martedì 30 giugno 2026

SEN ANLAT KARADENIZ - Un prezzo altissimo (20)


Cosa fare adesso che il piccolo Yigit è tornato definitivamente nelle mani di Vedat? Cosa può fare un uomo come Tahir, che non è certo tipo da restare fermo a guardare? La risposta è immediata: passa all’azione. Si presenta da Mithat con la confessione dell’omicidio del fratello di Nefes e consegna il famoso pennino, sperando che sia finalmente la mossa decisiva per far arrestare Vedat. È un passo rischioso, perché significa anche innescare una reazione a catena — la denuncia contro Nefes per i documenti falsi è praticamente certa — ma siamo arrivati a un punto di non ritorno. Tahir lo sa e, infatti, è già pronto al piano B: la fuga in Russia, portando con sé Nefes e Yigit, e magari anche la verità su Ceylan.


Quando manda Ali a prendere Nefes, le espone il piano senza troppi giri di parole. Lei, però, resta coerente con sé stessa: non vuole fuggire, non vuole scappare ancora una volta dalla sua vita. Tahir tira dritto, convinto di sapere cosa sia meglio, ma qui la serie ci regala uno dei momenti più coerenti del personaggio di Nefes: lasciata sola con Ali — che, diciamolo, non è esattamente un mastino — scappa dalla finestra del bagno e torna a casa praticamente insieme a Tahir, dopo aver già coinvolto Mustafa per bloccare tutto. Una scena quasi ironica, se non fosse per la tensione che la circonda.


Nel frattempo, Vedat continua a tessere la sua rete. Mercan è ancora fragile, non parla, e lui ne approfitta per minacciarla e manipolare la situazione in vista del matrimonio con Nazar. E qui torniamo su uno dei punti più deboli della narrazione: Nazar. È evidente che qualcosa dentro di lei vacilla — i momenti con Murat lo dimostrano — ma continua a scegliere Vedat, non per amore, ma per orgoglio, per rabbia, per un bisogno distorto di affermazione. Un personaggio difficile da sostenere, soprattutto perché sembra ostinarsi a ignorare l’evidenza.


Tahir, intanto, non si ferma. Coinvolge Ali, Idris e arriva persino a rivolgersi alla mafia russa per organizzare la fuga. Una scelta estrema, forse un po’ forzata narrativamente, ma coerente con la sua natura. In parallelo, Nefes prova una strada diversa: parla con Saniye. E qui, sorprendentemente, troviamo uno dei momenti più riusciti dell’episodio. Nefes si apre, spiega, si mette a nudo. E persino il cuore più duro sembra incrinarsi. Non è una svolta definitiva, ma è un segnale.


Sul fronte Vedat, le cose si muovono come sempre tra manipolazione e violenza. Il matrimonio con Nazar procede, nonostante i tentativi (piuttosto deboli, a dire il vero) di Berrak di aprirle gli occhi. Ma la scena davvero interessante è un’altra: quando Vedat aggredisce Berrak e Necip, il padre, riprende tutto. Finalmente qualcuno che agisce con lucidità. Peccato che la sceneggiatura, subito dopo, inciampi: invece di inviare il video, decide di consegnarlo a mano a Mustafa. Una scelta poco credibile, chiaramente funzionale a ciò che accade dopo.


E infatti succede il peggio. Vedat scopre tutto — grazie a un riflesso nel vetro, soluzione un po’ comoda ma efficace — e uccide Necip senza esitazione. Freddo, diretto, coerente con il personaggio. Ma ancora una volta, la possibilità di incastrarlo sembra sfumare proprio sul più bello.




Il finale, però, accelera tutto. Nazar e Vedat si sposano, in una scelta che lascia più perplessi che coinvolti, mentre Murat — finalmente — compie un gesto utile: consegna alla polizia il video della confessione di Vedat. Le forze dell’ordine si muovono, ma come sempre lui è un passo avanti. Riesce a fuggire, portando con sé Yigit e Ceylan.


Da qui in poi è puro caos: inseguimenti, scontri a fuoco, tensione alle stelle. Murat riesce a mettere Tahir sulla strada giusta e lo scontro finale al porto è uno di quei momenti che la serie sa costruire bene. Tahir arriva, combatte, salva Yigit. Ma non basta. Ceylan resta con Vedat. E no, ovviamente non poteva finire qui.


Il vero colpo di scena arriva subito dopo: la polizia si presenta a casa dei Kaleli. Pensiamo tutti a Nefes, invece no. Vengono per Mustafa. Nel bagagliaio della sua auto c’è il corpo di Necip.  Un finale che ribalta ancora una volta le carte in tavola e prepara il terreno per un finale di stagione che, a questo punto, ha il dovere di mantenere le promesse. Perché la tensione c’è, i personaggi anche. Ma serve una svolta vera. Speriamo che arrivi.

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