Fatmagül'ün Suçu Ne? - Ritorno a casa (31)
Siamo al punto della storia dove i nostri personaggi tornano a casa, o meglio nel paese d'origine, dopo che mille eventi li hanno portati lontano. Il processo, per forza di cose, si fa nella regine di Smirne, dove è successo il delitto e quindi Fatmagul, la cui presenza viene richiesta, deve lasciare il suo posto di lavoro e Istanbul per tornare nel suo paese dove ha trascorso la maggior parte della sua giovane vita e dove è successo ogni cosa.
Il gruppetto prende tre camere in un hotel carino, in attesa che le indagini proseguano. Kerim è tenuto a ricostruire, sulla scena del crimine, tutto quello che è successo, lacerando il cuore di Meryem. Accanto a lei c'è Kadir Bey, l'avvocato, che sembra più centrato sul caso.
Fatmagul è lontana. Il ritorno in paese ha aperto tutte le sue ferite, ma l'ha messa anche davanti alla consapevolezza che la sua vita è cambiata completamente. Non aveva mai immaginato di andare via. Non aveva grandi illusioni. Voleva solo sposarsi con Mustafa, avere dei figli e vivere la vita che avevano vissuto anche i suoi genitori.
Poi la terribile notte che ha cambiato la sua vita, ha stravolto ogni cosa. A scoperto cose di se stessa che non immaginava ed oggi è sicuramente una donna diversa, ferita, non ancora in grado di guardare avanti, ma decisa a ottenere cose che prima sembravano impossibili.
A non riuscire ad andare avanti è soprattutto Mustafa, arrivato sulle tracce di Fatmagul, lacerato da mille fantasmi che in realtà riflettono il suo senso di colpa e la sua incapacità di aprirsi davvero alla verità e alla vita. La sua rabbia nei confronti dei responsabili non si focalizza sul concetto di giustizia. Adesso è pronto anche a testimoniare a loro favore, pur di ottenere tutti i vantaggi.
Gli Yasaran sanno che è una pistola carica e cercano di utilizzarlo per i loro scopi. Lui, dopo aver respinto la gravidanza di Asu, cerca Fatmagul nel paese e quando la ritrova davanti alla loro vecchia casa, si illude che lei possa tornare con lui, ma la ragazza è ormai cambiata e il suo amore per lui è finito nel momento stesso in cui lui ha messo in dubbio la sua parola.
Lei lo respinge e Mustafa, invece di accettare le conseguenze delle sue azioni, arriva a puntarle un'arma contro per trascinarla nella sua vecchia casa, dove cerca, anche con la forza, di convincerla a cedere. La ragazza fugge, ma nel frattempo l'uomo ha chiamato Kerim, vero obiettivo della sua rabbia.
Mustafa non riesce proprio a capire come Fatmagul abbia alla fine accettato di sposare uno dei suoi carnefici e rifiuti lui. Kerim cerca disperato Fatmagul e quando li vede sulla scogliera, con Mustafa che la insegue, cerca di salvare la ragazza, ricevendo anche uno sparo in un braccio.
E qui Fatmagul fa una scelta, come la fa Kerim. Lei lo prega in nome dell'amore che lui prova per lei di non sparare e Kerim cede alle sue richieste, lanciando l'arma, che volevano che lui usasse proprio per rovinarsi, in mare. E Fatmagul accetta per la prima volta la sua mano, tesa in segno di aiuto, proprio per allontanarsi dal passato e andare verso il futuro.
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