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sabato 15 agosto 2020

OSSESSIONE di J.R. Ward - XVII volume de LA CONFRATERNITA DEL PUGNALE NERO



Adoro J.R.Ward. L'ho conosciuta diversi anni fa quando mi sono imbattuta nel primo romanzo della saga LA CONFRATERNITA DEL PUGNALE NERO, in RISVEGLIO, dedicato a Wrath, re della specie che combatte per accettare il ruolo che il destino gli ha affidato, e Beth, la mezzosangue che viene introdotta in un mondo di cui neanche immaginava.


Da allora sono trascorse infinite letture, non solo di romanzi della saga de LA CONFRATERNITA. Ho letto anche volumi in cui si firmava Jessica Bird e che in qualche modo continuavano a riflettere tutte le sue qualità di scrittrice. 


Attendevo quindi questo diciassettesimo volume con un certo interesse, pur sapendo che era dedicato al Fratello Muhrder, che era stato allontanato dalla Confraternita vent'anni prima, per aver avuto un crollo psicologico e aver raso al suolo un laboratorio umano in cui facevano esperimenti su quelli della loro specie. Era l'ex compagno di Xhex, ma in qualche modo non aveva suscitato la mia fantasia e quindi non avevo grandi aspettative.


OSSESSIONE è il titolo impropriamente tradotto da quello originale, THE SAVIOR, che come al solito era decisamente più adatto alla figura di Muhrder, che vive sperando di poter riscattare la donna che non era riuscito a salvare nel laboratorio e poi suo figlio Nate, ancora tenuto prigioniero alla BioMed.


Anche se, seguendo lo schema che ben conosciamo, ritornano sulla scena vecchie coppie, in questo caso quella di John e di Xhex, che non sono tra i miei preferiti, quella nuova è costituita da Muhrder e Sarah, la dottoressa che lavora per la BioMed e che ha perso il suo compagno due anni prima, in circostanze che ancora le lasciano un alone di sospetto.


Sarah indaga e scopre che il compagno era a conoscenza di un progetto segreto della BioMed che lavorava su creature dotate di caratteristiche  molto particolari. Sconvolta decide di entrare nella sezione segreta, dove aveva accesso solo Gerry, e qui troverà Nate e il suo destino cambierà per sempre.


Sulle tracce di Nate si mette anche Muhrder, abbandonando il suo rifugio e decidendo uscire allo scoperto. Rientrare nella confraternita e avere contatti con i fratelli, che in un primo momento non si fidano di lui, aiuterà il nostro eroe a superare i suoi traumi e a trovare la sua strada, che ovviamente lo porterà tra le braccia di Sarah.


Il problema è che tutto inizia lentamente, senza grande coinvolgimento emotivo. Pur capendo il dolore di Sarah, la sua solitudine, che poi giustificherà il modo in cui si trasferirà nel mondo dei vampiri, viene dato troppo spazio a questa parte e poco alla storia d'amore, che alla fine in questi romanzi dovrebbe essere centrale e avvolgente.


I due si vedono e si piacciono subito e Muhrder la riconosce come la donna del suo destino, ma tutto ci viene presentato troppo in fretta, mentre molto spazio viene concesso alla preparazione all'incontro, alle riflessioni sulla solitudine, alla nascita di nuovi nemici e al personaggio di Throe, di cui ci sbarazziamo rapidamente, andato via senza infamia e senza lode.


Anche la risoluzione del problema dell'immortalità di Muhrder e della vita umana limitata di Sarah, viene risolta troppo frettolosamente, senza farci palpitare, come invece sono riuscite molte delle coppie che li hanno preceduti. Il problema di questo romanzo è che non brilla di luce propria; sembra quasi che l'autrice l'abbia scritto trascinata dagli eventi, senza che ci fosse una storia sua da raccontare, con elementi che si ripetono (come una dottoressa che entrerà nella clinica a sua volta), senza grandi novità. L'incanto dei primi libri è piuttosto lontano.

domenica 19 maggio 2019

LADRA DI CUORI di J.R. Ward - La confraternita del pugnale nero Vol XVI

Ormai siamo arrivati, tra un tira e molla, al sedicesimo volume della saga LA CONFRATERNITA DEL PUGNALE NERO e anche se i tempi gloriosi dei primi libri sono in qualche modo decisamente lontani, non nego che V e Jane sono riusciti a catturare la mia attenzione, malgrado temessi che il bisogno di presentare il dopo "E vissero felici e contenti" portasse la Ward a distruggere una delle coppie che resta tra le mie preferite.


Certo il racconto dovrebbe avere come coppia centrale Sola e Assail, la cui storia racconta la sua parte, a mio avviso più emozionante, nei volumi precedenti. Innegabilmente l'innamoramento, in questo tipo di racconti, è quello che conquista l'attenzione del lettore e i due ci avevano già dato il meglio in precedenza, quando lei lo aveva avvicinato per spiarlo, inviata dal suo datore di lavoro, per poi ritrarsi ed essere a sua volta inseguita da Assail, in qualche modo affascinato da questa umana fuori dagli schemi.


Il rapimento di Sola, la sua liberazione, il suo salvataggio, grazie all'intervento di Jane e del suo gruppo di medici, con il successivo innamoramento del suo salvatore sono i punti salienti di questa storia e, sfortunatamente, sono relegati in un altro volume, il che rende la trama di questa vicenda piuttosto debole.


Sola ha promesso di allontanarsi dalla vita che ha condotto fino a quel momento, fatta di criminalità e rischio, se fosse riuscita a salvarsi. Ha fatto una sorta di voto, che ha deciso di rispettare, e Assail l'ha lasciata andare perché lui rappresenta solo un pericolo, ma quando l'uomo, ormai in fin di vita, dopo una violenta crisi d'astinenza, nella clinica della dottoressa Jane, sembra spacciato, i cugini del vampiro decidono di chiedere il suo intervento, proprio quando Jane sembra voler suggerire che devono interrompere la sua vita.


Sola combatte contro il timore di ricadere nel passato e sembra piuttosto debole nella sua scelta di raggiungerlo a Caldwell. Sarà l'intrepida nonna, che ha in realtà scelto Assail per la nipote già molto tempo prima, a riportarla in città. A Sola spetta il compito di salvarlo, di cercare di capire che cosa lo renda stranamente diverso da tutti gli altri uomini che ha conosciuto, fino alla fatidica rivelazione.


La storia è carina, ma dopo i trascorsi è piuttosto debole. Più interessante Jane e Vishous, che avevano rischiato di perdere e che in qualche modo si riprendono grazie ad un periodo di separazione e ad una quasi morte che risveglia in V il timore di perdere Jane una volta e per sempre. I due si ritrovano e sembrano scendere a patti con il proprio lavoro e la vita personale.


Intanto il nuovo nemico si manifesta e indagini approfondite, con l'aiuto del solito Lassiter in incognita, che adesso svela il suo nuovo ruolo a V., permette di cambiare i nuovi giocatori sul palcoscenico, gettando le premesse per il futuro.


Se la guerra di Throe presenta degli elementi interessanti, che potrebbero ravvivare il conflitto che fino a poco tempo prima languiva, con l'uscita di scena dell'Omega, ho odiato tutta la parte di Victoria, la sorella di Benloise, praticamente inutile e inserita nella trama solo per allungare il brodo.


Mentre la vicenda si risolve sul finale, si introducono due nuovi personaggi che potrebbero portare a qualcosa d'interessante nel futuro: la nuova mezzosangue, ossessionata dai vampiri, che ha invaso la rete con immagini di tutti gli eventi strani che è riuscita a rintracciare, che si appresta a vivere una transizione che potrebbe costarle la vita, e Murhder che, spirito pazzo, ritorna saltuariamente ad affacciarsi in attesa di avere finalmente uno spazio tutto suo.


Anche se non si avvicina lontanamente ai primi volumi, confesso di averlo trovato più interessante di quello precedente, anche se restano molti punti irrisolti. Pur non brillando, la Ward resta comunque un'autrice con la quale andare sicuri.

domenica 5 maggio 2019

LA PRESCELTA di J.R. Ward - frasi


THE CHOSEN




La tenerezza e l’amore, talvolta, possono essere difficili da guardare come la violenza(Thor pensando alla perdita di Selena)


***


Blay era la sua ragione di vita, la casa che non aveva mai avuto, il sole che riscaldava la sua terra(Qhuinn)



***


Non aveva mai pensato che la sua condotta potesse avere ripercussioni tanto devastanti.            D’altra parte, poco prima di uno scontro frontale è impossibile valutare con assoluta precisione la portata delle ferite che ne deriveranno.


***


Non era arrabbiato.   Arrabbiarsi per colpa della verità è stupido.            Meglio impiegare il proprio tempo per adattarvisi.            Molto più logico, anche se ti faceva salire le lacrime agli occhi (Blay)



***


iAm riattaccò sorridendo. Gli italiani vecchio stile alla fine assomigliavano molto alle Ombre: chiusi nei confronti dei forestieri, fieri delle loro tradizioni, diffidenti verso chi non conoscevano. Ma una volta che ti avevano preso in simpatia? Una volta che avevi dimostrato cosa valevi e che ti avevano accettato? Erano così leali e generosi che quasi quasi non sembravano neanche umani


***


Xcor si puntellò sui gomiti. «Per me è stato lo stesso» sussurrò. «La vita mi ha insegnato che i sogni non si avverano. Solo gli incubi si realizzano, nella vita reale. Non nutrivo alcuna speranza che potesse accaderci questo.


***


 L’amore è come la vita stessa, rifletté.            Per quanto tu abbia avuto la fortuna di vivere – o di amare – quando arriva la fine, non ti sembra mai abbastanza (Layla)


***


 Nel suo attuale stato d’animo, lei era un vuoto in cerca di una distrazione, un vuoto a pezzi che dal di fuori sembrava, erroneamente, tutto intero (Therese)


***

Apparteneva alla generazione che aveva conosciuto sia la schiavitù che la liberazione, e quest’ultima non era certo priva di difficoltà e tragedie. Ma adesso almeno aveva la sensazione di sapere chi era lei come individuo, aveva desideri tutti suoi e non regolamentati da altri. Aveva anche due figli che sarebbero stati liberi di scegliere chi volevano essere e cosa volevano fare nella vita (Layla)


***


«E, no, non voglio essere come te. Noi due non siamo uguali e non lo siamo mai stati.»            «Proprio per questo stiamo bene insieme.» Tutt’a un tratto la voce di Qhuinn divenne acuta. «Tu sei la mia famiglia, Blay. Lo sei sempre stato. Anche con Lyric e Rhamp nella mia vita, senza di te sono perduto… sì, potrò pure incazzarmi nel bel mezzo di una discussione come questa, ma sono ancora abbastanza uomo da ammettere che io non sono niente se non stiamo insieme



***


Si fissarono per una frazione di secondo. Per Qhuinn, tuttavia, non c’erano dubbi.            Nello scontro tra amore e vendetta, lui sceglieva l’amore



***

LA PRESCELTA - Vol XV di J.R.Ward



Mi ero ripromessa di leggere questo romanzo da un bel po', essendo un'amante della saga, ma la coppia Layla e Xcor non è mai stata tra le mie preferite e forse questo ha agito da deterrente, inducendomi a preferire altri racconti. Alla fine però era un appuntamento a cui non potevo mancare, in quanto ormai i personaggi della CONFRATERNITA DEL PUGNALE NERO sono diventati degli amici che riconosci con tutti i loro pregi e i loro difetti.


La lettura di un volume della saga è sempre un tuffo in quel mondo variopinto e sempre più affollato che è il mondo della Confraternita. Ormai il piccolo gruppo iniziale di guerrieri, quello degli albori, è diventato molto più numeroso. Quasi tutti hanno trovato una serenità di coppia e vivono tutti insieme nella grande casa del Re. La Ward finisce per dedicare spazio solo ad alcuni e in questo caso ad essere messi in rilievo sono, a parte la coppia principale, anche V. alle prese con una profonda crisi sentimentale, Qhuinn e Blay, come era inevitabile, visto che il primo è il padre dei gemelli di Layla, la anche Trez, che era uno di quelli a cui la storia dedicata ci aveva lasciato decisamente con l'amaro in bocca.


Layla e Xcor sono comunque i protagonisti del volume, la coppia di disperati amanti che lottano per la loro felicità, anche se decisamente in un contesto atipico, rispetto agli altri. La prima, infatti, ha avuto due figli da Qhuinn, con cui divide le responsabilità genitoriali, affiancati da Blay, che con i suoi consigli saggi e ponderati sembra in qualche modo operare sul suo compagno, riuscendo a farlo ragionare.


Layla, che in un primo momento viene sospettata di essere preda di una depressione post-partum, in realtà è angosciata per il suo amore peccaminoso per Xcor, il traditore, colui che aveva ordito l'attentato a Wrath e che adesso è prigioniero della confraternita. Non sono mai riuscita a provare una grande sintonia per questa coppia, essendo legata a tutti gli altri fratelli e al Re, ma nel corso di questo romanzo, cambiando prospettiva, pur non sviluppando una preferenza per loro, ho cominciato a vederli con meno astio.


Quando Qhuinn scopre che Layla lo ha ingannato, durante la gravidanza, con Xcor, il guerriero esplode come una vera e propria bomba a mano, aggredendo l'Eletta e accusandola di tradimento. A nulla servirà il tentativo di Blay di calmarlo, tanto che il rapporto tra i due finirà per subire un momento di crisi proprio per l'evolvere della situazione.


Layla, venuta allo scoperto, sarà allontanata e solo l'intervento delle altre donne della Confraternita le permetteranno di ottenere il permesso di vedere i suoi figli, mentre si decide il destino di Xcor, deciso a pagare i suoi debiti con la Confraternita.


Mentre la storia di Xcor, delle sue origini e del suo legame con Thor, emerge nel racconto, la mia attenzione era divisa tra Trez e V. Il primo è legato ad un nuovo filone che mi auguro possa finalmente guidarlo a quel lieto fine mancato in LE OMBRE. Che qualcosa stesse bollendo in pentola lo capiamo con la comparsa di Lassiter ( a cui verrà affidato un compito insospettato in questo volume), che invita Trez, ancora distrutto per la morte di Selena, a cena nel locale del fratello.


Trez ci va contro la sua volontà, ma al suo arrivo iAm sta svolgendo una serie di colloqui e tra le persone selezionate c'è anche Therese, la copia esatta di Selena. Lo sconvolgimento per Trez è immediato, ma anche il risveglio del dolore. Vorrebbe fuggire lontano perché sa che lei non è la sua Selena, ma la somiglianza è tale che lui ne è inesorabilmente attratto.


Therese è una donna in fuga, anche se non vengono dati molti particolari sulla sua storia. Sappiamo solo che è fuggita dalla sua città natale, che i suoi genitori sono morti, e che vive in un quartiere pericoloso, da dove sogna di poter fuggire. Il lavoro al locale di iAm potrebbe essere l'occasione giusta, ma l'attrazione immediata provata per Trez, il fratello del proprietario, è decisamente una complicazione.


Siamo solo agli albori di questa storia, ma vengono gettati i semi per un nuovo filone, che spero possa portarci a qualcosa di interessante. Se Trez in qualche modo ha conquistato le miei simpatie e le mie speranze, Vishous, che è sempre stato uno dei miei protagonisti preferiti, insieme a Rhage e Qhuinn, sembra invece guidarmi verso la disperazione. Dopo una storia d'amore come la sua, con Jane, questo suo abbattimento, questa sua delusione nei confronti di una donna che da l'anima per la Confraternita, mi ha decisamente preoccupato e delusa. So già che la Ward ci vuole guidare verso un certo percorso, ma non ho gradito questi tentennamenti. Prima ci presentano i vampiri come quelli che cercano la compagnia della vita, e quando poi la trovano, questo desiderio di tradimento mi risulta difficile da capire. Mi auguro che nel prosieguo la Ward troverà degli espedienti narrativi più interessanti.


E intanto, mentre Lassiter muove i fili perché tutto si risolva, con il cambio di piani per quanto riguardava la Banda dei Bastardi, che permetterà alla coppia di poter finalmente far trionfare l'amore, (con una soluzione abbastanza prevedibile), comincia a profilarsi un nuovo nemico di cui i nostri eroi non sono ancora consapevoli.


Il mio giudizio su questo volume è incerto. Ho amato ritrovare tutti questi personaggi familiari, lo stile di un'autrice che apprezzo, ma nei risvolti della storia ci sono diverse pecche, che non lo rendono uno dei miei libri preferiti della saga. I migliori, a mio avviso, sono quelli della prima parte. Questi ultimi non sembrano conquistarmi più per le vicende amorose, ma più per la curiosità sugli eventi e su come si andrà avanti. Vorrei tanto una storia d'amore come quelle dei primi tempi. In generale, comunque, romanzo interessante.

sabato 23 settembre 2017

LA BESTIA di J.R. Ward



Aspettavo questo romanzo, il quattordicesimo volume della ben nota saga LA CONFRATERNITA DEL PUGNALE NERO, con molto interesse, in quanto Rhage, il fratello bellissimo e stranamente comico, aveva conquistato il mio cuore ormai dal lontanissimo QUASI TENEBRA. Dopo il ritorno su Wrath, con il volume IL RE E' TORNATO, e averci presentato il dopo "E vissero felici e contenti" di V. e Jane, in qualche modo era inevitabile riproporre sulla scena principale uno dei Fratelli più amati, ovvero Hollywood.


Rhage e Mary erano stati in qualche modo benedetti dalla Vergine Scriba, grazie all'immortalità di Mary, sottratta alle grinfie della morte e della malattia. Non era stato un patto senza conseguenze in quanto Rhage aveva dovuto rendere eterna la sua maledizione, quella del terribile drago che si risveglia dentro di lui nei momenti meno opportuni. Alla fine però si era giunti ad una sorta di piacevole compromesso, in quanto la Bestia che dorme dentro di lui è pericolosissima per gli altri, ma assolutamente innocua nei confronti di Mary. Eppure i problemi esistono anche dopo il lieto fine.


Quando il romanzo inizia, vediamo tutti i fratelli rintanati in una scuola fantasma utilizzata dai lessers per addestrare le nuove reclute. È in corso uno dei soliti scontri ai quali siamo abituati, prima però che Vishous guardi con il suo sguardo bianco il nostro eroe, annunciandogli che quella morte morirà. Da quel momento la storia entra subito nel vivo ed il lettore attende palpitante l'esito della battaglia, chiedendosi se è davvero giunto il momento per il nostro guerriero di entrare nel Fado, per poi essere raggiungo dalla sua metà.


Le cose però sono in qualche modo cambiate. Uno strano vuoto si è creato tra i due innamorati e il distanziamento è qualcosa che ha creato una lacerazione. Ovviamente quando giunge la notizia che Rhage ha bisogno di lei, Mary è pronta a lasciare tutto, anche la piccola Bitty, un'orfana arrivata al Porto Sicuro insieme alla madre, dopo abusi e violenze familiari. Ora Bitty ha perso anche la donna che l'ha messa al mondo e aspetta disperatamente il ritorno di uno zio che sembra più frutto della sua fantasia che una creatura reale.


Ma Rhage sta morendo e Mary corre al suo fianco per salvarlo. Grazie al suo intervento e alla collaborazione de La Bestia che dorme dentro di lui, Rhage viene riportato sulla terra, accolto tra la gioia e l'esultanza generale, in quanto nessuno è disposto a lasciarlo andare. Questo è solo il primo di tantissimi momenti emozionanti, in quanto Mary e Rhage finiscono per affrontare il problema fondamentale che ha creato il divario tra di loro, ovvero il desiderio di Rhage di essere padre.


Il loro è un cammino di scoperta, di amore e costruzione, che li porterà a trovare chi ha bisogno di loro e che non sarà necessariamente qualcuno partorito e generato da loro, ma comunque assolutamente un figlio. La loro resta una storia tenera e generosa, come è tipico di entrambi i personaggi, che ricordano anche la nascita del loro amore offrendo a tutti i fans un tuffo nostalgico nel passato.


Come sempre, comunque, il romanzo della Ward non si esaurisce solo nella coppia principale, ma offre una folla di personaggi che già abbiamo incontrato, o creature nuove, come Markcus, lo schiavo di sangue recuperato da Assail nella casa di Naasha, e che lui recupera in un momento emozionante dove l'aristocratico vampiro si rende conto che il vero schiavo e lui e salvare quello sconosciuto diventa una forma disperata di riscatto di se stesso dalla sua vera padrona, ovvero la cocaina.


Assail resta un personaggio pieno di sfaccettature che un po' ricorda Rhevange, e il suo amore perduto, Marisol, diventa una speranza lasciata andare che concentra tutto il bello che mai crede riuscirà a recuperare nella sua vita. La scena dell'incendio e della sua telefonata sublima questo racconto d'amore che merita onestamente uno spazio tutto suo.


Per sua fortuna, sul suo cammino, ci sono i Fratelli che lo recuperano, con Manello che gli offre assistenza per uscire dal tunnel della dipendenza, e Zhadist che lo aiuta a vendicarsi e a salvarsi anche da se stesso. 


Viviamo anche un altro momento significativo con Layla, Qhuinn e Blay, con la nascita sofferta e lunghissima dei due gemelli, Lyric (in onore della madre di Blay che diventa a tutti gli effetti uno dei padri) e Rhampage, così chiamato da Wrath in onore del padre Qhuinn.


Se Layla, con la sua ossessione per il nemico Xcor, ancora continua a non prendermi molto, la presenza di Qhuinn e Blay (tra i miei preferiti) mi ha permesso di godermi ogni momento in cui i personaggi compaiono sulla scena, come quello del parto drammatico.


Folla di personaggi, dove spiccano ancora Vishous e Jane, dove si affacciano nuovi interessanti personaggi (come la pseudo umano Jo con le sue inquietanti origini), che permette alla nostra Ward di progettare ancora decine di volumi per questa saga che non perde mai mordente. Capitolo assolutamente da leggere per tutti gli appassionati.


FRASI TRATTE DAL ROMANZO

Mary era l’orologio che lui portava al polso, il roast beef quando moriva di fame e la caraffa di limonata quando aveva sete. Era la sua cappella e il suo coro, la catena montuosa pronta a soddisfare la sua voglia di viaggiare, la biblioteca capace di appagare la sua curiosità e ogni alba o tramonto passato e futuro.

***

Il tempo a nostra disposizione è sempre troppo breve: per quanto ne abbiamo condiviso con qualcuno a cui vogliamo bene, quando arriva la fine, non è mai abbastanza.

***

Ma era così che funzionava: essendo incinta, lei era la cosa più preziosa sulla faccia della Terra, non solo per il padre dei suoi figli, ma per ogni singolo membro della confraternita.

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«Mary, quando mi hanno ferito su quel campo e stavo morendo, aspettavo che tu venissi da me. Era l’unica cosa a cui mi tenevo aggrappato. Quando vuoi bene a qualcuno e stai per andartene, aspetti che quella persona arrivi.

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«Non hai nulla di cui preoccuparti. Né ora né mai – almeno per quanto riguarda me. Ti amo… fino all’eternità e ritorno, e finché sarà così, tutto il resto non conta.»

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«Lui dice che le ragazze possono fare qualunque cosa» Bitty guardò Rhage. «Dice che le ragazze sono… forti.» «Già.» Rhage annuì. «Ecco perché le auto più veloci e più belle…» «… sono sempre ragazze» concluse Bitty al posto suo.

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Dopotutto l’odio, come l’amore, comincia a casa propria (Assail)

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Solo perché le donne possono essere madri non vuol dire che devono diventarlo per forza. (Jane)

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«Senti, non per essere sbrigativo, ma pensaci: ho un rapporto terrificante con mia madre e ho avuto un sadico per padre. Il binomio madre-padre per me ha sempre avuto delle connotazioni negative. E poi sono affettuoso più o meno come un fucile a canne mozze (Vishous a Rhage parlando del suo bisogno di paternità)

***

Proprio tipico di V, cavolo: quel figlio di puttana era capace di grande gentilezza ed empatia, ma sempre a una certa distanza, quasi temesse di farsi prendere troppo dall’emozione. Però era sempre disponibile con le persone che gli stavano a cuore. Sempre.

***

Mi ritrovo in una curiosa prigione. Una prigione che è tutta opera mia, per così dire. Il guaio è che nel costruirla non mi sono assolutamente reso conto delle sbarre che stavo alzando tutto intorno a me. Sbarre che si sono dimostrate piuttosto… resistenti, diciamo (Assail)

***

Il mondo era un po’ così, in fondo, vasto e vuoto, a parte le persone a cui volevi bene; una versione più calda di spazio pieno di cianfrusaglie dentro cui piombavi per caso. Le fondamenta erano la tua famiglia, i tuoi amici, la tua tribù di simili.

***

Sapeva con esattezza perché le aveva chiesto di ballare. Le stava rammentando che il futuro è ignoto e inconoscibile. Perciò se ti capitava l’occasione… anche senza musica né abito da sera, senza smoking né serata di gala… quando l’amore della tua vita ti chiedeva di ballare? Era importante dire di sì

***

Poteva pure essere un sociopatico ex trafficante di droga, degenerato e opportunista, ma quando si muore è opportuno farlo con un certo stile, dopotutto. Dhunhd o Fado?, si chiese. Dhunhd, probabilmente (Assail)

***

Ho capito che la mia Mary era la compagna della mia vita dal primo momento che l’ho vista e con la stessa chiarezza ho capito, l’altra sera, che Bitty è la mia piccolina. Se mi darai la possibilità di farle da padre.