martedì 13 gennaio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Il corpo delle donne (30)

 


Mentre guardavo il trentesimo episodio della serie, la mia mente rifletteva su un concetto: il corpo delle donne è merce per lo più. Possiamo illuderci che questo sia un concetto legato solo a una visione antica della società e del mondo, ma se pensiamo a come ancora oggi si chieda alle donne, anche a ottant'anni, di rispettare determinati canoni estetici, come se loro non fossero altro che un oggetto decorativo, sempre e comunque, non siamo molto lontani dalla stessa mentalità. In un articolo ho letto recentemente che, nella nostra società, la plastica è il nostro burka.


In Fatmagul, oggettivamente, la nostra eroina è stata violentata, usata, ignorando il suo mondo, la sua sensibilità, il danno che un'azione del genere avrebbe procurato in lei. Adesso, piano piano e con costanza, sta cercando di riappropriarsi di se stessa, anche nelle azioni quotidiani. Il suo bisogno di essere "una persona normale" è il grido tipico di chi rivuole il suo corpo, le proprie emozioni, la possibilità di una vita come gli altri, che le permetta di innamorarsi, sposarsi davvero, avere dei figli.


Il processo, che riempie con le sue azioni questo episodio, incalzante, drammatico e fondamentale, ripercorre la violenza subita, con la visita medica, con la consulenza dello psicologo. Fatmagul, decisa a lottare per la propria vita, e il proprio diritto di giustizia, pur soffrendo accetta tutto e quando Meltem la chiama, ancora una volta sperando che si tratti di una bugia, rivendica con forza la sua innocenza e la colpevolezza dei suoi carnefici, che ancora una volta non confessano, ma cercano di scaricare la colpa su altri.


Ma non è solo il corpo di Fatmagul ad essere un oggetto, è quello delle donne in generale. Basti pensare a Meltem, la fidanzata di Selim, ingannata già prima con un fidanzato che, seguendo l'esempio del padre, crede che la fedeltà sia cosa da deboli e che il suo valore si possa pesare in base al numero di ragazze che aveva salvato nel suo secondo telefono, custodito da Vural all'inizio della storia.


Meltem crede in Selim, in parte si vuole ingannare, ma quando giunge la notizia del suo arresto, la benda sugli occhi cade e si rende conto che Fatmagul non aveva mentito, che davvero Selim, insieme a tutti gli altri, aveva abusato della ragazza la notte del suo fidanzamento. La ragazza si ribella, la sostiene solo la madre, che, a differenza del padre, le importa solo della figlia e del suo dolore. Sono pronte ad appoggiare Fatmagul se la storia fosse vera.


Il padre no. Il padre la tratta come una merce. Prima è preoccupato dallo scandalo che travolgerebbe la sua famiglia e la sua carriera politica, poi pensa di mercificare la figlia, chiedendo un risarcimento economico. Meltem, che lo sente discutere con Resat, ne è disgustata, sentendosi ancora una volta una merce, anche lei, il cui corpo è stato ceduto per interessi puramente materiali.


E che dire di Asu, la prostituta che commette l'imprudenza imperdonabile di innamorarsi di un uomo come Mustafa? Avrebbe dovuto pensarsi anche lei che per una persona come lui, la donna è solo un corpo da usare. Fatmagul, anche se lui ancora la pensa, si sente ossessionato dal passato perso, in realtà per lui aveva valore solo nell'ottica della vergine che aspettava solo lui.


Davanti a un abuso così violento, prima respinge il pensiero, cerca la colpa, che sicuramente la ragazza deve avere, poi, quando scopre la verità, invece di chiedere perdono, accetta il "risarcimento" da parte della famiglia Yasaran, perché se la donna è solo un corpo, l'uomo lo possiede e può pretendere di essere rimborsato se il prodotto è stato guastato.


Come può Asu credere che Mustafa possa accogliere con gioia la notizia che lei aspetta un bambino? Da mezzo uomo qual è, le impone subito di "risolvere la questione", dopo una delle scenate isteriche che spesso lo colgono. Asu è annichilita, ma una donna che non sa stimare l'importanza di se stessa e del proprio corpo, come può avere la forza di ribellarsi e cominciare ad avere amore per sé?


Per fortuna, sul finale, Erdogan e Selim vengono portati in prigione, in attesa del processo, mentre Kerim, grazie anche al suo avvocato Kadir, riesce a essere messo fuori, per la sua collaborazione. Sembra l'inizio di un mondo nuovo. Sarà davvero così?

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