Osservando le prime scene di questo nuovo episodio — che, come al solito, parte con un ritmo mozzafiato — pensavo a una cosa: Marasli, quando viene colpita una persona che ama, perde completamente la lucidità. Tutto il suo sangue freddo va in frantumi. Necati, infatti, pur essendo un uomo spietato, è soprattutto un manipolatore, uno che vive ingannando le persone intorno a sé. Lo vedo un po’ come Yago, anche se con la credibilità inquietante di un giullare di corte. Per anni ha simulato di non capire nulla di quello che accadeva intorno a lui, senza che nessuno si rendesse conto che, in realtà, era proprio lui a muovere tutti i fili, a spingere i giocatori sulla scacchiera.
Adesso, ancora una volta, attira Hilal nel suo rifugio solo per costringerla a confessare dove si trovi il famoso Mehmet İnci, l’uomo che doveva essere ucciso. Ancora non mi è chiarissimo il collegamento e perché lui sia così interessato a questo personaggio. Hilal nega che sia ancora vivo e non cede al ricatto di vedere morire Mahur e Nevzat se non parlerà. Marasli entra quasi nel panico al pensiero che Mahur stia morendo avvelenata e non ha la lucidità di comprendere la verità più evidente: Necati non farebbe mai davvero del male alla sorella, una delle poche persone che non lo ha mai accusato e che gli ha voluto bene incondizionatamente.
Hilal gli spara per impedirgli di continuare il suo gioco e Marasli, disperato, dopo aver cercato inutilmente l’antidoto, resta seduto sul divano con Mahur tra le braccia, annientato al pensiero che possa davvero morire. Ecco, l’amore è il punto debole di qualsiasi eroe, e lui appartiene completamente a questa categoria di personaggi.
Ovviamente Mahur non è morta e, poco a poco, si risveglia, trovandosi davanti il fratello agonizzante, Marasli sconvolto e, come al solito, senza aver davvero capito fino in fondo cosa stia succedendo intorno a lei. Mi chiedo perché, molto spesso, quando ci troviamo davanti a personaggi maschili così interessanti, quelli femminili debbano apparire più deboli. Capisco che sia funzionale alla storia e alla dinamica narrativa, e lo accettiamo, ma penso per esempio a Dila, in Kuzgun: era un personaggio femminile molto più carismatico, nonostante Kuzgun dominasse comunque la scena.
Qui la protagonista, pur avendo sentimenti nobili, finisce continuamente per essere manipolata da chiunque: dal protagonista, che l’ha avvicinata con un piano preciso, alla famiglia, che le fa credere solo ciò che vuole. Questa volta è il fratello che, approfittando di un momento di lontananza di Marasli, le racconta che è stato lui a sparargli e che deve stare attenta perché è un uomo pericoloso. Quando poi Mahur chiede spiegazioni a Marasli, lui, consapevole che lei non gli crederebbe, non le rivela la verità su Necati e sul fatto che il vero uomo pericoloso della famiglia sia proprio lui.
Intanto Marasli ritrova Nevzat, liberandolo dal nascondiglio dove Necati lo aveva rinchiuso. Insieme sono quasi invincibili e quando tutto il gruppo si dirige verso l’ospedale viene sorpreso dagli uomini di Savas, furioso dopo aver scoperto che a uccidere suo padre è stato proprio Necati e deciso quindi a vendicarsi. Ma una decina di uomini può ben poco contro due soldati addestrati come Marasli e Nevzat, che riescono persino a salvare Necati da morte certa.
In ospedale, però, Necati continua a insinuare nella sorella il dubbio che non possa fidarsi dell’uomo che ama e lei, esasperata dalla quantità di segreti che Marasli continua a nasconderle, lo allontana. Gli dice chiaramente che, se non è disposto a raccontarle la verità, lei non vuole più avere niente a che fare con lui. Marasli se ne va ferito, anche se subito dopo raggiunge Hilal, nel palazzo dell’intelligence di Istanbul, per dirle che qualcuno li ha traditi, passando a Necati l’informazione che Mehmet İnci sia ancora vivo.
Nel frattempo Necati si reca da Savas, dopo che quest’ultimo è andato a trovarlo in ospedale. Ha capito che qualcosa è cambiato nel suo socio e, quando arriva nel suo rifugio, scopre che Savas ha preso prigionieri suo padre e suo fratello. Lo scopo è spingerlo a confessare il delitto commesso molti anni prima e, in una scena drammatica, dove mette i tre uomini uno contro l’altro cercando di costringere Necati a uccidere il padre e il fratello, alla fine lui crolla e confessa di essere il vero colpevole.
Ma questo personaggio sinistro continua a fare danni senza che gli altri abbiano ancora compreso davvero la portata delle sue menzogne. Quando Marasli si reca finalmente da Mahur per confessarle tutta la verità, la donna lo accoglie con freddezza. È in quel momento che il pubblico scopre che Mahur sa già tutto: Necati, in ospedale, le ha rivelato che Marasli lavora per i servizi segreti, che la sua ex moglie Hilal lavora con lui e che tutto ciò che ha fatto e detto faceva parte di un piano per avvicinarla e infiltrarsi nella famiglia Turel.
Nel primo piano finale di Marasli sembra quasi di sentire il rumore del suo cuore che si spezza in mille pezzi, davanti alla consapevolezza che Mahur si senta profondamente tradita e che forse non riuscirà mai più a credere a lui.










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