sabato 1 maggio 2021

VIVER A VIDA - Insegnare a vivere (56-65)


 Nel processo di evoluzione di Luciana, che finisce per attirare l'attenzione generale del pubblico, c'è un momento cruciale in cui tutto sembra in qualche modo annunciare quella che sarà la storia nel prosieguo. La ragazza sogna spesso, continuamente, ricordi o emozioni, soprattutto lei che si muove libera, padrona di se stessa e del suo corpo. 


 

Durante una notte, si risveglia nella stanza d'ospedale, imprigionata nel solito letto, incapace di muovere anche solo un mignolo e la disperazione la travolge come uno tsunami, cominciando a gridare disperata. Il caso vuole che Miguel sia di turno e i medici chiamano lui per aiutarla a calmarsi. E lei lo implora di aiutarla a morire, di aiutarla a fuggire da quella prigione che è diventata il suo corpo. E Miguel, furioso, la riprende, dicendole che le insegnerà a vivere.


 

Di fronte a questa coppia, non coppia, che pur riempie lo schermo, poco può la povera Helena, divorata dal senso di colpa, adesso che ha scoperto anche di aspettare un bambino ed essersi ritrovata un marito che, completamente assorbito dalla tragedia della figlia, neanche riesce a gioire per l'evento.


 

Helena parte per Buzios, per meditare, per stare accanto a sua madre e la sua famiglia, affiancata sempre dalla pazza Alice, che la segue ovunque. E intanto Luciana scopre della gravidanza e affronta il padre con una maturità che comincia a nascere dal dolore, dicendogli che vuole che lui sia felice, che viva questo evento senza sensi di colpa o timori e che, anche se adesso non se la sente di parlare con Helena, prima o poi lo farà, perché non vuole che resti l'amarezza tra di loro.


 

E così, sebbene con il solito ritmo lento che sarebbe esasperante durante una normale produzione, seguiamo l'evoluzione di Luciana, i tentativi dei medici di aiutarla ad accettare la sua condizione, ma allo stesso tempo di superare piano piano piccoli limiti. 


 

Tutta la famiglia, gli amici e il fidanzato vorrebbero che lei tornasse come prima. Se lo augurano, lo sperano, pregano perché avvenga il miracolo. Miguel cerca di far capire loro che quella che hanno di fronte è una nuova Luciana e toccherà a tutti loro, insieme a lei, capire che cosa potrà fare e come imparare a vivere una nuova esistenza.

UN PASSO DAL CIELO - I GUARDIANI - La domesticazione dell'uomo (6x5)

 


La puntata trasmessa giovedì porta alla ribalta il tema della natura selvaggia (dell'uomo e dell'animale) e di come amare significa "lasciar andare" e accettare le scelte dell'altro, che questo possa riguardare il caso della puntata (che coinvolge dei ricercatori e uno scalatore di montagna), Vincenzo e sua sorella Manuela, che ha iniziato a lavorare nella caserma, o Francesco, che ha deciso di rimanere tra le sue montagne.


 

La frase di  Saint-Exupéry che compare alla fine (infelicemente senza che nessuno la legga come in passato) riguarda l'addomesticazione della rosa e ribadisce il messaggio base della puntata. 


 

Sono passati circa quattro mesi. Il fidanzamento di Nappi è finito e la sua amicizia con Carolina si è rafforzata, tanto che tutti sembrano sperare in una loro relazione, ma lei nasconde l'ennesimo segreto: un bambino avuto quando era una ragazzina e che adesso, adolescente, torna per cercarla. Vincenzo, da brava persona qual è, l'aiuterà ad affrontare e superare le sue insicurezze, ma il ritorno del padre del bambino potrebbe allontanare i due.


 

Intanto Manuela ha chiesto ed è stata trasferita, dopo il corso, proprio nella caserma del fratello. Pur essendo felice finalmente di mettere la divisa, il fratello, che apparentemente non vuole mostrare preferenze, finisce per trattarla peggio degli altri, ma soprattutto cerca di non coinvolgerla sulle indagini dell'omicidio di una ricercatrice, ritrovata sulle montagne, dove stava facendo degli scavi. Sarà Francesco a fargli capire l'importanza di permetterle di crescere.


 

Francesco, nel frattempo, sembra sempre più coinvolto da Dafne e dalla sua bambina, che riusciranno a riconciliarsi con il vecchio padre che avevano sempre tenuto lontano, ma che scoprono essere stato abbandonato dalla madre e non il contrario. Possibile che il fascino della giovane sia riuscito a sedurlo? Sospetto che lei sia coinvolta con la morte di Emma. Vedremo se gli ultimi episodi mi daranno ragione oppure no.

Segnalazione: QUEL CHE RESTA DI TE di Rujada Atzori


 Oggi vi segnaliamo l'uscita della riedizione dell'accattivante romanzo di Rujada Atzori, QUEL CHE RESTA DI TE. Di seguito tutti i dettagli.

 

Titolo: Quel che resta di te

Autore: Rujada Atzori 

Genere: Romance 

Editore: Self Publishing

Prezzo ebook: 1,50 (in offerta la prima settimana a 0,99)

Data di uscita: 1 maggio 2021

Disponibile anche su KU 




TRAMA



Ognuno di noi porta delle cicatrici che nessuno riesce a vedere, nemmeno scavando a fondo nel passato di quella persona; ci sono ricordi che devono restare tali.

E tu, Margherita, sei il mio ricordo preferito.

Sono passati parecchi anni dall'ultima volta che si sono visti, eppure, entrambi, non riescono a fare a meno l'uno dell'altra.


Nicola e Margherita si sono incontrati una sera d'estate e lì si sono innamorati.


Erano gli anni '90, i social non esistevano, tutto era più semplice o quasi...


Gli 883 erano il gruppo del momento e Nicola e Margherita erano nel pieno dell'adolescenza.


Viversi.


Amarsi.


Sfiorarsi.


Erano questi i pensieri che Nicola aveva ogni giorno da quando Margherita era arrivata nel suo paese, per poi sparire dopo un anno senza una motivazione, senza dare spiegazioni.


Nicola non si dà pace.


Sofferto, piange e odia Margherita con tutte le sue forze. Poi, dopo anni, quando il ricordo di lei è solo un ricordo doloroso, una lettera mette in disordine i suoi sentimenti riportandolo a quegli anni '90, quando tutto era più semplice e la vita non era ancora stata crudele con lui.


Può un amore puro e vero restare impresso nel cuore?


Quanto può durare il ricordo di una persona?


Tu sei riuscito a farmi sentire nel posto giusto anche quando tutto attorno a me era sbagliato. Mi hai rimesso a posto il cuore col tuo sorriso, con le tue carezze, con i tuoi baci lenti e hai colorato il grigio della mia vita.



 

VIVER A VIDA - Un intervento delicato (53-55)


Siamo entrati nella parte drammatica della storia. L'eliambulanza (non so se può essere chiamato così un piccolo aereo ambulanza capace di attraversare il mondo) riporta Luciana a Rio, accompagnata dal medico di fiducia della famiglia, insieme con Helena e Osmar.


 

L'arrivo in città è drammatico, perché tutti si ritrovano davanti una situazione decisamente difficile. Anche Miguel, di solito allegro, simpatico, anche se non risparmia a Luciana i suoi sorrisi, appare molto preoccupato, mentre fa i test per verificare le sue reazioni. 


 

Purtroppo il verdetto è quello dei medici giordani: la giovane è tetraplegica, ovvero non solo non potrà camminare, ma è paralizzata dal collo in giù. L'intervento delicato a cui sarà sottoposta le permetterà di bloccare il progredire della lesione e di avere qualche speranza di miglioramento.


 

La notizia travolge tutti i presenti, dai genitori ai fidanzato, sconvolgendo anche Helena che si sente responsabile dell'incidente. Jorge chiede di poter essere accanto alla fidanzata durante l'intervento, che è lungo e delicato, ma al risveglio, Luciana è scoraggiata e cerca di allontanare da sé Jorge, convinta che non tornerà mai più quella di un tempo.


 

I suoi sogni di gloria, l'impressione di poter ottenere qualsiasi cosa, si sono frantumati contro la realtà drammatica che l'ha travolta e in questo momento la ragazza non riesce a vedere oltre, imprigionata nel suo corpo e nelle circostanze. Dovrà davvero lavorare molto per poter imparare a vivere di nuovo.


 

Questa manciata di episodi si guardano trattenendo il fiato per l'emozione violenta e la drammaticità e anche se l'intento iniziale degli autori era quello di incentrare la storia su Helena, il suo senso di colpa è relativo, rispetto all'enormità della tragedia che ha colpito Luciana.

venerdì 30 aprile 2021

VIVER A VIDA - Un tragico destino (47-52)

 


Nel litigio precedente alla partenza da Petra, Luciana, presa dalla rabbia infantile e ingiustificata nei confronti di Helena, le augura di morire, ma la ragazza reagisce dicendole che, invece, lei le augura di vivere, vivere davvero, per scoprire che cosa significa crescere, imparare, maturare. "Cresci, prima che sia il dolore a dovertelo far fare!".


 

E il dolore nella vita, purtroppo, arriva sempre. Nel caso di Luciana era proprio dietro l'angolo. Il pullman che la trasportava, lungo la strada che collega Petra ad Amman, nel cuore della notte, sbanda per delle pecore che attraversano la strada e finisce in un dirupo. La macchina di Helena era dietro di loro, ma quando arrivano sul luogo dell'incidente, con la polizia e le ambulanze, si rendono conto che si tratta del veicolo che trasportava tutte le ragazze della sfilata.


 

Luciana è quella più grave di tutte. Viene portata d'urgenza in ospedale, accompagnata da Helena e poi da Osmar che le raggiunge poco dopo. Le sue condizioni sono molto serie e i medici reputando che debba essere sottoposta a un intervento immediato per bloccare la lesione alla colonna cervicale, che potrebbe lasciarla paraplegica.


 

La produzione si concentra bene sulla tensione, sul senso di colpa di Helena, sul bisogno di chiamare la famiglia e dare una notizia sconvolgente come questa. Alla fine sarà Marcos, il marito infedele, che prenderà però la situazione in mano, occupandosi di inviare un loro medico sull'aereo che dovrà riportare Luciana in Brasile con la massima attenzione.


 

La notizia dell'incidente arriva come una deflagrazione nella casa di Tereza, tra gli amici e tutti sconvolti, aspettando il suo ritorno, senza sapere bene che cambiamento apporterà nella vita di Luciana.

Don Juan Tenorio di José Zorrilla

 


Il mito di Don Giovanni nella letteratura è piuttosto antico. Comparve per la prima volta nel seicento, nell'opera di Tirso de Molina L'ingannatore di Siviglia e il convitato di pietra, per poi essere ripreso in una tragicommedia di  Molière. Da lì questo personaggio, che simboleggia ormai l'immagine del seduttore, alla stregua del Casanova, è stato utilizzato da infiniti autori, poeti, drammaturghi vari. 


 

Il mio incontro con lui è avvenuto con un testo spagnolo, DON JUAN TENORIO di José Zorrilla del 1866,  versione a lieto fine e idealizzata del Don Giovanni in cui alla fine il seduttore si redime del male fatto. Siamo in pieno clima romantico e anche la struttura del dramma è diversa dal solito. Ci sono due parti, ciascuna divisa in più atti. Tra la prima e la seconda trascorrono cinque anni. 



 

La storia inizia la notte di Carnevale, quando, in una locanda, si incontrano don Juan e don Luis Mejía, due seduttori e libertini, che un anno prima si sono sfidati con una scommessa, su chi dei due avrebbe ucciso più uomini in duello, avrebbe sedotto il numero maggiore di donne. Don Juan risulta vincitore, ma Don Luis, non pago, lo sfida a un'altra impresa mitica, quella di riuscire a sedurre una novizia. 


 

Don Juan, spavaldo, non solo accetta di farlo, ma gli dice che riuscirà a sedurre anche la sua fidanzata,  doña Ana de Pantoja. Quello che ignora Don Juan è che ad ascoltare la sua nuova scommessa c'è don Gonzalo de Ulloa, padre di Inés, la ragazza che gli era destinata e che si trova in convento fin da bambina. L'uomo scioglie il loro fidanzamento, ma Don Juan riesce comunque a rapire Inés dal convento e a portarla a casa sua, dove, grazie alla sua seduzione, riuscirà a conquistare il cuore della giovane. L'arrivo di Luis, di cui ha sedotto la fidanzata, ma anche quella di Don Gonzalo, il padre di Inés, farà finire tragicamente l'incontro, costringendo Don Juan a fuggire in Italia.


 

Cinque anni dopo, Don Juan ritorna a Siviglia, ma al posto della sua casa trova un cimitero con le tombe di tutte le sue vittime, tra cui anche il sepolcro di Doña Inés, morta di dolore. Sconvolto, incontrerà due sue vecchi amici, che inviterà in una cena in cui il fantastico il reale si mischieranno, dando a Don Juan la possibilità di una redenzione finale. 



 

Le tematiche tipiche del romanticismo, come l'amore fatale e impossibile, il prevalere dei sentimenti sulla ragione, emergono potenti in questa nuova versione di Don Giovanni, dove l'eroe si lascia sedurre dal male, non per il piacere della dannazione, ma perché mosso da un'insaziabile bramosia di piacere e sarà l'amore, a differenza di altre versioni, a salvarlo dall'inferno che lo attende. Opera estremamente popolare e romantica che merita di essere riscoperta, anche in questa versione. 

giovedì 29 aprile 2021

SEGNALAZIONE: Ogni mia radice di Sara Mangione


 Oggi vi segnaliamo l'uscita del nuovo e intenso romanzo di Sara Mangione, OGNI MIA RADICE. Di seguito troverete tutti i dettagli.



Titolo: Ogni mia radice

Serie: Jackson’s Ranch #1

Autore: Sara Mangione

Uscita: 30 Aprile 2021

Genere: Contemporary romance

Formato: Digitale e cartaceo su Amazon e disponibile su Kindle Unlimited

Costo: 0.99€ ebook – 9.90€ cartaceo

Pagine: 300



TRAMA:


Misurato, controllato e passionale.

Einar Jackson vive a Seattle da ormai troppi anni e il ranch della sua famiglia è tutto ciò che gli manca. 

Quando torna in Wyoming non si aspetta di ricominciare a credere nell’amore, di riscoprire la passione tenuta sepolta per anni e di trovarla in Ilia.

E non dovrebbe desiderarla… perché è sua sorella.


Seria, selvaggia e intrattabile. Pochi sorrisi e zero smancerie. 

Ilia è una ragazza che vive l’attimo, è capace di isolarsi in un gruppo di persone, ma di rispondere in modo impulsivo a chiunque.

A costo di proteggere chi ama si trova a fare scelte difficili. Non poteva prevedere di riscoprire sentimenti e attrazione che aveva tenuto nascosti per molti anni. 


Obbligati nel ranch possono costruire un nuovo rapporto e mettere nuove radici. 

Confidenze, passione e un passato che sembra tormentarli, li spingerà a intrecciare le proprie vite come mai prima