venerdì 15 maggio 2026

MERYEM - Dubbi (4)

 


Allora, mettiamoci comodi perché l’episodio 4 è stato un concentrato di ansia, bugie e gente che farebbe meglio a farsi un corso di onestà. Se pensavate che il triangolo Meryem-Savaş-Oktay fosse complicato, oggi abbiamo aggiunto il carico da undici con l'ingresso in campo di Derin, la regina del "faccio tutto per amore (ma in realtà sono psicopatica)". Ma andiamo con ordine.


L'episodio riparte dal bosco. Derin ha visto Meryem e Oktay insieme e, invece di fare la persona normale e dire a Savaş: "Ehi, guarda che il procuratore e la carcerata si conoscono bene", decide di giocare a fare la cattiva della Disney. Lei vuole Savaş e, siccome vede che lui si sta ossessionando con Meryem (anche se per ora è un'ossessione  del tipo "ti voglio distruggere"), decide di ricattare Oktay.  In pratica dice al Procuratore: O fai sparire Meryem dalla vita di Savaş, o dico a tutti che sei un corrotto che va a letto con le sue imputate". E Oktay, che è un uomo a cui interessa solo la sua ascesa sociale, inizia a sudare freddo.


Meryem, nel frattempo, inizia ad avere due neuroni che finalmente si incontrano. Non me ne vogliate! Lo so che è tenere, dolce, innocente e che il mondo è cattivo con lei, ma a volte davvero faccio fatica a entrare in empatia con lei, se penso che il fidanzato che ha accanto è un subdolo e lei non se n'è mai resa conto. In questo caso, sembra essersi data una svegliata e chiede a Oktay: "Senti bello, ma perché mi hai detto di avermi salvata dall'incendio se invece è stato Savaş?". Ovviamente lo fa, non in questi termini! Quella sarei stata io, molto più volgare!


Ovviamente Oktay la mette sempre sullo stesso piano. Volevo proteggerti, lui è un pazzo furioso, non volevo che tu ti fidassi di lui o diventassi più morbida nei confronti di un uomo che potrebbe fare di tutto! Dall'altro lato capisce che la situazione gli sta scivolando dalle mani. Ha Savaş alle calcagna, Derin che lo ricatta e Meryem che inizia a farsi domande. Cosa fa un uomo disperato? La porta in un hotel. Ma non per un weekend romantico, eh no anche se a un tratto sembra quasi pensare di poter unire l'utile al dilettevole e approfittare della situazione. Per fortuna in questo caso Meryem mette un paletto, provando un sottile dubbio. Poco conta, lo scopo per Oktay è un altro. La vuole nascondere, isolare, tipo "Raperonzolo" ma con più telecamere di sicurezza.


Mentre quei due sono in hotel a cercare di capire come non finire in galera, Savaş è in modalità Sherlock Holmes arrabbiato. Con l'aiuto di Güçlü (l'unico con un briciolo di buon senso in tutta la serie), segue le tracce. Non gli torna niente: perché il Procuratore si interessa così tanto a questa ragazza? Perché Meryem non parla? Nel frattempo abbiamo Derin che continua, inutilmente, a invitarlo a cena, a pranzo, a colazione, nella speranza che lui possa cominciare a vederla come qualcosa di diverso dalla sorellina o dall'amica del cuore. Ovviamente ogni volta succede qualcosa e lei vede il suo pollo sfuggire dal piatto e correre via, di solito dietro a Meryem.


Savaş arriva all'hotel. È una furia. Cammina per i corridoi con quell'aria da "adesso sfondo tutto" che ormai è il suo marchio di fabbrica. Ed eccoci alla scena madre, quelle che chiudono gli episodi turchi delle dizi e che, nei tagli delle versioni internazionali si spalmano sulla continuità. Meryem e Oktay sono lì, convinti di essere al sicuro, ma la porta si spalanca con vigore ed entra lui: Savaş che guarda il procuratore con l'aria di averlo fatto cadere nella sua trappola. Speriamo che il nuovo episodio non ci allontani, come fanno di solito, dalla verità, allungando il brodo.


Alla fine della visione di questo nuovo episodio, possiamo trarre le seguenti conclusioni: Oktay è disposto a tutto, anche a far del male al padre di Meryem (perché sì, nel frattempo ha pure fatto una capatina in ospedale a minacciare un povero vecchio in coma). Meryem ha la sindrome della crocerossina, ma la sua pazienza sta finendo e Savaş è a tanto così (un millimetro!) dallo scoprire che è stato Oktay a guidare quella notte.

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