lunedì 16 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - In cerca di guai (58)

 


Mi sento un po' come Mukkades, non tanto per la parte lussuriosa, che pur viene fuori quando fanno delle inquadrature al giovane Engin Akyurek, ma per la sottile irritazione e il sotterraneo timore che Fatmagul si sia infilata in una situazione pericolosa per eccesso di generosità.


La storia di Ozge sembrava in qualche modo slegata da quella dei nostri eroi  tranne per la funzione di convincere Fatmagul a non ritirare la denuncia contro gli Yaşaran  quando però la ragazza la va a trovare e le due interagiscono capiamo che ha deciso di abbracciare la sua causa.


Quando finalmente Özge rivela il nome del suo torturatore, scopriamo che si tratta del cognato che in un primo momento nega tutte le accuse. La  sorella non vuole credere  ma poi la vicinanza di Fatmagul l'aiuta anche ad andare dalla polizia per denunciare.


L'uomo reagisce in maniera violenta e si reca al ristorante deciso a vendicarsi della ragazza che ha incoraggiato l'altra fino al punto di indurla a parlare. Colpisce i vetro delle finestre con delle pietre e distruggere i tavoli fuori fino a quando Meryem non reagisce chiamando la polizia e due vicini intervengono per aiutarla.


E a dirla tutta questo era anche un momento di gioia per la famiglia soprattutto dopo che Kadir aveva parlato con Kerim dichiarando la sua intenzione di chiedere la mano della madre. Tutti lo incoraggiano, anche la terribile Mukkades che ha una certa propensione per le storie romantiche.


Tutto sembrava filare liscio come l'olio, anche se Mustafa è fuggito dalla polizia e dagli Yaşaran che vogliono solo usarlo per le loro vendette e quest'ultimi sono sempre più in crisi, costretti a confrontarsi anche con Meltem e sua madre per quanto riguarda l'azienda.


La serenità di Fatmagul è stato un traguardo difficile e lontano e adesso sembra lei che cerca di aiutare gli altri accogliendo Özge e la sua famiglia nella loro casa, proteggendola dal suo carnefice, mettendo a rischio la sicurezza di tutti, facendo infuriare Mukkades che le dice che nella casa ci sono due bambini piccoli e che non c'è spazio per altri guai.


Da qui la decisione, ahimé, di Kerim di andare a controllare la casa dove sono stati lui e Fatmagul, quella comprata nel bosco da suo padre Fahrettin, dove si nasconde Mustafa, inseguito dai suoi demoni e convinto che l'errore principale nella sua vita sia stato quello di lasciar andare Fatmagul, senza appoggiarla.


Lungi dal redimersi, il complicato personaggio di Mustafa finisce per commettere un'altra follia. Accecato dalla febbre, dalla paura della polizia che lo insegue, durante un temporale, vede Kerim arrivare e cercare di riparare il guasto alla centralina elettrica, che anche lui aveva trovato. Sentirlo poi parlare con Fatmagul è la fatidica goccia che fa traboccare il vale ed ecco che il nostro eroe gentile, solo, nel buio della notte, cade come un eroe sul fronte, lasciandoci con il bisogno assoluto di correre da lui, di fare qualcosa per aiutarlo. I guai, anche se non te li vai cercando, ti trovano sempre!

venerdì 13 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - L'esempio (57)

 


In questo nuovo episodio le cose che succedono, come al solito, sono tante. Adesso che Erdogan ha ritirato l'accusa, ma ha dichiarato di essersi intrufolato nella casa di Fatmagul, la guerra è aperta, ma in realtà sotto attacco è lo stesso Erdogan che, resosi conto di essere perseguitato da Mustafa, per opera dello zio, comincia a perseguitare il ragazzo, che non pensa ad altro che a come fuggire da Istanbul e andare lontano.


Resat vuole sbarazzarsi del nipote che reputa colpevole di tutto quello che gli è successo, ma allo stesso tempo Erdogan non è certo uno stupido e cerca di salvarsi dagli attacchi che piovono da tutti i lati. Perihan si è stancata di accettare qualunque decisione del marito e ha protetto Fatmagul in questa occasione, guadagnandosi il rancore della madre di Erdogan che sperava di salvare il figlio.


E mentre Kadir Bey confessa a Kerim i  suoi sentimenti per Meryem, sperando di trovare il coraggio poi per confessarli anche a lei, non dimentica le indagini che sta portando avanti, anche grazie a Omer, il suo socio. I due hanno trovato i video che dimostrano che Erdogan stava inseguendo Fatmagul nel famoso tunnel dove Rahmi lo ha aggredito e sperano che questo possa portare nuove prove di quello che la ragazza ha subito anche dopo la violenza da parte della famiglia Yasaran.


Ma guardando i video scoprono anche che a seguire Erdogan c'era Mustafa, sicuramente non con buone intenzioni. La denuncia porta Erdogan in caserma per un chiarimento, mentre Mustafa, temendo di compromettersi (lui ancora fugge dal delitto del povero Vural!), si dà alla fuga, coperto da Hacer che, innamorata del marito e pronta a dargli un figlio, non sembra voler fare quel passo che la libererebbe definitivamente da un personaggio così pericoloso e ambiguo.


Ha ragione Fatmagul quando risponde a Kerim dicendo che per lei Mustafa è esattamente come gli altri che le hanno fatto del male, ma in realtà anche il nostro Kerim si sente in qualche modo ancora colpevole, sentimento che, ahimé, non credo lo lascerà mai.


L'incontro con la ragazza di cui le ha parlato la donna che l'ha convinta a non ritirare la denuncia, è il momento apice dell'episodio. Di per sé non aggiunge nulla, né nulla toglie, apparentemente, ma la verità è che serve per mostrarci come Fatmagul abbia fatto un percorso importante verso la guarigione. Anche lei era sconvolta e traumatizzata, non a caso Kerim la rivede in lei e non sopporta di rimanere nella stessa stanza, cercando rifugio in macchina.


È Fatmagul che la sprona, le parla, cerca di indurla a parlare, ma in un primo momento non riesce. L'incontro serve anche per farci capire che lei vede ormai Kerim con occhi diversi, ma il resto del mondo e lo stesso Kerim ancora non riescono a fare una differenza netta, anche se i suoi sentimenti per lei sono profondi e sinceri.


Sarà sul finale che Fatmagul, grazie sempre all'incredibile Mukkades, si renderà conto del perché del silenzio assoluto di Ozge, la ragazza violentata, e di chi sia il nemico che la ragazza deve affrontare.

giovedì 12 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Il ricatto (56)


Lo sapevo fin dalla scena in cui il povero Rahmi, per salvare la sorella, colpisce con una pala la testa dura di Erdogan, mandandolo letteralmente in ospedale. Questo capovolgimento di ruoli e situazioni mi ha preoccupato fin dal principio ed eccoci arrivati alla solita proposta indecente e al tentativo, portato avanti dagli Yasaran, di sfruttare la situazione a loro vantaggio.


In un primo momento le condizioni di Erdogan sembrano particolarmente complicate e tutti temono per la sua vita, anche Fatmagul e Kerim e non certo perché sono preoccupati per lui. Il povero Rahmi, davvero un pesce furo d'acqua, in un ambiente come il carcere ha davvero poche possibilità di sopravvivere. Lo deridono, lo stuzzicano, cercano di provocarlo. Ma lui è di un candore che anche il più bruto degli uomini dovrebbe provare un briciolo di tenerezza.


Fatmagul è disperata, mentre Kadir Bey, che era andato ad Ankara e sta tornando con degli amici, manda Omer per occuparsi del caso. La povera Meryem è divisa tra mille ansie: la preoccupazione per i suoi ragazzi, che sembrano non poter trovare pace, e l'idea che Kadir stia frequentando un'altra donna. A soffiare su quest'ultimo fuoco è la solita Mukkades che si diverte a provocare il prossimo.


In questa fase però Mukkades è in piena crisi, al pensiero che il marito finirà in carcere per aggressione.  Le condizioni di Erdogan migliorano, ma il ragazzo cerca di temporeggiare, istigato da Munir e da Resat, per accrescere l'ansia di Fatmagul, sottoposta a un vero e proprio ricatto: se ritirerà le accuse contro gli Yasaran, loro non denunceranno Rahmi per l'aggressione a Erdogan.


Il cuore della nostra eroina è diviso. Ho temuto, sono sincera che alla fine si piegasse a tutte le pressioni: il desiderio sincero di salvare un fratello amato e in difficoltà, la cognata che non le lascia un attimo di respiro, il piccolo Murat che prova anche a fuggire di casa per metterle pressione e far tornare a casa il padre. Ma per fortuna c'è Meryem, la roccia, la donna che per gli altri è sempre un appoggio solido, una presenza costante, anche se poi, quando si tratta del suo cuore, ha mille insicurezze e fragilità.


Lei cerca di farla ragionare, le porta tutte le lettere che le hanno scritto altre ragazze in difficoltà e un giorno al ristorante accompagna la madre di una ragazza che ha subito violenza e che le racconta come lei sia cambiata dopo quello che ha vissuto, di come non sorridesse più, non parlasse più fino al giorno in cui lei è comparsa in televisione e la sua storia, la sua determinazione, l'hanno indotta a sperare che si potesse avere giustizia.


Fatmagul piange e si rende conto che non può chinarsi, non può accettare il ricatto degli Yasaran. Così quando Munir le chiede se è disposta a ritirare le accuse, lei rifiuta. Ma intanto a facilitare il tutto arriva Perihan, sempre più esasperata da quello che sta succedendo, dalla morte di Leman, da come la famiglia di Vural si sia distrutta, e da come la sua invece continui a tormentare una povera ragazza che ha solo subito da loro.


Così, nonostante le difficoltà dell'incidente, si reca in ospedale per dire a tutti gli uomini della sua vita (marito, fratello, figlio e nipote), che non permetterà che continuino a infierire su Fatmagul e che ritireranno la denuncia, altrimenti lei parlerà e racconterà tutta la verità. Costretti, alla fine ritrattano, ma Erdogan scopre che Kerim era andato a parlare con la dottoressa Nil, raccontandole quello che stavano facendo, sfruttando la situazione per ricattarli. 


Risentito, decide di rovinare la cena per il ritorno di Rahmi a casa, in uno di quei rari momenti di felicità che è concessa a questa sgangherata famiglia. Mentre stanno ridendo, ballando e interagendo tra di loro, Erdogan chiama Fatmagul, solo per dirle di indossare con calma il vestito da sposa che conserva nell'armadio, di fatto rivelandole di essersi introdotto nella casa e nella sua stanza, senza che loro se ne rendessero conto. E questo pone fine alla gioia e alla serenità! Il carcere è poco per Erdogan!

mercoledì 11 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Un nuovo colpo di scena (55)

 


Tra tutte le cose che potevo immaginare per sbloccare la situazione e allontanarci dall'obiettivo che sembrava prossimo, la condanna di Erdogan e Selim, non avrei mai immaginato che arrivassero a usare il più innocuo e pacifico della storia, quel Rahmi che fa tenerezza praticamente in ogni frammento della storia, che adora la sorella sopra ogni cosa e che vive terrorizzato dalla moglie despota che il destino gli ha trovato per aiutarlo nella vita complicata che gli è toccato di vivere. 


Eppure gli autori, con un colpo maestro, mentre vediamo la povera Fatmagul rivivere nel suo sguardo terrorizzato, mentre si trova bloccata in un tunnel di un sottopassaggio, il suo incubo peggiore, trovandosi faccia a faccia, da sola, con Erdogan, il peggiore di tutti, la mano gentile, amica di Rahmi la salva, con un colpo degno di Kerim, preso dalla peggiore rabbia.


La pala che colpisce Erdogan libera il braccio di Fatmagul che l'uomo aveva afferrato nel tentativo di convincerla a ritirare la denuncia, ma la violenza della reazione della ragazza fa scattare in Rahmi il timore che lui voglia farle nuovamente male e il suo intervento scatena tutta una serie di conseguenze. Fatmagul chiama Kerim per dirgli quello che è successo, mentre arriva l'ambulanza, la polizia e tutto il mondo.




Rahmi fa tenerezza con il suo ripetere: "Ben vurdum...o vurdum... Ben..." (Io l'ho colpito) a chiunque lo fermi. Ovviamente lo dice ripetendo mille volte di aver salvato la sorella, ma la polizia non ha altra possibilità di arrestarlo e portarlo in carcere. Ed eccoci dunque, in tutto l'episodio, a soffrire di un fastidio sottile, persistente, che ci fa leggermente rabbrividire.


I buoni sono in carcere, i puri, gli innocenti, mentre gli aguzzini li vediamo nelle vesti della vittima. Nil, la dottoressa, che Erdogan desidera nella sua vita, è al suo capezzale, confusa da tutto quello che sta succedendo e l'umore ballerino della stampa riprende a oscillare a favore degli Yasaran.


Chi è diviso tra la preoccupazione (perché avrebbe voluto che la dinamica si svolgesse in modo diverso e che fosse Mustafa a risolvere il problema) e che allo stesso tempo cerca di vedere come trarre il meglio dalla situazione è il viscido Resat Yasaran.


Lui odia Erdogan che ormai vede come il nemico e allo stesso tempo punta a salvare l'inutile figlio dal processo e da tutta la situazione. Quando giunge la notizia che Leman è morta, gettandosi dalla finestra della clinica dove era ricoverata, l'unico che la piange sincero sembra essere il viscido Munir, che con lei aveva condiviso qualche momento di piacere, ma la sua morte sembra troppo provvidenziale.




Tra un colpo di scena e un altro, tutto sembra andare contro i nostri poveri eroi. Rahmi viene portato in prigione, Fatmagul lo incontra solo per pochi momenti ma quando nei corridoi del commissariato si incrocia con Munir, quest'ultimo le fa il ricatto che potrebbe cambiare nuovamente il corso del suo destino. Ritireranno la denuncia contro suo fratello se lei farà altrettanto con quella sullo stupro. Che cosa farà adesso? So che Fatmagul ama Rahmi al di sopra di ogni cosa, ma il mio cuore si ribella al pensiero del ritiro della denuncia. Speriamo che gli autori ci sorprendano.

martedì 10 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Un nuovo arrivo (54)


 La vita è fatta di tante cose, di momenti di dolore, di momenti di gioia, come una serata davanti alle stelle, e al fuoco, con un libro di poesie tra le mani, di baci accennati, di speranze riaccese, di desiderio di andare avanti. Ci sono ricordi tristi, difficoltà, ci sono separazioni e addii, ma anche nuovi arrivi, come la piccola Elif, arrivata nella famiglia Ketenci, dopo varie avversità. 


Mentre Fatmagul e Kerim decidono di lasciare il loro rifugio in mezzo al bosco, dopo una notte in cui la gioia di un primo bacio sembrava essere pronta ad aprire un nuovo capitolo nella vita della nostra protagonista, ma che si è subito dopo trasformata in un incubo che durante la notte riaccende tutte le paure che lei si porta dietro.


Nel sogno Kerim compare accanto a Erdogan e Selim, ritornati a tormentarla, mentre lei indossa l'abito da sposa che il marito le ha regalato. Pur amando Kerim, non riesce a fidarsi completamente di lui e la paura del passato è ancora troppo forte per andare avanti. 


I due decidono di lasciare il loro isolamento per poterle permettere di vedere la dottoressa. Lasciare il rifugio dove sono stati alcuni giorni, i ricordi che Fatmagul si porta dietro sono felici, si rende conto la ragazza e lasciare il posto diventa più difficile di quello che crede, ma il ritorno è necessario.




Mukkades ha dato alla luce la piccola Elif, nome scelto dal fratellino Murat. Pur essendo prima del tempo, la situazione di stress ha indotto un anticipo del parto. Meryem la aiuta a partorire mentre arriva l'ambulanza e quando i medici arrivano, la bambina è appena nata.


Trasferiti tutti in ospedale, quando Kerim e Fatmagul arrivano la nuova venuta è già tra loro, portando serenità, pace. La ragazza spera di poter, un giorno, costruire la sua vita e la sua famiglia, è quello che confessa alla dottoressa, desiderando formare una famiglia proprio con Kerim, ma il problema, oltre alle sue paure e alle sue insicurezze, sono quelli che farebbero ormai di tutto per cancellare il passato e le sue conseguenze.


Erdogan è sempre più irrequieto, essendosi reso conto che le conseguenze delle sue azioni sono un peso notevole che non riesce a lasciarsi dietro. Aver visto Nil che comincia a frequentare un altro uomo, riaccende il suo fastidio e la sua decisione di costringere Fatmagul a ritirare la denuncia.


Selim è preoccupato che possa avere una delle sue idee pericolose che li hanno trascinati nel disastro, ma nel frattempo si acutisce soprattutto lo scontro con suo zio Resat Yasaran che vorrebbe davvero chiudere con lui e per questo è pronto ad allearsi persino con il pericoloso Mustafa.


E così arriviamo alla scena finale, terribile, di Erdogan che segue Fatmagul dopo il suo colloquio con la dottoressa. Lei è ignara di essere seguita proprio dall'uomo che le ha rovinato la vita e quando chiude la conversazione telefonica con Kerim, che l'ha chiamata curioso del suo incontro con la dottoressa, la voce di Erdogan che la chiama, nel sottopassaggio dove lei si ritrova, sembra tirare giù il velo del tempo e farla precipitare indietro. Sembra non esserci pace per la povera Fatmagul.

lunedì 9 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Una casa in mezzo al bosco (53)


In questo genere di storie, a un certo punto, c'è sempre una casa in mezzo al bosco dove i nostri protagonisti trovano rifugio e che concede loro intimità, un momento di confronto, di calma, di scontro. A volte è solo temporaneo, a volte è un simbolo. In SEFERIN KIZI la casetta cambia con il cambio della protagonista, diventa luminosa e serena, con l'addio della tormentata Nare. In CALIKUSU è il luogo dove la protagonista gioca a essere una moglie, grande, confrontandosi con l'amore adulto. C'è sempre una casupola, un luogo che offre quell'intimità che le famiglie turche, numerose, chiassose, presenti, calorose, non permettono ai nostri protagonisti.


Kerim e Fatmagul sono assediati dalla stampa. Le notizie ruotano, sono aggressive, ormai la verità si confonde con le bugie. C'è qualche giornalista che ancora li sostiene, ma ormai gli Yasaran sono entrati nel gioco e con il loro potere cercano di orientare la stampa che tormenta la povera Fatmagul, ritraendo i suoi sorrisi, sottoponendola al giudizio. Come fare per salvarsi? 


Viene proposto di mandarli via per un periodo, per permettere alle acque di calmarsi e che posto migliore se non la casa isolata dove Fahrettin aveva dato rifugio a Hacer? La casa in mezzo al bosco, lontano dai rumori e dagli affanni. 


Kerim e Fatmagul arrivano pieni di entusiasmo. Bisogna dire che siamo al punto della storia in cui entrambi sono innamorati, ma hanno difficoltà ad avvicinarsi anche fisicamente. La solitudine del bosco permette loro di ascoltarsi, di interagire, di aprire ancora di più il loro cuore. Lunghe passeggiate, la quotidianità fatta di poesie, di giochi di tavola, di complicità.


Arriverà anche un grosso cane bianco, Lodos, a cui entrambi si affezioneranno e a cui cercheranno di ritrovare i padroni, anche se nel fondo del loro cuore sperano di non trovarli per poterselo tenere. Non sarà così, ma questa condivisione permetterà ancora un passo avanti, più vicino, fino alla sera in cui, seduti fuori, davanti al fuoco, con Fatmagul che ha preso in prestito il libro di poesie di Orhan Veli Kanik che Kerim stava leggendo qualche sera prima, non arriveremo al fatidico bacio.


Anche il movimento impercettibile di Karim sulla panchina, per avvicinarsi ancora di più a lei, mostra come il momento sia giunto e negli occhi di Fatmagul non c'è più paura nei suoi occhi, non c'è più timore nei suoi confronti, solo un barlume di desiderio che porta al bacio, appena accennato, tra i due, ma che apre un mondo nuovo di infinite possibilità.


Intanto nel mondo altro, quello dove sono rimasti gli altri, succede di tutto. I giornali riportano la notizia del lavoro di Hacer, spifferato da Mukkades per neutralizzare l'intervista di Mustafa che rischiava di far apparire Fatmagul ancora una volta come colpevole. E Mustafa, stanco di dover accettare tutti i ricatti degli Yasaran, decide di rintracciare Yasemin, la donna che hanno usato per poter far cadere Turan, il padre di Meltem, nella loro trappola.


Ricatto su ricatto. Se loro utilizzeranno la sua confessione dell'omicidio di Vural, lui li trascinerà con sé. E intanto Meltem scopre che c'è un nuovo testimone, la domestica di Perihan, spaventata però da Resat che arriva a minacciare anche sua nipote. La guerra continua, eppure, lì, in mezzo al bosco, in quella casa solitaria, tutto sembra più tranquillo e pacifico e la felicità decisamente possibile.