KUZGUN - Scacco Matto (10)
Ancora una volta mi ritrovo a dover commentare un episodio che lascia lo spettatore senza fiato, con mille risvolti, sorprese, capovolgimenti che ribaltano la realtà e dove tutto sembra il contrario di tutto. Avevamo lasciato Kuzgun e Dila nel giardino, con lei che fa scudo con il suo corpo salvando la vita all'uomo che sosteneva (nell'ultimo periodo) di odiare, ma che in realtà è sempre stato il centro del suo universo. E Kuzgun? Decisamente fa tenerezza vederlo in questo stato, devastato anche solo al pensiero che lei possa morire, nel tentativo di salvargli la vita.

L'arrivo in ospedale, la sua disperazione, il modo in cui insiste con i medici perché la salvino, rivela come i suoi sentimenti siano diversi da quello che continua a sostenere anche con la madre Meryem, arrivata con Kartal. Lui dice di non amarla, ma non sono le parole che fanno peso sulla bilancia. Persino Ali, che è sempre stato suo nemico, non può che prendere atto di quanto sia disperato. Dila si salva, ma da quel momento Kuzgun sembra orbitare intorno a lei come un falco, più che un corvo, pronto a difenderla da qualsiasi altra problematica.

Bora, ovviamente, punisce i suoi uomini incapaci con la solita violenza, mentre Kuzgun sembra allearsi con Ali per trovare il colpevole e punirlo. Chiede a Devris di trovare chi è dietro l'attentato e quando lo scopre, dato che già non poteva vedere l'altro uomo, palesemente interessato a Dila, la sua intenzione di eliminarlo è palese, nonostante il divieto di Devris che spiega che non è desiderio di Behram che Bora muoia in questo momento, in quanto pedina del suo scacchiere. Ma può un uomo indisciplinato come Kuzgun seguire le regole imposte da un personaggio che non ha il coraggio di mostrarsi con lui?

Mentre Dila torna a casa, Kuzgun confabula con Ali e vederli mettersi d'accordo su come far cadere Bora nella loro trappola ci risulta decisamente stridente, anche se scopriamo che Kuzgun ha un piano che non viene rivelato allo spettatore. Ci aspettiamo il tradimento, diciamocelo pure! Come può un uomo rancoroso come Ali, accettare tranquillamente di collaborare con il colpevole dell'arresto del padre? Deve per forza di cose, prima o poi, rivelare la sua natura e a un certo punto della puntata così è.

È la rossa Kumru a scoprirlo. Grazie al registratore nascosto nella lampada della sua stanza, la ragazza scopre che Ali è in combutta con Bora e che vogliono far cadere Kuzgun in trappola, attirandolo da solo in un capannone dove Ali potrà vendicarsi. Kumru cerca di contattare il fratello che, inseguito da Selcuk, l'agente di polizia che affianca Dila come collaboratore (e che ha turbato solo con l'invio di fiori il povero Kuzgun che ancora non ammette di amare la moglie), ha spento il cellulare. Disperata, senza sapere come avvisarlo, contatta Dila e lo spettatore segue il suo sguardo mentre la bionda cerca di rintracciare il fratello e bloccarlo.

Arriva però che ormai i due si confrontano l'un l'altro, con un'arma in mano. A cedere alle sue preghiere di abbassare l'arma alla fine è solo Kuzgun. Ebbene sì, qui ho creduto che l'amore, come detto da Devris, è davvero il punto debole di una persona, perché nel momento in cui Kuzgun abbassa l'arma, Ali lo colpisce senza pietà, trascinando poi via Dila, disperata e furiosa. Kuzgun sembra in fin di vita, ma questa è una puntata di giochi di specchio. Recuperato dal tipo che si era spacciato per Behram con Bora, viene portato in una casa misteriosa dove dovrebbe essere operato per salvarlo. L'arrivo del misterioso personaggio che tutti cercano, appunto Behram Adivar, rivela il piano di Kuzgun che ritroviamo, vivo e vegeto, puntare un'arma contro gli uomini che dovrebbero salvarlo.

Era tutto parte di un piano, una mossa sullo scacchiere di Adivar, per farlo venire allo scoperto. Il misterioso personaggio, infatti, altri non è che Devris, il sarto, l'uomo a cui Yusuf, il padre di Kuzgun, aveva chiesto aiuto, ma che poi lo aveva ucciso in carcere. Kuzgun vorrebbe vendicarsi, eliminandolo, ma l'uomo gli rivela che, se lo farà, moriranno tutti quelli a cui tiene e la verità è che, nonostante il dolore, Kuzgun ha davvero ancora troppo da perdere.
Nessun commento:
Posta un commento