Fatmagül'ün Suçu Ne? - Novità (23)
La vita di Fatmagul è fatta di piccole grandi novità, passi avanti in un percorso che dolorosamente sta cercando di fare e che Kerim, da lontano, spia con rispetto e ammirazione. Dopo aver ripreso i libri in mano per completare i suoi studi, la ragazza decide anche di trovare un lavoro, contro l'opinione di Mukkades che boccia tutti i suoi tentativi di miglioramento e che amiamo solo per il modo spudorato in cui vorrebbe che lei accettasse Kerim.
Fatmagul inizia a lavorare al ristorante, dimostrando subito serietà e capacità. L'anello al dito, che le ha consegnato Kerim, e che lei aveva indossato in un primo momento come forma di difesa verso l'esterno, rimane al suo dito anche quando è tornata a casa. Kerim lo osserva e nei suoi occhi emerge tutta la commozione e la gioia per questo particolare, a cui si aggrappa sempre nella speranza che lei possa vederlo con occhi diversi.
Emozionante è il momento in cui Fatmagul entra in un negozio di dolci e per la prima volta, con i soldi delle mance che ha appena guadagnato, decide di comprare qualcosa per la famiglia. È chiaramente una forma di emancipazione e di liberazione, che l'aiuta nel suo percorso di crescita.
Intanto anche Kerim introduce piccole novità nella loro quotidianità, come il pc che ha comprato per tutti loro, ma soprattutto per Fatmagul, nella speranza che la possa aiutare con i suoi studi. Ad approfittare della situazione è però Mukkades, alla ricerca di un uomo misterioso del suo passato di cui ha perso le tracce e che sembra essere legato alla sua vita. Lei lo cerca per tutto l'episodio e alla fine, alle spalle di tutti, riesce anche a risalire a lui.
Nel frattempo però è da sottolineare anche un altro momento di avvicinamento tra Fatmagul e Kerim, quando Rahmi sorprende una sera una macchina con un uomo dentro che spia la loro casa. Si tratta in realtà di Vural, sempre più in contrasto con Erdogan, e divorato dal senso di colpa, che passa le notti spiando Fatmagul e non osando avvicinarsi per chiederle perdono, come ha fatto Kerim.
In questa occasione, spaventati al pensiero che qualcuno li stia spiando, la famiglia si inquieta e durante la notte Fatmagul vede una luce in giardino e corre fuori. Temendo il pericolo, va nella capanna di Kerim per scoprire che era proprio lui che si aggirava fuori per vedere se era tutto tranquillo. Il cambio di passo è abissale. Non fugge più da lui, ma lo cerca per protezione. La costanza e la dedizione di Kerim stanno scavando un solco tra il prima e il dopo, senza che loro se ne rendano conto.

E se Vural è consumato dal senso di colpa, gli altri suoi amici, invece, preferiscono andare avanti con la loro vita. Ad impedirglielo c'è Mustafa, sempre più precipitato in una spirale senza uscita in cui il denaro e la corruzione lo stanno trascinando via. Se prima con Asu poteva fare tenerezza per la sua insicurezza, il suo approccio timido, adesso che i due hanno una relazione non perde occasione per umiliarla, e la sua violenza, quella di cui aveva dato prova in passato, esplode in modo incontrollato in più occasioni.

Gli Yasaran cercano di gestire questa bomba inesplosa, timorosi di quello che potrebbe fare. Per il momento lui tace, quando Meltem lo raggiunge per chiedergli spiegazioni del nuovo ruolo che gli è stato dato in azienda. Lui si attiene alle bugie concordate, ma si tratta solo di una carta in più da giocare nel suo ricatto alla famiglia. Quello che emerge, in questo momento, è che la famiglia Yasaran, composta da persone superficiali, incapaci di gestire l'enormità del delitto commesso dai figli, ancora non ha passato il confine che li trasformerebbe in veri criminali (mi riferisco ai padri, non hai figli che meriterebbero il carcere!) perché altrimenti per Mustafa le cose si metterebbero davvero male e sinceramente, vista l'evoluzione del personaggio, se lo meriterebbe proprio.
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