martedì 28 luglio 2026

Maraşlı - Un passato oscuro e doloroso (25)


Come può Marasli, vittima di un conflitto interiore lacerante che lo porta a negare persino a se stesso la propria identità, ammettere davanti a una Mahur furiosa, che gli rinfaccia di averle mentito ancora una volta, di essere davvero Mehmet Inci? Si dice che i più grandi bugiardi, per convincere gli altri, debbano prima credere alle proprie bugie. Ma nel caso di Mehmet la questione è diversa: più che un bugiardo, è un uomo profondamente malato. E lo capiamo subito dopo lo scontro con Mahur, quando rivendica con forza l'identità di Marasli.


Lei se ne va, decisa a scoprire la verità da sola. E lui cosa fa? Cerca sua figlia e Hilal, quasi avesse bisogno di una conferma, di qualcuno che gli dica chi è davvero. In una scena magistrale, Hilal, chiamata da Tolga che ha accolto Mahur e tutti i suoi dubbi sull'identità della famosa spia, viene fermata proprio da Marasli sulla soglia di casa. Lui, smarrito e confuso, le chiede chi sia davvero questo Mehmet Inci che gli ha rovinato la vita. Rivendica un'altra identità: quella dell'ex marito di Hilal, del padre di Zeliş, di Marasli, il soldato che ha combattuto, sofferto e conquistato il proprio posto nel mondo.


Hilal è sconvolta. Lo è anche la piccola Zeliş. Il controllo, però, Mehmet lo perde completamente quando chiede alla figlia quale sia il suo nome e la bambina, con la sincerità disarmante tipica dei bambini, gli risponde: «Mehmet Inci».


Burak Deniz rende alla perfezione la frammentazione dell'anima di questo personaggio: stravolto, angosciato, impaurito. A fermarlo è proprio Hilal, che lo seda e poi chiama gli uomini dei servizi segreti. Ma Nevzat arriva troppo tardi: Mehmet riesce a liberarsi e a fuggire.


Quando Hilal si reca da Tolga per raccontare finalmente a lui e a Mahur tutta la verità, la nostra protagonista rimane sconvolta dai filmati registrati. In quei video appare un uomo completamente diverso da Marasli, che parla in modo diverso e pianifica freddamente come avvicinarla facendole credere di essere qualcun altro. La frase che Mahur continua a ripetere, sconvolta, è: «Bambaşka biri». È completamente un'altra persona.


Hilal le spiega che Mehmet è malato, che ha perso il contatto con la realtà e che devono trovarlo per aiutarlo. Mahur sembra non volerci credere, ma quando lascia gli uffici e Marasli si intrufola nella sua auto dichiarando ancora una volta di non conoscere questo maledetto Mehmet Inci, diventa impossibile ignorare la verità.


Seduti davanti al mare, i due parlano. E appare evidente anche a Mahur che Marasli, o forse dovremmo dire Mehmet, è completamente confuso. Eppure, nel mezzo di tutta quella confusione, continua a dirle di amarla. Ma chi la ama davvero? Marasli, l'eroe di cui si è innamorata? Oppure questo sconosciuto, questa spia elegante e raffinata, diversa da Marasli come il sole dalla luna?


Nel frattempo Hilal deve affrontare da sola una nuova emergenza: liberare la piccola Zeliş, rapita da Savas. L'uomo vuole che lei faccia uscire sua madre dalle grinfie di Yüce Inci, il padre di Mehmet. A sorpresa, Savas racconta tutto e i due trovano un accordo per salvare reciprocamente madre e figlia.


Con un intervento degno di Marasli, Hilal irrompe nel covo del Rigattiere insieme a Nevzat. Ma il padre di Mehmet è già fuggito, lasciando dietro di sé soltanto una fotografia della sua famiglia, nella quale Hilal riconosce un giovane Mehmet.


Intanto Mahur piange la "morte di Marasli", l'uomo che amava, convinta che tutto ciò che ha vissuto fosse una menzogna. Ma sarà Necati, il più folle e allo stesso tempo il più saggio tra tutti i personaggi della serie, a dirle una verità fondamentale: oltre il nome e le bugie, c'era un uomo buono con un passato oscuro. E quando il passato che ci perseguita è così nero, un uomo può smarrirsi.  Una scena bellissima, accompagnata da una colonna sonora struggente e perfettamente calibrata.


E il passato oscuro di Mehmet lo aspetta proprio nella casa da cui è fuggito, il luogo dove vivono ancora tutti i suoi fantasmi. Primo fra tutti Ismail, quel dolore sottile, quel senso di colpa che si annida nella sua coscienza e dal quale ha tentato di scappare per tutta la vita.


Adesso però Ismail gli parla. Sembra quasi essere davvero lì con lui. Lo incoraggia a riconoscere la propria identità, ad accettare che la sua morte non è stata colpa sua, ma di un padre che non ha mai saputo essere un padre. E sua madre? Anche lei lo aspetta, tra dolore e perdono. Ma la sua coscienza, incarnata persino da una versione giovane di Mehmet, continua a incalzarlo, ricordandogli che anche lui ha le proprie responsabilità, prima fra tutte quella di essersi perso.


Cosa può salvarlo da un conflitto tanto devastante? Una voce. Quella di Mahur. Lei gli chiede di raggiungerla, di parlarle un'ultima volta. Si incontrano in quel locale che Ecem aveva preparato per la loro festa di matrimonio. Mehmet continua a resistere. Continua a parlare come Marasli, ad aggrapparsi disperatamente a qualcosa di bello. Mahur gli dice che, nonostante tutto, il suo cuore continua ad amarlo e che non deve mai dimenticarlo.



Lui percepisce che c'è qualcosa di strano nelle sue parole, ma ormai è troppo tardi. Mahur ha chiamato Hilal. E Hilal arriva con tutti i suoi uomini. Mehmet vorrebbe ribellarsi, continuare a lottare, ma l'amore e la dolcezza di Mahur riescono laddove nessun altro era riuscito. Lo fermano. E così Mehmet si lascia catturare. Troverà finalmente la pace? Manca ormai soltanto un episodio al finale. E devo dirlo: questa storia continua a sorprendermi. Davvero incredibile.


lunedì 27 luglio 2026

Maraşlı - Mehmet Inci (24)


Questa volta, rispetto all'episodio precedente, in cui gli uomini di Savas venivano eliminati uno dopo l'altro, Marasli, pur riuscendo a farne fuori una buona parte, non riesce a opporsi fino in fondo e cade, colpito alla testa dal calcio di un fucile di precisione. Nel frattempo, però, è riuscito a far fuggire Mahur che, con il cellulare, riesce a chiedere aiuto. L'adrenalina non cala mai. Se abbiamo qualche momento di respiro, il più delle volte lo tratteniamo, tanto che direi che lo stato naturale con cui lo spettatore guarda questa serie è l'apnea.


Mahur riesce a mettersi in salvo e chiama la polizia, che arriva poco dopo solo per scoprire che ci sono tutti i segni di un attacco, ma dell'uomo che la ragazza cerca non c'è traccia. Mehmet, infatti, è stato portato al cospetto di Savas, che pensa di sfruttarlo per ottenere il denaro del Rigattiere, il quale lo sta cercando accanitamente. Nel frattempo Mahur, disperata per non riuscire a trovarlo, chiama Tolga solo per scoprire che anche il procuratore è rimasto vittima di un agguato. È sopravvissuto, ma è gravemente ferito.


Quando Mahur va a trovarlo, i due concordano sul fatto che dietro tutto ci sia Savas. Mahur gli racconta di essere sopravvissuta a un attentato e di aver perso le tracce di Marasli, confessandogli di temere per la sua vita. Il procuratore, pur continuando a nutrire dei sentimenti per lei, le promette che farà di tutto per scoprire la verità. Ma intanto la nostra eroina viene lasciata sola, consumata dalla paura che possa essere successo qualcosa all'uomo che ama.


Cosa fare? Quello che io avrei fatto fin dal principio: chiamare Hilal. Certo, Mahur ignora che la donna lavori nei servizi segreti, ma resta comunque la persona più vicina a Celal. Quando la informa di quanto accaduto, l'ex moglie di Mehmet, che conosce molti dei suoi segreti, contatta immediatamente l'amico più fedele, quel Nevzat che ha davvero rischiato tutto per lui, intenzionata a ritrovare l'uomo.


Savas, intanto, ha consegnato Marasli al padre, incassando i cinquanta milioni di dollari richiesti. Mahur è disperata. Non ha più notizie di lui, non sa se sia ancora vivo o morto. Torna a casa e sfoga tutta la sua angoscia con la zia, dicendo che quell'uomo, Savas, ha distrutto la sua famiglia, la sua vita e continua a farle del male. Ad ascoltarla c'è Necati che, pur avendo la mente spesso oscurata dal dolore e dalla confusione, sembra percepire fino in fondo il peso di quelle parole ed è pronto a fare qualsiasi cosa.


E Mehmet? Nelle mani del padre, la violenza del passato ritorna con tutto il carico di un dolore mai elaborato. La morte del fratello, gli abusi subiti, l'abbandono della madre vengono resi attraverso una scena magistrale in cui il Rigattiere cerca di colpirlo con tutte le armi che ha a disposizione. L'unico modo che Mehmet trova per sopravvivere è aggrapparsi a Marasli, all'identità costruita, a quella maschera che in qualche modo gli dà pace, arrivando persino a negare a se stesso quel passato che ancora gronda sangue. Questo scatena la furia del padre, che si accanisce su di lui senza riuscire a fargli ammettere di essere davvero Mehmet Inci. Una scena durissima, ma interpretata magnificamente da Burak Deniz, davvero in stato di grazia.


A salvarlo da una morte che sembra ormai inevitabile, e che il fratello lo aveva praticamente condannato a subire, è incredibilmente Necati che, armato come Rambo ma citando Amleto, piomba nel covo del Rigattiere e libera il futuro cognato.


Mehmet torna da Mahur, tra le sue braccia e nella sua casa, ma continua a cercare di allontanarsi dagli orrori del passato, raccontando alla psicologa a cui si è rivolto la storia di Marasli e non la propria. Un segnale evidente che i suoi problemi sono tutt'altro che risolti.


Nel frattempo si reca a casa di Fuat Baba per dare il suo sostegno a Dilara, che però lo respinge, considerandolo responsabile della morte del padre. E Savas? Che fine ha fatto? Con cinquanta milioni di dollari in tasca era pronto a lasciare la Turchia e sparire per sempre, ma il Rigattiere decide di fermarlo, non intenzionato a perdere tutto quel denaro, soprattutto dopo aver perso Marasli. Così lo sequestra e lo porta via.


Mentre assistiamo alla gioia di Mahur, impegnata a scegliere l'abito da sposa per coronare finalmente il suo sogno d'amore con Marasli, proprio quando sembra aver trovato quello perfetto, arriva Dilara e infrange ogni sua certezza con una verità sconvolgente che, però, gli autori decidono di non mostrarci subito.


Marasli aspetta Mahur per sposarsi e, quando lei arriva, i suoi occhi sono freddi, duri. È evidente che ha scoperto qualcosa. Ma sarà soltanto davanti al giudice di pace, nel momento in cui devono dichiarare la propria identità, che Mahur anticiperà Marasli e pronuncerà quelle due parole destinate a sconvolgere tutto: "Mehmet Inci." Lo sguardo del nostro eroe si riempie di sorpresa e smarrimento. E adesso che cosa succederà?

sabato 25 luglio 2026

Maraşlı - La frattura (23)


Come può un padre ordinare la morte del proprio figlio? È questa la domanda che ci poniamo all'inizio dell'episodio, vedendo Marasli finalmente faccia a faccia con il suo nemico, nella consapevolezza che colui che ha cercato di distruggerlo, arrivando persino a ferire sua figlia, è proprio il padre da cui era fuggito. Vorremmo saperne di più, ma come al solito il ritmo è incalzante e non ci concede tregua, perché la polizia, guidata da Tolga, piomba su di loro con la chiara intenzione di arrestare tutti.


Savas fugge — è sempre il primo quando la situazione si fa tesa — e porta con sé il povero Nevzat, destinato a fare una brutta fine. Fugge anche il Rigattiere che, dopo aver fatto colpire Marasli da uno dei suoi uomini, tenta di trascinarlo via con sé. E Zeliş? L'avevamo lasciata mentre cercava di dire qualcosa di importante a Mahur, ma la ragazzina, invece di rivelare la verità sul padre, confessa alla fotografa di sperare ancora che i suoi genitori tornino insieme e costruiscano quella famiglia che non hanno mai potuto avere.


Nel frattempo Mehmet, mentre la polizia interroga il Rigattiere, si risveglia in una casa abbandonata, un luogo della mente e dei ricordi, dove riaffiora quell'infanzia violata fatta di soprusi e violenza quotidiana. Frammenti della sua identità originaria, quella da cui ha cercato di fuggire per tutta la vita, tornano a galla insieme al ricordo di una madre e di un fratellino che aveva inutilmente cercato di proteggere dalla brutalità del padre. È questa l'identità da cui Mehmet è scappato, quel passato che si porta dentro da anni e che ancora oggi non riesce davvero ad affrontare. Che fine abbiano fatto quelle persone non ci viene detto, anche se è facile immaginare che siano morte per mano del Rigattiere.


Intanto il rapporto tra Zeliş e suo padre diventa sempre più complicato. La bambina, terrorizzata dall'idea che continui a mentire, lo respinge, protetta da Hilal che insiste affinché Mehmet si faccia aiutare da qualcuno per affrontare i suoi problemi. E Mahur? Dopo aver parlato con la bambina, che l'ha chiamata a scuola per confidarle i suoi timori, decide di non accettare la proposta di matrimonio di Marasli, non volendo ferire Zeliş che continua a sperare nel ritorno della sua famiglia.


Marasli riceve quel rifiuto, ma nello stesso tempo è perseguitato dai ricordi di un passato doloroso: un padre che ha distrutto la sua famiglia e un fratellino dolce, che lo amava profondamente. Quel cervo che continua a perseguitarlo nei sogni e nei ricordi era proprio uno dei giocattoli del piccolo Ismail, il fratello che ha lasciato indietro per salvarsi. Il peso della colpa diventa sempre più opprimente, mentre Hilal, dopo aver scoperto ciò che ha fatto la figlia per proteggere il padre, decide di cercare uno psichiatra che possa aiutarlo. Ma Marasli accetterà davvero di affrontare se stesso? Riuscirà a riconciliarsi con l'uomo che era prima di diventare Marasli?


Mahur va a parlare con Hilal e la donna, che ormai ha una relazione con un altro uomo, le spiega chiaramente di non avere alcuna intenzione di tornare con l'ex marito. Le dice che deve scegliere il proprio futuro seguendo i suoi sentimenti, pur rispettando quelli della piccola Zeliş. Mahur sembra quasi sollevata da quell'incontro, pur ignorando ancora il grande problema che continua a separarla da Marasli.


La frattura che esiste dentro Mehmet si spalanca definitivamente quando Savas decide di colpire Fuat Baba, il boss che lo ha accolto come un figlio. Convinto che l'uomo conosca tutta la verità, arriva alla villa con un vero e proprio esercito. Mehmet lo aveva avvisato pochi minuti prima, ma Fuat Baba non riesce a mettersi in salvo e sceglie di continuare a tacere, anche a costo della vita. Quando Marasli arriva sul posto trova una vera carneficina. Dilara piange il padre morto e lo caccia con tutta la rabbia che ha dentro, convinta che lui sia quel Mehmet Inci che tutti cercano e che tutti vogliono intrappolare. Lui nega e sembra che l'unico modo per sopravvivere sia continuare ad aggrapparsi all'identità di Marasli per non sprofondare definitivamente.


Ma la lacerazione è reale e profonda. Ed è proprio dentro quel baratro che emerge, tragica e disperata, la storia di Ismail, il fratellino perduto. Durante un tentativo di fuga nella foresta, inseguiti da quello che per loro era un lupo travestito da padre, il bambino perde la vita. Da quel momento, da quella scena in cui Mehmet arriva con la polizia e l'ambulanza e scopre che il fratello è morto, inizia a fuggire da se stesso, dal padre e da tutto quel mondo. E ci rendiamo conto che, nonostante gli anni trascorsi e le mille vite vissute, sta ancora fuggendo.


«Io non sono Mehmet Inci!» urla al padre che lo ha raggiunto per ucciderlo una volta per tutte. «Io sono Marasli», perché ormai preferisce la pelle che si è costruito a quella con cui è nato. Lo scontro tra i due, però, non può compiersi, perché arrivano i sicari di Savas e sia Mehmet sia suo padre sono costretti a fuggire per salvarsi.


Ad attendere Marasli, nella casa in mezzo al bosco — quella dove aveva portato Mahur per dimostrarle che nella sua famiglia si nascondeva un traditore — c'è proprio Mahur. Ha deciso di accettare la sua proposta di matrimonio. Quando Marasli, avvisato dallo stesso Savas, corre da lei, scopre con sorpresa che la donna ha cambiato idea. Ma ormai sono circondati.


Come riusciranno a salvarsi? Basterà un solo uomo a cambiare il loro destino? Ormai manca davvero poco alla fine. Incrociamo le dita!

venerdì 24 luglio 2026

Maraşlı - Il gioco dell'identità (22)


Marasli, Celal, Mehmet… o forse lui, con tutte le sue mille identità, è davvero abilissimo a rigirare la frittata, se possiamo dirlo! Eravamo tutti sul filo del rasoio, pronti finalmente a sentirlo confessare a Mahur la verità sul suo passato e sulla sua identità, quando un nuovo colpo di scena lo salva ancora una volta dal dover parlare. È Nevzat che, alla fine, decide di cambiare la foto nel dossier consegnato a Tolga e di mettere la propria, non sentendosela di tradirlo. E quando Marasli è ormai pronto a dire la verità a Mahur, chiama l’amico di mille disavventure e scopre di essere stato salvato ancora una volta. A questo punto, come uscire dalla confessione che stava per fare a Mahur? Ecco che tira fuori la proposta che ogni donna innamorata si aspetterebbe: quella del matrimonio. Ma Mahur percepisce subito che c’è qualcosa di strano in questo improvviso desiderio di mettere su famiglia.


Alla fine della fiera, tutto ruota intorno al dossier: tutti lo vogliono, tutti lo cercano, lo scambiano, lo trasformano. Mahur, dopo la strana conversazione con Marasli, decide di andare da Tolga che, in realtà, le aveva dato appuntamento convinto — a mio parere — di mostrarle il volto di Mehmet, sperando che fosse proprio quello di Marasli. Ma dopo la conversazione con Nevzat, convinto ormai che quest’ultimo sia Mehmet, non mostra alla ragazza nulla del dossier.


A cercarlo con determinazione è anche Savas, su richiesta del Rigattiere, che vuole a tutti i costi quel fascicolo. Per ottenerlo è disposto a tutto, persino a piazzare una bomba sotto l’auto di Tolga, minacciandolo di farla esplodere se non gli consegnerà il documento con tutte le informazioni sul famoso Mehmet Inci. Accanto al procuratore c’è Mahur, a cui aveva dato un passaggio, e in una scena serratissima, dove lei percepisce il pericolo ma non comprende fino in fondo quello che sta accadendo, Tolga è costretto a gettare il fascicolo in un cassonetto, senza alcuna possibilità di sottrarsi alle minacce di Savas che, subito dopo, tenterà persino di farlo saltare in aria. Ma il Rigattiere, conoscendolo bene, aveva già compromesso il meccanismo dell’esplosivo.


In Marasli, intanto, emerge sempre di più una profonda lacerazione e il desiderio di essere finalmente solo se stesso, senza però riuscire a capire chi sia davvero ormai. Nella scena in cui porta finalmente Mahur e la piccola Zeliş a mangiare insieme, Burak Deniz riesce a mostrare benissimo tutta la tensione continua del personaggio: quel camminare costante sul filo del rasoio, terrorizzato che la figlia possa in qualche modo esporre la sua vera identità e farlo crollare agli occhi di Mahur. Ma la piccola Zeliş è soprattutto preoccupata che questo strano gioco del padre, quello di fingersi Marasli, finisca per rendere infelici tutti, soprattutto Mahur.


Tornata a casa, la bambina ne parla con la madre e Hilal cerca di affrontare Mehmet, tentando di fargli capire che ha bisogno di aiuto psicologico, che questo continuo gioco di identità che porta avanti da così tanto tempo sta rendendo sempre più fragile il suo equilibrio mentale. Lui lo nega, ma dentro di sé sa benissimo che Hilal non sta mentendo e che qualcosa, ormai, si è spezzato in mille pezzi.


Intanto Savas decide di catturare Mehmet Inci… o meglio, Nevzat, e di portarlo dal Rigattiere. Quello che ignorano è che Nevzat e Marasli si sono messi d’accordo e che uno sta seguendo l’altro, aspettando il momento giusto per agire.


Tutti, però, ignorano quello che da giorni tormenta la mente di una bambina di dieci anni. Quando Zeliş chiama Mahur da scuola e le chiede di raggiungerla perché ha bisogno di parlarle in privato, la fotografa, stupita, non esita un attimo, capendo che qualcosa di serio pesa sul cuore della ragazzina. E l’episodio ci lascia ancora una volta con il fiato sospeso, mentre Zeliş prega Mahur di non sposare suo padre.


La trappola di Marasli scatta proprio nel momento in cui Savas consegna Nevzat al Rigattiere. Quando quest’ultimo crede finalmente di essere solo, Marasli arriva pronto a regolare i conti… ma scoprirà una verità sconvolgente che ha ignorato per tutti questi anni. Il legame con il Rigattiere è molto più forte di quanto lui — e lo spettatore — avrebbero mai potuto immaginare.


giovedì 23 luglio 2026

Maraşlı - Identità nascosta (21)



La scena riprende esattamente da dove l’avevamo lasciata: “Chi è Mehmet Inci?”. Ovviamente Marasli non confessa di essere lui, anche perché il nome dell’agente segreto continua a emergere sempre in situazioni pericolose e ambigue, dove diventa difficile dire semplicemente: “Sono io”. L’inseguimento prosegue fino all’arrivo a una pompa di benzina, dove, come al solito, Marasli riesce a resistere all’assedio di più uomini. Nel frattempo, però, Tolga manda la polizia, avvisato da Mahur, e approfittando del caos Necati fugge ancora una volta, persino dalla sorella, inseguito dai suoi demoni.

E dove possono condurre Necati, se non nel luogo simbolo di tutto quello che è accaduto? In questo caso è facile ritrovarlo, perché la tomba di Aziz e Ilhan lo aspetta come un monito a tutto ciò che ha fatto: manipolato, certo, ma comunque colpevole di averli trascinati verso quella fine. Mahur e Marasli lo ritrovano proprio lì e lo riportano a casa. Qui, di nascosto, Marasli interroga Necati per cercare di capire dove si trovi l’uomo che lo ha manipolato e che voleva la morte di Mehmet. In un miscuglio di bugie e verità, riesce alla fine a carpire qualche indizio.


Nel frattempo Tolga è deciso a scoprire il segreto di Mehmet Inci e chiede il fascicolo dell’agente segreto, convocando nel suo ufficio anche Hilal che, come al solito, copre l’ex marito, pur avvisandolo subito dopo che il procuratore è ormai sulle sue tracce.


Marasli si sente sempre più braccato, lacerato nella sua identità. Vorrebbe poter parlare con Mahur, ma allo stesso tempo si sente impossibilitato, perseguitato dal ricordo di un passato che lo spettatore vede riflesso in quel ragazzo adolescente che ha lasciato la sua casa e che ora continua a inseguirlo nei ricordi. La sua identità si frantuma e l’unica pace sembra trovarla tra le braccia di sua figlia e in quelle di Mahur, pur non riuscendo ancora a confessarle la sua più grande verità.


Nel frattempo Tolga muove tutti i suoi contatti per ottenere il fascicolo di Mehmet Inci e collegare finalmente tutti i fili. A un certo punto rivediamo anche Nevzat, a cui Hilal consena un dossier indirizzato proprio al procuratore. Temiamo subito che si tratti del fascicolo di Mehmet e quindi che il nostro Marasli possa essere stato tradito proprio dalla madre di sua figlia. Poco dopo, però, la donna lo chiama per avvisarlo che non ha potuto sottrarsi agli ordini e che presto tutti conosceranno la verità su Mehmet Inci.


E mentre Nevzat corre per consegnare il dossier, tutti sono sulle sue tracce, compreso Savas, perché il Rigattiere gli ha ordinato di portarglielo. Scopriamo infatti che tra lui e Mehmet esiste qualcosa di personale e che presto capiremo di cosa si tratta davvero.


Marasli riesce a contattare Nevzat e lo incontra in un capanno, pregandolo di consegnargli il dossier. Qui gli rivela finalmente la sua vera identità, che persino l’uomo che lo ha sempre aiutato ignorava. Nevzat, però, non cede alle sue richieste. Non può venir meno al proprio dovere e, mentre i due discutono, arrivano gli uomini di Savas, intenzionati a ucciderli e impossessarsi del dossier. Ovviamente non ci riusciranno, ma Nevzat, anche dopo che Marasli gli salva la vita, continua a rifiutarsi di consegnargli il fascicolo, deciso a portare a termine il suo compito.


Disperato e distrutto, Marasli alla fine chiama Mahur, pregandola di raggiungerlo. E mentre Nevzat consegna il dossier a Tolga, Mahur chiede spiegazioni all’uomo che ama, lasciandoci ancora una volta sospesi davanti a una verità che sembra sempre sul punto di emergere. Confesserà davvero? A mio parere dovrebbe farlo, ma gli autori riescono sempre a sorprenderci.