sabato 9 agosto 2014

LA PREDESTINATA (Stagione2, Episodio 1)






La seconda ed ultima stagione di DARK ANGEL si apre con un balzo in avanti. Siamo nel 2020, alcuni mesi dopo l'apparente morte di Max. Logan continua la sua battaglia e al suo fianco c'è una nuova presenza femminile che lo aiuta. Intanto al Jam Pony la vita di tutti prosegue anche se Original Cindy conserva nostalgica l'armadietto della sua amica.

Max è prigioniera di Manticore, dove Madame X sta cercando di domare il suo spirito di indipendenza, accresciuto durante i molti anni di libertà. La ragazza, che sogna la fuga, ha fatto amicizia con Joshua, un uomo dal viso di cane, che vive in un reparto sotterraneo dove sono imprigionati gli esperimenti più abominevoli. In seguito alla distruzione del laboratorio genetico, Madame X costringe i suoi soldati ad accoppiarsi per procreare nuovi transgeni. A Max viene destinato l'X5-494, gemello di Ben, l'x5 impazzito conosciuto nella stagione precedente. Lei lo rinomina Alec e questi sembra più interessato alla spravvivenza e all'adattamento, ben lontano dalla problematiche emotive di Ben. Max riesce a fuggire grazie a Joshua e ad Alec e raggiunge un sopreso ed emozionato Logan, che come SOLO OCCHI è diventato il nemico numero uno di Madame X.

I due si abbracciano, ma Logan si sente male improvvisamente per via di un virus letale che la donna ha iniettato in Max e che è tossico per l'uomo. A svelare le ragioni sarà Alec, che ha seguito la ragazza e che le rivela di aver agevolato la fuga per coronare il piano di Madame X. Questa vuole SOLO OCCHI ed in cambio salverà la vita a Logan. Ma Max si ribella e manda in onda il filmato in cui SOLO OCCHI racconta l'ubicazione esatta di Manticore. Madame X pur di coprire il lavoro svolto nel centro da ordine di dare fuoco a tutto con tutte le persone al suo interno. Max corre a salvare Joshua e gli altri, aprendo le porte del centro e permettendo a tutti i vari esperimenti di fuggire. Recuperato l'antivirale per Logan, Max ha uno scontro con MADAME X, ma la donna finisce per ricevere una pallottola destinata a lei. Sopresa da quel gesto, la donna le dice che lei è "quella che stavano cercando" e che deve tovare Sandeman. L'episodio si chiude con Logan che si riprende e Max che si rende conto che adesso che gli X5 ed i vari esperimenti di Manticore sono liberi nel mondo più nulla sarà come prima.

Questo primo episodio della seconda stagione è decisamente buono. Il lasso di tempo che ci separa dagli eventi ha creato una certa curiosità ed è interessante vedere i personaggi inseriti in un nuovo contesto, interagire con persone nuove. Interessante è l'inserimento di Joshua e delle altre creature frutto dell'incubo apocalittico di Manticore, ma bello è anche il ritorno di Janson Ackles in un personaggio dall'aria scanzonata, molto diverso dal problematico Ben. Emozionante l'incontro tra Logan e Max, anche se la gioia è stata breve e temo che possano tirarla troppo con la storia di vedere, ma non toccare con cui hanno giocato un'intera stagione. Interessante personaggio la bionda che si affianca a Logan. Mi chiedo come evolveranno le varie vicende. Inizio davvero interessante.

VOTO: 7 1/2

FRASI TRATTE DALL'EPISODIO


  • Alec: La mia designazione è 494. Max: Non ti si addice per niente. Ti chiamerò Alec.
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IMMAGINI TRATTE DALL'EPISODIO







MARY E IL MIRACOLO DELLA FEDE

Il personaggio femminile di Mary è tra quelli che entrano nel cuore del lettore lentamente, trovando uno spazio che poi trasformano in casa propria, occupandolo dolcemente, ma irrimediabilemente. Siamo ben lontani dalla bellezza sfolgorante di Beth, destinata ad un futuro da sovrana, distante appare anche l'avvenenza e la passionalità di Bella, l'amica che cambierà il suo destino per sempre, o dall'intelligenza acuta e affascinante di un personaggio come Jane. Mary è una creatura solitaria e silenziosa che con la sua presenza ha toccato il cuore di un randagio come John Matthew che dalla prima volta che ha sentito la sua voce al Telefono per la Prevenzione dei Suicidi l'ha in qualche modo adottata nel suo cuore, quasi avesse riconosciuto in lei un'altra anima solitaria.

Mary si prodiga per gli altri, cerca di dare tutta se stessa al prossimo, ma ha perso la fede e non crede nei miracoli perchè il dolore della perdita l'ha già segnata quando la incontriamo. La madre Cissy è morta di cancro, consumata lentamente e dolorosamente. Il suo primo gesto di stizza contro un Dio che la donna ha pregato inutilmente è stato quello di dare via la statua della Madonna (a cui deve il suo nome) ed il crocifisso al quale Cissy ha rivolto inutili e disperate preghiere. Non se l'è sentita di buttare via tutto; li ha consegnati in una chiesa, convinta della loro inutilità, poi ha venduto tutto e si è trasferita in una casa nuova, sperando di sfuggire al dolore. Ad un anno dal momento in cui si è sbarazzata del crocifisso e della Madonna, le viene diagnosticata la leucemia, come a dire questa è la risposta al tuo disprezzo. Mary ha lottato con le unghie e con i denti, decisa a sopravvivere e sembrava esserne uscita vincitrice, eppure quando la incontriamo per la prima volta i sintomi del ritorno della malattia sono già evidenti. E lei è stanca di lottare, anche perché teme che questa volta non ce la farà.

In un momento tanto delicato della sua esistenza arriva Rhage, il vero e proprio miracolo della sua vita. Bella, la sua spettacolare vicina, un giorno incontra lei e John seduti in piscina e colpita dal ragazzino, che è muto e riesce a parlare solo con il linguaggio dei segni, fa una misteriosa chiamata ad alcuni suoi amici, prospettando al ragazzo un corso di arti marziali. John e Mary finiscono per conoscere i membri della Confraternita del Pugnale Nero e mentre John capisce finalmente chi è e viene indirizzato sul giusto cammino, Mary incontra Rhage, l'essere più sfacciatamente bello, vitale ed energico che abbia mai visto. Rhage è un tornado che si abbatte sulla sua vita malinconica. Il loro incontro al ristorante, un appuntamento al buio organizzato da Bella, si rivela quanto mai ilare, in quanto Rhage, che è effettivamente colpito da Mary, si ritrova ad essere praticamente rifiutato dalla donna che non capisce come sia possibile che il suo interesse sia reale visto che tutto il ristorante gli muore letteralmente dietro e Rhage potrebbe avere chiunque. Quello che non capisce è che Rhage è attirato dalla sua stoica calma, dalla sua voce profonda e capace di calmare i suoi tormenti, di zittire la bestia che vive dentro di lui. La passione si sviluppa rapidamente come un fuoco, ma Rhage non è quello che si può accontentare di un ruolo secondario. Vuole essere nella sua vita, aiutarla, accompagnarla in ogni passo. Mary lo respinge, cerca di rifugiarsi nel distacco, di aggrapparsi alla cinica e dura realtà perchè è più facile per lei non credere nei miracoli e nel rassegnarsi alle cose come sono. La fede non premiata, le preghiere non ascoltate di sua madre hanno lasciato una ferita troppo profonda.

Rhage però riesce pian piano a rompere la sua armatura, quel muro che la difende, ma che allo stesso tempo la isola dagli altri, conquistandola completamente e vincendo le sue resistenze. Mary si affida a lui, anche se pensa che il loro tempo sia breve e sarà proprio Rhage ad operare il miracolo, a riuscire a riscattarla alla morte e a garantirle un lungo futuro al suo fianco. Da quel momento Mary sarà una presenza rassicurante nel nucleo della Confraternita, colei che aiuterà il turbolento Zsadist a fare i conti con il suo passato, che incoraggerà ed aiuterà Wrath nel momento della perdita completa della vista. Anche se più discreta e meno sfavillante di molte altre shellan, il personaggio di Mary è uno di quelli che occupano un posto speciale nel cuore del lettore.

RHAGE, IL BELLO E LA BESTIA

Inutile negarlo, il mio cuore si è perso per il personaggio di Rhage fin dal nostro primo incontro. Nel volume I di questa entusiasmante saga, il nostro affascinante fratello compare già con tutta la sua sfolgorante bellezza. Non esiste essere umano, vampiro, maschio o femmina, che possa guardarlo indifferente. La sua avvenenza accecante gli è valsa quel nomignolo con cui tutti lo chiamano, ovvero Hollywood, visto che sembra un divo del cinema, che a detta di tutti farebbe apparire scialbo persino Brat Pitt.

Rhage ci viene presentato come una testa calda, un vampiro bellissimo e apparentemente superficiale, sempre pronto a prendere in giro tutti, a fare battute, a sedurre e portarsi a letto quante più donne possibile. E ovviamente nessuna lo rifiuta, incapace di credere alla propria fortuna. Eppure il sesso e la violenza sono per lui solo uno strumento per poter sfogare una tensione interiore legata ad una terribile maledizione. Sulla sua schiena perfetta infatti è tatuata una creatura leggendaria, un mostruoso drago dai colori sgargianti e dallo sguardo feroce che è il marchio di un'oscura maledizione che rischia di trascinarlo nel baratro. Ogni volta che il nostro affascinante eroe perde il controllo, la bestia, come la chiama lui, prende il sopravvento trasformandolo fisicamente ed emotivamente in una macchina portatrice di morte. E' una delle armi più potenti della confraternita, ma tutti i fratelli temono il momento della sua trasformazione, non solo per la loro incolumità, ma anche perchè poi Rhage per giorni non riesce a ritornare se stesso.

La Vergine Scriba lo ha punito per la sua insensibilità quando era solo un ragazzino appena trasformatosi in vampiro, travolto dal suo nuovo potere ed eccessivamente negligente nei confronti dei suoi impegni e delle sue responsabilità. Condannato a scontare per duecento anni la morte accidentale di un barbagianni, ovvero di una creatura innocente, vittima di un colpo di fucile sparato da una donna su cui lui voleva fare colpo, Rhage ha imparato moltissimo da questa maledizione, costretto a dividere il suo corpo con la creatura mostruosa che vive con lui, sempre attento a non eccedere, a non lasciarsi travolgere. Eppure agli occhi di tutti appare come un dongiovanni superficiale e non intenzionato ad impegnarsi sul serio. Invece il sentore del suo desiderio di una compagna a cui dedicare la sua esistenza emergono già nel primo volume, quando riflette sul suo desiderio ad alta voce considerando la fortuna di Wrath nell'aver trovato Beth.

Vishous gli predice il futuro nel secondo capitolo della saga, quello a lui dedicato. La sua esistenza cambierà per opera di una vergine. Se in un primo istante Rhage desidera il cambiamento, ne è poi spaventato, anche se l'arrivo di Mary (la vergine almeno di nome) avviene contro ogni previsione e contro ogni calcolo.

Tra tutte le femmine che gli muoiono dietro, Rhage finisce per innamorarsi perdutamente della più improbabile, quella che un vero dongiovanni non sceglierebbe mai. Mary è un'umana condannata a morte dalla sua malattia. Quando si incontrano nel corridoio del centro di addestramento, lei è lì come interprete di John. Non conosce niente del mondo della Confraternita ed è destinata a dimenticare ogni particolare di quell'incontro. Rhage è accecato dalla trasformazione e dagli strascichi che lo fanno stare male, ma la voce di Mary, così calma e suadente, è la prima cosa che lo attira verso di lei. Si metterà poi sulle sue tracce con l'intenzione solo di usarla e di lasciarla andare, consapevole della sua inadeguatezza al suo mondo, ma ogni minuto passato con lei diventa per Rhage una ragione in più per restare.

Mary apre tutte le porte di un cuore generoso, attento, di un maschio pronto a combattere e difendere coloro che ama. Malgrado gli ordini perentori di Thor di tagliare tutti i ponti con Mary, Rhage sfida lui e la sua autorità, condannandosi a subire un Rhytho di purificazione pur di tenere Mary al suo fianco e difenderla dai lessers che sono sulle sue tracce. Lui è quello innamorato folle, quello che la cerca, che lotta per restare al suo fianco, che vuole convincerla della sincerità dei suoi sentimenti, mentre lei è insicura e cerca di tenerlo lontano da un futuro solo di dolore. La sua costanza, la sua dedizione riusciranno a fare breccia nel cuore di Mary e la convinceranno della sua sincerità e del suo amore. E persino Wrath ammetterà con affetto che Rhage si è dimostrato molto più profondo e valoroso di quello che tutti loro credevano, in quanto abbraccerà la croce della malattia di Mary, pronto a tutto pur di combattere con lei. E quando il destino gli chiuderà tutte le porte, ricorrerà persino alla rinuncia di lei pur di darle la possibilità di esistere, di vivere, anche se lontano da lui. Per fortuna non ce ne sarà bisogno, ma il gesto dimostrerà alla Vergine Scriba il profondo cambiamento subito da Rhage.

A questo punto la maledizione non viene più vista come tale e la bestia che vive dentro di lui viene accolta a braccia aperte come una parte profonda di lui stesso, da capire e con cui coinvivere senza ostilità. E se un tempo il suo sogno principale era quello di liberarsi dell'altra creatura e vivere finalmente libero, con Mary Rhage sente di poter far coinvivere le sue due metà senza turbamenti. In definitiva, tutto merito del potere salvifico dell'amore.


domenica 3 agosto 2014

PER AMORE DI MAX (Stagione 1, Episodio 21)


E dopo lunghi mesi, eccomi alla fine di questa prima stagione, che ha avuto momenti alti ed altri meno entusiasmanti. L'ultimo episodio racchiude a mio parere i pro ed i contro di questa serie che ha alla base buone idee, non sempre ben sviluppate.

La storia si era interrotta con l'irruzione di Max nel laboratorio dove è tenuta prigioniera Tinga. Il sopraggiungere delle truppe di Lydecker li sorprende e lo shock di rivedere sua sorella, ormai in fin di vita, paralizza la ragazza che non riesce a ribellarsi. Catturata, Lydecker si rende conto di essere a sua volta braccato da Madame X e decide di nascondersi in un motel con i pochi soldati fedeli che gli sono rimasti. Al suo risveglio, Max scopre di essere stata vegliata dal suo carnefice che le confessa di averla sempre preferita agli altri X5 perché ha conservato in lei elementi genetici della moglie, l'unica donna che lui abbia mai amato. Convinto che presto saranno ritrovati, vorrebbe porre fine alla sua vita insieme alla sua creatura, ma Max riesce a convincierlo a liberarla e lo trascina nel covo dove Zack e Logan si stanno organizzando per rintracciare la ragazza. A dare man forte sopraggiungono anche Krit e Syl, due altri X5 che erano stati aiutati da Zack.  I sei decidono di dare credito alle parole di Lydecker e di fare irruzione a Manticore per far saltare in aria il laboratorio dove è conservato il loro patrimonio genetico.

Max e Logan sono ancora in una fase di stallo sentimentale, ma si rendono conto che questo non è il momento per fare il fatidico passo e rimandano tutto a dopo lo scontro. Zack e Max fanno irruzione insieme a Krit e Syl, con il sostegno militare di Lydecker e le abilità tecnologie di Logan. Scovati da Madame X, i soldati riescono a far saltare il laboratorio, ma i vertici gli scagliano contro gli X7, la nuova generazione di soldati che sono stati sviluppati dal loro patrimonio genetico.

E qui a mio parere il colpo di genio che sembra movimentare e riscattare un episodio che era andato avanti scorrevole, ma abbastanza fiacco per essere un finale di stagione. Mentre Max corre nel famoso bosco che tante volte ha rievocato nei suoi ricordi, si imbatte nella sua nuova io, la stessa ragazzina dagli occhi spaventati e arrabbiati che abbiamo visto nel suo passato. Lei punta una pistola al suo cuore, ma in un breve scatto Max riesce a liberarsi e a vincerla in uno scontro fisico. La missione è compiuta, tutti ritornano alla base. Si va a festeggiare con gli amici del Jam Pony. I due mondi di Max si incontrano e tutto sembra filare liscio. Lydecker se ne sta seduto ad un tavolino a festeggiare con loro, Zack da la sua approvazione alla storia tra Max e Logan, e finalmente i due innamorati se ne vanno nel lussuoso attico del ragazzo per festeggiare e lasciarsi andare ai sentimenti che provano l'uno per altro. Troppa felicità e perfezione, per essere vera ed un'ombra di un corvo che si proietta sul muro interrompe il momento magico, come il sangue comparso sulle mani di Logan mentre l'accarezza. Si tratta tutto di un sogno, o di un breve flash di quello che avrebbe potuto essere. E qui il finale decolla, crescendo di tensione ed emozione. Peccato che si verifichi solo negli ultimi dieci minuti. La pistola del X7 ha colpito al cuore Max. L'arrivo disperato di Logan nulla può se non raccogliere gli utlimi momenti di una Max moribonda. Lydecker trascina via a forza il ragazzo, mentre Zack cade prigioniero del suo nuovo io. Trasportati entrambi in una delle sale operatorie di Manticore, Max è ormai spacciata. Il suo cuore è andato e solo un cuore di un X5 potrebbe salvarla. E qui Zack si immola, come solo un capo, un vero leader potrebbe fare, sacrificandosi per i suoi soldati, ma anche come un uomo innamorato è in grado di fare. Dicendo a Max di continuare a lottare e di combatterli, si spara alla testa offrendo se stesso in sacrificio. Uno stacco temporale ci mostra Max al risveglio, dopo l'intervento, con Madame X che le rivela che il suo nuovo cuore è quello di Zack e che lei è tornata a casa.

E sul finale vediamo Logan in cima alla torre dove per un'intera stagione avevamo visto Max che spera, oltre ogni ragionevolezza, che lei da qualche parte sia ancora viva.

La puntata come ho detto recupera alla grande negli ultimi dieci minuti, ma per i primi trenta la storia mi è sembrata un po' lenta e tirata. Non che non fosse interessante vedere i vari i personaggi interagire tra di loro, fronteggiare il loro passato (basti pensare al ritorno dei soldati fuggiaschi a Manticore), all'incontro con Lydecker, una sorta di padre padrone, ma allo stesso tempo legato ai suoi figli. Eppure sembra mancare qualcosa per raggiungere l'apice. Certo il finale si riprende alla grande, lasciando tanti punti interrogativi e soprattutto il desiderio di una seconda stagione.

VOTO: 8

FRASI TRATTE DALL'EPISODIO

Zack: Combattili, Maxie. Promettimi che li combatterai. X5/599, ho un cuore per voi.

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MADAME X: Era un vero uomo, tuo fratello Zack...E deve averti amato davvero tanto per fare un tale sacrificio. Ma non è confortante sapere che una parte di lui continua a vivere dentro di te? E che entrambi siate tornati a casa, da me?


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Logan:  Qualche volta sembra come se fosse successo a qualcun altro, come se fosse una storia che mi hanno raccontanto. Anche se so che è successa davvero, qualche volta non posso fare a meno di credere che lei non se ne sia davvero andata, che sia li fuori da qualche parte e spero soltanto che stia bene. 

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FOTO DELL'EPISODIO









ORGOGLIO E PREGIUDIZIO (1995)




In quest'estate alquanto piovosa, piena di lavoro e senza vacanza, mentre tutto il resto del mondo si accinge o è già partito per lidi gioiosi e spensierati dove passare qualche settimana o pochi giorni, come la tasca potrà permettere, il canale LAEFFE non si è dimenticato di noi, che restiamo a casa e non abbiamo grandi possibilità di vita mondana. La domenica ripropone nuovamente i classici che tanto hanno spopolato. Stasera verrà trasmessa per la millesima volta l'ultimo episodio della serie britannica ORGOGLIO E PREGIUDIZIO dell'ormai lontano 1995. Eppure ogni volta che lo vedo mi sa di nuovo. E' come incontrare una persona che conosci da anni e malgrado ciò hai sempre piacere nel rivederla.

La storia è quella ormai nota. La famiglia Bennet è composta da un padre distratto, una madre ossessionata e cinque figlie femmine da maritare prima che il signor Bennet passi a miglior vita lasciandole praticamente in mezzo ad una strada, visto che le leggi prevedono che le proprietà vadano al primo erede maschio, ovvero il petulante e noioso Mr Collins. La prima della famiglia che sembra avere ottime possibilità di matrimonio è Jane, che dovrebbe essere la stella fulgida che acceca i pretendenti con la sua bellezza. In questa versione onestamente hanno scelto un'attrice carina che però in alcune inquadrature ha il volto da cavallo e si fatica a vederla come la più appariscente delle cinque. Ho letto da qualche parte che era la figlia di un'attrice famosa e questo ci fa cadere il mito dell'Inghilterra che premia i meritevoli. A parte questo la ragazza è passabile, discreta quanto richiede il personaggio, visto che Jane è si bella, ma apparentemente fredda ed incapace di manifestare con troppo calore i propri sentimenti. Malgrado ciò Mr Bingley, un facoltoso possidente venuto in vacanza con famiglia e amico (l'insopportabile e orgoglioso Mr Darcy) subito si invaghisce di Jane coronando le speranze della Signora Bennet che si augura di aver accalappiato il primo genero al laccio. La seconda figlia, Lizzie, è quella più assennata, dotata di un carattere solare, di un acume brillante, anche se penalizzata dalla scarsa dote e da una famiglia imbarazzante. Tra lei e Mr Darcy sono subito scintille di antipatia, soprattutto da parte di lei che non accetta le sue critiche sulla sua famiglia, molte volte assolutamente reali, tanto che si potrebbe dire che la vera orgogliosa sia lei, piuttosto che Darcy, che, malgrado tutti i lati negativi di una simile unione (siamo in un'epoca in cui il matrimonio è visto come un contratto d'affari), alla fine si lascia vincere dall'amore per la ragazza, che però lo rifiuta sdegnata. Intanto le piccole Bennet si danno da fare, creando scompiglio. Non tanto per Mary, la bruttina della famiglia, zitella per natura e vocazione che senza talento nè simpatia sembra incamminarsi verso un futuro di solitudine, ma piuttosto per le altre due, Kitty e Lydia, a caccia perenne di un uomo, senza contegno nè freni. Sarà soprattutto Lydia quella che rischierà di gettare il futuro di tutta la famiglia nel fango, fuggendo sprovvedutamente con un cacciatore di dote come Wickham, che priva aveva corteggiato la più assennata Elizabeth, poi allontanata dalla scoperta della sua vera natura fatta grazie ad un racconto personale di Darcy. Sarà quest'ultimo, che pian piano si è rivalutato agli occhi di Lizzie, ad intervenire prontamente per risolvere la situazione. Il resto è storia....

Questa miniserie britannica ha il pregio di raccontarci tutti i particolari di un romanzo amato da generazioni di ragazze. In ben sei puntate infatti finiamo per conoscere tutti i personaggi, entrare nelle loro case, sorridere dei loro discorsi, intristirci per le varie vicende, tanto che alla fine ci sembra proprio di conoscere l'arguta Lizzie e l'altero Darcy, l'ossessiva signora Bennet o lo svagato signor Bennet, come il petulante cugino Collins, o l'aristocratica Catherine De Bourgh. I due protagonisti principali sono adattissimi ai ruoli, onestamente più di altri, e Colin Firth resta a mio modesto parere uno dei migliori Darcy che ci ha regalato la televisione ed il cinema degli ultimi anni. Rivedere questa serie è sempre un piacere.

VOTO: 7

IMMAGINI DELLA SERIE






BETH RANDALL La Regina di Cuori





Beth, o Elizabeth Randall, è una giovane reporter di cronaca nera che lavoro per il Caldwell journal. Ha solo venticinque anni, un'esistenza piuttosto grigia, divisa tra un incarico poco gratificante (corregge gli articoli degli altri), pochi amici, nessun uomo ed un passanto alquanto triste di orfanotrofio e famiglia affidatarie. Malgrado la sua bellezza elegante ed il fatto che gli uomini si invaghiscano di lei perdutamente, lei si sente lontana da tutto e da tutti. L'unico che riesce in qualche modo ad innervosirla è Butch O'Neil, il poliziotto della omicidi che lei ha soprannominato Ossoduro. Jose de La Cruz, il partner di Butch, invece è un ragazzo a modo, simpatico ed affettuoso, che le da sempre dritte sui casi su cui stanno indagando, come una terribile esplosione in cui è morto un uomo e dove sono state ritrovate delle stelle ninja.

Beth, che sta attraversando un periodo particolare della sua vita, ignora che la sua esistenza sta per cambiare profondamente e che il caso su cui sta indagando la polizia di Caldwell è strettamente legato al suo passato, in quanto la persona morta nell'attentanto è il padre che lei non ha mai conosciuto, ma che la seguiva da lontano passo dopo passo. A svelarle molti dei lati oscuri del suo passato sarà Wrath, un oscuro personaggio che un giorno entrerà nel suo spoglio appartamento e per il quale da subito nutrirà un'insana quanto inspiegabile attrazione. Wrath in realtà rappresenta tutto quello che lei ignora di se stessa e della sua vita. In un primo momento Beth crede che possa essere un poliziotto mandato da Ossoduro a controllare la sua casa dopo l'aggressione che la ragazza subisce una sera tornando a casa. Quando si renderà conto che non è così sarà ormai già troppo tardi perchè Wrath l'avrà trascinata nel suo mondo dove lei scoprirà cose di se stessa che ignorava.

Beth è stata una creatura solitaria per tanti anni, sballottata in un mondo umano senza sapere di essere qualcosa di profondamente diverso. Darius l'ha rintracciata quando è venuta al mondo, ma non se l'è sentita di trascinarla nella sua esistenza violenta, prima di una figura femminile di riferimento. Così Beth è passata da una famiglia all'altra senza conoscere il vero senzo della parola casa, anche se scoprirà che Darius è stato presente in tutti i momenti fondamentali della sua vita, interessandosi a lei, ai suoi lavori, ai suoi studi. Anche il suo ultimo pensiero, prima di morire, è stato quello di aiutarla e l'invio di Wrath nella sua vita è proprio frutto di quell'amore assoluto che suo padre nutriva per lei.

Malgrado le prime resistenze e l'incredulità difronte ad un racconto gotico piuttosto che reale, Beth accetterà facilmente la vita al fianco dell'irrequieto sovrano, legandosi facilemente a tutti i suoi fratelli, che la considereranno come il punto saldo nella vita del loro Re. Quando Wrath infatti annuncerà a tutti di volerne fare la sua shellan, i fratelli le giureranno fedelatà assoluta, anche l'irrequieto Zsadist che sembra sfuggire a qualsiasi vincolo di lealtà. Beth diventa il cuore della Confraternita, colei che riesce in qualche modo a rendere più ragionevole il suo compagno, la ragione per cercare di tornare a casa ogni mattina tutto d'un pezzo. Colei che non aveva una famiglia tutta sua, finirà per essere a caso di una casa che decine di stanze, ragazzi irrequieti ma dal cuore d'oro che porteranno tutte le loro vicende tra le alte mura della magione dove si trasferiranno.

Ad un certo punto della storia nella sua esistenza comparirà anche un fratello di sangue, John Matthew, figlio dello stesso Darius, almeno così tutti crederanno. Lei sentirà un affetto sincero fin dal loro primo incontro, ma la verità che tutt'ora ignora, è che John altri non è che Darius, ritornato sotto nuove spoglie pur di stargli vicino, come ricompesa della Vergine Scriba per una vita valorosa terminata ingiustamente ed in modo violento.

Il sogno più grande di Beth è però quello di avere un figlio tutto suo, malgrado la ferma decisione di Wrath di non sottoporla mai ad un simile rischio. Ma il suo desiderio di famiglia, nato da una mancanza assoluta nella sua infanzia, è tale che non dubitiamo possa alla fine avere la meglio anche sui timori del suo compagno. D'altronde come è tipico di tutte le famiglie reali, un regno ha bisogno di un erede.

WRATH IL RE CIECO







"Tutti i re sono ciechi, amico. Ma se hai il cuore al posto giusto puoi sempre vedere con chiarezza la tua strada."


Wrath, figlio di Wrath, membro della Confraternita del Pugnale Nero, è l'ultimo della sua stirpe, ovvero l'ultimo vampiro rimasto sulla faccia della terra ad avere il sangue completamente puro, ovvero senza influenze umane. Lui è il prescelto, l'erede ad un trono che non vuole, colui che dovrebbe farsi carico degli schemi politici e della salvaguardia della sua gente. Quando lo incontriamo per la prima volta, nel primo volume della saga, Wrath è più un guerriero che un politico. Vive rifuggendo i contatti con gli altri e soprattutto negando il ruolo che il destino ha scelto per lui. Da quando ha perso i suoi genitori e ha subito la sua trasformazione, Wrath combatte notte dopo notte al fianco dello sparuto drappello di soldati temuti e disprezzati dalle alte gerarchie, considerati un male minore e necessario nella guerra contro i lessers.

Wrath è una creatura selvaggia e solitaria che ha ridotto al minimo i contatti con gli altri. Darius, uno dei suoi soldati, lo considera quasi un amico, ma nell'avvicinarlo per chiedergli il favore della vita, ovvero occuparsi della transizione della figlia Beth perchè con il suo sangue puro possa assisterla e impedirle di morire nel cambiamento, non è tanto sicuro che Wrath lo aiuterà. Il suo distacco dalle cose e dagli altri è maturato lentamente, nel corso dei secoli. Prima fragile fisicamente, solo e spaventato, sentendosi un vigliacco per non essere riuscito a salvare i suoi dai lessers che lo hanno ucciso, Wrath con la transizione si è trasformato in una creatura potente e pericolosa che riesce a tenere tutti lontano da lui. Beth sarà la chiave che gli permetterà di trasformarsi e che lo indurrà a relazionarsi pian piano con tutti gli altri personaggi, diventando quel leader che tutti stavano aspettando, il capo famiglia di cui hanno bisogno.

Certo anche la morte di Darius svolge un ruolo fondamentale. Nel famoso primo incontro dei lettori con Wrath, quando arriva minaccioso nel locale dove Darius lo sta aspettando, annunciando tempeste e fulmini ad ogni passo, rifiuta categoricamente l'idea di aiutare la figlia meticcia del suo guerriero. Reputa che sia una perdita di tempo e lui davvero non ha un momento da regalare a nessuno. Quel suo rifiuto, quel suo chiudersi su qualcosa che è di vitale importanza per Darius, un fratello che è sempre stato al suo fianco fin dal principio, acquisterà il peso di un fardello difficile da portare quando D salterà in aria per opera dei lessers pochi istanti dopo.

La promessa negata diventerà lo scopo della vita che porterà Wrath nell'esistenza di Beth Randall. L'incontro tra i due sconvolgerà per sempre lo schema mentale del nostro re in quanto le si avvicinerà con l'idea di aiutarla nella transizione per poi allontanarsene. Pian piano però il legame con la figlia di Darius diventerà sempre più forte e solido. Il senso di possesso che caratterizza il rapporto di appartenenza l'uno con l'altro che è proprio dei vampiri lo indurrà a scontrarsi anche con Butch, il poliziotto infatuato di Beth, che poi diventerà uno dei personaggi cardine anche all'interno della Confraternita. Quando Beth subirà la trasformazione che potrebbe farla morire o ridestarla ad una vita completamente nuova, per Wrath è già troppo tardi ed il suo progetto di aiuto e abbandono è ormai fallito miseramente. Quando Beth si risveglierà al suo fianco, ormai trasformata in una di loro, Wrath l'ha già scelta come sua shellan, come la compagna della propria esistenza. Per Beth, Wrath cambierà completamente la propria vita, rinunciando alla solitudine e all'isolamento, alle battaglie sanguinose e violente con i lessers, ascendendo ad un trono che fino a quel momento aveva sempre rifiutato. 

Il Re Cieco, come viene descritto nei racconti dei suoi sudditi, ma anche dei suoi nemici, per via della debolezza agli occhi che lo affliggeva fin dalla sua vita prima della transizione, è un personaggio che matura lentamente romanzo dopo romanzo, anche se la grande svolta arriva nel primo volume a lui dedicato. Salito al trono, Wrath continuerà ad essere pericoloso e letale, anche se in maniera completamente diversa, dovendosi difendere dai non pochi nemici. Basti pensare all'arrivo sulla scena della Banda dei Bastardi con a capo Xcor. Se un primo attentato, piuttosto fragile da un punto di vista narrativo, era stato ordito dall'insicuro fratello di Marissa che voleva vendicare l'onore della sorella rifiutata, il secondo ha una potenza che ben si addice al ruolo a cui è asceso. Nell'aggressione subita a casa di Assail, quando solo i nervi saldi di Thor e l'eroica impresa del giovane Qhuinn riusciranno a salvargli la vita, il lettore subisce tutto il fascino e la potenza di una scena simile, avendo ormai conosciuto ed apprezzato Wrath in tutti i suoi momenti. 

Anche la perdita completa della vita, avvenuta andando avanti nei volumi, lo indurrà ad un nuovo cambiamento, a ridefinire tutte le sue strutture, a riadattarsi ad un mondo nuovo nel quale entrerà un peloso amico, George, in grado di dargli tutto il suo aiuto, e una guerriera sconosciuta, Payne, che scopriremo parte di questa grande famiglia. La perdidta della vista però non lo renderà meno pericoloso, basti pensare al discorso che fa, subito dopo l'attentato, quando si rende conto che Xcor potrebbe avere l'appoggio di una parte della glymera che da sempre lo ostacola. Il discorso che rivolge alla sua aristocrazia è di fatto quella di un guerriero, non di un diplomatico, di un sovrano assoluto e non di un conciliatore. Chi di voi mi tradirà non riceverà nessuna pietà, è il nocciolo del suo discorso. E molti saranno quelli che faranno un passo indietro, timorosi della sua collera.  Ma se da un lato si impone come un Re la cui volontà è legge, dall'altro lato è anche colui che accetterà molte delle trasgressioni dei suoi fratelli, accettando le loro problematiche scelte di vita, aprendosi al diverso, al nuovo, innovando tradizioni arcaiche che non hanno più motivo di essere. 

La Vergine Scriba lo rimprovera nel primo volume di non venerala come dovuto, di non chiedere consiglio a lei, di non rispettare le sue leggi e di essersi sottratto alla sua responsabilità nei confronti dei suoi sudditi. Una volta asceso al trono, Wrath continuerà a governare secondo un proprio canone interiore piuttosto che secondo i deddati di colei che veglia su tutti loro. Il potere della Vergine Scriba si ridurrà sempre di più, mentre Wrath scoglierà vecchie obblighi, come quello che costringeva le Elette a procreare solo con Primale per dare vita a guerrieri forti destinati ad entrare nella Confraternita, ed imporrà il diritto del marito, permettendo ad un ragazzo valoroso, senza famiglia nè origini come Qhuinn di entrare a far parte a pieno titolo dei Fratelli. 

Wrath è dunque un sovrano illuminato, proiettato verso il futuro, in grado di difendere e progettare un domani per tutto il suo popolo.