sabato 20 dicembre 2014

IL RITORNO DI ULISSE - Terzo Episodio


Mercoledì, contrariamente al giorno di programmazione ufficiale, ovvero la domenica, la RAI ha trasmesso il terzo episodio della miniserie. Il ritorno dell'eroe si è dimostrato molto più difficile di quello che si è indotti ad immaginare. Siamo abituati a seguire Ulisse nelle sue mitiche battaglie, nel suo viaggio, nello scontro tra divinità ed intelligenza, ma dimentichiamo che in definitiva ha trascorso vent'anni lottando continuamente e queste sono cicatrici che lasciano segni indelebili nell'animo umano.

LA FAMIGLIA REALE
Mentre Orione, vincitore dei giochi sacri, viene accolto come un figlio da Ulisse, il ragazzo in realtà medita di vendicare la morte del padre, che pur non ha mai conosciuto. Intanto Clea viene arrestata per aver comprato la stoffa dell'abito che sperava di indossare al suo matrimonio con l'anello di Leocrito e quindi viene accusata di tradimento. La verità è che la colpevole è Eurinome, la madre, ma la ragazza tace. Ulisse vuole farla condannare a morte, ma contro di lui si schiera Telemaco, che rivolgendosi all'assemblea degli uomini liberi riesce a far risparmiare la vita della giovane.

TELEMACO E CLEA
In realtà quello che emerge in questo terzo episodio è proprio il contrasto tra Telemaco e suo padre, Ulisse, nell'essere completamente diversi: uno è un soldato, abituato alla guerra e all'azione, pronto anche a prendere decisioni spietate e ad imporre il proprio volere, l'altro è invece uno politico, uno stratega, che riesce con la forza della parola a convincere il suo prossimo. Clea viene liberata, ma la sua vittoria è di breve durata, in quanto Eurinone, ascoltando il giovane Omero raccontare le gesta di Ulisse in guerra, ricorda l'uccisione del marito e del figlio e pugnala a tradimento il Re. Questi si salva, ma ordina l'uccisione di tutte le schiave greche, considerate pericolose.

ULISSE
Ulisse non è l'eroe romantico e senza macchia che ci possiamo immaginare. E' un uomo spietato che la guerra ha trasformato, tanto che la povera Penelope si chiede chi sia l'uomo che è tornato a casa. In questo mi appaiono alquanto realistici tutti, nella scelta, anche se sembra sempre che manchi qualcosa a questa storia. Intanto Eurinone viene condannata a morte, ma Mentore le risparmierà l'umiliazione pubblica uccidendo la donna amata. E sarà sempre lui ad aiutare Clea a nascondersi, con l'obiettivo di metterla su di una nave e farla partire. Lei spera ancora di poter sposare Telemaco, ma il re ha altri piani.

TELEMACO
Preoccupato dall'isolamento di Itaca, che la renderebbe facile preda di Sparta, Ulisse decide di dare in sposo suo figlio a Nausica, figlia del Re dei Feaci, che aveva dato ospitalità all'uomo durante il suo peregrinare. Il ricordo della donna sembra placare l'animo inquieto del guerriero, suscitando la gelosia di Penelope. Intanto Clea, rifiuta di andare via senza Telemaco, e finisce nelle mani di Orione. Quando questi, convinto dall'abile favella di Telemaco, rinuncia alla vendetta e la libera, la donna decide di rimanere con loro, anche perché il ragazzo, conscio che le nozze saranno la soluzione ai loro problemi, accetta di sposare Nausica.

PENELOPE E TELEMACO
Questo terzo episodio fa emergere il ritratto di un uomo trasformato dalla guerra, la sua incapacità di capire il mondo dove è tornato, che si è trasformato rispetto ai suoi ricordi, e l'impossibilità di quelli che lo circondano di entrare in sintonia con lui, o di capirlo. Quello che mi disturba nella serie è che sembra che agli eventi manchi qualcosa, ma nel complesso mi sembra un buon lavoro.

VOTO: 6 1/2

SCHIAVA PER VENDETTA di Ann Owen



Non avevo mai letto niente di Ann Owen.  Sempre alla ricerca di nuove autrici, quando un'amica mi ha suggerito questo volume ho accettato incuriosita. Certo ho esitato un po' dopo aver letto alcune recensioni dove si parlava del protagonista maschile e del modo in cui trattava l'eroina femminile. La curiosità ha avuto la meglio sulla reticenza e mi sono avventurata in questa lettura.

RIASSUNTO DEL LIBRO


Innegabilmente non si tratta di una lettura facile da digerire, anche perché Guy Spencer duca di Ashbourne non è il classico eroe tormentato, il bastardo dal cuore d'oro, il tenero sotto un rivestimento d'acciaio. Lui è semplicemente un bastardo, duro e puro. Certo anche lui ha il suo passato traumatico,  con un padre violento che ha cercato di plasmarlo  a sua immagine e somiglianza,  una madre che lo rifiuta per essere il frutto di una violenza e che ingiustamente scarica su di lui la colpa del padre. Eppure anche se capiamo da dove viene non è sempre facile accettarlo.



Guy odia follemente la sua sorellastra Jane perché lei ha osato amarlo senza riserve fin dal loro incontro, gli ha dato l'unico amore che abbia mai conosciuto, per poi privarlo e abbandonarlo alla solitudine più profonda. Se da un lato assistiamo alla tanto agognata vendetta, costruita con precisione maniacale,  passo dopo passo, dall'altra viviamo attraverso i ricordi una storia d'amore tenera, innocente  ed intensa tra un ragazzino ed una bambina, avvelenato dallo sguardo degli adulti.



Anche se questa parte è decisamente dolce, la storia è alquanto amara soprattutto per il modo in cui Guy maltratta ed umilia Jane. Il modo in cui la degrada continuamente, privandola di ogni briciola di dignità sazia pienamente il suo animo assetato di vendetta, e sembra confermare la sua ferma convinzione che non è rimasta briciola di amore per lei. Certo lui sembra seguire il filone dei grandi cattivi della letteratura gotica, che malgrado le mille ombre avevano uno strano potere di attrazione. Eppure essendo una donna non nego che certe scene di umiliazione me le sarei proprio risparmiate, anche perché lui rientra nel genere di uomo che ti riempe di botte e poi ti porta fiori e a mio parere incapaci di un amore sano.



In realtà Guy non vuole piacere, anzi fa di tutto per farsi disprezzare costruendosi anche una pessima reputazione, anche se poi ammette di non poter vivere senza Jane, di voler bene a Stephen e di contribuire alla pulizia (anche se piuttosto violenta) della società.



La scrittura della Owen è innegabilmente ipnotica e ci si ritrova a continuare a leggere per sapere cosa succederà e soprattutto se Guy la smetterà di comportarsi come un animale con la tenera Jane. Lei alla fine lo conquisterà, riuscendo a trasformare i suoi comandi offensivi secondo la sua volontà, ma lui non perderà completamente la sua asprezza neanche sul finale, malgrado le nozze. Ci sono anche momenti noiosi, come tutta la parte di Isabelle e di Stephen e la Confraternita dei Coltelli, ma nel complesso è un libro interessante, ma per quelli dal palato non troppo delicato.

VOTO: 6 1/2


FRASI TRATTE DAL ROMANZO

E che può aver mai fatto un angelo come te, per essere relegata quassù come una criminale?» Sorrise. «O forse dovrei dire… per essere relegata quassù come uno come me?

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La sua voce si fece seria, senza più nessun velo d’ubriachezza. Seria… come una promessa. «Stai attenta, perché il mostro dietro l’angolo ti prenderà, prima o poi.

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Alcuni uomini, tesoro mio, le aveva detto una volta Rona, indossano pelli d’agnello sopra un cuore di lupo.

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«Tipico di lui» commentò sottovoce, «tentare di suicidarsi pur di non dire una parola gentile alla sorellina.»

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«Ma c’è una cosa che dovete sapere, Miss Hartwell. Nella boxe non vince il più forte, ma il più ostinato. Come nella vita.»

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domenica 14 dicembre 2014

L'ULTIMA LEGIONE (Gran Bretagna, Italia, Francia 2007)


Questa settimana RAI 3 ha trasmesso per l'ennesima volta il film L'ULTIMA LEGIONE, produzione di matrice Europea del 2007, basata su un romanzo di Valerio Massimo Manfredi. Avevo visto questa pellicola al cinema, quando uscì, e l'avevo rivista diverse volte per televisione, eppure ogni volta la mia mente resetta tutte le vicende storiche e finisce con ricordare solo pochi particolari. Sarà che lo seguo sempre con una scarsa attenzione, ma mi sembra sempre di averlo visto (come in fatti è), senza però avere dei ricordi chiari della vicenda. Eppure la storia c'è.

ROMOLO CON LA MADRE

 Il romanzo di Manfredi, adattato per lo schermo, ci racconta le vicende del giovane imperatore Romolo, spodestato dal re dei Goti, Odoacre, ed esiliato nella villa di Tibero a Capri. A rimanergli fedeli sono pochi, tra loro il valoroso generale Aureliano Caio Antonio e Ambrosius, un abitante della Britannia, alla ricerca della famosa spada di Cesare. Questa si trova proprio in una delle stanze della villa di Tiberio, ritrovata per caso dal giovane imperatore.

IL GIOVANE ROMOLO
A riscattare Romolo dal suo esilio interverranno Aurelius insieme ad un manipolo di pochi fedelissimi, accompagnati dalla spia dell'Impero Romano D'Oriente, ovvero la guerriera Mira. Liberato l'imperatore dalla prigionia e dagli uomini di Odoacre, tra cui il terribile Wulfila, il gruppo accompagna Romolo a Fano dove si trova il Senatore Nestore, amico di lunga data di Aurelius. Lo scopo, apparentemente, è quello di mandare l'imperatore a Costantinopoli, ma l'incontro si rivelerà una trappola per cercare di ucciderlo.

AURELIUS E MIRA
Ormai rimasti soli, Aurelius propone di risalire verso il nord e di ritrovare la 9a Legione del Drago, ovvero un manipolo di soldati mandati a controllare i confini dell'Impero, proprio in Britannia. Una volta arrivati lì però scopriranno che i soldati si sono trasformati in contadini e si sono adattati alla vita del luogo. Alla scoperta che il ragazzino portato con sé dal Generale Aureliano è di fatto l'imperatore, qualcosa dentro di loro si muoverà e quando si arriverà allo scontro con gli uomini di Odoacre, che sono sulle tracce di Romolo, e con i loro alleati, gli Angli di Vortgyn, recupereranno le armi per difenderlo.

AL VALLO DI ADRIANO
E al contesto storico si aggiunge l'alone di leggenda quando scopriamo che il nome celtico di Ambrosius è Merlino, che la spada di Cesare non è altro che la famosa Excalibur, che Romolo (cresciuto da Mira e Aurelius) ha preso il nome di Pendragon ed è diventato il padre del bambino, Artù, a cui viene raccontata la storia da un vecchio Ambrosius.

MIRA
Ad un certo punto, seguendo il film, mi sono detta che la ragione per la mancanza di entusiasmo e memoria è legata ad una certa freddezza nella storia e nel racconto. Le vicende ci sono, ma vengono raccontate con un certo distacco, che non mi ha aiutato ad appassionarmi. Diciamo che è un po' come la storia d'amore in questo racconto. Colin Firth, che da il volto al coraggioso e leale Aurelius, è un attore ottimo che ricopre anche nell'immaginario femminile il ruolo romantico per eccellenza, ovvero quello del famoso Mr Darcy. Che sia in grado, quindi, di scaldare i cuori con una storia d'amore è un dato di fatto. Eppure qui, accompagnato dalla bellissima Aishwarya Rai, proprio non riescono a convincermi. Il loro è un racconto freddo e poco coinvolgente, inserito solo per soddisfare qualche romantico di turno, ma non trasmettono passione, né coinvolgimento. Sembrano fratello e sorella, ben sintetizzato dalla scena in cui si sdraiano l'uno accanto all'altro prima della battaglia.

AURE.LIUS
Nel complesso è una pellicola piacevole, senza grandi pretese, uno di quei film che guardi distrattamente e che riesce a farti passare la serata, pur avendolo dimenticato completamente il giorno dopo.

VOTO: 6


NEL PROFONDO DI TE di Sylvia Day (Crossfire Vol III)


Ieri sera ho finito di leggere il terzo volume della trilogia CROSSFIRE, dedicata alla calda storia d'amore di Gideon Cross e Eva Tramell. Se il secondo capitolo, RIFLESSI DI TE, era riuscito a suscitare una qualche emozione in più rispetto al precedente A NUDO PER TE, il terzo sfortunatamente riprecipita nella monotonia già sperimentata nel primo, senza neanche un brivido di novità e di mistero. Infatti ormai le carte sono tutte sul tavolo, i segreti svelati, e i pericoli superati. A che pro scrivere un seguito se non si vuole raccontare niente di che? La risposta è facile: i proventi derivati dal pubblico affezionato che ti seguirebbe a prescindere.

COPERTINA AMERICANA

La verità è che il delitto di Nathan si è già risolto. La polizia ha deciso di archiviare il caso, in quanto Gideon è stato maniacale nel crearsi un alibi e nel depistare le indagini. Certo resta un alone blando di mistero, ovvero il braccialetto di Nathan trovato sul corpo di un mafioso ucciso in un regolamento di conti. La polizia così decide che l'uomo può essere rimasto vittima di un regolamento di conti. Ovviamente tutto questo viene percepito come attraverso un filtro sfuocato, lontano dalla vita di Eva che è soprattutto feste sfrenate tra amici, un lavoro perfetto con un capo perfetto, una famiglia con problemi, anche se nel lusso più assoluto, ed una realtà ben lontana da quella reale e sentimentale. Il nodo cruciale qui è riallacciare il rapporto con Gideon senza suscitare sospetti, così si crea l'espediente narrativo del vicino di casa che nessuno vede o conosce. Cary è alle prese con i suoi soliti intrecci, ma comincia a stufare. Ama Trey, o almeno così dice, ma mette incinta la modella acida con cui esce. Ho cominciato ad odiarlo, come molti altri personaggi.

ALTRA COPERTINA AMERICANA
E' vero che in questo nuovo volume, mentre Eva cerca di barcamenarsi tra vecchi e appassionati spasimanti, e Gideon è circondato da un esercito di ex psicopatiche che non vogliono saperne di mollarlo, alla fine i due riescono a coronare il loro sogno d'amore durante un viaggio ai Caraibi, ovviamente in un resort di proprietà di Cross. La maggior parte del romanzo, bisogna però ammetterlo, non comunica niente di nuovo e quella fine in cui la scrittrice finisce per annunciarci un continuo perché praticamente non ci ha raccontato niente per le trecento pagine di questo romanzo l'ho trovata alquanto irritante.


Molti hanno parlato di questa serie come una nuova versione di 50 SFUMATURE DI GRIGIO, ma onestamente mi sembra una versione molto annacquata dell'originale, senza il suo mordente, il suo carisma e la sua passionalità. E dire che non reputo il romanzo di E. L. James un capolavoro, ma sicuramente vale molto di più di questa copia edulcorata, fatta per chi si accontenta.

VOTO: 5 --

sabato 13 dicembre 2014

RIFLESSI DI TE di Sylvia Day (Crossfire Vol II)


Raramente un secondo volume mi convince più del primo. Non mi è capitato neanche con TWILIGHT, che pur devo dire considero meraviglioso. Il primo romanzo ha sempre un fascino tutto suo. Se mi prende, continuo e raramente il secondo ha la stessa magia del primo. Nel caso della trilogia di CROSSFIRE, A NUDO PER TE non era certo un capolavoro, ma il secondo l'ho trovato più avvincente, per una serie di elementi che hanno reso sicuramente più dinamica la storia.

COPERTINA AMERICANA
Appare innegabilmente vero il famoso cliché secondo il quale meno i due protagonisti stanno insieme, meglio e'. La separazione di Gideon e Eva, che si allontanano misteriosamente per via di lui, appare salutare alla storia, come  la ricomparsa della vecchia fiamma di lei, il famoso e sexy cantante che ha addirittura scritto una canzone per lei in cui le dichiara un amore che lei pensava non esistesse minimamente. La sua ragazza d'oro, come la chiama nei versi profondi del suo pezzo, è la donna che lui si è lasciato sfuggire, anche se ormai Eva è innamorata persa di un altro e difficilmente riuscirà a riconquistarla. Il suo ritorno ha la funzione solo di suscitare la gelosia di Gideon, con la famosa scenata dopo il concerto.

COPERTINA BRASILIANA


 Altro elemento importante nell'intreccio è sicuramente la morte di Nathan, che aggiunge mistero all'intreccio, ma viene liquidato troppo rapidamente, senza mai farci incontrare il personaggio che è il vero cattivo della storia. La  scelta della scrittrice di mantenere la sua presenza fuori campo, messo a fuoco solo attraverso i ricordi e gli incubi di Eva, o la ricostruzione dell polizia, sembra quasi privare il lettore di un coinvolgimento e quindi delle emozioni ad esso collegate. Molto meglio il ritorno del malvagio nella serie Blackstone.



  Si chiarisce parte della storia di Gideon e la ragione e dei suoi incubi. I due fanno passi avanti nella loro relazione, iniziata come qualcosa di prettamente fisico, come tipico del genere. Lui si apre a lei ed insieme cominciano a costruire le fondamenta di un rapporto più solito. Restano i soliti limiti già riscontrati nel primo volume: scene erotiche piuttosto ripetitive, tranne forse la scena della macchina quando Gideon la trascina lontano da Brett, una protagonista a tratti poco convincente dal punto di vista psicologico, e la solita assurda visione della perfetta New York. Nel complesso però mi ha convinto più del primo.

VOTO: 6 1/2


FRASI TRATTE DAL ROMANZO

Non riuscivo a immaginare di innamorarmi di nuovo come avevo fatto con Gideon. Nel bene e nel male lui era la mia anima gemella. L’altra parte di me. In molti modi era il mio riflesso.

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Nelle ultime quarantott’ore avevo scoperto che il mio fidanzato aveva ammazzato il mio stupratore, che uno dei miei ex sperava di infilarsi nel mio letto, che una delle ex del mio fidanzato sperava di sputtanarlo sulla stampa e che mia madre mi aveva tenuta d’occhio con un microchip come un dannato cagnolino.      Quanto poteva sopportare una ragazza.

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Morivo dalla voglia di vedere come si sarebbe svolto il resto della serata, quanti altri aspetti di Gideon avrei scoperto. Sì, perché adoravo questa parte di lui tanto quanto adoravo il potente uomo d’affari in giacca e cravatta, l’amante dominatore nel mio letto, il bambino spezzato che non riusciva a nascondere le lacrime e il partner affettuoso che mi abbracciava quando piangevo.

VELVET - IL MATRIMONIO (Stagione 1, Episodio 16)



Ed eccoci a commentare l'ultima puntata della serie VELVET. Sono passati diversi mesi dall'esordio sul finale di agosto. La Rai sognava grandi traguardi, ma il prodotto, davvero ben confezionato, ha conquistato un suo pubblico discreto, senza travolgere come uno tsunami i telespettatori della rete ammiraglia. Va detto, comunque, che ha raggiungo un certo consenso che le è valso un nuovo appuntamento in primavera per la seconda stagione che stanno trasmettendo in Spagna. E meno male che è così, perché l'ultima puntata ci lascia davvero con un pizzico di amaro in bocca.

LO SPOSO
Il giorno tanto atteso è arrivato e tutta la Galleria Velvet freme per l'emozione. Lo scoglio più duro, quello di dover comunicare a Cristina la perdita del vestito e la realizzazione di uno nuovo durante la notte, viene superato brillantemente grazie al talento e al genio di Raul de La Riva, che conquista l'amica con la nuova creazione. Eppure in quest'ultima parte la Cristina amabile e gentile che tutti noi abbiamo imparato a conoscere, comincia a mostrare dei segni di classismo che la rendono degna figlia di suo padre. Quando Raul, minacciato a Enrique, le racconta delle vere motivazioni che lo hanno portato lontano da Parigi, Cristina lungi dal prendere le sue parti, gli fa capire che non si metterà contro suo padre per lui e la vecchia amicizia finisce per subire una rottura significativa.

ANA DA LEZIONI DI VALZER AD ALBERTO
Intanto Ana riceve una chiamata importante dalla proprietaria del negozio per la quale crea vestiti. Vogliono vederla e le si apre una possibilità di farsi una vita lontano da VELVET. Ha perso Alberto, ma spera ancora di riuscire un giorno a realizzare il suo sogno di diventare stilista. E qui Santa Cristina pecca nuovamente. Alle tre, ora dell'appuntamento, Ana chiede di poter uscire un attimo, ma la ragazza comincia a fare i capricci e le impone di restare accanto a lei per le foto di rito. Nell'espressione della protagonista emergono tutte le speranze infrante ed il dolore per l'ennesima perdita. Anche se non sono mai stata una paladina di quest'eroina indecisa, alla fine ho simpatizzato con lei.

ANA ACCOMPAGNA CRISTINA IN CHIESA
Il matrimonio di Cristina è quello che lei aveva sognato: vestito bianco, tutti presenti, Alberto che l'aspetta all'altare. Lui è palesemente innamorato ancora di lei, ma sembra determinato a portare avanti le nozze, per una sorta di impegno nei confronti di quella che sembra la donna perfetta. Ad un certo punto il telespettatore prende le distanze da Alberto, non riuscendo più a seguirlo nella sua testardaggine. Persino davanti alla lettera del padre, che gli scrive convinto che la donna che lo raggiungerà all'altare sarà Anna, riescono a fargli cambiare idea. Ha preso un impegno e non vuole venire meno, ma la vita è molto di più di un accordo ben stipulato e penso che alla fine Alberto lo capirà.

ANNA IN CHIESA
Ed il cuore degli spettatori segue invece Anna fuori dalla chiesa, quando ormai è chiaro che nulla impedirà le nozze e che l'amore della sua vita ha scelto un'altra. Nella sua camminata solitaria, di ritorno alla Galleria, tutte le sue speranze ed i suoi rimpianti appaiono aleggiare intorno a lei. Ma la vita è sorpresa e quando meno te lo aspetti qualcosa può cambiare la tua esistenza per sempre. Un auto sta per investirla ed un uomo in divisa eroicamente la salva. Si tratta di Carlos, un aviatore, che ha ricevuto per sbaglio l'abito da sposa di Cristina. I due si parlano e dallo scambio di poche battute sembra quasi che qualcosa possa nascere. Una porta si chiude, ma altre sono pronte ad aprirsi.

ANA E CARLOS
Le storie restano in sospeso, a parte quella di Alberto, Anna e Cristina. Rita pensa che Pedro abbia ripreso la sua storia con la vecchia fidanzata ed è corteggiata dal tipo del bar; Dona Blanca ha ceduto all'attrazione per Max, è tornata Dona Isabella, la madre di Alberto; Clara annuncia a Mateo che forse è incinta. Nel complesso la serie, pur non avendoci presentato una storia d'amore avvincente, è davvero ottima per la qualità recitativa, per la fattura, e merita sicuramente un continuo.

VOTO: 7


lunedì 8 dicembre 2014

QUANDO MENO TE LO ASPETTI (Stati Uniti 2004)


Una di queste sere, annoiata dalla programmazione delle reti principali, su un canale secondario stavano trasmettendo una commedia sentimentale con Kate Hudson. Era una di quelle volte in cui davvero non ti va di incupirti con le tragedie umane di questo mondo (contro cui davvero non puoi lottare) e davvero non ti va di ascoltare politici che gridano come degli ossessi, senza farti capire nulla dei problemi reali del paese, simulando un interesse che son ben lungi da provare. Avevo bisogno di distrarmi dalla quotidianità e volevo qualcosa di romantico. A noi donne capita di avere serate di questo tipo e le commedie sentimentali hanno questa funzione terapeutica: per un po' la tua mente si allontana dall'acidità del reale e ti scappa anche un sorriso.

HELEN CON I SUOI NIPOTI


QUANDO MENO TE LO ASPETTI è la storia di Helen, una giovane donna di successo, che lavora in un'agenzia di modelle. E' la terza di tre sorelle e l'unica non sposata. Per lei la vita è dinamica, perfetta, fatta di serate nei locali più esclusivi, di bei vestiti e uomini che cambiano continuamente. Jenny invece è la madre perfetta, con due bambini ed un terzo in arrivo. E' la maggiore e da sempre si è presa cura delle altre due. Lindsey invece ha trovato l'amore, coronato da tre ragazzi, e si è data una calmata, anche se è quella più vicina a livello caratteriale ad Helen. La vita di quest'ultima cambia bruscamente quando Lindsey ed il marito muoiono tragicamente in un incidente stradale e per volontà della donna i suoi tre figli saranno affidati a Helen e non a Jenny.

HELEN CON LINDSEY E LA SUA FAMIGLIA

L'esistenza di Helen cambia completamente, dovendo trasferirsi, fittare una casa adatta a tutti loro. Le difficoltà non si faranno attendere e la donna perderà il lavoro e la sua vita perfetta per scoprire cose molto più importanti su se stessa e sul suo rapporto con Jenny, in un primo momento delusa dalla scelta di Lindsey che ha affidato i suoi figlia a quella meno preparata di loro. A corteggiare Helen arriva anche il pastore Dan, preside della scuola luterana a cui sono iscritti i ragazzi.

LINDSEY, HELEN E JENNY

Tra mille difficoltà, momenti commoventi, e qualche risata, Helen riorganizzerà la sua vita ed imparerà a crescere e ad essere una madre. Il film non è pretenzioso ed è piuttosto scorrevole. Sa di già visto, come la maggior parte delle commedie sentimentali, ma è carino e malgrado i toni amari, non si arriva mai ad un dolore profondo o ad uno sconvolgimento. Adatto, in sintesi, ad una di quelle serate "Ni" che spesso hanno bisogno di qualche semplice sorriso.

VOTO: 6