Che dire? Decisamente mi dispiace che la storia sia finita, anche se, per fortuna, il finale ci riporta al bandolo della matassa, sciogliendo tutti i nodi e regalandoci quel futuro che Kuzgun, figlio sventurato, davvero si meritava. "Il destino è in debito con te!" aveva detto Dila e per fortuna, dopo mille giri, mille sventure, otteniamo quello per cui abbiamo sudato così tanto. Ma bisogna procedere per gradi e confesso che tra i titoli per questo ultimo episodio ero tentata di chiamarlo "Le mille morti di Yusuf Cebeci", personaggio chiave, di peso, che segna la vita di tutti i suoi figli, del padre, della moglie, dell'amico traditore e della sua famiglia.
Che padre era?, chiederà Ferman sulla tomba dell'uomo, dopo quella conversazione finale tra lui e Kuzgun, quando tutte le carte saranno scoperte e finalmente potranno parlarsi a viso aperto. "Il migliore che potesse esserci" è la sua risposta sincera. Fino a questo momento emotivo ed emozionante, è successo di tutto.
Dila e Kuzgun si sono cercati e persi durante tutta la seconda stagione. Sapevamo che Dila era legata a Ferman dalla riconoscenza ma qui scopriamo anche che la consapevolezza che l'uomo ha prove che potrebbero compromettere per sempre Kuzgun la induce a portare avanti i preparativi delle nozze. Ferman in realtà ha continuato a provocare Kuzgun, a trascinarlo in situazioni che gli hanno impedito di tirarsi fuori da certi giri. Adesso lo ha addirittura contrapposto con i soci di Behram che fino a questo momento non lo hanno toccato. E adesso?
Dila, preoccupatissima, corre da lui per dissuaderlo, per spingerlo a prendere la sua famiglia e andare via, ma lui ha chiari i suoi sentimenti e anche la soluzione che ha escogitato e che vedremo il giorno dopo, quando si recherà alla tavola rotonda dove ci sono tutti i suoi nemici, tranne Ferman. E qui la soluzione sarà davvero esplosiva e drammatica a ricordarci un personaggio che ci ha regalato notevoli emozioni.
Dila, nel frattempo, continua ancora, disperatamente a cercare la pistola e il pennino con l'omicidio di Behram. Ce la farà il mattino delle nozze, decisa a liberare Kuzgun e se stessa, grazie anche all'aiuto di Seda che ha avuto il coraggio di liberarsi di Ali e di un matrimonio che l'ha resa infelice durante tutti questi anni. Adesso è ospite di Ferman e sarà lei a distrarlo per permettere a un uomo pagato da Dila di aprire la cassaforte.
Dila lascerà Ferman, il matrimonio e la casa dove ha vissuto un anno per mettere la pistola e le altre prove in un nascondiglio dell'albero che ha segnato varie tappe della sua storia con Kuzgun. Gli manderà un messaggio per poi congedarsi dal fratello Ali, decisa a lasciare il paese. Kuzgun non glielo permetterà e questa volta Ali non lo ostacolerà, anzi, gli fornirà le informazioni necessarie per permettergli di rintracciare la donna e di chiarirsi.

Se Dila e Kuzgun tornano insieme, anche gli altri fili lasciati sospesi ritornano a riavvolgersi. Il misterioso Fırat, prima di sparire, invia due messaggi a Kuzgun e a Ferman, nella speranza di contrapporsi e farli uccidere l'uno con l'altro. A Kuzgun gli dice che troverà l'assassino di suo padre, che ha avuto mille vite ma altrettante morti, l'ultima per opera di un ragazzino spaventato che non ha capito quello che stava succedendo intorno a lui. E Ferman viene messo sulla giusta strada dicendogli che se si recherà all'appuntamento troverà suo fratello.

Dila prega Kuzgun di non andare, temendo una trappola. Lui andrà comunque anche se senza armi per guardare in faccia l'assassino di suo padre. La scena è emotiva, ma entrambi hanno scoperto la verità come ci rivela un abile flashback di cui la serie fa sapientemente uso. Ferman lascia andare Kuzgun con la consapevolezza che lui è il fratello perduto, quello che non ha potuto conoscere ed amare, e Kuzgun va da lui, pur sapendo che ha ucciso suo padre, senza armi, deciso a spezzare la spirale di violenza e di odio che è scaturita dalla prima morte di Yusuf. La pace scende sugli animi turbati, alla luce di un perdono che diventa un modo per poter andare avanti. Le varie storie si concludono e la serie, pur tagliata nel mezzo del suo cammino, riesce a regalarci una conclusione felice.

Serie bella, con una storia interessante, bellissima fotografia, molto drammatica, ma intensa. Più interessante la prima parte, rispetto alla seconda, ma è anche vero che non è stata data la possibilità di esprimere a pieno quello che poteva essere il percorso deciso. Al di là di tutto risente della separazione dei due eroi, anche se necessaria data la svolta tragica con cui si ferma la prima stagione. Per il resto la consiglio a quelli che cercano trame forti, eroe "macchiati" e tormentati, eroine che non restano certamente indietro. Piacevole scoperta!
Ormai ci siamo, manca solo un episodio e la storia di Kuzgun e Dila ci regalerà il suo finale, che spero sia emozionante. Vederli separati è davvero complicato per una persona come me che ha amato molto la prima stagione. Questa distanza tra di loro mi è indigesta, anche se capisco che, dopo il gesto drammatico di Dila, non poteva perdonarlo e tornare con lui. Sono successe troppe cose, ma devo credere che adesso Dila ami davvero Ferman?
L'episodio segue due strade: vediamo Dila che, pur spiando da lontano Kuzgun, in qualche modo continua a orbitare intorno a lui. Güneş, la cugina/sorella di Ferman, ha palesato i suoi sentimenti anche a Kuzgun, sotto lo sguardo allarmato di Dila, che non riesce a cancellare il ricordo del bacio della ragazza. Lei continua a sostenere che Kuzgun non la ama, che la sta usando per vendicarsi del fratello ma Güneş è cieca e sorda a qualsiasi tentativo della famiglia di farla desistere.
La madre Neşe è preoccupata e smarrita perché, scopriamo, Güneş è una persona instabile che già ha attentato alla sua vita e ha paura che un contrasto e l'opposizione alla sua relazione con Kuzgun potrebbe avere un esito tragico. La ragazza, comunque, si rifugia al quartiere di Kuzgun, chiedendogli rifugio. Lui l'accetta, intenerito dal fatto che la ragazza ha fatto bene ai ragazzini della zona, ma Güneş trova il modo per infastidire Dila anche da lontano.
Cosa prova Dila? Ce lo chiediamo spesso in questo episodio, mentre la vediamo ricordare le varie tappe che l'hanno portata tra le braccia di Ferman. In un primo momento sembrava che fosse la riconoscenza, per il modo in cui si è preso cura di lei, l'ha difesa, anche dai collaboratori di Behram risentiti con lei per la morte del mafioso.
Ferman si è preso cura di lei come nessuno prima e per un breve istante le crediamo davvero quando spiega a Kuzgun di voler sposare Ferman per tutto quello che ha fatto per lei, per la pace dopo la guerra in cui lui l'ha trascinata. Dila era distrutta e ci sembra davvero di capirla se ha trovato rifugio in questo uomo potente, pronto a tutto pur di prendersi cura di lei. Eppure sembra esserci qualcosa in più in questo legame tra di loro, anche alla luce di quel video che Ferman possiede di Kuzgun che uccide Behram.
Intanto, come al solito, succede di tutto. Ferman sembra spingere per far cadere Kuzgun in una trappola. È chiaro che lo fa, temendo che lui possa scoprire che è stato lui a uccidere suo padre. Lo segnala alla polizia, che fa una retata nel quartiere per sorprendere il gioco d'azzardo clandestino. Non riescono a trascinarlo in prigione perché Kumru, insieme al fascinoso collega, hanno avuto una soffiata e corrono da lui per informarlo.
Cihan, anche se meno vistoso, è entrato nel nostro cuore e quindi guardiamo con sospetto questo Fırat che oggettivamente nasconde qualcosa. Scopriamo di cosa si tratta poco dopo, quando lui si ritira a casa e vediamo una lavagna con tutte le foto dei vari criminali e sul mobile la foto del commissario Kudret, morta in un misterioso incidente dopo l'omicidio di Behram. Fırat è il figlio che vuole giustizia per la madre e al momento anche uno dei pochi a sapere la verità sul legame tra Kuzgun e Ferman.

E alla fine di questo episodio scopriamo un'altra delle motivazioni che hanno spinto Dila tra le braccia di Ferman: l'amore profondo, assoluto, quello che ha sempre provato per Kuzgun. L'accordo era chiaro, avrebbe dovuto impedire ai soci di Behram di ucciderlo, garantendogli la sua protezione, ma adesso, senza che Dila se ne sia resa conto, Ferman ha spinto Kuzgun a contrapporsi a Kadir, uno dei soci più pericolosi, e questo sposterà il pericolo sull'uomo che rappresenta davvero una minaccia.
Quello che adesso mi chiedo è com'è possibile che, con tanta carne a cuocere, riescano in un solo ultimo episodio a riannodare tutti i fili. Speriamo bene. Sarebbe un peccato rovinare una serie come questa con una chiusura affrettata.
Lo avevamo sospettato fin da quando era comparso per la prima volta che Ferman era legato a Yusuf Cebenci/Adıvar e di conseguenza anche al nostro controverso eroe, ma la situazione assume come al solito contorni completamente diversi da quello che avevamo pensato.
La zia di Ferman consegna a Meryem la lettera della sorella, scritta nel caso in cui le fosse successo qualcosa.Qui la donna confessa il grande segreto che ha custodito: Ferman è il figlio di Yusuf. Questa notizia sconvolge Mereym che non riesce a nascondere il suo turbamento ai suoi figli, che reagiscono in maniera diversa.
Kartal è come al solito troppo preso dai suoi problemi. Un po' lo vedo come un bamboccio viziato che è infastidito dall'amore della madre per il fratello maggiore. In realtà non ha mai messo a fuoco che lui è stato il "prescelto" e che Kuzgun è stato quello rifiutato, sacrificato, che si è perso per il mondo. Adesso ha accettato la protezione di Ferman, il lavoro nel quartiere di Kuzgun, scontrandosi con Ali.
L'attrito tra i due uomini è in qualche modo legato non solo al loro passato e al risentimento che Ali prova per Kuzgun e tutta la sua famiglia, ma anche dall'infatuazione di Kartal per Seda, sentimento condiviso. Mentre lui pensa letteralmente ai fatti suoi e Kuzgun è troppo preso dai suoi mille guai, solo la solita Kumru si rende conto del malessere della madre e cerca di indagare e di scoprire qual è il segreto tran lei e Neşe Kurouglu. La conosciamo bene e sappiamo che prima o poi scoprirà la verità che cercano di nasconderle.

Di Kumru mi interessa anche il lato sentimentale, quel rapporto con Cihan che nella prima stagione stava sbocciano, ma che poi per colpa dei mille guai, sembrava essere sfumato. Qui Cihan prova ad avvicinarla ma lei è infastidita dal suo silenzio durato quasi un anno e non gli presta attenzione mentre sembra interagire soprattutto con un bellissimo collega con cui ha un rapporto di astio e collaborazione. Mi dispiace per Cihan e mi auguro che Kumru ritorni sui suoi passi, anche se per lei i segreti di famiglia sono più importanti dell'amore.

E Kuzgun e Dila? Questa seconda parte pesa per la loro separazione. Lei è decisa a sposare Ferman. I suoi ricordi sono legati alla sua convalescenza, a come l'altro sia stato al suo fianco dall'inizio alla fine, di come l'abbia salvata, l'abbia convinta ad andare avanti. Lo dice anche a Kuzgun che non vuole credere al suo amore per Ferman. È quindi la riconoscenza a legare Dila a Ferman? Sicuramente ma credo anche la paura che ha di Kuzgun e del dolore che lui le ha provocato. Eppure vederli di nuovo sotto il famoso albero ci provoca una certa emozione.

Poi succede, come al solito, di tutto, con l'attacco al quartiere di Kuzgun, il ferimento di Güneṣ e la dichiarazione d'amore della ragazza, intenzionata a lottare per rimanere accanto all'uomo che il suo cuore desidera. Dila è preoccupata e anche gelosa, ma cerca di lottare contro questo sentimento e di far emergere la preoccupazione per la cognata. Ma qual è il vero problema tra Kuzgun e Ferman? Sono fratelli e scoprirlo potrebbe appianare le loro divergenza, pensa Meryem.

Ed ecco la verità, emergere nei ricordi di Ferman mentre guarda Kuzgun ricevere il rapporto dell'autopsia del corpo ritrovato nella tomba indicata da Ferman come quella di Yusuf Cebeci. È proprio il suo corpo, ma allora cosa è successo? L'autopsia è chiara. È stato sparato. Ferman ricorda. È lui il colpevole, il vero assassino del padre di Kuzgun. E adesso? Cosa potrebbe fare Kuzgun se lo scoprisse? Manca poco. Riusciranno a sciogliere tutti i nodi? Spero di sì, sarebbe un peccato rovinare una storia così interessante.
Non sono abituata, lo ammetto subito, a vedere Kuzgun e Dila così distanti e questa cosa mi lascia turbata e pensierosa, decisamente non contenta, perché, anche se in passato i conflitti erano stati enormi e drammatici, continuavo a vederli uniti da un vincolo forte. Adesso, invece, separati fisicamente, mi appaiono lontani, troppo lontani anche emotivamente. Emerge sempre di più il legame tra Dila e Ferman, con la ricostruzione degli istanti che ruotano intorno al tentato suicidio e con un personaggio come Ferman, a sua volta pieno di traumi, come la drammatica morte della madre.

Dila cerca Kuzgun e di questo ringraziamo gli autori perché temevo anche che non si incontrassero più così spesso. Lo cerca ovviamente per chiedergli di stare lontano dalla sua vita, adesso che ha scoperto che con i documenti firmati dovrebbe interagire come socio con Ferman. Lo allontana perché non può sopportare la sua vicinanza, perché una parte del suo cuore ancora gli appartiene e non vuole sentirsi tentata? Lo speriamo tutti noi, anche se poi confessa a Ferman, subito, di essere andata nel regno di Kuzgun per parlargli facendo sorridere il fidanzato che in qualche modo l'aveva messa alla prova per capire se gli avrebbe mentito oppure no.

Dila sembra legata a lui da una sorta di debito di riconoscenza, perché Ferman, che stava spiando e filmando la scena sulla terrazza, da un palazzo vicino, vedendo poi quello che le era successo, era intervenuto subito, chiamando un'ambulanza, standole accanto ogni minuto, deciso a non lasciarla andare. Che sia stato questo a conquistare il suo cuore? Memore di tante altre serie, in realtà, mi resta il dubbio sulla natura del loro legame, anche se lui poi le regala la collana con lo specchio, l'immagine che dovrebbe riprodurre quella della persona amata e che ci riporta al regalo di Miran a Reyyan nella prima stagione di HERCAI. Quale viso Dila vede nello specchio? Non ci viene mostrato, mentre Kuzgun, che ricorda il discorso del padre sull'immagine dell'amore che ti riporta a casa, vede chiaramente Dila e con rabbia lo scaglia a terra riducendolo in mille pezzi.

Eppure sono distanti. Kuzgun è alle prese con la nuova lotta contro Ferman. Questi avvicina Kartal in carcere, gli promette di tirarlo fuori se si schiererà dalla sua parte e il fratello, come al solito, invece di credere in Kuzgun, forse inconsciamente invidioso di un amore, quello della madre, che provava per lui, finisce sempre per credere nelle persone sbagliate. Kuzgun, messo alle strette da Ferman, che lo ricatta dicendo di scegliere tra il fratello e le persone del quartiere che ormai dipendono da lui, non si schiera apertamente e questo induce Kartal a decidere di accettare l'appoggio di Ferman.

La guerra è sottile e minacciosa, soffia tempestosa, anche se Dila sembra essersi ormai schierata dalla parte di Ferman, tanto da decidere di accettare la proposta dell'uomo che le ha chiesto di saltare tutte le procedure e di sposarsi subito. Lei ci pensa, riflette e alla fine cede, spiata da Kuzgun, che era venuto in azienda sempre per uno scontro con Ferman, nella guerra che li vede contrapposti.
I nostri due eroi in pratica si spiano da lontano. Kuzgun sorprende Dila tra le braccia di Ferman a cui dice di essere pronta a sposarlo subito e Dila sorprende Gunes a cena a casa di Kuzgun, seduta accanto all'uomo, palesemente invaghita, alle spalle di tutti, che ignorano che la ragazza praticamente frequenta il quartiere di Kuzgun dove dà lezione ai suoi ragazzi sbandati. Che sia gelosa non ci è dato di capirlo, solo di sospettarlo, anche se poi lei si ritrae in se stessa e decide di andare per la sua strada. Capisco la logica, ma con questi due personaggi non era per niente abituata.

Mentre loro si perdono, si spiano da lontano, tutti gli altri sono in fermento e quella che emerge è soprattutto la storia di Ferman Koruoglu, l'ultimo grande nemico del nostro Kuzgun. Certo, quello che scopriamo sul finale era da sospettare, anche se nei ricordi dell'uomo vediamo un Yusuf incatenato nello scantinato di casa, dopo gli eventi che dovrebbero aver portato alla sua fine. Ma la vita del padre di Kuzgun è davvero piena di misteri e di mille risvolti. Un poliziotto integerrimo che era figlio di un boss della mafia, trascinato in carcere con un complotto, fatto evadere a sua insaputa, poi ucciso in un attentato, ma adesso ci sono tracce di una sua vita dopo. Che cosa è successo a Yusuf Adivar? Davvero bisognerebbe regalargli una serie a parte, ma intanto arriviamo all'incontro tra la zia di Ferman (che sembra sua coetanea!!!) e la madre di Kuzgun.

La lettera sconvolgente della madre di Ferman, lasciata al figlio nel caso in cui le fosse successo qualcosa, è un nuovo puzzle da aggiungere alle mille altre tessere raccolte, anche se la rivelazione del legame tra Ferman e Kuzgun sconvolge Meryem al punto da farla svenire. Il figlio scoprirà cosa la madre gli nasconde? Bisogna davvero arrendersi alla valanga di rivelazioni! Eppure mi mancano le interazioni tra Dila e Kuzgun. Speriamo che si ritrovino presto!
Questo inizio di stagione, stagione breve (bisogna dirlo, solo 5 episodi!) stravolge tutte le nostre certezze con una puntata dove tutto quello che era sicuro non lo è più e il mondo sembra decisamente capovolto. È questa la sensazione che si ha dopo la visione dell'episodio, con tante emozioni contrastanti che in qualche modo ci reclamano il passato e allo stesso tempo uno step successivo, come se volessimo che le cose fossero andate avanti, ma non in questo modo, anche se è comprensibile la svolta che vediamo anche se ci si chiede come Dila possa essere arrivata a questa situazione.

Avevamo lasciato Kuzgun sulla famosa terrazza con Dila tra le sue braccia quasi morente, dopo aver attentato alla sua vita. La voce di Kumru nell'intero episodio, cerca di riportarci indietro e di spiegarci i cambiamenti che ci sono stati. È passato un anno e si vede chiaramente anche dagli attori, che sembrano tutti in qualche modo più grandi. Il cambio si nota anche in Kuzgun, nonostante il racconto ci riporti alla scena sulla terrazza, con Kuzgun che disperato cerca di portare fuori Dila. Piccola sbavatura, perché si vede che è stata girata dopo, da Barış Arduç che è oggettivamente diverso, e dai capelli di Dila, più lunghi della media. Sono pochi istanti, il tempo di vederlo correre con lei in braccio verso la macchina che tutto precipita in modo ancora più drammatico.

Selcuk arriva con la polizia per arrestare Kuzgun, con l'accusa di sospettato omicidio. Non si riferiscono a Behram Adivar, che giace senza vita sulla famosa terrazza, ma nel frattempo Dila sta morendo e lui non riesce a portarla in ospedale. Le loro strade si separano in quel momento, lo scopriamo da Kumru che ci racconta di come suo fratello abbia perso ogni traccia della moglie. Le accuse contro Kuzgun decadono, ma la malavita sa che è lui ad aver eliminato il capo e da quel momento la loro esistenza è stata in pericolo e sono stati costretti a lasciare la loro vecchia casa e a trasferirsi altrove con Kuzgun. È rimasto solo lui perché Kartal è finito in prigione per la morte di Teo e la vita di tutti sembra essersi complicata.

Kuzgun si è fatto carico dei ragazzi di Behram ma il suo vero obiettivo è quello di ritrovare Dila, che cerca in ogni angolo con una disperazione nuova. Per tutto la prima stagione ci eravamo abituati alla sua fuga ed era la nostra bionda eroina che lo cercava in ogni angolo. Adesso è lui, con la consapevolezza dei suoi sentimenti, a cercare di rintracciarla, mentre Dila si nasconde. Il suo avvocato ha portato avanti la causa di divorzio e Kuzgun si reca in tribunale sperando di vederla, ma lei non si presenta e il divorzio viene riconosciuto anche senza la sua presenza. Lo scopo del nostro eroe è però quello di rintracciarla e Cihan, che ancora vediamo al suo fianco, segue l'avvocata, impadronendosi del contatto telefonico di Dila.

Kuzgun si mette sulle sue tracce e la trova in una villa fortificata e protetta da uomini armati. La rivediamo, ripresasi dalla follia che ha cercato di commettere contro se stessa, ma non ancora pronta a rivederlo. La villa è di proprietà del famoso Ferman Koruoglu, che era stato una sorta di fantasma che aveva mosso le varie pedine sullo scacchiere. Qual è il legame tra Ferman e Dila? Non lo scopriamo subito, anche se lui la protegge e manda via Kuzgun senza che lui abbia la possibilità di vederla, ma il profumo di lei, nella sua stanza, lo induce a credere di essere sulla strada giusta.

La sera in cui riesce a vederla è quella organizzata da Ferman per invitare la famiglia di Dila e tutti i suoi soci ed amici nella villa per un annuncio importante. Kuzgun, introdottosi di nascosto, assiste turbato alla dichiarazione di Ferman che mette al dito di Dila un anello di fidanzamento. Ovviamente lui non riesce a credere che sia una storia vera, sicuramente qualcosa induce Dila ad accettare il corteggiamento dell'uomo, deve essere costretta. Riesce a portarla via e Dila lo segue, anche se nei suoi occhi cogliamo una durezza che lui, troppo felice per averla ritrovata, non vede in un primo momento.

Portata via in una casetta in mezzo alla radura, che ricorda molto quella di Reyyan e Miran di HERCAI, dopo un primo momento di romanticismo in cui un Kuzgun senza freni fa emergere tutti i suoi sentimenti e Dila lo lascia parlare, la donna poi si sottrae e con aggressività e dolore gli rinfaccia tutto quello che è successo tra di loro, di come abbia ucciso la vecchia Dila e di come la nuova non voglia sapere niente di lui. Kuzgun è annientato da questa notizia, ma quando arriva Ferman per prendere Dila, lui le dà l'ultimatum famoso: "se esci da questa porta, non tornare più indietro!". Dila non sembra per niente tentata di tornare. Il muro che li divide è altissimo, per un attimo temiamo davvero che possano perdersi definitivamente, ma può essere così?

In una serie turca mai gli innamorati sono lontani l'uno dall'altra per troppo tempo e infatti il giorno dopo, mentre Dila entra a far parte anche della società di Ferman, dove lavora anche Ali, scopriamo che le azioni di un nuovo socio saranno gestite da un suo rappresentante, un certo Akca Gorgun che avevamo incontrato all'inizio della serie, quando si spacciava come guardia del corpo, e il suo arrivo è di quelli che smuovono subito la scena. Che cosa succederà?
"Il grande gioco che hai detto è vivere!" è la frase che Dila lascia scritta sul muro sopra il disegno di lei e Kuzgun tenendosi per mano. È uno dei momenti clou di questo finale di stagione trepidante, pieno di adrenalina, che lascia senza fiato praticamente dal primo secondo all'ultimo in uno dei finali più palpitanti delle dizi che ho visto. Davvero al cardiopalma! Mi ha portato avanti solo la consapevolezza che c'erano altri episodi e che la storia non poteva chiudersi in questo modo, anche se, in un mondo ingiusto, ci avrebbero davvero lasciato su quel tetto, con il nostro eroe ormai irrimediabilmente perso, con il corpo di Dila tra le braccia.

Le cose che succedono sono, come detto, davvero tantissime. Dila e Kuzgun sono ormai davvero distanti, dopo la morte di Rifat, anche se il nostro eroe è palesemente innamorato e sembra soffrire più di Dila vedendola così smarrita, lacerata, addolorata. Quando la sorprende davanti casa sua, vagando come un'anima in pena nella notte, con troppi sentimenti che la travolgono e la annientano, vince l'imposizione che si è dato di non avvicinarsi, anche perché Dila sembra stare male. Il dolore l'ha lacerata, non dorme, non mangia, cerca di capire come vendicarsi, come tirare fuori tanto dolore.

Vedendola vacillare interviene e la soccorre quando sviene davanti al cancelletto di casa di Rifat. La porta in ospedale e per un attimo sembra quasi sperare che il malessere di lei possa derivare da una possibile gravidanza, ma Dila ha gettato via il suo anello, l'amore sembra andato (non è così e lo capiremo più avanti), ma sono andati oltre e non c'è possibilità di tornare indietro. La dottoressa spegne le sue speranze. Quello che ha Dila è dolore allo stato puro e le raccomanda di alimentarsi bene e di evitare emozioni forti, ma la vita di Dila ormai è ben oltre la possibilità di serenità.

Kuzgun non la lascia andare, l'accompagna, rifiuta di andare via e quella sera, mentre si confrontano, Dila cede al suo cuore e si lascia andare tra le sue braccia, braccia che la stringono, la cercano e che non riescono più a negare i sentimenti che le animano, anche se la bocca di Kuzgun resta chiusa e non dichiara quell'amore che appare evidente. La mattina dopo Dila però è la prima a svegliarsi e ha le idee chiare su quello che deve fare. Sembrerebbe volergli lasciare la carta del divorzio sul cuscino accanto a lui, ma non riesce perché il legame ancora c'è, nonostante tutto, ma lei è decisa. Sembra aver tracciato il confine, quindi scrive la famosa frase "Il grande gioco di cui parlavi è vivere. Amami o uccidimi!".

Per il resto della giornata Kuzgun la cercherà inutilmente, mentre Dila contatterà il famoso Ferman, decisa a compiere la sua vendetta, a trovare Behram Adivar e a vendicare il padre ucciso nel peggiore dei modi. E Kuzgun? Ovviamente mille difficoltà anche per lui. La madre viene rapita dagli uomini di Ali e rinchiusa nello stesso container dove era stato portato Rifat. La dinamica è la stessa e Kuzgun arriva disperato, con la consapevolezza che, se aprirà la porta, la madre morirà, ma c'è anche un timer che non gli permette di muoversi con tranquillità. L'azione è adrenalinica, il timore di perderla infinito ma l'uomo riesce a liberarla prima che la pistola spari.

Per la prima volta, davanti al timore di perderla, kuzgun smette di chiamarla Meryem Hanim (Signora Meryem), ma la chiama semplicement e"Annem" (Mamma) riconciliandosi con lei e con i sentimenti che aveva messo da parte, ma ormai Kuzgun è un uomo diverso e innegabilmente non può accettare che chi ha messo in gioco la vita della madre possa sopravvivere. Rintraccia Ali, a cui spara alle mani, anche se l'uomo gli rivela di essere stato solo una pedina di Ferman Adivar, il misterioso uomo che si muove intorno a loro e che sembra avere legami con Yusuf Cebeci, il padre scomparso.

Ma intanto Dila ha raggiunto Behram sul famoso tetto, con l'obiettivo di eliminarlo una volta per sempre. È qui che Kuzgun la troverà in questa scena finale di sequenza, terribile e drammatica, che porta i tre personaggi a un confronto serrato. In un primo momento l'arrivo di Kuzgun sembra un motivo di speranza per Behram, anche perché il nipote punta l'arma contro Dila, ordinandole di abbassare l'arma. Lei lo guarda divisa tra il dolore e il menefreghismo, anche se poi finisce con abbassare la pistola. È una strategia, in quanto il suo vero obiettivo è proprio Behram, che ha scoperto essere coinvolto nel rapimento di Meryem.

Eppure che dire, quella scena di Kuzgun che punta l'arma contro Dila, apparentemente per salvare il nonno mafioso, produce un certo brivido e gli occhi di Dila (bravissima Burcu Biricik) rivelano tutto il dolore e il cuore in frantumi davanti a quell'ennesimo dolore. Ma Kuzgun in realtà vuole vendicarsi del nonno, dietro a tutti i complotti e alle tragedie della sua famiglia, e lo uccide con un sangue freddo che ormai ha conquistato. Ma per Dila è troppo tardi, mentre il mondo intorno esplode nella follia. Si è scoperto l'omicidio commesso da Kartal, la polizia lo cerca, ma cercano anche Kuzgun, mentre Fusun colpisce Ali, sperando di vendicare la morte del fratello, e finendo a sua volta uccisa per una spinta che l'uomo le dà cercando di difendersi.

E Dila? "Ho capito una cosa, quando mi ha puntato contro la pistola", gli rivela anche se Kuzgun cerca di spiegarle di averlo fatto per ingannare Behram. "Non m'importava niente di morire, non volevo solo che tu diventassi il mio carnefice. Voglio solo che tutto questo finisca" mormora e quando punta la pistola sul suo cuore, Kuzgun dimentica tutti i muri, le reticenze, i dubbi e le grida di non farlo, le confessa di amarla, ma è troppo tardi e Dila spara. Come possono lasciarci così? La bellezza delle serie concluse è che potrò andare a recuperare subito per scoprire cosa succederà. Davvero però un finale sconvolgente!