venerdì 10 aprile 2026

Ölene Kadar - In nome di Dio (6)


Il titolo di questo episodio in turco è "Vira Bismillah", espressione di origine araba che significa "Nel nome di Dio" usata per invocare la benedizione di Allah prima di iniziare un'azione e sicuramente l'azione, in questa puntata, è quella a cui punta il nostro eroe, che ha scoperto un giocatore chiave, quell'amico d'infanzia di Beril che in realtà l'ha sempre amata e che ha cercato di usarlo per avvicinarsi a lei.

 


Adesso sa che l'odio che ha distrutto la sua vita arriva da quel punto, ma sa anche che Selvi, l'avvocatessa che è arrivata come una luce, a tirarlo fuori dal carcere, è in qualche modo coinvolta, anche se il suo amico di prigione cerca di farlo ragionare. Le bare da preparare sono tre, quindi oltre a lei e Selvi c'è anche qualcun altro coinvolto.


Daghan cerca di scavare nel passato della donna, di capire che cosa nasconda. Si reca anche all'orfanotrofio per indagare e scopre nuovi tasselli della storia: il suo passato di mendicante, un ricovero in ospedale e un intervento pagato con tantissimi soldi dalla fondazione di Ender, che la donna quindi deve conoscere da una vita. 


Nel frattempo però anche Vildan sta cercando di trovare indizi contro il loro nemico in comune. Anche se gli ha promesso di aiutarlo, pur di salvare suo fratello, il suo scopo è quello di convincere Daghan a dimenticarsi della vendetta, a continuare con la sua vita, senza riaprire un capitolo doloroso come quello del passato. Ma come può un uomo che ha perso undici anni della propria esistenza, dimenticare? Lui sa che qualcuno di proposito gli ha fatto del male. Adesso è convinto che il colpevole sia Ender e a tale scopo si allea anche con Saika, la sorella di Ender, risentita nei confronti dell'uomo che le ha bloccato i fondi.


La donna si allea con il suo nemico, organizzando con lui il colpo di scena che vedremo alla fine dell'episodio. Intanto però Daghan continua a frequentare Selvi e il rapporto tra di loro sembra stringersi sempre di più, tanto che la zia della ragazza è convinta che lei sia assolutamente innamorata. E l'attaccamento di Selvi nei confronti di Daghan appare evidente nel modo in cui lo cerca, nel modo in cui lo aspetta. Siamo arrivati anche al fatidico primo bacio, molto più poetico che concreto, ma ormai sappiamo che fa parte di questa cultura e che spesso ci offrono una versione blanda e poco carnale dell'amore. Lo accetto, al fronte anche della castità assoluto di KIS GUNESI che ho visto prima di questa serie e che è assolutamente piacevole da guardare, nonostante un'eccessiva castità.


In questa serie, tutto è giocato sull'attrazione, l'attesa, una passione che si percepisce, ma non si vede. Daghan è preso da Selvi, ma non si fida di lei e non si capisce se l'avvicinamento a lei è guidato dall'interesse per scoprire che cosa gli stia nascondendo o da un sincero interessamento. Certo quando la salva dal collega che voleva approfittare della situazione e dell'aiuto che lei in un primo momento aveva chiesto e che poi aveva respinto, rendendosi conto delle intenzioni dell'uomo, Daghan sembra davvero preoccupato da quello che le è successo.


Ma poi, l'invito a cena, la sorpresa organizzata per la quale Selvi si prepara come se dovesse andare all'Opera, è tutto parte di un piano, quello ordito con Saika, e che spiazza tutti gli altri personaggi, in quanto il Dottore, come lo chiamano tutti, si presenta alla cena organizzata e viene presentato a sorpresa come il nuovo socio, ma intanto il fratello di Vildan blocca un'auto dove credeva stesse viaggiando Daghan e che chiaramente aveva l'incarico di uccidere ed elimina Osman, che era uno dei pochi che ci strappava qualche sorriso in questa serie dal ritmo incalzante, ma dalle tinte decisamente oscure. E poi come può aver fatto quello che ha fatto? E adesso? Che cosa succederà?

Nessun commento:

Posta un commento