Ogni vita è preziosa, anche quella che apparentemente sembra inutile, quella che è servita solo per il mare, che ha lasciato una traccia terribile nell'esistenza del prossimo, perché fino alla fine c'è sempre la possibilità di fare del bene, quel bene che, sulla bilancia dell'esistenza di un essere umano, può incidere in maniera significativa, capovolgendo il resto. Il male non si dimentica, ma il bene riscatta. Questo sembra il messaggio finale di questa serie breve, ma intensa che presenta qualche difetto (una castità eccessiva che, pur non determinante, mi resta come un elemento eccessivo in una storia dove la componente romantica ha un ruolo così importante, e un rallentamento, anche se breve, ma che si poteva evitare nella parte finale), ma che decisamente è un prodotto riuscito.
Kadim sacrifica la sua vita per Efe, riscattando l'omicidio del padre di lui, commesso sì per salvare la figlia, ma pur sempre un omicidio terribile. Dà la sua vita salvandolo e in qualche modo si riconcilia con se stesso sul finale, lasciando la povera Efruz nuovamente da sola, ma forte e determinata, decisa a riconquistarsi un posto nel mondo, a imparare a vivere con il suo dolore. Al suo fianco, incredibilmente, troviamo un personaggio assolutamente distante da lei, quel Bora fascinoso e interessante che tutte le donne desideravano e di cui lei non aveva assolutamente sentito parlare fino a quando la sua vita non si intreccia con quella di Nisan. Ma una dottoressa, dopo tutto quello che ha vissuto Bora, sembra davvero naturale e giusto.
Ma nel frattempo tutto l'ultimo episodio, dopo il riscatto di Nisan ed Efruz dalle mani dei delinquenti che le avevano rapite, è concentrato sulla sua malattia, sui tentativi disperati di Efe di trovare Seda, per chiederle di sottoporsi al test della compatibilità genetica perché lei è l'unica speranza di salvezza per la sorella.
Seda ha vissuto una vita piena di conflitti, con se stessa, con il mondo. Mete è stato l'unico amore della sua vita, l'unico che in qualche modo le ha dato l'illusione e la speranza di poter finalmente essere felice. Quando lui è cambiato (o meglio è morto ed è stato sostituito dal fratello) il conflitto dentro di lei è dilagato, cercando un nemico con cui prendersela e Nisan era quella più vicina, anche perché il nuovo Mete sembrava davvero innamorato di lei.
Dopo la scoperta che l'uomo l'ha sempre amata, ma è stato ucciso, il dolore l'ha travolta e intorno a sé ha fatto terra bruciata. Disperata e sola per tutto quello che le sta succedendo, ha deciso di andare via e di abbandonare ogni cosa. Rifugiatasi nella casa che un tempo era di Mete e dove hanno vissuto momenti di felicità, pensa di farla finita, non considerando la sua vita importante. Efe la trova proprio quando è sul punto di farla finita, pregandola di aiutare la sorella. Seda rifiuta ma il giorno dopo si presenterà in ospedale, conscia che la sua vita, che voleva terminare, potrebbe davvero essere importante.
Siamo alle ultime battute, tutto sempre andare verso l'armonia. Efe organizza, con la complicità di tutti, un matrimonio in ospedale, prima dell'intervento, convinto che saranno felici, sicuro che ce la faranno. Nella vita reale potrebbe anche non essere così, ma qui speriamo e ci crediamo perché tanta disperazione deve pur trovare un suo equilibrio giusto sulla bilancia della vita.
Ed eccoci proiettati avanti nel tempo, dopo l'intervento, dopo la sofferenza, con tutti i personaggi che hanno finalmente realizzato qualcosa. Efruz e Bora si frequentano assiduamente e dalla loro complicità capiamo che è nato un amore. La dottoressa ha anche ripreso a esercitare e la sua vita, anche se senza la famiglia d'origine, ha costruito un suo senso. Burak e Nadide hanno aperto un loro ristorante, dove Fatma aiuta assiduamente, Seda è una donna in carriera, potente e stimata, ma il nostro interesse è tutto per la coppia sulla spiaggia, sul loro futuro roseo, felice, dove l'amore ha finalmente trovato il suo cammino.
Serie interessante, la cui trama, sono sicura, ha ispirato la serie brasiliana creata da Lícia Manzo, UM LUGAR AO SOL. Non a caso il titolo richiama quel SOLE (Güneşi) che troviamo anche qui, con un fratello che "usurpa" l'identità dell'altro anche se qui per scoprire la verità e non per una rivendicazione di felicità che nel caso dell'altra storia non era toccata al fratello più fragile. Storia comunque ben sviluppata, un po' lenta dopo la scoperta dell'assassino, ma per il resto decisamente piacevole. VOTO: 7
giovedì 2 aprile 2026
Kış Güneşi - L'importanza di una vita (18- Finale)
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