KUZGUN - Il bandolo della matassa (21 - FINALE)
Che dire? Decisamente mi dispiace che la storia sia finita, anche se, per fortuna, il finale ci riporta al bandolo della matassa, sciogliendo tutti i nodi e regalandoci quel futuro che Kuzgun, figlio sventurato, davvero si meritava. "Il destino è in debito con te!" aveva detto Dila e per fortuna, dopo mille giri, mille sventure, otteniamo quello per cui abbiamo sudato così tanto. Ma bisogna procedere per gradi e confesso che tra i titoli per questo ultimo episodio ero tentata di chiamarlo "Le mille morti di Yusuf Cebeci", personaggio chiave, di peso, che segna la vita di tutti i suoi figli, del padre, della moglie, dell'amico traditore e della sua famiglia.
Che padre era?, chiederà Ferman sulla tomba dell'uomo, dopo quella conversazione finale tra lui e Kuzgun, quando tutte le carte saranno scoperte e finalmente potranno parlarsi a viso aperto. "Il migliore che potesse esserci" è la sua risposta sincera. Fino a questo momento emotivo ed emozionante, è successo di tutto.
Dila e Kuzgun si sono cercati e persi durante tutta la seconda stagione. Sapevamo che Dila era legata a Ferman dalla riconoscenza ma qui scopriamo anche che la consapevolezza che l'uomo ha prove che potrebbero compromettere per sempre Kuzgun la induce a portare avanti i preparativi delle nozze. Ferman in realtà ha continuato a provocare Kuzgun, a trascinarlo in situazioni che gli hanno impedito di tirarsi fuori da certi giri. Adesso lo ha addirittura contrapposto con i soci di Behram che fino a questo momento non lo hanno toccato. E adesso?
Dila, preoccupatissima, corre da lui per dissuaderlo, per spingerlo a prendere la sua famiglia e andare via, ma lui ha chiari i suoi sentimenti e anche la soluzione che ha escogitato e che vedremo il giorno dopo, quando si recherà alla tavola rotonda dove ci sono tutti i suoi nemici, tranne Ferman. E qui la soluzione sarà davvero esplosiva e drammatica a ricordarci un personaggio che ci ha regalato notevoli emozioni.
Dila, nel frattempo, continua ancora, disperatamente a cercare la pistola e il pennino con l'omicidio di Behram. Ce la farà il mattino delle nozze, decisa a liberare Kuzgun e se stessa, grazie anche all'aiuto di Seda che ha avuto il coraggio di liberarsi di Ali e di un matrimonio che l'ha resa infelice durante tutti questi anni. Adesso è ospite di Ferman e sarà lei a distrarlo per permettere a un uomo pagato da Dila di aprire la cassaforte.
Dila lascerà Ferman, il matrimonio e la casa dove ha vissuto un anno per mettere la pistola e le altre prove in un nascondiglio dell'albero che ha segnato varie tappe della sua storia con Kuzgun. Gli manderà un messaggio per poi congedarsi dal fratello Ali, decisa a lasciare il paese. Kuzgun non glielo permetterà e questa volta Ali non lo ostacolerà, anzi, gli fornirà le informazioni necessarie per permettergli di rintracciare la donna e di chiarirsi.

Se Dila e Kuzgun tornano insieme, anche gli altri fili lasciati sospesi ritornano a riavvolgersi. Il misterioso Fırat, prima di sparire, invia due messaggi a Kuzgun e a Ferman, nella speranza di contrapporsi e farli uccidere l'uno con l'altro. A Kuzgun gli dice che troverà l'assassino di suo padre, che ha avuto mille vite ma altrettante morti, l'ultima per opera di un ragazzino spaventato che non ha capito quello che stava succedendo intorno a lui. E Ferman viene messo sulla giusta strada dicendogli che se si recherà all'appuntamento troverà suo fratello.

Dila prega Kuzgun di non andare, temendo una trappola. Lui andrà comunque anche se senza armi per guardare in faccia l'assassino di suo padre. La scena è emotiva, ma entrambi hanno scoperto la verità come ci rivela un abile flashback di cui la serie fa sapientemente uso. Ferman lascia andare Kuzgun con la consapevolezza che lui è il fratello perduto, quello che non ha potuto conoscere ed amare, e Kuzgun va da lui, pur sapendo che ha ucciso suo padre, senza armi, deciso a spezzare la spirale di violenza e di odio che è scaturita dalla prima morte di Yusuf. La pace scende sugli animi turbati, alla luce di un perdono che diventa un modo per poter andare avanti. Le varie storie si concludono e la serie, pur tagliata nel mezzo del suo cammino, riesce a regalarci una conclusione felice.

Serie bella, con una storia interessante, bellissima fotografia, molto drammatica, ma intensa. Più interessante la prima parte, rispetto alla seconda, ma è anche vero che non è stata data la possibilità di esprimere a pieno quello che poteva essere il percorso deciso. Al di là di tutto risente della separazione dei due eroi, anche se necessaria data la svolta tragica con cui si ferma la prima stagione. Per il resto la consiglio a quelli che cercano trame forti, eroe "macchiati" e tormentati, eroine che non restano certamente indietro. Piacevole scoperta!
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