita e pronta a fuggire, corre nel bosco senza guardare dove mette i piedi, inciampa e cade, battendo violentemente la testa contro una roccia.


Questo finale lascia davvero con il fiato sospeso. Non tanto per il destino di Hulya, che difficilmente la serie farebbe uscire di scena in questo momento, quanto per quello che questa caduta potrebbe provocare. Kerim è ancora convinto di aver preso la decisione giusta allontanandola dalla sua vita, ma ho la sensazione che sarà proprio questo incidente a costringerlo a fare finalmente i conti con quello che prova davvero. E conoscendo Hulya, la loro storia è tutt'altro che finita.