giovedì 3 aprile 2025

Hercai - Caccia all'uomo (44)

 


Ho scelto questo titolo, Caccia all'uomo, per indicare il capitolo 44 della serie, anche se dentro di me ribollivano varie alternative, ma più forte di tutte gridava "un manipolo di stronzi!" che avrebbe in qualche modo inquadrato bene la sensazione di frustrazione che mi ha accompagnato durante la visione di questo episodio adrenalinico e drammatico. Perché, perdonatemi, ma come possono questi personaggi ergersi a giudici del prossimo e reputare di meritarsi qualcosa di meglio che non sia la galera?


 

Azize ha dato ordine di sparare a Miran, il ragazzino orfano che è cresciuto con lei, che ha riempito di bugie, ma che l'ha sempre amata e che con fatica ha aperto gli occhi difronte alle sue menzogne. Eppure, pur di difendere Aslan, senza farsi troppi problemi, ordina a Mahmut di ritrovarlo e di finirlo con un colpo alla testa. 


 

Certo, poi ci volete indorare la pillola e sul finale, dopo che ha ucciso (anche se in una colluttazione non voluta) la sorella che aveva schiavizzato in nome della sua vendetta, che aveva osato rivendicare una vita sua, dopo quasi cinquant'anni, ci fate vedere l'incendio terribile che ha dato il via a tutto e facendoci ascoltare la lettera di Hanife che Aslan recupera grazie ad Harun, dove racconta dell'incendio e dell'esistenza di un figlio che Ayse (alias Azize) ha avuto da Nasuh. E mi dispiace ma anche la terribile strage della sua famiglia non giustifica l'assoluta mancanza di cuore con cui decide della vita degli altri.


 

Mentre tutto se ne va alla malora, vediamo la nostra eroina coraggiosa, che ha subito di tutto da tutti quanti, compreso il protagonista, lottare disperatamente per tenere Miran in vita. Gracile, ma con un coraggio da leonessa, se lo carica in spalle, lo trascina per la radura, recupera un vecchio cavallo con cui trasportarlo, per portarlo in un villaggio abbandonato.


 

I posti sono decisamente fascinosi, come poche storie, e contribuiscono all'intensità della storia. In questo villaggio fantasma, Miran sembra più nel regno dei morti che dei vivi. Ci crede solo lei, Reyyan, che combatte, disperata, accendendo il fuoco, curandolo, cercando cibo e acqua perché possa riprendersi e giura a se stessa che non sprecherà mai più un giorno della sua vita, lontano da lui, quando usciranno da quest'inferno dove sono precipitati.


 

Durante la fuga ha ascoltato anche suo zio Cihan che sta dando loro la caccia per uccidere Miran. L'uomo, infatti, ha scoperto che Miran ha ricevuto un biglietto in cui gli si dice che Nasuh ha ucciso suo padre e temendo per la vita del vecchio, dopo aver rischiato di perdere anche il figlio, ha deciso che la soluzione è abbattere Miran.


 

Lo braccano come un animale pericoloso, e a difenderlo resta solo lei, mentre il resto del mondo è impazzito. Aslan, che vorrebbe ritrovarli, non ci riesce, bloccato dalla strega di sua nonna, che nel frattempo, disperata per il controllo che ha perso, soprattutto dopo la morte di Hanife, corre a casa dove l'insopportabile Gonul piange ancora per l'amore perduto.


 

E anche qui avrei voglia di prenderla a ceffoni, ma la violenza inaudita di Azize sulla nipote mi paralizza e blocca il mio desiderio (assolutamente solo metaforico!). Lei invece la riempie davvero di schiaffi, cercando di risvegliarla da un amore che non è amore, ma incapacità di vivere e di prendere sue decisioni. 


 

La violenza della nonna non salva la ragazza, completamente fuori di sé e decisa a ritrovare Miran per imporgli un amore che lui non ha mai voluto. E mentre Zehra e Hazar, che stavano correndo in ospedale, ignari di tutto quello che sta passando la loro primogenita, subiscono un incidente  e sono costretti a partorire in mezzo al nulla, Cihan ritrova Reyyan che per fuggire cade in fondo a un pozzo secco.


 

Lo zio vuole uccidere Miran ma a far precipitare la situazione è ancora una volta la folle Gonul, arrivata in parte grazie a Firat, a cui poi ha rubato l'auto e la pistola. Miran, per miracolo (non trovo altre parole), si è parzialmente ripreso dal volo dalla scogliera e dal colpo al braccio e non trovando Reyyan al suo fianco vaga per le stradine deserte alla sua ricerca. Trova invece Gonul, che vorrebbe portarlo via, lontano da Cihan, per poi sposarlo lei. Follia totale. Lui le ribadisce che non amerà mai nessuno, fino alla morte, se non Reyyan e quando la ritrova, Gonul, accecata dalla follia, lo spara finendolo (?) e facendolo cadere nel pozzo tra le braccia di una Reyyan disperata.


 

E Miran, ovviamente, non può essere morto, ma la frustrazione che provo mi fa desiderare di afferrare i lunghi capelli di Gonul e scuoterla fino a farla tornare in sé o rinchiuderla per un lungo periodo in una clinica, come hanno provato a fare con la madre. Ma dopo quest'episodio il mio elenco è diventato troppo lungo e davvero non saprei con quale pazzo cominciare. Fatemi correre a vedere che cosa è successo al mio Miran. Pardon! Al Miran di Reyyan, ma immagino che abbiate capito!

martedì 1 aprile 2025

HERCAI - Le turbolente notti di Midyat (43)

 


A ben vedere una nuova immagine chiave per descrivere questa storia è la notte. In Hercai molte cose fondamentali succedono di notte: la prima notte di nozze di Miran e Reyyan, la notte di quasi trent'anni prima che ha segnato profondamente la vita di due famiglie, le passeggiate di Miran sul tetto del palazzo degli Şadoğlu, i mille segreti e incontri che avvengono quando la notte cala scacciando via la luce. E il quarantatreesimo episodio sembra in qualche modo esaltare proprio questo, con una notte turbolenta di Midyat dove nessuno dorme e succede, come al solito, di tutto.


 

Ma partendo dal principio, quello che ci sembrava chiaro alla fine del precedente episodio, diventa torbido nuovamente in questo. Miran non ha sentito niente di quello che ha mormorato Reyyan sull'assassinio di suo padre, ma ho solo capito che Aslan ha un segreto che vuole occultare insieme a sua moglie e qui perde ogni lume della ragione, accecato dalla gelosia, ma anche da comprensibili sospetti. 


 

Un po' meglio va la rivelazione di Zehra, anche se Nasuh non vuole credele. Zehra però decisa a riunire sua figlia con Miran confessa ad Hazar della lettera e di quello che c'era scritto, davanti alla porta di Ayla, l'amica di Dilsah. A questo punto entrano entrami per cercare di capire se era vero. L'amica, contrariamente a quello che aveva promesso di fare in passato (cioè dire la verità), racconta che era vero che Dilsah aspettava un bambino suo, ma che ha abortito. Ovviamente dietro c'è Azize che non vuole che scoprano la verità, ma Zehra non ci crede perché la lettera era chiara e Azize sembrava spaventata da questa rivelazione. Hazar è tormentato per non esserci stato e vorrebbe provare a ricordare quella terribile notte dove tutto è successo.


 

Nel frattempo Aslan decide di avvicinarsi a Reyyan, dicendole di aver ricevuto dei bigliettini anonimi che lo invitavano a cercare di scoprire l'innocenza di Hazar per riavvicinare Miran e Reyyan. È un tentativo per manipolare la ragazza e indurlo a incontrarla. Scrive anche dei messaggi dove fa il nome di Nasuh come vero assassino di Mehmet Aslanbey.


 

I due si incontrano ovviamente di notte, mentre Miran si è intrufolato nella casa di Aslan di nascosto per cercare di capire che cosa l'uomo possa occultare ed è proprio qui che si rende conto (anche dopo aver catturato uno degli uomini che avevano partecipato al sequestro di Reyyan) che l'uomo dei biglietti è proprio Aslan, visto che ne trova altri che  provano che si era esercitato a scriverli e la grafia è la stessa.


 

Sconvolto e desideroso di raccontare tutto a Reyyan, cerca di contattarla, ma la ragazza si trova in compagnia di Aslan che vorrebbe indurla a fingersi la sua nuova fidanzata per avvicinare suo nonno e permettergli di indagare. Lei rifiuta stizzita e soprattutto preoccupata visto il marito Otello che si ritrova, ma soprattutto perché anche lei trova che ci siano delle cose inquietanti in questo personaggio.


 

Il tempo di rientrare in camera che trova Miran, deciso a raccontarle tutto, ma la ragazza lo incita a uscire fuori dalla casa, per non essere sorpresi. Spiata dallo zio, non riuscirà a parlare al marito, costretto a fingere semplicemente un incontro di chiarimento.


 

La notte turbolenta di Midyat però non è finita. Reyyan viene chiamata poco dopo da Aslan che gli dice che Miran sembra sapere dei biglietti e che vuole incontrarlo su un dirupo a poca distanza da casa. Lei decide di andare timorosa che possa succedere qualcosa di brutto.


 

E anche per la grande Azize sta succedendo qualcosa. La donna ricorda quello che è successo trent'anni prima e per la prima volta vediamo davvero chi è stato il colpevole di tutto, lo stesso Mehmet Aslanbey, utilizzato come strumento di vendetta dalla sua stessa madre, che, roso dal senso di colpa, si uccide davanti ai suoi occhi.


 

 

Nel frattempo però la sorella di Azize ha deciso di tradirla e di schierarsi con il nipote, pronta a raccontare tutto della vera natura della vendetta della donna, ma nel frattempo Azize riceve una lettera misteriosa con il pezzo della lapide di Dilsah. Terrorizzata che qualcun altro possa sapere la verità, non ha il tempo di confrontarsi con Mahmut che Mahfuz, il padre biologico di Reyyan, la chiama per dirle del confronto che ci sarà tra Miran e Aslan sul dirupo.


 

Tutti corrono lì, anche Reyyan, portata da Harun. Miran e Aslan si affrontano, ma nel litigio Miran cade e Aslan lo afferra per un braccio. Miran gli punta una pistola per costringerlo a solleverlo, ma Azize, da lontano, temendo che Miran possa uccidere suo nipote, lo sacrifica senza pietà, ordinando a Mahmut di sparare al ragazzo che ha cresciuto e allevato nell'odio e che l'ha amata nonostante tutto.


 

Miran precipita nel vuoto sotto gli occhi sconvolti di Reyyan. E a questo punto davvero sembra che la notte sia davvero infinita e senza speranza.