Ölene Kadar - Pazienza (9)
Che dire del nuovo personaggio arrivato in scena, come uno sterminatore, che, avendo preso in carico il destino del figlio sciagurato che gli è capitato in sorte, decide di eliminare tutti quelli che sono a conoscenza del delitto che ha commesso? Davvero un pazzo in una situazione già incendiaria che potrà portare solo al disastro. Temo per tutte le perdite annunciate e mi auguro che qualcuno fermi questo stillicidio.

Intanto l'episodio inizia subito con il tentativo di rapimento di Selvi, rinchiusa nella casetta del porto insieme a Daghan, con il quale non riesce proprio ad essere sincera. I due, accerchiati dagli uomini del Giorgiano, come lo chiamano, si ritrovano davvero al punto di essere crivellati di colpi. Si salvano per miracolo, grazie a una botola che permette loro di fuggire, ma in strada il litigio continua perché Daghan pretende la verità e Selvi continua a sostenere (in questo caso a ragione) di non sapere chi siano questi uomini e cosa vogliano da lei. Daghan interviene poco dopo, salvandola da un uomo che la voleva trascinare in auto e i due trovano rifugio in una casa in campagna, lontano dal mondo.

Tutti li cercano. Gli scomparsi sono tre: Daghan, Selvi e anche Ender, quest'ultimo prelevato e portato nella casa del padre, a cui la madre ha chiesto aiuto. Qui l'uomo racconta tutta la storia a Takin Bey, che prende su di sé l'incarico di aiutare lo psicopatico del figlio, facendolo, ovviamente, a modo suo e dimostrando che la genetica della follia non è uno scherzo. Intanto Daghan e Selvi si ritrovano a condividere gli spazi e l'intimità, soli rispetto al mondo, anche se ormai il nostro dottore ha imparato a condurre il gioco e sta muovendo tutte le pedine secondo un suo ordine.

Mentre cerca di spingere Selvi a confessare la verità su se stessa, chiama anche Beril, essendosi reso conto di chi sia davvero suo figlio. In qualche modo c'era arrivata anche Beril, ricordando quando, tornata a casa, aveva sorpreso Fahri festeggiare per la nascita di suo figlio, Özgür, stesso nome che la donna avrebbe dato al suo bambino. È lui il figlio avuto da Daghan, quello che il nostro dottore aveva incontrato a scuola.

Movimenti vari non ci vengono svelati, ma li scopriamo solo sul finale. Daghan, promettendo a Beril un futuro insieme e quella famiglia che non hanno mai avuto, la spinge ad andare a cercare il bambino, ma i suoi piani sono ben diversi. È chiaro che i suoi sentimenti sono cambiati e non è più Beril l'oggetto del suo amore. Il suo cuore grida Selvi, come le confessa una notte, pensando che lei stia dormendo, ma la sua ragione gli dice di non fidarsi, che lei non è sincera. "Quale Selvi vuoi?", gli chiede l'avvocato davanti allo specchio, quando stanno cercando vestiti da indossare nella grande casa che hanno occupato abusivamente e giocano sulla tipologia di vestito. La risposta di Daghan è sincera: "La vera Selvi", ma lei ancora una volta si sottrae.

Intanto il gioco continua. Tutti contro tutti. Beril porta Ozgur da Daghan, che però le fa una richiesta incredibile, quella di tornare da suo marito, fingere di voler costruire una famiglia con lui e con il bambino. Lo scopo è un altro, quello di mettere tutti i giocatori uno contro l'altro, per farli distruggere. Daghan ha anche capito che Yilmaz è legato a Selvi in maniera assoluta e, giocando la carta della minaccia alla donna, tenuta lontano dal resto del mondo, lo spinge a giocare dalla sua parte, trascinando Fahri, disperato per la scomparsa del figlio, fino alla casa di Ender.
E qui, in una scena chiave, mentre accende il cellulare per mostrare in diretta a Daghan quello che sta succedendo nella grande casa, Takin Bey inizia il suo gioco: Chi morirà per primo? I biglietti con i mille nomi sopra, messi nell'urna, e poi estratti, determinano l'avvio del massacro.
Selvi, vedendo la scena, e credendo che sia Daghan ad aver organizzato il rito macabro, che prima colpisce il poliziotto corrotto, comincia a gridare disperata, credendo che possa uccidere suo fratello e qui, senza che Daghan l'abbia pianificato, svela all'uomo la verità sulla sua identità, lasciandoci in sospeso, sconvolti come il nostro dottore, davanti alla rivelazione "Vildan benim!" (Io sono Vildan) che potrebbe capovolgere tutti gli equilibri.
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