sabato 18 luglio 2026

Maraşlı - Sotto ricatto (16)


Mi chiedo davvero come si faccia a restare mentalmente lucidi passando da una situazione di tensione all’altra, senza mai avere un attimo di respiro. La protagonista, Mahur, continua a vivere nel suo mondo senza rendersi conto fino in fondo di quello che le sta succedendo intorno. Si risveglia in una casa sconosciuta e la prima cosa che fa è cercare Marasli. Lo trova in una stanza, ancora addormentato. Lo sveglia ed entrambi cercano Nevzat, per capire cosa sia successo e se sia morto nell’incendio. Poco dopo scoprono Necati in cucina: è stato lui a portarli lì e sta preparando la colazione. Mentre Mahur lo accoglie con gioia, dallo sguardo del nostro Marasli capiamo subito che lui ricorda perfettamente il loro ultimo incontro.


Se la tensione è palpabile su questo fronte, in ospedale — dove sono stati portati Ilhan e Aziz dopo l’aggressione in carcere — la situazione non è certo più tranquilla. I due, ricoverati nella stessa stanza, parlano disperati della loro sorte, consapevoli che in prigione li aspetta una morte quasi certa. Durante il confronto, Ilhan chiede finalmente al padre la verità sulla morte di Omer, dopo aver confessato a sua volta l’omicidio di Ozan. Questa volta Aziz non mente e rivela che a uccidere Omer è stato Necati e che quell’evento ha distrutto la loro vita per sempre.


Nel bosco Nevzat sembra sparito nel nulla, ma in realtà è tenuto prigioniero da Necati nella stessa casa, usato come arma di ricatto contro il nostro eroe. Necati impone a Marasli il silenzio, svelandogli di aver ormai capito tutto sulla sua vera identità e minacciandolo: se dirà a Mahur la verità su quello che è accaduto tra loro, lui distruggerà la sua copertura e farà a pezzi il cuore della sorella. Eppure c’è ancora qualcosa che spinge il cinico Necati a proteggere Mahur, soprattutto quando decide di non rivelare a Savas dove si trovi, in un tentativo estremo di salvare almeno lei, che considera davvero innocente.




Nel frattempo Ilhan e Aziz, pur feriti e debilitati, approfittano di un momento di caos provocato da un’aggressione in ospedale e riescono a fuggire, convinti che sia l’unico modo per salvarsi. In una fuga rocambolesca e improvvisata riescono a separarsi dai loro inseguitori, a procurarsi del denaro e a progettare la fuga definitiva.


Ma il pensiero dello spettatore continua a inseguire Marasli e Mahur, prigionieri in quella casa dove Necati ha cercato di attirare anche Hilal, consapevole che sia l’agente che gestisce Marasli. E mentre il povero Nevzat marcisce in un deposito senza che nessuno riesca a trovarlo, i sogni inquieti tornano a tormentare il nostro protagonista, mostrandoci ancora una volta il pericolo che incombe non solo su di lui ma anche su Mahur. Ovviamente non è soltanto un sogno. Marasli sembra avere il potere di anticipare gli eventi attraverso la dimensione onirica.


Anche se, al risveglio, trova Mahur accanto a sé e si tranquillizza, la mattina successiva la realtà finisce per assomigliare in modo inquietante al suo incubo. Mahur si è alzata prima di lui ed è andata dal fratello, che le ha offerto una limonata.


Adesso la ragazza giace su un divano, priva di sensi, apparentemente addormentata. Necati assicura che si tratta soltanto di un sonnifero, necessario per permettere a Hilal di arrivare senza essere notata, ma siamo alla fine dell’episodio e sappiamo benissimo che tutto precipiterà nel giro di pochi minuti.


Mentre Ilhan e Aziz credono di essere finalmente a un passo dalla libertà, a bordo di una barca che dovrebbe portarli lontano, a sorprenderli arriva proprio Savas, deciso a vendicarsi di tutti loro senza aspettare il fratello, impegnato nei suoi misteriosi piani. Ma proprio quando sta per uccidere Aziz, Ilhan confessa una verità sconvolgente: a distruggere la vita di Savas non è stato Aziz, ma lo stesso Necati, il fratello che lo ha “salvato”, quel diabolico manipolatore che ancora una volta si è divertito a piegare la verità ai propri giochi.


E mentre Hilal dimostra di non essere disposta a cedere di un passo e continua a rifiutarsi di confessare se Mehmet İnci — l’uomo che avrebbe dovuto morire nell’attentato al parco — sia ancora vivo, Necati rivela l’ennesimo orrore: ciò che ha dato a Mahur è un veleno potentissimo e solo lui possiede l’antidoto. Glielo consegnerà soltanto se Hilal parlerà.  Ancora una volta siamo a un passo dal disastro.

venerdì 17 luglio 2026

Maraşlı - Senza via di scampo (15)


L'inizio dell'episodio ci ripiomba nell'aggressione di Marasli e in tutta la tensione che travolge lo spettatore, diviso tra il destino dei Turel, arrestati e portati in caserma, e quello del nostro eroe, ferito e solo. Il malvagio Necati, infatti, rendendosi conto che la polizia sta per arrivare e non potendo lasciarlo morire, si ferisce a sua volta, fingendo di essere troppo ubriaco per rendersi conto di quello che sta succedendo.


Entrambi vengono portati in ospedale, ma mentre le condizioni di Necati non sono gravi, quelle di Marasli sembrano disperate. Lo spettatore soffre, aspetta, entra in ansia e si commuove quando lui vede accanto a sé la piccola Zeliş che gli parla, lo invoca, gli chiede di alzarsi. Ma lui precipita in quel mondo lontano, oltre ogni bene e ogni male, entrando in coma. E lo spettatore invoca che la notizia arrivi a Mahur, bloccata in centrale, angosciata per il padre e il fratello, preoccupata per tutta la situazione.


A proteggere Marasli arriva Nevzat, l'amico e collega, che si erge come un muro per respingere chiunque voglia avvicinarsi. Anche quando Mahur chiama Ecem per capire dove si trovi Marasli, nessuno si sbilancia. Sarà l'avvocato dei Turel, quando le donne della famiglia vengono liberate, a comunicare a Mahur che il fratello è stato ferito ma sta bene e che la sua guardia del corpo, invece, è grave ed è entrata in coma.


È una vera bomba che esplode nel cuore di Mahur, che corre in ospedale per vederlo. Il fratello, continuando la sua recita, l'accoglie preoccupato e le chiede, visto che lei insiste nel restare lì, di aggiornarlo sulle condizioni di Marasli. Ovviamente Necati è interessato solo a eliminare il nostro eroe prima che possa svelare i suoi segreti, e la spietatezza di questo personaggio emerge, in questa seconda parte dell'episodio, in modo ormai manifesto.


Se ci viene concesso un momento di dolore e romanticismo, con Mahur che piange accanto a Nevzat, mentre lui le consegna la lettera d'addio che aveva lasciato a Marasli e che l'uomo custodiva nella giacca quando è stato colpito, come dimostrano le tracce di sangue che adesso la ricoprono, il resto dell'episodio è davvero un crescendo di tensione che travolge tutto e tutti. Sole in hotel, Firuzan e Dilsad parlano per la prima volta con sincerità, e Dilsad confessa che Ilhan ha ucciso Ozan e che lo hanno seppellito insieme. Firuzan, a sua volta, le rivela di aver sempre saputo della sua relazione con l'amico di famiglia.


Intanto, in carcere, la situazione peggiora ulteriormente perché uomini pagati da Savas, sempre su istigazione di Necati, hanno il compito non solo di rendere impossibile la vita di Ilhan e Aziz, ma anche di eliminarli. In una scena tumultuosa, nei bagni del carcere, Ilhan viene colpito mentre cerca di difendere il padre. Ma se questa parte della storia non lascia respiro, non si può certo dimenticare che in ospedale tutto precipita, e non certo per le condizioni di salute di Marasli.


Una donna bionda, palesemente una killer, viene mandata nella stanza del nostro soldato per ucciderlo e metterlo a tacere per sempre. Il risveglio improvviso di Marasli ostacola il suo piano e l'arrivo della nostra protagonista, che sente Marasli gridare, innesca una scena senza respiro che trascina personaggi e spettatori in un vortice di adrenalina continua. L'arrivo di Nevzat impedisce alla donna di ucciderlo, ma fuori ci sono altri uomini di Savas che decidono di fare irruzione per concludere il lavoro.


Mahur e Nevzat portano via Marasli e fuggono su un'ambulanza alla ricerca di un posto sicuro, ma la nostra protagonista, ignorando la vera natura di suo fratello, risponde alla sua chiamata e gli invia la posizione, rivelando involontariamente il loro rifugio. L'arrivo degli uomini di Savas, pronti a tutto pur di uccidere tutti loro — compresa, a questo punto, anche Mahur, sulla quale Necati aveva esitato fino a quel momento — rappresenta il momento apice dell'episodio. Rinchiusi in una casa tutta vetrate, sotto il tiro di cecchini esperti, Nevzat e Marasli combattono fino all'ultima pallottola, ma quando i killer appiccano il fuoco, per loro non sembra esserci alcuna via di scampo. Altro episodio che travolge lo spettatore come un'onda devastante. Corro subito a vedere come riusciranno a salvarsi!

giovedì 16 luglio 2026

Maraşlı - Una separazione dolorosa (14)


Maraşlı, ancora una volta, riesce a salvare Ilhan da morte certa. Quando ormai siamo a un passo dall’omicidio del rampante Türel, Maraşlı irrompe con la solita violenza controllata e la determinazione di un uomo abituato a sopravvivere a ogni guerra. Behram riesce però a salvarsi grazie all’intervento di uno dei suoi uomini e fugge senza riuscire a uccidere Ilhan. Il debito della famiglia Türel nei confronti di Maraşlı continua così a crescere episodio dopo episodio. Maraşlı viene portato in commissariato, ma i servizi segreti intervengono immediatamente per chiarire la situazione e ottenerne il rilascio.


Intanto il legame tra Mahur e Maraşlı si fa sempre più forte, anche se lui continua a restare sfuggente, consapevole di non poterle raccontare la verità. Neczat cerca di spingerlo ad aprirsi, ma i segreti che le nasconde sono troppo grandi perché da questa relazione possa nascere qualcosa di semplice. E così Maraşlı continua a reprimere perfino i propri sentimenti. Nel frattempo la famiglia Türel è ormai schiacciata dal disastro che si è costruita da sola.


Ilhan ha ceduto l’azienda ai trafficanti, si è lasciato trascinare troppo oltre e adesso tutti si ritrovano sotto la minaccia di un’organizzazione terroristica, con il rischio concreto che la polizia scopra tutto. La situazione sta diventando ingestibile.


Aziz, dopo aver sfogato la sua rabbia contro Ilhan, decide di assumersi la responsabilità degli errori del figlio e cerca una via d’uscita. La sua soluzione è drastica: lasciare la Turchia e trasferirsi in Svizzera. Ma Mahur si oppone immediatamente. Non vuole abbandonare la sua vita, il suo lavoro… e forse nemmeno Maraşlı. Aziz, però, è deciso a portarla via con la forza, volente o nolente.


Mentre la famiglia prepara la fuga, Maraşlı prende parte a un’operazione speciale che porta finalmente alla cattura del terrorista Behram. E intanto Necati, quasi divertito dal caos che lui stesso alimenta, spinge Mahur a raggiungere Maraşlı senza pensare alla partenza del giorno successivo.




Ed è qui, nella vecchia casa di lui, che i due vivono finalmente uno dei momenti più belli della serie. Mangiano insieme, parlano come una coppia normale, immaginano come sarebbe la loro vita lontano da tutto questo orrore e sottolineano ancora una volta quanto siano diversi. Ma ormai la vicinanza tra loro è troppo forte per essere negata.


Nella versione originale turca si percepisce chiaramente il taglio imposto dalla censura, che interrompe bruscamente la scena senza concedere neppure un bacio. Ma nella versione internazionale la situazione cambia completamente e finalmente possiamo vedere tutta la passione e l’attrazione che esplodono tra loro. È soprattutto Mahur a confessare apertamente i suoi sentimenti, mentre Maraşlı continua a essere frenato dalla consapevolezza delle bugie che le ha raccontato.


Eppure il mattino dopo il posto accanto a lui è vuoto. Mahur ha deciso di seguire la famiglia in Svizzera, tentando di fuggire sia dalla giustizia sia dai criminali che li stanno braccando.  Quello che tutti ignorano è che Necati non permetterà mai loro di salvarsi. La sua sete di vendetta nei confronti del padre è ormai totale. Quel bambino respinto, mai amato davvero, si è trasformato in un uomo manipolatore che sembra trovare piacere nel distruggere sistematicamente la vita di chi gli sta intorno.



Così, mentre la famiglia tenta la fuga, Necati chiama la polizia e denuncia la presenza di droga nei camion della Türel Holding, rivelando anche il piano di fuga verso l’aeroporto. La polizia li intercetta proprio mentre stanno per partire. Ma a lasciarci davvero senza fiato è ancora una volta Maraşlı. Non trovando Mahur accanto a sé e non riuscendo a contattarla, corre alla villa dei Türel per cercarla. E lì trova soltanto Necati. Maraşlı ormai sa che è colpevole.


Tra i due esplode uno scontro verbale durissimo, durante il quale emerge finalmente tutta la responsabilità di Necati dietro gli eventi che hanno devastato questa famiglia. Ma il confronto degenera rapidamente in una colluttazione e, questa volta, Maraşlı viene colto di sorpresa. Necati lo colpisce ripetutamente con un paio di forbici. La sua vita resta appesa a un filo. E Mahur, arrestata insieme alla sua famiglia, non immagina minimamente quello che sta accadendo. Altro episodio assolutamente al cardiopalma.

mercoledì 15 luglio 2026

Maraşlı - Un crescendo di tensione (13)


Ok, come potevo non correre subito a vedere il nuovo episodio per capire come avrebbe reagito Mahur trovandosi davanti una donna che usciva dalla casa di Maraşlı?


E infatti la scena riprende proprio da questo momento cruciale. Hilal si rende immediatamente conto che tra suo marito — perché lei, presentandosi, si definisce eşiyim (“sono sua moglie”), anche se Maraşlı si affretta a precisare eski, ex moglie — e Mahur esiste ormai qualcosa di profondo. Ma è evidente anche il legame nato tra Mahur e Zeliş. La bambina, sentendola al cancello, corre subito ad abbracciarla e, anche se in questa occasione Maraşlı e Mahur non riescono davvero a chiarirsi, appare ormai impossibile ignorare ciò che li unisce.


Così, dopo che Hilal porta via ancora una volta la piccola Zeliş, Maraşlı raggiunge Mahur nel luogo dove tante volte si erano già confrontati. Davanti al Bosforo illuminato nella notte, con le luci della città che sembrano avvolgerli, i due appaiono quasi sul punto di riconciliarsi. Ma Mahur pretende la verità e Maraşlı non può dargliela. Lei vorrebbe che lasciasse tutto, che andasse via con lei e con Zeliş, ma lui continua a parlare di un lavoro che deve terminare. Non riescono a trovarsi davvero e finiscono per separarsi ancora una volta.


Nel frattempo Maraşlı continua a essere il punto di riferimento del povero Ilhan, ormai tormentato e braccato dagli uomini che Savaş, su suggerimento di Necati, gli ha scatenato contro. E qui non parliamo di criminali qualsiasi, ma di persone coinvolte nel terrorismo. Ilhan sprofonda sempre di più e, se riesce ancora a restare a galla, è solo grazie a Maraşlı, che continua a salvarlo, guidarlo e impedirgli di perdere completamente se stesso.


Ma intanto Behram scopre l’esistenza della sorella di Ilhan e decide di colpire proprio lei. E il momento scelto è terribile, perché Mahur ha appena inaugurato una mostra fotografica a cui partecipano tantissimi invitati.


Quando vede Maraşlı arrivare alla galleria, Mahur lo affronta subito, chiedendogli perché sia lì. Lui resta evasivo, senza rivelarle che teme per la sua vita, non per colpa sua, come lei pensa, ma per i problemi in cui il fratello ha trascinato tutta la famiglia. Ed è proprio Ilhan a chiamarlo poco dopo: Behram gli ha dato due ore per restituire la merce sparita, minacciando di uccidere Mahur. Da quel momento tutto precipita.


A casa Türel, Ilhan, ormai sotto pressione, confessa quasi tutto a Necati — tranne l’omicidio — ammettendo che Savaş è diventato socio di maggioranza, che l’azienda è stata usata per traffici illegali e che loro sono ormai sotto ricatto. Necati lo spinge a raccontare tutto al padre, solo per assistere poi alla sua esplosione di rabbia.


Ma alla galleria la situazione è ancora peggiore. Behram chiama Maraşlı e minaccia di colpire tutti i presenti. Lui reagisce immediatamente, chiudendo gli ospiti nella cucina e dichiarando che sono tutti in pericolo. All’inizio nessuno gli crede: lo guardano come fosse un esaltato fuori controllo. Ma quando uno degli invitati tenta di uscire e viene colpito da un proiettile, tutti capiscono che il pericolo è reale.


Per fortuna arriva anche Nevzat, che aiuta Maraşlı a individuare il cecchino appostato sui tetti intorno alla galleria, pronto a sparare su chiunque. Ma il colpo di scena peggiore arriva subito dopo: la bomba piazzata da Behram è addosso a uno degli ostaggi. Con un blitz rapidissimo, Maraşlı riesce a identificarlo e neutralizzarlo, in una sequenza tesissima durante la quale credo di aver smesso di respirare anch’io. Anche perché, parallelamente, Ilhan è ormai sul punto di togliersi la vita.



E la situazione precipita ancora di più quando decide di consegnarsi a Behram, convinto che sia l’unico modo per salvare la sorella… senza sapere che Mahur, nel frattempo, è già stata salvata da Maraşlı. Quest’ultimo, fingendo addirittura di rapirla, riesce a seminare la polizia appena arrivata sul posto. E se il suo obiettivo era continuare a passare inosservato come agente segreto, direi che ormai ogni possibilità è andata in fumo. 



Ma Maraşlı, ormai, sembra molto più un soldato che un agente. E il suo unico obiettivo, adesso, è salvare Ilhan dalle mani di Behram. Ci riuscirà? Tocca correre al prossimo episodio per scoprirlo.

martedì 14 luglio 2026

Maraşlı - Il diavolo sotto mentite spoglie (12)


Il nuovo episodio riparte dalla lunga scena conclusiva del precedente, con la decisione di Maraşlı di uccidere Sami e il confronto in ospedale con Mahur. Ma mentre riviviamo quei momenti già carichi di tensione, torna anche la storia di Ilhan, travolto dalla sua tragedia personale: voleva fuggire lontano, con soldi e figlio, per sottrarsi alla paura di ciò che ha commesso e al senso di colpa che lo divora.


A giocare con le sue fragilità è proprio il fratello Necati, sempre più convinto che il “figlio prediletto” debba pagare fino in fondo tutto il dolore che sta provando. Gli invia un video dell’omicidio per fargli capire che Savaş sa tutto, e nel frattempo informa anche la polizia su dove si trova il corpo. Il risultato è immediato: Ilhan viene convocato per il riconoscimento, essendo stato tra gli ultimi a vedere la vittima.


Intanto Maraşlı è dentro una nuova guerra. Tornato dall’ospedale, va da Şirin per vedere Zeliş, ma la casa è vuota. Disperato, cerca la bambina ovunque, convinto che dietro la sua scomparsa ci sia Savaş. Ma prima che possa capire davvero cosa sta succedendo, alcuni uomini incappucciati lo prelevano e lo trascinano via. Finisce così in una prigione al buio, in isolamento, dove il tempo si dilata e la sua mente inizia a vacillare tra ricordi e allucinazioni, fino a immaginare Zeliş che lo raggiunge per abbracciarlo come non accade da troppo tempo.


Sono proprio questi fantasmi a tenerlo in vita. Giorno dopo giorno lo costringono a reagire, a mangiare, a bere, a restare ancorato alla realtà. Fuori, intanto, il tempo scorre: Mahur viene dimessa e lo cerca, trovando però solo un appartamento vuoto, che parla chiaramente di una partenza mai davvero spiegata.


E nel frattempo il ricatto si estende a tutti i personaggi principali. Scopriamo che Maraşlı è stato trattenuto dai servizi segreti. Hilal, in un nuovo colpo di scena, rivela la verità più dura: è la madre di Zeliş. E gli impone una condizione chiara e spietata: finché non tornerà a collaborare con loro, non potrà avvicinarsi alla bambina. Ricattato è anche Ilhan, costretto da Savaş a entrare nel traffico di droga attraverso la sua azienda. Se si opporrà, finirà in prigione per l’omicidio di Ozan. Senza via d’uscita, Ilhan cede.


Il tempo passa e Maraşlı viene infine liberato, con la promessa di continuare la sua missione. Intanto capiamo, da una semplice foto trovata da Mahur, che lei non lo ha dimenticato: le ferite sono ancora aperte, profonde. Maraşlı torna nel suo vecchio appartamento e ritrova il quaderno di poesie che le aveva lasciato in ospedale. Un segnale chiaro: il legame tra loro non si è mai spezzato, anche se tutto li tiene lontani.


Nel frattempo Maraşlı contatta Ilhan per aiutarlo nella situazione sempre più pericolosa, costretto a muoversi tra ricatti e traffici orchestrati da Behram, un uomo che lui stesso definisce parte di un’organizzazione terroristica. Dall’altra parte, la famiglia Türel prova a risollevare il morale di Mahur organizzando una piccola festa nel suo studio, con la complicità di Ecem. Ma la felicità è solo superficiale: la malinconia emerge inevitabile, e quando nel vetro crede di intravedere il riflesso di Maraşlı, non riesce a non sperare che sia davvero lui. Ovviamente lui non si lascia avvicinare e sparisce di nuovo.


Sul fronte dell’azione, Maraşlı mette in moto una strategia per far scontrare Savaş e Behram, facendo credere a quest’ultimo che il primo abbia sabotato un suo carico. È un gioco al massacro pensato per far emergere finalmente il burattinaio nascosto.


L’uomo di Savaş corre da Necati per chiedere aiuto, ma Maraşlı arriva quasi subito, cogliendo tutti di sorpresa. Anche se il vero responsabile riesce a sfuggire, lascia però un indizio decisivo che permette a Maraşlı di intuire chi stia muovendo davvero i fili dietro la famiglia Türel: “Şeytan kılık değiştirmiş hali”, mormora. Il diavolo sotto mentite spoglie. E proprio quando Mahur scopre che Maraşlı è tornato e corre da lui, ad aprirle la porta non sarà lui… ma Hilal, l’agente segreto che lo coordina, insieme alla madre di Zeliş. Che cosa succederà adesso?

lunedì 13 luglio 2026

Maraşlı - Un uomo solo (11)


E la resa con cui si chiudeva il precedente episodio era soltanto una finta, un modo per avvicinarsi al loro capo e poi eliminarlo. Con una mossa abile, Maraşlı riesce a liberarsi anche degli ultimi uomini che gli si erano opposti, ma la sua vera preoccupazione resta Mahur. La porta in ospedale sconvolto, terrorizzato dalla possibilità che possa morire per colpa sua.


Nel frattempo, la notizia arriva a casa Türel ed esplode come una bomba. Persino Necati, che sembra quasi immune al dolore della sua famiglia, reagisce immediatamente, chiamando Savaş per capire se ci sia lui dietro tutto questo. Poi tutti corrono in ospedale, dove scoprono la gravità delle condizioni della ragazza.


Mentre la famiglia aspetta disperata notizie, Maraşlı è completamente divorato dalla vendetta. A poco serve il tentativo di Halil, l’agente segreto che coordina l’operazione, di riportarlo alla ragione e ricordargli quanto sia importante mantenere segreta la sua identità. Per Maraşlı conta solo trovare Sami, l’uomo che ha sparato a Mahur e ferito una donna innocente a causa sua. E la sensazione è che la situazione stia lentamente sfuggendo di mano persino ai brillantissimi servizi segreti.


Con l’aiuto del suo amico soldato, Maraşlı rintraccia Acar, il padre di Sami. Dopo essersi liberati dei suoi uomini, riescono a ferirlo e a ottenere informazioni sul nascondiglio del figlio. Ma nel frattempo compare una nuova figura inquietante: un criminale ancora più potente, arrivato per rimettere ordine in un mondo che un solo uomo è riuscito a destabilizzare completamente.


Mahur si salva. Riapre gli occhi. E la prima cosa che chiede al padre è se Maraşlı stia bene. Quel legame tra loro continua a esistere, anche quando nessuno dei due riesce davvero a viverlo fino in fondo. Ed è proprio questo a renderlo così struggente dentro una storia tanto cupa.


Poi Maraşlı si reca in ospedale per congedarsi definitivamente da Mahur. Si sente responsabile per tutto quello che le è accaduto e le promette che non le farà più del male. Prima di andare via le lascia il suo quaderno di poesie, quasi fosse l’unico modo che conosce per dire davvero ciò che prova. Anche Aziz, ormai messo in guardia da Savaş, lo affronta duramente e gli ordina di stare lontano da sua figlia. Ma Maraşlı sembra ormai deciso a sacrificarsi in una vera e propria missione di vendetta.


Tornato dalla figlia, viene assalito dagli uomini di Savaş, mandati lì per intimidirlo e costringerlo a rinunciare alla caccia contro Sami. Savaş, infatti, è ormai legato a un grosso trafficante infastidito dai danni che Maraşlı continua a causare ai loro affari. Ma lui prosegue per la sua strada, solo, sostenuto soltanto dall’amicizia fedele di Neczat. Affida Zeliş alla signora Şirin e a suo marito, chiedendo loro di prendersi cura della bambina, e poi si consegna completamente alla sua missione, proprio come farebbe un soldato pronto al sacrificio.


Mahur, inizialmente confusa, non ricorda bene il loro ultimo incontro. Ma i ricordi tornano lentamente. E proprio il giorno dell’assalto al rifugio di Sami decide di chiamarlo. Capisce che sta andando incontro a una missione suicida e lo implora di fermarsi, di non fare qualcosa di cui potrebbe pentirsi, di raggiungerla invece in ospedale. Ma Maraşlı non si ferma.


E la sequenza dell’assalto è puro cinema d’azione: due uomini addestrati alla guerra avanzano contro un esercito di criminali armati, abbattendoli uno dopo l’altro con una precisione spaventosa.


Sami non riesce a salvarsi, nemmeno con l’intervento di Savaş che tenta di portarlo via. Maraşlı non dimentica il sangue di Mahur sulle sue mani. E anche se esita, ricordando le parole della ragazza, alla fine sceglie la vendetta. Quando poi si presenta in ospedale, basta uno sguardo a Mahur per capire cosa ha fatto. E il muro tra loro sembra alzarsi ancora di più.


Adesso mi chiedo davvero cosa succederà a Maraşlı, perché si è messo da solo tra due fuochi: da una parte la criminalità, dall’altra i servizi segreti. Un uomo solo, che sembra non vedere altra strada se non quella del martirio.