Maraşlı - Il tempo della verità (18)
C’è un momento giusto per ogni verità. Basta sbagliare il tempo e quella stessa verità non viene creduta, ma scambiata per una calunnia. Oggettivamente Necati gioca d’anticipo e brucia Marasli sul tempo. Racconta la verità, la sua verità, e lo fa prima che lui abbia la possibilità di parlare con Mahur e di dirle tutto su se stesso e sulla sua famiglia. Così, quando Marasli cerca di raccontarle la verità sul fratello e sulle sue manipolazioni, lei lo respinge, incapace di credere anche solo a una parola. È troppo tardi. Mahur decide di allontanarlo per sempre dalla sua vita, senza capire che il male si annida proprio nella sua famiglia e che Marasli era soltanto la cura.

Intanto una verità sconvolgente emerge nel covo di Savas, quando l’uomo decide di affrontare i suoi due prigionieri e metterli davanti alla scoperta che dietro ogni cosa c’è proprio Necati, il fratello ritrovato. Ma qui, in un confronto rivelatore che mancava da tempo, Aziz spiega come tutta quella vendetta sia stata costruita su una bugia: quella raccontata dalla madre dei ragazzi sull’identità del padre di Necati. Perché sì, la donna aveva avuto una relazione con Omer, ma Necati era in realtà figlio di Aziz, come dimostrato da un test del DNA fatto anni prima, subito dopo la rivelazione della donna. Tutto, quindi, nasce da un terribile equivoco: anni di sensi di colpa, una vendetta pianificata nei minimi dettagli e fondata su qualcosa che non avrebbe mai dovuto esistere. Tutti restano sconvolti dalla scoperta, da Aziz allo stesso Savas.

Hilal raggiunge Marasli in un locale dove lui sta bevendo e insiste perché continui a collaborare con loro nell’operazione. Lui si rifiuta, deciso a troncare ogni rapporto con i servizi segreti, e lei, per ripicca, gli dice che non potrà più vedere la figlia, mostrando ancora una volta la sua natura manipolatrice. Marasli sparisce dagli archivi dell’intelligence e vedere i suoi dati cancellati nel nulla sembra annunciare qualcosa di tragico e definitivo per questo personaggio.

Lui, però, non si arrende. Il giorno dopo torna da Mahur, deciso a farsi ascoltare. Lei cerca di cacciarlo via, ma lui insiste e la porta in una casa nel bosco, che capiamo essere il suo rifugio, il luogo dove tutto è iniziato. Qui, anche contro la volontà della ragazza, comincia finalmente a raccontarle l’inizio della storia: come si sia avvicinato alla sua famiglia e come, lungo il percorso, si sia davvero innamorato di lei. Ma non riescono a concludere il discorso perché Mahur riceve la telefonata del capitano dello yacht che avrebbe dovuto portare lontano suo padre e suo fratello. L’uomo, preoccupato, rivela che non si sono mai presentati. È evidente che sia successo qualcosa e Marasli, anche se Mahur non lo vorrebbe accanto, decide comunque di accompagnarla.

Savas, furioso dopo aver scoperto l’inganno, aspetta Necati nel luogo dove tutto è iniziato, deciso a ucciderlo. Prima, però, gli rivela la verità sulle sue origini: è davvero il figlio di Aziz Turel e non di Omer, come ha sempre creduto. A salvarlo è Suat, il braccio destro di Savas, che in realtà era stato messo accanto a lui proprio da Necati. Quest’ultimo riesce a liberarsi e a fuggire, dopo aver ricevuto anche da Suat la conferma definitiva sulla sua vera identità.

Tornato a casa, Necati trova nella cassaforte il test di paternità e scopre nero su bianco la verità sulle sue origini. È una rivelazione devastante: si rende conto di aver distrutto la sua stessa famiglia, guidato da bugie che hanno deformato tutta la sua vita. Intanto Marasli e Mahur scoprono che i Turel sono nelle mani di Savas. Mahur continua ancora a respingere l’idea della vera natura di Necati, ma quando arrivano a casa Turel e lui esce implorando Marasli di aiutarlo a salvare la famiglia, dovrebbe finalmente rendersi conto che Marasli, pur avendo mentito sulla propria identità, le ha ormai confessato tutto, anche la verità sulla sua famiglia.

Necati e Marasli raggiungono il covo di Savas. È Marasli a introdursi per primo, eliminando una dopo l’altra tutte le guardie. Ma quando arriva nella stanza dove Aziz e Ilhan sono tenuti prigionieri, i due sono già morti. E l’arrivo della polizia, avvisata probabilmente da Savas, porta all’arresto di Marasli, accusato della strage e dell’omicidio dei Turel secondo la ricostruzione ufficiale. Questa volta i servizi segreti non intervengono per salvarlo dal suo destino.

E così il nostro eroe finisce in prigione per la morte crudele dei Turel. Un finale che lascia senza fiato, costruito con una sequenza rapidissima che ci trascina dalla scoperta dei corpi al carcere, fino al processo in cui Marasli viene accusato del duplice omicidio. Necati è troppo sconvolto per raccontare la verità e decide di togliersi la vita. E noi vediamo Mahur andare in carcere da Marasli, stranamente convinta della sua innocenza. È impossibile non chiedersi come sia arrivata finalmente a credere in lui, dopo averlo respinto fino al giorno in cui lui e Necati sono partiti insieme per salvare i Turel dalle mani di Savas.

Marasli la allontana, chiedendole di non tornare più e di continuare la sua vita. Ma quando Mahur esce dal carcere e tira fuori dalla tasca il famoso biglietto con la targa, un flashback rivelatore ci mostra che era stata proprio lei a scriverlo, senza saperlo, sotto dettatura di Necati. Ed ecco che tutta la verità le viene finalmente rivelata, ma ormai è troppo tardi: la sua famiglia è stata già spazzata via. L’episodio si chiude in modo doloroso e sorprendente. E sinceramente, dopo una svolta del genere, non so davvero più cosa aspettarmi da questa storia.
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