domenica 28 agosto 2016

AZUCAR (COLOMBIA 2016)- CAPITULO 1 - PRIME IMPRESSIONI


Lo so, avevo detto che non avrei visto un'altra telenovela dopo la delusione di LA FUERZA DEL DESTINO, ma un commento lasciato sotto il post dell'ultima puntata, con un riferimento ad un prodotto colombiano, ha suscitato la mia curiosità e questa domenica mattina mi sono detta che potevo sbirciare, avendo innegabilmente una forte attrazione per questo paese che nel bene e nel male mi ha regalato storie davvero emozionanti.


Fin dalle prime immagini la verità è che non sembra nemmeno di essere nello stesso continente, proiettati anni luce avanti per qualità tecniche, per recitazione, trucco. Siamo solo alle prime battute, ma mi sono già invaghita dalle location, delle piantagioni di zucchero, della casa patronale, dei vestiti e della fotografia che davvero non hanno nulla da invidiare al cinema. Ho ritrovato la mia Colombia, adesso bisogna vedere se la storia riuscirà a conquistarmi. Gli attori mi hanno subito fatto sentire come a casa a partire da Juan Pablo Gamboa, il famoso Federico Lagos di PURA SANGRE, Indhira Serrano, come Carmen del poetico LA HIJA DEL MARIACHI, ma soprattutto lei, la splendida e grandiosa Alejandra Borrero, la cui carriera parla da sola per lei.


Le vicende partono nel lontano 1953, come gridano i costumi, il trucco, le splendide macchine d'epoca, ma siamo in un'ambientazione di compagna, lontano dalla città, nella bellissima piantagione di zucchero della famiglia Solaz. Siamo bella Valle de Cauca che offre le location per questa prima parte della storia.

Manuel Maria è il proprietario della piantagione LA AURORA: un uomo piacente e apparentemente giusto, sposato con Matilde Vallecilla, una donna che gli ha dato una figlia, Caridad, ma che si sottrae alla passione del marito, ritenendo questi sentimenti lussuriosi e non giustificati, malgrado il desiderio dell'uomo di avere un figlio maschio a cui un giorno affidare la gestione della proprietà.

L'uomo si consola, trovando il piacere che la moglie gli nega, tra le braccia della nera Sixta Lucumi, una lavoratrice della proprietà, ma anche la nipote dell'uomo a cui Manuel più volte dichiara di dovere tutto quello che ha ottenuto. Nel frattempo nella proprietà arrivano le due sorelle di Matilde: Raquel e Carolina, che chiedono ospitalità nella vecchia casa patronale, un tempo la casa della loro famiglia.

A turbare l'apparente serenità della famiglia è la scoperta da parte della piccola Caridad della relazione che il padre intrattiene con Sixta, che aspetta anche un bambino dall'uomo. La bambina assorbe tutte le tensione della famiglia, che crescono nel momento in cui la madre scopre della relazione ed insiste perché l'uomo caccia dalla proprietà la donna.

Il drammatico ed emozionante momento della nascita di Maximiliano, il figlio maschio tanto atteso da Manuel Maria, si trasforma tragicamente in una separazione forzata, quando l'uomo, messo alle strette dalla moglie, si vede costretto a scegliere tra la sua famiglia e l'amante. Deciso comunque a non rinunciare al bambino tanto atteso, l'uomo sottrae a Sixta la creatura appena nata dalle braccia per portarla via con lui. La donna disperata lancia una maledizione a Matilde e a tutta la famiglia Solaz, destinata a segnare il corso futuro della storia.

Episodio emozionante, ben girato e pieno di promesse, speriamo che siano in grado di mantenere. Al momento sicuramente la storia merita.

UNA LADY SCANDALOSA di Mary Balogh

La saga dell'aristocratica famiglia Bedwyn continua con il terzo volume dedicato all'originale personaggio di Freyja, già incontrata nei precedenti romanzi. La nostra eroina di turno mi era apparsa quanto mai difficile da amare o con la quale identificarsi, essendo carente da molti punti di vista rispetto ai cliché soliti delle protagoniste di un romanzo rosa, ma l'originalità è un vezzo della famiglia e in definitiva la diversità è sempre un arricchimento apprezzato.

Ero convinta però che la sua storia d'amore dovesse in qualche modo riportare sulla scena Kit, il suo grande amore tormentato del passato, che si era poi sposato con un'altra, in seguito al suo disprezzo e al fatto che si fosse lasciata persuadere a rinunciare a lui in favore del fratello primogenito, qualcosa di simile a PERSUASIONE della Austen, ma ovviamente la mia valutazione nasceva dal fatto di non aver letto UN'ESTATE DA RICORDARE, pre-quel della saga.

Fatto sta che sono rimasta sorpresa quando, sulla via di Bath, dove l'annoiata Freyja si sta recando per sfuggire all'evento del mese, ovvero la nascita del rampollo dei Ravensberg, viene sorpresa durante la notte, in una locanda, da un fascinoso individuo che si intrufola nella sua stanza chiedendole aiuto. Si tratta Joshua Moore, marchese di Hallmere, che sta cercando di fuggire ai tentativi loschi di un individuo di indurlo a sposare sua nipote, rivendicando un debito d'onore.

Freyja lo aiuta quasi contro la sua volontà, per poi reagire furente (praticamente gli da un cazzotto sul naso) nel momento in cui lui le ruba un bacio frettoloso. I due si rivedranno successivamente a Bath, dove l'uomo si è recato a trovare sua nonna, nel tentativo convinto di evitare il ritorno a casa, dove lo attendono una zia odiosa e tre cugine. La verità è che Joshua non era destinato a diventare marchese, in quanto il titolo era di suo cugino Albert, morto tragicamente in alcune circostanze misteriose.

La sua vita è cambiata drasticamente ed ora Joshua si ritrova ad essere un partito ricercato e perseguitato dalla sua stessa zia, che vorrebbe combinare un suo fidanzamento con Constance, la cugina a cui è legato da un affetto fraterno.

Il rincontro tra Joshua e Freyja nell'annoiata società di Bath è di quelli che lasciano il segno, ma ben presto i due scoprono di avere molte affinità e soprattutto il desiderio di autonomia e indipendenza, che li porterà a scandalizzare più volte i ben pensanti, con le loro passeggiate e cavalcate, con gli scontri verbali e le loro intemperanze, tanto che, più per gioco che per scelta consapevole, durante un ballo i due decidono di mandare a monte i piani di Lady Hallmere, annunciando il loro fidanzamento, con la segreta intenzione di romperlo nel giro di qualche giorno.

A complicare la situazione arriverà il gelido duca di Bewcastle, il fratello di Freyja, che, venuto a conoscenza di un fidanzamento annunciato senza la sua approvazione, si precipita a Bath per prendere in mano la situazione e trascinare i due neo-fidanzati a Lindsay Hall per presentare Joshua al resto della singolare famiglia dei Bedwyn.

Quello che è iniziato per gioco finisce per diventare una situazione sempre più coinvolgente, con i due fidanzati reticenti che non riescono a tirarsene fuori facilmente, anche perché pian piano Freyja si rende conto che Joshua non è semplicemente un frivolo mascalzone, dedito solo alla vanità e al divertimento, ma una persona profonda, che ha alle spalle un'infanzia difficile ed una vita per niente facile.

Joshua a sua volta si rende conto che Freyja nasconde tutti i suoi sentimenti più profondi e sinceri dietro la maschera dell'arroganza e dello scandalo, ma in realtà è una persona che ha sofferto molto per il rifiuto di Kit, che ha paura di rimanere da sola e che riesce ad essere generosa e comprensiva contro l'immagine che persino lei ha di se stessa.

Romanzo pieno di spunti, con battute divertenti tra due protagonisti fuori dagli schemi. Sicuramente Freyja non è la classica eroina per la quale è facile provare simpatia. Anche la sua resistenza emotiva nell'accettare Joshua è alquanto fastidiosa, ma perfettamente in linea con il suo personaggio e con una famiglia, quella dei Bedwyn, che non smette di stupirci. Ben inseriti anche tutti gli altri personaggi, che si guadagnano il loro spazio senza essere invadenti. Continuo a rimanere stupita in maniera favorevole da questa saga.

sabato 27 agosto 2016

THE BUCCANEERS - INVASIONE - PRIMO EPISODIO


Ero alla ricerca di qualcosa di storico da vedere e sentivo il desiderio di merletti, pizzi, carrozze e paesaggi inglesi. Avendo visto quasi tutte le serie classiche più di una volta, non sapevo cosa seguire, se tentare con una ripasso, o scoprire qualcosa di nuovo. Più volte avevo visto questo titolo, THE BUCCANEERS, serie del ormai lontano 1995 che per una ragione o un'altra alla fine non avevo mai iniziato, temendo in qualche finale tragico. Alla fine ho deciso di recuperalo.


Tratto dal ultimo romanzo incompiuto di Edith Wharton, la serie è divisa in cinque episodi che seguono le vicende di quattro ragazze americane (Nan, Conchita, Virginia e Lizzy) che appartengono ai nuovi ricchi e le cui famiglie vorrebbero riuscire a farle sposare in modo appropriato. Mentre Conchita si fidanza e poi sposa con un nobile aristocratico inglese, Lord Richard Marabel, i St,Georges decidono di chiamare una istitutrice inglese, Laura Testvalley, per educare la piccola Nan, la più romantica ed idealista del gruppo.


È proprio Mrs Testvalley che propone il viaggio delle ragazze in Inghilterra dove avranno buone possibilità di trovare mariti nobili interessati alle loro nuove fortune. Approfittando del matrimonio di Conchita con Lord Marabel, Nan e Virginia raggiungono la ragazza, seguite poi a ruota anche da Lizzy. E vengono introdotte in alcune famiglie benestanti.

In verità Conchita non sembra avere un matrimonio felice, in quando i suoceri la tollerano, vedendola estremamente volgare per via delle sue origini, il marito la lascia sola dedicandosi ai suoi vizi, ma la ragazza non sembra curarsene in modo particolare e passa tutto il suo tempo con le amiche.

La suocera, Lady Marabel, sogna infatti di sposare l'altro figlio con una ragazza ricca e sembra che l'attenzione di Lord Seadown, l'altro figlio della coppia, sia stato catturato da Virginia, che sogna un matrimonio di convenienza che le possa dare potere.


Durante una visita a dei vicini, le ragazze conoscono anche il fascinoso Guy Thwaite, sfortunatamente non ricco, ma intenzionato a costruirsi il suo futuro, anche contro la volontà della famiglia che vorrebbe che facesse un buon matrimonio. Di tutte e quattro le ragazze, quella che colpisce la sua attenzione è Nan, la più giovane e romantica.


Le ragazze si apprestano a partire per Londra e conquistare la città. Sarà proprio Laura Testvalley a chiamarle ironicamente LE BUCANIERE, facendo riferimento al fatto che prima erano stati gli inglesi ad invadere l'America e che ora è giunto il momento della vendetta.


Il primo episodio sembra promettente e non risente degli anni passati. Le ragazze sono carine e riescono a trasmettere l'entusiasmo e l'euforia della loro età. Resto perplessa sui Marabel che mi sembrano così ingessati e poco adatti ad un temperamento esplosivo come quello di Conchita. Mi chiedo come evolveranno le storie delle quattro ragazze.

giovedì 25 agosto 2016

LA FUERZA DEL DESTINO - IL GRANDE FINALE (Da 91 a 101)


Mi sento tradita; lo ammetto candidamente. Ero decisa a finire la storia perché arrivata ormai così avanti sarebbe stato ingiusto esprimere un giudizio a metà, ma la verità è che il Messico, dal punto di vista delle telenovelas, è precipitato in un abisso di banalità sconvolgenti che mi fanno rimpiangere vecchi prodotti scritti con bravura, interpretati con passione, di una bellezza unica. Eppure LA FUERZA DEL DESTINO è frutto di una penna che io ho amato fin da bambina.

Davanti all'ultima parte della storia, mentre i personaggi piangevano per la morte di questo o quell'altro personaggio, per la redenzione ed il riscatto dei malvagi, io piangevo per la mia perdita, chiedendomi "Che fine ha fatto Maria Zarattini? Chi si è impossessato di lei? Perché mi hai fatto questo?"

Dovendo commentare gli ultimi concitati episodi, devo indicare che la piccola Perla alla fine era figlia di Saul, la cui violenza viene ricordata grazie all'abile terapia di ipnosi. Dopo aver avanzato l'orripilante idea di un matrimonio riparatore ("Chi vorrebbe mai una donna violentata?" è la riflessione allucinante di alcuni personaggi che vengo direttamente dal medioevo), alla fine Lucia tentenna nel accettare Ivan, mentre Camilo sembra curarsi pian piano dalla follia assoluta che lo aveva travolto facendone uno psicolabile.

Resta il problema Maripaz, che alla fine decide di eliminarsi da sola. Volendo dimostrare di essere più buona di Lucia e conquistarsi così il cuore di Alex (di cui non le era importato niente fino alla fine della storia), quando si scopre che Lucrecia è affetta da una malattia ai reni (ovviamente bisogna creare l'espediente per la redenzione del personaggio), la ragazza si propone per il trapianto, non per un vero interesse, ma solo per strappare il primato di buona della storia. Lucrecia si salva, ma Maripaz muore togliendo il disturbo.


Mentre Ivan e Lucia si riavvicinano, ci sono cattivi che tramano, mentre Antolin si sposa con la lagnosa Carolina, che alla fine sembra darsi quasi una regolata. L'unico merito di questo personaggio fastidioso è quello di aver aperto la strada ad una vita più onesta per il ragazzo, che comunque non perde la sua pericolosità, anche se decide di rigare dritto, seguendo anche il fratello che adesso è a casa del Consorzio dei proprietari terrieri.


Lucrecia torna a casa addolcita dalla tragedia, ma intanto per chiudere la storia ci regalano l'ennesima ovvietà, che c'è praticamente in tutte le telenovelas più scontate degli ultimi tempi, ovvero il rapimento del bambino. Alex viene sequestrato dal Gordo, travestito da clown.

La polizia (sempre inutile in questi prodotti) cerca inutilmente di riscattare il bambino. Ivan decide di pagare il riscatto chiesto e si reca con i milioni in una borsa all'appuntamento fissato tra i boschi dai rapitori. Ignora che a seguirlo per difenderlo c'è Camilo.

A risolvere la situazione comunque ci pensa Antolin, sicuro che dietro il rapimento debba esserci il Gordo e ovviamente Saul. Meglio di un detective, rintraccia una vecchia proprietà di famiglia del rapitore e si reca lì in compagnia di Tony e dell'inseparabile Bruno. Alex viene liberato e Antolin spara a Saul nelle gambe, vendicando tutti i suoi soprusi.

Intanto il nostro pseudo-eroe incontra il Gordo in una zona di campagna. Questi decide che tra rapimento ed omicidio in Messico non passi grande differenza (o almeno secondo la santa legge delle telenovelas) e quindi lo spara senza ragione. Camilo interviene uccidendolo, ma un complice del Gordo lo spara alla schiena. I due vengono lasciati ad agonizzare l'uno sull'altra.

Mentre tutto il mondo li cerca, i due vengono riscattati da un'indigena interpretata dalla famosa regista Monica Miguel. Malvagiamente ci viene regalata questa chicca, solo per ricordarmi che il Messico è capace di raccontare grandi storie (ALBORADA, AMOR REAL, PASION, persino SORTILEGIO), ma sfortunatamente non è questo il caso.

I due vengono curati dalla donna, che li porta nel suo capanno dove vive con i suoi due figli. Nel frattempo Tony, Antolin, Lucia e Benito estendono le ricerche in tutta l'aria, fino a che non ritrovano i due. Ivan si salva, mentre ci viene fatto credere che Camilo non ce la farà. Si tratta solo di un tentativo di colpo di scena, perché durante il matrimonio, in chiesa, ad accogliere lo sposo c'è proprio l'amico, che sembra ormai essersi rassegnato a perdere Lucia.

Le nozze chiudono la telenovela. Tutte le coppie felici festeggiano l'amore, Tony e Carlota sembrano voler portare un passo avanti la loro amicizia, persino Camilo ha incontrato l'amore. Juan Jaime Mondragon è stato punito con la solitudine, per via degli errori nei confronti dei figli, di cui sembra essere diventato consapevole all'improvviso, e Lucrecia si è trasformata nella nonna perfetta.


Era ovvio che dovesse finire in questo modo ed il problema non è stato nemmeno il finale. Storia banale, piena di assurdi colpi di scena che sgretolano tutta la compattezza narrativa. Gli attori non sono male, ma vengono umiliati dal dover dare vita a personaggi che si muovono in situazioni assurde che cercano la lacrima facile e che non sono in grado di muovere corde più profonde e sincere.


A un certo punto mi sembrava di essere precipitata in una delle telenovelas interpretate dal mitico Rogelio De La Vega (il padre di Jane nella serie televisiva americana) con tanto di tramonto finto, di padre che si rivelano all'improvviso, di figli perduti e ritrovati, tutto visto in una chiave comica. Peccato davvero, perché io sono un'amante di queste storie (almeno di quelle fatte bene) e dopo LA ESCLAVA BLANCA speravo di essermi riconciliata con questi prodotti. Per sfortuna il Messico ancora non si è ripreso.  Non ci resta che rimpiangere il passato.

mercoledì 24 agosto 2016

LA FUERZA DEL DESTINO: I PADRI DI PERLA (Da 82 a 90)


Ormai siamo agli sgoccioli e la storia prosegue con i suoi duemila colpi di scena (a volte cercati a costo della credibilità e della coerenza). Digerendo tutte le assurdità, posso dire che al momento l'unico personaggio che non mi risulta antipatico è il malvagio Antolin, anche se poi sul finale tutto sembra tranne che malvagio.


Le varie manovre di Ivan, Tony, Camilo puntano a far scagionare Antolin dall'accusa di aver ucciso Gerardo, sottraendosi così al piano di Saul e il Gordo. La sua storia, quella dell'amore che redime (in questo caso quello di Carolina), è sicuramente positiva, ma l'assoluta irritazione che ho sviluppato nei confronti della vocina stridula dell'attrice che da vita a questo personaggio, sempre propenso alla lagna e alla lamentela, toglie tutto il fascino della sua vicenda.


Mentre comunque alla fine il ragazzo resiste al carcere, alle minacce, ai colpi del destino, uscendo e sposandosi con la donna che ha amato e aspettato per anni, tutti gli altri personaggi continuano a girare come palle impazzite senza avere un'asse di riferimento.


Camilo si è trasformato in un Otello furioso che si mette con Maripaz compromettendo le sue possibilità del matrimonio con Lucia. Maripaz facilita così il divorzio dei due, andando contro tutti i suoi interessi e non se ne capiscono le ragioni, tranne quello di voler dare fastidio.


Ivan e Lucia decidono poi di rivolgersi al tribunale per chiedere il divorzio sulla base del tradimento dell'uomo e sottopongono Perla all'analisi del DNA con Ivan per dimostrare che lui è il padre e l'uomo non può rivendicare nessun diritto sulla bambina. Il risultato però della prova è sorprendente per tutti, persino la povera Lucia, che era sicura dell'esito.


Perla non è figlia né di Camilo né di Ivan e ritorna alla luce un vecchio episodio rimosso: la sera in cui Lucia si era sentita male dopo che qualcuno le aveva messo della droga nel bicchiere. Alla fine risulta che il violentatore è Saul.


Lucia è disgustata da tutti gli uomini in generale: dal pazzo di Camillo che si  è trasformato dopo il matrimonio, Ivan che si è sposato con sua sorella ed ora dovrebbe convivere con la figlia di un altro uomo. Bereniz, l'amica misteriosamente comparsa ad un certo punto della storia, cerca di convincere Lucia ad affrontare la situazione, scoprire il responsabile della violenza e costruirsi una vita felice. Lei ancora tentenna insicura ed impaurita.


Il personaggio di Bereniz è un altro personaggio positivo che arriva per affiancare Lucia, a salvare il bel David e creare una dinamica interessante. Siamo arrivati alla svolta finale dove tutti si preparano alla svolta finale e alla trasformazione che porta al riscatto o alla perdizione.

UNA SPOSA A META' di Mary Balogh (BEDWYN I)

Avevo letto in giro che la saga dedicata all'aristocratica famiglia dei Bedwyn è da considerare una delle migliori di Mary Balogh, autrice che pian piano ho cominciato ad apprezzare profondamente. Dopo aver letto l'ottimo INCIDENTE D'AMORE, la decisione di approfondire le vicende sentimentali di questa famiglia è stata facile. La Balogh non ci racconta grandi avventure, ma ci presenta un quadro umano molto ben rappresentato, dove i sentimenti non sono mai superficiali, ma approfondita al punto tale che ci si affeziona ai suoi personaggi con passione e sincerità.

UNA SPOSA A META' è il primo capitolo dedicato ai sei Bedwyn, aristocratici pieni di sé, tendenzialmente arroganti, non particolarmente avvenenti (basti pensare al famoso "naso di famiglia" che risparmia solo pochi componenti), eppure allo stesso tempo, dietro le apparenze, ognuno di loro nasconde una profonda onestà intellettuale e sentimentale, la dedizione appassionata alla propria famiglia, una assoluta capacità d'amare.

L'eroe di turno incontrato in questo volume è il colonnello Aidan, secondogenito della famiglia, che rispettando le aspettative e le pretese dell'aristocrazia, ha messo da parte i suoi interessi per la tenuta e per l'amministrazione delle proprietà e si è arruolato nell'esercito, come è stato ordinato da Wulf, il duca in carica. Aidan ha sempre odiato la vita militare, come svela in alcune frasi pronunciate senza rendersene conto alla nostra eroina. La guerra lo ha reso tetro e triste, troppo severo e assolutamente poco incline all'umorismo.

A Tolosa, durante la battaglia contro i francesi, Aidan assiste un suo soldato morente, Percy, che gli aveva salvato la vita due anni prima durante un altro scontro. L'uomo strappa al colonnello una promessa importante, quella di prendersi cura della sorella Eve, ad ogni costo.

 Aidan ritorna in Inghilterra con una licenza di due mesi e si reca come prima cosa a Ringwood Manor per dare la notizia della morte di Percy ad Eve. Pensa che si tratti di una faccenda facile da sbrigare, soprattutto quando la ragazza lo ringrazia dicendogli di non aver bisogno del suo aiuto. Si tratta di una bugia che il Colonnello facilmente scopre. Il testamento del padre dei ragazzi, infatti, prevedeva che dopo un anno della morte la casa con tutte le sue terre sarebbero andate a Percy ed in caso di morte di quest'ultimo, ad Eve solo se la ragazza fosse stata sposata alla scadenze dell'anno.

Eve è un'eroina dal cuore d'oro che ha accolto nella sua casa tutte persone che sono stata scacciate o ripudiate dalla società, tra cui due orfani che ama come se fossero figli suoi. La perdita della proprietà in favore del odiato Cecil Morris, il cugino avido, segnerebbe una tragedia per tutti loro.

Aidan, che non ha mai seriamente preso in considerazione l'idea di farsi una famiglia, soprattutto per la vita militare che ha scelto, decide di aiutare la ragazza, saldando così il suo debito d'onore, sposandola grazie ad una licenzia speciale. Si tratterà di un matrimonio solo di convenienza, dopo di che lui partirà per Lindsay Hall, la tenuta di famiglia, per finire la sua licenza, ripartendo per il fronte subito dopo, senza che nessuno sappia di queste nozze.

Ovviamente le cose non andranno così, soprattutto quando il terribile Wulf scoprirà delle nozze del fratello (suo erede più prossimo) con la figlia di un minatore arricchito. A quel punto Eve e Aidan si ritroveranno a vivere un matrimonio che è sempre più reale e coinvolgente, costretti a fare i conti con sentimenti che mai avrebbero pensato di provare.

La storia non è sicuramente originale, ma la bellezza dei romanzi della Balogh è la sua capacità di scrittura, il modo abile con cui conduce il lettore nei sentimenti dei personaggi rendendoli quasi reali. Così l'incapacità di sorridere di Aidan ci riportano l'immagine di un uomo indurito dalla guerra, o l'aria arrogante, ma ferita di Freyja ci svela un amore non vissuto e tormentato che sicuramente merita di essere raccontato.

La Balogh rende questi romanzi storici dei piccoli mondi in cui l'umanità si sposa con il romanticismo più elegante e emozionante. L'arrivo di Rannulf sul finale, in viaggio verso la nonna materna che vorrebbe presentargli la futura consorte, aprono la pista per il prossimo bellissimo capitolo. Preso singolarmente questo romanzo merita assolutamente di essere letto.

VOTO: 7

lunedì 22 agosto 2016

LA FUERZA DEL DESTINO: IL RITORNO (Da 71 a 81)


Un'altra manciata di episodi è andata e ormai ho deciso di proseguire per poter esprimere un giudizio finale, anche se le speranze iniziali sono tramontate e resta un certo retrogusto amaro che sta accompagnando la visione. Scene prevedibili, motivazioni assurde, ricerca della lacrima che, senza un senso razionale, finisce per non scendere dai miei occhi.

Ivan e Alex se ne vanno in gita su un panfilo, mentre il padre, Tony, torna in Messico e scopre il segreto di Camilo e Lucia, ovvero che i due si sono sposati, ma nel frattempo l'uomo sospetta che la bambina, nata troppo presto, sia in realtà figlia di Ivan, il padre senza figlia, ovvero quello che sempre deve lottare per affermare la sua paternità. Alla fine comunque Tony decide di tornare negli Stati Uniti e di tacere su quanto scoperto. Segreto di Pulcinella, che comunque poco dura, il tempo di trovare le prove che Maripaz ha una relazione con un americano, e Ivan ottiene il divorzio.

Finalmente un giudice ascolta il bambino sul suo desiderio di rimanere con il padre. Non si capisce perché non l'abbiano fatto prima, ma ovviamente la risposta è che doveva giustificare (anche senza solide basi) la separazione dei due innamorati. Recuperato il figlio, cacciata Maripaz, Ivan scopre che Lucia si è sposata con Camilo e che ha una figlia.


Amareggiato e addolorato, Ivan tentenna negli Stati Uniti, ma l'arrivo di un uragano che si abbatte su Alamo colpisce gli interessi dei McGuire e si decide per un rimpatrio. Il ritorno di Ivan suscita la gelosia feroce di Camilo che fino a questo momento è stato un marito affettuoso.


La reticenza della moglie, la scarsa passione e la consapevolezza che Lucia non ha mai smesso di amare Ivan lo rendono sempre più nervoso. Lucia ed Ivan si rivedono e malgrado la ragazza cerca di mantenere le distanze, gli eventi li avvicinano sempre di più. Fino a quando un nuovo evento drammatico colpisce la famiglia Lomelì.


Gerardo muore nel corso di un tentativo di sequestro di Lucrecia. Tutto è stato organizzato dai diecimila cattivi, primo fra tutti Saul, ma la colpa viene fatta cadere su Antolin, il malo non proprio malo che suscita la mia simpatia. Nel frattempo Ivan si fa i suoi calcoli e si rende conto che la piccola Perla non può essere figlia di Camilo, ma deve essere obbligatoriamente sua. Messa sotto pressione, Lucia in qualche modo conferma.