lunedì 2 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? -La colpa di Mustafa (47)


 Tante cose succedono in questo episodio: Ergodan scopre l'amore, Fatmagul e Kerim in qualche modo si avvicinano e cercano di ritrovare quell'intesa che si era stabilita quando lui era in carcere e un temporale propizio sembra aiutarli, ma intanto quello che ci colpisce ancora è la colpa di Mustafa.


Più volte mi sono soffermata su questo personaggio ambiguo che in qualche modo risalta come un vero malvagio, manipolatore, accecato da un concetto sbagliato di onore che lo porta a ferire anche chi dice di amare. Il suo comportamento nei confronti di Hacer, che adesso ha sposato ma non si capisce se per metterla a tacere piuttosto che davvero innamorato, induce la ragazza a non rivelargli che aspetta ancora una volta un bambino.


Io al suo posto prenderei la famosa valigia viola e scapperei così rapidamente da non permettergli di rintracciarmi mai più, soprattutto dopo quello che è successo la volta precedente che gli ha detto di aspettare un bambino. Lei invece è reticente. Prende la valigia, poi la riposa, accoglie nella sua casa Lehman, la madre di Vural, che cerca un contatto con il figlio, combatte con se stessa. Rifiuta di seguire Mustafa in un viaggio all'estero che significa soprattutto far perdere le sue tracce alla polizia, ma poi consegna le foto per il passaporto quando lui comincia a gridare come un pazzo.


Povera Hacer! Che la donna non amasse se stessa lo si capiva anche dalla professione a cui si dedicata, ma l'incontro e l'innamoramento per un uomo come Mustafa è la prova evidente che deve ancora lavorare sulla sua autostima. Il giorno in cui l'uomo esce di casa per andare al consolato e farsi fare i due passaporti, qualcosa succede.


Degli uomini lo avvicinano, sembrano della polizia, lo arrestano e lo portano in un posto dove cominciano a interrogarlo per farlo confessare il delitto. In un primo momento siamo indotti a credere che siano davvero poliziotti che sono arrivati a lui grazie a qualche segnalazione anonima come quella fatta a Kerim mentre stava lavorando. 


Lì però scopriamo che si tratta di un uomo degli Yasaran, che lo chiama rivelandogli che Mustafa ha ucciso Vural. Kerim cerca di mettere in guardia Fatmagul che però non vuole crederci. Ci chiediamo perché faccia fatica a convincersi. È vero che lei lo conosce fin da quando erano bambini, ma è anche lo stesso uomo che l'ha rifiutata, che ha dato prova di violenza in più occasioni e che potrebbe davvero essere un serio pericolo per Kerim.


Lei non ci crede, mentre lui, portato in un posto strano, viene indotto a confessare il suo delitto, ripreso da una telecamera e costretto a firmare la sua dichiarazione. Capiamo in qualche modo che l'ammissione della sua colpa non è alla polizia e quando compaiono il famoso duo del gatto e della volpe, alias Resat e Munir, capiamo che con questo strumento in mano la corda intorno al collo di Mustafa si stringe sempre di più.


Per il resto siamo presi da Fatmagul e Kerim che per la prima volta viaggiano da soli, fuori città  e che vengono sorpresi da un temporale che blocca la strada costringendoli a rimanere. Speriamo che questo porti a qualcosa, al momento solo a una riconciliazione tra Kerim e Meryem, perché Fatmagul lo induce a pensare ai sacrifici fatti dalla donna per accoglierlo nella sua vita. E adesso? Che la tempesta sia propizia. 

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