Hayat Şarkısı - Venti d'amore (24)
Eh no, i venti d'amore che soffiano non sono quelli tra la nostra Hülya e Kerim. Tornati a vivere sotto lo stesso tetto, la convivenza avrebbe potuto riavvicinarli, risvegliando quel legame che, nonostante tutto, continua a esistere. E in parte è proprio quello che sta accadendo. Piano piano Kerim si mostra più morbido nei confronti della moglie, soprattutto davanti ai problemi che stanno affrontando con Filiz, ormai decisa a rivolgersi al tribunale per rivendicare i suoi diritti di madre.
Quando arriva la convocazione del giudice, nella famiglia Cevher, come al solito, esplodono confusione, drammi e pathos. Nessuno sembra aver capito davvero che cosa stia succedendo, tanto che Zeynep si convince — e convince anche gli altri — che Kerim abbia avuto un altro figlio con Filiz, senza rendersi conto che il bambino al centro della contesa è proprio il piccolo Memo.
Hülya è disperata e, nel suo dolore autentico, quello di una madre profondamente legata a un bambino che ha voluto con tutta se stessa, che ha fatto nascere e cresciuto come fosse suo, Kerim comincia finalmente a mostrare qualche cedimento. È lei, però, chiusa nella propria sofferenza, a non lasciargli molto spazio. La sua preoccupazione, inoltre, non riguarda soltanto la causa e il timore che un test del DNA possa far emergere tutta la verità sulla nascita di Memo, ma anche il ricatto di Cem.
Ed è proprio Cem il personaggio che continua a lasciarmi qualche dubbio. Dopo che Hüseyin gli ha sparato, invece di raccogliere i cocci della propria vita e sparire definitivamente dalla scena, continua a tormentare la nostra protagonista, pretendendo denaro in cambio del video contenente le confessioni di Mahir.
Hülya, come sempre, si rivolge al suo fedele complice che, con la consueta abilità, riesce a tirarla fuori anche da questa situazione. Introduce infatti un virus nel computer di Cem e rende inutilizzabile il filmato. Quello che, però, mi convince un po' meno è vedere Hülya ancora terrorizzata da quest'uomo, quando ormai Hüseyin conosce tutta la verità ed è una persona a cui potrebbe tranquillamente chiedere aiuto. Ma Hülya è Hülya: ha sempre affrontato i problemi a modo suo e, arrivati al ventiquattresimo episodio, questa è ormai una delle caratteristiche più riconoscibili del personaggio.
I venti d'amore, dicevamo, non soffiano ancora davvero tra Kerim e la moglie. Hülya, terrorizzata dall'idea che il giudice abbia autorizzato il test del DNA, quello che dimostrerà che non è la madre biologica di Memo, arriva addirittura a prendere il bambino e a lanciarsi a folle velocità per le strade notturne di Istanbul.
L'amore soffia invece tra Hüseyin e Melek che, dopo mesi e mesi di attesa, finiscono finalmente per cedere ai sentimenti (ovviamente con tutta la delicatezza e la discrezione tipiche di questo genere di produzioni). Avevamo già intuito che Melek fosse sul punto di prendere in mano la propria vita e scoprire che anche il giovane Hüseyin, anni prima, fosse rimasto colpito dalla sorella di Hülya, conferma quanto questa storia fosse destinata a sbocciare. È proprio la dolce Melek, una sera, restando nel ristorante, a preparare una cena speciale per lui e a confessargli di aver deciso, almeno una volta nella vita, di mettere davanti la propria felicità.

Da questo punto di vista nessuno può davvero darle torto. I problemi, però, non mancano e all'orizzonte compare un nuovo pericolo: l'uomo a cui avrebbe dovuto affidare in adozione la piccola Bahar e a cui, alla fine, ha deciso di non consegnarla. Adesso quell'uomo ha scoperto dove vive e dove lavora e potrebbe diventare un ostacolo davvero serio.
E venti d'amore sembrano soffiare anche per Mahir che, letteralmente folgorato da una giovane attrice incontrata per caso, resta immediatamente affascinato dalla ragazza. Tanto da presentarla persino a Melek e al resto della famiglia. Eppure continuo ad avere il sospetto che dietro questa comparsa ci sia qualcosa di più e che qualcuno stia cercando di neutralizzare il più fidato collaboratore di Hülya. Vedremo se sarà davvero amore o soltanto l'ennesimo gioco di specchi di questa storia.
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