martedì 3 dicembre 2019

I MEDICI - NEL NOME DELLA FAMIGLIA - I DIECI 3X2


Il secondo episodio, sempre trasmesso nella stessa serata di lunedì, ci conduce nel cuore della guerra che sta stremando Firenze. L'armata del Papa ha ottenuto anche l'appoggio del Re di Napoli e Lorenzo si trova sempre più isolato, anche perché la sua decisione di mandare i soldati che controllano le mura della città al fronte, per rafforzare il loro esercito, viene bocciato dagli altri Priori.


La situazione è sempre più drammatica e tra le varie figure che si occupano dei feriti e dei bisognosi spicca Girolamo Savonarola, mal visto anche dagli altri  religiosi del monastero. Ad affiancarlo c'è Clarice, che sembra rappresentare l'ultimo collegamento della famiglia Medici con la spiritualità, in quanto Lorenzo non sembra riuscire a dimenticare che la congiura sia avvenuto proprio in chiesa, davanti agli occhi del Signore.


Data la situazione sempre più drammatica in città, Lorenzo decide di mandare la famiglia a Pistoia, inviando la moglie ed i bambini, insieme a Carlo e agli insegnanti dei ragazzi, ma Riario scopre di questa manovra e decide di inviare i suoi uomini per massacrare quanti più medici possibile.

Lorenzo lo scopre e anche se è alle prese con le vicende politiche, che gli permetteranno di spodestare i Priori e di convocare il Consiglio dei Dieci, da lui presieduto, alla notizia del pericolo imminente che minaccia la sua casa, decide di correre in prima persona per salvare la sua famiglia.


Lorenzo riesce ad arrivare in tempo, salvando la moglie ed i bambini. In quest'occasione drammatica Clarice da alla luce la bambina che aspettava, che chiameranno Maddalena.


La situazione per quanto riguarda la guerra continua drammatica. Nonostante il cambio di potere a Firenze, gli uomini mandati da Lorenzo non risolvono il conflitto, in quanto il Guiscardo lo tradisce, permettendo alle truppe dello stato Pontificio di varcare la loro difesa.


Sembrano non esserci speranze per Firenze. La città è ormai debole: tutti i tentativi per non soccombere allo Stato Pontificio si sono rivelati vani e Lorenzo si ritrova da solo a fronteggiare la nuova emergenza. 


A ciò si aggiunge l’insolita richiesta che raggiunge il suo nuovo amico, Girolamo Savonarola, il quale viene richiamato immediatamente a Roma. Lorenzo, però, vuole giocare la sua ultima carta: partire alla volta di Napoli per chiedere al re Ferrante di porre fine alla sua collaborazione con Riario

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