sabato 14 marzo 2026

Scacco al Duca di Rossella D'Arcy


 Sono sempre stata appassionata del periodo Regency, dei romanzi e delle serie televisive inglesi, ambientati in quel periodo storico inglese che va dal 1811 al 1820, durante la reggenza di Giorgio IV, e che si caratterizza per una certa spiccata eleganza e un certo fermento sociale e letterario. Siamo nel contesto di Jane Austen, che tutte noi conosciamo, con quella sfilza di personaggi iconici come Elizabeth Bennet di Orgoglio e Pregiudizio, Elionor e Marianne di Ragione e Sentimento, Emma Woodhouse dell'omonimo romanzo o Anne Elliot e  il suo Capitano Wentworth  di Persuasione. Capirete che, con una simile passione, una nuova autrice con un tale nome, D'Arcy, non poteva che attirare la mia attenzione, anche se è un lungo periodo che sono piuttosto lontana da questo genere di romanzi. Eppure mi sono lasciata tentare e ho fatto decisamente bene.


Rossella D'Arcy, penna nuova, ma solo per una questione di pubblicazioni, perché il suo stile è maturo ed elegante come richiede questa contestualizzazione, è un'autrice che conosce il suo mestiere e soprattutto gioca benissimo, in questa sua storia d'esordio, con le atmosfere che noi tutte lettrici della Austen ben conosciamo e apprezziamo. Ci ritroviamo infatti in un'Inghilterra rurale, in un paesino bucolico dove una Baronessa, Lady Evelina Gracefield, è preoccupata per il destino delle sue quattro figlie: la ribelle Althea, decisa a sfondare come penna nel mondo dell'editoria, andando contro tutto quello che è richiesto a una donna in questa società, la bella e dolce Cecily, l'appassionata Beatrice e la giovane Lavinia. Ci sembra di cogliere echi della signora Bennet di ORGOGLIO E PREGIUDIZIO, ma Evelina Gracefield è una donna lucida, intelligente e determinata che sa che la morte del Barone, ormai prossima, determinerà la rovina di tutta la famiglia, perché, sommersi di debiti, si trovano nell'incresciosa situazione di non poter provvedere a se stesse e di non poter semplicemente andare a lavorare, come faremmo oggi. Per una donna non ci sono grandi possibilità, se non quella di sfruttare le proprie carte per fare un buon matrimonio.


Evelina però ha una carta in più, nascosta nelle pieghe del suo passato, che ha a che fare con un potente Conte, quello di Ainthworth, a cui si rivolge, una notte pericolosa, arrivando inaspettatamente nel suo palazzo, decisa a giocare tutto quello che ha per sistemare Althea, la splendida primogenita che sembra invece determinata a tutto pur di sfuggire alla possibilità di un matrimonio di convenienza che dovrebbe però sistemare la situazione familiare.


Althea è la nostra protagonista: bella, ma determinata e troppo volitiva per i canoni della società, ma dotata di uno spirito forte, di un bisogno d'indipendenza piuttosto pericoloso. Lei sogna di essere scelta da un giornale per la pubblicazione dei suoi romanzi, sogna di poter insegnare per aiutare le ragazzine meno fortunate di lei, ma la madre vuole spingerla verso la realizzazione di un matrimonio necessario per tutte loro. Con l'arrivo di due giovani nella zona, lo scandaloso Marchese di Ashworth, e del suo amico Blackwood, la serenità viene messa a dura prova, perché il primo non è certo il partito desiderato e tra lui e Althea si istaura subito un rapporto di tensione/attrazione che potrebbe compromettere il futuro della famiglia Gracefield, per non parlare di Beatrice, la sorella più passionale, che sembra particolarmente tentata da Jasper Blackwood, destinato a ben altro matrimonio che a quello con la figlia di un barone decaduto.




Tutto si trasforma ed evolve con l'arrivo sulla scena del Duca di Aintworth, cugino di Evander, arrivato per aiutare in qualche modo Althea a fare il suo debutto in società e trovare un buon partito che possa risollevare le sorti della sua famiglia. Ma perché il Duca ha ceduto alle parole di Evelina Gracefield? Che si sono detti quella famosa notte del prologo? Ma soprattutto riuscirà il Duca a tenere lontani Althea ed Evander che si rispingono e attraggono continuamente, in una danza che potrebbe davvero scandalizzare la società dell'epoca?


Il racconto è appassionante, scritto benissimo, con uno stile che permette al lettore di respirare l'aria dell'epoca, di capire perfettamente i personaggi e di immergersi in una realtà lontana da noi e allo stesso tempo estremamente familiare. Si intuisce che siamo all'inizio di una serie, perché di cose interessanti ce ne sono tante, come quel rapporto tra il Duca ed Evelina Gracefield che merita sicuramente di essere approfondito, e quel segretario Thorne, troppo silenzioso ma presente, nelle vicende turbolente dell'appassionata Beatrice. È chiaro che l'autrice ha in mente un mondo vero e proprio che comincia a disegnare davanti ai nostri occhi e alla fine del romanzo, anche se la storia principale si chiude, si resta con il desiderio di approfondire, di leggere anche quello che succederà agli altri personaggi, come è tipico di quelle storie ben scritte che sono state capaci di trasmetterti un vero e proprio mondo! Davvero ottimo esordio di quest'autrice che non è certo alle prime armi.

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