Lo so che molti avranno da ridire dopo la visione di questa puntata. I gruppi ed i forum saranno pieni di gente che l'avrebbe fatta meglio, avrebbe modificato un particolare, inserito un altro ed eliminato altri dettagli. Dopo un'attesa di ben due settimane frutto della pausa nella trasmissione e più di un anno dall'ultima scena insieme, è inevitabile che alcune aspettative vengano deluse, ma la verità è che trovo gli autori di questa serie particolarmente attenti e rispettose del materiale che stanno trattano.
I romanzi ci offrono una dimensione ed un'atmosfera completamente diversa, di più ampio respiro, ma i due mezzi sono diversi e non in concorrenza. Una volta accettata questa grande verità possiamo seguire le vicende portate sul piccolo schermo lasciandoci conquistare dalle scelte fatte, dalla bravura degli attori, dalla cura di ogni dettaglio, basti pensare al torchio che Jamie utilizza nei primi minuti di questa puntata, rivelandoci tutto un mondo su un'epoca ed un mestiere.
Gli autori ci avevano lasciato con Claire che entrava nella tipografia, sorprendendo Jamie. Adesso la prospettiva cambia e si sposta sul nostro eroe, un po' come era già capitato nella prima stagione, quando avevamo dovuto aspettare sei mesi con Jamie in bilico su un cornicione, arrivato a salvare Claire dalle grinfie di Randall.
Qui vediamo Jamie uscire da una casa dopo che una donna dall'aria promiscua lo ha aiutato a vestirsi. Abbiamo un vuoto esistenziale nelle vicende del nostro eroe. Dopo Helwater, Jamie è partito per tornare a Lallybroch, ma potrebbero essere successe molte cose nel frattempo, che noi ignoriamo, ed è proprio così.
Il nostro avvenente tipografo si reca al lavoro come ogni mattina e già lo vediamo alle prese con volantini pericolosi dati a brutti ceffi che lo chiamano MacDub, nomignolo che si era guadagnato in carcere. A giudicarlo con aria di disapprovazione, il famoso Geordie, citato nella frase alla fine della scorsa puntata. E mentre l'uomo resta solo, lavorando al suo torchio, ecco che il momento tanto atteso arriva: Claire torna nella sua vita, dopo ben vent'anni di separazione.
Gli attori sono bravissimi perché trasmettono tutta l'emozione e allo stesso tempo il tremore, l'imbarazzo, la paura che qualcosa sia cambiato. Le due persone che si trovano l'uno difronte all'altra non sono più i ragazzini di un tempo, ma la vita li ha cambiati profondamente. L'amore di un tempo non è mai morto, ma adesso bisogna capire se riuscirà ad adattarsi alla trasformazione che ognuno di loro ha subito.
Emozionanti tutti i momenti di confronto tra di loro, con lo scambio delle foto che permettono a Jamie di vedere Brianna. Jamie confessa alla donna anche di Willie, eppure si percepisce che lui stia tacendo qualcosa di fondamentale. Anche se vorrebbero indugiare e rimanere a parlare per ore, come facevano un tempo, non bisogna dimenticarsi che Claire è piombata nella vita di Jamie nel bel mezzo di mille situazioni che ancora ignora.
Lui non se la sente di separarsi da lei (e ci pare estremamente credibile) e decide di trascinarla con sé per Edimburgo, mentre si reca ad un appuntamento con notevole ritardo. Ed ecco che rivediamo il piccolo Fergus, ormai uomo, che a quanto pare lo ha seguito fino in città e che viene travolto dalla gioia nel rivedere Milady, come l'ha sempre chiamata lui.
Se rivediamo un vecchio personaggio a noi così caro, come il piccolo Fergus, ormai interpretato da Cesar Domboy, incontriamo nuovi amici o forse nemici, come il curioso Mr Willoughby, che Jamie salva da una situazione compromettente e che poi intrattiene Claire con il racconto della sua fuga dalla Cina.
Mentra la donna lo ascolta affascinato, Jamie incontra un losco figuro in una cantina piena di botti, a cui da del denaro. Che il nostro eroe sia finito in nuovi guai, appare subito chiaro, ma siamo all'inizio di una nuova tappa e poco ci viene fatto capire.
Finalmente Jamie e Claire riescono a ritagliarsi una notte per loro, per ritrovarsi e riscoprirsi, anche se come al solito in situazioni alquanto ambigue e strane, in quanto lui la porta in un bordello, diretto da Madame Jeanne, la donna che avevamo visto all'inizio di puntata.
Lei mantiene sempre una stanza per il suo socio in affari e Claire rimane turbata al pensiero che l'uomo di un tempo (piuttosto moralista e religioso) si sia ritrovato come socia la tenutaria di un bordello. Ma i dubbi vengono messi da parte, mentre i due ritrovano la passata alchimia, anche se con qualche momento di imbarazzo e di ironia.
Quando Claire cercherà di capire quali sono gli affari di Jamie, lui si limiterà a dirle che commercia con liquori vari, ma i segreti che custodisce sembrano essere piuttosto numerosi. Il giorno dopo, mentre lui la lascia per un nuovo misterioso appuntamento, Claire ha il tempo di incontrare un personaggio che si farà amare follemente, ovvero Ian Marray jr.
Il ragazzino, prima sospettoso nei confronti della donna che incontra nella camera da letto dello zio, finirà poi per farsi prendere dall'entusiasmo all'idea che si tratta della zia fata di cui a casa ancora si mormorava, ma i problemi sono solo al principio, come dimostrerà il finale apertissimo.
Siamo solo al principio di una nuova tappa della storia e tutto in qualche modo deve ripartire, pur ricordando la magia del passato. Il bello di questa storia è che si rinnova continuamente. Se non fosse stato così sarebbe stato piuttosto difficile che diventasse così longeva.
Di autrici rosa ne ho conosciute tante nella mia lunga vita di lettrice: nomi più o meno famosi, illustri sconosciute, penne imbarazzanti e intelletti briosi; eppure Connie Brockway non aveva mai incrociato il mio cammino. Mi sono lasciata tentare non tanto dalla trama, ma dai primi righi del romanzo, dove la nostra eroina di turno, la bellissima ed insensibile Fia Merrick, viene presentata come una creatura bellissima e allo stesso tempo un concentrato di cattiveria.
Nei romanzi rosa più classici, da quelli che risalgono al lontano settecento (basti pensare a qualche volume di Ann Radcliffe), la figura dell'eroe tenebroso è piuttosto diffuso, ma una lei altrettanto malvagia è sicuramente una novità della nostra società ed ho pensato che il capovolgimento dei ruoli potesse essere alquanto salutare.
Fia è l'unica figlia di un vero e proprio villano dal cuore di tenebra, Ronald Merrick, che, negli anni dopo Culloden (periodo storico che dopo LA STRANIERA sembra in qualche modo perseguitarmi) mentendo e sfruttando le sue conoscenze ha letteralmente sterminato il clan dei McClairen, per impadronirsi delle loro terre, in modo particolare lo spettacolare castello noto come Maiden's Blush, sacrificando anche la sua prima moglie, Janet, lanciandola dall'alto dei bastioni dell'imponente edificio.
Mentre i figli maschi sono in qualche modo riusciti a fuggire e a sottrarsi alle sue grinfie, Fia è l'unica che è rimasta con lui, cresciuta ed esibita come un trofeo, in attesa di trovarle il marito adatto che gli porterà maggiore prestigio. Il cuore di Fia però si è come congelato dopo che, ragazzina, ha scoperto dalle labbra di Thomas Donne la verità sulla sua famiglia.
Quando anni dopo la ragazza rivede Thomas a Londra, è disposta a tutto pur di vendicarsi di lui e della pessima opinione che lui ha sempre avuto su di lei, pronta anche a sedurlo per spezzargli il cuore. Quello che ignora è la vera identità dell'uomo che ha vissuto tutta la sua vita coltivando il sogno di ricostruire il clan disperso dopo Culloden, ricostruendo la terra della sua infanzia e della sua famiglia.
Per colpa di un equivoco, Thomas crede che Fia voglia sedurre James Barton, l'uomo che lo ha salvato quando era uno schiavo, ed ora suo amico e socio. Deciso a tutto pur di allontanare da lui una donna che crede spietata come il padre, finge un patto con il demonio stesso (ovvero Ronald Merrick) per rapire Fia e condurla lontano da Londra per un po'.
Quello che scopre, avendola riportata sulle terre scozzesi dove è nato, è un donna completamente diversa da quella immaginata, fragile, ironica, onesta che, allo stesso tempo, rimarrà per lui un sogno proibito, fino a quando un capovolgimento di eventi non permetterà di coronare l'amore.
Il romanzo mi ha conquistato fin dal principio per uno stile decisamente più lirico ed articolato rispetto agli altri dello stesso genere, per la dimensione più profonda ed un'atmosfera in qualche modo evocativa di un'epoca lontana.
Si risente lievemente del fatto che sembra parte di una saga le cui storie precedenti (quelle dei fratelli di lei e della sorella di lui) sono già state raccontate. Forse in alcuni punti appare alquanto scontato, come il ritorno di Janet che avrei preferito rimanesse una fantasia partorita dalla mente malata di Merrick, e sul finale cala di tensione e si risolve troppo rapidamente, ma nel complesso il romanzo resta interessante e la Brockway un'autrice da scoprire.
Era da un po' di tempo che non leggevo un "Harmony", ovvero uno di quei romanzi barbaramente tagliati che in qualche modo hanno reso molto popolare il genere romance. Quando ero una ragazzina ne leggevo a decine, scambiandone con le mie amiche. Avevo alcune autrici preferite, come Penny Jordan, Charlotte Lamb, Violet Whinsper, ma mi concedevo anche qualche illustre sconosciuta con una trama interessante.
Alla fine erano libri tagliati dove tutto si riduceva a lui e lei che si incontravano in continuazione, con scene di passione alquanto ingenue per i tempi di oggi e personaggi secondari che tendevano a dissolversi in una nebbia confusa che li privava di profondità. Eppure mi mancava la loro immediatezza ed il loro facile consumo, quindi quando ho letto la trama di TEMPI MIGLIORI mi sono detta che la nostalgia aveva vinto.
La trama c'è tutta. almeno in linea teorica. Paula Cornell è una quarantenne di successo che nasconde un doloroso passato che non è riuscita a chiudere completamente. Figlia di una nota star televisiva, è diventata l'oggetto di un'ossessione da parte di un vero e proprio maniaco che l'ha minacciata diverse volte.
La famiglia insiste per farla proteggere e si rivolge ad un'agenzia di sicurezza che le affida come guardia del corpo un ex-marine, Dane Chandler, considerato il loro uomo migliore. Dane è molto più giovane di Paula e ha un carattere molto diverso da lei. Accetta l'incarico perché sogna di comprare un negozio di ferramenta nel lontano Oregon, mentre cerca di superare l'abbandono della giovane moglie.
Dane e Paula sono quanto mai lontani, ma la convivenza forzata in un capanno di montagna dove lui la porta per allontanarla dal maniaco che la cerca, diviene l'occasione ideale per abbattere i muri che dividono Paula dal mondo e che non le permettono di superare la perdita più grande, ovvero quello della figlia.
Pur con la convinzione che non ci sia un vero futuro per loro due, Dane e Paula si avvicinano e si innamorano, mentre il pericolo lo cerca e minaccia la loro sicurezza. Sarà solo la prima di tante battaglie che dovranno affrontare e superare insieme.
L'intreccio è interessante, anche se (forse per via dei tagli) le parti di azione vengono liquidate troppo rapidamente, senza dare spessore alle situazioni. Basti pensare allo scontro finale che chiude le vicende con Hailey. L'innamoramento è troppo rapido e la parte finale (anche se necessaria per indurre Paula a capire davvero il suo cuore) è meno interessante di quella centrale e si prosegue per inerzia.
Certo cercare un capolavoro in questi romanzi martoriati dai tagli è forse un'impresa troppo ardita, ma si intuisce una buona struttura persa poi per via delle logiche commerciali. Interessante, anche se facile da dimenticare.
LIBERTA' E WHISKEY
Claire: Beh c'è stato una persona....del mio passato.Joe: Così è scozzese.Claire: Scozzese più che mai. Joe: Sembra serio.Claire: Serio più che mai.
***
Joe: Che diavole è successo? Claire: Noi...ognuno è andato per la sua strada...E ho sperato che avremmo trovato un modo per ritrovarci, ma il destino ha avuto altre idee. Joe: Che si fotta il destino!
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Non stai ascoltando! Ti aspetti che ritorni a Boston e continui ad essere quella che ero? Ci ho provato e non sta funzionando.
Bree [a Claire]
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Avrei potuto vivere il resto della mia vita senza sapere. Vent'anni...per vent'anni ho chiuso la porta sul passato ed è stata la cosa più difficile che abbia mai fatto.
Claire (a Roger)
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Ti ho vista vivere una vita a metà per 15 anni. Se c'è una seconda possibilità in amore, dovresti coglierla.
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Roger: Conoscere mio padre mi ha aiutato a conoscere me stesso. Tutti hanno bisogno di una storia. Bree: Ma come fai a sapere se è vera? E se è stata inventata solo per farti stare meglio? Roger: Importa?
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Ho cercato di capire se ero più Randall o più Fraser. E quello che ho capito è che sono più come te che come i miei padrrei. E se risulterò essere anche solo la metà della donna che sei, allora starò bene. Bree [a Claire]
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Hai rinunciato a Jamie per me. Adesso devo restituirti a lui.
Bree
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Sei una pagnotta bianca e megra con troppi capelli, ma un grande culo!
Joe [quando Claire gli chiede la sua opinione sul suo aspetto]
***
Volevo regalarti una torcia, ma Roger ha detto che saresti finita nuovamente processata per stregoneria.
Bree [a Claire, sul suo regalo di Natale]
Johanna Lindsey è uno di quei nomi che le appassionate del romanzo rosa in senso ben conoscono. Credo che uno dei suoi libri è stato il mio primo approccio a questo mondo. Raccontava di sceicchi nel bel mezzo del deserto, di spose rapite e di amori appassionati. In qualche modo mi è rimasta come penna e di tanto in tanto mi concedo la lettura di qualche sua storia che, malgrado alcune ingenuità, riesce sempre ad intrattenermi.
NON SFIDARE IL CUORE è il primo della serie Shefford, di ambientazione medievale e leggendolo devo dire che sicuramente inizia presentandoci un contesto storico ricostruito in modo abbastanza credibile. Reina, splendida e minuta signora di un ricco casato, è assediata nel suo castello e cerca di respingere l'armata di un pretendente molesto.
Siamo in un'epoca in cui il matrimonio è visto soprattutto come uno strumento per appropriarsi di titoli e terre e Reina, rimasta da sola dopo la morte del padre perso durante una crociata, è ben decisa a dare la sua mano solo a chi le converrà di più, grazie anche ad uno stratagemma paterno che ha dato il suo consenso senza sapere quale era stata la scelta finale della ragazza.
Tutto sembra perduto, ma a salvarla (apparentemente) arriva un manipolo di cavalieri guidati dal bellissimo e gigantesco Ranulf. Questi è in realtà stato pagato da Lord Rothwell, un vecchio e potente signore, che a sua volte vuole costringere la giovane a piegarsi al suo volere, anche se Ranulf crede che lei sia la sua promessa (quindi già con un contratto firmato) che sta cercando di sottrarsi al suo dovere.
Ranulf è un giovane possente, figlio illegittimo di un nobile che gli ha preferito un altro consanguineo il cui sangue è più puro del suo per questioni di nobiltà. Accompagnato dai suoi uomini, tra cui spicca per spirito e avvenenza Walter, Ranulf rapisce Reina per portarla al signore che gli ha promesso un laudo compenso che gli permetterà di pagare il castello ed il feudo a cui aspira.
Reina, minuta, ma con il cuore di un guerriero, decide abilmente (anche grazie al suggerimento dell'astuto Walter) di proporre la sua mano proprio a Ranulf che presenta tutte le caratteristiche necessarie per gestire le sue proprietà e per difenderle. Tra di loro, inoltre, sembra esserci anche una certa attrazione, malgrado i modi alquanto burberi di lui ed il carattere indomito di lei.
Le nozze si celebrano, ma la vita matrimoniale è tutt'altro che una passeggiata ed i due affrontano la vita insieme pronti a superare i vari ostacoli e le varie incomprensioni che si presentano di volta in volta, imparando anche a conoscersi e a capirsi, ma soprattutto a fare i conti con il proprio passato ed i propri nemici.
Il romanzo è piacevole, senza essere allo stesso tempo avvincente. Reina e Ranulf sono carini e a tratti anche comici, soprattutto nel non capirsi nella prima fase del loro matrimonio, ma per una penna avventurosa come quella della Lindsey la trama si presenta piuttosto piatta e senza grandi avvenimenti, tranne forse la battaglia iniziale.
Lettura scorrevole, senza essere indimenticabile!
Devo confessare che la mia crisi rosa sembra progredire sempre di più e so, grazie alle infinite letture fatte che non dipende dal genere in quanto ci sono storie che mi hanno sinceramente appassionato, divertito, emozionato, che il senso di frustrazione che vari romanzi mi stanno lasciano in questo periodo sono dovuti ad una sorta di sfiga che mi ha portato uno dopo l'altro a libri che non si discostano dal "carino, niente di che!", per a volte precipitare in assurdità varie.
Ho pensato che dovevo provare con qualcosa di completamente diverso, in qualche modo respirare aria nuova e mi sono imbattuta in quest'autrice, Simona Arhnstedt a cui si deve un romanzo che ho visto in tutte le librerie e su tantissimi blog letterari, ovvero RITRATTO DI DONNA IN CREMESI. Pur non avendolo letto, la mia attenzione si è focalizzata sulla scrittrice definita "la nuova Jane Austen" e per un'amante della letteratura inglese come me una tale definizione non poteva che tentarmi.
LA RAGAZZA DEI FIORDALISI ha una copertina interessante e la trama era accattivante abbastanza per indurmi in tentazione, così ho deciso di comprarlo sperando che l'aria della Svezia, nuovi paesaggi, potessero in qualche modo arricchire un intreccio ormai venutomi a noia.
Siamo nella Svezia del 1349 quando Illiana, la figlia non amata di un ricco signore medievale, viene rapita per errore da uno dei soldati del pericoloso Markus, condottiero al servizio del Re. La ragazza non è la prostituta consenziente che Markus aveva incontrato poco prima in paese e l'uomo se ne rende conto appena la giovane viene condotta al suo cospetto.
Pur essendo un uomo abituato più alla guerra che alla pace, Markus decide di ricondurre la ragazza presso la sua casa, scortandola personalmente in modo da evitare che possa essere aggredita durante il viaggio. Prima però di essere ricondotta al sicuro, i fratelli della giovane li intercettano lungo il sentiero e fraintendendo la situazione aggrediscono l'uomo che difendendosi uccide uno di loro.
L'intervento del Re e della regina Blanche, arrivati poco dopo, porteranno alla soluzione del conflitto scatenatosi ordinando ai due di riparare al torno con un matrimonio. Markus non è mai stato interessato a mettere su radici, ad avere una moglie e a preoccuparsi per il benessere di qualcun altro, ma la strana attrazione per la ragazza, e soprattutto il desiderio di compiacere il suo signore, lo inducono ad accettare.
Illiana, invece, avrebbe voluto sposare il suo umile pretendente, un contadino dai modi gentili, ma di fronte alle minacce anche fisiche rivoltele dalla sua stessa famiglia, la ragazza alla fine si piega ed accetta il volere della famiglia, acconsentendo a sposare il terribile guerriero che tanto la inquieta. La notte di nozze, malgrado l'attrazione che nutre per lui, si rivela un disastro, e si tratta solo dell'inizio di un lungo viaggio che dovrà condurli prima a corte e poi nel castello di proprietà di Makus e da dove manca ormai da anni.
Ovviamente siamo all'inizio di quello che si trasformerà in un vero e proprio viaggio di scoperta di se stessi e del proprio cuore, mentre una forte attrazione prende piede sempre di più e i nostri eroi combattano tra sospetti, tradimenti, paura di cedere e donare se stessi.
Se da un lato la storia d'amore è preponderante, seguiamo anche la sottostoria di una vendetta, quella di Markus nei confronti dell'uomo che ha ucciso sua madre, sconvolgendo per sempre la sua esistenza. L'azione è marginale rispetto al resto degli ingredienti e onestamente la Ahrnstedt riesce a trasmettere bene l'atmosfera di un'epoca in cui la donna era soprattutto una proprietà che passava dalla famiglia al marito, senza grandi considerazioni romantiche.
L'autrice è anche abile a creare un'atmosfera fortemente erotica, senza essere volgare e questi sono sicuramente dei meriti, ma le vicende restano per lo più scontate, senza grande novità, senza un briciolo dell'ironia di una scrittrice come la Austen, ingabbiati nel solito circolo vizioso di un genere che rischia di essere giudicato (a torto) come estremamente superficiale.
Lo so che molti hanno amato quest'autrice, ma probabilmente avrei dovuto scoprirla con il romanzo precedente, RITRATTO DI DONNA IN CREMESI e le avrei perdonato anche questo volume. Non essendo così, mi ha lasciato un senso di insoddisfazione.