lunedì 19 ottobre 2026

Hayat Şarkısı - Alla ricerca del perdono (23)


Hülya
ha inseguito Kerim sperando di potergli parlare, di raccontargli finalmente tutta la verità, ma anche nella speranza che lui possa perdonarla e ricucire quello strappo che non ha separato soltanto loro due, ma che ha avuto conseguenze devastanti anche sul resto della famiglia. Bayram e Süheyla, infatti, sono ormai vicini alla rottura e lei si è trasferita nella casa di campagna, decisa a separarsi dal marito.


Hülya è riuscita a raggiungere Kerim e ha provato a spiegargli tutto, ma lui, accecato dal risentimento e incapace di mettere da parte il dolore, l'ha cacciata in malo modo. Poco dopo, però, il rimorso prende il sopravvento. Si accorge che la donna è sparita nei boschi senza nemmeno portare con sé la borsa e l'ansia lo spinge a cercarla. La ritrova priva di sensi, con la testa insanguinata, dopo una caduta contro una roccia.


Per un attimo tutta la rabbia scompare. Kerim la porta immediatamente in ospedale e resta al suo fianco finché non scopre che, fortunatamente, le sue condizioni non sono gravi. Passato lo spavento, però, torna a costruire il muro che aveva alzato tra loro e le comunica che il giorno seguente l'accompagnerà all'aeroporto perché possa tornare in città. Hülya tace. Si sente colpevole, soffre per quella separazione e, soprattutto, per l'impossibilità di farsi ascoltare.


La notte trascorsa lontani, però, non aumenta davvero la distanza tra loro. Al mattino, quando Hülya gli chiede di poter vedere Memo, Kerim finisce per cedere. Ed è proprio il bambino, con il suo bisogno spontaneo della madre, a favorire un nuovo contatto tra i due. Appare ormai evidente che Kerim ami ancora Hülya, nonostante il rancore per quello che continua a credere sia stato il suo silenzio complice per proteggere Bayram. Bisogna però riconoscere una cosa a Hülya: non smette mai di cercare di dirgli la verità. Continua a ripetergli che l'unica responsabile è lei e che il padre ha mentito soltanto per evitare che il loro matrimonio andasse definitivamente in frantumi.


Kerim, però, è convinto fin dall'inizio che Bayram fosse contrario alla sua carriera universitaria e desiderasse soltanto riportarlo in Turchia. Per questo gli è stato facile credere che dietro la sua espulsione ci fosse proprio il padre. Così, nonostante i continui tentativi di Hülya di spiegarsi, lui resta chiuso nelle proprie convinzioni, arrabbiato con il mondo intero.


La giornata trascorsa insieme, prima del ritorno in città, non basta a sciogliere i loro contrasti, che esplodono in maniera quasi simbolica nella piscina di fango del resort. Hülya continua a ripetergli che l'unica colpevole è lei, ma Kerim sembra cieco e sordo davanti alle sue parole. È allora che la nostra eroina, ormai allo stremo, lascia cadere ogni difesa e gli dice finalmente tutto quello che sente. Gli ricorda di essere stata lei, fin dall'inizio, a lottare per costruire quella famiglia, arrivando perfino a mentire e a manipolare pur di non perderlo, mentre lui non le ha mai concesso una vera possibilità. L'ha giudicata fin dal primo istante, l'ha respinta, l'ha allontanata e, alla fine, le ha portato via perfino il loro bambino.


Di fronte a una Hülya così fragile, che mette finalmente a nudo la propria anima, Kerim non può fare a meno di intenerirsi. Sembra l'inizio di un riavvicinamento, ma una volta tornati in città ribadisce alla madre di non aver perdonato né Bayram né Hülya e che, per lui, nulla potrà più essere come prima.


Nel frattempo, però, nuovi pericoli si profilano all'orizzonte. Filiz, rimasta sorprendentemente in disparte nelle ultime due settimane, decide, dopo essersi consultata con il suo avvocato, di presentare domanda per ottenere la custodia del piccolo Memo. Riuscirà nel suo intento? E questa nuova battaglia finirà per riunire ancora una volta Kerim e Hülya?

Nessun commento:

Posta un commento