martedì 14 aprile 2026

Ölene Kadar - Oh passerotto è il mio cuore (10)

 


Ok devo dire una cosa, la metto nero su bianco. Ho sempre odiato Mercedes de IL CONTE DI MONTECRISTO. Proprio non sono riuscita a digerirla, né nel romanzo né in tutte le sue reincarnazioni televisive e cinematografiche. Ho provato in tutti i modi a capirla, ma in me è sempre rimasta l'insofferenza per la donna che si è sposata con uno dei confabulatori, mentre Dantes marciva in prigione. Per fortuna l'autore la pensava come me, e nel romanzo alla fine lui viene premiato con un amore nuovo, pulito e sincero. Nelle versioni televisive tutti hanno sognato di farlo mettere con Mercedes, ma io continuavo a provare astio per lei. Mi chiederete che cosa c'entri tutto questo farneticare sul CONTE DI MONTECRISTO con Ölene Kadar? In realtà, a ben vedere ci sono tanti elementi: il complotto, la condanna ingiusta, il carcere per anni dal quale ne esce fuori un uomo nuovo, la donna che lo aiuta, l'altra che lo ha tradito sposando il suo nemico, e questo mi induce ad arrivare al punto della situazione.


Beril, non c'erano le premesse perché tu potessi essermi simpatica, nonostante tutti i problemi che hai avuto, quello che hai sofferto, ma fino a questo episodio ti ho dato ancora qualche possibilità, ma adesso, dopo averti visto farneticare, arrabbiarti perché Daghan non ti ha svelato il suo piano, dopo aver capito che quello che vuoi è solo ricostruire una famiglia che non hai avuto la fede di credere possibile, e soprattutto dopo averti visto complottare con "l'assassino samurai" che è il padre naturale del pazzo di tuo marito, e consegnargli la povera Selvi, non posso che cancellarti dalla mia esistenza. Spero che gli autori ti abbiano punito!


Intanto però quello che ci cattura è Selvi, la ragazza sventurata, malata che ha ceduto, bambina, alle pressioni degli adulti e che ha incolpato un uomo innocente, finito in carcere per 11 anni e che lei poi, mossa dal senso di colpa, ha cercato di salvare in tutti i modi. Ed ecco il nostro Daghan davanti alla verità, nuda e cruda, che gli svela come il suo cuore, come un uccellino spaurito, continui a battere per il cacciatore, o meglio per la donna che ha rovinato la sua vita. Ma come si può odiare una bambina malata assetata solo di vita? Se lo chiede disperato, mentre cerca di mettere distacco tra quello che prova e quello che gli è successo.


Selvi si sente ancora colpevole, si allontana da lui, ritorna a casa, pensando però di fuggire via, di mettere distanza, di raccontare la verità su tutto quello che è successo, peccato che lo psicopatico del samurai ha tirato fuori dalla sua ciotola un nuovo nome, proprio il suo, l'avvocato che ha salvato Daghan dal carcere. Adesso tocca a lei passare a miglior vita e quando l'assassino le invia un sicario che la insegue per le strade di Istanbul, pronto a freddarla crudelmente, faccia a faccia, solo l'arrivo di Daghan, che ha temuto per la sua vita, la salva dal disastro. Lui la porta nella sua casa, dalla sua famiglia, e Selvi viene accolta, nonostante le reticenze. Tra loro ci sono momenti preziosi di confronto, di tentativo di spiegazione, di avvicinamento, ma restano divisi da un muro alto. "Non perdonarmi!", gli chiede Selvi, sussurrando nella notte, mentre tutti dormono. "Ti ho rubato 11 anni della tua vita, non merito il perdono". "Non ti ho perdonato. Non ti perdonerò, ma come posso odiare una bambina che voleva vivere?". Difficile immaginare un futuro sereno per loro, che le tenebre finiscano e che ritorni la luce.


Intanto il pazzo samurai si incuriosisce per l'avvocato che riesce sempre a sfuggirgli e, dopo aver visto le foto di lei alla festa dell'azienda di Ender, chiede a Beril, che ha notato il suo interesse, di fargliela conoscere. Non è tanto il desiderio di un amico di famiglia di conoscere una bella donna che fa scivolare Beril, ma la sua aria soddisfatta, il modo in cui pensa di sbarazzarsi della rivale. Ma davvero puoi credere che avrai la possibilità di riconquistare un uomo che hai abbandonato in carcere, il cui figlio lo ha affidato nelle mani di uno psicopatico? Selvi cade nella sua rete, presentandosi a casa del suo assassino, mentre nel frattempo Daghan ha attirato i suoi nemici, grazie anche all'appoggio di Mehmet, in un hanger dove li costringe a confessare, davanti a una telecamera, tutti i loro delitti. Yilmaz tace, o meglio viene salvato dalla confessione dei propri crimini dall'arrivo della polizia, sulle tracce di Daghan dalla morte del poliziotto corrotto. Lo arrestano e lo portano in carcere. Temiamo che nulla, questa volta, lo salverà, anche perché non sappiamo quello che succederà al suo avvocato. Ma la proposta che arriverà dalla polizia spiazzerà lo spettatore, rimescolando nuovamente tutte le carte. A questo punto che cosa succederà? Daghan accetterà la proposta della polizia? E Selvi si salverà dal pazzo del padre di Ender?

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