sabato 4 aprile 2026

Ölene Kadar - In cerca della verità (2)


 Questa serie ha le tinte fosche di un noir, di quei racconti malinconici e misteriosi, dove le tessere di un puzzle si devono combinare, anche se, a differenza dei gialli che si leggono e dove devi scoprire l'assassino, qui sappiamo che il colpevole è Ender che, come nelle più classiche delle cospirazioni, da IL CONTE DI MONTECRISTO in poi, ma anche prima, fa cadere il nostro puro eroe nella trappola per ambizione, desiderio e tutti i sentimenti ben noti.


Anche qui, scopriamo, che, dopo 11 anni, Ender ha sposato  Beril, la fidanzata di Daghan. La donna era andata in carcere per vedere il fidanzato, ma non aveva trovato la forza di credere in lui e si era fidata delle prove che avevano presentato. Lo aveva salutato strappandogli il cuore in mille pezzi, confessandogli anche di non aspettare più il bambino che avrebbe dovuto portarli al matrimonio. Dopo tutti quegli anni, la scoperta dell'innocenza dell'uomo amato, è un durissimo colpo per la donna che cerca per tutto l'episodio il coraggio di affrontarlo e di parlargli. Cercherà più volte di avvicinarlo, senza trovare il coraggio tranne sul finale.


Ma intanto l'inserimento di Daghan nella vita è difficile. Su di lui gli undici anni di carcere hanno steso un velo spesso e questo me lo avvicina molto alla mia sensibilità, ricordandomi un personaggio di un libro, che ha particolarmente nel cuore, quel German Torres di SANGUE IMPURO che dopo dieci anni di carcere (ingiusto anche lì) non è più in grado neanche di sorridere. Be', Engin interpreta il personaggio di Daghan proprio cogliendo l'essenza di un uomo innocente che ha perso la sua vita e che non si fida più di nessuno. Quindi per me questo è un plus!|


Certo lui ha ancora la famiglia, una madre che lo ha aspettato e che vive nell'ansia di perderlo di nuovo, una sorella che lo adora, ma che deve lavorare duramente e che mente sull'università per non far soffrire i suoi genitori, un padre che non lavora, ma che non osa dire la verità, tutti imprigionati nelle sofferenze che il complotto ha portato su di loro. Daghan prova a reinserirsi nella vita. Cerca davvero di trovare un percorso, un lavoro, ma lo fa senza grandi speranze. I colloqui finiscono con l'imbarazzante domanda di dove ha trascorso gli ultimi 11 anni e le speranze di trovare un lavoro serio spariscono.


Riprende i contatti con un ex convitto che aveva conosciuto in carcere e a questi chiederà quello che davvero lo muove, il bisogno di scoprire il nome del testimone che ha rovinato la sua vita. Lui cerca la verità, ma noi spettatori l'abbiamo già scoperta con l'inizio di questo episodio dove capiamo perché Selvi, l'avvocatessa, abbia deciso di dedicarsi al caso di Daghan.


Era proprio lei la bambina usata contro Daghan, a cui il fratello Yilmaz, con il quale conduceva una vita nomade, tra case abbandonate e loschi traffici, aveva proposto un gioco, l'ultimo, che avrebbe permesso a lei di avere un cuore nuovo e finalmente di poter avere una vita come tutti gli altri. Ma l'ultimo gioco è quello che compromette un uomo innocente, quello che lei incrocia nel corridoio, dopo averlo indicato ai poliziotti. La sua disperazione è rimasta con lei e quando è cresciuta ha fatto di tutto per scagionarlo.


Adesso lui vuoi scoprire chi sia il testimone che ha rovinato la sua vita, mentendo. Selvi cerca di dissuaderlo, ma non riesce e interviene solo per portarlo fuori nuovamente dal carcere dove è finito quando lo hanno sorpreso a rovistare nell'archivio della polizia. Lei lo segue anche quella casetta che ha trovato grazie ai contatti del carcere e dove dovrebbe lavorare come guardiano del porto. Qui l'ha seguita anche suo fratello Yilmaz, preoccupato dalla loro vicinanza. Selvi gli ha portato i moduli dell'università, che gli permetteranno di riprendere in mano la sua vita, ma lui è troppo pieno di rabbia per dimenticare. 


Vuole scoprire la verità e quando gli arriva un messaggio anonimo, che lo invita ad andare al cimitero, davanti a una tomba, per scoprire l'identità del testimone, prima rifiuta, memore della trappola che ha rovinato la sua vita, ma quando Beril lo raggiunge per chiedergli perdono e gli svela, per caso, che il testimone era una bambina, decide di andare e trova davanti la tomba proprio Selvi. Scoprirà così la verità? Mi sembra troppo presto, anche se è una serie breve. Una carta del genere non la svelerei subito. Corro a vedere il nuovo episodio per capire se ho ragione!

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