venerdì 6 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - La seconda udienza (51)

 Siamo arrivati piano piano alla seconda udienza. Per la lentezza della legge sembra quasi di essere in Italia dove un processo può durare anni, con testimoni che muoiono, cose che cambiano. 



Ci viene concesso un flashback che ci riporta  indietro nei giorni precedenti, la ricerca di prove, di testimoni, il tentativo di sabotaggio da parte di Mustafa che cerca di dissuadere Meltem dal testimoniare contro gli Yasaran. Lei non cede, si mantiene solida. È arrivata da Ankara solo per dare il suo contributo e per fortuna lo sguardo blu mare di Mustafa con lei non riesce. Anche Hacer si è allontanata da lui. A salvarla è il nuovo bambino che aspetta e che lei vuole, follemente, far nascere, malgrado il padre.


Ad aiutarla a rifugiarsi lontano è il padre di Kerim, sempre presente accanto al figlio, a Fatmagul, cercando di aiutarli e di dare il proprio contributo. In questi giorni che precedono l'udienza, vediamo il rapporto di Kerim e Fatmagul diventare più stretto, sempre più caloroso, con il nostro ragazzo che le dà anche lezioni di guida, che la protegge dai giornalisti che ormai la seguono ovunque.


Il testimone chiave diventa la povera Leman, la madre di Vural che, contro tutti e tutto, decide di rispettare il desiderio del figlio e di confessare la verità. È lei il grande testimone che aspettano durante l'udienza. Ancora una volta tutto diventa difficile da gestire, il ripercorrere quei momenti, sentire l'accusa di Munir che cerca di distruggere tutte le prove.


Fatmagul resiste, nostra eroina, a tutto quello che viene detto: lei è un'interessata che finge di aver subito una violenza solo per ottenere qualcosa, Mukkades, che finalmente si presenta alla barra dei testimoni, viene descritta come un'arrivista che ha cercato di spillare loro soldi a ogni occasione, Meltem come una donnaccia che ha tradito il marito ripetute volte, mossa da risentimento e che è andata a letto anche con Mustafa pur di farlo soffrire.


Ogni imputato viene denigrato, la sua testimonianza capovolta e screditata. Cavaliere con armatura lucente è Kadir Bey che cerca di riaffermare il concetto fondamentale di verità e a tale proposito chiede che venga data autorizzazione per rintracciare i telefoni degli imputati e dimostrare che, la notte del crimine, erano tutti presenti.


Ma la grande imputata non arriva. Perihan, Semsi e Leman erano tutti in un'auto che doveva portarli in tribunale a Smirne. Qualcosa è successo. L'auto è finita fuoristrada, Şemsi è morto, le due donne sono rimaste ferite. Fatalità? Qualcuno ha organizzato tutto? A guardare Reşat Yaşaran si direbbe valida la seconda ipotesi. 


Intanto l'udienza viene sospesa nuovamente per l'assenza della testimone chiave e rimandata. Il padre di Kerim si congeda e il figlio, finalmente, lo chiama papà per la prima volta. 

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