lunedì 16 marzo 2026

Kış Güneşi - Prime impressioni (1)


 C'è una serie brasiliana che ho visto qualche anno fa che mi attirò in modo particolare, non solo per il fascinoso Cauã Reymond, attore e modello brasiliano, ma per la trama singolare che dava a un attore una grande potenza espressiva. Um lugar ao Sol, un posto al sole, raccontava proprio di due fratelli gemelli separati da bambini che hanno avuto due vite diverse e che, a un certo punto della storia, il più povero e sventurato prenderà il posto di quello cresciuto con un posto al sole, usurpando la sua identità. Be', non so se gli autori avessero visto Kış Güneşi, di qualche anno prima, ma le similitudini sono tante e mi sono buttata sperando in un finale più equo e giusto, cosa che UM LUGAR AO SOL non mi ha dato.


I turchi sanno giocare con la suspense come nessuno mai e la storia inizia subito catturando il telespettatore. Abbiamo un uomo fascinoso e giovane, accompagnato da un altro più anziano e dalla faccia di assassino, che spiano una grande casa, dove il ragazzo deve intrufolarsi. "Ricordati di non condividere con nessuno la tua identità", gli dice l'altro e in un flashback che ci riporta indietro di vent'anni ci ritroviamo su una strada con un padre e un bambino che di nascosto si è intrufolato sulla vettura. L'uomo con la faccia d'assassino lo sta aspettando. Ha avuto l'ordine di eliminarlo. Con pochi flashback scopriamo che la madre del bambino aveva una relazione che lui aveva sorpreso, ma mi sembra troppo poco per giustificare un simile ordine.


La macchina viene fatta sbalzare fuori dalla strada. L'uomo muore, ma il bambino si salva. L'assassino, che qualche scrupolo ancora si fa, lo salva e lo consegna a un pescatore che ha una moglie e una figlia, dicendogli che è in debito con lui e il bambino è la sua garanzia per il futuro. La macchina viene ritrovata con il corpo del padre del ragazzo, che si chiama Efe, e la madre piange anche il ragazzino, il cui fratello gemello, Mete, lo piange con accanto la loro amica d'infanzia, Nisan.


Gli anni sono passati. Efe è cresciuto con la sensazione di non ricordare da dove sia venuto, le sue radici, pur amando la madre e la sorella e lavorando come pescatore insieme al suo miglior amico. Un giorno però l'uomo con la faccia di assassino, finito in carcere, dove hanno provato a sbarazzarsi di lui, torna in città e cerca l'uomo a cui aveva affidato Efe. Questi capisce che c'è un mistero dietro il suo passato e insegue lo sconosciuto, salvandogli la vita da alcuni uomini che lo stavano inseguendo.


Intanto Mete conduce una vita agiata. È sposato con Nisan, ma sembra che non provi amore per la moglie, che tradisce con la sua migliore amica, Seda, alle sue spalle. Nisan sogna una casa con lui, da soli, dei figli, ma lui è particolarmente freddo e la donna si rende conto che c'è qualcosa che non va tra di loro. 


Un giorno, seguendo il marito, che le ha dato buca a un appuntamento, scopre che ha una relazione con un'altra donna, ignorando chi lei sia, ma questo sembra in qualche modo uccidere quello che restava della loro relazione. 


Intanto Efe, guidato da Kadir, l'assassino di suo padre, che si spaccia per un suo caro amico, scopre tutta la verità sul suo passato e vede anche da lontano Mete. Colpito, decide di avvicinarlo e i due fratelli hanno un commovente incontro in un ristorante. Desideroso di spiegargli tutto quello che è successo, soprattutto i sospetti che il padre sia stato ucciso, i due si danno appuntamento in una vecchia fabbrica, per parlarsi con tranquillità. 


Mete ignora che quegli stessi uomini sono suoi soci o parenti e stanno cercando Efe, avendo scoperto che il ragazzo non è morto tanti anni prima insieme al padre. Per un equivoco (Efe dà a Mete il suo giaccone avendo il fratello freddo) il fratello ricco viene scambiato per lui e ucciso senza che Efe possa intervenire per difenderlo, proprio come accade a Renato e Christian in UM LUGAR AO SOL. Se qui però Christian decide di usurpare l'identità di Renato per ottenere tutto quello che la vita gli ha negato (era stato abbandonato in orfanotrofio perché più fragile e malato del fratello sano), qui Efe è spinto da Kadir a prendere l'identità di Mete per poter studiare dall'interno tutte le situazioni e scoprire chi ha ucciso il padre e poi il fratello. 


E con un inizio così incalzante è chiaro che ci sono davvero mille possibilità di trama, così come mi era successo con UM LUGAR AO SOL, conquistando subito il mio interesse. Speriamo che le premesse, buone (bella fotografia, attori convincenti, ritmo incalzante), possano davvero offrire un prodotto di qualità. Vedremo!


Nessun commento:

Posta un commento