giovedì 9 aprile 2026

Ölene Kadar - 3 bare (5)


Che puntata! Lascia davvero senza fiato, dove tutto è il contrario di tutto e dove, nel giro di due ore, ci ritroviamo catapultati da un punto all'altro, cambiando completamente la nostra visione delle cose, con quelle tre bare, quelle che all'inizio dell'episodio vediamo Daghan costruire, che tornano sul finale a chiudere questo cerchio inquietante che ci cattura all'interno.


Le tre bare dovrebbero accogliere Daghan, Vildan e suo fratello, secondo la frase terribile pronunciata da Ender alla fine dell'episodio, ma Daghan, che ha scoperto tutti i giochi, decide di invertire le regole e si propone di essere lui quello che li manderà all'altro mondo, ma all'inizio dell'episodio ci troviamo davanti a una situazione complicata che ci fa credere cose diverse.


Selvi/Vildan viene prelevata nella sua casa e portata nel capannone dove è tenuto prigioniero suo fratello. L'uomo di Daghan, Osman, vede tutto, ma non riesce a seguirla, pur avvisando il nostro eroe. Selvi viene ricattata con la minaccia di uccidere suo fratello se non consegnerà nuovamente Daghan al carcere. Lei sembra resistere e rifiuta l'accordo. La vediamo subito dopo in un'inquadratura picchiata e poi gettata davanti alla soglia di casa, davanti agli occhi sconvolti di Daghan.


L'uomo la porta a casa sua, nel cuore della notte, pensandola più al sicuro con la sua famiglia, mentre continua a indagare per cercare di scoprire se a rapire Selvi sia stato Yilmaz, continuando a ignorare il rapporto che esiste tra la ragazza e l'uomo. 


Piano piano, la convivenza tra i due sembra ammorbidire Daghan, indurlo a fidarsi di Selvi, senza sapere comunque niente di lei, tranne cogliendo un dolore sincero quando la donna guarda al suo passato. Quello che ignora è quanto sia legata a lui ormai in modo indissolubile. Intanto Daghan indaga, grazie anche all'aiuto di Beril, che vive cullando i ricordi dell'amore perduto.


Gli indizi lo portano a Fehri, l'altro uomo di Ender, che gli racconto dell'intervento per un trapianto, di un milione di lire pagate per la testimonianza falsa che lo ha portato in carcere. Ma mentre continuano a indagare si scopre che i malfattori stanno cercando di trascinare nel gioco anche il padre di Daghan, completamente ignaro che sul suo conto sono stati versati proprio i soldi del pagamento per l'omicidio. Poco dopo che sono usciti dalla banca, dove hanno scoperto del versamento, una macchina cerca di travolgere l'uomo e Daghan, sconvolto, si rende conto che le sue indagini stanno mettendo a rischio, ancora una volta, la sua famiglia.


Selvi è al suo fianco, per convincerlo a rinunciare alle indagini, ad abbandonare tutto e a dimenticarsi del suo proposito, ma un cambio di prospettiva ci svela come in realtà la donna non abbia rifiutato di collaborare con Ender, ma che si era piegata alla prospettiva di vedere uccidere suo fratello davanti ai suoi occhi. Così tutto era stato organizzato, dalle botte ricevute, ai vari passi che avevano portato Daghan alla banca. E quindi Selvi ha tradito Daghan ancora una volta? Ero talmente turbata che non sapevo se gridare di disperazione, trattenere il fiato in attesa di un miracolo.


E poi la scena nel mercato, dove Ender affianca Selvi che cerca di convincerlo a lasciar stare, a persuaderlo che Daghan ha ormai capito la necessità di fare un passo indietro, ma la furia dell'uomo si abbatte anche su di lei con le parole terribili sulle tre bare. Quello che ignora è che Daghan non si è fidato mai completamente e ha seguito Selvi passo passo, rintracciandola nel mercato con l'uomo responsabile della sua infelicità. E le tre bare realizzate diventano per Daghan una sfida a quel nemico che ha creduto di eliminare per sempre in questo modo il suo rivale! Decisamente una serie spiazzante! 

mercoledì 8 aprile 2026

Ölene Kadar - Effetto eco (4)


 Mentre seguivo il quarto episodio della serie, mi dicevo che i momenti in cui Daghan interagisce con Selvi sono quelli di massima tensione emotiva, quelli che catturano lo spettatore, al di là di tutti gli intrighi, gli altri personaggi che interagiscono, la famiglia di Daghan che spera di recuperare il tempo perso,  Beril che vive ormai solo per aiutare l'ex fidanzato, il marito ossessionato da lei che vuole solo trovare un modo per sbarazzarsi ancora del rivale, il fratello di Vildan che è sempre in bilico.


Quello che ci fa trattenere il respiro è Selvi e Daghan che sembrano danzare su un confine sottile, dove le cose peggiorano attimo dopo attimo, aggravati anche dall'emozioni che cominciano a fluire tra di loro. Basti pensare alla scena iniziale, quella in cui Selvi ha raggiunto il fratello nel capannone e scopre che si sta scontrando con Daghan. A peggiorare la situazione arriva Fahri, il braccio destro di Ender, che spara a Daghan facendoci credere, anche se per pochi istanti, che lo abbia ucciso.


In realtà l'uomo è ferito ma non seriamente. Il giubbotto antiproiettile che ha indossato lo ha protetto, ma la presenza della donna in quel posto, con lei che sostiene di aver seguito Yilmaz desta sospetti in Daghan, diviso  tra la riconoscenza nei suoi confronti e il sospetto, perché è convinto che Selvi gli nasconda qualcosa, anche se non può immaginare quale sia la verità. 


Selvi si prende cura di lui, cerca di convincerlo a dimenticare la sua ricerca, si commuove pensando di aver lottato per lui. Daghan si sente diviso, ma la sua ragione gli dice di non fidarsi. Il resto dell'episodio li vede per lo più divisi, con lui che cerca di indagare, Selvi che porta avanti la richiesta di risarcimento per gli anni trascorsi in carcere. Vuole ancora fare qualcosa per lui, aiutarlo, anche se, dentro di lei, sa che mai potrà risarcirlo di quello che gli è stato tolto. 


Ad aiutare Daghan arriva anche Beril che, cercando tra le cose di suo padre, trova un misterioso messaggio di minaccia, in cui qualcuno rivendicava un milione di dollari altrimenti l'avrebbe ucciso. L'incontro nella libreria dove si sono incontrati per la prima volta, riapre in lei mille emozioni, in lui solo ferite che non smettono di sanguinare. E quando Daghan trova nella casa di Yilmaz un biglietto con l'indirizzo di Selvi, la donna non apre per farlo entrare, anche perché in quel momento è in casa con il fratello.


Sarà lei che lo cercherà quasi alla fine della puntata, per dare la notizia della vittoria della causa per il risarcimento. Daghan decide subito di usare quel denaro per la sua famiglia, sentendosi il peso anche delle loro vite rovinate. La madre, felice dell'esito e decisa ad avvicinare il figlio all'avvocatessa, e ad allontanarlo da Beril, ordisce una cena di festeggiamento per la vittoria, ma solo per spingere il figlio ad invitare Selvi a uscire. 


Oggettivamente la vicinanza tra i due diventa sempre più importante, il sentimento tra di loro è palpabile, ma il passato li insegue e quando Selvi rientra in casa, dopo la cena, trova in casa Ender che, grazie ai suoi contatti, ha scoperto la sua vera identità e ha rapito suo fratello. Adesso la pone di fronte a una scelta: tradire nuovamente Daghan o suo fratello. Che cosa farà Selvi? Questa volta salverà Daghan o lo sacrificherà nuovamente?

martedì 7 aprile 2026

Ölene Kadar - All'ombra del tuo passato (3)

 


La trama si infittisce sempre di più e la vicinanza tra Selvi (che cela la sua identità di Vildan) e Daghan diventa sempre più stretta, anche se la consapevolezza della bugia enorme che lei gli sta raccontando non sembra destinarli a un esito felice. A questo si aggiunge il disperato tentativo di Beril di avvicinarsi a lui, di aiutarlo in qualche modo, travolta dal senso di colpa. 


Il sentimento che lei prova per l'ex fidanzato è talmente evidente negli sguardi, nel modo in cui lo cerca, in cui il suo corpo si muove nello spazio, quando lui compare, che è decisamente imbarazzante per il marito e i parenti, in quanto un amore interrotto per una palese bugia non sembra per niente essere svanito da parte di lei. Ma Daghan? Cosa prova ancora per lei? Quello che compare negli occhi di lui è una ferita profonda, ogni volta che la vede, un dolore che è legato al passato, il desiderio di riscattare il suo nome agli occhi del mondo, ma questa sua ricerca, questo suo non riuscire ad emergere dall'ombra del suo passato doloroso, non lo guida verso la strada della giustizia, ma quasi della vendetta.


L'uomo incontrato sulla tomba della piccola Vildan, il fratello di Selvi, gli racconta una storia fumosa, accompagnata dalla confessione che la sorella è morta una settimana dopo il suo imprigionamento, malata di cuore, ma Daghan sente a pelle che Yilmaz gli sta mentendo, che lui è coinvolto in tutta la sua storia. Quello che ignora è la verità terribile che Selvi gli cela, ovvero che in quella tomba davvero giace una bambina, la vera Selvi, che ha donato il suo cuore, sul mercato nero, e il verbo "donare" è pura fantasia per permettere a Vildan di continuare a vivere. Un patto con il diavolo, doloroso, terribile che ha segnato la nostra avvocatessa e l'ha spinta, per un senso di riconoscenza e di colpa, verso la strada della giustizia che l'ha portata a fare di tutto pur di tirare fuori Daghan dalla prigione.


Lui ignora ancora il legame, ma sa che Yilmaz mente e che lui è collegato al complotto nel quale è stato attirato. Così comincia a seguirlo ovunque va, accompagnato, contro il suo desiderio, dalla stessa Selvi, regalandoci piccoli momenti di respiro e qualche sorriso con la famosa scena del bar, dove lei si ubriaca e Daghan la deve accompagnare  a casa. Se con lei lo vediamo anche incredibilmente sorridere, con tutti gli altri è puro tormento e guerra.


La madre è sempre in ansia e manda anche la figlia a cercarlo, per assicurarsi che nella nuova casa stia bene. Ayse è dolce e attenta, ma gli rivela che Beril lo ha cercato ed è stata lei a mandarlo da lui, nella speranza che potessero parlarsi, ancora legata al ricordo ingenuo di un amore che era sul punto di essere coronato quando la vita ha cambiato binario. Lui si risente, perché Beril è una ferita, ma questo lo induce a cercarla, soprattutto nella speranza di poter scoprire il collegamento tra Yilmaz e il padre di lei.


Beril è pronta a tutto, anche a dare la sua vita per aiutarlo, e gli promette di indagare tra le cose del padre. Lui va via, freddamente, ma la sua presenza in casa diventa per Ender un monito di avvertimento e la sua decisione è quella di liberarsi di un personaggio scomodo che potrebbe arrivare alla verità. Intanto la giustizia chiama Daghan a testimoniare, accompagnato sempre da Selvi, che in questa occasione si incrocerà con la famosa Beril, muovendola a curiosità per cercare di capire qualcosa di più di questa donna che ha segnato profondamente la vita di Daghan. Sarà proprio lei a parlare al giudice di Yilmaz, senza sapere quale sia il collegamento, ma indicandolo tra i possibili nemici del padre.


Intanto però Daghan chiede al suo amico carcerato di procurargli un'arma dopo che Yilmaz ha sparato alle ruote della sua macchina per impedirgli di seguirlo. "Quando impari a usare un'arma, prima o poi la userai!" lo mette in guardia il carcerato, che però gli procura quanto chiesto. Negli spari sul molo, verso le bottiglie allineate, Daghan riversa tutta la sua rabbia per gli anni persi. E intanto questa volta tende una trappola al suo nemico, dandogli appuntamento in un casolare. Il suo scopo è quello di stringerlo all'angolo e di costringerlo a parlare, ma durante la colluttazione violenta che ne segue, con Selvi che rintraccia il fratello, lo sparo arriverà, ma esterno, colpendo Daghan e facendolo cadere a terra davanti agli occhi sconvolti del suo avvocato.

sabato 4 aprile 2026

Ölene Kadar - In cerca della verità (2)


 Questa serie ha le tinte fosche di un noir, di quei racconti malinconici e misteriosi, dove le tessere di un puzzle si devono combinare, anche se, a differenza dei gialli che si leggono e dove devi scoprire l'assassino, qui sappiamo che il colpevole è Ender che, come nelle più classiche delle cospirazioni, da IL CONTE DI MONTECRISTO in poi, ma anche prima, fa cadere il nostro puro eroe nella trappola per ambizione, desiderio e tutti i sentimenti ben noti.


Anche qui, scopriamo, che, dopo 11 anni, Ender ha sposato  Beril, la fidanzata di Daghan. La donna era andata in carcere per vedere il fidanzato, ma non aveva trovato la forza di credere in lui e si era fidata delle prove che avevano presentato. Lo aveva salutato strappandogli il cuore in mille pezzi, confessandogli anche di non aspettare più il bambino che avrebbe dovuto portarli al matrimonio. Dopo tutti quegli anni, la scoperta dell'innocenza dell'uomo amato, è un durissimo colpo per la donna che cerca per tutto l'episodio il coraggio di affrontarlo e di parlargli. Cercherà più volte di avvicinarlo, senza trovare il coraggio tranne sul finale.


Ma intanto l'inserimento di Daghan nella vita è difficile. Su di lui gli undici anni di carcere hanno steso un velo spesso e questo me lo avvicina molto alla mia sensibilità, ricordandomi un personaggio di un libro, che ha particolarmente nel cuore, quel German Torres di SANGUE IMPURO che dopo dieci anni di carcere (ingiusto anche lì) non è più in grado neanche di sorridere. Be', Engin interpreta il personaggio di Daghan proprio cogliendo l'essenza di un uomo innocente che ha perso la sua vita e che non si fida più di nessuno. Quindi per me questo è un plus!|


Certo lui ha ancora la famiglia, una madre che lo ha aspettato e che vive nell'ansia di perderlo di nuovo, una sorella che lo adora, ma che deve lavorare duramente e che mente sull'università per non far soffrire i suoi genitori, un padre che non lavora, ma che non osa dire la verità, tutti imprigionati nelle sofferenze che il complotto ha portato su di loro. Daghan prova a reinserirsi nella vita. Cerca davvero di trovare un percorso, un lavoro, ma lo fa senza grandi speranze. I colloqui finiscono con l'imbarazzante domanda di dove ha trascorso gli ultimi 11 anni e le speranze di trovare un lavoro serio spariscono.


Riprende i contatti con un ex convitto che aveva conosciuto in carcere e a questi chiederà quello che davvero lo muove, il bisogno di scoprire il nome del testimone che ha rovinato la sua vita. Lui cerca la verità, ma noi spettatori l'abbiamo già scoperta con l'inizio di questo episodio dove capiamo perché Selvi, l'avvocatessa, abbia deciso di dedicarsi al caso di Daghan.


Era proprio lei la bambina usata contro Daghan, a cui il fratello Yilmaz, con il quale conduceva una vita nomade, tra case abbandonate e loschi traffici, aveva proposto un gioco, l'ultimo, che avrebbe permesso a lei di avere un cuore nuovo e finalmente di poter avere una vita come tutti gli altri. Ma l'ultimo gioco è quello che compromette un uomo innocente, quello che lei incrocia nel corridoio, dopo averlo indicato ai poliziotti. La sua disperazione è rimasta con lei e quando è cresciuta ha fatto di tutto per scagionarlo.


Adesso lui vuoi scoprire chi sia il testimone che ha rovinato la sua vita, mentendo. Selvi cerca di dissuaderlo, ma non riesce e interviene solo per portarlo fuori nuovamente dal carcere dove è finito quando lo hanno sorpreso a rovistare nell'archivio della polizia. Lei lo segue anche quella casetta che ha trovato grazie ai contatti del carcere e dove dovrebbe lavorare come guardiano del porto. Qui l'ha seguita anche suo fratello Yilmaz, preoccupato dalla loro vicinanza. Selvi gli ha portato i moduli dell'università, che gli permetteranno di riprendere in mano la sua vita, ma lui è troppo pieno di rabbia per dimenticare. 


Vuole scoprire la verità e quando gli arriva un messaggio anonimo, che lo invita ad andare al cimitero, davanti a una tomba, per scoprire l'identità del testimone, prima rifiuta, memore della trappola che ha rovinato la sua vita, ma quando Beril lo raggiunge per chiedergli perdono e gli svela, per caso, che il testimone era una bambina, decide di andare e trova davanti la tomba proprio Selvi. Scoprirà così la verità? Mi sembra troppo presto, anche se è una serie breve. Una carta del genere non la svelerei subito. Corro a vedere il nuovo episodio per capire se ho ragione!

venerdì 3 aprile 2026

Ölene Kadar - Il complotto (1)


 Non avevo ancora visto questa serie di Engin Akyurek. Mi ero ripromessa di vederle tutte e, piano piano, le sto recuperando. Ölene Kadar non rientra tra quelle che hanno avuto maggior successo, almeno in patria, ma ogni suo lavoro merita davvero di essere visto e, confesso, il personaggio di Dağhan Soysür mi attirava visivamente e sapevo che avrei ceduto alla visione. A questo aggiungo che mi piace molto anche Fahriye Evcen, che ho visto in Çalıkuşu, accanto al ben noto marito, e in LA RAGAZZA E L'UFFICIALE e contrariamente a tutti quelli che la odiano per essere "la moglie di", l'ho sempre apprezzata molto.


Così, dopo aver visto gli altri lavori di Engin, ho deciso di immergermi in questa serie, piuttosto breve, solo 13 episodi, e subito sono stata risucchiata in un mondo, con un attore che, ogni volta, si cala nella parte con una bravura che davvero mi lascia spiazzata. Non dovrei esserlo, soprattutto dopo tutto quello che ho visto di lui, ma Akyurek ha la capacità di togliersi una pelle e di indossarne un'altra con una bravura davvero rara. Certo, riascolto la sua voce, riconosco i suoi gesti, il modo in cui si tocca il viso con le sue mani ampie, il suo passo mi è familiare (anche se diverso da Sancar e Tahir), ma gli occhi cambiano, sembra che in lui sia entrato qualcun altro e la storia di Daghan non è certo facile.


L'incontro iniziale tra lui e Selvi Nardan, interpretata proprio da Fahriye Evcen avviene quando lui ha già scontato ben 11 anni e gli occhi sono quelli di un uomo che in qualche modo si è spento. Lei si è appassionata al suo caso, vuole essere il suo avvocato, ma lui la respinge. Non crede più a nessuno e tanto meno che riuscirà a uscire. Ölene Kadar (Fino alla Morte) è quello che è stato scritto sulla sua condanna e non crede davvero che ne uscirà prima.


Un salto temporale di 11 anni ci mostra quello che è successo, facendoci incontrare un giovane Daghan, che studia medicina, che ama Beril, la sua fidanzata, che ha davanti un futuro luminoso. Quando lei arriva in ospedale per dargli la notizia che avranno un bambino, lui è pronto a organizzare subito le nozze e a sposarla, ma lei è la figlia di un uomo potente, che non accetta la decisione della ragazza ed è pronto a tutto pur di fermarla, rinchiudendola persino nella sua stanza e impedendole di chiamare il fidanzato.


Daghan, sicuro del suo amore, si reca a casa, liberandola e avendo uno scontro con l'uomo, ma portando via la figlia. Ad aiutarli arriva Ender, cugino della ragazza, che sembra animato da buoni propositi, ma che in realtà svela al pubblico subito la sua natura e l'odio che nutre per il padre di Beril con cui è in affari. Lontano da tutte queste questioni, la coppia di innamorati, con l'appoggio della famiglia di Daghan, organizza le nozze.


Ma il complotto è ordito e il giorno del matrimonio Ender, servendosi di alcuni uomini che ha pagato, spinge Daghan, che vede come una pedina da poter utilizzare, in una rete che lo avvolge senza possibilità di fuga. Attirato in un capannone, per un presunto appuntamento con il padre della ragazza, qui viene stordito da un uomo che lo aggredisce e lo droga, nel frattempo anche il padre di Beril viene attirato in una trappola, ricevendo un messaggio di Daghan, dal cellulare dell'uomo, che gli dice che potrebbe non sposare la figlia. 


Una volta arrivato l'uomo è avvicinato da una ragazzina, sempre parte del complotto, e mentre la bambina gli vende dei fazzoletti, degli spari lo annientano davanti agli occhi della bambina. Daghan si sveglia confuso e comincia a vagare per la città. Quando arriva al palazzo dove dovrebbe sposarsi è ormai sera e non c'è più traccia di nessuno. Confuso, non capendo quello che è successo, quando torna a casa trova la polizia che lo arresta. 


Quello che segue è tutto un piano orchestrato anche nei più piccoli particolari, con la testimone oculare che lo riconosce, le prove raccolte contro di lui, e la sentenza non può che essere quella terribile, inesorabile: condanna a vita. Anni dopo l'avvocata Selvi continua a recarsi in carcere per farsi ricevere, anche se lui l'ha cacciata e quando Daghan si reca nuovamente da lei, dicendole che lui è colpevole e che la smetta di insistere, Selvi gli presenta le prove che ha raccolto e che lo scagionano inesorabilmente perché Selvi ha trovato dei video di una manifestazione che si è svolta proprio quel giorno dove compare lui, vagando confuso, in un punto della città troppo lontano dal luogo del delitto.


L'avvocatessa capovolge la sentenza, spiazzando tutti. Daghan si ritrova libero, ma sono passati 11 anni, tutto è cambiato, lui stesso non è più il ragazzo che sognava il futuro. Adesso è un uomo indurito dal carcere che vuole scoprire la verità e Selvi, che lo ha aiutato, sembra in realtà sapere molto più di quello che lui immagina.


Come primo episodio è stato decisamente emozionante, leggermente cupo e piuttosto drammatico, ma Engin come al solito ha brillato, la trama si segue facilmente, Ferihye è convincente e mi sembra più matura e sono decisamente convinta di proseguire con la visione.

giovedì 2 aprile 2026

Kış Güneşi - L'importanza di una vita (18- Finale)

 


Ogni vita è preziosa, anche quella che apparentemente sembra inutile, quella che è servita solo per il mare, che ha lasciato una traccia terribile nell'esistenza del prossimo, perché fino alla fine c'è sempre la possibilità di fare del bene, quel bene che, sulla bilancia dell'esistenza di un essere umano, può incidere in maniera significativa, capovolgendo  il resto. Il male non si dimentica, ma il bene riscatta. Questo sembra il messaggio finale di questa serie breve, ma intensa che presenta qualche difetto (una castità eccessiva che, pur non determinante, mi resta come un elemento eccessivo in una storia dove la componente romantica ha un ruolo così importante, e un rallentamento, anche se breve, ma che si poteva evitare nella parte finale), ma che decisamente è un prodotto riuscito.


Kadim sacrifica la sua vita per Efe, riscattando l'omicidio del padre di lui, commesso sì per salvare la figlia, ma pur sempre un omicidio terribile. Dà la sua vita salvandolo e in qualche modo si riconcilia con se stesso sul finale, lasciando la povera Efruz nuovamente da sola, ma forte e determinata, decisa a riconquistarsi un posto nel mondo, a imparare a vivere con il suo dolore. Al suo fianco, incredibilmente, troviamo un personaggio assolutamente distante da lei, quel Bora fascinoso e interessante che tutte le donne desideravano e di cui lei non aveva assolutamente sentito parlare fino a quando la sua vita non si intreccia con quella di Nisan. Ma una dottoressa, dopo tutto quello che ha vissuto Bora, sembra davvero naturale e giusto.


Ma nel frattempo tutto l'ultimo episodio, dopo il riscatto di Nisan ed Efruz dalle mani dei delinquenti che le avevano rapite, è concentrato sulla sua malattia, sui tentativi disperati di Efe di trovare Seda, per chiederle di sottoporsi al test della compatibilità genetica perché lei è l'unica speranza di salvezza per la sorella. 


Seda ha vissuto una vita piena di conflitti, con se stessa, con il mondo. Mete è stato l'unico amore della sua vita, l'unico che in qualche modo le ha dato l'illusione e la speranza di poter finalmente essere felice. Quando lui è cambiato (o meglio è morto ed è stato sostituito dal fratello) il conflitto dentro di lei è dilagato, cercando un nemico con cui prendersela e Nisan era quella più vicina, anche perché il nuovo Mete sembrava davvero innamorato di lei.


Dopo la scoperta che l'uomo l'ha sempre amata, ma è stato ucciso, il dolore l'ha travolta e intorno a sé ha fatto terra bruciata. Disperata e sola per tutto quello che le sta succedendo, ha deciso di andare via e di abbandonare ogni cosa. Rifugiatasi nella casa che un tempo era di Mete e dove hanno vissuto momenti di felicità, pensa di farla finita, non considerando la sua vita importante. Efe la trova proprio quando è sul punto di farla finita, pregandola di aiutare la sorella. Seda rifiuta ma il giorno dopo si presenterà in ospedale, conscia che la sua vita, che voleva terminare, potrebbe davvero essere importante.


Siamo alle ultime battute, tutto sempre andare verso l'armonia. Efe organizza, con la complicità di tutti, un matrimonio in ospedale, prima dell'intervento, convinto che saranno felici, sicuro che ce la faranno. Nella vita reale potrebbe anche non essere così, ma qui speriamo e ci crediamo perché tanta disperazione deve pur trovare un suo equilibrio giusto sulla bilancia della vita. 


Ed eccoci proiettati avanti nel tempo, dopo l'intervento, dopo la sofferenza, con tutti i personaggi che hanno finalmente realizzato qualcosa. Efruz e Bora si frequentano assiduamente e dalla loro complicità capiamo che è nato un amore. La dottoressa ha anche ripreso a esercitare e la sua vita, anche se senza la famiglia d'origine, ha costruito un suo senso. Burak e Nadide hanno aperto un loro ristorante, dove Fatma aiuta assiduamente, Seda è una donna in carriera, potente e stimata, ma il nostro interesse è tutto per la coppia sulla spiaggia, sul loro futuro roseo, felice, dove l'amore ha finalmente trovato il suo cammino.


Serie interessante, la cui trama, sono sicura, ha ispirato la serie brasiliana creata da Lícia Manzo, UM LUGAR AO SOL. Non a caso il titolo richiama quel SOLE (Güneşi) che troviamo anche qui, con un fratello che "usurpa" l'identità dell'altro anche se qui per scoprire la verità e non per una rivendicazione di felicità che nel caso dell'altra storia non era toccata al fratello più fragile. Storia comunque ben sviluppata, un po' lenta dopo la scoperta dell'assassino, ma per il resto decisamente piacevole. VOTO: 7


mercoledì 1 aprile 2026

Kış Güneşi - Il rapimento (17)


Nisan è stata rapita. Non riesco a immaginare una situazione peggiore. Non solo la donna sta malissimo, senza le sue medicine, a un passo dalla morte, ma anche nelle mani di gente senza scrupoli che poco si interessa alla sua disperata richiesta d'aiuto. Lei prova anche a fuggire, ma il fisico non le permette di allontanarsi troppo prima di essere riacciuffata dai loschi ceffi che per tutta la vita hanno trafficato con suo padre e che adesso sono stati coinvolti da sua sorella.


Il nostro mancato eroe, nel frattempo, vive il suo furore frutto della gelosia, il tempo di ritornare a casa, condividere con il mondo la sua frustrazione e poi andare in ufficio dove, contrariamente al solito, tratta male tutti, aspettando di vedere il suo rivale. Il problema è che Bora, che stava aspettando Nisan in ospedale per il suo ricovero, si rende conto che la donna è sparita e chiede aiuto a Efruz, che incrocia in azienda, dove era andata a trovare Efe. I due, preoccupatissimi, si rendono conto che la ragazza potrebbe aver ripensato alla cura e sono particolarmente agitati. Efe, furioso con Bora, quando questi prova a chiedergli che cosa ha detto a Nisan, reagisce con rabbia e a questo punto, a risolvere la situazione, è la stessa Efruz che gli racconta della malattia di Nisan e della verità sul perché lo abbia respinto.


Efe è annientato dalla scoperta, ma non ha il tempo di meditare che i rapitori lo chiamano sul suo cellulare, mandandogli prima una foto di lei, nelle loro mani. Vogliono due milioni di dollari per rilasciarla. Inizia la disperata ricerca del denaro con una spaccatura evidente tra Bora ed Efe. Il primo vorrebbe coinvolgere la polizia, il secondo vuole fare tutto quello che i rapitori richiedono, per non mettere in pericolo Nisan, che sta sempre peggio.


Sono proprio le condizioni della donna che spingono i rapitori ad accelerare i tempi, temendo che lei possa davvero morire e loro perdere la loro merce di scambio. Efe sembra impazzito, rifiuta l'aiuto di Kadim, che ha una certa dimestichezza con quel mondo, e fa pressioni al direttore della banca per procurarsi il denaro. Tutti accolgono con angoscia la rivelazione del rapimento di Nisan, anche Leyla che aveva rifiutato, fino a quel momento, qualsiasi vicinanza con la ragazza, ma adesso, sapendo anche della sua malattia, si unisce a Fatma e alla sua famiglia, nell'attesa che la ragazza venga liberata.


Efe non riesce a procurarsi tutto il denaro in tempo, ma solo una parte e all'incontro con i rapitori si reca insieme ad Efruz, pronta ad aiutare Nisan che, senza medicine, potrebbe essere peggiorata. I rapitori sono sul punto di riconsegnare Nisan (anche se la scelta di restituirla anche con solo metà del riscatto appare piuttosto forzata! Meglio far finta che lui abbia consegnato tutto il denaro), ma nel frattempo Bora, non fidandosi della strategia di Efe, ha chiamato la polizia e i rapitori, venuti a saperlo, portano via non solo Nisan, ma anche Efruz.


Le due donne cercano di affrontare il rapimento con coraggio e la presenza di Efruz sblocca la situazione, perché riesce a procurarsi un cellulare da uno dei rapitori e ad avvisare suo padre. A questo punto, pur chiamando la polizia, Kadim ed Efe si recano nella casa in mezzo al bosco per liberare le due donne. C'è un conflitto a fuoco, ma Kadim è addestrato alla guerra e riesce a liberarsi quasi di tutti. Efe libera le due donne, ma quando stanno per fuggire, il capo della banda, con le sue ultime forze, spara un ultimo tiro verso Efe. A salvarlo è Kadim, che chiude il cerchio espiando i suoi peccati e morendo tra le braccia di sua figlia. 


Resta solo un episodio. Mi chiedo se l'esito sarà felice per questi sventurati protagonisti. Ma ormai siamo davvero agli sgoccioli.