lunedì 12 gennaio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - La responsabilità (29)


Kerim è un personaggio che ti spiazza. Quando Fatmagul crede che lui, in qualche modo, sia ancora complice dei suoi ex amici e quindi lontano dall'anima tormentata che vive sperando nel suo perdono, ecco che sorprende tutti con una decisione che neanche lei aveva osato sperare, quella di raccontare tutta la verità alla polizia.


Fin dal principio tutti hanno cercato di nascondere quello che era successo, quasi ci fosse una colpa sotterranea di Fatmagul. Era uscita di notte, senza nessuna scorta, correva nei campi, in qualche modo se l'era cercata. Le solite cose terribili che si dicono e soprattutto si dicevano per giustificare una simile cosa. Oggi la cosa che si ascolta più spesso è "lei era consenziente", anche in casi in cui lei ha bevuto e il consenso non è reale, perché la volontà non è lucida. Ma ancora si dice, retaggio di una mentalità che è ben lungi dall'essere superata.


Qui siamo in un contesto ancora più stridente, dove anche la famiglia, in qualche modo, interviene per mettere a tacere. Si accetta persino di mentire, di far sposare la vittima con uno dei suoi carnefici pur di non far sapere la verità. Preferiscono far credere che lei abbia avuto una relazione clandestina con Kerim, invece che la dura e cruda verità, ovvero che è stata aggredita e abusata senza nessuna colpa.


Fatmagul non ha mai creduto di poter avere giustizia, ma Kerim, a questo punto, decide di assumersi la responsabilità delle sue azioni, dei suoi errori, e decide di ripulire il nome di Fatmagul, dandole giustizia e così si reca dalla polizia. Meryem e Fatmagul corrono da lui e non si capisce se sono preoccupate per lui o se davvero sono alla vigilia di una svolta colossale. Fatto sta che sono accanto a lui, anche quando lo portano in centrale e qui chiedono a Fatmagul di rispondere alle loro domande.


A quel punto giunge il momento tanto atteso. Lei deve denunciare o negare. Kerim la incita a seguire la strada della giustizia. Non ha paura per sé. Crede che sia giusto che debba assumersi la sua responsabilità e così la sprona. E lei, dopo il silenzio di mesi, finalmente ammette davanti alle autorità quello che è successo.


I nomi sono quelli pesanti, terribili di tutta gente importante, ma la ruota della giustizia ha cominciato a girare. Kerim viene rilasciato almeno sul momento, perché bisogna fare delle indagini e capire come proseguire. Lui torna a casa. Meryem decide di contattare un buon avvocato che possa aiutarli. Arriva un nuovo personaggio, un certo Kadir che era un contatto di Galip, l'ex socio di Kerim in paese.


Ed ecco che capiamo subito che Kadir, uomo distrutto dalla morte di una persona cara, che vorrebbe lasciarsi andare, finirà per assumere un ruolo importante in questa sgangherata famiglia. In un primo momento vorrebbe rifiutare il caso, ma poi cede e quando ascolta la storia di Fatmagul le dà speranza che qualcosa possa cambiare. 


Lei si emoziona, crede che davvero qualcosa cambierà ed è riconoscente a Kerim, anche se non lo ammette verbalmente, ma accetta nuovamente l'anello che gli aveva lanciato contro, anche se solo con l'idea di una forma di protezione. Inoltre è infastidita da Karen, la famosa amica straniera di Kerim, che gli ho offerto un lavoro.


Quando finalmente la polizia dà ordine di arrestare Erdogan, Selim e Vural, sembra quasi che il momento sia storico e che finalmente tutti pagheranno per le proprie colpe.

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