C'è un elemento chiave in questo racconto insolito che forse è quello che meglio definisce questa storia: il tragicomico. Sì, perché c'è sempre qualcosa di profondamente drammatico nelle vicende raccontate: una ragazzina che vive nella povertà più assoluta, con un padre violento, una madre malata e un forte desiderio di riscatto che si concretizza nel sogno di sposare un uomo ricco, capace di darle una vita migliore. Se a questo aggiungiamo tutto quello che ha subito quando ha provato ad allontanarsi dalla vita di paese per studiare e lavorare, incontrando invece un figlio di papà, cinico e violento, che l'aggredisce e abusa di lei per poi mandarle i suoi amici a picchiarla quando chiede giustizia, ci rendiamo conto che ci sono tutti gli ingredienti per un grande dramma. Eppure, c'è qualcosa che riesce a spostare il racconto dal solo registro drammatico.
Hülya non è la ragazza passiva che subisce la vita senza reagire, non è la povera donzella in pericolo che aspetta il principe capace di salvarla. È lei a muovere le fila del proprio destino, a mettere in moto i meccanismi, a forzare le situazioni, a complottare e confabulare. E anche se dovremmo odiarla per questo, tutto il peso del suo passato ci frena e, in qualche modo, ci induce a guardarla con indulgenza. Se poi aggiungiamo una strana componente buffa e comica che la accompagna, non possiamo che mescolare mille sentimenti davanti a questo racconto.
Kerim ha una nuova assistente, molto bella ma decisamente antipatica, che lo ha messo a fuoco e puntato e che non sembra preoccuparsi minimamente della moglie bionda e pericolosa che marca il territorio ogni volta che può. Lei, quando vuole qualcosa, cerca il modo per ottenerla e adesso vuole Kerim. Una donna come Hülya è esattamente quello che si merita e quindi sorridiamo. Intanto Kerim vive il suo mondo felice, sperimentando per la prima volta il miracolo della paternità che con il piccolo Memo non aveva potuto vivere: affianca Hülya in tutte le tappe, si commuove ed è felice. Temo, però, che questa fase di armonia con la moglie non durerà, soprattutto alla luce del tornado che sta per abbattersi su tutti loro.
Infatti, nonostante i momenti di armonia di questo episodio, a prevalere sono ancora una volta le situazioni difficili e complicate. Hülya, per puro caso, scopre in un cassetto della scrivania del suocero un fascicolo con informazioni compromettenti sul passato di Filiz e crede di aver trovato l'arma necessaria per neutralizzare la rivale e spazzare via tutti i suoi tentativi di riprendersi quello che considera, a tutti gli effetti, suo figlio.
Può pensare di affrontare la situazione in modo diretto? Decisamente no, non sarebbe la nostra Hülya. Così, con una scusa, fa in modo che a ritrovare il fascicolo siano la suocera e la sorella di Bayram.
Le due donne diventano, senza volerlo, il motore tragicomico dell'episodio, finendo per innescare una situazione complicatissima pur essendo partite con le migliori intenzioni. Filiz, infatti, è un personaggio tragico e assurdo allo stesso tempo. Incapace di vivere pienamente la propria maternità e di lottare con decisione per riavere suo figlio, si è lasciata tentare dall'inutile Cem, che ha visto in lei una vera miniera d'oro e che la trascina prima verso l'alcol, da cui la donna si era allontanata, e poi verso l'illusione di un nuovo amore romantico che possa sostituire quello per Kerim e riportarle tra le braccia il figlio.
A nulla servono gli avvertimenti della sorella, davvero preoccupata per lei, né quelli di Mahir, che le ha spiegato chiaramente che Cem è feccia. Lei si illude, accetta il suo corteggiamento e persino un matrimonio frettoloso che lui le presenta come una grande sorpresa. I due si sposano, con la sola sorella di Filiz come testimone, naturalmente contraria a quella relazione. È però un matrimonio di brevissima durata, perché la mattina dopo succede di tutto.
Filiz si è confidata con Cem sul suo desiderio di riavere Mehmet e lui pensa, romanticamente, di realizzare il suo sogno, andando da Hülya per svelarle un segreto che, durante tutto l'episodio, tutti hanno cercato di nasconderle: la piccola Bahar, che Nilay le ha affidato dopo la scomparsa di Melek, è davvero sua figlia, quella figlia che lei credeva morta.
Cem le mostra il video di una nutrice che racconta come la bambina sia viva e le spiega che quella che crede essere sua nipote è in realtà sua figlia. Lui vorrebbe restituirgliela senza che nessuno sappia la verità, ma a una condizione: che in cambio gli dia il piccolo Memo. Hülya è sconvolta, ma intanto le due signore della storia, Suheyla e la sorella di Bayram, entrano in scena per regalarci un finale ancora una volta tragicomico.
Le due donne vanno da Filiz con l'intento di ricattarla: se continuerà con il proposito di trascinare la famiglia in tribunale per ottenere l'affidamento di Memo, renderanno pubblico il suo passato criminale. Filiz, già ubriaca di prima mattina, sconvolta dall'idea di un nuovo ricatto e dalla prospettiva di non riuscire a riavere suo figlio, mentre la sorella litiga con le due donne, si lancia dalla finestra del suo appartamento nel vuoto, decidendo di farla finita.
La scena sconvolge le due donne, che di tutto si sarebbero aspettate tranne una svolta del genere. E noi, con il fiato sospeso, non possiamo che chiederci: che cosa succederà adesso?

















