Che finale di puntata! Sono senza parole! Tutto concentrato in pochi istanti, come uno tsunami che si abbatte sui personaggi. Che qualcosa stava succedendo alla povera Nisan è diventato evidente quando la strega di sua sorella ha bussato alla sua porta per gioire del suo dolore e il naso della povera ragazza ha cominciato a sanguinare. Non era per niente un buon segno, ma il modo spensierato in cui ha affrontato tutte le richieste dei dottori, turbati da qualcosa che avevano visto nelle analisi, rende terribile il momento in cui Bora la costringe ad andare a parlare con i dottori che le rivelano la verità sulle sue condizioni.
Certo, tutto l'episodio è in realtà basato proprio sulla figura dei padri assassini. Nisan ha avuto la sventura di scoprire che l'uomo che lei amava e rispettava come padre era in realtà un terribile assassino, interessato solo al profitto. Da cuore gentile qual è, non è riuscita a denunciarlo, pur non aiutandolo fino in fondo come lui aveva richiesto, ma Efe, che è stato mandato al parco da Seda, la figlia vendicatrice, riesce a farlo arrestare, dopo aver trascinato Nisan davanti all'evidenza del suo tradimento.
Lei non riesce a parlare e quando lui le svela di sapere tutto e che suo padre è stato arrestato, lei, pur disperata, spera in qualche modo di farsi ascoltare. Efe si chiude completamente, anche se non ha il coraggio di troncare con lei, come desidera la perfida Seda. Lui vuole capire cosa fare, perché il suo cuore la ama ancora, ma non riesce più a fidarsi di lei. Nisan cerca di parlargli. Tutto l'episodio è un continuo cercare Efe per fargli capire il suo punto di vista di figlia che non può tradire il padre e che, pur non avendo parlato, non lo ha davvero aiutato.
Efe però non riesce a trovare un punto di contatto con lei, anche se, tornando a lavorare nell'azienda, su richiesta di Leyla che non sopporta il modo in cui Seda sta gestendo la società, la vicinanza a Nisan e la gelosia per Bora appaiono evidenti segni di un sentimento per niente morto. Non riesce a perdonare la ragazza, ma allo stesso tempo non riesce a chiudere. Sarà la povera Nisan, stremata dalla tensione, ma anche da una malattia che non immagina di avere, a decidere di affrontarlo per restituirgli l'anello, consapevole che lui non può sposare una donna di cui non si fida.
Nel frattempo però ha fatto delle analisi in ospedale per donare il sangue per il padre che deve essere sottoposto a un intervento. Stupita scopre che non potrà donare e quando le chiedono di andare a parlare in ospedale, Bora, che scopriamo aver perso qualcuno di importante proprio per una malattia, la costringe a forza per ascoltare, insieme a lei, la terribile sentenza.
Ma intanto un altro padre assassino e un'altra figlia alle prese con questo sentimento sono Kadim ed Efruz, che si rende conto della verità dalle parole di Efe, che racconta del famoso anello che indossava l'uomo che ha ucciso suo padre. Efruz è devastata, perché si rende conto che è stato proprio suo padre, che finalmente svelerà la ragione per cui ha commesso l'omicidio, ad aver ucciso il padre di Efe.
I momenti che i due vivono insieme sono un lungo addio, la raccolta di ricordi che dovranno durare per il resto della vita, perché l'intenzione di Kadim è quella di confessare la sua colpa e di scontarla in prigione. Ed eccoci dunque al terribile finale: mentre Nisan riceve un colpo durissimo, Efe, recatosi a casa di Efruz, ascolta dalle parole di Kadim il nome dell'assassino di suo padre. E adesso? Finirà davvero in prigione? E Nisan? Che cosa le succederà?







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