sabato 19 gennaio 2019

OUTLANDER - IF NOT FOR HOPE - Citazioni 4x11



IF NOT FOR HOPE


Claire: Mi dispiace di non averti detto che era Stephen Bonnet quando l'ho saputo. Se l'avessi fatto, avrei salvato Tover. Non avevo mai pensato di tenere con te un segreto come questo.Jamie: Fino a Brianna.Claire: Quando ti ho fatto quella promessa non c'era nessun altro nella mia vita che sarebbe venuto prima di te. Ma non so se potrò mantenere questa promessa d'ora in avanti. Jamie: Capisco, ma non posso essere un padre per lei.  Claire: Certo che puoi. Adesso è solo ferita. Jamie: Non ha bisogno di me. Non avrei mai pensato di essere geloso di un uomo morto. Claire: Di  Frank?Jamie: Hai sentito quello che ha detto  Bree. Frank non le avrebbe mai detto quelle cose o fatto gli errori che ho fatto io. Claire: Frank ha fatto infiniti errori. Tutti i genitori li fanno. Jamie: Bree pensa che sia un uomo migliore. E pensavo che anche tu stessi cominciando a pensarlo,  Sassenach.Claire: Stupido. Vieni qui. Non voleva dirlo. Non voleva che tu andassi all'inferno. 


***


 Phaedra: Mr. Forbes era piuttosto preso da voi la scorsa notte. Ha in mente di chiedere la vostra mano in matrimonio. Mistress Cameron ha dato la sua benedizione.  Brianna: Naturalmente l'ha data. 


***


Non puoi vivere solo di speranze. 
Zia  Jocasta


***


Lord John: Tuo padre non mi avrebbe mai raccontato qualcosa che tu non desiderassi che io sapessi. È un uomo onorevole. Brianna: Non parlarmi di mio padre. 


***


Se ci fosse un film su di me, sarei visto come un bruto spaventoso. 

Jamie

MIO UNICO AMORE di Marianna Vidal


Tra i romanzi di Marianna Vidal, letti finora, ce n'è uno a cui sono particolarmente legata, ovvero IL TUO BACIO TRA MILLE, che nella serie LATINOS, rappresentava in qualche modo, una sorta di unico, perché infilato nelle storie dei vari fratelli ALVAREZ (ovvero Clark, Luis e Ana). La storia de IL TUO BACIO TRA MILLE, infatti, introduceva un nuovo personaggio, che aveva fatto una piccola comparsa, ovvero Pablo Echevvarria, un famoso divo della musica pop latina, con una storia difficile alle spalle, che. su un'isola d'inverno, ritrova se stesso e l'amore.


In qualche modo questa storia mi è rimasta nel cuore più delle altre, senza una ragione apparente, o forse il fascino che certi luoghi e certi racconti riescono ad esercitare sulla mia anima per certi versi invernale. Fatto sta che quando ho scoperto che Pablo era solo il primo di una nuova famiglia a cui dedicare un nuovo filone di Latinos, ho seguito le storie con maggior interesse, anche se in LEZIONI D'AMORE (pubblicato con il primo titolo di HOLLYWOOD, MI AMOR), emergeva un nuovo personaggio, quello di Julián, l'attore di origini messicane, destinato a conquistare il mercato.


La storia di MIO UNICO AMORE in qualche modo ci riporta a casa, ovvero in Messico, con una storia tutta nuova, che ci permette di rincontrare vecchi personaggi, e di fare la conoscenza di quelli nuovi. Alla fine il romanzo, infatti, può essere letto tranquillamente anche da quelli che non conoscono gli altri volumi, perché, pur essendo parte di una saga, finisce per essere auto conclusivo.


MIO UNICO AMORE parte con una vaga ispirazione al film Sabrina, del 1954, quello con la bellissima Audrey Hepburn, per poi prenderne le distanze per offrici una storia nuova, diversa e decisamente moderna. Rocio è la figlia della governante e del manutentore della grande villa dei Gutierrez, che l'hanno cresciuta come un ulteriore membro della loro potente famiglia.


Fin da bambina Rocio si è sentita particolarmente attratta da Julián, il suo miglior amico, con il quale ha sognato da sempre di coronare il suo sogno d'amore, ma il ragazzo, una testa calda e pieno di progetti, si è sempre limitato a trattarla come un'amica, salvo arrivare per sconvolgere tutte le sue carte ogni volta che Rocio iniziava una storia con qualcuno.


Eppure all'improvviso, un giorno, in occasione della festa di anniversario dei genitori di Julián, quest'ultimo decide di invitarla a partecipare, desideroso soprattutto di trovare una fidanzata degna di tale nome, che possa stroncare sul nascere le pretese delle varie stelline di Hollywood che vorrebbero prenderlo al laccio.


Il problema di Julián, fascinoso e una faccia da schiaffi, è proprio quello di dare per scontato che Rocio aspetti lui tutta la vita. La famiglia di lui, in modo particolare il fratello maggiore Daniel, su cui è ricaduta tutta la responsabilità delle imprese di famiglia, con due fratelli presi dal mondo dello spettacolo (Pablo con quello della musica e Julián con quello del cinema), decide di intervenire, consapevoli che Julián potrebbe finire con spezzare in modo definitivo il cuore di Rocio.


Durante la famosa festa di anniversario, infatti, sarà Daniel a presentarsi a casa della ragazza per accompagnarla, mentre Julián è alle prese con una delle ennesime fidanzate americane. Il cuore di Rocio comincia a confondersi soprattutto perché amare Julián è diventata una sorta di abitudine, un sogno scontato al quale non vuole rinunciare, ma pian piano la realtà, incarnata da un uomo completamente diverso da quello immaginato, comincia ad assumere contorni molto più interessanti del sogno.


Daniel si è sempre sentito attratto dalla piccola Rocio, una ragazza vivace, piena di energia, che sogna con diventare cuoca, ma che si è lasciata spesso condizionare dalla sua passione, mal riposta, per il fratello minore. Anche se fino a quel momento si era tenuto da parte, non volendo mettersi in una storia destinata al fallimento, adesso che le carte sono state cambiate sul piatto, Daniel è deciso a giocare il tutto per tutto pur di far capire a Rocio la differenza tra un amore adolescenziale e quello adulto.


Interessante è anche il percorso di crescita della protagonista, che in qualche modo si trasforma davanti agli occhi del lettore, maturando e diventando una donna sicura dei propri sentimenti e delle proprie emozioni. Chi ancora ha bisogno di crescere per poter conquistare il suo posto nel mondo è Julián, ma non dubito che la penna della Vidal gli offrirà questa opportunità.


Ancora una volta Marianna Vidal offre un romanzo che, pur raccontando una storia d'amore, che domina come al solito le sue pagine, si presenta anche come un racconto classico, dove si affacciano diversi personaggi,  e dove si gettano i semi per una nuova storia (vi confesso che aspetto con ansia di leggere quella di Julián e Bea). 


Libro che consiglio vivamente agli appassionati dei romanzi d'amore con intreccio, che amano le ambientazioni esotiche, che cercano storie ben contestualizzate.

domenica 13 gennaio 2019

OUTLANDER - IF NOT FOR HOPE 4x11


Siamo ormai alle ultime battute e tutti i personaggi, che abbiamo conosciuto nel corso di questa stagione, insieme a quelli storici, ricompaiono sulla scena, limitando lo spazio per tutti, per portare sullo schermo un racconto corale.


Jamie e Claire, insieme al giovane Ian, seguono le tracce dei Mahawk, nella speranza di ritrovare Roger. Scoprono, grazie ad altri indiani, che dovrebbero averlo portato in un villaggio a nord di New York, e i tre continuano la ricerca, anche se l'aria che si respira è piuttosto tesa. Jamie sembra avvilito e infelice, per il modo in cui si è comportato, e per la rottura che si è creata tra lui e la figlia. Claire sembra avercela con lui e con Ian, anche se parte della colpa di quello che è successo è anche sua, in quando ha nascosto a Jamie l'identità dello stupratore di Bree, informazione che avrebbe evitato il degenerale della situazione. Soltanto sul finale di puntata, i due coniugi riusciranno, come sempre, a superare le loro divergenze e a ritrovare il terreno comune.


Intanto a River Run, Jocasta MacKenzie non smentisce la sua natura. Preoccupata per le condizioni della nipote, che avrà un figlio senza essere sposata, decide di introdurla in società, nella speranza di trovarle un marito ricco. Bree, in un primo momento, non si rende conto dei meccanismo della zia, rinchiusa nel suo mondo, tesa per Roger, insicura sul suo domani.


La donna però insiste per farle fare vita sociale, perché interagisca con il mondo esterno. Essendo bella, e appartenente ad una famiglia potente, grazie anche al vincolo di parentela con la donna, la sua mano fa gola a molti.


Quando una sera, cedendo alle pressioni della donna, che indubbiamente ci ricorda le astuzie dei suoi fratelli, viene presentata ad una serie di ospiti, tutti senza moglie, venuti con sorelle e  madre, Bree realizza il vero scopo della zia. Per fortuna a quella cena arriva anche Lord John  Grey, mandato direttamente da Jamie, perché si preoccupi di badare a sua figlia.


La giovane ha un mancamento durante la cena e Lord John, capendo da alcuni riferimenti della cameriera si rende conto di quello che sta attraversando Bree e le offre il suo aiuto. Quella stessa notte, la ragazza, alzatasi per prendere un bicchiere d'acqua, sorprende, senza essere vista, John in compagnia di uno dei suoi pretendenti, che a tavolo aveva fatto emergere la sua natura misteriosa.


Resasi conto di quello che sta succedendo, e dopo aver discusso con sua zia, che le spiega che suo figlio avrà bisogno di un padre per poter vivere nella società in cui si trovano, Bree capisce che l'unica certezza per tenere a freno la zia è quella di trovare un marito adeguato.


Inoltre sembra che la ragazza tema di non rivedere più Roger o che lui possa non volere il suo bambino, conoscendo la verità di quello che le è successo. Invitando Lord John ad una passeggiata lungo il fiume, la ragazza finisce per ricattarlo, chiedendogli la sua mano e minacciandolo di denunciare la sua vera natura, qualora rifiutasse.


È un tentativo estremo, ma Lord John, che sembra molto legato alla sua famiglia e di riflesso a lei, finirà per piegarsi e salvarla dall'ennesimo tentativo della zia di trovarla un marito, presentandosi a Jocasta come il futuro sposo di Bree.


Altro fronte del racconto è Wilmington dove Murtagh è andato per cercare Bonnet. Nella sua ricerca di vendetta coinvolge anche Fergus, che sta avendo difficoltà in città. Con una mano sola, le possibilità di lavoro per lui sono davvero poche e Marsali, resasi conto del senso di inadeguatezza del marito, prega il padrino di coinvolgerlo nelle sue attività, nella speranza che questo possa in qualche modo fortificare la sua autostima.


La ragazza non desidera davvero che lui abbandoni lei e Germaine, il loro bambino, ma vuole che lui si senta utile e voluto. Il momento tra i tre è tenero e significativo, peccato che la cattura di Bonnet, ad opera di alcuni uomini armati, dopo che Murtagh e Fergus lo hanno tramortito e stanno cercando di portarlo via, faccia degenerare di nuovo la situazione, perché Murtagh, ricercato dalle autorità come capo dei regolatori, finisce per essere arrestato insieme al suo ostaggio.


Mancano ormai solo poche puntate per chiudere questa stagione, decisamente di cambiamento e di avventura.

LA COMPAGNIA DEL CIGNO - Prime due puntate (RAI 1)


Lunedì e martedì scorso, sulla RAI, o meglio sulla rete ammiraglia, sono state trasmesse le due prime puntate di una serie che ha come ambientazione il mondo appassionante e pieno di sacrifici rappresentato dal  Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.  Le vicende ruotano precisamente intorno a sette ragazzi, che sognano di poter vivere di musica, di età compresa tra i 15 e i 18 anni.


Ognuno di loro emerge pian piano nella storia con la propria vita personale, con i traumi e gli scontri con i genitori, sempre più instabili e a volte più infantili di loro, indipendentemente dalle condizioni economiche. Il trio principale è rappresentato da Matteo, un giovane musicista che si trasferisce a Milano, per vivere con lo zio, dopo che la tragedia si è abbattuta su di lui spazzando via completamente la sua vita. Infatti il ragazzo viene da Amatrice, dove sembra che abbia perso non solo casa, parenti ed amici, ma anche la madre, che pur continua a comparire accanto a lui, come rievocata, e alla quale continua a mandare messaggi vocali, narrandogli la sua vita.


La verità è che Matteo è un ragazzo profondamente turbato, fragile, pur dotato di un grandissimo talento che attira subito l'attenzione  del maestro e direttore d'orchestra Luca Marioni (interpretato dal bravissimo Alessio Boni), e soprannominato "il bastardo" per la sua eccessiva severità.


È il "bastardo" che decide di inserire Matteo nel gruppo dell'orchestra a cui sta insegnando, anche se gli altri professori gli consigliano cautela, perché negli anni precedenti, un ragazzo estremamente fragile, Giacomo (interpretato dal cantante Michele Bravi), non ha resistito alle pressioni e alle tensioni, arrivando al punto di fare del male a se stesso.


Matteo è la motivazione della nascita del gruppo AIUTIAMO MATTEO, dove altri sei elementi dell'orchestra saranno costretti a convivere con lui la quotidianità delle prove e della vita, finendo per stabilire un'amicizia sincera, malgrado i caratteri diversi. Il gruppo deciderà di cambiare nome usando quello del titolo LA COMPAGNIA DEL CIGNO.


Gli altri due ragazzi che spiccano nella storia sono Barbara, interpretata dalla bellissima Fotinì Peluso, già vista in ROMANZO FAMILIARE, figlia di una famiglia ricca, ma sottoposta a pressioni continue, divisa tra il liceo classico e il conservatorio, e le aspettative della madre che vuole che lei sia sempre una vincente. 


Barbara è l'oggetto del desiderio di Matteo, ma la ragazza in realtà è invaghita di Domenico, figlio di immigrati siciliani, il vero talento del conservatorio, ma impossibilitato ad esercitarsi a casa, non avendo una situazione economica solida.


Accanto ai tre ragazzi principali della trama, ruotano tutti gli altri: Sara, ipovedente, dotata di un carattere determinato; Sofia, insicura sul suo aspetto, Robbo, alle prese con la crisi coniugale dei suoi genitori, Rosario, figlio di una tossicodipendente.


Accanto ai ragazzi, girano anche le storie degli adulti, non solo il "bastardo", ovvero Luca Marioni, che sta attraversando una profonda crisi con la moglie Irene, interpretata da Anna Valle, in seguito alla morte tragica della loro bambina, ma anche Daniele, lo zio omosessuale di Matteo, preoccupato per il nipote, ma allo stesso tempo sempre in crisi sentimentale con tutti i suoi fidanzati, e poi i genitori di Robbo, interpretati da Francesca Cavallin  e Giorgio Pasotti, e tanti altri.


Storia corale con un cast di tutto rispetto e giovani premesse. I primi due episodi sono stati accolti in modo favorevole dal pubblico, offrendosi come un misto, con momenti anche musicali che permettono ai giovani attori, tutti con studi musicali veri, di mostrare molteplici talenti. Prodotto interessante e fresco.

sabato 12 gennaio 2019

OUTLANDER - The Deep heart's core - Citazioni






Jamie: Potrei spezzarti il collo. Potrei porre fine alla tua vita qui ed ora. Potresti fermarmi? Rispondimi! Rispondimi! 
Bree: No!- No.
Jamie: No, no e non potresti aver fermato neanche lui. Bree... Ti considereresti una codarda se non avessi potuto combattere un lupo a mani nude? C'è bisogno di coraggio per non combattere. Se lo avessi fatto, ti avrebbe ucciso.
Bree: Hai combattuto contro Jack Randall? Mamma mi ha raccontato di lui... di quello che è successo a Wentworth. Hai combattuto contro di lui?
Jamie: Gli avevo dato la mia parola di non combattere... Per la vita di tua madre! Lo rifarei.  
Bree: Alla fine lo hai ucciso?
Jamie: Perché me lo chiedi, ragazza?
Jamie: Mi stavo chiedendo se aiuterebbe se uccidessi l'uomo che mi ha fatto questo. 


***


Brianna: Adesso, dove diavolo è Roger?
Il giovane Ian: Con i Mohawk. L'ho venduto ai Mohawk.



***


Jamie: Farò la cosa giusta. Ti do la mia parola di padre. 
Brianna: Mio padre non mi avrebbe mai detto quelle parole. Mio padre era un brav'uomo. Tu non sei altro che un selvaggio. 

***


Brianna: Continuo a pensare che se fosse morto potrei dimenticare.  
Jamie: Non dimenticherai, ma il tempo ti aiuterà a guarire. 

***


Brianna: Mi odi, Pa'?
Jamie: Odiarti?
Brianna: Una figlia non sposata, incinta, non può essere quello che speravi. 
Jamie: Come potrei odiarti per qualcosa che non hai fatto, ma ti è stato fatto? 

domenica 6 gennaio 2019

OUTLANDER - THE DEEP HEART'S CORE 4X10


La storia volge ormai alle sue battute finale e so che molti avranno da ridire sulle variazioni che la serie ha apportato alla storia, rispetto ai libri, e in linea di massima non sono una tra quelle. Ho adorato i particolari nuovi, la rapidità con cui certi eventi si sono verificati non mi è dispiaciuta, e ho ben accettato che le due vicende, pur presentando molti tratti in comune, sono espressione di due strumenti diversi. Questa puntata, invece, ha suscitato in me qualche perplessità, pur avendo apprezzato decisamente alcuni momenti.


Temevo che i produttori della serie avessero deciso di tagliare una scena fondamentale, ovvero quella in cui Jamie e Bree si confrontavano su un episodio terribile come quello della violenza che entrambi hanno subito, soprattutto alla luce di una frase che Bree aveva mormorato alla madre nell'episodio precedente. Per fortuna la puntata apre proprio con la conversazione tra il padre e la figlia, mentre vanno a caccia, in un loro rituale, ormai tutto loro.


Jamie aiuta Bree a rendersi conto che i suoi sensi di colpa sono sbagliati ed ingiusti e che, anche se avesse reagito e lottato fino alla fine, la forza fisica del suo stupratore sarebbe stata sempre troppo grande per permetterle di sopravvivere. I due sembrano affrontare il peso di quell'esperienza, che mai dimenticheranno, ma con cui impareranno a sopravvivere.


La vita prosegue a Fraser's Ridge, anche se Claire mette Bree davanti ad una possibilità, quella di decidere di non avere il bambino che potrebbe essere del suo stupratore. La ragazza è incerta, anche perché esiste comunque la possibilità che il bambino che aspetta possa essere di Roger, di cui ancora aspetta il ritorno.


Il momento apice della puntata arriverà a breve, quando una mattina, Bree, tormentata dai soliti incubi, viene svegliata da Lizzie che, per cercare di rassicurarla, le dice che non dovrà mai più preoccuparsi dell'uomo che le ha fatto del male.


Bree si rende conto che Lizzie sa qualcosa e insistendo costringe la ragazza a confessare che l'uomo che l'aveva infastidita alla locanda a Wilmington è comparso nei pressi di Fraser's Ridge, ma suo padre e suo cugino si sono occupati di lui.


Assoluta è la disperazione della ragazza, quando si rende conto che l'uomo di cui stanno parlando non è certo Stephen Bonnet, ma proprio Roger. Sconvolta si precipita in casa, per chiedere spiegazioni al padre e al cugino, in una scena emozionante in cui l'uomo del settecento, pur molto più moderno dei suoi contemporanei, si scontra con una figlia del ventesimo secolo, che gli rivela di essere andata a letto con un uomo solo perché voleva, e che lui ha picchiato la persona sbagliata.


Ed ecco che emerge il lato più discordante del libro. Jamie è sconvolto dalla scoperta di aver fatto del male ad una persona innocente e soprattutto di aver fatto soffrire Bree, la figlia adorata, che pur gli ha rinfacciato di essere un barbaro, molto diverso dal padre che l'ha cresciuta. Ma questo è un particolare che c'era anche nei romanzi, e lo accettiamo come uno sfogo di Bree, che ignora molte cose dell'uomo che ha difronte.


Il problema a mio parere è Claire, che in questo contesto non agisce né da paciere nei confronti dei due che si sono scontrati, ma sembra in qualche modo vivere passivamente gli eventi. A differenza dei libri, dove l'ipotesi di mandare Jamie da solo a cercare Roger tra i Mahawk non la sfiora neppure, qui lei vorrebbe seguire Bree a casa di zia Jocasta, dove dovrà aspettare la sua famiglia riunita, insieme a Lizzie. È Bree che costringerla ad andare con il padre ed il fratello, non fidandosi di loro.


Jamie le promette di riportarle Roger e Ian s'impegna a riparare il male fattole, ma il suo personaggio è sempre piuttosto comico e non riusciamo a prendere seriamente la sua proposta di matrimonio. Non condanno pienamente questo piccolo cambio, ma in fondo avrei preferito che Claire fosse più comprensiva nei confronti del marito, che ha reagito senza sapere l'identità dell'uomo che ha abusato di  Bree, e che invece adesso gli viene rivelata come una forma di ripicca.


Il cammino dei vari personaggi si separa nuovamente, per proiettarli verso le ultime tre puntate, mentre a Murtagh viene affidata la missione di catturare Stephen Bonnet. E qui potremmo davvero aspettarci di tutto. Non vi resta che prepararci e pregare per Roger.