sabato 10 gennaio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Il senso di colpa (28)


Di fronte all'enormità della situazione vissuta, la terribile notte che ha distrutto la vita di Fatmagul, i suoi sogni, il suo futuro, abbiamo quattro colpevoli. Io ne aggiungerei anche un quinto, perché sinceramente non mi va per niente di considerare Mustafa come una vittima. Lui è un altro carnefice che si è accanito sulla donna che diceva di amare, ma quello che mi interessa analizzare è la differenza di reazione dei quattro che materialmente hanno segnato un prima e un dopo nella vita di Fatmagul.


Erdogan Yasaran, Selim Yasaran, Vural Namli e Kerim Ilgaz sono i quattro amici che, alla fine di una serata di alcol, droghe, aggrediscono una giovane che ha la sventura di passare sul loro cammino. I primi due reagiscono all'evento in qualche modo rimuovendolo, soprattutto dopo che il fatto viene alla luce in famiglia e la soluzione che i genitori proporranno è quella di scaricare tutta la responsabilità completamente su Kerim, il più povero e sventurato di loro.


I piccoli principi Yasaran, infatti, lungi dall'assumersi la responsabilità di quello che hanno fatto, secondo la logica malata di molti genitori, devono essere salvati. Il primo ha un futuro brillante, il secondo è alla vigilia delle nozze con una ragazza che appartiene a una famiglia potente. Tutto deve essere fatto per salvarli. Se hanno provato un minimo senso di colpa lo dobbiamo cercare in quelle scene del mattino, quando i quattro ragazzi in macchina, in silenzio assoluto, ritornano a casa e le loro facce turbate rivelano la consapevolezza di quello che hanno fatto.


La famiglia però li devia e li allontana dal percorso naturale che avrebbe permesso, in qualche modo, di recuperarli. Quelli che invece risentono violentemente del colpo sono Kerim e Vural, quelli apparentemente più sensibili, anche se la loro reazione è completamente diversa.


Kerim si assume la colpa, accetta un matrimonio con una ragazza che lo odia e che riversa quotidianamente su di lui tutto l'astio e la furia che vorrebbe riversare anche sugli altri. Lo fa per un senso di colpa, per il timore di aver fatto davvero qualcosa di terribile alla ragazza, che prova anche a uccidersi come aveva fatto sua madre. 


Sicuramente il senso di colpa è quello che lo ha avvicinato a Fatmagul, ma poi i suoi sentimenti sono cambiati e quando si è reso conto di amarla, tutto ha cominciato a ruotare in maniera diversa. La sua felicità è diventata per lui una priorità, non più guidato dal senso di colpa, ma dall'amore sincero.


E Vural? Vural è tormento, angoscia, impossibilità di superare l'orrore commesso. Circondato da persone egoiste che sono solo concentrate sulla loro vita e la loro ricerca di felicità, primi fra tutti la madre, che addirittura si giustifica con lui, quando si scopre il suo tradimento, dicendogli "Io ti ho perdonato, adesso tocca a te!", quasi a paragonare, Vural annega nel proprio dolore e nel proprio senso di colpa.


Gli altri cercano di distrarlo, di allontanarlo dai ricordi di quella notte, ma lui proprio non riesce e così cerca prima Kerim  distruggendo il fragile rapporto che lui e Fatmagul stanno costruendo, e poi cerca Fatmagul stessa per la prima volta, per chiederle perdono, anche se lo fa nel suo modo confuso, distruttivo.


E quando, ovviamente viene respinto, il senso di colpa esplode trascinandolo verso il baratro, lanciando la sua macchina verso il muro.


E Kerim? Quando scopre che Fatmagul lo ha visto con Vural, cerca di parlarle, ma lei si chiude, lo respinge e disperato capisce che lei mai gli crederà e che l'unica strada che resta è quella che avrebbero dovuto prendere fin dal principio, quella della giustizia e della verità.


Prima di entrare nel commissariato e confessare, Kerim parla a telefono con Fatmagul e le dice che ha trovato il modo per restituirle giustizia annunciando a tutti quello che è sul punto di fare.

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