La scena riprende esattamente da dove l’avevamo lasciata: “Chi è Mehmet Inci?”. Ovviamente Marasli non confessa di essere lui, anche perché il nome dell’agente segreto continua a emergere sempre in situazioni pericolose e ambigue, dove diventa difficile dire semplicemente: “Sono io”. L’inseguimento prosegue fino all’arrivo a una pompa di benzina, dove, come al solito, Marasli riesce a resistere all’assedio di più uomini. Nel frattempo, però, Tolga manda la polizia, avvisato da Mahur, e approfittando del caos Necati fugge ancora una volta, persino dalla sorella, inseguito dai suoi demoni.E dove possono condurre Necati, se non nel luogo simbolo di tutto quello che è accaduto? In questo caso è facile ritrovarlo, perché la tomba di Aziz e Ilhan lo aspetta come un monito a tutto ciò che ha fatto: manipolato, certo, ma comunque colpevole di averli trascinati verso quella fine. Mahur e Marasli lo ritrovano proprio lì e lo riportano a casa. Qui, di nascosto, Marasli interroga Necati per cercare di capire dove si trovi l’uomo che lo ha manipolato e che voleva la morte di Mehmet. In un miscuglio di bugie e verità, riesce alla fine a carpire qualche indizio.
Nel frattempo Tolga è deciso a scoprire il segreto di Mehmet Inci e chiede il fascicolo dell’agente segreto, convocando nel suo ufficio anche Hilal che, come al solito, copre l’ex marito, pur avvisandolo subito dopo che il procuratore è ormai sulle sue tracce.
Marasli si sente sempre più braccato, lacerato nella sua identità. Vorrebbe poter parlare con Mahur, ma allo stesso tempo si sente impossibilitato, perseguitato dal ricordo di un passato che lo spettatore vede riflesso in quel ragazzo adolescente che ha lasciato la sua casa e che ora continua a inseguirlo nei ricordi. La sua identità si frantuma e l’unica pace sembra trovarla tra le braccia di sua figlia e in quelle di Mahur, pur non riuscendo ancora a confessarle la sua più grande verità.
Nel frattempo Tolga muove tutti i suoi contatti per ottenere il fascicolo di Mehmet Inci e collegare finalmente tutti i fili. A un certo punto rivediamo anche Nevzat, a cui Hilal consena un dossier indirizzato proprio al procuratore. Temiamo subito che si tratti del fascicolo di Mehmet e quindi che il nostro Marasli possa essere stato tradito proprio dalla madre di sua figlia. Poco dopo, però, la donna lo chiama per avvisarlo che non ha potuto sottrarsi agli ordini e che presto tutti conosceranno la verità su Mehmet Inci.
E mentre Nevzat corre per consegnare il dossier, tutti sono sulle sue tracce, compreso Savas, perché il Rigattiere gli ha ordinato di portarglielo. Scopriamo infatti che tra lui e Mehmet esiste qualcosa di personale e che presto capiremo di cosa si tratta davvero.
Marasli riesce a contattare Nevzat e lo incontra in un capanno, pregandolo di consegnargli il dossier. Qui gli rivela finalmente la sua vera identità, che persino l’uomo che lo ha sempre aiutato ignorava. Nevzat, però, non cede alle sue richieste. Non può venir meno al proprio dovere e, mentre i due discutono, arrivano gli uomini di Savas, intenzionati a ucciderli e impossessarsi del dossier. Ovviamente non ci riusciranno, ma Nevzat, anche dopo che Marasli gli salva la vita, continua a rifiutarsi di consegnargli il fascicolo, deciso a portare a termine il suo compito.
Disperato e distrutto, Marasli alla fine chiama Mahur, pregandola di raggiungerlo. E mentre Nevzat consegna il dossier a Tolga, Mahur chiede spiegazioni all’uomo che ama, lasciandoci ancora una volta sospesi davanti a una verità che sembra sempre sul punto di emergere. Confesserà davvero? A mio parere dovrebbe farlo, ma gli autori riescono sempre a sorprenderci.








Nessun commento:
Posta un commento