domenica 18 maggio 2014

REHVENGE, ALIAS IL REVERENDO

Di romanzi Paranormal ne ho letti diversi da quando quest'inverno per caso mi sono imbattuta nei volumi della saga de LA CONFRATERNITA DEL PUGNALE NERO. Ho cercato, inutilmente al momento, di ritrovare in qualche modo quell'ingrediente segreto che è riuscito a non farmi mollare al quarto, quinto volume, come è tipico del mio carattere. Non sono una grande appassionata di saghe troppo lunghe. Eppure la Ward riesce stranamente ha combinare cose che non si adattano ai miei gusti (non sono una grande fans dei tipi troppo muscolosi e ricoperti di piercing) con una profondità intensa,  comicità ed elementi drammatici. Così dopo un po' di lontananza, anche perché in attesa del dodicesimo volume mi sono impegnata a scoprire altre autrici del genere,qualche settimana fa mi sono ritrovata tra le mani il volume RISCATTO, settimo capitolo della saga, dedicato all'ambiguo personaggio di Rehvenge, il boss di Caldwell, il signore della Droga, il proprietario dello ZeroSum, metà sympath, ovvero mangiatore di peccati, e metà vampiro.

Lo avevamo incontrato per la prima volta nell'ormai lontano terzo volume, quando Bella, rapita dai lesser e poi liberata da Zsadist, fa reticenza a rientrare nel nucleo familiare perché soffocata dalla protezione di un fratello troppo presente. Se da un lato avevamo l'immagine di un aristocratico attento alla sua famiglia (la sorella adorata e la madre elegante), scopriamo proprio alla fine del volume che Rehvenge non è solo un semplice aristocratico della glymera, ma è anche l'ambiguo proprietario dello ZeroSum, o meglio Il Reverendo, il Signore e Padrone del traffico di droga in città. Onestamente la sua ambiguità mi ha spiazzato fin dal principio, in quanto non sapevo se collocarlo tra i buoni o i cattivi. Ero solo alle prime pagine e avrei imparato solo successivamente che i personaggi non sono quasi mai monocorde. Mi chiedevo come un simile vampiro potesse conquistare il ruolo da protagonista, ma nel corso dei volumi impariamo a considerarlo una presenza costante. Con Marissa, l'amore di Butch, scopriamo il suo desiderio di normalità, la sua forte attrazione per qualcosa di lontano dalla barbarie che lo circonda ed il modo in cui accetta la decisione della giovane che gli preferisce l'ex poliziotto in qualche modo ci aprono il cammino a questo salto di qualità che ci regalerà un romanzo dove non si può non adorare un personaggio in lotta continua con se stesso, che sente di non meritarsi l'amore, ma che allo stesso tempo ne è pieno.

Rehvenge adora Bella, la sorellina nata dal matrimonio tra Madalina ed un aristocratico della glymera che, consapevole della violenza subita dall'ex-eletta e delle vere origini di Rehv, ricatta la donna per sposarla. Il figlio si sente responsabile dell'infelice legame della donna, nonché delle privazioni a cui sottopone la sorellina adorata. E' proprio la consapevolezza di essere quello che è, ovvero un divoratore di peccati (una creatura che si nutre degli istinti più bassi di umani e vampiri), che lo induce a proteggere la sua famiglia dai suoi stessi terribili segreti. Paradossalmente Bella ignora praticamente tutto del fratello adorato. Non sà che il padre, che picchiava sistematicamente la madre, è stato eliminato da Rhev, ed ignora anche la vera natura di Rehv. Il mondo inconsapevole e dorato in cui è cresciuta è frutto dello sforzo e della fantasia del fratello, che si dedica a traffici illeciti anche per non farle mancare niente.

Rehv è in realtà un protettore, nel senso buono del termine. Non solo si occupa della sua famiglia con dedizione filiare assoluta, ma si occupa anche di Xhex come se fosse una sorella. E' per proteggere lei che cede al ricatto della Principessa, per ben 25 anni, riducendosi a schiavo di una creatura che disprezza ma che ha in mano il suo destino e quello di Xhex. Quest'ultima gli è fedele oltre ogni ragionevole dubbio ed è pronta a tutto per pagare il debito che li unisce, ma Rhev nulla le chiede, tranne quello di prendersi cura di se stessa, quando lui non potrà più. E solido è anche il rapporto con iAm e Trez, le due ombre che lo accompagnano ovunque e sulle quali può contare come su se stesso. E allo stesso tempo è protettivo anche nei confronti delle sue ragazze, quelle che lavorano allo ZeroSum, anche perchè sente con loro un'affinità intima e profonda. Gli uomini le usano per il loro piacere, come la Principessa usa lui e nei loro confronti Rhev prova questa sincera immedesimazione.

L'arrivo di Ehlena nella sua vita sembra quasi un miracolo perché lei è tutto quello che lui sente di non meritare. Ehlena è buona, altruista, pronta ad aiutare il prossimo e la sua famiglia, onesta e dedita agli altri. In realtà è molto simile al lui. Protegge il padre e si prende cura di lui, come Rhev si prende cura di Madalina. La solitudine in cui vive riflette quella di Rhev e significativo è il fatto che i due, nella parte iniziale della storia, si ritrovino a parlare per ore a telefono, scoprendo le loro affinità. Entrambi pensano di non avere nulla in comune, ma sono ben lontani dalla verità. Ehlena è un'emarginata, rifiutata dalla glymera perché il padre ha fatto degli investimenti sbagliati. Rhev è parte di quell'aristocrazia, ma si sente in realtà un escluso, perché se conoscessero la sua vera identità lo allontanerebbero ed esilierebbero nella colonia. Eppure malgrado la sfiducia che Rhev ha su se stesso, è anche colui che non si vende a Montrag, che sventa il complotto contro Wrath, salvandogli la vita, è colui che fa si che Ehlena possa cambiare vita lontano da lui. Quando ormai crede di essersi bruciato tutti i ponti alle spalle, pronto ad affrontare da solo il suo destino, i fratelli si organizzeranno per salvarlo e riportarlo da loro, ormai parte di questa enorme famiglia allargata.

Interessante è lo sguardo che Rhev lancia allo ZeroSum, poco prima di farlo eplodere in mille pezzi:

"In quello stato il club era una specie di mago di Oz smascherato. Tutta la magia che vi s rinnovava, sera dopo sera, l'euforia, l'eccitazione: erano solo una miscela di elettronica, alcol e sostanze chimiche, un'illusione per chi varcava l'ingresso, una fantasia che consentiva di essere chi non eri nella vita di tutti i giorni. Magari i suoi clienti sognavano di essere potenti perché si sentivano deboli, sexy perché si sentivano orrendi, chic e ricchi quando non lo erano affatto, o giovani se si avvicinavano alla mezza età. Magari volevano dimenticare il dolore di una relazione fallita o vendicarsi per essere stati piantati o fingere di non essere a caccia di un compagno quando in realtà lo cercavano disperatamente. Uscivano per "divertirsi", certo, ma sotto tutto quel luccichio c'erano tenebre e squallore. 
Visto adesso il club era la metafora perfetta della sua vita. Il Mago era lui, che troppo a lungo aveva ingannato le persone più care confondendosi con la gente normale attraverso un misto di droga, menzogne e sotterfugi."


L'amore di Ehlena in qualche modo lo riscatterà e lo riconcilierà anche con se stesso perché rappresenterà l'accettazione della sua natura, nel bene e nel male, senza più dover indossare maschere e godendosi il diritto ad una sua identità. 



FRASI TRATTE DA RISCATTO

"Io sono io e tu sei tu. Abbiamo bisogno di te, lassù. Già una volta non mi hai voltato le spalle. Non mi deluderai neanche adesso, ne sono certo.  Quanto al comandare, ti do una notizia. Tutti i re sono ciechi, amico. Ma se hai il cuore al posto giusto puoi vedere con chiarezza la tua strada."
(WRATH A REHVENGE CHIEDENDOGLI DI ACCETTARE IL TRONO DI RE DEI SYMPATH NELLA COLONIA)

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Il tempo non aveva dissolto le immagini nella sua testa, al contrario diventavano sempre più chiare, un po' come il whisky che con il tempo migliora.
(EHLENA RIPENSANDO A REHVENGE QUANDO CREDE CHE SIA MORTO)

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Bella aveva perso la sua mahmen da non più di quarantotto ore. Entro la fine della notte avrebbe perso anche suo fratello. Fece un respiro lungo, profondo. Mise via il fazzoletto e si accinse a seppellire la sua vita.
(REHVENGE PRIMA DI CONSEGNARSI ALLA COLONIA)

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