mercoledì 4 marzo 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Lettere d'amore (69)


 Sono davvero lettere d'amore quelle che Mustafa manda sistematicamente a Fatmagul, tutti i giorni, senza risposta, illudendosi che lei ancora lo ami, che lo aspetterà e che quando lui uscirà dalla prigione ci sarà ad aspettarlo, nonostante tutto quello che le ha fatto? Crede davvero che l'amore sia immortale e che non sia logorato dall'uso o dall'abuso, come in questo caso? Lui crede di sì, si illude che questa sia la verità, ma in fondo lui, a mio parere, non ha mai davvero amato Fatmagul, ma l'idea che aveva di lei, la purezza, poi sottratta, e poi il senso di colpa per aver perso tutto per gli errori commessi. Lo si capisce anche con queste lettere, scritte per trovare una via di fuga, anche mentale, al destino che lo aspetta, senza preoccuparsi del caos nel quale potrebbe gettare la vita di una donna che ha già sofferto di tutto.


Chi crede che siano lettere d'amore è Mukkades, la cognata insopportabile, egoista, pratica, a tratti cinica, un personaggio cardine che, ammettiamolo anche se è difficile farlo, è fondamentale nell'evoluzione della storia, perché senza Mukkades non ci sarebbe stata trama. È lei quella che mette in movimento tutte le cose, che affronta per prima gli Yasaran avendo capito chi sono gli aggressori di Fatmagul, è quella che organizza il matrimonio "riparatore" con Kerim, quella che fa di tutto per costringerlo a farsi carico della famiglia. Eppure adesso ci viene da chiedere perché complicare nuovamente tutta la situazione!


Lo fa rimanendo coerente con il suo personaggio, sempre mossa da quel senso di frustrazione che è tipico del suo personaggio, costretta a vivere una vita ben diversa da quella sognata. È lei che si è sposata con chi le ha offerto la sicurezza economica e quella di un nome, quella che ha cercato di manipolare tutti, invadente, pettegola. Adesso che Fatmagul e Kerim sembrano innamorati, che progettano il loro futuro felice, che stanno costruendo la loro casa, comincia a soffrire di invidia e quando scopre per caso le lettere che Mustafa manda dal carcere alla ragazza, invece per prenderle per quello che sono, un tentativo di invadenza nei confronti della ragazza, una continua minaccia alla sua serenità, le interpreta come lettere d'amore che la ragazza riceve dall'ex fidanzato.


Invece di farsi da parte, o di denunciare apertamente questa situazione, fa la cosa peggiore, come sempre, raccogliendole e sottraendole anche a Fatmagul che pensa che Mustafa si sia fermato alla prima lettera senza risposta che lei ha buttato in un cassonetto. Spinta dai peggiori propositi, nel corso del tempo, Mukkades comincia a metterle da parte, custodendole gelosamente, quasi fosse lei la destinataria di quelle parole, che chiedono perdono, che pretendono che lei lo creda, che le chiedono di aspettare.


Lei aspetta, ma soprattutto il momento propizio per mandare tutto alla malora, come è tipico di un personaggio così urticante come il suo. Mentre Kerim e Fatmagul sistemano la casa, sono alle prese con la loro vita, aspettando il momento che Selim e Erdogan, fuggiti all'estero, facciano un passo falso e vengano ritrovati, Mukkades è pronta a intercettare il postino in ogni occasione, come lo faceva quando si è intromessa tra Kerim e il padre che viveva in Australia. 


Le lettere finiscono tutte nelle sue mani e quando decide di utilizzarle lo fa, come al solito, nel peggiore dei modi, senza rendersi conto che le ragioni per cui "gli altri non la amano" è proprio il modo assurdo con cui fa le cose. Quindi eccola approfittare dell'assenza di Fatmagul, impegnata al ristorante, per nascondere le lettere sotto al materasso della ragazza e spingere il povero Kerim a trovarle con una scusa. 


Per Kerim sono lettere d'amore, non quelle di un pazzo ossessivo che non vuole lasciare andare una donna a cui ha già fatto di tutto, ma quelle di un uomo  che non dimentica. Ma quello che lo ferisce di più è il pensiero che Fatmagul abbia conservato quelle lettere, gelosamente come se non lo volesse lasciare andare. Da lui ci saremmo aspettati un'esplosione di furia, di dolore invece la scoperta lo annienta e quel sorriso compiaciuto con cui Mukkades guarda il loro dolore è urticante come solo lei sa essere. 


Kerim cerca l'appoggio di Emre, tornato per fortuna nella sua vita. Fatmagul capisce che c'è  qualcosa che non va, ma Kerim si sottrae al punto di preparare la valigia e di partire per Bodrum, per andare a fare visita al padre. Ah Mukkades, cosa darei per scuoterti, per farti capire che chi semina vento raccoglie tempesta. 

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