domenica 12 aprile 2026

Ölene Kadar - Per sempre (8)


Questo titolo in qualche modo si contrappone semanticamente al titolo Ölene Kadar (che significa fino alla morte). Sonsuza Kadar, invece, è fino all'infinito e riprende una frase che Daghan dice a Selvi in un sogno che ha, quando ormai sembrano ormai separati l'uno dall'altra, allontanati dalle bugie di lei, dal desiderio di giustizia e vendetta di lui. Nel sogno, Daghan fa a Selvi tutte le domande che ha provato a farle anche in mille altre occasioni, ma anche qui lei non cede e non gli svela la verità, difficile da dire anche in sogno. Daghan lascia libero sfogo ai suoi sentimenti, dopo che nella parte iniziale aveva in qualche modo mentito, dicendole che nulla era vero di quello che c'era stato, adesso invece le apre il suo cuore, dicendole che vuole fidarsi di lei, che la ama, che vorrebbe morire nelle sue braccia, per sempre. Ma si tratta solo di un sogno, perché per il resto dell'episodio è tutto incentrato sullo scontro tra di loro, la ricerca determinata di Daghan del figlio perduto, l'arrivo di un nuovo minaccioso personaggio, e nuvole oscure che si addensano sempre di più sulla testa del nostro eroe.


La puntata parte con una conversazione intensa tra Selvi e Daghan, nella casetta al porto, dove lei si impone dicendo che non vuole andare via e lui che la caccia. Si tratta ovviamente di un flashforwards, perché subito dopo ritorniamo indietro e scopriamo tutto quello che è successo. La scoperta di aver avuto un bambino, ancora vivo, ha bloccato la mano di Daghan, che era sul punto di uccidere Ender. Lo risparmia, solo perché lui ha dichiarato di avere il suo bambino. La sua decisione spinge Mehmet a reagire con rabbia, perché se lui ha perso un padre, lui ha perso un figlio, Osman, ed ormai lo scontro con Ender è diventato personale.


La trappola viene architettata solo per attirare Selvi nella casetta e farla trovare faccia a faccia con Yilmaz, cercando di spingere i due a confessare il loro legame. Entrambi tacciono, anche se Selvi cerca di smuovere i sentimenti di Daghan per lei, ma lui si mantiene fermo e deciso, nega i suoi sentimenti per lei e afferma di averle mentito come lei ha mentito a lui, per poi cacciarla. È una bugia, come poi ci rivelerà il sogno o il modo in cui la guarda, la cerca, anche da lontano, mentre Selvi sembra essere precipitata in una voragine di sofferenza, al pensiero che lui non l'abbia mai amata.


Ma intanto, come al solito, succede di tutto. Beril torna a casa e aggredisce il marito Ender rivendicando informazioni sul figlio. Dopo che l'uomo è stato picchiato, si ritrova anche con un coltello alla gola. La sorella, sconvolta, chiama la polizia e Beril finisce in prigione. Anche Daghan è sulle sue tracce, dopo che ha forzato la madre a confessare chi è venuto a casa ferito. Confessa e lui corre in carcere non solo per capire che razza di rapporto la donna abbia con il marito, ma soprattutto per rivendicare informazioni di quel figlio che lei aveva dichiarato morto.

 

Beril, finalmente, confessa, con tutto il dolore che ancora prova per aver rinunciato al bambino che aspettava da Daghan. Lui reagisce con rabbia. Se un tempo provava amore per lei, ora c'è solo rabbia e se con Selvi ho colto dolcezza, adesso leggo solo risentimento per una vita strappata, per un amore non sostenuto con fede, per un bambino ceduto come se non avesse valore. "La sua anima mi apparteneva, come puoi averlo buttato via in questo modo?" grida tra le sbarre del carcere, sbarre che li hanno sempre divisi.


Lui va via, ma la donna sarà liberata poco dopo, con un Ender che sembra sempre più fuori di testa e una madre che, invece di prendere atto della follia del figlia, decide di chiamare un nuovo personaggio sulla scena per portare nuovo pericolo e minaccia a un uomo innocente, torturato da nemici ingiustificati. Intanto Ender viene aggredito anche da Mehmet, che si era organizzato con una vera e propria squadra per finirlo, ma che viene interrotto dall'arrivo di altri uomini armati che salvano Ender dal massacro.


Selvi è divisa tra il desiderio di raccontare a Daghan la verità sulla sua identità e il risentimento per essere stata ingannata. Se avesse confessato in questo momento, ammettendo di essere Vildan, una bambina che non può essere considerata responsabile di quello che le hanno chiesto di fare, si sarebbe salvata, ma continuando a tacere non prevedo felicità per questa coppia, né salvezza. Lei lo incontra diverse volte, hanno un confronto sui loro sentimenti, ma restano fermi sulle loro posizioni, fino a quando una sera lei, arrabbiata, si reca da lui per un confronto. Daghan rivendica ancora una volta la verità, lei risponde con la sincerità dei suoi sentimenti, senza però dirgli nulla della sua identità. La passione si percepisce (ovviamente poco si vede), lasciandoci al buio, non solo metaforico, pur facendoci capire che Daghan è innamorato di lei, pur non fidandosi e mentre la passione li vince, nella casetta del porto, il commando del "Samurai", comparso sulla scena per rendere ancora più torbide le acque ci fa solo disperare e sperare, anche se a tratti credo inutilmente, per questa coppia.

sabato 11 aprile 2026

Ölene Kadar - Se tuo padre se ne va (7)


Che puntata dolorosa, piena di eventi, che ci lascia con un finale davvero da brivido! Ma tutto è legato a questa frase chiave, recitata da Engin con intensità drammatica, che scende come una lama in tutti quelli che un padre lo hanno perso davvero. "Se tuo padre se ne va, inevitabilmente cominciamo a maturare", mormora mentre è rinchiuso in carcere, dopo aver aggredito davanti agli occhi della polizia Ender, che reputa responsabile della morte del padre. Tutto si trasforma, la felicità dell'infanzia sparisce, il mondo adulto ti aggredisce e non c'è possibilità di sfuggire a quel dolore per la perdita.


Ogni fotogramma di questo episodio ci offre il dolore profondo di questo personaggio, che ha perso già 11 anni della sua vita e che adesso perde anche quel padre che rappresentava la solidità della famiglia. La perdita, annunciatagli dalla polizia, al ritrovamento del corpo, è una ferita lacerante che lo acceca e che non lo induce alla prudenza, per pianificare con freddezza, la vendetta. È prima un fuoco che divampa e che lo trascina verso la follia. Appostato in una macchina, aspetta l'arrivo di Ender con Beril, per affrontarlo a crudo, con l'arma rubata a un poliziotto. Il carcere è inevitabile.


Al suo fianco troviamo sempre Selvi, pronta a fare di tutto per tirarlo fuori, pronta a trovare una scusa a cui aggrapparsi per ridurre al minimo le accuse, chiedendo anche la collaborazione di Beril, ricattando Ender, per riuscire a farlo uscire, a portarlo al cimitero per permettergli di salutare suo padre. Nel dolore straziante, Daghan non si rende conto che c'è qualcun altro presente al funerale, nascosto tra i cespugli. Lo vede Selvi, che raggiunge il fratello chiedendogli di andare via e timorosa che lo scoprano. Yilmaz se ne va, anche se poi, giorni dopo, sorprenderà Ayse sulla tomba del padre e i due avranno una strana interazione.


Intanto però c'è qualcun altro che ha perso qualcuno, ed è l'amico carcerato di Daghan, quel Osman di soli 22 anni che l'assassino ha ucciso prima di eliminare il padre del nostro eroe. Questo rafforza il proposito di fare giustizia anche nell'uomo e alla fine della puntata ci rendiamo conto che tutto è il contrario di quello che abbiamo visto e che Daghan, anche se toccato dalla presenza di Selvi, apparentemente innamorato anche lui di lei e grato che lei lo abbia aiutato ad affrontare la notte più dura, non ha mai dimenticato l'incontro della donna con Ender nel mercato.


Quando era in carcere, lui la incalza ancora una volta, rivelandole di averla vista e di aver sentito l'uomo minacciarla. Cerca di darle la possibilità di raccontargli la verità, ma Selvi non ci riesce, mente ancora una volta, o meglio, cerca di spostare l'attenzione sui suoi sentimenti per lui, che sì sono sinceri, ma che non sono l'unica verità.


Intanto però anche Beril sta aprendo gli occhi su Ender. In un primo momento, quando la donna si reca a casa di Daghan per esprimere il suo dolore e la sua vicinanza per la perdita che la famiglia ha subito, Daghan la mette in guardia, quando lei chiede se l'aggressione al marito è collegata alla morte di suo padre. Daghan non conferma ma le dice di stare lontano dal marito, che è un uomo oscuro e pericoloso. In questa occasione Beril non gli crede. Conosce Ender da una vita, è un suo amico d'infanzia e sa che lui la ama e non le farebbe mai del male, ma quando torna a casa l'uomo è furioso, perché l'ha seguita e sa che è andata a casa del suo ex fidanzato.


La violenza subita da Beril, quando si rifiuta al marito per la centesima volta, toglie la maschera dai suoi occhi scoprendo la verità e la donna, sconvolta, corre a casa di Daghan dove a riceverla trova la madre di lui, a cui chiede aiuto. Ma intanto che cosa sta succedento?


Daghan rivela a Selvi di aver trovato il rifugio di Yilmaz e di voler tendergli una trappola dove farlo cadere. La donna, preoccupata per il fratello, decide di avvisarlo, senza sapere che Mehmet ha capito tutto e ha condiviso i suoi dubbi con Daghan. Tutto quello che abbiamo visto viene riscritto svelandoci come la trappola è per Selvi, per farle cadere la maschera, mentre Daghan cerca di sbarazzarsi di Ender, sicuro che sia lui l'assassino di suo padre e di Osman. 


Mentre però gli prepara letteralmente la tomba, dove seppellirlo vivo, cosa che voleva fare Ender con lui, Selvi e un altro misterioso personaggio (Yilmaz), Ender si risveglia dai colpi ricevuti e tira fuori l'asso che gli salva la vita, ma che apre la storia a un nuovo mistero, quello che frena la mano di Daghan pronto ad ucciderlo. "Se mi ucciderai, non incontrerai mai tuo figlio!". Il bambino che Beril aspettava è quindi nato ed è nascosto da qualche parte. Il figlio desideroso di vendetta lascia il posto al padre che è diventato trascinando noi spettatori in un nuovo appassionante episodio.

venerdì 10 aprile 2026

Ölene Kadar - In nome di Dio (6)


Il titolo di questo episodio in turco è "Vira Bismillah", espressione di origine araba che significa "Nel nome di Dio" usata per invocare la benedizione di Allah prima di iniziare un'azione e sicuramente l'azione, in questa puntata, è quella a cui punta il nostro eroe, che ha scoperto un giocatore chiave, quell'amico d'infanzia di Beril che in realtà l'ha sempre amata e che ha cercato di usarlo per avvicinarsi a lei.

 


Adesso sa che l'odio che ha distrutto la sua vita arriva da quel punto, ma sa anche che Selvi, l'avvocatessa che è arrivata come una luce, a tirarlo fuori dal carcere, è in qualche modo coinvolta, anche se il suo amico di prigione cerca di farlo ragionare. Le bare da preparare sono tre, quindi oltre a lei e Selvi c'è anche qualcun altro coinvolto.


Daghan cerca di scavare nel passato della donna, di capire che cosa nasconda. Si reca anche all'orfanotrofio per indagare e scopre nuovi tasselli della storia: il suo passato di mendicante, un ricovero in ospedale e un intervento pagato con tantissimi soldi dalla fondazione di Ender, che la donna quindi deve conoscere da una vita. 


Nel frattempo però anche Vildan sta cercando di trovare indizi contro il loro nemico in comune. Anche se gli ha promesso di aiutarlo, pur di salvare suo fratello, il suo scopo è quello di convincere Daghan a dimenticarsi della vendetta, a continuare con la sua vita, senza riaprire un capitolo doloroso come quello del passato. Ma come può un uomo che ha perso undici anni della propria esistenza, dimenticare? Lui sa che qualcuno di proposito gli ha fatto del male. Adesso è convinto che il colpevole sia Ender e a tale scopo si allea anche con Saika, la sorella di Ender, risentita nei confronti dell'uomo che le ha bloccato i fondi.


La donna si allea con il suo nemico, organizzando con lui il colpo di scena che vedremo alla fine dell'episodio. Intanto però Daghan continua a frequentare Selvi e il rapporto tra di loro sembra stringersi sempre di più, tanto che la zia della ragazza è convinta che lei sia assolutamente innamorata. E l'attaccamento di Selvi nei confronti di Daghan appare evidente nel modo in cui lo cerca, nel modo in cui lo aspetta. Siamo arrivati anche al fatidico primo bacio, molto più poetico che concreto, ma ormai sappiamo che fa parte di questa cultura e che spesso ci offrono una versione blanda e poco carnale dell'amore. Lo accetto, al fronte anche della castità assoluto di KIS GUNESI che ho visto prima di questa serie e che è assolutamente piacevole da guardare, nonostante un'eccessiva castità.


In questa serie, tutto è giocato sull'attrazione, l'attesa, una passione che si percepisce, ma non si vede. Daghan è preso da Selvi, ma non si fida di lei e non si capisce se l'avvicinamento a lei è guidato dall'interesse per scoprire che cosa gli stia nascondendo o da un sincero interessamento. Certo quando la salva dal collega che voleva approfittare della situazione e dell'aiuto che lei in un primo momento aveva chiesto e che poi aveva respinto, rendendosi conto delle intenzioni dell'uomo, Daghan sembra davvero preoccupato da quello che le è successo.


Ma poi, l'invito a cena, la sorpresa organizzata per la quale Selvi si prepara come se dovesse andare all'Opera, è tutto parte di un piano, quello ordito con Saika, e che spiazza tutti gli altri personaggi, in quanto il Dottore, come lo chiamano tutti, si presenta alla cena organizzata e viene presentato a sorpresa come il nuovo socio, ma intanto il fratello di Vildan blocca un'auto dove credeva stesse viaggiando Daghan e che chiaramente aveva l'incarico di uccidere ed elimina Osman, che era uno dei pochi che ci strappava qualche sorriso in questa serie dal ritmo incalzante, ma dalle tinte decisamente oscure. E poi come può aver fatto quello che ha fatto? E adesso? Che cosa succederà?

giovedì 9 aprile 2026

Ölene Kadar - 3 bare (5)


Che puntata! Lascia davvero senza fiato, dove tutto è il contrario di tutto e dove, nel giro di due ore, ci ritroviamo catapultati da un punto all'altro, cambiando completamente la nostra visione delle cose, con quelle tre bare, quelle che all'inizio dell'episodio vediamo Daghan costruire, che tornano sul finale a chiudere questo cerchio inquietante che ci cattura all'interno.


Le tre bare dovrebbero accogliere Daghan, Vildan e suo fratello, secondo la frase terribile pronunciata da Ender alla fine dell'episodio, ma Daghan, che ha scoperto tutti i giochi, decide di invertire le regole e si propone di essere lui quello che li manderà all'altro mondo, ma all'inizio dell'episodio ci troviamo davanti a una situazione complicata che ci fa credere cose diverse.


Selvi/Vildan viene prelevata nella sua casa e portata nel capannone dove è tenuto prigioniero suo fratello. L'uomo di Daghan, Osman, vede tutto, ma non riesce a seguirla, pur avvisando il nostro eroe. Selvi viene ricattata con la minaccia di uccidere suo fratello se non consegnerà nuovamente Daghan al carcere. Lei sembra resistere e rifiuta l'accordo. La vediamo subito dopo in un'inquadratura picchiata e poi gettata davanti alla soglia di casa, davanti agli occhi sconvolti di Daghan.


L'uomo la porta a casa sua, nel cuore della notte, pensandola più al sicuro con la sua famiglia, mentre continua a indagare per cercare di scoprire se a rapire Selvi sia stato Yilmaz, continuando a ignorare il rapporto che esiste tra la ragazza e l'uomo. 


Piano piano, la convivenza tra i due sembra ammorbidire Daghan, indurlo a fidarsi di Selvi, senza sapere comunque niente di lei, tranne cogliendo un dolore sincero quando la donna guarda al suo passato. Quello che ignora è quanto sia legata a lui ormai in modo indissolubile. Intanto Daghan indaga, grazie anche all'aiuto di Beril, che vive cullando i ricordi dell'amore perduto.


Gli indizi lo portano a Fehri, l'altro uomo di Ender, che gli racconto dell'intervento per un trapianto, di un milione di lire pagate per la testimonianza falsa che lo ha portato in carcere. Ma mentre continuano a indagare si scopre che i malfattori stanno cercando di trascinare nel gioco anche il padre di Daghan, completamente ignaro che sul suo conto sono stati versati proprio i soldi del pagamento per l'omicidio. Poco dopo che sono usciti dalla banca, dove hanno scoperto del versamento, una macchina cerca di travolgere l'uomo e Daghan, sconvolto, si rende conto che le sue indagini stanno mettendo a rischio, ancora una volta, la sua famiglia.


Selvi è al suo fianco, per convincerlo a rinunciare alle indagini, ad abbandonare tutto e a dimenticarsi del suo proposito, ma un cambio di prospettiva ci svela come in realtà la donna non abbia rifiutato di collaborare con Ender, ma che si era piegata alla prospettiva di vedere uccidere suo fratello davanti ai suoi occhi. Così tutto era stato organizzato, dalle botte ricevute, ai vari passi che avevano portato Daghan alla banca. E quindi Selvi ha tradito Daghan ancora una volta? Ero talmente turbata che non sapevo se gridare di disperazione, trattenere il fiato in attesa di un miracolo.


E poi la scena nel mercato, dove Ender affianca Selvi che cerca di convincerlo a lasciar stare, a persuaderlo che Daghan ha ormai capito la necessità di fare un passo indietro, ma la furia dell'uomo si abbatte anche su di lei con le parole terribili sulle tre bare. Quello che ignora è che Daghan non si è fidato mai completamente e ha seguito Selvi passo passo, rintracciandola nel mercato con l'uomo responsabile della sua infelicità. E le tre bare realizzate diventano per Daghan una sfida a quel nemico che ha creduto di eliminare per sempre in questo modo il suo rivale! Decisamente una serie spiazzante! 

mercoledì 8 aprile 2026

Ölene Kadar - Effetto eco (4)


 Mentre seguivo il quarto episodio della serie, mi dicevo che i momenti in cui Daghan interagisce con Selvi sono quelli di massima tensione emotiva, quelli che catturano lo spettatore, al di là di tutti gli intrighi, gli altri personaggi che interagiscono, la famiglia di Daghan che spera di recuperare il tempo perso,  Beril che vive ormai solo per aiutare l'ex fidanzato, il marito ossessionato da lei che vuole solo trovare un modo per sbarazzarsi ancora del rivale, il fratello di Vildan che è sempre in bilico.


Quello che ci fa trattenere il respiro è Selvi e Daghan che sembrano danzare su un confine sottile, dove le cose peggiorano attimo dopo attimo, aggravati anche dall'emozioni che cominciano a fluire tra di loro. Basti pensare alla scena iniziale, quella in cui Selvi ha raggiunto il fratello nel capannone e scopre che si sta scontrando con Daghan. A peggiorare la situazione arriva Fahri, il braccio destro di Ender, che spara a Daghan facendoci credere, anche se per pochi istanti, che lo abbia ucciso.


In realtà l'uomo è ferito ma non seriamente. Il giubbotto antiproiettile che ha indossato lo ha protetto, ma la presenza della donna in quel posto, con lei che sostiene di aver seguito Yilmaz desta sospetti in Daghan, diviso  tra la riconoscenza nei suoi confronti e il sospetto, perché è convinto che Selvi gli nasconda qualcosa, anche se non può immaginare quale sia la verità. 


Selvi si prende cura di lui, cerca di convincerlo a dimenticare la sua ricerca, si commuove pensando di aver lottato per lui. Daghan si sente diviso, ma la sua ragione gli dice di non fidarsi. Il resto dell'episodio li vede per lo più divisi, con lui che cerca di indagare, Selvi che porta avanti la richiesta di risarcimento per gli anni trascorsi in carcere. Vuole ancora fare qualcosa per lui, aiutarlo, anche se, dentro di lei, sa che mai potrà risarcirlo di quello che gli è stato tolto. 


Ad aiutare Daghan arriva anche Beril che, cercando tra le cose di suo padre, trova un misterioso messaggio di minaccia, in cui qualcuno rivendicava un milione di dollari altrimenti l'avrebbe ucciso. L'incontro nella libreria dove si sono incontrati per la prima volta, riapre in lei mille emozioni, in lui solo ferite che non smettono di sanguinare. E quando Daghan trova nella casa di Yilmaz un biglietto con l'indirizzo di Selvi, la donna non apre per farlo entrare, anche perché in quel momento è in casa con il fratello.


Sarà lei che lo cercherà quasi alla fine della puntata, per dare la notizia della vittoria della causa per il risarcimento. Daghan decide subito di usare quel denaro per la sua famiglia, sentendosi il peso anche delle loro vite rovinate. La madre, felice dell'esito e decisa ad avvicinare il figlio all'avvocatessa, e ad allontanarlo da Beril, ordisce una cena di festeggiamento per la vittoria, ma solo per spingere il figlio ad invitare Selvi a uscire. 


Oggettivamente la vicinanza tra i due diventa sempre più importante, il sentimento tra di loro è palpabile, ma il passato li insegue e quando Selvi rientra in casa, dopo la cena, trova in casa Ender che, grazie ai suoi contatti, ha scoperto la sua vera identità e ha rapito suo fratello. Adesso la pone di fronte a una scelta: tradire nuovamente Daghan o suo fratello. Che cosa farà Selvi? Questa volta salverà Daghan o lo sacrificherà nuovamente?

martedì 7 aprile 2026

Ölene Kadar - All'ombra del tuo passato (3)

 


La trama si infittisce sempre di più e la vicinanza tra Selvi (che cela la sua identità di Vildan) e Daghan diventa sempre più stretta, anche se la consapevolezza della bugia enorme che lei gli sta raccontando non sembra destinarli a un esito felice. A questo si aggiunge il disperato tentativo di Beril di avvicinarsi a lui, di aiutarlo in qualche modo, travolta dal senso di colpa. 


Il sentimento che lei prova per l'ex fidanzato è talmente evidente negli sguardi, nel modo in cui lo cerca, in cui il suo corpo si muove nello spazio, quando lui compare, che è decisamente imbarazzante per il marito e i parenti, in quanto un amore interrotto per una palese bugia non sembra per niente essere svanito da parte di lei. Ma Daghan? Cosa prova ancora per lei? Quello che compare negli occhi di lui è una ferita profonda, ogni volta che la vede, un dolore che è legato al passato, il desiderio di riscattare il suo nome agli occhi del mondo, ma questa sua ricerca, questo suo non riuscire ad emergere dall'ombra del suo passato doloroso, non lo guida verso la strada della giustizia, ma quasi della vendetta.


L'uomo incontrato sulla tomba della piccola Vildan, il fratello di Selvi, gli racconta una storia fumosa, accompagnata dalla confessione che la sorella è morta una settimana dopo il suo imprigionamento, malata di cuore, ma Daghan sente a pelle che Yilmaz gli sta mentendo, che lui è coinvolto in tutta la sua storia. Quello che ignora è la verità terribile che Selvi gli cela, ovvero che in quella tomba davvero giace una bambina, la vera Selvi, che ha donato il suo cuore, sul mercato nero, e il verbo "donare" è pura fantasia per permettere a Vildan di continuare a vivere. Un patto con il diavolo, doloroso, terribile che ha segnato la nostra avvocatessa e l'ha spinta, per un senso di riconoscenza e di colpa, verso la strada della giustizia che l'ha portata a fare di tutto pur di tirare fuori Daghan dalla prigione.


Lui ignora ancora il legame, ma sa che Yilmaz mente e che lui è collegato al complotto nel quale è stato attirato. Così comincia a seguirlo ovunque va, accompagnato, contro il suo desiderio, dalla stessa Selvi, regalandoci piccoli momenti di respiro e qualche sorriso con la famosa scena del bar, dove lei si ubriaca e Daghan la deve accompagnare  a casa. Se con lei lo vediamo anche incredibilmente sorridere, con tutti gli altri è puro tormento e guerra.


La madre è sempre in ansia e manda anche la figlia a cercarlo, per assicurarsi che nella nuova casa stia bene. Ayse è dolce e attenta, ma gli rivela che Beril lo ha cercato ed è stata lei a mandarlo da lui, nella speranza che potessero parlarsi, ancora legata al ricordo ingenuo di un amore che era sul punto di essere coronato quando la vita ha cambiato binario. Lui si risente, perché Beril è una ferita, ma questo lo induce a cercarla, soprattutto nella speranza di poter scoprire il collegamento tra Yilmaz e il padre di lei.


Beril è pronta a tutto, anche a dare la sua vita per aiutarlo, e gli promette di indagare tra le cose del padre. Lui va via, freddamente, ma la sua presenza in casa diventa per Ender un monito di avvertimento e la sua decisione è quella di liberarsi di un personaggio scomodo che potrebbe arrivare alla verità. Intanto la giustizia chiama Daghan a testimoniare, accompagnato sempre da Selvi, che in questa occasione si incrocerà con la famosa Beril, muovendola a curiosità per cercare di capire qualcosa di più di questa donna che ha segnato profondamente la vita di Daghan. Sarà proprio lei a parlare al giudice di Yilmaz, senza sapere quale sia il collegamento, ma indicandolo tra i possibili nemici del padre.


Intanto però Daghan chiede al suo amico carcerato di procurargli un'arma dopo che Yilmaz ha sparato alle ruote della sua macchina per impedirgli di seguirlo. "Quando impari a usare un'arma, prima o poi la userai!" lo mette in guardia il carcerato, che però gli procura quanto chiesto. Negli spari sul molo, verso le bottiglie allineate, Daghan riversa tutta la sua rabbia per gli anni persi. E intanto questa volta tende una trappola al suo nemico, dandogli appuntamento in un casolare. Il suo scopo è quello di stringerlo all'angolo e di costringerlo a parlare, ma durante la colluttazione violenta che ne segue, con Selvi che rintraccia il fratello, lo sparo arriverà, ma esterno, colpendo Daghan e facendolo cadere a terra davanti agli occhi sconvolti del suo avvocato.

sabato 4 aprile 2026

Ölene Kadar - In cerca della verità (2)


 Questa serie ha le tinte fosche di un noir, di quei racconti malinconici e misteriosi, dove le tessere di un puzzle si devono combinare, anche se, a differenza dei gialli che si leggono e dove devi scoprire l'assassino, qui sappiamo che il colpevole è Ender che, come nelle più classiche delle cospirazioni, da IL CONTE DI MONTECRISTO in poi, ma anche prima, fa cadere il nostro puro eroe nella trappola per ambizione, desiderio e tutti i sentimenti ben noti.


Anche qui, scopriamo, che, dopo 11 anni, Ender ha sposato  Beril, la fidanzata di Daghan. La donna era andata in carcere per vedere il fidanzato, ma non aveva trovato la forza di credere in lui e si era fidata delle prove che avevano presentato. Lo aveva salutato strappandogli il cuore in mille pezzi, confessandogli anche di non aspettare più il bambino che avrebbe dovuto portarli al matrimonio. Dopo tutti quegli anni, la scoperta dell'innocenza dell'uomo amato, è un durissimo colpo per la donna che cerca per tutto l'episodio il coraggio di affrontarlo e di parlargli. Cercherà più volte di avvicinarlo, senza trovare il coraggio tranne sul finale.


Ma intanto l'inserimento di Daghan nella vita è difficile. Su di lui gli undici anni di carcere hanno steso un velo spesso e questo me lo avvicina molto alla mia sensibilità, ricordandomi un personaggio di un libro, che ha particolarmente nel cuore, quel German Torres di SANGUE IMPURO che dopo dieci anni di carcere (ingiusto anche lì) non è più in grado neanche di sorridere. Be', Engin interpreta il personaggio di Daghan proprio cogliendo l'essenza di un uomo innocente che ha perso la sua vita e che non si fida più di nessuno. Quindi per me questo è un plus!|


Certo lui ha ancora la famiglia, una madre che lo ha aspettato e che vive nell'ansia di perderlo di nuovo, una sorella che lo adora, ma che deve lavorare duramente e che mente sull'università per non far soffrire i suoi genitori, un padre che non lavora, ma che non osa dire la verità, tutti imprigionati nelle sofferenze che il complotto ha portato su di loro. Daghan prova a reinserirsi nella vita. Cerca davvero di trovare un percorso, un lavoro, ma lo fa senza grandi speranze. I colloqui finiscono con l'imbarazzante domanda di dove ha trascorso gli ultimi 11 anni e le speranze di trovare un lavoro serio spariscono.


Riprende i contatti con un ex convitto che aveva conosciuto in carcere e a questi chiederà quello che davvero lo muove, il bisogno di scoprire il nome del testimone che ha rovinato la sua vita. Lui cerca la verità, ma noi spettatori l'abbiamo già scoperta con l'inizio di questo episodio dove capiamo perché Selvi, l'avvocatessa, abbia deciso di dedicarsi al caso di Daghan.


Era proprio lei la bambina usata contro Daghan, a cui il fratello Yilmaz, con il quale conduceva una vita nomade, tra case abbandonate e loschi traffici, aveva proposto un gioco, l'ultimo, che avrebbe permesso a lei di avere un cuore nuovo e finalmente di poter avere una vita come tutti gli altri. Ma l'ultimo gioco è quello che compromette un uomo innocente, quello che lei incrocia nel corridoio, dopo averlo indicato ai poliziotti. La sua disperazione è rimasta con lei e quando è cresciuta ha fatto di tutto per scagionarlo.


Adesso lui vuoi scoprire chi sia il testimone che ha rovinato la sua vita, mentendo. Selvi cerca di dissuaderlo, ma non riesce e interviene solo per portarlo fuori nuovamente dal carcere dove è finito quando lo hanno sorpreso a rovistare nell'archivio della polizia. Lei lo segue anche quella casetta che ha trovato grazie ai contatti del carcere e dove dovrebbe lavorare come guardiano del porto. Qui l'ha seguita anche suo fratello Yilmaz, preoccupato dalla loro vicinanza. Selvi gli ha portato i moduli dell'università, che gli permetteranno di riprendere in mano la sua vita, ma lui è troppo pieno di rabbia per dimenticare. 


Vuole scoprire la verità e quando gli arriva un messaggio anonimo, che lo invita ad andare al cimitero, davanti a una tomba, per scoprire l'identità del testimone, prima rifiuta, memore della trappola che ha rovinato la sua vita, ma quando Beril lo raggiunge per chiedergli perdono e gli svela, per caso, che il testimone era una bambina, decide di andare e trova davanti la tomba proprio Selvi. Scoprirà così la verità? Mi sembra troppo presto, anche se è una serie breve. Una carta del genere non la svelerei subito. Corro a vedere il nuovo episodio per capire se ho ragione!