Tutto gira intorno a una tomba, quella di Yusuf Cebeci, il padre di Kuzgun. È il luogo dove appaiono, per la prima volta, la famiglia al completo, dopo il salto temporale, ovvero Meryem, Kumru e Kartal, è il posto dove Kuzgun viene rintracciato da uno dei ragazzi di strada del sarto, è il grande vuoto nella vita di tutti loro, la lacerazione, la ferita che, anche dopo anni, non riesce a rimarginarsi. E che Kuzgun sia ferito lo abbiamo capito fin dal principio, anche se adesso appare sempre più consapevole.

Quando Kumru, la sorella, con cui sta piano piano ricostruendo un rapporto, lo va a trovare nel suo ufficio e gli consiglia di fare attenzione a tutte le persone che lo circondano, compresa Dila che è pur sempre la figlia di Rifat, la ragazza gli svela anche che la madre, dopo la sua scomparsa era stata arrestata per aver sparato all'uomo, quando aveva scoperto che lui era fuggito e che non sarebbe stato sufficiente restituire la cassetta. La scoperta che la donna non si è limitata a voltare pagina, dopo aver rinunciato a lui, ma che ha lottato è per lui una grande rivelazione, ma nella scena in cui Meryem lo trova vicino alla voliera, e i due si confrontano sul dolore grandissimo, tutte le ferite di Kuzgun sono esposte e le vediamo tutte, insieme a Meryem, rendendoci conto che non sarà facile curarle e permettergli di guarire.

La tomba di Yusuf è una di quelle, il posto dove lui si reca per ritrovare un contatto con il padre, con le sue radici, e la scoperta che Behram è in qualche modo coinvolto direttamente con la sua morte, lo inducono, in questo episodio, a cercare con maggiore forza di trovare la verità, di capire come possa averlo ucciso. Chiede fedeltà a Cihan, per capire se lo aiuterà indipendentemente dal Sarto, e per tutto l'episodio, indaga, riavvolge fili, cerca di trovare prove e di collegare elementi importanti per arrivare alla verità. Nel frattempo non è l'unico a indagare.

Dila si divide tra la famiglia e il suo lavoro sotto copertura. Şermin, la sua matrigna, è alle sue calcagna per cercare di scoprire qualcosa che possa comprometterla. In realtà quello che le interessa è l'eredità ed è pronta a tutto pur di farla fuori in qualche modo, a vantaggio della propria figlia. Un giorno Dila scopre di essere seguita e che l'uomo che la sta pedinando è un giornalista mandato proprio dalla donna. Il suo scopo è quello di trovare indizi contro di lei e così emergono le foto di un suo incontro con Selçuk, il suo assistente, in un atteggiamento troppo confidenziale nei suoi confronti. La scena serve semplicemente per mostrarci le intenzioni della matrigna, ma anche per strapparci un sorriso, vista la reazione di Kuzgun che le trova a terra, durante un loro litigio. Non ti amo, ma mi infastidisco comunque è la strategia che usa il nostro eroe, anche se il sorrisino compiaciuto di Dila rivela la consapevolezza che nel cuore di Kuzgun ci sono molti più sentimenti di quelli che sostiene lui.

Dila affianca Kuzgun anche in alcune sue ricerche, a un matrimonio dove i due si imbucano per permettergli di avvicinare un misterioso personaggio che potrebbe portargli le informazioni che sta cercando. Dila si muove con molta disinvoltura in certi contesti e riesce a farlo entrare nella sala e farlo sedere al tavolo che gli interessa, anche se poi Kuzgun sembra distratto dalla bellezza di Dila e dai loro soliti battibecchi, piuttosto che seguire l'uomo che gli interessa. Sarà Dila a fargli notare l'allontanamento verso i bagni del tipo in questione.

E qui, tra un cadavere trovato in bagno e un cellulare che suona, scopriamo il nome di un nuovo personaggio, un certo Ferman Koruoğlu, che rivela per telefono a Kuzgun una verità sconcertante. "Tuo padre è ancora vivo. Se vuoi una prova, apri la tomba e scoprirai che è vuota!". La notizia lo sconvolge, ma non la condivide con Dila, che rispedisce deciso a casa sua. Tutto torna quindi alla tomba, la stessa che ha guidato i passi della famiglia Cebeci fino a quel momento.

Kuzgun lotta contro se stesso e i suoi principi. Ne ha pochi, ma quello della sacralità del padre è ancora fondamentale, ma sa che deve aprirla per capire il passato e tutto quello che è successo a lui e alla sua famiglia. E la tomba, effettivamente, si rivela vuota, senza il corpo che dovrebbe esserci. Troppe domande lo sconvolgono e quando ritorna a casa, Dila capisce che è sottoshock e che davvero è oltre il confine del bene e del male. È uno di quei momenti in cui lui cederebbe al suo fascino, ma lei fa un passo indietro in questa danza tra di loro che sembra sempre avvicinarli e allontanarsi allo stesso tempo. Ma la distanza è solo fisica, il più delle volte. Il giorno dopo Kuzgun si reca dal solo uomo che è sicuro possa dirgli la verità, Behram Adivar, che li ha manipolati e giocato con tutti loro fin dal principio. Lui è quello che sostiene di averlo ucciso in carcere, colui che ha spinto i vari personaggi come pedine sulla sua scacchiera, ma quando punterà un'arma contro di lui, rivendicando la verità, quella che Behram gli rivelerà, ancora una volta, sconvolgerà nuovamente la sua esistenza, perché la tomba più che vuota è piena di segreti custoditi gelosamente durante una vita intera.