mercoledì 1 aprile 2026

Kış Güneşi - Il rapimento (17)


Nisan è stata rapita. Non riesco a immaginare una situazione peggiore. Non solo la donna sta malissimo, senza le sue medicine, a un passo dalla morte, ma anche nelle mani di gente senza scrupoli che poco si interessa alla sua disperata richiesta d'aiuto. Lei prova anche a fuggire, ma il fisico non le permette di allontanarsi troppo prima di essere riacciuffata dai loschi ceffi che per tutta la vita hanno trafficato con suo padre e che adesso sono stati coinvolti da sua sorella.


Il nostro mancato eroe, nel frattempo, vive il suo furore frutto della gelosia, il tempo di ritornare a casa, condividere con il mondo la sua frustrazione e poi andare in ufficio dove, contrariamente al solito, tratta male tutti, aspettando di vedere il suo rivale. Il problema è che Bora, che stava aspettando Nisan in ospedale per il suo ricovero, si rende conto che la donna è sparita e chiede aiuto a Efruz, che incrocia in azienda, dove era andata a trovare Efe. I due, preoccupatissimi, si rendono conto che la ragazza potrebbe aver ripensato alla cura e sono particolarmente agitati. Efe, furioso con Bora, quando questi prova a chiedergli che cosa ha detto a Nisan, reagisce con rabbia e a questo punto, a risolvere la situazione, è la stessa Efruz che gli racconta della malattia di Nisan e della verità sul perché lo abbia respinto.


Efe è annientato dalla scoperta, ma non ha il tempo di meditare che i rapitori lo chiamano sul suo cellulare, mandandogli prima una foto di lei, nelle loro mani. Vogliono due milioni di dollari per rilasciarla. Inizia la disperata ricerca del denaro con una spaccatura evidente tra Bora ed Efe. Il primo vorrebbe coinvolgere la polizia, il secondo vuole fare tutto quello che i rapitori richiedono, per non mettere in pericolo Nisan, che sta sempre peggio.


Sono proprio le condizioni della donna che spingono i rapitori ad accelerare i tempi, temendo che lei possa davvero morire e loro perdere la loro merce di scambio. Efe sembra impazzito, rifiuta l'aiuto di Kadim, che ha una certa dimestichezza con quel mondo, e fa pressioni al direttore della banca per procurarsi il denaro. Tutti accolgono con angoscia la rivelazione del rapimento di Nisan, anche Leyla che aveva rifiutato, fino a quel momento, qualsiasi vicinanza con la ragazza, ma adesso, sapendo anche della sua malattia, si unisce a Fatma e alla sua famiglia, nell'attesa che la ragazza venga liberata.


Efe non riesce a procurarsi tutto il denaro in tempo, ma solo una parte e all'incontro con i rapitori si reca insieme ad Efruz, pronta ad aiutare Nisan che, senza medicine, potrebbe essere peggiorata. I rapitori sono sul punto di riconsegnare Nisan (anche se la scelta di restituirla anche con solo metà del riscatto appare piuttosto forzata! Meglio far finta che lui abbia consegnato tutto il denaro), ma nel frattempo Bora, non fidandosi della strategia di Efe, ha chiamato la polizia e i rapitori, venuti a saperlo, portano via non solo Nisan, ma anche Efruz.


Le due donne cercano di affrontare il rapimento con coraggio e la presenza di Efruz sblocca la situazione, perché riesce a procurarsi un cellulare da uno dei rapitori e ad avvisare suo padre. A questo punto, pur chiamando la polizia, Kadim ed Efe si recano nella casa in mezzo al bosco per liberare le due donne. C'è un conflitto a fuoco, ma Kadim è addestrato alla guerra e riesce a liberarsi quasi di tutti. Efe libera le due donne, ma quando stanno per fuggire, il capo della banda, con le sue ultime forze, spara un ultimo tiro verso Efe. A salvarlo è Kadim, che chiude il cerchio espiando i suoi peccati e morendo tra le braccia di sua figlia. 


Resta solo un episodio. Mi chiedo se l'esito sarà felice per questi sventurati protagonisti. Ma ormai siamo davvero agli sgoccioli.