Tra le varie dizi raccomandate in giro nel web mi compariva ripetutamente questa serie, KUZGUN (Il corvo), con attori per me al momento sconosciuti, Barış Arduç, nel ruolo del protagonista, e la biondissima e algida Burcu Biricik, che a guardarla la si immaginerebbe come un'attrice tedesca piuttosto che turca. La trama mi sembrava abbastanza simile a molte altre storie di vendetta, ma dopo OLENE KADAR avevo bisogno di uno stacco da personaggi noti e ho deciso di provare con questa storia, molto osannata in giro. Ed eccomi che, dopo solo un episodio, anche se piuttosto lungo (qui ogni puntata dura come minimo due ore, due ore e mezza), subito ci si ritrova agganciati in questa storia dove Kuzgun è un uomo con un passato drammatico.Vent'anni prima, a Istanbul, due poliziotti, Yusuf e Rifat, dividono il lavoro e la vita. Sono colleghi e compagni, abitano l'uno di fronte all'altro e darebbero la vita reciprocamente per l'amico. Yusuf è sposato con Meyem e ha tre figli (due maschi e una femminuccia) e Rifat ha due bambini, la biondissima Dila e Ali, ma soprattutto una moglie fragile e malata. Mentre Dila e Kuzgun, il figlio di Yusuf, sono amici del cuore, i due poliziotti vengono coinvolti in un'operazione pericolosa, dove devono catturare un signore della droga, Şeref. Durante l'incarico un poliziotto, loro collega, viene ucciso e Seref tenta entrambi con la corruzione. Yusuf rifiuta, ma lo spettatore capisce che l'altro, Rifat, è fortemente tentato.
La scena successiva ci mostra le due famiglie che sono in giardino pranzando insieme. L'arrivo di altri poliziotti pone fine alla loro gioia, perché una soffiata li ha portati sulle tracce di Yusuf, il poliziotto buono, che viene accusato di aver ucciso il collega e di essere corrotto. Nella sua casa verrà trovata della droga. La vicenda sconvolge la famiglia Cebeci e soprattutto il piccolo Kuzgun, che in questa occasione cadrà nelle braci del barbecue ferendosi una mano. In prigione Yusuf capisce il tradimento dell'amico (è stata trovata anche droga nella sua casa) e mette in guardia la moglie. Meryem non riuscirà però a fuggire perché degli uomini fanno irruzione nella sua casa e minacciano di portare via tutti i suoi figli se non consegnerà un video che ritraeva l'operazione. Costretta a rinunciare a uno dei tre, la madre farà il nome del piccolo Kuzgun portato via dai malviventi.
Anni dopo il giovane uomo che abbiamo davanti, a Nevşehir, un paesino della Cappadocia, è proprio Kuzgun che lavora come guardia del corpo. Un nuovo incarico che gli viene affidato è quello di occuparsi della sicurezza della bionda Dila Bilgen, che tutti noi sappiamo essere la figlia del poliziotto traditore. Tanti anni sono passati e l'uomo, ormai braccio destro di Seref, è diventato potente, ma la figlia Dila ha deciso di vivere lontano dalla Turchia e dalla famiglia. Questo rientro temporaneo è legato a un'attività benefica, per la fondazione di una scuola. Tra i due subito ci sono scintille, anche se Dila ignora la vera identità dell'uomo, che invece si ricorda di lei perfettamente.
Il fuoco ancora scorre tra di loro, anche se dopo una giornata passata insieme e qualche bicchiere di vino di troppo, Dila si proporrà a lui, che la respingerà in maniera netta. Piccoli elementi che ci fanno pensare che in realtà Kuzgun non ha dimenticato nulla del suo passato, anche se sostiene di essere morto e di essere, oggi, una persona nuova che si chiama Akca. L'uomo salva anche la vita della donna, mentre stanno andando in aeroporto, infatti, vengono seguiti da una macchina che cerca di buttarli fuori strada. Kuzgun salva la vita della donna, conquistandosi la riconoscenza di Rifat, che poco dopo lo chiamerà invitandolo a Istanbul.
Piano piano scopriamo mille particolari: Dila è ben lungi dall'essere la figlia di papà che immaginavamo, ma è una donna tormentata dal senso di colpa (un po' come Selvi in OLENE KADAR) per aver contribuito alla distruzione della famiglia di Kuzgun e della sua stessa vita. Lei sogna e spera che l'amico di un tempo possa tornare (questo era il suo desiderio nella famosa casa museo di Nevşehir legato a una sua ciocca di capelli). Sarà proprio così, spiazzando tutti e tutto. Lungi dall'essere l'uomo misterioso che finge un'altra identità per portare avanti la sua vendetta (Come Cesur in BRAVE AND BEAUTIFUL o Efe che finge di essere il suo fratello gemello per incastrare l'assassino del padre e del fratello in KIS GUNESI), Kuzgun attira Dila nel loro vecchio posto segreto, davanti all'albero dove si incontravano la notte per pregare per i loro genitori in missione, e qui le rivela di essere davvero lui l'amico d'infanzia.
Il giorno dopo si presenterà all'appuntamento con Rifat rivelando la sua identità e chiedendo un posto nel suo mondo, dichiarando di essere un uomo ben diverso da suo padre. Rifat diffida e ha ragione, ma la figlia lo supplica di assumerlo perché lei ha rovinato la sua vita e lui ha salvato la sua. A questo punto il padre cede, facendole però promettere che non tornerà a Londra. Lei felice accetta e poi accompagna Kuzgun nella sua vecchia casa. Ed è proprio quando la porta si chiude sul mondo che scopriamo tutto il piano di Kuzgun, che porta incisi sul suo corpo non solo mille cicatrici che ci raccontano di una vita difficile del bambino perso per le strade di Istanbul, con una sola scarpa, senza una famiglia che lo ha sacrificato, senza un padre ingiustamente imprigionato. Vediamo anche scolpiti sul suo corpo, incisi a fuoco i nomi di tutti i suoi nemici, quelli di cui vendicarsi, tra cui anche sua madre e Dila. La storia sarà ben diversa da quello che loro si aspettano.
Come inizio è decisamente interessante, le ambientazioni molto belle, anche con la parentesi in Cappadocia, i due attori catturano, la trama, pur presentando elementi scontati, ha un pizzico di originalità e sono curiosa di capire come Kuzgun pensa di far pagare tutti quelli che lo hanno fatto soffrire. Vedremo che la serie manterrà le promesse di questo primo episodio.








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