Fatmagül'ün Suçu Ne? - La fine delle illusioni (26)
Anche questo episodio è quasi interamente dedicato a Mukkades e al suo colpo di follia, quello di poter correre dietro alla fantasia dell'adolescente, che si era innamorata dell'uomo sposato. Pur, in realtà, avendo realizzato una famiglia con un marito adorante, un figlio e una certa stabilità economica, l'amore del passato rappresenta tutto quello che lei non ha: una ricchezza maggiore, la passione profonda, un uomo adulto, rispetto al marito bambino che ha scelto per dare una sicurezza a se stessa e a Murat.
Eppure ben presto Mukkades si rende conto che Salih non è per niente cambiato e che quello che vuole da lei è la solita clandestinità. Le illusioni durano lo spazio di una notte. Anche se la donna ha sperato in un primo momento che il padre dell'uomo potesse essere un gancio per entrare nella sua famiglia, dopo che lo ha visto interagire con il nipotino, è lo stesso Salih che rivela tutta la sua natura violenta, quando, accompagnata in hotel, i due hanno un confronto.

Lui ovviamente fa resistenza a svelare la loro relazione e Mukkades, ormai, la conosciamo bene, forza la mano, fingendo di rivelare al padre, telefonicamente, la parentela con Murat. La violenza di Salih è esplosiva, paragonabile solo a quella di Mustafa, che non scherza in maschilismo e mentalità della clava, basti pensare a come tratta la povera Asu, che ha vegliato accanto a lui tutta la notte e che sia lui sia la sua famiglia ritengono responsabile dell'aggressione. Pura follia ed espressione di un modo di vedere le donne decisamente antico!
Non si salva neanche Salih, che riempie di botte Mukkades davanti all'ingresso dell'hotel, tanto che i passanti gliela devono strappare di mano per evitare il peggio. Le illusioni di Mukkades durano poco e ben presto la nostalgia di Murat nei confronti del padre, e la consapevolezza di aver fatto una sciocchezza, la riporteranno sulla strada di casa.
Finiscono le illusioni anche della famiglia di Vural e della solita cricchia degli Yasaran, riunitisi nella nuova casa di Meltem e Selim, che giocano alla famiglia felice, adesso che la moglie si è illusa che il marito sia un bravo ragazzo. Mentre sono a cena discutendo delle loro futilità, con i suoceri potenti che cercano come al solito di ingraziarsi, Vural, l'ospite indesiderato, l'irrequieto, l'anima fragile, decide di unirsi a loro, ma sorprende in giardino la coppia di fedigrafi.
Fino a questo momento non si era reso conto che l'amante della madre fosse lo zio Munir, l'avvocato che tanta parte sta avendo nelle loro vicende turbolente. Vedendoli in giardino, con la madre disperata, si rende conto di tutto e la sua furia cieca si abbatte su di lui.
La scenata che ne segue scuote tutti i presenti, compreso il padre che ignorava ogni cosa, e davanti agli occhi sorpresi degli ospiti il suo furore fa emergere la verità sulla coppia, strappando un altro dei veli inutili che cercavano di mascherare la verità di rapporti solo di facciata.
Ma in tutto questo caos la mia attenzione segue Kerim e Fatmagul, il modo in cui cercano Mukkades, la vicinanza di Kerim al fratello che lo avvicina sempre di più a Fatmagul, tanto che gli permette persino di sfiorarle una mano, mentre prende un bicchiere d'acqua, o quel piatto di corba, servito allo stesso tavolo, per la prima volta non esiliato nel capanno, lontano da tutti. E tutto questo ci prepara alla dichiarazione sincera d'amore, diretta che Kerim farà a Fatmagul alla fine di questo episodio.
Anche se ovviamente lei non può che respingerlo, qualcosa si sta generando tra di loro ed è il segno di un cambiamento.
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